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venerdì 10 giugno 2016

I Libri dell'antichità


I Libri dell'antichità o tavole dei "Me"
"Le formule Divine"
 
Libro dei Giubilei:
libro pseudo-epigrafico (dichiarato "biblico", ma non incluso nella Bibbia canonica), che gli studiosi datano al II o al I millennio a.C., che ha riscritto la preistoria e la storia in base a un "calendario" di "settimane di anni" di 7X7, in base al quale il 50° anno ("il Giubileo") garantiva la libertà alle popolazioni e alle terre.

Aggiunge numerosi dettagli a ciò che è scritto nei libri della Bibbia canonica (la Genesi e la prima parte dell'Esodo); il fatto che tale libro fosse ampiamente citato nell'antichità e che è stato ritrovato in diverse traduzioni antiche (l'originale era in ebraico), nonché tra i papiri del Mar Morto, lascia pensare che le sue fonti, pur se non citate, erano comunque ritenute attendibili. "Giubileo" è la traduzione del termine ebraico Yovel che significa letteralmente Ariete.

Libro dei Morti: 
collezione di versi in geroglifico ritrovati sulle pareti delle tombe reali nell'antico Egitto, riconosciute da tutti gli studiosi come un'opera antica, divisa in capitoli, che tratta prevalentemente i viaggi dei faraoni dopo la morte per raggiungere l'Aldilà e vivere insieme agli dèi.

I testi erano spesso accompagnati da illustrazioni esplicative. Poiché alcuni capitoli si occupano del conflitto tra gli dèi Thoth e Ra, nell'antico Egitto si credeva che l'autore del "libro" fosse Thoth.

Libro di Adamo  ed Eva: 
antico libro extra-biblico, ritrovato in diverse versioni, che fornisce dettagli leggendari sulla prima coppia umana e sulla sua famiglia, dopo la cacciata dal Giardino dell'Eden.

I riferimenti presenti nel Libro di Enoch fanno pensare che un "libro di Adamo ed Eva" fosse già presente tra gli scritti antecedenti il Diluvio. Gli studiosi moderni ritengono, tuttavia, che il libro venne composto da uno scrittore ebraico tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.

Libro di Enoch:
opera che gli studiosi ritengono sia stata composta in Giudea nel II secolo d.C., che afferma di fornire l'intera storia della vita e dei viaggi celesti di Enoch, citato nella Bibbia.

Settimo patriarca antidiluviano che, secondo la Bibbia (Genesi 6) non morì e che, all'età di 365 anni, lasciò la Terra e <<non fu più perché Dio lo aveva preso>>. Il libro (tra le cui versioni o fonti troviamo opere conosciute come Il Libro dei Segreti di Enoch, La Testimonianza di Enoch, Le Parole di Enoch e altri) era sopravvissuto ai millenni in due versioni principali: Il Libro etiopico di Enosch (Enoch I) e la versione slavonica (Enoch II).

Le parti più affascinanti dei due libri sono le descrizioni dei viaggi di Enoch, che traboccano di conoscenza astronomica, calendarica e di scienze della Terra. Questa conoscenza è ampliata considerevolmente nel libro in cui vengono descritti nel primo e l'ultimo viaggio nei cieli. (pag: 149-150)

Enoch è paragonato al sumero Enmeduranki ("padrone dei Me del legame Cielo e Terra"): secondo le tradizioni sumere, un terrestre che venne trasportato dagli dèi Utu/Shanash e Ishkur/Adad alla "Dimora Celeste" dove venne iniziato ai segreti celesti e venne poi fatto tornare sulla Terra per diventare sacerdote-probabile prototipo del biblico Enoch. (pag: 92)

Un testo in cui il suo nome era pronunciato En.me.dur.anna ("Padrone dei Me del legame celeste") lo descrive come un semidio, figlio di Utu/Shamash e di una donna terrestre.

In questi testi il termine sumero "Me" viene tradotto in genere come "Formule divine". La soluzione trovata dai traduttori per rendere il significato ambiguo del termine sumero "Me", che descriveva piccoli oggetti portatili che contenevano e fornivano la conoscenza segreta "formule", relative a ciascun aspetto di una civiltà avanzata: dai viaggi nello spazio ai rituali del tempio.

I Me non erano solo un supporto su cui erano codificati i dati (oggi diremo un "chip" o una "memoria" del computer), bensì fornivano anche la capacità, l'autorità e il potere di esercitare tale conoscenza.

Un testo intitolato Inno a Eridu riportava una lamentela di Enlil perché Enki, custode dei Me, gli negava quelli necessari per stabilire Nippur come suo centro di comando. Una seconda descrizione del centro di controllo missione di Enlil a Nippur elenca i Me e le "Tavole dei Destini" come attrezzature indispensabili per il funzionamento dello stesso.

Un altro testo racconta di come Inanna, in visita a Enki per ottenere i Me di cui aveva bisogno per rendere Uruk un centro di sovranità e di sacerdozio, glieli rubò e fuggi tenendone in mano un centinaio. Gli studiosi hanno tradotto il termine anche come "poteri divini", "comandamenti divini", "virtù mitiche" (pag: 107)

Fonte: The Euarth Chonicles handbook 2009 by Zecharia Sitchin        

lunedì 14 marzo 2016

La "Fine dei Giorni"


IL PASSATO E' IL NOSTRO FUTURO
(seconda parte)

Di interesse specifico in merito al problema della Fine dei Giorni e del ritorno è l'affermazione attribuita allo stesso Mosè, e rivolta a Dio: << Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato>> (Salmo 90,04). Questa affermazione ha dato origine all'ipotesi (che nacque subito dopo la distruzione del tempio a opera dei Romani) che si trattava di un modo per immaginare l'elusiva Fine dei Giorni messianica: se la Creazione, "l'Inizio", stando alla Genesi impegnò Dio per sei giorni e un giorno divino dura mille anni, il risultato sono 6000 anni dall'Inizio alla Fine. La Fine di Giorni, perciò, è stata collocata nell'Anno Mundi 6.000.

Applicato al calendario di Nippur che iniziava nel 3760 a.C., significa che la Fine dei Giorni (6000 - 3760 = 2240) ci sarà nel 2240 d.C. Questa terza data per la Fine di Giorni può essere confortante o, al contrario, deludere, dipende dalle aspettative. La bellezza di questo calcolo è che è in perfetta armonia con il sistema sessagesimale sumero. Potrebbe anche dimostrarsi corretto in futuro, ma non credo: di nuovo ci troviamo di fronte a un calcolo lineare - mentre l'unità di tempo utilizzata per le profezie è ciclica.

Se nessuna delle date "moderne" funziona, allora dobbiamo riprendere in esame le vecchie "formule" - fare ciò che è stato detto in Isaia: <<guardare i segni a ritroso>>. Abbiamo allora due scelte cicliche: il Tempo Divino, il periodo orbitale di Nibiru, e il Tempo Celeste, la precessione zodiacale. Quale dei due?

Che gli Anunnaki vennero e se ne andarono durante una "finestra" allorché Nibiru arrivò al perigeo (il punto più vicino al sole e quindi anche più vicino alla terra e alla Luna) è talmente ovvio che alcuni dei lettori dei libri di ZS sottraevano semplicemente 3600 da 4000 (data approssimativa dell'ultima visita di Anu sulla terra), il che dava come risultato il 400 a.C.; oppure sottraevano il 3600 dal 3760 (quando ebbe inizio il calendario di Nippur) - come fecero i Maccabei - ottenendo il 160 a.C.

In realtà, come sa ora il lettore (dalle cronache scritte dei libri di ZS), Nibiru arrivò ben prima, nel 560 a.C., circa. Se consideriamo questa "digressione" bisogna tenere in mente che il SAR perfetto (3600) è sempre stato un periodo orbitale matematico, perché le orbite celesti - di pianeti, comete, asteroidi - divergono da un'orbita all'altra a causa dell'attrazione gravitazionale che esercitano i pianeti accanto ai quali passano.

Se prendiamo come esempio la ben nota cometa di Halley, il suo periodo orbitale di 75 anni in realtà fluttua tra i 74 e i 76 anni; quando è comparsa nel 1986, erano trascorsi 76 anni dal suo ultimo passaggio. Se riportiamo lo scarto della cometa di Halley ai 3600 anni di Nibiru, avremo una variante di circa 50 anni. E abbiamo un'altra ragione per chiederci perché mai Nibiru abbia avuto uno scarto così consistente dal SAR previsto: il Diluvio del 10900 a.C. circa.

Nei 120 SAR prima del Diluvio Nibiru orbitò senza causare questa catastrofe. Poi accade qualcosa di anomalo che portò Nibiru più vicino alla terra, il che, unito slittamento della calotta di ghiaccio che copriva l'Antartide, causò di fatto il Diluvio. In cosa consisteva quella anomalia? La risposta può trovarsi nei recessi del nostro Sistema Solare, laddove orbitano Urano e Nettuno - pianeti le cui numerose lune includono alcune che, inspiegabilmente, orbitano in direzione opposta ("retrograda") - esattamente come Nibiru.

Uno dei grandi misteri del nostro Sistema Solare è il fatto che il pianeta Urano è letteralmente coricato sul fianco: il suo asse nord-sud si trova in posizione orizzontale difronte al Sole (anziché in posizione verticale). Gli scienziati della NASA sostengono che"qualcosa", molto tempo fa, ha dato uno "spintone" a Urano, ma non provano nemmeno a ipotizzare cosa fu quel "qualcosa".

Potrebbe essere quel "qualcosa" la misteriosa cicatrice "semi-rettangolare" di una delle Lune di Saturno? Questo solco inspiegabile si trova su Miranda (una delle lune di Saturno), quando nel 1986 il Voyager 2 la scoprì (vedi immagine a lato) - una luna che, sotto molti punti di vista, è diversa dalle altre lune di Urano. Una collisione celeste con Nibiru e con le sue lune avrebbe potuto causare queste anomalie?

Negli ultimi anni gli astronomi hanno appurato che i pianeti esterni più grandi non sono rimasti nella posizione in cui si erano formati, ma si sono spostati verso il margine esterno del Sistema Solare, allontanandosi dal Sole stesso. 

Gli studi sono giunti alla conclusione che questo allontanamento è stato più pronunciato nel caso di Urano e Nettuno (vedi figura a lato) e ciò può spiegare perché lì nulla è accaduto per molte orbite di Nibiru. Si può ipotizzare con una certa ragionevolezza che, durante l'orbita "del Diluvio", Nibiru incontrò urano che si stava allontanando e che, una delle lune colpì Urano, facendolo coricare; potrebbe anche darsi che "l'arma" sia stata l'enigmatica luna Miranda - una luna di Nibiru - che dopo aver colpito Urano, è stata catturata dalla sua orbita. 

Questo evento avrebbe avuto delle conseguenze sull'orbita di Nibiru, rallentandola a circa 3450 anni terrestri, anziché i normali 3600 anni, causando, quindi, una ricomparsa postdiluviana con schema 7450, 4000 e 550 a.C.

Se ciò è quanto accadde realmente, spiegherebbe il "precoce" arrivo di Nibiru nel 556 a.C. e ci fa pensare che il suo prossimo arrivo sarà nel 2900 d.C. Manca ancora tempo, dunque, per coloro che associano gli eventi cataclismi-ci profetizzati al ritorno di Nibiru (per alcuni si tratta del "Pianeta X").

Ma è comunque errata l'ipotesi che gli Anunnaki limitarono il proprio andirivieni a una singola breve "finestra" al perigeo del pianeta. Infatti hanno continuato a viaggiare anche in altri periodi. I testi antichi riportano numerosi viaggi degli dèi, senza alcuna indicazione relativa alla prossimità del pianeta.

Esiste anche una serie di storie di viaggi tra la Terra e Nibiru, compiuti da terrestri che omettono qualsiasi relazione relativa alla presenza di Nibiru nei cieli ( se ne parla, invece, quando Anu visitò la Terra nel 4000 a.C. circa). In un caso Adapa, figlio di Enki e di una donna Terrestre, al quale venne data la Sapienza, ma non l'immortalità, compì una breve visita su Nibiru, accompagnato dagli dèi Damuzi e Ningishzidda. Anche Enoch, emulando l'Enmeduranki sumero, compì due viaggi mentre era ancora sulla Terra.


Questo era possibile in almeno due modi, (come da figura sopra), uno per mezzo di una navicella spaziale che accelerava  nella fase di arrivo di Nibiru (dal punto A), che arrivava ben prima del perigeo; l'altro per mezzo di una navicella spaziale che decelera (al punto B) durante la fase di allontanamento di Nibiru, tornando verso il Sole (e, quindi verso la terra e Marte).

Una breve visita sulla Terra, come quella di Anu, poteva verificarsi, combinando "A" per l'arrivo e "B" per la partenza; una breve visita su Nibiru (come quella di Adapa) si poteva verificare usando la procedura inversa - lasciando la terra per intercettare Nibiru nel punto "A" e partendo da Nibiru nel punto "B" per il ritorno sulla Terra, e così via. Quindi il ritorno degli Anunnaki è possibile anche in un periodo diverso da quello del ritorno del pianeta e, in questo caso, abbiamo bisogno dell'altro tempo ciclico: quello zodiacale.

Zecharia Sitchin, nel suo libro "Gli Architetti del Tempo" lo ha chiamato tempo Celeste, che non avanza nella stessa direzione del Tempo Terrestre (il ciclo orbitale del nostro pianeta) e del Tempo Divino (l'orologio del Pianeta degli Anunnaki), al contrario, avanza in direzione opposta, in senso orario. Se l'atteso Ritorno sarà degli Anunnaki e non del loro pianeta, allora dobbiamo cercare la soluzione agli enigmi di uomini e dèi attraverso l'orologio che li ha uniti - lo zodiaco ciclico del Tempo Celeste.

Gli Anunnaki lo inventarono proprio per riconciliare i due cicli; la loro proporzione - 3600 per Nibiru, 2160 per un'era zodiacale - corrispondeva alla proporzione aurea  di 10 : 6. Come ipotizzava l'autore, risultava nel sistema sessagesimale sul quale si fondano astronomia e matematica dei Sumeri (6 x 10 x 6 x 10 ecc.)

Beroso riteneva  che le ere zodiacali fossero punti di svolta negli affari di uomini e dèi sostenendo che il mondo va periodicamente soggetto a catastrofi apocalittiche causate da acqua e da fuoco, la cui comparsa è determinata da fenomeni celesti. Come Manetone, suo omologo in Egitto, anche Beroso divideva storia e preistoria in fasi divine, semidivine e post-divine con un totale di 2.160.000 anni della "durata di questo mondo". Questo - nemmeno a dirlo - è esattamente mille ere zodiacali: un millennio.

Gli studiosi che esaminano le antiche tavolette di argilla che trattano di matematica e astronomia restano sorpresi nello scoprire che le tavolette partivano dal numero 1296000 - sì, proprio 12.960.000. Sono giunti alla conclusione che questo numero si poteva collegare solo alle ere zodiacali di 2.160, i cui multipli danno 12.960 (se 2.160 x 6) o 129.600 (se 2.160 x60) o 1.296.000 (se moltiplicato per 600); e - meraviglia delle meraviglie - il numero con cui iniziano queste liste antiche, il 12.960.000, è un multiplo di 2.160, cioè 2.160 moltiplicato per 6.000-come i sei giorni divini della creazione.

All'inizio di ogni nuova era si verificava un evento di grande portata; l'Era del Toro segnalò il dono della civiltà al genere umano. L'Era dell'Ariete venne introdotta dall'olocausto nucleare e terminò con la partenza degli dèi. L'Era dei Pesci arrivò la distruzione del Tempio e con l'avvento della cristianità.
Non dovremo forse chiederci se la Fine dei Giorni delle profezie non sia in realtà la fine dell'era zodiacale?
L'espressione usta da Daniele <<tempo, tempi e la metà di un tempo>> era forse una terminologia che faceva riferimento alle ere zodiacali? La possibilità è stata vagliata da Sir Isaac Newron. Meglio noto per la sua formulazione delle leggi naturali che regolano i moti celesti, l'eminente studioso si interessava anche di religione, e scrisse trattati approfonditi sulla Bibbia e sulle profezie bibliche. Lui considerava i moti celesti come "la meccanica di Dio" e credeva fermamente che le scoperte scientifiche, iniziate con Galileo e Copernico e che lui portò avanti, erano destinate a essere fatte esattamente nel momento in cui ciò accadeva: non prima e non dopo. Questa convinzione gli fece prestare particolare attenzione alla "matematica di Daniele" - La Fine dei Giorni. 

Tratto dal Libro "Il Giorno degli Dei" p.305-306-307-308-309310-311
Leggi QUI la Prima parte

lunedì 26 gennaio 2015

ZU il malvagio

 

Il furto delle tavole dei destini
Un testo sumero noto come il mito di Zu è una fonte di informazioni sia sul Duranki di Enlil che sugli Igigi e le armi degli Anunnaki. Narra un tentativo di colpo di stato ai danni di Enlil da parte di un comandante Igigi di nome Zu. (Una recente scoperta delle tavolette del testo suggerisce che il suo epiteto fosse An.zu="Uno che conosce i cieli").

Di stanza su Marte, dove erano costretti a indossare tute spaziali con maschere respiratorie (vedi immagine sotto) e confinati sulla Terra presso lo "scalo" sulle montagne di cedri, <<tutti gli Igigi erano in agitazione>>, si lamentavano ed erano irrequieti, il loro comandante Zu, fu invitato al quartier generale di Enlil per discutere della faccenda.


Godendo di sufficiente fiducia per poter attraversare liberamente l'ingresso sorvegliato, <<per togliere la supremazia ad Enlil>>, per impossessarsi del comando, il <<malvagio Zu concepì nel suo cuore d'impossessarsi delle divine Tavole dei destini, tenere in pugno i decreti di tutti gli dèi ... comandare tutti gli Igigi>>.

E così un giorno, mentre Enlil stava facendo il bagno, <<Zu s'impadronì delle Tavole dei destini, rubò l'essenza della sovranità di Enlil e fuggì in un nascondiglio sulle montagne. Il furto delle Tavole dei destini, provocò un lampo di "accecante luminosità" e provocò l'arresto del Duranki:
Furono sospese le formule divine,
Il fulgore del santuario si spense,
l'immobilismo si diffuse ovunque, il silenzio prevalse.  
<<Enlil era senza parole. A quella notizia, gli dèi del paese si radunarono>>. Allarmato dalla gravità della usurpazione, Anu cercò un volontario fra gli dèi che sfidasse Zu e recuperasse le Tavole dei destini, ma tutti quelli che ci provarono fallirono perché i misteriosi poteri delle Tavole respingevano tutti i proiettili sparati contro Zu. Infine Ninurta, il primogenito di Enlil, usando la sua "arma con sette turbini di vento" (vedi immagine sotto) creò una tempesta di polvere a cui seguì una battaglia aerea.


Gridando <<ala ad ala>>, Ninurta sparò un Til.lum (=missile) contro i "pignoni di Zu, facendolo precipitare al suolo. Zu fu catturato da Ninurta, processato e condannato a morte. Le Tavole dei destini furono nuovamente installate nel Duranki.


Rievocando il racconto sumero di Zu, anche le tradizioni di altri popoli narrano il duelli aerei. Il testo geroglifico egizio "La contesa tra Horus e Seth" descrive la sconfitta di Seth da parte di Horus in una battaglia aerea sopra la penisola del Sinai. Nei racconti degli dèi greci le violente lotte fra Zeus e il mostruoso Tifone terminano quando Zeus, nel suo carro alato, lancia un fulmine contro il magico congegno aereo del suo avversario.

Anche i testi induisti in sanscrito contengono descrizioni di battaglie aeree fra divinità che volano in "carri portati dalle nuvole" e usano missili.

http://ningishzidda.altervista.org/

®wld

lunedì 10 gennaio 2011

QUANDO LA SAPIENZA VENNE TRASMESSA DAL CIELO


La lista dei Re Sumeri - un lungo elenco di sovrani, città e avvenimenti riportati in ordine cronologico - dividono preistoria e storia in due parti ben distinte: ciò che accade prima del Diluvio, e ciò che accade dopo il Diluvio.

Uno era in cui gli "dei" Annunaki e poi i loro figli, avuti dalle "figlie dell'uomo" - i cosiddetti semidei governavano la Terra; l'altro erano in cui i sovrani di stirpe umana - scelti da Enlil - vennero frapposti fra gli "dei" e il popolo.

in entrambi i casi, si disse che le istituzioni di una società organizzata e di un governo ben definito - "il potere sovrano" - erano state "trasmesse dal cielo" - emulando sulla Terra l'organizzazione sociale e di governo che esisteva su Nibiru.
 
Quando il potere sovrano venne trasmesso dal cielo, così inizia la lista dei Re Sumeri, "il potere sovrano era a Eridu". "Alulim divenne Re e governò 28.800 anni".

Dopo aver elencato gli altri sovrani antidiluviani, il testo afferma che "il Diluvio spazzò la Terra. Dopo che il Diluvio ebbe spazzato la Terra, quando il potere sovrano discese nuovamente dal cielo, il potere sovrano era a Kish".

Da allora allora in poi la lista ci porta ai tempi storici. Il potere sovrano era l'attributo di Enlil, capo supremo degli Annunaki sulla terra. - Da notare che come in tanti settori scientifici, dove inconsapevolmente facciamo affidamento sul bagaglio culturale degli Annunaki - anche in questo caso esiste ancora l'istituzione del re e del potere sovrano.

Samuel N. Kramer, nel suo I Sumeri alle radici della storia (Roma 1997), elenca una notevole serie di "primati" di Sumer, incluso il Parlamento Bicamerale con deputati eletti (o scelti).

Nel concetto di potere sovrano, vennero incorporati diversi aspetti di una società organizzata e ordinata, primo fra tutti il bisogno di giustizia, un Re doveva essere "giusto", promulgare leggi e farle rispettare, perché la società Sumera era una società legale.

Molti a scuola, hanno imparato a conoscere il re Babilonese Hammurabi e il suo famoso codice, che risale al II millennio a.C. Ma almeno diecimila anni prima di lui, i re Sumeri avevano già promulgato delle leggi.


La differenza era che il codice di AHammurabi riguardava crimini e punizioni: se fai questo ricevi questo in punizione. I codici delle leggi Sumere, invece, erano codici di comportamento retto; affermavano per esempio, che non bisogna rubare l'asino ad una vedova, oppure che non bisognava pagare il salario ad un operaio in ritardo, che lavorava a giornata.

E anche i dieci comandamenti della Bibbia non erano una lista di punizioni, bensì un codice morale di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato e che, quindi non si deve fare. Le leggi erano affidate ad una amministrazione giudiziaria. E' da Sumer che abbiamo ereditato il concetto di giudici, giurie, testimoni e contratti.

Nasce a Sumer anche la società naturale fondata sul matrimonio, ossia la famiglia. E a Sumer erano in vigore anche le regole di successione, di adozioni e di diritti delle vedove. La legge veniva anche applicata alle attività economiche: scambio basato sui contratti, regole per i lavoratori dipendenti, salari e - come dappertutto - anche le tasse.

Sappiamo molte cose in relazione al commercio estero dei Sumeri, perché c'era una sorta di stazione doganale in una città chiamata Drehem, dove venivano tenute meticolose registrazioni di tutti i movimenti di merci e animali.

Tutte queste cose e molte altre vennero racchiuse nel concetto di potere sovrano, quando i figli e nipoti di Enlil entrarono nella fase delle relazioni fra l'uomo e le sua divinità, le funzioni del potere sovrano e della supervisione dei re venne affidata gradualmente a loro, ed Enlil e tutti gli dei vennero relegati al passato.

Ma ancora oggi la società civile deve le sue origimi al tempo in cui il potere sovrano venne trasmesso dal cielo. La sapienza, le scienze e le arti, le attività che richiedono Know-how, era appannaggio prima di Enki, capo degli scienziati Annunaki e in seguito ai suoi figli.


Si apprende da un testo che gli studiosi chiamavano Inanna ed Enki: il trasferimento delle arti della civiltà, che Enki possedeva oggetti unici come i "ME", una sorta di computer o floppy disk, che contenevano le informazioni necessarie, alle scienze., all'artigianato e alle arti, erano oltre cento e vertevano su diversi argomenti, quali scrittura, musica e lavorazione dei metalli, costruzione trasporto e anatomia, cure mediche e controllo delle inondazioni e decadimento urbano; ma anche, come si evince da altre liste, su anatomia, matematica e calendario.

Analogamente al potere sovrano anche la sapienza venne trasmessa sulla terra dal cielo; gli dei Annunaki la donarono all'umanità, di solito attraverso individui accuratamente selezionati; un esempio è quello di "Adapa", il quale Enki garantì ampia comprensione. Di norma la persona prescelta apparteneva alla casta sacerdotale - altro primato che ha continuato a far parte delle abitudini umane per millenni fino al Medio Evo, quando Frati e Monaci erano anche depositari della scienza.

I testi sumerici ci raccontano di Enmeduranki, che gli dei vollero come primo sacerdote.
Gli mostrarono come osservare olio e acqua,
i segreti di Anu, Enlil e Enki,
gli diedero la tavola divina,
in cui erano incisi i segreti di cielo e terra,
gli insegnarono a fare i calcoli con i numeri
Questi versi svelano le informazioni di notevole importanza, la prima materia insegnata a Enmeduranki, era la conoscenza di acqua e olio, ossia la medicina. Ai tempi dei Sumeri medici venivano chiamati A.ZU oppure IA.ZU, che significa rispettivamente "colui che conosce l'acqua e colui che conosce l'olio", infatti erano queste due sostanze con cui venivano somministrati i farmaci: diluiti in acqua e trangugiati, oppure mescolati ad olio e somministrati sotto forma di clistere. 

Altre tavolette vennero date a Enmeduranki, (Enoch Biblico)  dove erano incisi i segreti di Terra e Cielo, informazioni sui pianeti del Sistema Solare e sulle costellazioni visibili, nonché della terra, geografia, geologia, geometria e cosmogonia ed evoluzione, visto che l'Enuma Elish faceva parte dei rituali del tempio per la vigilia del nuovo anno.

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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