Visualizzazione post con etichetta Hyksos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hyksos. Mostra tutti i post

giovedì 23 dicembre 2021

Hyksos: l'estorsione del rituale sull'immortalità

Assassinio sul Nilo: Hyksos, l’origine di tutti i nostri guai?

“Assassinio sul Nilo” è un indimenticabile filmone del 1978 con David Niven e Peter Ustinov, diretto da John Guillermin e tratto dal romanzo “Poirot sul Nilo”, di Agatha Christie. E se fosse un giallo – legato sempre a un omicidio, ma lontanissimo nel tempo – anche l’origine dell’attuale potere mondiale? Domande vertiginose, quelle che Nicola Bizzi – sul canale “Facciamo Finta Che”, di Gianluca Lamberti – rilancia al pubblico, partendo da un decisivo agguato che risale a 3.500 anni fa: quello che costò la vita al faraone di Tebe, assassinato attorno al 1570 avanti Cristo dai sicari degli Hyksos che volevano estorcergli il rituale segreto dell’immortalità. Bizzi non risparmia riflessioni taglienti: «Il dominio Hyksos fu un trauma assoluto, per l’Egitto: una vera tragedia. Ed è a causa loro che abbiamo ereditato la maggior parte dei problemi religiosi che hanno attanagliato il mondo, fino ai nostri giorni. Se certe decisioni prese in Vaticano influenzano ancora la politica italiana, è perché continuiamo a scontare l’eredità degli Hyksos».

BergoglioLa tesi, molto dibattuta, è stata avanzata da studiosi come Christopher Knight e Robert Lomas, secondo cui sarebbe ambientato proprio a Tebe, e non a Gerusalemme, il leggendario assassinio dell’architetto Hiram Abif, figura archetipica del primo maestro massone. E quindi: la ritualità libero-muratoria potrebbe esser stata davvero mutuata da quell’oscuro fatto di sangue, realmente accaduto? Le ipotesi portano lontanissimo: per Knight e Lomas, convinti dell’antica origine egizia della massoneria, il mandante dei killer del faraone dell’Alto Egitto poteva essere il biblico Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, divenuto vicerè del Basso Egitto caduto in mano agli Hyksos. E chi erano, gli Hyksos? Popoli semiti di origine cananea, sostengono gli assirologi. O forse erano Amorrei, provenienti dalla Mesopotamia, proprio là dove Paolo Rumor – nel libro “L’altra Europa” – situa l’iniziale centrale operativa della Struttura, network-ombra che dominerebbe il pianeta in modo ininterrotto da quasi 12.000 anni.

Di sicuro – dice Bizzi – al tempo della “cattività babilonese”, sotto il profeta Ezechiele, la tradizione ebraica si liberò completamente delle iniziali radici egizie. E la successiva comparsa (biblica) del leggendario architetto di Salomone, figura di cui si è appropriata poi la massoneria? Ebbene: il fenicio Hiram, in realtà, potrebbe essere un semplice calco, ebraicizzato, della vittima originaria: cioè il legittimo faraone di Tebe, devoto ad Amon-Ra e strenuo custode dei segreti originari. Segreti che, nella notte dei tempi, le divinità avrebbero rivelato agli eletti. Effettivamente, la drammatica vicenda storica di Sekenen-Ra Teo II (Seqenenra Ta’o II) viene riproposta in modo quasi identico nella leggenda di Hiram, assassinato da tre apprendisti decisi a carpirgli il segreto (che nella massoneria, sempre simbolizzante, diventa “costruttorio”). Il signore di Tebe viene invece ucciso da assassini agli ordini degli stranieri Hyksos, che avrebbero sterminato l’intera casta sacerdotale di Tebe. «Così sarebbe davvero andato perduto per sempre, il segreto rituale dell’immortalità».

Sekenen-RaNella ritualistica massonica, com’è noto, quell’irrimediabile incidente viene richiamato con l’espressione “la parola perduta”. Scoperto il corpo del maestro, maldestramente occultato, gli assassini di Hiram vengono poi smascherati e puniti. L’analogia con l’Egitto è lampante, sottolinea Bizzi: gli archeologi hanno notato che Sekenen-Ra fu imbalsamato tardivamente, quando la salma (come quella di Hiram) era ormai in stato di decomposizione. La mummia fu rinvenuta nella stessa tomba che ospitava il sarcofago del grande faraone Ramses II, segno quindi dell’alto onore concesso alla vittima. Non solo: nello stesso sito è stata trovata una terza mummia, ma senza nome. «Fatto rarissimo, nell’antico Egitto: sinonimo di ignominia». E infatti: «La terza salma era quella di un sepolto vivo. L’uomo era ancora in vita, quando fu stretto a forza nelle bende. Probabilmente era uno degli assassini di Sekenen-Ra: quello che poi, nello “hieros logos” massonico, diventa Jubello, uno degli assassini di Hiram».

Paradossalmente, riflette Bizzi, possono quindi apparire attendibili certi documenti medievali che, al rituale massonico, attribuiscono ben 4.000 anni di storia. Non mancano altri indizi convergenti: come le tracce di una fratellanza di “costruttori in grembiulino” scoperte dagli archeologi a Deir El-Medina, sempre nella regione dell’antica Tebe, capitale della “resistenza” egizia contro l’invasione degli Hyksos. «Una confraternita iniziatica, fondata su tre gradi: questa tradizione era prettamente egizia, e solo in seguito venne ereditata dalla cultura semitica, che infine divenne “ebraica” con Mosè». Non solo: «Questa ritualistica sarebbe stata mantenuta in vita nel Sinai, dove poi l’avrebbe individuata uno studioso come Robert Ambelain». Poi però ci fu una cesura netta: come per far perdere la tracciabilità della vicenda originaria? L’impronta egizia – prosegue Bizzi, citando sempre Knight e Lomas – sarebbe stata successivamente cancellata dalla “giudaizzazione” risalente al periodo dell’esilio babilonese, dopo la distruzione del Primo Tempio.

Hyksos«Gli studiosi individuano nel profeta Ezechiele, massimo leader ebraico durante il periodo babilonese, l’autore della definitiva de-egittizzazione della leggenda hiramitica e la sua piena acquisizione da parte della tradizione giudaica». Forse, aggiunge Bizzi, «proprio al tempo di Ezechiele vennero rimossi i riferimenti egizi di questa narrazione, che poi venne fatta propria dalla tradizione ebraica». Narrazione quindi «filtrata attraverso l’Antico Testamento» e, infine, «adottata dalla massoneria», come se si trattasse effettivamente di un’eredità culturale ebraica, anziché egizia. C’era davvero qualcosa di sconveniente, da nascondere? E’ quello che sembrano suggerire gli studi che – sulle tracce delle possibili origini egizie della massoneria – mettono l’accento sull’eventuale ruolo di Giuseppe nella tragica fine del faraone legittimo, quello tebano. «Volevano carpirgli i segreti del rituale della rinascita e dell’immortalità, il rituale di Horus, che era prerogativa dei faraoni della dinastia tebaica: era quel tanto che mancava agli Hyksos per essere paragonati ai veri faraoni».

MassoneriaSintetizza Bizzi: il “falso” faraone di stirpe Hyksos, insediato ad Ávaris nel delta del Nilo, «voleva impossessarsi del segreto della rinascita divina per raggiungere l’immortalità e diventare, dopo morto, come Osiride». Attenzione: sempre Christopher Knight e Robert Lomas hanno documentato come la storia del mitico patriarca israelita finito in Egitto sia perfettamente collocabile in quegli anni. «Di fatto, Giuseppe era il vicerè di Apofe», il faraone straniero e quindi usurpatore. Secondo la tradizione egizia, gli invasori Hyksos adoravano il dio Seth, cioè l’assassino di Osiride. E il loro pseudo-faraone aveva assunto proprio quel nome – Apofe – per umiliare gli sconfitti: nella ritualità tebana, infatti, contro il Serpente Apofe (le Tenebre) combatteva Amon-Ra, divinità del Sole. E anche questo aspetto sembra avvicinare i fatti di Tebe alla libera muratoria: «Nel rituale massonico del III grado, viene detto che Hiram fu ucciso mentre si recava a pregare nel Tempio a mezzogiorno, ovvero quando il Sole – allo zenit – esprime la sua massima forza». Dunque: dietro al leggendario Hiram si nasconde la vera vittima, cioè l’egizio Sekenen-Ra?

Interrogativi innescati, in ogni caso, dalla scoperta della tomba del faraone assassinato: la rinvenne nel 1881 l’egittologo tedesco Émile Brugsch. «I testi di storia attribuiscono l’omicidio, genericamente, agli Hyksos». Nel libro “La chiave di Hiram”, invece, Knight e Lomas esibiscono documenti secondo cui l’uccisione sarebbe stata opera di emissari molto probabilmente inviati da Giuseppe, braccio destro del signore di Ávaris: «Solo il segreto del rituale dell’immortalità e della rinascita avrebbe potuto garantire al sovrano Hyksos la sua assimilazione con Horus e Osiride», mettendolo quindi alla pari con gli autentici faraoni egizi. Sekenen-Ra – che evidentemente tenne per sé il segreto – fu colpito al volto esattamente come, secondo il rituale massonico, sarebbe stato colpito Hiram. Con la morte del faraone, chiosa Bizzi, quel rituale andò effettivamente perduto: verosimilmente erano stati uccisi anche i suoi sacerdoti, che il segreto lo conoscevano, e quindi Seknen-Ra Teo II era l’ultimo depositario del rituale dell’immortalità: nessun altro poteva esserne a conoscenza, se non lui e i vertici della casta sacerdotale.

Nicola BizziProprio l’eventuale origine egizia della massoneria potrebbe rivelare, attraverso la tradizione veterotestamentaria, il ruolo degli Hyksos nel progetto di potere che sembra unire almeno idealmente il sionismo al suo antenato leggendario, Mosè, che lasciò l’Egitto con un carico di oro e sotto robusta scorta militare (non del faraone, ma sempre del sovrano di Ávaris). Se l’evento viene collegato all’origine mesopotamica della Struttura citata da Rumor, sembra di essere di fronte alla quasi-chiusura di un cerchio. Il che fa pensare a quella che potrebbe esser stata l’operazione successiva: la conquista del nuovo dominio assoluto dell’epoca, l’Impero Romano, attraverso il format religioso cristiano che Paolo di Tarso (uomo della Struttura) avrebbe preteso di trarre dalla tradizione giudaica. L’ultima resistenza al piano sarebbe stata opposta dall’imperatore Giuliano l’Apostata. Poi, quasi mezzo millennio dopo i presunti fatti di Gerusalemme, fu Teodosio a insediare direttamente al potere la nuova religione, concepita appunto come instrumentum regni.

(Storico indipendente, saggista prolifico e fondatore delle Edizioni Aurora Boreale, Nicola Bizzi – massone e iniziato ai Misteri Eleusini – è impegnato in una vasta opera di divulgazione dei contenuti storico-archeologici più scomodi, come quelli che comproverebbero l’origine atlantidea della civiltà occidentale. Acquisizioni anche scientifiche, che ormai – in molti casi – dimostrano l’insostenibilità della storiografia ufficiale, svelando il ruolo decisivo di network occulti nella sovragestione della governance planetaria, ieri come oggi). 

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2021/12/assassinio-sul-nilo-hyksos-lorigine-di-tutti-i-nostri-guai/

*******************************

Articoli correlati: 

la "parola" perduta 

Hyksos Israèliti Faraoni (prima e seconda parte)

®wld

lunedì 7 marzo 2016

Chi era veramente il faraone Akhenaton?




Immagine 1. Akhenaton e Nefertiti
Bassorilievo proveniente da Tell el-Amarna.
Berlino, Museo egizio.
  
Antichi egizi. Akhenaton essere alieno?

Antichi egizi. Akhenaton essere alieno? Di Angelo Carannante. Gli antichi Egizi, da sempre hanno affascinato l’uomo per il mistero che avvolge la loro storia che calza quasi a pennello con la teoria degli antichi astronauti, nel senso che vi sono tantissimi misteri “alieni” tuttora irrisolti e per i quali esistono spiegazioni più o meno credibili e spesso opposte. Ma qui, vogliamo parlarvi del faraone Akhenaton. Il fatto sconcertante è che egli era un…rottamatore, per dirla in termini attuali, per cui in pratica impose agli Egizi il culto del Dio Sole di cui si professava discendente e di abbandonare nel contempo il culto degli altri dei in cui fino ad allora avevano creduto. 

Antichi egizi. Akhenaton essere alieno?  

Akhenaton ordinò di eliminare e non lasciare alcuna traccia, in tutto il territorio dell’Egitto, delle immagini e dei culti degli altri dei: la circostanza è dimostrata dai ritrovamenti archeologici.

Si ebbe in pratica, una completa rottura con il politeismo. Altra discontinuità rispetto al periodo precedente è quella per cui Akhenaton (ma anche i figli e la moglie) veniva raffigurato con tratti somatici alquanto diversi rispetto ai suoi predecessori come ad esempio la vita larga e le spalle strette anziché larghe. Ma tante caratteristiche sono enigmatiche come gli zigomi rialzati ma anche il cranio allungato. 

Ora osserviamo l’immagine 1 (sopra). Si nota immediatamente il cranio allungato o dolicocefalo. Però, notiamo anche dei tratti che appaiono piuttosto femminili, forse anche più di quelli di Nefertiti: si osserva addirittura una pancia deformata… da un recente parto? Ma anche il seno lascia un po’ interdetti. Sorge il sospetto che Akhenaton fosse una donna. Figura ambigua dunque.

Potremmo ipotizzare un ibrido, un individuo in parte uomo e in parte alieno. In questo Bassorilievo proveniente da Tell el-Amarna. Berlino, Museo egizio, altri particolari non tornano. Osserviamo, come detto, il cranio molto allungato anche dei tre bambini (anch’essi alieni?) che i due adulti tengono a sé. Notiamo nel bassorilievo degli atteggiamenti che non possiamo che definire materni. Su tutto domina Aton, il disco solare. I raggi del sole stesso, alle estremità sembrano avere qualcosa di simile a due dita, o una tenaglia, per ognuno di essi. Potremmo paragonarlo ad un ufo, avvicinato per affinità al sole, che irradia della sua luce i protagonisti della scena.

Tutte fantasie? Può darsi. Indubbio è che la simbologia egizia sembra non lasciare spazio ad interpretazione alternative (leggiamo: aliene), ma è altrettanto vero che troppi sono i misteri in tanti aspetti della vita di questo misterioso popolo che sembrano condurre a popoli venuti dalle stelle. La piramide di Cheope, i velivoli di Abydos, l’uccello di Saqqara. Tanti misteri di cui è permeata l’antichità.


Un’opera sconcertante, esattamente un’incisione, che conferma queste stranezze e che qui proponiamo per sottolineare proprio tanti aspetti oscuri dell’antichità del genere umano, vale a dire della storia, è quella del tempio buddista di Ta Prohm, in Cambogia meglio conosciuta come lo “Stegosauro di Ta Prohm”. 
Come è possibile che, visto che il tempio è vecchio di 800 anni, vi è raffigurato un dinosauro? Infatti i fossili di questi giganteschi, in genere, animali preistorici sono stati ritrovati, grazie a degli scavi, solo a partire dal 1800.

Dunque, questa piccola parentesi finale, ma si potrebbero fare migliaia di esempi di “stranezze storiche”, dimostra che la storia è piena di enigmi. Gli Egizi, con particolare riferimento agli alieni, ne sono un esempio, unitamente ad altri innumerevoli antichi popoli alcuni dei quali sono divenuti di nostra conoscenza solo di recente
Angelo Carannante
LINK
Link alla fonte QUI 

Per saperne di più su Hyksos, Akhenaton e Nefertiti QUI e QUI

giovedì 13 settembre 2012

Hyksos Israèliti Faraoni (seconda parte)

 
L’Esodo: la storia segreta che ci hanno nascosto

Leggi Qui la prima parte

Precedentemente abbiamo visto come Akhenaton fosse di madre Hyksos-Ebrea; ma se il dio degli Hyksos era Yahweh, figlio di Ba-al, come ci attestano le iscrizioni al tempio di Nubia, sarebbe stato naturale sostituire a Yahweh il dio Sole Aton facendo in modo che Aton-Adon e Yahweh potessero in questo modo essere identificati in un unico dio. 

Ma Yahweh non era ed è forse tutt’ora il dio degli ebrei? Sì, ed Akhenaton era di madre ebrea! Secondo le fonti Akhenaton era assai influenzato da sua madre, tanto da consultarla in ogni sua decisione; questo potrebbe dunque essere anche il vero motivo per cui Akhenaton ha abolito tutte le altre divinità, lasciando in auge solamente il culto del dio Aton, corrispondente al Yahweh biblico degli Ebrei, favorendo in questo modo gli Hyksos (Ebrei) ed i sacerdoti Yahud.

Yahweh: un dio escludente tutti gli altri dei che accentra il suo potere tramite il monoteismo, corrispondente all’Aton imposto dal faraone eretico Akhenaton. Un dio che sposa solo ed esclusivamente il popolo Ebraico-Hyksos a scapito delle altre culture e delle altre popolazioni, un dio che promette al suo popolo che “tutti i popoli dovranno essere sgabelli ai loro piedi”.

Solo un popolo guerrafondaio ed invasore come gli Hyksos-Ebrei avrebbe potuto scegliere e costruire un dio con queste caratteristiche, un dio creato a sua immagine e somiglianza.

Tornando a noi, dicevamo, gli Hyksos strinsero un’alleanza con i sacerdoti di Heliopolis del culto del Sole Ra, ottenendo che quest’ultimi acconsentissero a proclamarli faraoni, nonostante fossero stranieri, fino a quando Kamose ed infine suo fratello Ahmose riusciranno a scacciarli nel 1570 a.C.

Come già accennato, la storia dell’esodo ci viene raccontata dal filosofo e storico egizio Manetone nella sua opera “Aegyptiaca”, redatta in lingua greca, della quale abbiamo perso le tracce, ma che ritroviamo nel libro “Contro Apione” dello scrittore ebreo Giuseppe Flavio, certamente condizionato dal suo ruolo politico a favore di Roma e quindi distaccato dall’aspettativa di un Gesù (Horus) Messianico-Davidico che dovrà essere sostituito da un sotèr spirituale e pacifista che imporrà di dare a Cesare ciò che è di Cesare, invitando gli ebrei a pagare le tasse, considerate le continue disfatte subite della prima guerra giudaica contro i romani, conclusasi con la sconfitta definitiva a Masàda avvenuta nel 73 d.C.

 La regione occidentale del Delta), chiamati Habiru dagli egiziani. 

La vera storia degli Ebrei, o Habiru, “gente della sabbia”, inizia nel 1780 durante la XIIIa dinastia del medio regno con l’immigrazione per circa trenta anni di questi nomadi di razza mista semita e turco-mongola.

In quei tempi vi era una forte carestia che li costrinse a stabilirsi nelle frontiere di Khem (fertile terra d’Egitto) per pascolare le loro greggi e gli armenti nel delta del Nilo dove gli Egiziani li usarono come bassa manovalanza.

Nel 1750 il loro numero sarà così cospicuo da riuscire ad approfittare dell’instabilità politica del trono d’Egitto per portare all’elezione di un proprio re Ciarak o Saratis, in arte Abramo, a causa di continue rivolte da loro fomentate.

Quest’ultimo rimuoverà dal trono d’Egitto Nehesi, assumendo il titolo di “signore delle due terre”, fondando la XVa dinastia. Da Nord arriveranno a suo sostegno altre armate della sua stessa etnia che fonderanno ad Avaris, o Zion, una roccaforte con 250.000 soldati.

Questa invasione dei “Re Pastori”, o “Signori della Guerra Hyksos”, avvenne dopo che questi ebbero già conquistato il Retenu, cioè una zona di terra comprendente l’attuale Israele, Libano, Siria e Giordania.

Gli Hyka-Khasut, ovvero i capi dei paesi stranieri, come vengono chiamati dagli Egiziani, fonderanno un impero che stabilirà in Avaris il suo centro geografico e politico. La loro impresa, come già detto, riuscì di conquista dell’Egitto durò 300 anni circa, di modo che questo impero si estendesse in Galilea, Siria e Turchia. Un’alleanza bellica senza nessuna omogeneità razziale che avrà in comune il dio Baal, caricatura satanica del Seth egizio.

In questi secoli Tebe manterrà la propria autonomia sotto il regno della XVIa dinastia, ma sarà costretta ad un tributo a favore degli invasori. Nel frattempo gli Egizi faranno proprie le innovative tecniche belliche degli Hyksos - soprattutto i cavalli portati da quest’ultimi dalla mongolia, al fine di riuscire a costituire un esercito che riuscirà a scacciare gli invasori.

Questi, inseguiti fino in Galilea, si asserragliarono a Sciaruhen, che cadrà dopo tre anni di assedio assieme a Gerico, la quale verrà completamente distrutta. A questo punto il nome Hyksos scomparse dalla storia e il loro nome sarà sostituito da quello di Hapiru-Ebrei, i quali erano composti dall’élite e dalla casta regnante e guerriera degli Hyksos.

Dallo storico egiziano Manetone sappiamo che il faraone Amenophis seppe dal veggente Amerophis di Paphos che per rivedere i loro dei gli Egizi dovranno liberare il loro regno dai lebbrosi e dagli impuri (ovvero dagli Hyksos-Ebrei invasori) ed anche da tutti i contagiati (figli bastardi Hyksos-Egizi da parte di padre o di madre) loro discendenti.

La circoncisione fu quindi introdotta dagli Egiziani e servì per contraddistinguerli, finché furono esiliati nel primo ghetto ebraico della storia nella desertica città di Avaris, o Zion, che verrà però utilizzata come base per un’altra rivolta.

Questa rivolta avvenne attraverso l’elezione di un loro capo, di razza Hyksos, ovvero “Osarsiph”, uno Yahûd dei i sacerdoti di Heliopolis, a cui giureranno obbedienza assoluta.

Sempre il dotto storico egizio Manetone ci porta a conoscenza che il capo della rivolta Osarsiph è niente meno che il Mosè biblico, che assunse in seguito questo nome.

 
Osarsiph-Mosè-Akhenaton promuoverà nuove leggi - in contrasto con quelle egizie (proprio come fece a suo tempo quando era faraone) - obbligando ai suoi seguaci di non adorare gli dei egizi e ad astenersi dal mangiare gli “animali sacri” che dovranno invece essere eliminati.

Dopo aver imposto alla sua razza di non unirsi in matrimonio ad altre popolazioni che non appartenessero a questo patto, Osarsiph mosse guerra al faraone Amenophis dopo essersi assicurati il sostegno di altri sacerdoti di Heliopolis; inviò ambasciatori agli Hyksos di Canaan, cacciati da Ahmose, che nel frattempo avevano fondato la nuova Zion- Gerusalemme, chiedendo il loro aiuto e promettendo loro la restituzione della vecchia Zion-Avaris, abbandonata dopo la loro cacciata dall’Egitto.

Così duecentomila Hyksos-Ebrei giunsero in aiuto di Osarsiph riprendendo il controllo dell’Egitto e costringendo Amenophis a fuggire in Etiopia con trecentomila uomini. Dopo la vittoria Osarsiph distrusse tutte le immagine degli dei egizi e cambiò il suo nome in Akhenaton, futuro Mosè. A distanza di tredici anni Amenophis, riorganizzato il proprio esercito, sconfiggerà di nuovo gli Hyksos che verranno inseguiti fino ai confini della Siria.

A riprova di ciò che si è detto, ovvero che Osarsiph, Mosè ed Akhenaton furono la stessa persona, è il fatto che: 

1) Il governo di tredici anni di Osarsiph-Mosè coincide perfettamente con i tredici anni dell’eresia Atonita di Akhenaton a Tell el Amarna; 
 
2) Osarsiph-Mosè è coetaneo ad Akhenaton. Anche secondo la tradizione Mosè nacque il 7 Adar 2368 (corrispondente agli anni tra il 1391-1386 a.C.) il che lo fa un contemporaneo del faraone Akhenaton vissuto nel XIV secolo a.C. 
 
3) Sia Mosè sia Akhenaton sono stati allevati ed istruiti entrambi dai sacerdoti di Heliopolis, essendoci tra di loro una identità di persona mascherata da nomi diversi. 
 
4) Mosè-Osarsiph è definito Yahûd nel Talmud, la Bibbia aramaica, cioè un sacerdote di Aton-Atun, il culto creato dal faraone Akhenaton. 
 
5) Entrambi, Mosè ed Akhenaton, appartenevano alla stessa razza ed etnia, ovvero a quella semitica degli Hyksos, o Ebrei. Infatti Osarsiph, di razza Hyksos, è identificato in Mosè, di razza Ebraica; questo ci certifica che nell’antichità non vi era alcuna differenza fra queste due razze. Inoltre anche i documenti storici definiscono Akhenaton di razza Hyksos-Ebrea. 
 
6) Molti dotti storici come Giuseppe Flavio, Erodoto e Manetone confermano le nostre constatazioni.

Di Alessio De Angelis Scaricato da Altrogiornale.org 
Pagine rintracciabili nel libro "Oltre la Mente di Dio" da pagina 181 a pagina 191 

lunedì 3 settembre 2012

Hyksos Israèliti Faraoni (prima parte)


L’Esodo: la storia segreta che ci hanno nascosto

Secondo L’Antico Testamento, quando nella terra di Canaan infuriava la carestia, gli Ebrei, con a capo Giacobbe e la sua famiglia, giunsero in Egitto. Uno dei dodici figli di Giacobbe, di nome Giuseppe, diventò famoso presso la corte del faraone egizio grazie alla sue capacità di interpretare i sogni, con responsi che evitarono il disastro economico dell’Egitto e che fruttarono a lui ed al suo clan la concessione ed il permesso di stabilirsi in questa terra.

Giacobbe cambiò poi il suo nome in “Israèle” e di lì la sua discendenza prese il nome di “Israèliti”, che si moltiplicarono alleandosi spesso in guerra con i nemici degli egiziani, facendo in modo che il faraone li obbligasse ai lavori forzati facendogli costruire la città di Pìtom e Ràmses, alias Avàris. Il faraone in seguito tentò di far uccidere ogni bambino maschio nato da genitori ebrei, tra cui anche il figlio della famiglia di Am-Ram, della casa di Levi, che abitava a Menfi ed era uno dei dodici figli di Giacobbe.
 
Nascosto l’infante, dopo 3 mesi lo misero in una cesta che gettarono nel Nilo. Il pargolo venne trovato ed allevato da una delle figlie del faraone e chiamato Mosè, che significa “salvato dalle acque”2. Ora, tralasciando il fatto che la storia di Mosè sia l’archetipo di racconti precedenti a quello ebraico, ricopiature ed invenzioni a parte, seguendo la vicenda biblica l’infante venne istruito al tempio di Heliopolis dai sacerdoti egiziani e, una volta adulto, uccise un egiziano per difendere dei membri del suo popolo costringendolo alla fuga nella terra di Median presso la penisola del Sinai.

In questa penisola Mosè ebbe l’apparizione di un roveto infuocato con annesso un messaggio del dio degli ebrei3, il quale gli assegna una missione salvifica verso il suo popolo, il popolo d’Israele. Il compito assegnatogli da Dio consisterà nel riunire il suo popolo e guidarlo in un esodo verso la terra promessa un tempo da Dio ad Abramo.

Difatti il nome Mosè, in originale “Moscheu”, viene dal verbo “Mescitihu”, che, essendo moschen un principio attivo e non passivo, vuol dire: “colui che trae la gente dall’Egitto”, dimostrando in questo modo come Mosè, o colui che è tratto dalle acque, altro non sia che una ricopiatura del mito di Sargon. Inoltre è
molto importante specificare che anche lo scrittore ebreo del I secolo d.C. Giuseppe Flavio cita questa etimologia.
 
Adesso, Bibbia a parte, questa storia non trova nessun riscontro storico né tra i documenti né tra l’iscrizioni dell’epoca. Non solo: nessun papiro o geroglifico egizio ci parla delle 10 piaghe d’Egitto, della fuga degli Israeliti inseguiti dal faraone e dell’apertura delle acque del mar Rosso dovuta all’aiuto divino del loro dio intervenuto per salvarli.

In pochi sono a conoscenza che questo racconto è incredibilmente identico al mito del re Sargon, di Accad, antecedente alla Bibbia ed al suo racconto di circa 1000 anni. Singolare modo, quello del dio degli Ebrei, di lasciare un messaggio attraverso un cespuglio parlante che prende fuoco!
Dunque iniziamo ora a ricostruire la vera storia delle origini del popolo ebraico. Ciò che noi intenderemo dimostrare è che Mosè altri non fosse che il faraone eretico Akhenaton, o uno dei suoi più importanti sacerdoti del culto solare di Aton. Ciò che ce lo fa dedurre è il sostantivo “Yahûd” attribuito a questi sacerdoti devoti al culto Atonita, sostantivo e qualifica con la quale Mosè viene chiamato nella Bibbia.

Infatti è poco noto il fatto che Mosè nel Targum, ovvero la Bibbia aramaica, viene aggettivato con la qualifica di “Yahûdae”, il che lo identifica come un sacerdote devoto al culto monoteista del faraone eretico Akhenaton! Questo faraone, Hyksos-Ebreo da parte di madre (e quindi della stessa razza ed etnia di Mosè), romperà con il politeismo, vecchio di 3000 anni, imponendo il monoteismo solare di Aton o Adon, distruggendo i vecchi templi e sostituendoli con i nuovi dedicati al dio Sole Akhey Aton, nome egizio di Tell el Amarna (la città da lui costruita). Dopo aver eliminato i sacerdoti del dio egizio Amon-Ra, solo i sacerdoti del Sole di Heliopolis resteranno al loro posto, fino a quando
dopo 13 anni di tirannia Akhenaton verrà destituito da Smenkhare, fratello di Tutankhamon, che gli succederà con il suo breve regno per morire poi assassinato alla giovane età di 17 anni.
 
Smenkhare era il genero di Akhenaton e, prima della propria morte, ripristinerà le antiche prassi religiose riportando la capitale da Tell el Amarna a Menphis. A Tutankhamen succederà Ay, il sommo sacerdote della città di Akhetaton (Tell El-Amarna), conosciuto anche come “Padre Divino”. Poiché la legge voleva che se qualcuno fosse riuscito a finire la tomba del faraone Tutankhamen prima di 60 giorni sarebbe stato legittimato a salire sul trono, Ay approfittò del fatto che il generale Horemheb era impegnato con il suo esercito a tenere a bada gli Hittiti ed era quindi fuori dall’Egitto.
 
Ma volendoci troppo tempo per costruire dal niente una tomba reale, Ay ebbe la geniale idea di usare come tomba di Tutankhamen quella di Akhenaton e, per legittimare la sua sovranità, ne sposò la moglie Ankhesenamon, che aveva mandato al re degli Hittiti Shuppiluliuma una lettera con la quale richiedeva a sovrano Hittita un figlio da sposare e rendere re dell’Egitto.
 
Della lettera si è trovata copia in un archivio reale, nei pressi della moderna cittadina turca di Bogazkoi (nel sito dell’antica capitale hittita Hattusha), in quelli che sono meglio noti come gli Annali di Mursili II, tav. VII (KB02003), dal titolo: Gesta di Shuppiluliuma narrate dal figlio Mursili.
 
È noto che la missiva (contenente tra l’altro la frase “...mio marito è morto ed io non ho figli, né intendo mescolare il mio sangue sposando un mio servo...”)
venne recata alla corte hittita da un messaggero di nome Hani e che, per una ovvia diffidenza, trattandosi di un paese comunque nemico, Shuppiluliuma abbia inviato in Egitto, prima di prendere una decisione, un proprio ambasciatore, Hattusha Zitish. 

 

A seguito di tale missione, nuovamente, la “regina vedova” confermò la richiesta; il prescelto fu il principe Zannanzash che, però, non giunse mai a destinazione, venendo, molto probabilmente, assassinato durante il viaggio. Sul trono d’Egitto, quale immediato successore di Tutankhamon, salì quindi Ay che legittimò la sua posizione sposando Ankhesenamon. Ay realizzò che era
necessario per l’Egitto un ritorno alle vecchie divinità e fu costretto ad espellere i sacerdoti di Aton che non si volevano riconvertire insieme alle masse dei fedeli di tale culto; diede loro doni e li spedì a colonizzare la
terra di Canaan, dove i sacerdoti Yahud divennero i Giudei, stabilendosi a Sud nel territorio di Giuda, mentre i fedeli laici si stabilirono nel Nord in Israele.  

Nel suo breve interregno di quattro anni Ay incise una delle versioni più complete del grande inno ad Aton nella sua tomba, tomba che è ritrovata vuota senza il suo corpo. A lui successe il generale Horemheb, che sposo anch’egli Horemhebper diventare faraone e che raderà al suolo Tell el-Amarna, distruggendo ogni statua od iscrizione che rappresentava o faceva riferimento al dio Aton ed al faraone che ideò l’eretico culto monoteista: Akhenaton. 

Howard Carter ed al suo finanziatore Lord Carnarvon. Essi, nel 1909, esplorando la necropoli tebana sul Nilo, scoprirono la tomba di un governatore tebano della XVIII dinastia, Tetiky, e due importanti tavolette di legno che narrano la storia del faraone Kamose, che nel 1570 a.C. riuscì a sconfiggere gli invasori Hyksos dopo 300 anni di occupazione dell’Egitto, nazione che riuscirono a conquistare grazie ad armi e tecnologie militari innovative quali archi compositi, armi in ferro e carri da guerra guidati da animali sconosciuti agli egiziani, quali i cavalli.
 
Gli Hyksos, dopo aver conquistato il Basso Egitto, stabilirono la loro capitale ad Avaris, città situata nella parte orientale del delta del Nilo. I cittadini di questa popolazione, abbastanza avanzati culturalmente, erano adoratori del dio Baal e per questo motivo adottarono in Egitto il dio Seth che aveva gli stessi suoi attributi ma…aspettate un momento, abbiamo detto Baal, il cui figlio era Yahweh? Vi ricordate la tabella esposta nello studio precedente dove dal dio Enki-Seth si arrivava a Baal ed a suo figlio Yahweh, il tutto confermato dalla paleografia, oltre che dall’etimologia?  

Comincia ad insinuarsi un dubbio: e se gli ebrei fossero i discendenti degli Hyka-Khasut o Hyksos? Se questa ipotesi fosse vera dovremmo riuscire a dimostrare o perlomeno dovremmo trovare un qualche collegamento tra la popolazione Hyksos ed il dio Yahweh adorato dagli ebrei. Ed infatti sono stati ritrovati testi incisi sulle pareti di un tempio in Nubia (attuale Sudan) databili al XIV secolo a.C. e risalenti al faraone Amenophis III (1400 ca.).

In queste iscrizioni si ritrovano frasi come: “Yhw nella terra dei Shasu”. Il faraone Amenophis III dedicò il tempio da lui costruito al dio Amon-Ra. Il tempio era lungo circa 120 metri e sorgeva sulla riva occidentale del Nilo. I geroglifici che ornano la basa delle colonne di una delle sale elencano i nomi dei territori che Amenophis asseriva di avere sottomesso.


Ogni territorio è rappresentato da un prigioniero con le mani legate dietro la schiena e uno scudo su cui è inciso il nome del suo paese o del suo popolo. Quei geroglifici menzionano anche le terre di alcuni dei cosiddetti popoli Shasu, o Shosu. Ma chi erano queste popolazioni? Shasu era un termine generico con cui gli egizi chiamavano i beduini, tribù da loro disprezzate che vivevano oltre il confine orientale dell'Egitto. 

Le terre degli Shasu abbracciavano la Palestina meridionale, la Transgiordania meridionale e il Sinai. Secondo alcuni ricercatori, le terre descritte come appartenenti agli Shasu si estendevano a Nord fino al Libano e alla Siria. Il nome di uno dei paesi conquistati, presente nella lista di Soleb, è stato letto "Yahweh nella terra degli Shasu", "la terra degli Shasu di Yahu" o "la terra degli Shasu-Yhw".
 
L'egittologo Jean Leclant afferma che il nome inciso nello scudo del tempio di Soleb corrisponde al tetragramma del dio della  Bibbia, YHWH. Stando allo studioso Shamuel Ahituv, l' iscrizione del tempio identifica l'area in cui girovagava il clan degli adoratori di Yahu, l'Iddio di Israele.
 
Un’ulteriore conferma ci è generosamente data molti accreditati storici antichi che identificano anch’essi gli Hyksos con gli Shasu-Ebrei. Il primo ad aver identificato gli Hyksos con gli Ebrei fu Erodoto, nel V secolo a.C., nella sua famosa opera “Le Storie”, dove afferma che quando si parla degli ebrei e degli Hyksos, si sta in realtà parlando di una sola e stessa popolazione, dove l’esodo degli ebrei coincide con la cacciata degli Hyksos avvenuta sotto il faraone Ahmose (regno circa 1550 – 1525 a.C.).

Anche Giuseppe Flavio, sacerdote ebreo vissuto nel I secolo d.C., nella sua opera “Contro Apione” definisce gli Hyksos "...i nostri maggior antenati [...] i nostri progenitori [...] il nostro popolo". Tacito, senatore romano vissuto nel I e II secolo d.C., afferma anch’esso nelle “Historiae” che gli Ebrei ebbero origine da popolazioni scacciate dall'Egitto e che non si cibano del maiale essendo questo colpito dalla lebbra.
 
Non solo: soprattutto tra i primi Padri della Chiesa prevalse l’idea che gli ebrei e gli Hyksos fossero la stessa popolazione, idea già presente, oltre che in Erodoto ed in Giuseppe Flavio, anche nel famoso storico Diodoro Siculo nella sua “Bibliotheca Historica” e nella “Aegyptiaca” dello storico egiziano Manetone, vissuto nel III secolo a.C.
 
Ed è soprattutto da Manetone che possiamo attingere un maggior numero d’informazioni intorno alla vera storia degli ebrei: Manetone era un alto sacerdote egizio e, in quanto tale, poteva aver accesso ad una vasta gamma d’informazioni e di documenti storici sicuri, come ad esempio gli elenchi e gli archivi dei faraoni.
 
Questo storico rinnegava la versione biblica dell’esodo ebraico ritenendolo al pari di una favola; sosteneva invece che gli archivi ufficiali dei faraoni, dalla quale attingeva le sue notizie, raccontavano che gli ebrei, o Hyksos, furono volutamente espulsi dagli Egizi perché considerati al pari dei “lebbrosi”, oltre che malati, esclusivi, razzisti, xenofobi e “ribelli”.  

Insomma tutte caratteristiche che gli Egiziani attribuivano ai conquistatori Hyksos. In effetti entrambi i popoli, gli Hyksos e gli Ebrei, avevano origini
comuni in quanto gli Ebrei provenivano dalla terra di Canaan (Palestina) e gli Hyksos, secondo gli studiosi, dall'area del Vicino Oriente (Canaan, Siria etc.). 

Segue seconda parte

Di Alessio De Angelis Scaricato da Altrogiornale.org 


®wld

giovedì 10 maggio 2012

Yahweh è un dio sumero?

 

 Le rivelazioni di un Sacerdote. 

Cari lettori, alcuni mesi fa pubblicammo delle brevi trasmissioni dove gli scrittori Alessandro ed Alessio De Angelis mettevano in risalto alcuni loro studi interpellando un famoso sacerdote e docente universitario, prof. alla Pontificia Università Gregoriana, alla Pontificia Università Lateranense, all’Antonianun di Roma etc. etc. Registrazioni video che dopo alcune settimane furono oscurate dagli stessi De Angelis in seguito a pressioni subite. Ora non ricordo bene come andarono i fatti e non è importante, quello che conta è che un nostro lettore ci ha segnalato la pubblicazione, proveniente dall'estero, di un sunto di questa famosa registrazione. Ecco a voi:

 

Tivoli (Roma) Giovedì 3 Giugno 2010 

In un confronto televisivo tra il prof. Alessandro De Angelis, noto antropologo e studioso antico testamentario, ed un famoso sacerdote e docente universitario, prof. alla Pontificia Università Gregoriana, alla Pontificia Università Lateranense, all’Antonianun di Roma ecc., nonché preside di un importante studio teologico, sono state portate le prove di come gli Ebrei costruirono Dio (chiamato Yahweh nell’Antico Testamento) tramite un sincretismo degli antichi dei sumeri, avvalendosi di ricerche epigrafiche, archeologiche e filologiche. La conferenza ha assunto un particolare interesse quando l’emerito prof. e sacerdote, una volta presa la parola, ha confermato e convalidato le sopra dette ricerche facendo cadere in 15 minuti il dio delle tre maggiori religioni monoteistiche mondiali. Riportiamo in sintesi le ricerche esposte dal prof. De Angelis cui seguirà la ratifica del sacerdote.

 

Nei testi sumeri di circa 6000 anni fa si parla del dio EN.LIL, che aveva l’epiteto di ILU.KUR.GAL, ovvero “Signore della grande montagna”; egli aveva tre figli, uno dei quali si chiamava ISH.KUR o “Signore della montagna”, difatti il glifo KUR in sumero significa “montagna” mentre ISH è un gioco di parole che deriva dall’unire l’accadico ISHA (signore) con la desinenza cananea ISH (montagna), glifo che viene tradotto in accadico con SHADDU, e che si evolverà in ebraico in El-Shaddai, dove El vuol dire “Signore”, mentre Shaddai significa “montagna”. Questo è l’epiteto con cui Dio si presenterà per la prima nell’Antico Testamento, quando in Genesi 17: 1,2 disse ad Abramo: «Io sono El Shaddai, cammina alla mia presenza e sii perfetto».

 

Ishkur prenderà il nome di Hadad in accadico, mentre per i cananei diventerà Baal Hadad. Gli Assiri cercarono di concretizzare il primo tentativo di monoteismo sul dio semitico Baal, tuttavia resosi conto che questo dio non era idoneo ad assurgere a tale funzione a causa della sua tradizione secolare, nonché dell’importanza che la sua figura ricopriva nel Pantheon cananeo, capirono che sarebbe stato arduo far traslitterare su di esso le caratteristiche di altre maggiori divinità. La soluzione per un passaggio dal politeismo al monoteismo fu trovata quindi facendo prendere in sposa al dio Ba.al la sua sorellastra Asherah, ed il figlio nato dalla loro unione fu chiamato Yaw El, dove possiamo subito notare l’assonanza con il dio biblico Yahweh. Fu così fatto traslitterare, questa volta con successo, il tentativo di monoteismo dal dio fenicio Baal a Yahweh, tanto che ritroviamo in entrambi lo stesso epiteto di Cavaliere delle nubi. Difatti il dio fenicio Ba.al lo ritroviamo in un testo proveniente da Ugarit e risalente al XIV secolo a.C., dove si legge: 
Per sette anni possa Ba‘al essere assente,
per otto anni il Cavaliere delle Nubi! 
CTA 19: IV: 204-205; KTU 1.19: IV: 42-43

 

Come è possibile notare dalle tavolette ugaritiche, Ba.al è identificato con l’epiteto di Cavaliere delle nubi, lo stesso che, di fatto, ritroviamo in Salmi 68: 5 attribuito al dio biblico Yahweh: 

Cantate, o dèi! Inneggiate, o suoi cieli!
Spianate la strada al Cavaliere delle Nubi!
In Yahweh gioite ed esultate dinanzi a lui! 

Salmi [LXVIII: 5]

 

Questo epiteto, di derivazione semitica, è la prova che Yahweh sia nato dalla traslitterazione del dio fenicio Ba.al, derivazione a sua volta di quell’ISH.KUR sumerico. Non solo: per completare il processo di sincretismo Asherah, madre di Yahweh, fu data in sposa a suo figlio, come evidenziato, oltre che da numerosi ritrovamenti archeologici, anche da una iscrizione paleo ebraica risalente all’VIII secolo a.C. e recentemente rinvenuta nei pressi di Kuntillet ‘Ajrud, dove si legge.

Ti benedico tramite Yahweh di Samaria e la sua Asherah Iscrizione Paleoebraica

 

Gli invasori Hyksos-Ebrei, adoratori del dio Ba.al, come raccontato da Manetone conquistarono l’Egitto nel 1750, scegliendo Seth per affinità elettive con il loro dio. Dopo le due cacciate del primo e secondo Esodo, gli Ebrei promuoveranno il nuovo dio Yahweh eliminando i riferimenti a sua madre, ed in seguito moglie, Asherah, come testimoniato da numerosi riferimenti biblici (cfr. I Samuele 7: 4 e 12: 10; II Re 10: 19; II Re 11: 18). L’esatta interpretazione dell’epiteto biblico “El Shaddai”, che designerebbe Yahweh come un dio delle montagne, è peraltro confermata anche da numerosi riferimenti biblici: 

I Re 20: 23 – «Ma i servi del re di Aram dissero a lui: “Il loro dio è un dio delle montagne» 

Salmo 67: 14-17 – «Dio ha scelto a sua dimora il monte di Basan, il monte delle alte cime; il Signore lo abiterà per sempre» 

Fonte:



giovedì 1 settembre 2011

Quando Dio sposò sua madre


Nel trailer del libro “Oltre la mente di Dio, quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo” (riportato a piè di pagina), affermiamo che Dio aveva un padre, una madre ed una moglie, ma abbiamo sottaciuto il fatto che quest’ultima era niente meno che sua madre.

Gli Assiri cercarono di concretizzare il primo tentativo di monoteismo del dio Ba’al, ma essendo questi un dio con una tradizione secolare, nonché uno dei maggiori per importanza nel Pantheon degli dei, risultò improponibile far traslitterare su di esso le caratteristiche di altre divinità. Il dio Ba’al era un’evoluzione di Ninurta - il figlio del dio Enlil – che fu contrapposto al dio Marduk – figlio del dio Enki –, che in Egitto evolverà nel dio Ra. Per sopperire al problema, si diede il dio Ba’al in sposa alla sua sorellastra Asherah, ed il figlio nato dalla loro unione fu chiamato Yaw/El, dove possiamo subito notare l’assonanza con il dio biblico Yahweh. Fu così fatto traslitterare, questa volta con successo, il tentativo di monoteismo dal dio Ba’al a Yahweh, tanto che ritroviamo in entrambi lo stesso epiteto di “Cavaliere delle nubi”.

Ma non solo, successivamente Asherah, madre di Yahweh, prenderà come sposa suo figlio, come evidenziato dalla prove paleografiche qui sotto riportate e come soprattutto è stato confermato in una nostra trasmissione televisiva da un famoso sacerdote ed esegeta di caratura internazionale, nonché preside di un famoso studio teologico e professore di numerose università nazionali ed internazionali, che si complimentò nella trasmissione televisiva per le nostre ricerche, facendo notare ai telespettatori che anche lui ed un altro sacerdote esperto di ebraico e di ugaritico stavano sui nostri stessi studi. Purtroppo la trasmissione in oggetto è stata eliminata dal circuito internet a causa di minacce di ritorsioni legali verso l’emittente televisiva, in quanto tale trasmissione avrebbe fatto crollare non solo la Chiesa, ma il dio delle tre maggiori religioni monoteistiche mondiali.


Le prove (tratte dal libro “Oltre la mente di Dio”):

Il dio fenicio Ba’al lo ritroviamo in un testo proveniente da Ugarit risalente al quattordicesimo secolo avanti Cristo in Cat 1:19 – 1: 42-43 dove si legge:


Come è possibile notare dalle tavolette ugaritiche, Ba.al è identificato con l’epiteto di “Cavaliere delle nubi”, lo stesso epiteto che, guarda caso, ritroviamo in Salmi 68: 5 attribuito al dio biblico Yahweh:


Questo epiteto di “Cavaliere delle nubi” è la prova che Yahweh sia la traslitterazione del dio Ba’al, tanto da fargli prendere per moglie la sua stessa madre Asherah.
Recentemente è stata rinvenuta una iscrizione paleo ebraica dell’VIII secolo a.C. nei pressi di Kuntillet ‘Ajrud dove si legge:



Oltre la Mente di Dio Francesca Stavrakopoulou, ricercatrice del dipartimento di Teologia e Religione all'università di Exeter, ha indagato la connessione tra Yahweh e Asherah, cercando di svelare i motivi per cui la divinità femminile sia scomparsa quasi completamente dalla narrazione biblica. "Forse lo conoscete come Yahweh, Allah o Dio. Ma su un solo punto concordano ebrei, musulmani e cristiani, i popoli delle tre grandi religioni abramitiche: c'è un solo Dio" dice Stavrakopoulou. "E' una figura solitaria, unica, creatore universale, non un Dio tra tanti...o forse è quello che ci piace credere. Dopo anni di ricerca specializzata nella storia e nella religione di Israele, sono giunta alla conclusione, che alcuni potrebbero giudicare scomoda, che Dio avesse una moglie".

Ma noi, come ricercatori, siamo andati oltre le ricerche della Stavrakopoulou e di altri, ricostruendo l’intera storia passata e dimostrando come Dio sia una evoluzione degli antichi dei sumeri, sulla cui figura sono stati fatte convergere le caratteristiche di quest’ultimi. Abbiamo inoltre riscritto l’intera storia del popolo ebraico dimostrando come in realtà i loro antenati erano i feroci invasori Hyksos e soprattutto come l’eroe biblico Mosè altri non era che il faraone eretico Akhenaton, che cercò di promuovere un nuovo tentativo di monoteismo sul dio Aton, traslitterato da Yahweh, come ci testimonia il “Grande inno ad Aton”, comparato con il Salmo 104 della Bibbia.

Concludiamo stigmatizzando l’incesto divino del dio da tutti adorato che prende per moglie sua madre, confermato inoltre da importanti esponenti della Chiesa, costretti poi a fare retromarcia per non far crollare la Chiesa e non far rimanere 5 miliardi di persone senza timori e senza Dio.
Quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...