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giovedì 23 dicembre 2021

Hyksos: l'estorsione del rituale sull'immortalità

Assassinio sul Nilo: Hyksos, l’origine di tutti i nostri guai?

“Assassinio sul Nilo” è un indimenticabile filmone del 1978 con David Niven e Peter Ustinov, diretto da John Guillermin e tratto dal romanzo “Poirot sul Nilo”, di Agatha Christie. E se fosse un giallo – legato sempre a un omicidio, ma lontanissimo nel tempo – anche l’origine dell’attuale potere mondiale? Domande vertiginose, quelle che Nicola Bizzi – sul canale “Facciamo Finta Che”, di Gianluca Lamberti – rilancia al pubblico, partendo da un decisivo agguato che risale a 3.500 anni fa: quello che costò la vita al faraone di Tebe, assassinato attorno al 1570 avanti Cristo dai sicari degli Hyksos che volevano estorcergli il rituale segreto dell’immortalità. Bizzi non risparmia riflessioni taglienti: «Il dominio Hyksos fu un trauma assoluto, per l’Egitto: una vera tragedia. Ed è a causa loro che abbiamo ereditato la maggior parte dei problemi religiosi che hanno attanagliato il mondo, fino ai nostri giorni. Se certe decisioni prese in Vaticano influenzano ancora la politica italiana, è perché continuiamo a scontare l’eredità degli Hyksos».

BergoglioLa tesi, molto dibattuta, è stata avanzata da studiosi come Christopher Knight e Robert Lomas, secondo cui sarebbe ambientato proprio a Tebe, e non a Gerusalemme, il leggendario assassinio dell’architetto Hiram Abif, figura archetipica del primo maestro massone. E quindi: la ritualità libero-muratoria potrebbe esser stata davvero mutuata da quell’oscuro fatto di sangue, realmente accaduto? Le ipotesi portano lontanissimo: per Knight e Lomas, convinti dell’antica origine egizia della massoneria, il mandante dei killer del faraone dell’Alto Egitto poteva essere il biblico Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, divenuto vicerè del Basso Egitto caduto in mano agli Hyksos. E chi erano, gli Hyksos? Popoli semiti di origine cananea, sostengono gli assirologi. O forse erano Amorrei, provenienti dalla Mesopotamia, proprio là dove Paolo Rumor – nel libro “L’altra Europa” – situa l’iniziale centrale operativa della Struttura, network-ombra che dominerebbe il pianeta in modo ininterrotto da quasi 12.000 anni.

Di sicuro – dice Bizzi – al tempo della “cattività babilonese”, sotto il profeta Ezechiele, la tradizione ebraica si liberò completamente delle iniziali radici egizie. E la successiva comparsa (biblica) del leggendario architetto di Salomone, figura di cui si è appropriata poi la massoneria? Ebbene: il fenicio Hiram, in realtà, potrebbe essere un semplice calco, ebraicizzato, della vittima originaria: cioè il legittimo faraone di Tebe, devoto ad Amon-Ra e strenuo custode dei segreti originari. Segreti che, nella notte dei tempi, le divinità avrebbero rivelato agli eletti. Effettivamente, la drammatica vicenda storica di Sekenen-Ra Teo II (Seqenenra Ta’o II) viene riproposta in modo quasi identico nella leggenda di Hiram, assassinato da tre apprendisti decisi a carpirgli il segreto (che nella massoneria, sempre simbolizzante, diventa “costruttorio”). Il signore di Tebe viene invece ucciso da assassini agli ordini degli stranieri Hyksos, che avrebbero sterminato l’intera casta sacerdotale di Tebe. «Così sarebbe davvero andato perduto per sempre, il segreto rituale dell’immortalità».

Sekenen-RaNella ritualistica massonica, com’è noto, quell’irrimediabile incidente viene richiamato con l’espressione “la parola perduta”. Scoperto il corpo del maestro, maldestramente occultato, gli assassini di Hiram vengono poi smascherati e puniti. L’analogia con l’Egitto è lampante, sottolinea Bizzi: gli archeologi hanno notato che Sekenen-Ra fu imbalsamato tardivamente, quando la salma (come quella di Hiram) era ormai in stato di decomposizione. La mummia fu rinvenuta nella stessa tomba che ospitava il sarcofago del grande faraone Ramses II, segno quindi dell’alto onore concesso alla vittima. Non solo: nello stesso sito è stata trovata una terza mummia, ma senza nome. «Fatto rarissimo, nell’antico Egitto: sinonimo di ignominia». E infatti: «La terza salma era quella di un sepolto vivo. L’uomo era ancora in vita, quando fu stretto a forza nelle bende. Probabilmente era uno degli assassini di Sekenen-Ra: quello che poi, nello “hieros logos” massonico, diventa Jubello, uno degli assassini di Hiram».

Paradossalmente, riflette Bizzi, possono quindi apparire attendibili certi documenti medievali che, al rituale massonico, attribuiscono ben 4.000 anni di storia. Non mancano altri indizi convergenti: come le tracce di una fratellanza di “costruttori in grembiulino” scoperte dagli archeologi a Deir El-Medina, sempre nella regione dell’antica Tebe, capitale della “resistenza” egizia contro l’invasione degli Hyksos. «Una confraternita iniziatica, fondata su tre gradi: questa tradizione era prettamente egizia, e solo in seguito venne ereditata dalla cultura semitica, che infine divenne “ebraica” con Mosè». Non solo: «Questa ritualistica sarebbe stata mantenuta in vita nel Sinai, dove poi l’avrebbe individuata uno studioso come Robert Ambelain». Poi però ci fu una cesura netta: come per far perdere la tracciabilità della vicenda originaria? L’impronta egizia – prosegue Bizzi, citando sempre Knight e Lomas – sarebbe stata successivamente cancellata dalla “giudaizzazione” risalente al periodo dell’esilio babilonese, dopo la distruzione del Primo Tempio.

Hyksos«Gli studiosi individuano nel profeta Ezechiele, massimo leader ebraico durante il periodo babilonese, l’autore della definitiva de-egittizzazione della leggenda hiramitica e la sua piena acquisizione da parte della tradizione giudaica». Forse, aggiunge Bizzi, «proprio al tempo di Ezechiele vennero rimossi i riferimenti egizi di questa narrazione, che poi venne fatta propria dalla tradizione ebraica». Narrazione quindi «filtrata attraverso l’Antico Testamento» e, infine, «adottata dalla massoneria», come se si trattasse effettivamente di un’eredità culturale ebraica, anziché egizia. C’era davvero qualcosa di sconveniente, da nascondere? E’ quello che sembrano suggerire gli studi che – sulle tracce delle possibili origini egizie della massoneria – mettono l’accento sull’eventuale ruolo di Giuseppe nella tragica fine del faraone legittimo, quello tebano. «Volevano carpirgli i segreti del rituale della rinascita e dell’immortalità, il rituale di Horus, che era prerogativa dei faraoni della dinastia tebaica: era quel tanto che mancava agli Hyksos per essere paragonati ai veri faraoni».

MassoneriaSintetizza Bizzi: il “falso” faraone di stirpe Hyksos, insediato ad Ávaris nel delta del Nilo, «voleva impossessarsi del segreto della rinascita divina per raggiungere l’immortalità e diventare, dopo morto, come Osiride». Attenzione: sempre Christopher Knight e Robert Lomas hanno documentato come la storia del mitico patriarca israelita finito in Egitto sia perfettamente collocabile in quegli anni. «Di fatto, Giuseppe era il vicerè di Apofe», il faraone straniero e quindi usurpatore. Secondo la tradizione egizia, gli invasori Hyksos adoravano il dio Seth, cioè l’assassino di Osiride. E il loro pseudo-faraone aveva assunto proprio quel nome – Apofe – per umiliare gli sconfitti: nella ritualità tebana, infatti, contro il Serpente Apofe (le Tenebre) combatteva Amon-Ra, divinità del Sole. E anche questo aspetto sembra avvicinare i fatti di Tebe alla libera muratoria: «Nel rituale massonico del III grado, viene detto che Hiram fu ucciso mentre si recava a pregare nel Tempio a mezzogiorno, ovvero quando il Sole – allo zenit – esprime la sua massima forza». Dunque: dietro al leggendario Hiram si nasconde la vera vittima, cioè l’egizio Sekenen-Ra?

Interrogativi innescati, in ogni caso, dalla scoperta della tomba del faraone assassinato: la rinvenne nel 1881 l’egittologo tedesco Émile Brugsch. «I testi di storia attribuiscono l’omicidio, genericamente, agli Hyksos». Nel libro “La chiave di Hiram”, invece, Knight e Lomas esibiscono documenti secondo cui l’uccisione sarebbe stata opera di emissari molto probabilmente inviati da Giuseppe, braccio destro del signore di Ávaris: «Solo il segreto del rituale dell’immortalità e della rinascita avrebbe potuto garantire al sovrano Hyksos la sua assimilazione con Horus e Osiride», mettendolo quindi alla pari con gli autentici faraoni egizi. Sekenen-Ra – che evidentemente tenne per sé il segreto – fu colpito al volto esattamente come, secondo il rituale massonico, sarebbe stato colpito Hiram. Con la morte del faraone, chiosa Bizzi, quel rituale andò effettivamente perduto: verosimilmente erano stati uccisi anche i suoi sacerdoti, che il segreto lo conoscevano, e quindi Seknen-Ra Teo II era l’ultimo depositario del rituale dell’immortalità: nessun altro poteva esserne a conoscenza, se non lui e i vertici della casta sacerdotale.

Nicola BizziProprio l’eventuale origine egizia della massoneria potrebbe rivelare, attraverso la tradizione veterotestamentaria, il ruolo degli Hyksos nel progetto di potere che sembra unire almeno idealmente il sionismo al suo antenato leggendario, Mosè, che lasciò l’Egitto con un carico di oro e sotto robusta scorta militare (non del faraone, ma sempre del sovrano di Ávaris). Se l’evento viene collegato all’origine mesopotamica della Struttura citata da Rumor, sembra di essere di fronte alla quasi-chiusura di un cerchio. Il che fa pensare a quella che potrebbe esser stata l’operazione successiva: la conquista del nuovo dominio assoluto dell’epoca, l’Impero Romano, attraverso il format religioso cristiano che Paolo di Tarso (uomo della Struttura) avrebbe preteso di trarre dalla tradizione giudaica. L’ultima resistenza al piano sarebbe stata opposta dall’imperatore Giuliano l’Apostata. Poi, quasi mezzo millennio dopo i presunti fatti di Gerusalemme, fu Teodosio a insediare direttamente al potere la nuova religione, concepita appunto come instrumentum regni.

(Storico indipendente, saggista prolifico e fondatore delle Edizioni Aurora Boreale, Nicola Bizzi – massone e iniziato ai Misteri Eleusini – è impegnato in una vasta opera di divulgazione dei contenuti storico-archeologici più scomodi, come quelli che comproverebbero l’origine atlantidea della civiltà occidentale. Acquisizioni anche scientifiche, che ormai – in molti casi – dimostrano l’insostenibilità della storiografia ufficiale, svelando il ruolo decisivo di network occulti nella sovragestione della governance planetaria, ieri come oggi). 

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2021/12/assassinio-sul-nilo-hyksos-lorigine-di-tutti-i-nostri-guai/

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domenica 1 marzo 2020

Verso la nuova Antropologia

 

Nuovo Disordine Mondiale. La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità. (Ed anche: il letto di Procuste per omologare globalizzando).

Recensione presentata dal SISDE, sulla sua rivista online: Per Aspera ad Veritatem N.18 settembre-dicembre 2000 

Nuovo disordine mondiale 
Michel Schooyans – Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2000 

Nell’ambito delle problematiche poste in essere dalla globalizzazione e in ordine ai temi di bioetica o di pianificazione familiare su scala mondiale, la divisione che vede contrapposti Chiesa e mondo laico è estremamente profonda e tocca le convinzioni più intime dei diversi schieramenti. 

In questo senso, il presente libro è un libro di “parte” e, se non dovesse bastare l’autorevolezza dell’Autore – dottore in filosofia, teologia e professore emerito presso l’Università cattolica di Lovanio, professore ospite presso numerose Università americane e membro presso prestigiosi Istituti internazionali a Roma, Bruxelles, Parigi e Washington, e le cui competenze spaziano dalla filosofia della politica alle ideologie contemporanee fino alle politiche relative alla popolazione – un valore aggiunto di peso non irrilevante può rinvenirsi nella prefazione del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Card. Ratzinger. 

Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate. 

Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri. 

Sua peculiarità è la nascita di una nuova antropologia che spazzi via l’idea stessa di famiglia e di maternità, e la cultura che vi soggiace, al fine, solo presunto, di dare alla donna la possibilità di autorealizzarsi. 

In questo quadro, per Schooyans, la politica sanitaria delle organizzazioni internazionali, prima fra tutte l’O.M.S., si traduce in un attacco a tutte le diverse forme di vita, fin dal suo primo insorgere, promuovendo, a livello globale ma poi specialmente nei paesi poveri o in via di sviluppo, le pratiche abortive, la contraccezione, l’eutanasia, la sterilizzazione. 

Tutte forme diverse attraverso le quali verrebbe portata avanti una politica di “riduzione del numero dei commensali alla tavola dell’umanità”, in nome di un “interesse superiore” che è un nuovo modo di dire totalitarismo, e che la storia ha già visto quando l’interesse superiore era quello della Razza, dello Stato o del Partito.

Secondo il professore di Lovanio, tra i documenti più interessanti al riguardo, c’è il dossier NSSM 200, redatto nel 1974 su richiesta dell’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, che analizza le implicazioni della crescita demografica mondiale per la sicurezza degli Stati Uniti d’America.


Dal documento si evincerebbe, tra l’altro, l’azione di lobbing e la connivenza con i principali gruppi internazionali privati che si interessano di demografia e che agiscono tutti nel senso indicato dal NSSM 200. Scopo ufficiale di queste organizzazioni benefiche è quello di aiutare la donna e promuovere i suoi diritti e quelli della famiglia. Di fatto, Schooyans ritiene che queste cercano soprattutto di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei “problemi” legati alla penuria di risorse e alla popolazione.

L’ideologia sottostante che avrebbe avviato questa campagna di “pianificazione familiare, a livello mondiale”, del “genere” umano, è ad avviso dell’Autore una sorta di incrocio tra l’ideologia di tipo social-comunista alla Feuerbach (individui solo ingranaggi della collettività), di Marx (le identità nazionali devono scomparire a favore di un Nuovo Ordine Mondiale governato da una minoranza illuminata) e di Lenin (tecnocrati illuminati che creano una rete di organizzazioni internazionali al servizio della pianificazione umana), con l’ideologia liberale alla Malthus (teorico della sicurezza alimentare, per cui poveri e meno dotati vanno eliminati o non fatti nascere), Bentham (utilitarismo etico, per cui il povero, che non produce o non produce abbastanza e tuttavia pretende di consumare, sia vinto dalla concorrenza) e Galton (uno dei massimi teorici eugenetici, per cui è necessario favorire la trasmissione della vita solo tra i più dotati. Già applicata nella Cina popolare).

Di fatto, agli individui viene attribuita una semplice “funzione” di ordine sociale che è data in relazione al “nuovo paradigma della sanità”.

La sintesi è lo sviluppo di una nuova etica medica di cui l’OMS si sente la sola in grado di farsi carico e di rispondere, a nome di tutto il mondo.

In questo risultato, contrario al mondo religioso, l’Autore vede la morte del giuramento d’Ippocrate, con delle regole a priori, generali, valide per tutti gli uomini ed il nascere di una nuova etica sanitaria che all’eguaglianza sostituisce l’equità, concetto variabile, stabilito di volta in volta dall’OMS e dalle pressioni dei suoi finanziatori. Questi ultimi stabiliranno le priorità a seconda delle risorse disponibili e dell’utilità dell’individuo all’interno della società.

Questa nuova etica, prosegue l’Autore, secondo l’ex Gran Maestro di Francia Pierre Simon è stata messa a punto all’interno delle logge massoniche francesi.

D’altra parte, gli stessi concetti di olismo e nuovo paradigma vengono propagandati nelle molteplici reti gettate dalla New Age. Le assonanze concettuali sarebbero talmente forti ed evidenti da non lasciare alcun dubbio.

La New Age, poi, continua Schooyans citando la massima teorica e divulgatrice, Marilyn Ferguson, affonda le sue radici nella tradizione di fraternità mistica (rosacruciana, massonica ed ermetica) e deve liberare dalle vecchie costrizioni fondate sulla cultura e sulla famiglia.

Questi sono, pertanto, nella visione di Schooyans, forse i veri burattinai a cui le stesse organizzazioni internazionali devono dare conto.

Il professore di Lovanio ne fa discendere che, oggi, sarebbero in pericolo i diritti dell’uomo sanciti dalla Dichiarazione Universale del 1948. L’attentato alla loro integrità sarebbe già cominciato quando Boutros Boutros-Ghali ha cominciato a parlare di una loro possibile revisione in quanto, “i diritti dell’uomo sono, per definizione, dei diritti in continuo mutamento”.

Ma se il diritto perde la sua generalità ed universalità e prende piede la specificità dei diritti, continua l’Autore nel suo ragionamento, siamo ai prodromi di una nuova e più pericolosa tirannia, il diritto cessa di essere un baluardo contro di essa e prende vigore una forma di positivismo giuridico analogo a quello che ha aperto le porte al nazismo.Viceversa l’uguaglianza di tutti, compreso il nascituro, è la cellula madre di ogni democrazia.

Pertanto, suggerisce Schooyans, è necessaria ed urgente una politica che ponga alla base il recupero del valore fondante della famiglia – bastione inespugnabile contro ogni totalitarismo in quanto luogo per eccellenza dell’agire libero, dialogico, tendente all’accordo e al rispetto delle libertà altrui – e della condivisione del sapere (quindi mediante la cultura).

Se questo non fosse possibile, avvisa il docente in modo molto forte, è doveroso resistere e, laddove necessario, disobbedire a queste nuove leggi che, in quanto ingiuste, sono illecite e pertanto non obbligano la coscienza dell’uomo. 

Il richiamo all’opposizione ad ogni tirannia, infine, ricorda l’unico caso di opposizione attiva permessa dalla dottrina tomista e accettata dalla Chiesa: il tirannicidio. 

Il libro di padre Schooyans risulta, pertanto, culturalmente “sovversivo”. È prodromico all’istigazione alla disobbedienza civile, facendo presagire anche la possibilità di opporsi attivamente a questo nuovo corso. Il saggio, d’altra parte, potrebbe essere archiviato come uno dei tanti testi contro la globalizzazione e la mondializzazione se non avesse, come illustre autore della Prefazione, il Card. Ratzinger. 

Se la forza esplosiva di questo libro è condivisa dalle massime gerarchie ecclesiastiche, questo significa che nei prossimi anni potremo assistere ad un confronto aperto, serrato e, dialetticamente, intenso, tra le due massime organizzazioni Mondiali oggi esistenti sul pianeta, l’O.N.U. e la Chiesa Cattolica.

Forse è questo il terreno di un grande confronto destinato ad avere come centro la concezione dell’uomo, di ogni latitudine, ed i suoi inalienabili diritti, secondo la morale religiosa, dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. 
http://gnosis.aisi.gov.it/sito/Rivista18.nsf/servnavig/29 

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Di Michel Schooyans – Nuovo disordine mondiale  – San Paolo Edizioni (2000). Attualmente introvabile
Introduzione scritta dall’allora card. Joseph Ratzinger
 
Risultato immagini per ONU NWO ratzinger  

Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente.
La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo.

Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”.

Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica.

Da una parte, ci sono stati i sistemi di orientamento marxista che promettevano all’uomo di raggiungere il regno desiderato tramite la politica proposta dalla loro ideologia: un tentativo che è fallito in maniera clamorosa.

Dall’altra, ci sono i tentativi di costruire il futuro attingendo, in maniera più o meno profonda, alle fonti delle tradizioni liberali.

Questi tentativi stanno assumendo una configurazione sempre più definita, che va sotto il nome di Nuovo Ordine Mondiale; trovano espressione sempre più evidente nell’ONU e nelle sue Conferenze internazionali, in particolare quelle del Cairo e di Pechino, che nelle loro proposte di vie per arrivare a condizioni di vita diverse, lasciano trasparire una vera e propria filosofia dell’uomo nuovo e del mondo nuovo. 

Una filosofia di questo tipo non ha più la carica utopica che caratterizzava il sogno marxista; essa è al contrario molto realistica, in quanto fissa i limiti del benessere, ricercato a partire dai limiti dei mezzi disponibili per raggiungerlo e raccomanda, per esempio, senza per questo cercare di giustificarsi, di non preoccuparsi della cura di coloro che non sono più produttivi o che non possono più sperare in una determinata qualità della vita.

Questa filosofia, inoltre, non si aspetta più che gli uomini, abituatisi oramai alla ricchezza e al benessere, siano pronti a fare i sacrifici necessari per raggiungere un benessere generale, bensì propone delle strategie per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità, affinché non venga intaccata la pretesa felicità che taluni hanno raggiunto.

La peculiarità di questa nuova antropologia, che dovrebbe costituire la base del Nuovo Ordine Mondiale, diventa palese soprattutto nell’immagine della donna, nell’ideologia dell’ “Women’s empowerment”, nata dalla conferenza di Pechino.

Scopo di questa ideologia è l’autorealizzazione della donna: principali ostacoli che si frappongono tra lei e la sua autorealizzazione sono però la famiglia e la maternità. Per questo, la donna deve essere liberata, in modo particolare, da ciò che la caratterizza, vale a dire dalla sua specificità femminile. Quest’ultima viene chiamata ad annullarsi di fronte ad una “Gender equity and equality”, di fronte ad un essere umano indistinto ed uniforme, nella vita del quale la sessualità non ha altro senso se non quello di una droga voluttuosa, di cui sì può far uso senza alcun criterio.

Nella paura della maternità che si è impadronita di una gran parte dei nostri contemporanei entra sicuramente in gioco anche qualcosa di ancora più profondo: l’altro è sempre, in fin dei conti, un antagonista che ci priva di una parte di vita, una minaccia per il nostro io e per il nostro libero sviluppo. 

Al giorno d’oggi, non esiste più una “filosofia dell’amore”, bensì solamente una “filosofia dell’egoismo”. 

Il fatto che ognuno di noi possa arricchirsi semplicemente nel dono di se stesso [2], che possa ritrovarsi proprio a partire dall’altro e attraverso l’essere per l’altro, tutto ciò viene rifiutato come un’illusione idealista. È proprio in questo che l’uomo viene ingannato. In effetti, nel momento in cui gli viene sconsigliato di amare, gli viene sconsigliato, in ultima analisi, di essere uomo.

Per questo motivo, a questo punto dello sviluppo della nuova immagine di un mondo nuovo, il cristiano – non solo lui, ma comunque lui prima di altri – ha il dovere di protestare.

Bisogna ringraziare Michel Schooyans per aver energicamente dato voce, in questo libro, alla necessaria protesta.

Schooyans ci mostra come la concezione dei diritti dell’uomo che caratterizza l’epoca moderna, e che è così importante e così positiva sotto numerosi aspetti, risenta sin dalla sua nascita del fatto di essere fondata unicamente sull’uomo e di conseguenza sulla sua capacità e volontà di far si che questi diritti vengano universalmente riconosciuti.

All’inizio, il riflesso della luminosa immagine cristiana dell’uomo ha protetto l’universalità dei diritti; ora, man mano che questa immagine viene meno, nascono nuovi interrogativi.

Come possono essere rispettati e promossi i diritti dei più poveri quando il nostro concetto di uomo si fonda così spesso, come dice l’autore, “sulla gelosia, l’angoscia, la paura e persino l’odio”? “Come può un’ideologia lugubre, che raccomanda la sterilizzazione , l’aborto, la contraccezione sistematica e persino l’eutanasia come prezzo di un pansessualismo sfrenato, restituire agli uomini la gioia di vivere e la gioia di amare?” (capitolo VI).

È a questo punto che deve emergere chiaramente ciò che di positivo il cristiano può offrire nella lotta per la storia futura.

Non è infatti sufficiente che egli opponga l’escatologia all’ideologia che è alla base delle costruzioni “postmoderne” dell’avvenire.

È ovvio che deve fare anche questo, e deve farlo in maniera risoluta: a questo riguardo, infatti, la voce dei cristiani si è fatta negli ultimi decenni sicuramente troppo debole e troppo timida.

L’uomo, nella sua vita terrena, è “una canna al vento” che rimane priva di significato se distoglie lo sguardo dalla vita eterna.
Lo stesso vale per la storia nel complesso.


In questo senso, il richiamo alla vita eterna, se fatto in maniera corretta, non si presenta mai come una fuga. Esso dà semplicemente all’esistenza terrena la sua responsabilità, la sua grandezza e la sua dignità. Tuttavia, queste ripercussioni sul “significato della vita terrena” devono essere articolate.

È chiaro che la storia non deve mai essere semplicemente ridotta al silenzio: non è possibile, non è permesso ridurre al silenzio la libertà. È l’illusione delle utopie.
Non si può imporre al domani modelli di oggi, che domani saranno i modelli di ieri.
È tuttavia necessario gettare le basi di un cammino verso il futuro, di un superamento comune delle nuove sfide lanciate dalla storia.


Nella seconda e terza parte del suo libro, Michel Schooyans fa proprio questo: in contrasto con la nuova antropologia, propone innanzitutto i tratti fondamentali dell’immagine cristiana dell’uomo, per applicarli poi in maniera concreta ai grandi problemi del futuro ordine mondiale (in modo particolare nei capitoli X-XII).Fornisce in questo modo un 

contenuto concreto, politicamente realistico e realizzabile, all’idea, così spesso espressa dal Papa (Giovanni Paolo II), di una “civiltà dell’amore”.
Per questo, il libro di Michel Schooyans entra nel vivo delle grandi sfide del presente momento storico con vivacità e grande competenza.

C’è da sperare che molte persone di diversi orientamenti lo leggano, che esso susciti una vivace discussione, contribuendo in questo modo a preparare il futuro sulla base di modelli degni della dignità dell’uomo e capaci di assicurare anche la dignità di coloro che non sono in grado di difendersi da soli.
Roma, 25 aprile 1997
Joseph Card. Ratzinger 

Introduzione a Michel Schooyans, Nuovo disordine mondiale, San Paolo Edizioni (2000).

Pagina Web Michel Schooyans


Fonte: https://www.nogeoingegneria.com/ 

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domenica 22 settembre 2019

Addestrati per diventare dipendenti

 

Il rapporto agghiacciante rivela che solo una manciata di mega corporazioni controlla il destino del mondo

Isaac Davis, scrittore
 
Tante storie di fantascienza distopiche presentano una società privata onnisciente e onnipotente come autorità dominante in un mondo tirannico e senz'anima. Secondo un nuovo studio, questa visione del futuro non è poi così immaginaria, poiché le società transnazionali (TNC) stanno crescendo a un ritmo allarmante, consolidando rapidamente il controllo sui principali settori e creando un nuovo tipo di super-governance nel nostro mondo.

Diretto da Carl Folke et al. dello University of Beijer Institute of Ecological Economics, Royal Swedish Academy of Sciences, Stoccolma, Svezia, lo studio del 2019 si è concentrato principalmente sull'influenza che le multinazionali hanno sulla biosfera e sui problemi critici che circondano la sostenibilità, ma ha anche rivelato quanto sia dipendente il mondo su TNC.

Da anni sappiamo che solo una manciata di aziende mediatiche dominano oltre il 90% dei media che consumiamo, offrendo l'illusione della scelta, ma questo paradigma si estende ad altri settori critici.
"Lo puoi vedere nell'ambiente, dove solo 100 aziende sono responsabili di oltre il 70 percento delle emissioni mondiali di gas serra.
Puoi vederlo nella tecnologia, dove le gigantesche aziende tecnologiche godono del dominio monopolistico sulla ricerca, sui social e altro ancora.
Le compagnie farmaceutiche sono così potenti da generare intere crisi sanitarie; le compagnie energetiche sono così potenti da poter prevedere le crisi climatiche con decenni di anticipo.
La comunicazione della scienza stessa non è toccata da questi fenomeni di consolidamento e controllo delle imprese." [Fonte]
Citando la tendenza al dominio di un numero relativamente piccolo di aziende, lo studio osserva:
Il consolidamento tra le società, in base al quale un numero limitato di società controlla un'ampia quota di mercato della produzione o delle vendite complessive per un determinato prodotto o tipo di prodotto (ovvero, oligopolio o, al limite, monopolio), è una caratteristica ben nota e prevedibile di sviluppo economico.

Circa il 10% delle società mondiali genera l'80% di tutti i profitti a livello globale.

Una manciata di società transnazionali (TNC) nel settore dell'informatica controlla il 90% o più della quota di mercato globale di motori di ricerca, sistemi operativi e social media.

Tre società di investitori gestiscono oltre il 90% di tutte le attività gestite in fondi azionari passivi e anche i rivenditori, che formano l'interfaccia tra i consumatori e le catene di approvvigionamento globali, mostrano livelli elevati di concentrazione.

Tale posizione dominante è variamente spiegata dall'aumento della percentuale di rendimenti dalla crescita al capitale piuttosto che dal lavoro, dalla capacità dei TNC di navigare opportunisticamente nei sistemi di regolamentazione attraverso più giurisdizioni e dalla loro capacità di creare barriere all'ingresso per le piccole imprese.
Molte persone oggi stanno finalmente iniziando a capire il danno causato all'ambiente dai TNC e il rapporto si è concentrato sul consolidamento di agricoltura e silvicoltura, frutti di mare, prodotti chimici per l'agricoltura, miniere e combustibili fossili. Abbiamo avvertito per anni dell'impatto che un'azienda come la Monsanto può avere, ma questo rapporto ci mostra il quadro agghiacciante e più ampio.

Pensieri finali

Mentre il mondo si sveglia per il nuovo futuro che stiamo creando, la nostra interconnessione e interdipendenza sta raggiungendo livelli irreali. Noi esseri umani siamo programmati per metterci a nostro agio con ciò che ci circonda e siamo facilmente addestrati per diventare dipendenti. La tirannia della convenienza sta creando un pericoloso squilibrio in questo mondo e una manciata di cosiddette super corporazioni stanno abilmente sfruttando queste tendenze e posizionandosi per un dominio estremo sull'ambiente e sulla nostra capacità di sostenerci.

Circa l'autore

Isaac Davis è uno scrittore di personale per WakingTimes.com. lui è un diretto sostenitore della libertà e di una società volontaria. È un avido lettore di storia e appassionato di diventare autosufficiente per liberarsi dalla matrice di controllo. Seguilo su Facebook, qui.

Questo articolo (Chilling Report rivela che Just a Handful of Mega Corporations Control the Fate of the World) è stato originariamente creato e pubblicato da Waking Times ed è pubblicato qui sotto una licenza Creative Commons con attribuzione a Isaac Davis e WakingTimes.com. Può essere ripubblicato liberamente con l'attribuzione corretta, la biografia dell'autore e questa dichiarazione sul copyright. 


giovedì 4 dicembre 2014

Tutto in 140 parole di un twit

Perché non scoppia una rivoluzione?
 
Ti sei mai domandato perché nessuno reagisce
difronte all'infame ondata di oppressione
e abuso di OGNI tipo che stiamo patendo?
Non Rimani perplesso del fatto che non succede assolutamente nulla,

viste le tante rivelazioni di casi
di corruzione, ingiustizia, ruberie e prese in giro
della legge e della popolazione in genere,
alla quale si e rubato letteralmente il presente e il futuro?
Ti sei domandato perché non scoppia una rivoluzione di massa
e perché tutti sembrano essere addormentati o ipnotizzati?

In questi ultimi anni OGNI tipo d'informazione sembra aver danneggiato la Struttura del Sistema Fino alle sue fondamenta, e ben resa pubblica e messa ben in evidenza, eppure questa STESSA Struttura continua ad Essere intatta senza neppure un graffio Superficiale.
 
 
Questo rende palese un fatto veramente preoccupante che sta sotto il nostro naso e al quale nessuno presta attenzione.

Il fatto è che non importa CONOSCERE LA VERITÀ a nessuno, sembra incredibile, ma i fatti lo confermano giorno dopo giorno.

L'informazione non è rilevante

Rivelare i più oscuri segreti e renderli di dominio pubblico non produce nessun effetto, nessuna risposta da parte della popolazione per quanto i segreti siano terribili e scioccanti.
Per decenni abbiamo creduto che chi lottava per la verità, gli informatori capaci di svelare fatti nascosti o mettere in piazza i panni sporchi potevano cambiare le cose, potevano alterare il divenire della storia.

Siamo cresciuti nella realtà, con la convinzione che conoscere la verità era cruciale per creare un mondo migliore e più giusto e, di chi lottava per rivelare il nemico più grande dei potenti tiranni.
E forse Per un certo periodo è stato così.

Oggi, però, "l'evoluzione" della società e soprattutto nella psicologia di massa ci ha portato ad un nuovo stato di cose: uno stato di mentale alienazione della popolazione che un dittatore non avrebbe mai osato immaginare.
 
Il sogno di ogni tiranno sulla faccia della terra:
non dover nascondere né occultare niente al suo popolo.
Poter mostrare pubblicamente tutta la sua corruzione, malvagità e prepotenza senza doversi preoccupare di alcuna risposta da parte di quelli che opprimé.

 
Questa e la realtà del mondo in cui viviamo. E se credete che questo sia un'esagerazione, osservate voi stessi e ciò che vi circonda.

 Corsivo mio:
Qui sotto viene raccontato quello che succede in Spagna; ma i fatti di questi giorni (come quelli successi in passato su tutto il territorio nazionale) che sono successi nella capitale, non ci esimono dalla classifica, anzi, siamo al 69° posto nella graduatoria dei mondo, che ha una scala di 174 paesi, e, il più corrotto in Europa.  

Il caso della Spagna E lampante.
Un Paese immerso in Uno Stato di putrefazione generalizzata, divorato Fino all'osso dai vermi della corruzione in TUTTI GLI Ambiti:
  • Giuridico
  • industriale
  • Sindacale
  • Soprattutto politico
Uno Stato di decomposizione ha che ha ecceduto in tutti i limiti immaginabili, fino a infettare con la SUA pestilenza tutti i partiti politici in maniera irreparabile.

 
Eppure, nonostante siano resi pubblici continuamente iutti QUESTI scandali di corruzione politica, gli spagnoli continuano a votare per la maggior parte gli stessi divisori politici, dando tuttalpiù ALCUNI dei Loro VOTI a dei divisori pių piccoli che non rappresentano in nessun modo una possibilità reale.
Ecco l'allucinante caso della Comunità Valenziana, la regione più rappresentativa del saccheggio perpetrato vergognoso dal Partito Popolare e dove, nonostante tutto, questo partito di autentici fuorilegge e banditi continua a vincere le elezioni con maggioranza assoluta.

 
Una vergogna inimmaginabile che non si trova in nessuna nazione minimamente democratica. 
Corsivo mio: è una bella gara con noi in quanto a democrazia e indegnosità

E sfortunatamente il caso di Valencia è solo un esempio in più dello stato generale del paese: lì ABBIAMO il caso indegno dell'Andalusia dominata da decadi dall'altro grande mafioso dello stato, il PSOE, il che con i suoi soci del sindacato e l'appoggio puntuale della Sinistra Unita hanno rubato a Piene mani per anni e anni.
 
Un altro esempio, è il caso della Catalogna che "Converge", con un Partito di baroni e ladri d'élite.
E potremmo continuare così per tutte le Comunità autonome o il governo centrale proprio la colomba delle due Grandi Famiglie politico - Criminali del Paese, PP e PSOE, si sono dedicate ad un moderato saccheggio senza alcuna vergogna.
 
 
E nonostante siano stati resi pubblici tutti questi casi di corruzione generalizzata, e siano state rivelate le implicazioni delle alte sfere finanziarie e industriali con il tacito Consenso del Potere Giuridico, dimostrando in forma attiva o passiva che riguardavano il Sistema in TUTTI GLI Ambiti, rendendo  impossibile la creazione di un futuro sano per il Paese, nonostante tutto ciò, La risposta della Popolazione e stata ... un niente di fatto.
La cittadinanza ha riposto al massimo con "l'esercitare il Legittimo Diritto di Manifestazione", un'attività molto simile a quella che fa la massa per la SUA quadra di calcio nel vincere una competizione uscendo per strada a celebrarla.
 
 
Nessuno ha Fatto niente di effettivo per cambiare le cose, salvo un piccolo spuntino.
Nel caso della corruzione venuta alla luce in Spagna e l'inesistente reazione della popolazione, è solo un esempio tra i tanti nel Mondo.
 
 
Adesso riportiamo il caso dello sport di massa, sotto pressione per il sospetto di corruzione, di manipolazione di dopaggio e per la molto probabile adulterazione di tutte le competizioni sotto il controllo commerciale delle grandi marche ... nonostante questo, continuano ad APPARIRE in televisione con un seguito sempre più numeroso.
 
Tutto ciò si impoverisce davanti alla gravità delle rivelazioni di Edward Snowden e confermate dai governi in causa che ci hanno detto in faccia alla luce dei riflettori che tutte le nostre telefonate, le attività sui social network, il nostro navigare in internet e controllato e che ci stiamo dirigendo inesorabilmente verso l'incubo del Grande Fratello vaticinato da George Orwell Nel " 1984 ".
 
E la cosa più allucinante è che "una volta filtrate" QUESTE informazioni, nessuno si è preoccupato di ribatterle.

 
Tutti i Mezzi di Comunicazione, i Poteri Politici e le grandi imprese di internet implicate nello scandalo, hanno confermato pubblicamente come questo stato di sorveglianza sia un qualcosa di reale e indiscutibile.
L'unica cosa che hanno promesso, in maniera poco convincente e a mezza bocca è che non continueranno a FARLO ... 

E quale è stata la risposta della popolazione mondiale quando è stata rivelata la verità? 
 
Quale è stata la reazione generale di Fronte a QUESTE rivelazioni?

Nessuna!
 

Tutti continuano ad Essere assorbiti dal Loro smartphone, continuano a rotolarsi Nel dolce fango dei social network  e continuano a navigare nelle acque infestate di internet senza muovere nemmeno una falange di un dito ...
 
 
A cosa serve, Allora, dire la verità?
Nel caso ipotetico che Edward Snowden o di Julian Assange siano personaggi reali o non, o creazioni mediatiche con una missione segreta,
  • A cosa sarebbe Servito il Loro Sacrificio?
  • Che utilità ha accedere all'informazione e rivelare la verità se non provoca nessun cambiamento, d'alterata trasformazione?
  • A che serve conoscere in forma esplicita e documentata il fatto che l'energia nucleare PUÒ portare disgrazie e catastrofi planetarie, come è dimostrato dai terribili incidenti di Chernobyl e Fukushima, se QUESTE rivelazioni non provocano nessun effetto?
  • A cosa serve sapere che le banche sono enti criminali dediti al saccheggio di massa, se continuiamo a utilizzarle?
  • A cosa serve sapere che il mangiare è adulterato e contaminato con prodotti tossici, cancerogeni e/o transgenici, se continuiamo a mangiarli?
  • A cosa serve sapere la verità su qualsiasi fatto importante se non reagiamo sul quanto gravi siano le implicazioni.
Non inganniamoci da soli per quanto SIA duro accettare tutto questo.

Affrontiamo la realtà COSI COM'È ...
 
Nella attuale Società, Conoscere la verità non significa nulla
Informare sui fatti che veramente succedono, non ha nessuna reale utilità; anzi e dimostrato che la maggior parte della popolazione e arrivata a un livello di degradazione psicologica, la rivelazione della verità e accedere all'informazione, rafforzano ancora di più la loro incapacità di risposta e l'inerzia mentale.
 

La grande domanda è:
  • PERCHÉ?
  • Che cosa ha Portato tutti noi a quest'apatia generale?
La risposta è, Succede sempre quando ci rivolgiamo la domande di questo tipo, e tra le più inquietanti. Ed è in relazione con il condizionamento psicologico a cui è sottoposto l'individuo nella Società attuale.
I meccanismi che disattivano la nostra risposta quando accediamo alla verità per quanto scandalosa possa essere, sono semplici ed effettive. E sono nella nostra vita quotidiana.


Tutto si basa su un eccesso d'Informazione.
E' un bombardamento degli stimoli così esagerato che provoca una catena di avvenimenti logici che finiscono con lo sfociare in un'effettiva mancanza di risposta: in una pura apatia.
E per lottare contro questo fenomeno, è Bene conoscere di come si sviluppa il processo ...
 
 
COME SI SVILUPPA IL PROCESSO?

Per prima cosa dobbiamo capire che questo stimolo sensoriale che riceviamo è carico di informazioni.
Il nostro corpo e predisposto alla percezione e alla lavorazione di stimoli sensoriali, ma la chiave del tema sta nella percezione di carattere linguistico dell'Informazione, per linguistico viene indicato ogni sistema organizzato con il bene di codificare e trasmettere l'informazione di OGNI tipo.
Per esempio, ascoltare una frase o leggerla comporta la SUA entrata nel nostro cervello ad un livello linguistico. Ma lo stesso avviene quando guardiamo il logo di un'impresa, l'ascolto delle note musicali di una canzone, guardare la segnaletica del traffico o udire la sirena dell'ambulanza, tanto per fare ALCUNI Esempi ...
 

Oggi, una persona e sottoposta a migliaia di singolari stimoli linguistici di questo tipo durante il giorno; MOLTI li percepiscono in forma cosciente, ma la grande maggioranza li percepisce in forma non cosciente che DEVE essere elaborata dal nostro cervello.
Potremmo dividere il processo di captare ed elaborare queste informazione in tre steps:
  1. Percezione
  2. Valorizzazione
  3. Risposta


 
Percezione

Indubbiamente, in tutta la storia dell'umanità, apparteniamo alla generazione che ha la capacità più grande di elaborare informazioni a Livello celebrale, con potere di differenziare soprattutto ad un livello visivo e auditivo.
Man mano che nascono e crescono nuove generazioni acquisiscono una maggiore velocità di percezione dell'informazione.
Una dimostrazione di quanto affermato la ritroviamo nel cinema.
 

Prendiamo a caso la visione di un vecchio film di John Wayne, una scena qualsiasi d'azione, per esempio una sparatoria. E poi guardate una scena di sparatoria o di inseguimento di macchine di un film odierno.
Una qualsiasi scena d'azione di film attuale è piena di successioni rapidissime, di primi piani e di breve durata.
Solo in 3 o 4 secondi si vedranno delle figure diverse:
il volto del protagonista che guida, quella del compagno che grida, la mano sul cambio della macchina, il piede che spinge il pedale, la macchina che schiva pedone, l'inseguitore che slitta, il cattivo che afferra la pistola, che spara dal finestrino, ecc ... e OGNI primo piano sarà durato al massimo una decina di secondi.
Le immagini si succedono a tutta velocità e avvengono velocemente come gli spari di una mitragliatrice. Eppure siete in grado di vederle tutte elaborando il  MESSAGGIO che contengono.


Adesso rivedete il cinema di John Wayne. Non troverete successioni di scena al ritmo di una mitragliatrice, ma successioni di una scena dalla durata più lunga e con un campo visivo più ampio.



Probabilmente uno spettatore dell'epoca di John Wayne si sarebbe sentito male guardando una attuale pellicola poiché non era abituato ad elaborare tanta informazione visiva in un racconto velocizzato.

 
Questo è un semplice ssempio del bombardamento di informazioni in cui è sottoposto il cervello di ognuno di noi Oggi, RISPETTO a quello di una persona di cinquant'anni fa.
Aggiungeteci tutte le fonti di informazioni che ci circondano, come la televisione, la radio, la musica, l'onnipresente pubblicità, i segnali del traffico, i diversi tipi di abbigliamento che indossano le PERSONE che incrociamo per la strada e che rappresentano ognuna di loro, è un codice linguistico per il tuo cervello, l'informazione che vedete sul cellulare, sul tablet, in internet e inoltre i vostri impegni sociali, le fatture, le preoccupazioni e i desideri che hai programmato di avere, ecc. ecc. ...



Si tratta di un'autentica inondazione di informazione che il vostro cervello DEVE elaborare continuamente. Tutto questo con un cervello della STESSA misura e capacità di quello spettatore occidentale che guardava il film di John Wayne cinquant'anni fa.
Per quanto ne sappiamo, SEMBRA che Il nostro cervello abbia la capacità SUFFICIENTE per percepire tali volumi di informazione e comprendere il messaggio associato a QUESTI stimoli.
Il problema quindi non sta lì. Infatti, SEMBRA che Il nostro cervello ne goda poiché ci siamo trasformati in tossicodipendenti degli Stimoli.
Il problema SEMBRA risiedere nella fase che segue.
 


VALUTAZIONE
Noi ci scontriamo con i nostri limiti perché dobbiamo calutare l'informazione ricevuta, cioè QUANDO arriva l'ora di giudicare e analizzare le implicazioni che comporta.

Questo succede perché non abbiamo il tempo materiale per una piatta VALUTAZIONE profonda di quell'informazione.
Prima che la nostra mente, da sola e con i criteri che le sono propri, possa giudicare in maniera più o meno profonda l'informazione che riceviamo, siamo bombardati da un'ondata di stimoli che ci distraggono e inondano la nostra mente.
E per questa ragione che non arriviamo a valutare nella giusta misura le informazione che riceviamo per quanto importanti siano le implicazioni che comporta.

Per Capire meglio tutto questo, utilizzeremo un'analogia sotto forma di una piccola storia.
Immaginiamo una persona molto introversa che passa la maggior parte del suo tempo rinchiusa in casa. Praticamente non ha amici e non intavola relazioni sociali di nessun tipo.
Supponiamo adesso che questa persona vada al Supermercato a comprare una bottiglia di latte e QUANDO va a pagare gli cade per terra e la rompe causando grande scompiglio e macchiandosi i vestiti sotto gli occhi di tutti.
QUANDO questa persona torna a casa, isolata com'è e senza uno stimolo sociale, darà  probabilmente un gran valore psicologico a quanto avvenuto al Supermercato.
 
Si domanderà perché gli è caduto il latte e quale movimento falso abbia fatto perché questo avvenisse; si domanderà se la colpa fosse sua, o della bottiglia che era troppo scivolosa; nella SUA testa analizzerà lo sguardo della cassiera e i gesti i commenti di OGNI cliente; osserverà anche le macchie sui vestiti e tenterà di indovinare ciò che hanno pensato gli altri di lui.
 
Si sentirà ridicolo e giudicherà tale fatto meramente aneddotico molto più importante di quanto lo SIA stato in realtà. Solo perché quella situazione ridicola al Supermercato sarà il grande avvenimento del giorno o della settimana. E Forse non lo dimenticherà mai per tutta la vita.
Adesso sostituiamo la persona introversa e senza relazioni pubbliche un Modello opposto.

Una persona estroversa che passa tutto il giorno circondata da una gran quantità di PERSONE e di Fatti, interagendo freneticamente con clienti e compagni di lavoro, che parla al telefono, organizza a incontri, compra, vende, fa riunioni, cavalca, si arrabbia e termina la giornata bevendo un bicchiere con gli amici.
 
Supponiamo che questa persona vada a comprare il latte e, anche a lei cade la bottiglia causando un gran scompiglio e macchiandosi i vestiti.
La sua valutazione dell'accaduto sarà solitamente aneddotica poiché rappresenta un evento in più tra tutti quelli a carattere sociale che sperimenta durante la giornata. E in poche ore se ne sarà dimenticata.
 
Una persona della Società attuale, assomiglia molto al secondo modello, sottoposta a una grande quantità di stimoli sensoriali, sociali e linguistici.
Per noi, OGNI informazione ricevuta è rapidamente digerita e dimenticata, portata via dalla corrente incessante dell'informazione che entra nel nostro cervello come un torrente.
Perché viviamo immersi nella cultura del "twit", "il mondo della colomba" OGNI riflessione su questo evento dura 140 caratteri. E questa, è La profondità massima cui arriva la nostra capacità di analisi.


E' per questa ragione, per la nostra impotenza di valutare e giudicare da soli il volume di informazione al quale siamo sottoposti, quell'informazione che ci è trasmessa, che viene incorporata nell'opinione che dobbiamo avere, cioè quello che dovremmo pensare dopo aver realizzato una approfondita valutazione dei fatti, quindi, chi emette l'informazione risparmia al ricevente lo sforzo di dover pensare.
 
QUESTO è il procedimento che utilizzano I Grandi Mezzi di Comunicazione e in un mondo di individui autenticamente pensanti sarebbe tacciato di Manipolazione e lavaggio del cervello.


La televisione è un lampante esempio. Guardate un qualsiasi notiziario.

Tutte le notizie di tutte le emittenti sono date in forma tendenziosa in modo che contengano nel testo e nella presentazione, inoltre, l'informazione che viene data, deve generare nello spettatore l'opinione.
Per essere ancora più espliciti: è l'esempio degli onnipresenti incontri politici dove i presenti vengono presentati come "opinionisti".
La loro funzione è quella di generare l'opinione che noi dovremmo costruire da soli.


Così il bombardamento di informazione continuo e incessante nel nostro cervello ci impedisce di giudicare adeguatamente il valore dei fatti, con un criterio nostro e con i nostri codici.
 
Ci toglie il tempo che dovremmo avere per soppesare le conseguenze di un avvenimento e lo frammenta in pezzettini da 140 caratteri e lo trasforma in un giudizio breve e superficiale che emettiamo sull'informazione ricevuta.
Riassumendo: ci fanno pensare a delle "notizie" in modo generale e non siamo nemmeno noi un pensarle, ci vengono inculcati dall'informazione che ci danno.


Risposta
Una volta che la valorizzazione personale dei fatti viene ridotta alla minima espressione, entriamo nella fase decisiva del processo, quella che è priva della nostra risposta.
Qui entrano in gioco le emozioni e i sentimenti, il motore di OGNI risposta e l'azione. Frammentando e riducendo il nostro tempo, riduciamo la carica emotiva che associamo all'informazione.
 
Osserviamo le nostre reazioni: POSSIAMO indignarci molto nel VEDERE una notizia in un notiziario, per esempio lo sgombero forzato di una famiglia senza mezzi, ma DOPO pochi secondi siamo bombardati da un'informazione diversa che porta verso un'altra emozione superficiale e diversa che ci fa dimenticare la precedente.



Per esprimere questo in forma grafica e chiara: la nostra capacità di giudizio e di analisi e pari a un "twit", la nostra Risposta emotiva è pari a un'emoticon.


E' qui che sta la chiave di volta.
E qui, rimane disattivata la nostra possibile risposta. Per capire meglio, torniamo all'analogia della persona introversa ed estroversa che rompeva la bottiglia di latte al Supermercato.

  • La persona introversa rimane chiusa Nel Suo Mondo che gli ha dato un valore più profondo ai fatti avvenuti al Supermercato che continuerà a rimuginarci sopra più volte.
    non dimenticherà facilmente l'emozione legata al ridicolo che ha provato a quel momento e con molta probabilità esporrà continuamente le proprie emozioni finirà per provare un certo imbarazzo al solo ripensarci.
    E' possibile che non torni per un certo periodo a fare spesa in quel Supermercato, anche se implica il fatto di dover andare più lontano a comprare il latte; arriverà anche a provare repulsione per il luogo e le persone dove si è reso ridicolo.
    L'energia emotiva scaturita da questo fatto  avrà un'effettiva reazione.

  • Invece, la persona estroversa tornerà al Supermercato senza nessun problema poiché quanto accaduto, non avrà una mentale rilevanza emotiva; tuttalpiù arrossirà nel vedere la cassiera o qualche cliente.
    La persona estroversa non intraprenderà effettive azioni tangibili che deriveranno dall'accaduto della bottiglia di latte.

Oltre le valutazioni fatte su QUESTI Personaggi inventati, QUESTI esempi ci servono per dimostrare che il bombardamento incessante dell'informazione cui siamo sottoposti finisce con lo sfociare in Una Frammentazione della Nostra energia emotiva e perciò finiamo con l'avere una risposta superficiale o neutra.
E' una risposta che per il momento in cui viviamo, intuiamo che dovrebbe essere molto più contundente, eppure, non arriviamo a darla questa risposta perché ci manca l'energia sufficiente.


  Tutti noi, guardiamo disperati gli altri e ci domandiamo:
"Perché non reagiscono? Perché non reagisco?"
E questa impotenza alla fine diventa una sensazione di frustrazione e di apatia generale. Questa sembra essere la ragione per cui non avviene una rivoluzione, perché per la logica dei fatti dovrebbe essere già scoppiata.
Si tratta quindi di un fenomeno psicologico.
 

Questo è il meccanismo di base che interrompe ogni risposta della popolazione davanti ai continui abusi che riceve.
E' la base sulla quale si posizionano tutte le manipolazioni mentali a cui ci sottopongono oggi, e' il meccanismo psicologico che rende la popolazione docile e sottomessa.
 
Potremo riassumere il tutto in questi termini:

L'eccessivo bombardamento di informazione ci impedisce di avere il tempo necessario per osare e dare il giusto valore ad ogni informazione ricevuta e quindi, di conseguenza, di associarle alla carica emotiva sufficiente a generare una reazione effettiva e reale.
 

Cospirazione O FENOMENO SOCIALE?
 
Non ha importanza se tutto questo fa parte di una grande cospirazione atta a controllarci o se siamo arrivati ​​a questo punto per via dell'evoluzione della società, perché le conseguenze sono esattamente le stesse:
I più potenti faranno il possibile per mantenere questi meccanismi attivi e fomenteranno anche il suo sviluppo secondo le loro solite  potenzialità, perché ne ricevono benefici.
Rivelare la verità, in effetti, favorisce questi meccanismi.
Ai più potenti non importa venire a mostrarsi e/o svelare i propri segreti per quanto sporchi e oscuri siano.
Rivelare queste verità occulte contribuisce in gran parte all'aumento del volume d'informazione con il Quale siamo bombardati.
Ogni segreto portato alla luce producono nuove ondate d'informazione che possono essere manipolate e rese tossiche con l'aggiunta di dati falsi, contribuendo alla confusione e al caos dell'informazione e da qui arrivano Nuove ondate secondarie di informazioni che ci stordiscono ancora di più, facendoci sprofondare nell'apatia.
 
Se combattessimo quest'apatia, frutto della poca energia emotiva con cui cerchiamo di rispondere, con le tremende difficoltà che il sistema ci mette davanti quando è il momento di punire i responsabili, si genererebbero nuove ondate di frustrazione sempre più forti portandoci passo dopo passo alla resa definitiva e alla totale sottomissione.


Non bisogna porsi nessun dubbio: alle persone che ostentano il potere interessa bombardarci con enormi volumi di informazioni per il più superficiali possibili; perché una volta instaurata questa forma d'interazionee con l'informazione ricevuta, tutti Noi ci trasformeremo in persone dipendenti da questo incessante scambio di dati.


Il bombardamento di stimoli è una droga per il nostro cervello che ha bisogno sempre più velocità per lo scambio di informazioni, esigendo meno tempo per poterle vagliare.
 

Succede a noi Tutti: ci costa sempre più fatica leggere un lungo articolo pieno di informazioni strutturate e ragionate. Abbiamo l'esigenza che sia stringato, più veloce, che si legga in una sola riga e che si possa ingerire come una pasticca e non come un lauto pranzo.
 

Il nostro cervello si e trasformato in un tossicodipendente da informazione rapida, in un drogato avido di continui dati da ingerire pensati e analizzati da un altro cervello in modo che noi non dobbiamo fare il minimo sforzo di postulare una nostra complessa e contraddittoria opinione.
Il fatto è che noi odiamo il dubbio, perché ci obbliga a pensare. Non vogliamo farci domande. Vogliamo solo risposte facili e possibilmente rapide.


Siamo e vogliamo essere antenne riceventi e replicanti di informazioni per diventare meri specchi che riflettono immagini esterne. Gli specchi però, sono piatti e non hanno vita propria, tutto quello che riflettono viene da fuori.
L'essere umano a gran velocità si sta dirigendo verso questo dato di fatto.
Lo permetteremo?
 

CONCLUSIONE
 
Tutto quanto e stato scritto, forse non lo avreste voluto leggere.
E' poco stimolante ed è qualcosa di complicato e farraginoso, ma le complesse realtà non possono essere ridotte in un titolo ingegnoso di twit.
Per intraprendere una profonda trasformazione del Mondo, per iniziare un'autentica rivoluzione che cambi tutto e ci porti verso una Migliore Realtà, dovremmo discendere Nelle Profondità della nostra psiche, Fino alla sala macchine, dove si muovono Tutti i Meccanismi che determinano le Nostre Azioni e i Nostri Movimenti.
E' lì che sì Risolve l'autentica guerra per il futuro dell'Umanità.
Nessuno ci salverà Facendo dei proclami e delle promesse brillanti da un pulpito, per una società più giusta ed equa. Nessuno ci salverà raccontandoci una verità presunta o rivelandoci i segreti più oscuri dei poteri occulti.

Ebbene, abbiamo visto che l'informazione e la verità non sono importanti perché i nostri meccanismi di risposta sono invariati. Dobbiamo Scendere Fino a Loro e ripararli; dobbiamo sapere come funzionano.
E non sarà necessario un complesso corso di psicologia:
da soli, potremmo osservarli con attenzione e ragionamento, per raggiungere il risultato che gli si avvicina di più.
Non si iratta di qualcosa di esoterico o basato su strane credenze dal carattere Mistico, Religioso o New Age. E' pura logica: non c'è rivoluzione possibile senza una profonda trasformazione della nostra psiche a livello individuale.
Perché la nostra mente e programmata dal sistema. Per cambiare quindi il sistema che ci imprigiona, prima lo dobbiamo disinstallare dalla nostra mente.
Lo faremo?

http://gazzettadelapocalipsis.com/ 
Traduzione di Nicoletta Marino 
Riadattata da: http://ningishzidda.altervista.org/ 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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