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martedì 3 gennaio 2012

"Il dio che ritornò dai cieli" (seconda parte)



Leggi QUI la prima parte

nacque, racconta Adda Guppi, nel ventesimo anno di Assurbanipal, re di Assiria: a metà del settimo secolo a.C. Sebbene nelle sue iscrizioni Adda Guppi non stabilisce la propria genealogia, altre fonti suggeriscono che discendeva da una stirpe insigne.

Visse, secondo quanto è scritto, durante i regni di diversi re assiri e babilonesi e aveva raggiunto la matura età di novantacinque anni quando ebbero luogo i miracolosi eventi. Gli studiosi hanno trovato che l'elenco dei regni da lei fornito trova corrispondenza negli annali assiro babilonesi.

Ecco qui il racconto del primo importante avvenimento, con le parole della stessa Adda Guppi:

Fu nel sedicesimo anno di Nabupolassar,
re di Babilonia, che Sin, signore degli déi,
s'infuriò con la sua città e il suo tempio
e ascese al cielo:
e la città e la gente che vi abitava
furono distrutte.

Vale la pena di notare l'anno, poiché in quel periodo accaddero eventi - noti da altre fonti - a sostegno di quanto Adda Guppi aveva scritto. L'anno di cui parla era il 610 a.C., quando l'esercito assiro, sconfitto, si ritirò ad harran per un ultimo trinceramento.

Un considerevole numero di questioni necessitano di chiarimento in base a questa dichiarazione: Sin era forse "furioso con la città e il suo popolo" perché aveva lasciato entrare gli Assiri? Decise forse di partire a causa degli Assiri, o dell'avvicinarsi delle orde degli Umman Manda? Come, con quali mezzi, ascese al cielo - e dove andò?

In un altro luogo della Terra, o via dalla Terra in un luogo celeste? Gli scritti di Adda Guppi eludono queste questioni, e per il momento anche noi lasceremo il problema irrisolto. Ciò che la somma sacerdotessa dichiara è che dopo la partenza di Sin "la città e la gente che vi abitava furono distrutte".

Alcuni studiosi preferiscono tradurre la parola nell'iscrizione con "desolate", come descrizione migliore di ciò che accadde alla fiorente metropoli di un tempo, una città che il Profeta Ezechiele (27,23) elencò tra i grandi centri di commercio internazionali del tempo, che commerciava "in ogni sorta di prodotti, in vestiti tinti di blu, e tessuti ricamati, e in bauli di raffinata fattura, fatti di cedro e decorati con cordoni"..

Difatti, la desolazione dell'abbandonata Harran fa venire in mente le parole iniziali del biblico Libro delle Lamentazioni sulla desolazione e la profanazione di Gerusalemme: "Come giace solitaria la città, un tempo tanto popolosa! Colei un tempo grande fra le nazioni, è divenuta quale una vedova; colei un tempo regina fra le province, è ridotta a servire".

Mentre tutti fuggivano, Adda Guppi restava. "Giorno dopo giorno, senza sosta giorno e notte, per mesi, per anni", si recò ai santuari abbandonati. In lutto abbandonò gli abiti di lana preziosa, si tolse i gioielli, non indossò né argento né oro, rinunciò ai profumi e ai dolci olii odorosi. Vagando come un fantasma per il tempio deserto, "di vesti lacerate io mi coprii, andavo e venivo senza fare rumore", scrisse.

Poi, nel sacro recinto abbandonato, scoprì una tunica che un tempo apparteneva a Sin. Doveva essere una veste magnifica, del tipo di quelle indossate al tempo da varie divinità, come mostrano i monumenti della Mesopotamia. Nello sconforto la somma sacerdotessa, la scoperta le sembrò  un presagio da parte della divinità; fu come se egli le avesse improvvisamente concesso la propria presenza fisica.

Lei non riusciva a distogliere gli occhi dall'abito sacro, né osava toccarlo se non stringendone gli orli, Come se il dio fosse lì e ascoltasse, lei si prostrò e "in preghiera e umiltà" mormorò il seguente voto:

Se tornerai nella tua città,
tutta la gente dalla Testa Nera
adorerà la tua divinità!



"La gente dalla Testa Nera" era un termine usato dai Sumeri per definire se stessi; e il suo utilizzo da parte della Somma Sacerdotessa ad Harran era davvero insolito.

Sumer, come entità politico religiosa, aveva cessato di esistere almeno 1.500 anni prima dell'epoca di Adda Guppi, quando il territorio e la sua capitale, la città di Ur, caddero vittime della mortale nube nucleare nel 2024 a.C. Sumer, all'epoca di Adda Guppi, era solo un consacrato ricordo, la sua antica capitale Ur un luogo di barcollanti rovine, il suo popolo (la gente dalla Testa-Nera) profugo in molte terre.

Come poteva allora una Somma Sacerdotessa di Harran offrire al suo dio Sin di restaurarne la sovranità nella lontana Ur, e fare di lui ancora un dio di tutti i Sumeri, ovunque questi fossero dispersi?

giovedì 29 dicembre 2011

"Il dio che ritornò dai cieli"


Licrociarsi delle strade di Marduk e di Abramo ad Harran fu solo una fortuita coincidenza, o Harran fu scelta dall'invisibile mano del fato?

E' una questione fastidiosa, che richiede una risposta da indovini, poiché il luogo in cui Yahweh aveva scelto Abramo per un'audace missione e dove Marduk fece la sua comparsa dopo un'assenza di mille anni, fu più tardi il luogo in cui una serie di eventi incredibili - eventi miracolosi, si potrebbe dire - cominciarono a susseguirsi.

Furono avvenimenti di portata profetica, che influenzarono sia le questioni umane  sia quelle divine. Gli eventi chiave, raccolte per i posteri da testimoni oculari, cominciarono e finirono con l'adempimento delle profezie bibliche riguardanti l'Egitto, l'Assiria e Babilonia; e includevano la partenza di un dio dal suo tempio e dalla sua città, la sua ascesa ai cieli, e il suo ritorno dai cieli mezzo secolo più tardi.

E, per una ragione forse più metafisica che geografica o geopolitica, molti degli eventi cruciali degli ultimi due millenni del conto cominciato quando gli déi, riuniti in consiglio, decisero di assegnare all'Umanità la civiltà, ebbero luogo ad Harran o nei suoi pressi.

I dettagli di una tavoletta che facevano parte di una corrispondenza reale di Assurbanipal, il figlio successore di Assaraddon, si evince l'intenzione che Asarrandon meditava di attaccare l'Egitto, dirigendosi a nord invece che a ovest alla ricerca del tempio in legno di cedro di Harran. Lì vide il dio Sin appoggiato a un bastone, con in testa due corone. Il dio Nasku gli stava difronte. Il padre di sua maestà il mio re entrò nel tempio.

Il dio gli pose una corona sulla testa, e disse: "Viaggerai verso le nazioni, e ne sarai il conquistatore!" Egli partì e conquistò l'Egitto (Nasku, scopriamo nella lista degli Dèi sumeri, era un membro dell'entourage di Sin). 

L'invasione dell'Egitto da parte di Assaraddon è un fatto storico, che conferisce completa veridicità alla profezia di Isaia. I dettagli sulla deviazione di Harran sono un'ulteriore conferma della presenza del luogo, nel 675 a.C., del dio Sin; poiché fu solo molti decenni più tardi che Sin s'infuriò con la città e il suo popolo e se ne andò - nei cieli.


Oggi Harran è ancora là dov'era al tempo di Abramo e la sua famiglia. Fuori dalle mura sgretolate della città (mura che risalgono al tempo della conquista islamica) il pozzo dove Giacobbe incontrò Rebecca fornisce ancora acqua, e nella pianura circostante le pecore brucano ancora come facevano quattro millenni fa.

Nei secoli passati Harran fu un centro di insegnamento e letteratura, dove i Greci dopo Alessandro ebbero accesso all'intera conoscenza dei "Caldei" (gli scritti di Berossus furono uno dei risultati), e dove molto più tardi i Mussulmani e i Cristiani scambiarono le proprie culture.

Ma l'orgoglio del posto era il tempio dedicato al dio Sin, nelle cui rovine le testimonianze scritte di eventi miracolosi riguardanti Nannar/Sin sono sopravvissute per millenni. Le varie testimonianze che non erano assolutamente un pettegolezzo, ma racconti di alcuni testimoni oculari.

Non dei testimoni anonimi, ma una donna Adda Guppi, e suo figlio Nabuna'id. Non era affatto, come potrebbe accadere ai giorni nostri, uno sceriffo di paese e sua madre che raccontano di aver visto un UFO in qualche zona disabitata. Era la somma sacerdotessa del grande tempio di Sin, un santuario consacrato e riverito già da millenni prima di lei; suo figlio era l'ultimo re del più potente impero della Terra a quei tempi, Babilonia.

La somma sacerdotessa e il re suo figlio riportarono i fatti su stele - colonne di pietra iscritte in caratteri cuneiformi, accompagnati da figure pittoriche. Quattro di esse sono state trovate nel XX secolo dagli archeologi, e si ritiene che le stele siano state poste dal re e da sua madre a ogni angolo del ripristinato tempio di Harran dedicato al dio della Luna, il E.HUL.HUL ("Tempio della Doppia Gioia").

Una copia di stele riportavano la testimonianza della madre, le altre due riferiscono la parola del re. La partenza e l'ascesa al cielo del dio Sin, sono riportate nelle stele di Adda Guppi, somma sacerdotessa del tempio.

Con un evidente senso della storia e con lo stile di un esperto funzionario del tempio, Adda Guppi fornì le date precise degli sbalorditivi avvenimenti; date messe in relazione come era d'uso, con gli anni di regno dei re conosciuti, che potevano essere perciò - come furono in effetti - verificati dagli studiosi moderni. Nella stele meglio conservata, catalogata dagli studiosi come H1B, Adda Guppi cominciava così (in lingua accadica) la sua testimonianza scritta:
Sono la signora Adda Guppi,
madre di Nabuna'id, re di Babilonia,
devoto agli dèi Sin, Ningal, Nisku
e Sadarnunna, le mie divinità
le mie divinità sin dalla mia infanzia.
Fine prima parte

Fonti:
Zacharia Sitchin, "Il Codice del Cosmo" 2002 p. 235

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Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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