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venerdì 7 luglio 2017

Levitazione


L'inspiegabile
Le antiche civiltà "levitano" i massi per costruire 
monumenti massicci? 

È sbagliato pensare che grandi civiltà antiche come gli antichi Egiziani, Olmechi, Pre-Inca e Inca abbiano decifrato i segreti della "levitazione" e di altre tecnologie che sono state etichettate dalla società odierna come impossibili e mitologiche? E se lo fossero, è possibile che abbiano usato queste "tecnologie dimenticate" per erigere alcune delle più incredibili costruzioni antiche sul nostro pianeta? 

 

L'idea che antiche civiltà in tutto il mondo abbiano potuto trasportare blocchi supermassivi di pietre ha colto per anni gli interessi degli autori, dei ricercatori, degli ingegneri e del grande pubblico.

E' possibile che antiche culture che hanno abitato la Terra migliaia di anni fa avessero la capacità di spostare blocchi di pietra che pesano 50, 70 o 100 tonnellate?

Inoltre, come sono stati in grado di posizionare queste enormi pietre con estrema precisione facendole aderire con massi più grandi?

Oggi, quando gli ingegneri vogliono trasportare blocchi supermassivi di pietra, hanno bisogno di super macchine. Per noi spostare un masso da 50 tonnellate utilizziamo una serie di strumenti diversi. Tra le altre cose, oggi vengono utilizzate delle gru, prese idrauliche, travi e travi in ​​acciaio quando i costruttori devono spostare i massi pesanti.

Così, la domanda è: come fecero gli antichi popoli presenti sulla Terra migliaia di anni fa a costruire siti come Puma Punku, Ollantaytambo, Baalbek, Teotihuacan e le Piramidi di Giza?

Se diamo un'occhiata a Baalbek in Libano, troveremo il tempio di Giove che contiene TRE delle pietre più alte del mondo. Uno solo di questi massi strepitosi pesa 1.000 tonnellate. Come gli hanno spostati?

Va bene, diciamo che in qualche modo sono riusciti a farlo, ma se andiamo in Bolivia troveremo la stessa cosa più e più volte. Puma Punku contiene alcuni dei blocchi più grandi mai tagliati pesanti 100 tonnellate che si crede siano stati realizzati oltre 2000 anni fa.

Ma Baalbek e Puma Punku non sono gli unici siti della Terra che hanno pietre massicce. Se andiamo in Africa, noteremo che l'altopiano di Giza è qualcosa da missione impossibile. La Grande Piramide di Giza è costituita da uno spettacolare 2,3milioni di blocchi. Quello che è ancora più sorprendente è che il peso della piramide è stimato a 5.955.000 tonnellate. Moltiplicato per 10 ^ 8 fornisce una stima ragionevole della massa terrestre. Alcune delle più grandi pietre di granito si trovano nella camera del Re e pesano tra 25 e 80 tonnellate ciascuna. Questi massicci blocchi di pietra sono stati trasportati da Aswan, a oltre 800 chilometri di distanza.

Questi blocchi di pietra hanno sconcertato esperti, autori e il pubblico per decenni. È possibile che i nostri antichi antenati conoscessero i segreti della levitazione? Una tecnologia che da allora è stata persa nel tempo e nello spazio?  O era tutto fatto con una gigantesca forza lavoro?

È forse sbagliato pensare che grandi civiltà antiche come gli antichi Egiziani, Olmechi, Pre-Inca e Inca abbiano decifrato i segreti della "levitazione" e di altre tecnologie che sono state etichettate dalla società odierna come impossibili e mitologiche?

E se fosse vero? E' possibile che abbiano usato queste "tecnologie dimenticate" per erigere alcune delle più incredibili costruzioni antiche sul nostro pianeta?

E se non fosse una tecnologia perduta o se NON trovarono i segreti della "levitazione" in che modo avrebbero potuto e creare sulla terra dei monumenti supermassivi?

Il segreto può risiedere nell'acustica

La domanda ovvia è ... Come è possibile che una cultura vecchia di 10.000 anni potesse spostare pietre pesanti più di 50 tonnellate?

Curiosamente, tutti i siti antichi che sono caratterizzati da pietre MASSIVE hanno una cosa in comune: ci sono storie, leggende che dicono che queste sono state costruite dagli Dei.

Quindi, pensandoci ... gli Dei arrivarono letteralmente sulla Terra per spostare pietre MASSIVE? O qui c'è qualcosa di più riguardo alla storia?

Ci sono diversi antichi miti che parlano di pietre massicce che si muovono in posizione orizzontale con l'aiuto del suono. La potenza del suono ha contribuito a far levitare i blocchi di pietre mettendoli in posizione.

Le leggende di Stonehenge parlano di levitazione e di come le massicce pietre utilizzate nella sua costruzione siano state trasportate da grandi distanze con l'aiuto della levitazione.

Curiosamente, si dice che nelle antiche leggende boliviane, ci raccontano di simili fatti come quello che sta dietro la costruzione di Puma Punku.

Ancora più interessante è il fatto che, secondo lo storico Erodoto Greco, gli Egiziani avrebbero preso conoscenza dagli "Dei" su come posizionare massicci calcarei di pietra, per costruire la grande piramide di Giza.

È tutto legato al suono?
Come può aiutare il suono a spostare oggetti? Questa è fantascienza, giusto? Non proprio. Mentre la tecnologia si muove in avanti così fanno i limiti di ciò che è possibile e non.
Un fascio di traino acustico mono-direzionale è già stato inventato e può ELEVARE e TIRARE un oggetto utilizzando solo le onde sonore da una direzione.

Ecco il video:

 

lunedì 14 novembre 2016

Piramidi & Serpenti


L'eredità di Sumer

Tutti i segni, tutti i misteri, tutte le eredità del passato, provengono da Sumer.

La scrittura Vinca e Sumer

La cultura Vinca fu una cultura preistorica che si sviluppò nella penisola Balcanica tra il VI e il III millennio a.C. Nel VI millennio a.C. questa cultura occupava la zona delimitata dai Carpazi a nord, dalla Bosnia a ovest, dalla pianura di Sofia a est e dalla valle di Scopije a sud.
  • La cultura toccò il corso del Danubio, nelle attuali Serbia, Romania, Bulgaria e Macedonia. 
  • Esempi di scrittura Vinca furono trovati nel 1875, nel 1908, e nel 1961 in varie zone della Romania e della Serbia, vengono datate al V millennio a.C.
  • Gli studiosi ritengono questa scrittura precedente al cuneiforme anche se non tutti identificano i segni Vinca come una vera e propria scrittura.
  • Gli assiriologi tacciono sul legame tra scrittura Vinca e lingua sumera! Esiste invece traccia del farro che i sumeri conoscessero la scrittura Vinca Una tavoletta BILINGUE cuneiforme e Vinca! 
  • Lista di segni Vinca come ritrovati su diversi manufatti. Guardate cosa succede se specchiamo verticalmente i segni:
  • Confrontiamo i segni Vinca con la parte bassa della tavoletta sumera: 
  •  Non solo alcuni simboli Vinca sono uguali ai pittogrammi sumeri del VI millennio!!!

Le Tavole Tartaria
  • Considerate a lungo un mistero, le tavole Tartaria sono tre reperti di piccole dimensioni con segni simili a pittogrammi, datate alla cultura Vinca.
  • Rinvenute in Romania 
  • Le tavole Tartaria sembrerebbero la più antica testimonianza della cultura Gheto-Dacia, l'antico popolo da cui ha avuto origine la cultura rumena. Il contenuto della placca orizzontale è stato decifrato usando la lingua sumera!!! 
BAB-SARRU/RABU-DU-KI-USU-GIRA-PATESI-III-BANSUR-MU-NANNAR-RABU/ZU-II-DINGIR-IIDINGIRANA 

La Porta del grande re, che conduce i 4 distretti del paese ai potenti Dei della Luna e del Fuoco, dei principi che servono il grande tavolo per le offerte dedicate alla triade sacra e al rinomato Dio della Luna del Nord, colui che fa abbondare cibo e bevande dopo la scomparsa dei due Dei e delle due Dee
  • La tavola rotonda invece è stata decifrata così:
4 NUN KA SA UGULA PI IDIM KARA I 

Dei 4 capi (principi), per il viso del Dio Aue, uno, il più anziano (in virtù) della sua profonda saggezza è stato bruciato


I 10 Pianeti - Sumer e Perù
  • Il sigillo sumero VA243 mostra una stella con 11 corpi celesti - secondo Zacharia Sirchin sono il Sole con i 9 pianeti del Sistema Solare più Nibiru e la Luna
  • Secondo Sitchin NIBIRU AVREBBE UNA ORBITA MOLTO ELITTICA che lo fa passare all'altezza della fascia degli asteroidi, dividerebbe quindi il Sistema Solare in due zone: Una composta da 5 pianeti: Plutone-Urano-Nettuno-Nettuno-Saturno-Giove 
  • Una composta da 4 pianeti: Marte-Terra-Mercurio-Venere
  • Ma il sigillo VA243 non è l'unico reperto a mostrare questa situazione, anzi, la testimonianza più dettagliata sta in Perù!!
  • Nel muro di CORICANCHA, il tempio del Sole di Viracocha, sta un pannello dorato che mostra un 'uovo', una orbita ellittica che divide due zone: Una con 5 pianeti e una con 4 pianeti!!! 
  • Gli studiosi ci dicono che quella ellisse è 'l'uovo primordiale' da cui escono le stele, l'uomo e la donna, e tutti gli elementi presenti nel pannello. Ma non spiegano perché nell'ellisse è presente UN ALTRO PIANETA.  

 Questo è l'intero pannello:


Ma dal pannello del Coricancha notiamo anche un altro particolare: è diviso in due registri - quello alto tutto con elementi 'terreni'.

E cosa vediamo in basso (registro terreno) a sinistra?


Ma perché gli assiriologi ci dicono che i 7 pallini sono le Pleiadi? Nella cultura sumera non esiste nessun riferimento alle Pleiadi. Se i pallini nel Corichancha si trovano nel registro 'terreno' allora ha ragione Sitchin nel dire che erano la rappresentazione del pianeta Terra??!!

Ricordiamoci che nella tavola accadica WAK8535
compaiono 7 pallini in fila con la scritta:
IL DIO ENLIL VIAGGIA TRA I PIANETI 


 I sette pallini rappresentano la terra 
perché la Terra è il 7° pianeta arrivando 
dall'esterno del Sistema Solare.

Sia il sigillo VA243, sia il pannello dei
Coricancha ci confermano che nell'antichità
il Sistema Solare era conosciuto nella sua interezza,
compreso NIBIRU.

Piramidi e Serpenti 

Il sito archeologico di Giza (Egitto) mostra 3 piramidi disposte in questa maniera:due in linea retta e una spostata leggermente a sinistra. Il sito di Teotihuacan (Messico) ci mostra 2 piramidi e un tempio (il piccolo tempio di Quetzalcoatl) allineate allo stesso modo. 

Nella provincia di Xian'yan (Cina) sono sparse decine di piramidi, alcune delle quali sono disposte allo stesso modo. Tutti e 3 questi posti sono legati univocamente tramite le loro divinità al serpente, o ai serpenti, spesso intrecciati a un bastone o tra di loro.

Ma quale è l'origine del serpente? perché lo troviamo in Egitto, 
in Cina, e in Messico?

IL SERPENTE VENIVA DA SUMER!!


I serpenti intrecciati erano il simbolo di Ningishzidda adorato in Egitto come THOT, adorato in Messico come KUKULCAN e il serpente singolo era il simbolo di suo padre ENKI, adorato in Cina come FUXI! 

Il Video che ho trascritto qui è stato creato da:

Alessandro Demontis
Per approfondimenti visita il sito:
"Shirine of the Lord Ningishzzidda"
http://gizidda.altervista.org 

Articolo correlato: Alla ricerca di Planet 9
Tommaso Maccacaro, nel suo articolo su altrogiornale.org ci dice che: 
"Si può quindi dire che vi sono alcune evidenze – certamente non conclusive – a favore dell’esistenza di Planet X (che ora dovremmo chiamare Planet 9); che le ricerche osservative condotte finora non hanno dato esito positivo ma che vi sono ancora margini per poterlo individuare."

lunedì 28 aprile 2014

La nanotecnologia dell'antico Egitto


Le piramidi d’Egitto e del Sud America
erano grandi centrali per produrre energia?
 

L'alone di mistero che circonda le grandi piramidi d'Egitto e dell'America precolombiana sembra essere impenetrabile all'archeologia convenzionale. Nuovi studi condotti da ricercatori prestati all'archeologia rivelano sorprendenti aspetti che fanno ritenere che sofisticatissime tecnologie fossero largamente in uso presso le culture di epoche da noi ritenute primitive.


La tesi normalmente normalmente divulgata e da tutti accettata è che il progresso delle civiltà si sia evoluto da uno stadio primitivo ad uno più avanzato.
Eppure, se si esce dalla prospettiva “evoluzionista” e si analizzano senza pregiudizi alcune opere maestose del passato, si scopre che questo paradigma è sempre applicabile.

Nuove scoperte sulle piramidi dell’antico Egitto e dell’America Precolombiana indicato come branche della scienza, come l’elettricità, l’elettrochimica, l’elettromagnetismo e la metallurgia, fossero utilizzate in maniera considerevole dagli antichi.
La batteria di Baghdad mostra come gli egizi conoscessero e utilizzassero ampiamente la corrente elettrica, e i bassorilievi del Tempio di Dendera, scoperti dall’archeologo francese Auguste Mariette nel 1857, rivelano che questa fosse utilizzata anche per l’illuminazione, difatti nessun segno di fuliggine è mai stato trovato nei corridoi delle piramidi o delle tombe dei re perché queste aree venivano illuminate con energia elettrica.

Nel lavoro di diversi importanti ricercatori figura quello di Christopher Dunn, un ingegnere meccanico inglese, che nel suo libro The Giza Power Plant: Technologies of Ancient Egypt afferma che la Grande Piramide di Giza fosse utilizzata come centrale elettrica wireless, sul modello delle intuizioni di una delle più grandi menti del secolo scorso: Nikola Tesla.

Le conclusioni sorprendenti di Dunn fanno apparire la teoria dell’egittologia tradizionale (secondo la quale la Grande Piramide è stata costruita con utensili in rame da una società che non aveva la ruota) piuttosto sciocche! L’ingegnere parte propria dalla grande complessità e precisione della costruzione di Giza, per poi giungere a proporre la sua teoria dagli indizi raccolti sul campo.

Quella che ne viene fuori è una teoria che dipinge la Grande Piramide come una macchina straordinaria, capace di produrre energia utilizzando la Terra come fonte, la scienza acustica e la chimica. La teoria che Dunn chiarisce lo scopo di tutti i passaggi e le stanze all’interno della struttura piramidale.

In maniera molto sintetica, Dunn teorizza che le vibrazioni naturali della Terra provocassero una risonanza armonica in grado di ricavare idrogeno prodotto nella Camera della Regina attraverso la ionizzazione di una soluzione di acido cloridrico diluito e cloruro di zinco idrato. L’idrogeno veniva canalizzato nella Camera del Re attraverso la Gran Galleria e qui convertito in microonde.


 Lo studio di Michel Barsoum 

A dare credito all’ipotesi di Dunn ci sono le recenti scoperte di Michel Barsoum. Anche in questo caso si tratta di un ricercatore prestato all’egittologia e quindi libero da pregiudizi e dai dogmi dell’archeologia convenzionale. Barsoum, infatti, è un illustre professore presso il Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria della Drexel University.

Come racconta livescience.com, un giorno Barsoum ricevette la telefonata inaspettata di Micheal Carrell, amico di un collega in pensione, per fargli alcune domande sui misteri che circondano la costruzione delle piramidi di Giza.
Secondo Carrell, i misteri erano stati risolti da Joseph Davidovits, direttore dell’Istituto di Scienze dei Materiali Geopolimeri di San Quentin, in Francia, più di due decenni fa, rivelando che le pietre delle piramidi erano state realizzate con una forma molto precoce di calcestruzzo composto da una miscela di calcare, argilla, calce e acqua.

“È stato a questo punto della telefonata che io scoppiai a ridere”, racconta Barsoum. “Se le piramidi sono state effettivamente costruite così, qualcuno avrebbe potuto dimostrarlo al di là di ogni dubbio passando poche ore al microscopio elettronico”. Si è scoperto che nessuno aveva mai dimostrato la teoria.

Barsoum decide di imbarcarsi nella ricerca e un anno e mezzo più tardi, dopo le osservazioni al microscopio a scansione e altri test, cominciò a trarre alcune conclusioni sconcertanti sulle piramidi. Le osservazioni erano effettivamente coerenti con l’idea del calcestruzzo, ma il legame del cemento calcareo era con il biossido di silicio e ricco di magnesio silicato.

Inoltre, le pietre del rivestimento esterno e interno della piramide mostravano entrambe una struttura amorfa, cioè i loro atomi non erano disposti in una struttura regolare e periodica. Lo stato amorfo, in qualche modo intermedio tra il solido e il liquido, è poco frequente in natura, quasi assente: la maggior parte dei solidi sono naturalmente cristallini e le loro molecole sono disposte con un ordine a lungo raggio che definisce un reticolo cristallino.

“È molto improbabile che le pietre del rivestimento interno e esterno che abbiamo esaminato siano stati ricavati da un blocco di calcare naturale”. Più sorprendentemente, Barsoum ha poi scoperto la presenza di sferule di biossido di silicio su scala nanometrica (con diametri nell’ordine di miliardesimi di metro), fatto che conferma ulteriormente che i blocchi non sono di origine naturale.
“È ironico che intere generazioni di egittologi e geologi siano stati ingannati dai blocchi, realizzato in maniera così fedele da sembrare calcare naturale”, spiega Barsoum. “Gli antichi egizi sapevano produrre nanotecnologie”.

Gli egittologi devono costantemente confrontarsi con domande senza risposta: come è stato possibile posizionare blocchi in modo così perfetto che nemmeno un capello può esservi inserito? E se tali blocchi sono stati scolpiti con strumenti di rame, perchè non è mai stato trovato nessuno scalpello sulla piana di Giza?

La ricerca di Barsoum sembra rispondere, almeno in parte, a queste domande, anche se, come tutti i grandi misteri del passato, alcune questioni rimangono aperte: come è stato possibile agli antichi egizi trasportare a metà della Grande Piramide blocchi di granito pesanti più di 70 tonnellate? “Ironia della sorte, questo studio di antiche rocce non riguarda il passato, ma il futuro”, conclude Barsoum.
 


La “mica” di Teotihuacán 

Le indagini archeologiche eseguite sul sito di Teotihuacán, Messico, hanno portato alla scoperta di un esteso uso di “mica” da parte dei costruttori del sito, un minerale presente solo in Brasile, a 5 mila km di distanza.
I fogli di mica sono stati probabilmente trasportati per migliaia di chilometri. Perchè avrebbero dovuto farlo? E perché la mica è stata trovata in tutti gli edifici di Teotihuacán, nei templi, nei complessi abitativi e lungo le strade, praticamente dappertutto? Ovviamente non per decorazione, dato che non è visibile dall’esterno.

La mica ha alcune proprietà elettriche che la rendono un buon isolante. Viene, infatti, utilizzata anche come isolante elettrico in apparecchiature ad alta tensione. Essendo resistente al calore, la mica viene utilizzata per produrre finestre di forni e altri sistemi riscaldanti. Viene anche utilizzata per isolare i conduttori elettrici in cavi antincendio. Nei forni a microonde sottili mascherine di mica ricoprono il vano del magnetron.

I costruttori di Teotihuacán devono aver avuto un motivo molto preciso per usarla e, a parere di molti ricercatori, è che faccia parte di qualche tecnologia a noi sconosciuta.

All’inizio del secolo scorso, sia nella Piramide del Sole che in una sala sotterranea del Tempio distante un chilometro, gli archeologi hanno rinvenuto grandi quantità la mica, la quale fungeva da rivestimento per il pavimento e per il soffitto. Oggi il Tempio, detto appunto della Mica, non è accessibile al pubblico.

C’è un tunnel che congiunge il Tempio della Mica alla caverna che si trova sotto la Piramide del Sole (anche l’accesso a questa via sotterranea è interdetto), con diverse intercapedini secondarie sia a destra che a sinistra. È possibile che la sala sotto il Tempio della Mica contenesse qualche strumento che producesse energia per gli edifici del sito, come una sorta di centrale elettrica? Se così fosse, significa che i tunnel servissero da rete elettrica che connetteva l’intera città?


 

Secondo i teorici degli Antichi Astronauti, l’utilizzo della mica potrebbe essere stato dettato anche da uno scopo più ‘protettivo’. La Nasa, ad esempio, utilizza la mica sul dorso degli shuttle per far deflettere il calore prodotto dall’attrito nel momento del rientro in atmosfera, perfetta per questo scopo. È possibile che la mica sia stata utilizzata per proteggere le installazioni di Teotihuacán dal calore prodotto da un qualche tipo di velivolo non terrestre? 

A prescindere da quello che si vuol credere, viene da chiedersi da dove venissero queste conoscenze così avanzate in possesso degli antichi egizi e dei costruttore dell’America precolombiana. I racconti mitologici di entrambe le culture narrano di antichi dei discesi dal cielo su navi o serpenti alati, tradizioni che vogliono, ad ogni modo, dire che in quei luoghi è successo qualcosa di straordinario. 

Fonte:
http://www.ilnavigatorecurioso.it

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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