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giovedì 1 agosto 2019

Un corpo celeste ancora sconosciuto: Il Pianeta Nove

 

Qualcosa di massiccio nel nostro Sistema Solare ha inclinato il sole di 6 gradi 

di Ivan

Secondo gli esperti, il nostro Sole è inclinato di circa 6 gradi rispetto all'equatore solare. La ragione di questo è rimasto un mistero astronomico per decenni.
Ora, gli esperti credono di aver finalmente trovato una risposta: Il Pianeta Nove.

Secondo Elizabeth Bailey, un astrofisico e scienziato planetario presso il California Institute of Technology di Pasadena, non solo il pianeta nove ha inclinato il nostro sole di sei gradi, il disperso "pianeta potrebbe aver inclinato gli altri pianeti nel corso della vita del sistema
solare."

Il Pianeta Nove è un corpo celeste ancora sconosciuto che si ritiene esista nei bordi più esterni del nostro sistema solare ed è stato previsto dall
'opera di Konstantin Batygin e Mike Brown nel gennaio 2016.

Secondo gli esperti, tutti i pianeti situati nel nostro sistema solare orbitano in un piano piatto rispetto al nostro sole, a pochi gradi l'uno dall'altro.

Tuttavia, gli esperti non pensano che quel piano ruoti ad un'inclinazione di sei gradi rispetto al sole, il che ci dà l'impressione che il nostro sole non sia come dovrebbe essere.

Per anni nessuno è stato in grado di spiegare come qualcosa di simile era possibile. Cosa potrebbe far inclinare il nostro sole, il corpo più massiccio del nostro sistema solare, di sei gradi? Infatti, il sole è orientato in modo diverso da tutto il resto nel nostro sistema solare. 


"È un mistero così radicato e così difficile da spiegare che le persone semplicemente non ne parlano", dice Brown, richard e Barbara Rosenberg Professoressa di Astronomia Planetaria. 

Per arrivare in fondo al mistero, Bailey e altri ricercatori hanno eseguito simulazioni al computer e hanno scoperto che l'inclinazione degli otto pianeti potrebbe essere spiegata dall'influenza gravitazionale del Pianeta nove.

In un'intervista con Space.com, Bailey ha osservato che mentre questa è una teoria, ci sono ancora altre potenziali spiegazioni per la curiosa inclinazione che il nostro sistema solare ha adattato nel corso della durata di 4,5 miliardi di anni del sistema solare.

Una di queste spiegazioni è che potrebbe esserci stato uno squilibrio nella massa del nucleo del sole nascente.

Secondo Konstantin Batygin e Mike Brown, il nostro sole è molto probabilmente orbitato da un pianeta massiccio invisibile, circa dieci volte più grande della Terra, con un'orbita sconcertante che si ritiene sia circa 20 volte più lontana dal sole di quella di Nettuno.

"Continua a stupirci; ogni volta che guardiamo con attenzione continuiamo a scoprire che il Pianeta Nove spiega qualcosa sul sistema solare che era stato a lungo un mistero", dice Batygin.

La curiosa inclinazione del nostro sole e dei corpi rimasti nel sistema solare è stata a lungo un mistero per gli astronomi. Gli esperti ritengono che lo slancio angolare del pianeta – nella fisica, lo slancio angolare (raramente, momento di slancio o di motorotazionale) sia l'analogo rotazionale dello slanciolineare – stia creando un impatto massiccio sul sistema solare in base alla sua posizione e dimensioni.

Mentre questa è una delle spiegazioni
curiose per l'inclinazione del nostro sistema solare, gli esperti devono ancora trovare il pianeta canaglia.  


®wld 

martedì 17 gennaio 2017

Il Sole Nero - Nana Bruna

 

Riguardo alla scoperta di Urano e Nettuno e, in seguito, a quella di Plutone (oggi declassato dagli astronomi a Satellite) nel 1930, nel 1972, lavorando alla traiettoria della cometa di Halley, Josep Brady del Lawrance Livermore Laboratory California, si rese conto che l'orbita di Halley era perturbata.

I suoi calcoli lo indussero a ipotizzare l'esistenza del pianeta X a una distanza di 64 UA, con un periodo orbitale di 1.800 anni terrestri. Poiché lui e tutti gli altri astronomi alla ricerca del Pianeta X pensano che abbia un'orbita eliocentrica, ne misurarono la distanza dal Sole considerando metà del suo asse maggiore (vedi figura sotto "a")

 
Ma secondo le prove dei Sumeri, Nibiru orbita intorno al Sole come una cometa, con il Sole a un fuoco stremo, così che la distanza dal Sole corrisponderebbe a quasi tutto l'asse maggiore (vedi figura sopra distanza "b").

Il fatto che Nibiru stia tornando verso il suo perielio giustifica forse il fatto che l'orbita calcolata da Brady (1.800 anni) è l'esatta metà del periodo orbitale di 3.600 anni terrestri, che i Sumeri attribuiscono a Nibiru?

Brady è giunto a diverse conclusioni che corroborano in pieno i dati sumeri: il pianeta ha un'orbita retrograda fortemente inclinata rispetto a tutti gli altri pianeti (eccezion fatta per Plutone).

Per un certo periodo gli astronomi si sono chiesti se Plutone potesse essere causa delle perturbazioni delle orbite di Urano e Nettuno. Ma nel giugno del 1978 James W. Christie dell'U.S. Naval Observatory. Washington, D.C., scoprì che Plutone ha un satellite (chiamato Caronte) e che Plutone è molto più piccolo di quanto non si pensasse il che lo escludeva quale causa delle perturbazioni.

Inoltre, l'orbita di Caronte attorno a Plutone ha anche rivelato che il pianeta, è inclinaro come Urano. Questa scoperta ha rafforzato il sospetto che una singola forza esterna - un invasore - abbia colpito Urano, abbia colpito e spostato Plutone, causando l'orbita retrograda di Tritone (satellite di Nettuno).

Incuriositi da queste scoperte due colleghi di Christie, dell'U.S. Naval Observatory - Robert S. Harrington (che ha collaborato con Christie all'identificazione di Caronte) e Thomas C. Van Flandern - effettuarono una serie di simulazioni al computer, giungendo alla conclusione che doveva esserci un "invasore", un pianeta grande da due a cinque volte la Terra in un'orbita inclinata, con un semiasse di <<meno di 100 UA>> (<<Icarus, vol. 39, 1979).

Questo rappresentava un altro passo avanti nella conferma, da parte della scienza moderna, delle conoscenze degli antichi. Il concetto di un invasore, causa di tutte le anomalie del sistema solare, concordava pienamente con la narrazione sumera di Nibiru; e la distanza di 100 UA (unità astronomiche), se raddoppiata a causa della posizione focale del Sole, collocherebbe il pianeta X esattamente laddove i Sumeri lo avevano collocato.

Nel 1981, con in mano i dati di Giove e Saturno forniti dal Pioneer 10 e 11, Van Flandern e quattro colleghi dell'U.S Naval Observatory riesaminarono le orbite di questi due pianeti e quelli degli altri pianeri esterni.

Parlando all'American Astronomical Society, Van Flandern presentò nuove prove, basare su complesse equazioni gravitazionali, del fatto che un corpo grande almeno il doppio della Terra è in orbita intorno al Sole a una distanza di 2,5 miliardi di chilometri oltre Plutone, con un periodo orbitale di 1000 anni.

Il Detriit Nwes del 16 gennaio 1981 pubblicò la notizia in prima pagina, insieme alla raffigurazione sumera del sistema solare, ripresa da Il Pianeta degli Dei, e a un sunto della tesi principale del libro (vedi immagine sotto).

  
Anche la NASA si mise alla ricerca del Pianta X sotto la direzione di John D. Anderson del JPL (allora sperimentatore della meccanica celeste delle sonde Pioneer). In un comunicato del 17 giugno 1982 dell'Ames Research Center intitolato I Pioneer possono trovare il Decimo Pianeta, (oggi nono pianeta per il declassamento di Plutone), la NASA divulgò la notizia che le due sonde erano sulle tracce del pianeta X.

<<Persistenti irregolarità>> nelle orbite di Urano e Nettuno fanno pensare che realmente vi si trovi un oggetto misterioso, ben al di là dei pianeti più esterni>>, recitava il comunicato NASA. Poiché le sonde Pioneer viaggiavano in direzione opposta, sarebbero state in grado di determinarne la distanza: se una di loro avesse avvertito una forza di attrazione più forte, allora il corpo misterioso sarebbe stato vicino e avrebbe dovuto essere un pianeta; se entrambe le sonde avessero avvertito la stessa forza di attrazione, allora il corpo celeste si sarebbe trovato fra 75 e 170 miliardi di chilometri di distanza e avrebbe potuto essere una "stella scura" o una "nana bruna", ma non un altro membro del sistema solare.

Tratto da alcuni spunti del libro "L'altra Genesi". p: 366-367-368-369 di Zecharia Sitchin 1991 (Genesis Revisited)

Articolo di settembre 2015: Anni di Censura sul 'Pianeta Alato'

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Articolo correlato da Redazione Segnidalcielo
 
 

Se una Stella Nana Bruna, ovvero un “piccolo” sistema stellare, dovesse spingersi verso le zone poste all’interno del nostro Sistema Solare, ci troveremmo di fronte ad un problema inaffrontabile. Il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa Stella Oscura arriverebbe, di logica conseguenza, a spingersi decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, influenzando cosi, con il suo potente effetto “magnetico-gravitazionale”, i pianeti della parte interna del sistema solare compresa la Terra. 

L’allarmante cambiamento climatico che degenera senza tregua è reale; il global warming è legato a qualcosa di “estremo” proveniente dallo Spazio, un nodo da sciogliere ben più grande del semplice aumento della quantità di biossido di carbonio concentrato nell’atmosfera terrestre. L’intero Sistema Solare sta mutando in perfetta sintonia col pianeta Terra. 

I Sumeri e gli egiziani credevano che il pianeta Nibiru avesse un’orbita ellittica e non una normale orbita orizzontale. Anche il popolo Maya ha predetto l’esistenza di Nibiru, ma come una energia oscura sotto forma di un pianeta che si avvicinerà alla Terra in un lontano futuro.

Il corposo e interessante articolo continua QUI nel sito segnidalcielo.it

lunedì 14 marzo 2016

La "Fine dei Giorni"


IL PASSATO E' IL NOSTRO FUTURO
(seconda parte)

Di interesse specifico in merito al problema della Fine dei Giorni e del ritorno è l'affermazione attribuita allo stesso Mosè, e rivolta a Dio: << Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato>> (Salmo 90,04). Questa affermazione ha dato origine all'ipotesi (che nacque subito dopo la distruzione del tempio a opera dei Romani) che si trattava di un modo per immaginare l'elusiva Fine dei Giorni messianica: se la Creazione, "l'Inizio", stando alla Genesi impegnò Dio per sei giorni e un giorno divino dura mille anni, il risultato sono 6000 anni dall'Inizio alla Fine. La Fine di Giorni, perciò, è stata collocata nell'Anno Mundi 6.000.

Applicato al calendario di Nippur che iniziava nel 3760 a.C., significa che la Fine dei Giorni (6000 - 3760 = 2240) ci sarà nel 2240 d.C. Questa terza data per la Fine di Giorni può essere confortante o, al contrario, deludere, dipende dalle aspettative. La bellezza di questo calcolo è che è in perfetta armonia con il sistema sessagesimale sumero. Potrebbe anche dimostrarsi corretto in futuro, ma non credo: di nuovo ci troviamo di fronte a un calcolo lineare - mentre l'unità di tempo utilizzata per le profezie è ciclica.

Se nessuna delle date "moderne" funziona, allora dobbiamo riprendere in esame le vecchie "formule" - fare ciò che è stato detto in Isaia: <<guardare i segni a ritroso>>. Abbiamo allora due scelte cicliche: il Tempo Divino, il periodo orbitale di Nibiru, e il Tempo Celeste, la precessione zodiacale. Quale dei due?

Che gli Anunnaki vennero e se ne andarono durante una "finestra" allorché Nibiru arrivò al perigeo (il punto più vicino al sole e quindi anche più vicino alla terra e alla Luna) è talmente ovvio che alcuni dei lettori dei libri di ZS sottraevano semplicemente 3600 da 4000 (data approssimativa dell'ultima visita di Anu sulla terra), il che dava come risultato il 400 a.C.; oppure sottraevano il 3600 dal 3760 (quando ebbe inizio il calendario di Nippur) - come fecero i Maccabei - ottenendo il 160 a.C.

In realtà, come sa ora il lettore (dalle cronache scritte dei libri di ZS), Nibiru arrivò ben prima, nel 560 a.C., circa. Se consideriamo questa "digressione" bisogna tenere in mente che il SAR perfetto (3600) è sempre stato un periodo orbitale matematico, perché le orbite celesti - di pianeti, comete, asteroidi - divergono da un'orbita all'altra a causa dell'attrazione gravitazionale che esercitano i pianeti accanto ai quali passano.

Se prendiamo come esempio la ben nota cometa di Halley, il suo periodo orbitale di 75 anni in realtà fluttua tra i 74 e i 76 anni; quando è comparsa nel 1986, erano trascorsi 76 anni dal suo ultimo passaggio. Se riportiamo lo scarto della cometa di Halley ai 3600 anni di Nibiru, avremo una variante di circa 50 anni. E abbiamo un'altra ragione per chiederci perché mai Nibiru abbia avuto uno scarto così consistente dal SAR previsto: il Diluvio del 10900 a.C. circa.

Nei 120 SAR prima del Diluvio Nibiru orbitò senza causare questa catastrofe. Poi accade qualcosa di anomalo che portò Nibiru più vicino alla terra, il che, unito slittamento della calotta di ghiaccio che copriva l'Antartide, causò di fatto il Diluvio. In cosa consisteva quella anomalia? La risposta può trovarsi nei recessi del nostro Sistema Solare, laddove orbitano Urano e Nettuno - pianeti le cui numerose lune includono alcune che, inspiegabilmente, orbitano in direzione opposta ("retrograda") - esattamente come Nibiru.

Uno dei grandi misteri del nostro Sistema Solare è il fatto che il pianeta Urano è letteralmente coricato sul fianco: il suo asse nord-sud si trova in posizione orizzontale difronte al Sole (anziché in posizione verticale). Gli scienziati della NASA sostengono che"qualcosa", molto tempo fa, ha dato uno "spintone" a Urano, ma non provano nemmeno a ipotizzare cosa fu quel "qualcosa".

Potrebbe essere quel "qualcosa" la misteriosa cicatrice "semi-rettangolare" di una delle Lune di Saturno? Questo solco inspiegabile si trova su Miranda (una delle lune di Saturno), quando nel 1986 il Voyager 2 la scoprì (vedi immagine a lato) - una luna che, sotto molti punti di vista, è diversa dalle altre lune di Urano. Una collisione celeste con Nibiru e con le sue lune avrebbe potuto causare queste anomalie?

Negli ultimi anni gli astronomi hanno appurato che i pianeti esterni più grandi non sono rimasti nella posizione in cui si erano formati, ma si sono spostati verso il margine esterno del Sistema Solare, allontanandosi dal Sole stesso. 

Gli studi sono giunti alla conclusione che questo allontanamento è stato più pronunciato nel caso di Urano e Nettuno (vedi figura a lato) e ciò può spiegare perché lì nulla è accaduto per molte orbite di Nibiru. Si può ipotizzare con una certa ragionevolezza che, durante l'orbita "del Diluvio", Nibiru incontrò urano che si stava allontanando e che, una delle lune colpì Urano, facendolo coricare; potrebbe anche darsi che "l'arma" sia stata l'enigmatica luna Miranda - una luna di Nibiru - che dopo aver colpito Urano, è stata catturata dalla sua orbita. 

Questo evento avrebbe avuto delle conseguenze sull'orbita di Nibiru, rallentandola a circa 3450 anni terrestri, anziché i normali 3600 anni, causando, quindi, una ricomparsa postdiluviana con schema 7450, 4000 e 550 a.C.

Se ciò è quanto accadde realmente, spiegherebbe il "precoce" arrivo di Nibiru nel 556 a.C. e ci fa pensare che il suo prossimo arrivo sarà nel 2900 d.C. Manca ancora tempo, dunque, per coloro che associano gli eventi cataclismi-ci profetizzati al ritorno di Nibiru (per alcuni si tratta del "Pianeta X").

Ma è comunque errata l'ipotesi che gli Anunnaki limitarono il proprio andirivieni a una singola breve "finestra" al perigeo del pianeta. Infatti hanno continuato a viaggiare anche in altri periodi. I testi antichi riportano numerosi viaggi degli dèi, senza alcuna indicazione relativa alla prossimità del pianeta.

Esiste anche una serie di storie di viaggi tra la Terra e Nibiru, compiuti da terrestri che omettono qualsiasi relazione relativa alla presenza di Nibiru nei cieli ( se ne parla, invece, quando Anu visitò la Terra nel 4000 a.C. circa). In un caso Adapa, figlio di Enki e di una donna Terrestre, al quale venne data la Sapienza, ma non l'immortalità, compì una breve visita su Nibiru, accompagnato dagli dèi Damuzi e Ningishzidda. Anche Enoch, emulando l'Enmeduranki sumero, compì due viaggi mentre era ancora sulla Terra.


Questo era possibile in almeno due modi, (come da figura sopra), uno per mezzo di una navicella spaziale che accelerava  nella fase di arrivo di Nibiru (dal punto A), che arrivava ben prima del perigeo; l'altro per mezzo di una navicella spaziale che decelera (al punto B) durante la fase di allontanamento di Nibiru, tornando verso il Sole (e, quindi verso la terra e Marte).

Una breve visita sulla Terra, come quella di Anu, poteva verificarsi, combinando "A" per l'arrivo e "B" per la partenza; una breve visita su Nibiru (come quella di Adapa) si poteva verificare usando la procedura inversa - lasciando la terra per intercettare Nibiru nel punto "A" e partendo da Nibiru nel punto "B" per il ritorno sulla Terra, e così via. Quindi il ritorno degli Anunnaki è possibile anche in un periodo diverso da quello del ritorno del pianeta e, in questo caso, abbiamo bisogno dell'altro tempo ciclico: quello zodiacale.

Zecharia Sitchin, nel suo libro "Gli Architetti del Tempo" lo ha chiamato tempo Celeste, che non avanza nella stessa direzione del Tempo Terrestre (il ciclo orbitale del nostro pianeta) e del Tempo Divino (l'orologio del Pianeta degli Anunnaki), al contrario, avanza in direzione opposta, in senso orario. Se l'atteso Ritorno sarà degli Anunnaki e non del loro pianeta, allora dobbiamo cercare la soluzione agli enigmi di uomini e dèi attraverso l'orologio che li ha uniti - lo zodiaco ciclico del Tempo Celeste.

Gli Anunnaki lo inventarono proprio per riconciliare i due cicli; la loro proporzione - 3600 per Nibiru, 2160 per un'era zodiacale - corrispondeva alla proporzione aurea  di 10 : 6. Come ipotizzava l'autore, risultava nel sistema sessagesimale sul quale si fondano astronomia e matematica dei Sumeri (6 x 10 x 6 x 10 ecc.)

Beroso riteneva  che le ere zodiacali fossero punti di svolta negli affari di uomini e dèi sostenendo che il mondo va periodicamente soggetto a catastrofi apocalittiche causate da acqua e da fuoco, la cui comparsa è determinata da fenomeni celesti. Come Manetone, suo omologo in Egitto, anche Beroso divideva storia e preistoria in fasi divine, semidivine e post-divine con un totale di 2.160.000 anni della "durata di questo mondo". Questo - nemmeno a dirlo - è esattamente mille ere zodiacali: un millennio.

Gli studiosi che esaminano le antiche tavolette di argilla che trattano di matematica e astronomia restano sorpresi nello scoprire che le tavolette partivano dal numero 1296000 - sì, proprio 12.960.000. Sono giunti alla conclusione che questo numero si poteva collegare solo alle ere zodiacali di 2.160, i cui multipli danno 12.960 (se 2.160 x 6) o 129.600 (se 2.160 x60) o 1.296.000 (se moltiplicato per 600); e - meraviglia delle meraviglie - il numero con cui iniziano queste liste antiche, il 12.960.000, è un multiplo di 2.160, cioè 2.160 moltiplicato per 6.000-come i sei giorni divini della creazione.

All'inizio di ogni nuova era si verificava un evento di grande portata; l'Era del Toro segnalò il dono della civiltà al genere umano. L'Era dell'Ariete venne introdotta dall'olocausto nucleare e terminò con la partenza degli dèi. L'Era dei Pesci arrivò la distruzione del Tempio e con l'avvento della cristianità.
Non dovremo forse chiederci se la Fine dei Giorni delle profezie non sia in realtà la fine dell'era zodiacale?
L'espressione usta da Daniele <<tempo, tempi e la metà di un tempo>> era forse una terminologia che faceva riferimento alle ere zodiacali? La possibilità è stata vagliata da Sir Isaac Newron. Meglio noto per la sua formulazione delle leggi naturali che regolano i moti celesti, l'eminente studioso si interessava anche di religione, e scrisse trattati approfonditi sulla Bibbia e sulle profezie bibliche. Lui considerava i moti celesti come "la meccanica di Dio" e credeva fermamente che le scoperte scientifiche, iniziate con Galileo e Copernico e che lui portò avanti, erano destinate a essere fatte esattamente nel momento in cui ciò accadeva: non prima e non dopo. Questa convinzione gli fece prestare particolare attenzione alla "matematica di Daniele" - La Fine dei Giorni. 

Tratto dal Libro "Il Giorno degli Dei" p.305-306-307-308-309310-311
Leggi QUI la Prima parte

martedì 12 gennaio 2016

"IPOTESI NIBIRU"


 

Dove si trova il Pianeta X Nibiru? L’inutile eterna ricerca del pianeta sfuggente.

La ricerca di questo enigmatico corpo celeste iniziato quasi un secolo fa, (e che fino ad oggi i ricercatori non hanno ancora presentato le prove della scoperta di Nibiru o Pianeta X), è uno degli oggetti celesti che si pensa risiedere all'interno del nostro sistema solare.

Sebbene sia stato affermato che il pianeta è stato effettivamente scoperto nel 1930, i ricercatori credono ancora che il misterioso pianeta potrebbe essere da qualche parte là fuori, ancora in attesa di essere scoperto. 

Per decenni, gli esperti astronomi hanno lasciato aperto il dibattito sull'esistenza del Pianeta X, un grande corpo celeste che presumibilmente orbita attorno al bordo esterno del nostro sistema solare, ma finora non è stato trovato un solo corpo celeste che si adatta alle descrizioni del Pianeta X Nibiru. 

Nonostante l'assenza di prove inconfutabili che dimostrino l'esistenza di tale pianeta, la ricerca dell’enigmatico corpo celeste è durata per decenni, lasciando la speranza ai ricercatori di tutto il mondo che un giorno, il misterioso pianeta salirà dalle ombre per dimostrare di essere più di un mito moderno. 

Nel 1846, l'astronomo francese Urbain Leverrier ha osservato perturbazioni inspiegabili nell'orbita di Urano, perturbazione che si è rivelata per effetto gravitazionale di un altro pianeta. Questo, quando (grazie a Leverrier), è stato trovato un nuovo pianeta nel nostro sistema solare, quel pianeta è Nettuno. 

Dopo alcuni anni, disturbi simili sono stati rilevati anche nell'orbita di Nettuno, i ricercatori hanno pensato che queste perturbazioni potrebbero essere causate anche dall'orbita di un altro pianeta. Il Pianeta X era il termine introdotto da Percival Lowell, un milionario degli Stati Uniti e appassionato dello spazio, che è morto senza trovare il presunto pianeta. Tuttavia, nel 1930, Clyde Tombaugh William ha avvistato un oggetto celeste che ha creduto spiegasse le perturbazioni dell'orbita di Nettuno, questo è quando scoprì Plutone. 

Nel 2008, i ricercatori astronomi giapponesi hanno annunciato che secondo i loro calcoli, ci dovrebbe essere un pianeta "sconosciuto", ad una distanza di circa 100 AU (unità astronomiche), che ha una dimensione fino a due terzi del pianeta Terra. Si pensa che questi calcoli possano sostenere l'ipotesi dell'esistenza di Nibiru o Pianeta X. 

Le agenzie di stampa di tutto il mondo sono state molto interessate a questo misterioso corpo celeste alle frontiere esterne del nostro sistema solare. Secondo il Washington Post scrive quanto segue:  
"Un corpo celeste presumibilmente grande come il pianeta gigante Giove, è possibile che sia molto vicino alla Terra, rendendolo parte del nostro sistema solare, il corpo celeste è stato trovato nella direzione della costellazione Orione da un telescopio a infrarossi orbitante a bordo di un satellite astronomico USA ... Gerry Neugebauer, chief scientist IRAS ha detto: 'Tutto quello che possiamo dire è che non sappiamo di cosa si tratta'".
Ma il Washington Post, non è stata l'unica agenzia di stampa a scrivere dell’enigmatico corpo celeste.

Secondo il rapporto delle US News mondiali, il Pianeta X o Nibiru esiste, ecco cosa dice l'articolo:  
"L’attrazione della luce solare, sta misteriosamente influenzando le orbite di Urano e Nettuno, è una forza invisibile che gli astronomi sospettano possa essere il Planet X - il 10° residente del nostro sistema solare. L'anno scorso, il satellite astronomico a infrarossi (IRAS), gravitava in un'orbita polare a 560 miglia dalla Terra, il satellite ha rilevato il calore di un oggetto distante circa 50 miliardi di miglia che è ora oggetto di intensa speculazione." 
Inoltre, un articolo pubblicato su Newsweek il 13 luglio del 1987, la NASA ha rivelato che potrebbe esserci un decimo pianeta che orbita intorno al nostro Sole. Secondo il ricercatore e scienziato John Anderson della NASA, il Planet X potrebbe in realtà essere là fuori, ma non in prossimità dei nostri pianeti. L'articolo di Newsweek afferma: 
"se John Anderson ha ragione, due degli enigmi più intriganti della scienza spaziale potrebbero essere risolti: che cosa ha causato irregolarità misteriose nelle orbite di Urano e Nettuno nel corso del 19° secolo? E che cosa ha ucciso i dinosauri 26 milioni di anni fa?" 
È interessante notare che Robert Sutton Harrington, un astronomo americano che lavorava presso la United States Naval Observatory (USNO). ha scritto un articolo molto interessante nel 1988 sull’Astronomical Journal. Harrington ha ipotizzato che un pianeta tre o quattro volte le dimensioni della Terra potesse esistere, la sua posizione sarebbe di tre o quattro volte più lontano dal Sole di Plutone. Secondo modelli matematici che sono stati presentati, si ritiene che il Pianeta X o Nibiru, ha un'orbita ellittica estrema di 30 gradi. 

Harrington è diventato un credente nell'esistenza del Pianeta X oltre Plutone e si è impegnato nelle ricerche di esso, con risultati positivi provenienti dalla sonda IRAD nel 1983. 

Tuttavia, la ricerca del Pianeta X ha continuato a crescere paventando ogni sorta di teorie, molte delle quali fanno parte della pseudoscienza. Molti credono che il pianeta X sia a tutti gli effetti Nibiru, il pianeta della razza extraterrestre chiamata con il nome Anunnaki, venuta sulla Terra in un lontano passato e avviato così la civiltà come la conosciamo. 

I Teorici degli Antichi Astronauti credono che l'orbita di Nibiru intorno al sole possa essere estremamente ellittica, e in base ai testi, si trovi ben oltre l'orbita di Plutone. Per completare la sua orbita dall’apogeo al perigeo intorno al Sole impiega circa 3600 anni. Nibiru si crede possa essere il pianeta natale degli Anunnaki. 

L'avvicinarsi di Nibiru verso i pianeti del nostro sistema solare potrebbe rappresentare una minaccia enorme viste le sue caratteristiche gravitazionali. Secondo gli antichi testi cuneiformi, che si ritiene essere alcuni degli scritti più antichi e conosciuti fino ad oggi, tornano indietro di almeno 6.000 anni. 

Questi scritti spiegano la storia di una razza di esseri chiamati Anunnaki. Gli Anunnaki vennero sulla Terra da un pianeta del nostro sistema solare chiamato Nibiru. Purtroppo, molte persone non ne hanno mai sentito parlare, perché, secondo la scienza ufficiale il pianeta chiamato Nibiru non esiste. Tuttavia, secondo Sitchin, la presenza di Nibiru è molto importante per il passato e il futuro dell'umanità. 

Secondo una teoria denominata 'ipotesi Nemesis', il pianeta supposto, che si trova oltre l'orbita di Plutone e le sue lune, è, infatti, una stella scura in orbita intorno alla nube di Oort, che fondamentalmente trasforma la nostra Stella in un sistema binario, che è, (se esiste) il misterioso oggetto celeste. Questa teoria è stata esclusa da numerosi astronomi e indicata come impossibile.

Secondo John Matese, Patrick Whitman e Daniel Whitmire della University of Louisiana a Lafayette, il corpo celeste situato nel nostro Sistema Solare nella nube di Oort è, infatti, un ipotetico gigante gassoso. Tuttavia, nel 2014, la NASA ha annunciato che l'indagine WISE aveva escluso qualsiasi oggetto con le caratteristiche di Tyche, indicando che Tyche come ipotizzato da Matese, Whitman, e Whitmire non esiste.

Ivan è uno scrittore freelance, redattore capo di ancient-code.com, scrive anche per EWAO, condivide le sue conoscenze online sulle origini antiche.

Storia, Archeologia, Spazio e misteri del mondo sono alcuni dei temi di cui scrive.  

Fonte: http://www.ancient-code.com 


®wld

martedì 1 dicembre 2015

'mezzo milione di anni fa'

 

 Un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri
Il ruolo chiave del 'molibdeno'

I Nefilim sulla Terra, potevano essersi evoluti su un altro pianeta, esseri che, verosimilmente, non dovevano essere molto diversi da noi?

E potevano avere, mezzo milione di anni fa, le capacità per compiere viaggi interplanetari? La prima domanda ne implica un'altra, più generale: c'è vita, come noi la conosciamo, da qualche parte nell'universo, al di fuori del pianeta Terra? Gli scienziati oggi sanno che esistono innumerevoli galassie come la nostra, che contengono innumerevoli stelle come il nostro Sole e una serie infinita di pianeti con milioni di possibili combinazioni di temperatura, atmosfera ed elementi chimici: esistono quindi innumerevoli possibilità di vita nell'universo.


Si è scoperto, inoltre, che lo spazio interplanetario non è vuoto. Esso contiene, per esempio, molecole d'acqua, retaggio di quelle che si presume siano state nuvole di cristalli di ghiaccio che dovevano avvolgere le stelle nei primi stadi del loro sviluppo. Tale scoperta sembra confermare i riferimenti dei testi mesopotamici alle acque del Sole che si mescolavano con le acque di Tiamat.


Sono state anche trovate molecole di base della materia vivente "fluttuanti" nello spazio interplanetario ed è stata sfatata la convinzione che possa esservi vita solo a certe particolari condizioni di temperatura e atmosfera. Si credeva, inoltre, che l'unica fonte di energia e di calore disponibile per gli organismi viventi fosse il Sole, ma anche questa teoria cadde quando la navetta spaziale  Pioneer 10 scoprì che Giove, molto più lontano dal Sole rispetto alla Terra, era un pianeta talmente caldo che doveva per forza avere delle fonti proprie di energia e di calore.
 

Un pianeta che contiene molti elementi radioattivi non soltanto genera da sé il proprio calore, ma manifesta anche un'intensa attività vulcanica; e questa attività vulcanica produce un'atmosfera. Se il pianeta è grande abbastanza da esercitare una forte attrazione gravitazionale, conserverà la sua atmosfera praticamente per sempre.

A sua volta, l'atmosfera crea una sorta di "effetto serra": protegge il pianeta dal freddo dello spazio esterno e impedisce la dispersione del calore interno al pianeta; si tratta di un effetto simile a quello dei vestiti che indossiamo, che ci riparano dal freddo perché non lasciano disperdere il calore del corpo. Era proprio questo che avevano in mente gli antichi autori dei testi che descrivevano il Dodicesimo Pianeta come «avvolto da un alone», un'espressione che dunque non ha più soltanto un valore puramente poetico. 



Il Dodicesimo Pianeta era sempre definito un pianeta "radiante", "il più luminoso degli dèi", e nelle raffigurazioni appariva appunto come un corpo che emanava raggi. Esso era dunque in grado di produrre da sé il proprio calore e lo tratteneva grazie al suo mantello atmosferico. Gli scienziati sono giunti all'inaspettata conclusione che non solo è possibile che la vita si sia evoluta sui pianeti più esterni (Giove, Saturno, Urano, Nettuno), ma che anzi è più che probabile che sia cominciata proprio là. Quei pianeti, infatti, sono formati dagli elementi più leggeri del sistema solare, hanno una composizione più simile a quella dell'universo in generale e contengono nella loro atmosfera grandi quantità di idrogeno, elio, metano, ammoniaca, e probabilmente neon e vapore acqueo - tutti elementi necessari per la produzione di molecole organiche.


Per la vita, quale noi la conosciamo, l'acqua è essenziale. I testi mesopotamici non lasciano dubbi sul fatto che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta ricco d'acqua. Nell'Epica della Creazione  l'elenco dei 50 nomi del pianeta ne comprendeva un buon gruppo che esaltava proprio il suo carattere "acquatico". Sulla base dell'epiteto A.SAR ("re d'acqua"), "che stabilì livelli d'acqua", il pianeta era chiamato A.SAR.u ("maestoso, luminoso re d'acqua"), A.SAR. U.LU.DU ("maestoso, luminoso re d'acqua la cui profondità è abbondante"), ecc.

I Sumeri erano certi che il Dodicesimo Pianeta fosse un pianeta lussureggiante di vita, tanto che uno dei suoi epiteti era NAM.TIL.LA.KU, "il dio che mantiene la vita". Era anche il "dispensatore di vegetazione", «creatore di cereali ed erbe che fa germogliare la vegetazione ... che aprì i pozzi, distribuendo le acque dell'abbondanza», l'"irrigatore di Cielo e Terra".


La vita, dunque, sostengono gli scienziati, non si formò sui pianeti terrestri, con i loro pesanti componenti chimici, ma nelle regioni più esterne del sistema solare. Da qui il Dodicesimo Pianeta venne poi in mezzo a noi, presentandosi come un pianeta rossastro, luminoso, che generava e irradiava calore proprio, che traeva dalla sua stessa atmosfera gli ingredienti necessari per la chimica della vita.


Se un problema esiste, è quello della comparsa della vita sulla Terra. Il nostro pianeta si è formato circa 4 miliardi e mezzo di anni fa e secondo gli scienziati le prime, più semplici forme di vita si trovavano già sulla Terra dopo poche centinaia di milioni di anni dalla sua formazione. Sembra davvero troppo poco. Parecchi elementi indicano anche che le più antiche e semplici forme di vita, risalenti a più di 3 miliardi di anni fa, contenevano già molecole di origine biologica, invece che non-biologica. In altre parole ciò significa che la vita presente sulla Terra così poco tempo dopo la sua formazione discendeva da altre forme di vita precedenti e non dalla combinazione di gas e sostanze chimiche inerti.


Non resta, quindi, che prendere atto del fatto che la vita, che non poteva evolversi facilmente sulla Terra, in effetti non è qui che ebbe origine. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica «Icarus» (settembre 1973) il Premio Nobel Francis Crick e il dr. Leslie Orgel avanzarono l'ipotesi che «la vita sulla Terra possa essere nata da minuscoli organismi provenienti da un pianeta lontano».


I due scienziati cominciarono i loro studi mossi dal comune senso di disagio nei confronti delle teorie correnti circa l'origine della vita sulla Terra. Come mai esiste un solo codice genetico per tutte le forme di vita terrestri? Se la vita ebbe inizio dal cosiddetto "brodo" primordiale, come ritengono quasi tutti i biologi, allora avrebbero dovuto svilupparsi organismi con codici genetici diversi. Inoltre, come mai l'elemento molibdeno svolge un ruolo chiave nelle reazioni enzimatiche necessarie per la vita, quando il molibdeno è in realtà un elemento molto raro? E perché elementi che sono più abbondanti sulla Terra, come il cromo e il nichel, hanno invece scarsa rilevanza nelle reazioni biochimiche?



La strana teoria proposta da Crick e Orgel non affermava solo che la vita sulla Terra poteva essersi originata da un organismo proveniente da un altro pianeta, ma anche che si sarebbe trattato di un'operazione volontaria - che, cioè, esseri intelligenti di un altro pianeta avrebbero volutamente gettato il "seme della vita" dal loro pianeta verso la Terra con una nave spaziale, con il preciso scopo di avviare la catena vitale sulla Terra.

Senza conoscere i dati forniti dal presente libro, dunque, questi due eminenti scienziati sono arrivati molto vicino alla verità. Non si trattò, tuttavia, di una premeditata opera di "inseminazione", bensì del prodotto di una collisione celeste. Un pianeta vitale, il Dodicesimo Pianeta con i suoi satelliti, entrò in collisione con Tiamat e la divise in due, "creando" la Terra con una delle due metà.


Durante tale collisione il suolo e l'aria del Dodicesimo Pianeta, che contenevano in sé i semi della vita, "fecondarono", per così dire, la Terra e le fornirono le prime forme di vita biologicamente complesse la cui presenza non può essere altrimenti spiegata. Ma quando cominciò la vita sul Dodicesimo Pianeta? Anche se la sua origine fosse anteriore a quella della Terra solo dell'1 %, risalirebbe comunque a 45 milioni di anni prima. Persino con un margine così modesto, esseri evoluti quanto l'uomo potevano già vivere sul Dodicesimo Pianeta quando sulla Terra cominciavano appena ad apparire i primi piccoli mammiferi.


Fatte le debite proporzioni, dunque, era certamente possibile che gli abitanti del Dodicesimo Pianeta fossero in grado di viaggiare per lo spazio mezzo milione di anni fa.


http://ningishzidda.altervista.org/

giovedì 11 dicembre 2014

Neo Paganesimo e "l'anticipato" diabolico plagio

La festa delle ipocrisie (quarto anno)

 

E’ possibile che il Cristianesimo e il Paganesimo Abbiano in comune qualcosa di più di quello che le autorità cristiane siano 
disposte ad ammettere? 
  • Il Cristianesimo proviene dalle antiche religioni pagane?
  • La Chiesa primitiva romana ha adottato deliberatamente un gran numero di riti pagani, festività e credenze?
  • Se così fosse, cosa spinse i sacerdoti a copiare gli aspetti specifici della mitologia pagana?
  • Qual è la relazione esistente tra Gesù e alcuni dei pagani?
  • E’ possibile che il Cristianesimo e il Paganesimo abbiano molto in comune di più di quello che le autorità cristiane siano disposte ad ammettere?
La maggior parte di noi associa il Paganesimo con l’adorazione degli idoli, con i sacrifici di sangue e la stregoneria. Ci hanno insegnato a credere che i pagani siano gente primitiva, che in un certo qual modo rendono culto al diavolo.
 
Come può basarsi su concetti occulti una religione pura, sacra e unica come il Cristianesimo? Questo presupposto, con certezza può essere scartato poiché assurdo. Scrivere qualcosa come “impossibile” è un processo facile e rapido.

Prima di rifiutare il collegamento Cristiana/Pagana, quindi, dobbiamo prima porci delle domande:
  • Potrebbe essere che abbiamo un’immagine totalmente sbagliata e distorta dell’antico Paganesimo tradizionale?
  • Forse le religioni dei misteri sono state più sviluppate spiritualmente di quanto pensiamo?
  • Quale fu la vera ragione di far figurare i seguaci delle religioni dei misteri in maniera così oscura?
Dobbiamo tener presente che la Chiesa primitiva di Roma utilizzò tutto il suo potere politico, finanziario e sociale per conquistare il Paganesimo e tutti i suoi seguaci a qualsiasi prezzo.

La Letteratura Sacra pagana fu distrutta e tutti gli eretici eliminati.

Assistita dall’Impero Romano, la Chiesa partecipò a una lunga e terribile guerra contro “gli infedeli”. Fu una battaglia, che è scontato dire alla fine la Chiesa vinse.
 
Il paganesimo antico si era estinto e il mondo “fu purificato”. Oggi il Paganesimo è considerato una religione morta e ciò che troviamo in tempi moderni sono nuovi rami delle antiche tradizioni dei misteri. L’antico Paganesimo si è trasformato in Neo Paganesimo che sta guadagnando sistematicamente nuovi membri in vari paesi.  

La nostra immagine attuale, negativa e oscura dei pagani è quella che la Chiesa ci ha presentato per 2000 anni. E’ un tempo molto lungo e tutti sappiamo che le idee e le credenze vecchie non muoiono rapidamente.

E’ assolutamente sbagliato, comunque, proclamare che il Cristianesimo è contro il Paganesimo quando il primo deriva dal secondo. Può suonare come una dichiarazione audace e naturalmente molti lettori esigeranno delle prove convincenti.
 
Trovare evidenze non è un problema, cambiare vecchie credenze radicate è un compito che non può essere facilmente raggiunto.

In realtà il Cristianesimo contiene tanti aspetti del Paganesimo che è difficile immaginare questa religione senza le caratteristiche occulte. Questo ci porta a un’altra domanda più ovvia: se realmente ci sono tante similitudini tra queste religioni “Perché non si fanno conoscere a tutti queste similitudini?”

La risposta è facile e semplice – perché la Chiesa primitiva romana ha fatto tutto quanto in suo potere per impedire che si scoprissero. 
I primi Cristiani erano consci dei punti comuni che condividono con i seguaci delle religioni dei misteri. Oggi i Cristiani sarebbero giudicati eretici. Le antiche credenze sono state sempre dimenticate e il vero significato dei simboli, delle feste e dei riti è stato cancellato dalla storia.

Certi simboli e celebrazioni cristiane. Come la croce e il Natale, per esempio, erano condannate dai Padri della Chiesa, viste le loro origini pagane.
 
Commento della Chiesa sulle Similitudini Cristiane/Pagane Il diavolo è accusato di plagio
 
Prima di sbirciare più a fondo i rituali, i simboli, le feste e il ruolo di Gesù come salvatore dell’umanità, tutti gli elementi che uniscono cristiani e pagani, è bene ascoltare la voce della Chiesa.
 
Questi sacerdoti, come spiegano le notevoli similitudini tra queste due religioni? L’atteggiamento dei Padri della Chiesa sul collegamento cristiano/pagano è cambiato negli anni, o dovremmo forse dire che le spiegazioni sono cambiate, il negare è stato sempre presente. Il problema più grande della Chiesa è spiegare come i miti pagani, che sono precedenti alla cristianità di centinaia, a volte migliaia di anni, hanno molto in comune con la biografia di Gesù Cristo.
 
I primi Padri della Chiesa, come Giustino Martire (100-165 d.C.), Tertulliano (160-220 d.C.) e Ireneo (130-202 d.C.) dichiararono che le similitudini erano il risultato di una "imitazione diabolica".
 
Accusarono il diavolo di "plagio per anticipazione". Dissero che il diavolo aveva copiato deliberatamente la vera storia di Gesù Cristo; questo fu l’intento del diavolo per ingannare gli ingenui e gli innocenti.

Alcuni Padri della Chiesa erano un poco più aperti. Suggerirono che i paragoni tra Gesù e altri dei salvatori che erano morti e resuscitati prima di Gesù, dovevano considerarsi come premonizioni o profezie dell’arrivo di Gesù.
 
I sacerdoti moderni affermano che ci sono solo delle piccole similitudini tra il Cristianesimo e le religioni dei misteri. Molte autorità cristiane di oggi affermano che le religioni dei misteri erano basate su dei che non erano personaggi storici.

Pertanto, non c’è nessuna necessità di fare paragoni.
  • Siamo disposti veramente a credere che tutti gli dei pagani adorati in ogni continente fossero personaggi finti e che Gesù Cristo era l’unica persona che visse e morì come salvatore dell’umanità?
  • Cos’è che rende il mito di Gesù più affidabile di quello di Osiride, Dioniso, Mitra, Adone e altri?
Non molto tempo fa ho letto un articolo in cui un sacerdote cattolico affermava che la minaccia più grande per il Cristianesimo non era una delle grandi religioni come l’Islam, il Buddismo e l’Induismo.

No, il pericolo più grande era il paganesimo.

Interessante no? E’ una contraddizione.

Sorprendente da sentire, tenendo presente la dichiarazione ufficiale che gli dei pagani non sono mai esistiti e il Cristianesimo ha così poco in comune con le tradizioni occulte.

Allora perché il Cristianesimo si sente minacciato dalle religioni misteriche del passato? La risposta alla nostra domanda, forse, è occultata in un passato remoto.
 
Forse un esame di certe similitudini ci può portare a più piste sulle vere origini del Cristianesimo e la ragione per cui la Chiesa ha sempre temuto i pagani. 

 Aureole, Santi e Religione Solare

 
Abramo e Gesù rappresentati con le aureole
 
Molti simboli cristiani importanti derivano dalle antiche religioni solari. L’adorazione del Sole si trova,
  • nell’antico Egitto
  • Babilonia
  • Grecia
  • Messico
  • Perù
  • Persia
  • India
  • Irlanda,
...e altri luoghi.
 
L’aureola è il simbolo più conosciuto dall’apparizione dell’iconografia cristiana dal secondo secolo in poi. L’aureola che circonda le teste dei santi è secondo la tradizione cristiana un segno di “sanità”.

Gesù Cristo, la Vergine Maria, i santi e i martiri furono rappresentati con un’aureola ma non è questa un’invenzione cristiana.
 
L’aureola è un simbolo pagano che è identico ai dischi solari che circondano gli dei e le dee collegate al sole.
 
Divinità egiziane rappresentate con dischi solari
 
L’arte egiziana è piena di aureole e non è difficile trovarne esempi.
 
In alto vediamo la più importante delle divinità leonine d’Egitto, Sekmet, rappresentata con una grande sfera sulla testa. Iside, la dea egizia più importante e madre di Horus, ha un disco simile e anche il dio sole Ra.
 
Il dio toro Apis porta anche un disco solare tra le corna. Il disco solare si utilizza per distinguere gli dei dagli esseri umani.

Perché gli antichi egiziani si sarebbero presi la briga di rappresentare queste persone con i dischi solari sulle teste se fossero solo esseri umani o figure di fantasia? No, l’antico popolo egiziano sapeva che i propri dei, erano esseri vivi ma non esseri umani.

Gli antichi Egiziani utilizzavano il disco solare dai primordi della loro storia, migliaia di anni prima che i Cristiani adottassero il simbolo come aureola.
 
Nettuno
Elios


Aureole nell’antica Grecia e in Roma
 
I Greci e i Romani probabilmente presero i simboli dagli antichi Egizi. Elios, il dio greco del sole è ritratto con un’aureola che gli circonda la testa come Nettuno, il dio romano del mare. Ci sono anche molti esempi di aureole nell’arte indù e buddista. Nelle figure sotto vediamo Krishna e Budda circondati dalle aureole.
Krishna
Budda

Aureole in Asia antica
 
L’aureola cristiana, quindi non è unica in assoluto. Questo simbolo significa splendore divino, saggezza e forza vitale. Fu utilizzato dai pagani migliaia di anni prima di Cristo. Il concetto di pregare i santi per riceverne benedizioni ha anche le su radici nelle tradizioni occulte. Nella Bibbia non c’è niente che ci dice che dobbiamo adorare i santi, questa pratica però è molto estesa in tutto il paganesimo. Molti antichi dei e dee pagani sono stati rimpiazzati e adorati come santi dai primi cristiani.

Nel Cristianesimo si crede che i santi tenessero sotto controllo certi aspetti della vita quotidiana. Se preghiamo un santo, possiamo ottenere il suo appoggio o la sua benedizione per una salute buona, un buon viaggio, fortuna e molte altre cose.
 
I pagani credevano che gli angeli e i demoni governassero gli aspetti concreti dell’esistenza di una persona. Con il fine di invocare un angelo o un demonio, una persona doveva pronunciare il suo nome a voce alta. In questo modo si poteva fare l’invocazione a questa entità e i suoi desideri sarebbero divenuti realtà.
 
L’atto di invocare gli esseri sovrannaturali e chiedere aiuto iniziò dai pagani e i cristiani lo praticano oggi.
 
Se l’essere invocato è un angelo, demonio o un santo è irrilevante visto che il principio continua a essere sempre lo stesso.
 
 

Il Natale: una festa pagana
 
Ogni anno molte persone aspettano il Natale insieme alla nostra famiglia e ad altre persone cui vogliamo bene per scambiarci i regali e celebriamo la nascita di Gesù Cristo. Eppure la nascita di Gesù non è avvenuta il 25 dicembre.

In realtà non c'è nessuna ragione di credere che Gesù nacque il giorno della Natività. La data della nascita di Gesù è sconosciuta, come il mese e l’anno. Nella Bibbia non ci sono indizi reali su quando nacque Gesù.

L’unica pista che abbiamo è che hanno riportato sempre che i pastori stavano avendo cura delle loro greggi durante la notte. Questo significa che la data della Natività non avrebbe potuto essere in dicembre poiché questo in Palestina è un periodo di piogge, né pastori né greggi, avrebbero potuto stare all’aperto nei campi a Betlemme.

Basandoci quindi sui Vangeli, è più probabile che Gesù sia nato in primavera o in estate.

Celebriamo il compleanno di Gesù il 25 dicembre grazie a Dionisio l’Esiguo, un monaco sciita che ci disse di farlo. A Dioniso che al momento era anche un abate e astronomo di Roma, fu ordinato di decidere una data per la nascita di Cristo. Per anni egli diede la data che adottiamo adesso e per il giorno e il mese scelse deliberatamente il 25 dicembre.
 
Perché scegliere il giorno e il mese? La risposta è abbastanza semplice. Il 25 dicembre era conosciuto come il giorno del solstizio d’inverno e della nascita del Sole.

Questa data era conosciuta in tutto l’impero romano come il compleanno di varie divinità pagane. In questo giorno gli Egizi celebrano la nascita di Osiride, dio della morte e ridotto in pezzi, e di Horus il dio del cielo. I Frigi e più tardi i Greci onorarono Adoni il dio che muore e resuscita.
 
Per i Persiani era il compleanno di Mitra. Apollo ed Ercole furono onorati in questo stesso giorno. Si credeva che fosse nato il 25 dicembre anche il dio romano Bacco, conosciuto come Dioniso tra i Greci.
 
Si può comprendere come la Chiesa di Roma decise che i cristiani celebrassero la nascita di Cristo il 25 dicembre. Le date delle principali feste religiose pagane erano così popolari che il cristianesimo dovette mantenerle.

Eppure ci volle molto tempo per unire i cristiani e convincerli a celebrare la Natività di Gesù proprio in quel giorno. Molti tra i primi cristiani celebrarono la nascita del loro Salvatore il 6 gennaio. I cristiani armeni lo fanno ancora.
 
La Chiesa di Gerusalemme iniziò a celebrare il Natale nel VII secolo, in Irlanda nel V, in Inghilterra nell’VIII e nei paesi slavi tra il IX e X secolo.
 
Molti simboli e pratiche che associamo al Natale sono di pura origine pagana. L’albero dal verde perenne decorato, fare regali, l’agrifoglio, il tronco di Natale, il vischio, l’edera e poi tutti gli elementi furono ripresi dalle antiche tradizioni pagane.
 
In effetti, alcune autorità cristiane considerano l’origine del Natale così pagana che convinsero la gente ad abbandonare la sua celebrazione in quel giorno. Per esempio, durante il diciassettesimo secolo, i Puritani del Massachusetts cercarono di proibire del tutto il Natale, ma non ci riuscirono. Eppure oggi i cristiani, come i Testimoni di Geova, non celebrano il Natale.
 
Natale non è l’unica celebrazione che ha le sue radici nelle tradizioni pagane.
 
Altre festività hanno occupato il posto della festa pagana, come quella di San Giovanni Battista in giugno che era la festa del solstizio d’estate; il giorno dei defunti che si celebra all’inizio di novembre prende il posto della celebrazione pagana dei morti e dei fantasmi dello stesso periodo.

E l’elenco continua…
 
  CR TAO 02

La croce e la Crocifissione

"Hu, dalla luce morì sulla croce all’equinozio, scese nell’emisfero sud e tornò a nascere a Natale, andando verso le terre dell’estate del nord."
Myfyr, il defunto Arcidruido Gallico
Nel cristianesimo i credenti considerano la croce come un simbolo sacro e rappresenta la fede cristiana.
 
La croce ha molti disegni diversi tra loro. La Chiesa Anglicana riconosce come autentiche perlomeno cinquanta varianti della croce cristiana. Eppure la croce fu utilizzata dai pagani, migliaia di anni prima dell’apparizione di Gesù.
 
Possiamo trovare vari tipi di croci in molte culture antiche.

 
L’Ankh


Le divinità egizie sono sempre raffigurate con la croce Ankh che era il simbolo della vita e dell’immortalità. L’Ankh è stata adottata poi dalla chiesa copta come l’unica forma di croce cristiana.
 
La croce celtica è precedente rispetto alla cristianità. La croce fu utilizzata in Irlanda molto prima che San Patrizio arrivasse nel paese. Le croci dei  Tuatha di Danaan sono sempre associati ai serpenti. Il tempio druida di New Grange è a forma di croce latina.
 
In Cina, la croce era il simbolo della Terra. A volte si usava come rappresentazione dell’energia e della forza. L’imperatore cinese Fu-Hi, 2953 a.C., è raffigurato con una croce.
 
Per gli Assiri, la croce rappresentava il loro dio Anu, il dio del cielo.
 
Quando gli Spagnoli arrivarono in Messico nel 1519, furono sorpresi di trovare delle croci nei templi dei nativi. La croce era il simbolo degli dei Tlaloc e Quetzalcoatl dei Toltechi. Nel tempio di Osiride in Alessandria, gli sconcertati cristiani trovarono un’enorme croce sul pavimento di marmo.
 
Il dio greco Apollo portava solitamente una croce sulla sua tunica. La croce solare si utilizza nell’arte dei paesi asiatici, in America, Europa e India fin dagli albori della storia. Nel mondo ci sono numerosi esempi di questo tipo di croce.
 
La croce greca con quattro braccia uguali è un simbolo comune nel vicino Oriente, in Sumeria e nell’antica Grecia. La svastica è di origine pre indiana. Era utilizzata come simbolo del Sole. Le braccia rappresentavano anche i quattro punti cardinali: nord. Sud, est e ovest. In Scandinavia, la croce Tau era il simbolo del martello di Thot.

Ci sono molti altri esempi dell’utilizzo della croce presso gli antichi.
 
Come possiamo vedere quindi, i seguaci delle religioni dei misteri avevano molta familiarità con il simbolo cristiano più conosciuto, la croce. I primi Padri della Chiesa condannarono l’uso della croce per le sue origini pagane. La prima apparizione di una croce nell’arte cristiana si trova su un sarcofago del Vaticano della metà del V secolo. Era una croce greca con le braccia della stessa lunghezza.
 
Trovare l’origine della croce è molto difficile.
 
Alcuni studiosi credono che la principale fonte delle sue radici si trovasse nella pratica delle religioni solari. In molte culture la croce si trasformò in un simbolo del Sole come un dio che muore e risuscita. Dal punto di vista astronomico e religioso, il sole fu inserito nella croce, cioè crocefisso, quando passa attraverso gli equinozi.
 
Il Sole scuro dell’inverno è il sole crocefisso. Risuscita come il Sole luminoso dell’estate che ascende al cielo. La crocifissione doveva essere molto importante per le persone che vivevano nel Nord. Gli Scandinavi celebravano la cerimonia della crocifissione del Sole nel giorno più breve.
 
Nell’antichità, la croce fu utilizzata come mezzo di tortura e di castigo.  Ci sono stati molti dibattimenti sulla forma originaria della crocifissione. SI crede che le persone a volte fossero giustiziate su una croce a forma di TAU, a volte su una croce romana e a volte su legni inchiodati.
 
Ovviamente, Sant’Agostino credeva che il Salvatore cristiano fosse morto sulla croce Tau. La croce cristiana attuale è un’invenzione di Sant’Agostino che cambiò la forma originaria della croce Tau in quella latina.
 
A quanto sembra, egli non voleva che Gesù fosse giustiziato sullo stesso tipo di croce usata per i criminali o i prigionieri. Sicuramente non sapeva su quale tipo di croce Gesù fu crocefisso.
 
Per certo sappiamo che Gesù non fu l’unico Figlio di Dio che morì per l’umanità, scese agli inferi e resuscitò dai morti.
Gesù e altri “salvatori” crocifissi
 
Oggi sembra che tutti  si basino sul Codice da Vinci.
 
All’improvviso adesso nessuno crede più che Gesù morì sulla croce. Scappò invece con sua moglie Maria in Europa. Si suppone che nella Cappella di Rosslyn, in Scozia, si trovi nascosto il Santo Graal. Maria Maddalena, che era anche la madre di suo figlio, sembra un’ex prostituta o forse no, su questo c’è dell’incertezza.
 
Il bello è che ci troviamo di fronte a una storia straordinaria e quindi tutto è possibile. Esaminiamo comunque la vita di Gesù da una prospettiva diversa.
  • Che cosa sarebbe successo se Gesù non avesse vissuto nel periodo in cui si presuppone sia stato crocefisso, ma molto tempo prima?
  • E’ possibile tracciare la vita e la morte di Gesù centinaia o migliaia di anni prima?
  • E se la storia di Gesù si basasse su un mito pagano che descrive un altro salvatore resuscitato nel mondo?
Tutti i miti pagani, dopotutto, fanno risalire la “nascita” di Gesù di secoli. Le divinità pagane simili a Gesù, considerati quindi salvatori dell’umanità, cosa hanno in comune con lui?Consentitemi di fare un breve riassunto con un elenco che sembra non finire mai.  
 
Tutti gli dei pagani,
  • Nacquero da una madre vergine
  • Nacquero in una grotta o in un andito sotterraneo
  • Si sacrificarono per il bene dell’umanità
  • Sono conosciuti come salvatore, guaritore, mediatore, liberatore, portatore di luce
  • Furono intrappolati dalle forze oscure
  • Discesero agli inferi o nell’aldilà
  • Resuscitarono dai morti e si trasformarono in guide dell’umanità alla testa del mondo celeste
  • Fondarono comunità di santi e chiese i cui seguaci erano ricevuti col battesimo. 
Osiride, ...il dio egizio, nacque da una vergine in una grotta o in una stalla. La sua nascita fu annunciata da una stella. Durante le cerimonie di matrimonio, egli poteva compiere miracoli trasformando l’acqua in vino. I suoi seguaci erano battezzati.Era descritto come un uomo tranquillo, con i capelli lunghi e la barba, proprio come Gesù. Aveva dodici discepoli, fu accusato ingiustamente di eresia. Fu appeso a un albero o crocefisso e morì per i peccati del mondo.
 
Dopo la morte, scese agli inferi e il terzo giorno resuscitò. Apparve ai suoi discepoli e poi ascese al cielo. Osiride morì e resuscitò nelle stesse date di Gesù. Alla fine dei tempi tornerà in terra e giudicherà la razza umana. I Testi delle Piramidi, che descrivevano la vita, la morte e la resurrezione di Osiride furono scritti prima del 2500 a.C. .   

Mitra ... il dio persiano, che nasce il 25 dicembre, anche lui nacque in una grotta e da una vergine. Viaggiò molto e agì come un maestro dell’umanità. Anche lui naturalmente ebbe dodici gradi di insegnamenti. Mitra fu chiamato il Salvatore e in alcune occasioni era rappresentato come un agnello. Fu sepolto in una tomba dalla quale risorse. La sua resurrezione si celebra ogni anno.  

Krishna ... il dio indù nacque in una grotta. Sua madre fu una vergine e una stella annunciò la sua nascita. Avvenne un massacro di bambini ordinato perché si sconfiggesse il neonato Krishna. Fece miracoli dovunque andò. Poteva guarire gli ammalati, i sordi, i ciechi e resuscitare i morti. Insegnò la spiritualità e dedicò il suo tempo ai poveri e agli oppressi. Secondo alcuni testi antichi, Krishna fu assassinato da una freccia, altre fonti dicono che fu crocefisso. Discese agli Inferi e resuscitò tra i morti, ascese al cielo davanti alla gente. Si crede che Krishna verrà il giorno del giudizio universale per giudicare. Krishna visse e morì perlomeno quattordici secoli prima di Gesù Cristo.

Questa è solo una piccola parte di tutti gli dei pagani che vissero e morirono in modo simile a Gesù. Come possiamo vedere, le similitudini tra le divinità pagane e Gesù sono numerose.
 
La domanda è:
La storia di Gesù proviene dai miti degli altri dei o il vero Gesù è esistito davvero in un tempo e in un luogo diverso?
Se crediamo che Gesù sia l’unico e vero figlio di Dio o un essere extraterrestre o un puro mito o una figura basata sulla storia di altre divinità o un uomo sposato e con un figlio: il recente dibattito sulle origini del cristianesimo, è sotto molti aspetti un segno positivo. Ci può aiutare e trovare “ la vera fonte” del cristianesimo - perché una cosa è certa - il cristianesimo deve essere riesaminato.

Questo articolo è in memoria

dei creatori, dei maestri e dei salvatori dell’umanità,

gli dèi alieni, i dimenticati… 

 
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GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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