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martedì 17 gennaio 2017

Il Sole Nero - Nana Bruna

 

Riguardo alla scoperta di Urano e Nettuno e, in seguito, a quella di Plutone (oggi declassato dagli astronomi a Satellite) nel 1930, nel 1972, lavorando alla traiettoria della cometa di Halley, Josep Brady del Lawrance Livermore Laboratory California, si rese conto che l'orbita di Halley era perturbata.

I suoi calcoli lo indussero a ipotizzare l'esistenza del pianeta X a una distanza di 64 UA, con un periodo orbitale di 1.800 anni terrestri. Poiché lui e tutti gli altri astronomi alla ricerca del Pianeta X pensano che abbia un'orbita eliocentrica, ne misurarono la distanza dal Sole considerando metà del suo asse maggiore (vedi figura sotto "a")

 
Ma secondo le prove dei Sumeri, Nibiru orbita intorno al Sole come una cometa, con il Sole a un fuoco stremo, così che la distanza dal Sole corrisponderebbe a quasi tutto l'asse maggiore (vedi figura sopra distanza "b").

Il fatto che Nibiru stia tornando verso il suo perielio giustifica forse il fatto che l'orbita calcolata da Brady (1.800 anni) è l'esatta metà del periodo orbitale di 3.600 anni terrestri, che i Sumeri attribuiscono a Nibiru?

Brady è giunto a diverse conclusioni che corroborano in pieno i dati sumeri: il pianeta ha un'orbita retrograda fortemente inclinata rispetto a tutti gli altri pianeti (eccezion fatta per Plutone).

Per un certo periodo gli astronomi si sono chiesti se Plutone potesse essere causa delle perturbazioni delle orbite di Urano e Nettuno. Ma nel giugno del 1978 James W. Christie dell'U.S. Naval Observatory. Washington, D.C., scoprì che Plutone ha un satellite (chiamato Caronte) e che Plutone è molto più piccolo di quanto non si pensasse il che lo escludeva quale causa delle perturbazioni.

Inoltre, l'orbita di Caronte attorno a Plutone ha anche rivelato che il pianeta, è inclinaro come Urano. Questa scoperta ha rafforzato il sospetto che una singola forza esterna - un invasore - abbia colpito Urano, abbia colpito e spostato Plutone, causando l'orbita retrograda di Tritone (satellite di Nettuno).

Incuriositi da queste scoperte due colleghi di Christie, dell'U.S. Naval Observatory - Robert S. Harrington (che ha collaborato con Christie all'identificazione di Caronte) e Thomas C. Van Flandern - effettuarono una serie di simulazioni al computer, giungendo alla conclusione che doveva esserci un "invasore", un pianeta grande da due a cinque volte la Terra in un'orbita inclinata, con un semiasse di <<meno di 100 UA>> (<<Icarus, vol. 39, 1979).

Questo rappresentava un altro passo avanti nella conferma, da parte della scienza moderna, delle conoscenze degli antichi. Il concetto di un invasore, causa di tutte le anomalie del sistema solare, concordava pienamente con la narrazione sumera di Nibiru; e la distanza di 100 UA (unità astronomiche), se raddoppiata a causa della posizione focale del Sole, collocherebbe il pianeta X esattamente laddove i Sumeri lo avevano collocato.

Nel 1981, con in mano i dati di Giove e Saturno forniti dal Pioneer 10 e 11, Van Flandern e quattro colleghi dell'U.S Naval Observatory riesaminarono le orbite di questi due pianeti e quelli degli altri pianeri esterni.

Parlando all'American Astronomical Society, Van Flandern presentò nuove prove, basare su complesse equazioni gravitazionali, del fatto che un corpo grande almeno il doppio della Terra è in orbita intorno al Sole a una distanza di 2,5 miliardi di chilometri oltre Plutone, con un periodo orbitale di 1000 anni.

Il Detriit Nwes del 16 gennaio 1981 pubblicò la notizia in prima pagina, insieme alla raffigurazione sumera del sistema solare, ripresa da Il Pianeta degli Dei, e a un sunto della tesi principale del libro (vedi immagine sotto).

  
Anche la NASA si mise alla ricerca del Pianta X sotto la direzione di John D. Anderson del JPL (allora sperimentatore della meccanica celeste delle sonde Pioneer). In un comunicato del 17 giugno 1982 dell'Ames Research Center intitolato I Pioneer possono trovare il Decimo Pianeta, (oggi nono pianeta per il declassamento di Plutone), la NASA divulgò la notizia che le due sonde erano sulle tracce del pianeta X.

<<Persistenti irregolarità>> nelle orbite di Urano e Nettuno fanno pensare che realmente vi si trovi un oggetto misterioso, ben al di là dei pianeti più esterni>>, recitava il comunicato NASA. Poiché le sonde Pioneer viaggiavano in direzione opposta, sarebbero state in grado di determinarne la distanza: se una di loro avesse avvertito una forza di attrazione più forte, allora il corpo misterioso sarebbe stato vicino e avrebbe dovuto essere un pianeta; se entrambe le sonde avessero avvertito la stessa forza di attrazione, allora il corpo celeste si sarebbe trovato fra 75 e 170 miliardi di chilometri di distanza e avrebbe potuto essere una "stella scura" o una "nana bruna", ma non un altro membro del sistema solare.

Tratto da alcuni spunti del libro "L'altra Genesi". p: 366-367-368-369 di Zecharia Sitchin 1991 (Genesis Revisited)

Articolo di settembre 2015: Anni di Censura sul 'Pianeta Alato'

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Articolo correlato da Redazione Segnidalcielo
 
 

Se una Stella Nana Bruna, ovvero un “piccolo” sistema stellare, dovesse spingersi verso le zone poste all’interno del nostro Sistema Solare, ci troveremmo di fronte ad un problema inaffrontabile. Il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa Stella Oscura arriverebbe, di logica conseguenza, a spingersi decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, influenzando cosi, con il suo potente effetto “magnetico-gravitazionale”, i pianeti della parte interna del sistema solare compresa la Terra. 

L’allarmante cambiamento climatico che degenera senza tregua è reale; il global warming è legato a qualcosa di “estremo” proveniente dallo Spazio, un nodo da sciogliere ben più grande del semplice aumento della quantità di biossido di carbonio concentrato nell’atmosfera terrestre. L’intero Sistema Solare sta mutando in perfetta sintonia col pianeta Terra. 

I Sumeri e gli egiziani credevano che il pianeta Nibiru avesse un’orbita ellittica e non una normale orbita orizzontale. Anche il popolo Maya ha predetto l’esistenza di Nibiru, ma come una energia oscura sotto forma di un pianeta che si avvicinerà alla Terra in un lontano futuro.

Il corposo e interessante articolo continua QUI nel sito segnidalcielo.it

venerdì 9 ottobre 2015

solo 48 ore per l'asteroide 86666

 

Notizia scoccante da parte della NASA, l'Agenzia conferma che entro 48 ore asteroidi di due miglia di larghezza passeranno vicino alla Terra 
 
La NASA annuncia che l'asteroide 86666 passerà entro 48 ore vicino alla Terra, inoltre sempre la stessa agenzia ha annunciato che e Plutone è vivo! Solo poche settimane fa è stato detto al mondo che non ci sono asteroidi o comete vicino alla Terra, ora la NASA sta dicendo che un massiccio asteroide 86666 (2000 FL10) passerà vicino alla Terra nelle prime 48 ore partendo da oggi 9 ottobre 2015. Questo massiccio asteroide è largo circa 1 miglio e se dovesse colpire il pianeta, potrebbe avere conseguenze catastrofiche. 

Ecco i rapporti espressi:

Dovrebbe passare per la Terra senza creare problemi Sabato, ma gli astronomi lo stanno tenendo d'occhio, secondo la NASA, sarà è uno dei più grandi asteroidi degli ultimi tempi a passare vicino al nostro pianeta.
Il voluminoso gigante di roccia, sta viaggiando nello spazio a 40.000 miglia all'ora. L'esatta dimensione dell'asteroide non è ancora chiaro, è stimato tra 0,7 e 1,6 miglia miglia di larghezza - più grande di 15 volte degli altri asteroidi attualmente sul radar della NASA.

Una collisione sarebbe a dir poco catastrofica, il frammento di roccia si pensa possa essere circa un quarto della dimensione del Monte Everest.
La NASA ha rilasciato una proiezione animata del percorso dell'asteroide, che potete vedere qui sotto. 86666 appare dalla parte superiore sinistra dello schermo, mentre si avvicina l'orbita terrestre.
FONTE
 
Asteroid 86666 Nasa animated gif 

Ma non è l'unica grande novità che esce dalle bocche dei noti e poco chiari della NASA, oh no, c'è molto di più. Sulla scia dell'acqua trovata su Marte, gli scienziati si stanno ora preparando a dare un eclatante annuncio su Plutone, la notizia dovrebbe essere che anche su Plutone c'è acqua, aumentando ulteriormente non solo il potenziale per la vita fuori nell'universo, ma proprio qui, nel nostro stesso Sistema Solare. Saremo pronti all'annuncio sulla vita aliena?

UNO dei principali investigatori sulla NASA si è lasciato sfuggire indiscrezione, da parte dalla stessa agenzia spaziale, annunciando che in settimana ci sarà un altro grande annuncio per quanto riguarda Plutone.

E se i commenti del dottor Alan Stern, in una sala gremita presso l'Università di Alberta in Canada, saranno confermate, allora potremmo benissimo parlare di forme di vita aliene.

Secondo il The Guardian, il signor Stern ha mostrato delle foto ad alta risoluzione di Plutone e della sua più grande luna, Caronte e facendo alcuni importanti annunci, ha detto:
"Questo mondo è vivo". "Ha una meteorologia, ha nebbie nell'atmosfera e una geologia attiva."

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

IA senziente, nuova forma di vita?

– Vogliono che tu dimentichi – Non dimenticheremo. Non dimenticheremo mai …!

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

UV - Radiazione pericolosamente alta - La vita sulla Terra è in bilico

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

TUTTO SUL 5G

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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