Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grecia. Mostra tutti i post

giovedì 20 marzo 2025

Vi sentite manguste o serpi?

RAUWOLFIA SERPENTINA E TRUFFATORI ODIERNI

di Dottor Roberto Slaviero 20.03.25

“nell’isola di Zeilan vi è una sorta di serpi che si chiamano coronati e che in Portogallo si chiamano cobras di capelo, e vi è oltre a questo, un certo animale della grandezza della martora (mangusta) inimicissimo di questo serpente…

Ogni volta che questo animale ha da incontrarsi con detto serpe, morde prima una radice e poi assalisse il serpe e ne mai lo lascia, finché ucciso non lo Abbia”

Garzia da l’Horto Dell’historia dei Semplici Aromati 

I portoghesi chiamarono questa pianta, usata in India per combattere i sintomi terribili del morso del cobra, Pao de Cobra, che poi nel 600 in Europa venne conosciuta come Rauwolfia serpentina per onorare un botanico tedesco, Leonard Rauwolf

Ancora oggi in India, gli incantatori di serpenti, usano degli amuleti con la radice di Rauwolfia, contro i morsi dei serpenti.

Tra i vari alcaloidi che la pianta contiene, per lo più a struttura indolica, il principale principio attivo è la Reserpina, fantastico farmaco con proprietà antipertensive e tranquillanti.

E come potete immaginare, nel mondo delle multinazionali, la reserpina non ha più posto!

Meglio per loro la chimica pura e più fruttuosa per le tasche.

No comment.

E che dire della Cinchona calisaya, la cosiddetta Polvere dei Gesuiti (la portarono in Europa dal Sud America), ricca di alcaloidi chinolinici, tra i quali la chinina, chinidina, potenti anti febbrifughi ed antimalarici

Gli inglesi, esperti di Gin Tonic usavano nell’acqua tonica il chinino!

Sapienze antiche che si stanno perdendo in questo mondo malato e terminale del successo finanziario delle multinazionali nelle Borse!

Veniamo alle nostre tristezze.

Due giorni fa il Parlamento tedesco ha cambiato la Costituzione del pareggio di bilancio, che consentirà di fare spesa per armamenti senza limite alcuno e di 300 miliardi per le infrastrutture.

Tali capitoli di spesa non rientreranno nei bilanci del rapporto PIL/Debito.

Avete capito bene?

Dopo aver massacrato la Grecia 10 anni fa, bastonato l’Italia con la lettera famosa di Draghi e l’altro francese della BCE, che fecero un golpe in Italia, con l’appoggio dell’allora Presidente italiano esautorando il Berlusca, adesso….

Basta sacrifici e pareggi di bilancio.

E Draghi va in Senato su invito del Pd italico a farneticare numeri e progetti, senza nemmeno chiedere scusa delle porcherie che ha fatto da Presidente del Consiglio

BORGHI COMMENTA L'AUDIZIONE DI DRAGHI IN SENATO "RICORDATE FONZIE? NON RIESCE A FARE MEA CULPA" - YouTube

Cossiga pensava cosi del pluri ammirato dragone, nel 2008

Sti personaggi cercano sempre le luci della ribalta e chiaro, ubbidiscono ai loro padroni che se ne infischiano dei poveracci, che anzi adesso verranno pluri tassati per costruire armi per la difesa europea.

L’Europa è uno SCANDALO e se non stiamo attenti ci porteranno in poco tempo alla guerra totale.

Pensate se una normale azienda potesse fare come la Germania, che fa una frode colossale, fa una fraudolenza vergognosa.

L’azienda verrebbe sequestrata ed il proprietario in galera!

Abbiamo in Europa oligarchie marce, subdole e violente.

Niente più transizione Green adesso ma armi a manetta.

Pagliacci senza fine!

E l’assurdo è che chi va in piazza contro il riarmo, poi sottobanco appoggia quei luridi personaggi stile WEF di Davos!

E attenti ai prelievi forzosi con la scusa che ci sono troppi soldi nei conti correnti.

E attenti al denaro elettronico a termine, ovvero la tua paga se non la spendi entro un tot di mesi il denaro evapora.

Non ti puoi permettere di risparmiare, non devi avere nulla, devi essere un servo della gleba delle oligarchie europee.

Questa è gentaglia, questi sono peggio dei bolscevichi di Stalin.

Odiano la proprietà privata, a meno che non sia della loro casta.

E allora; vi sentite manguste o serpi? Se vi sentite le prime, muovete le chiappe e protestate almeno con i vostri rappresentanti, se li avete votati.

Il tempo stringe e la dittatura sta accelerando!

E credete in voi stessi e nelle vostre capacità!

“un tuo sguardo, una tua parola, mi dice più di tutta la saggezza di questo mondo"

J.W. von Goethe già al tempo di Goethe di saggezza quindi ce n’era molto poca….

p.s alcune citazioni e studi sono tratti dal libro

“L’universo delle piante medicinali” del farmacista e botanico Dr. Ernesto Riva, Presidente di Unifarco 

FONTE

®wld 

domenica 10 settembre 2023

Sparta e Atene, gli archetipi di due civiltà.

Alla radice della civiltà occidentale Sparta e Atene si contrappongono come archetipi. 

Atene è il dibattito, 

Sparta il silenzio. 

Atene ci ha lasciato il Partenone, 
l’Eretteo, i rilievi di Fidia.

Sparta poche pietre mute 
(non aveva altre mura, come si diceva, che i petti dei suoi cittadini).

Atene è l’Agorà della disputa politica.

Sparta è un sistema autoritario, dove ciascuno appartiene allo Stato. 

Atene è la libertà,
Sparta la disciplina militare. 

Atene dà in certo senso inizio 
alla modernità e alla visione secolare dell’uomo, specula sugli dèi e ne dubita , mentre Sparta resta immobile, 
in un civismo liturgico e guerriero. 

Atene è abitata da individui, 
Sparta da una falange arcaica e concorde.
Soprattutto: Atene ha prodotto una quantità e qualità prodigiosa di parole ,
logos, dialoghi, filosofia, sofismi, insomma ciò che noi chiamiamo «cultura», 
«storia», «espressione», «critica»; il chiacchiericcio dei politicanti venduti.

Sparta un silenzio enigmatico e monolitico: qualche ritmico canto di guerra, 
dell’antiquato Tirteo.

La vulgata democratica conferisce ovviamente ad Atene il primato della civiltà, e vede in Sparta l’assenza di spirito, sente il suo silenzio come inarticolata, brutale ottusità.

Ma se era davvero cosi ,

Come spiegare che Socrate, il più vivamente loquace, il più curioso degli ateniesi, fosse filo-spartano ? 

E il suo discepolo, il più nobile ed intelligente, Platone, per cui comincia la filosofia , e comincia in forma di dialogo , guardasse a Sparta come al vero cuore spirituale ellenico ?

Perché fu così: la fazione democratica, la «sinistra» ateniese ,ashkenazyta , ( e si miei cari, essi si sono sempre infiltrati in tutti gli imperi degli ultimi 2000 anni) sospettò Socrate e Platone di lakonizein, parola pregnante, che significa tutt’uno, nell’imitare i laconici nella concisione, riconoscere all’ordine spartiate un primato culturale sulla Grecia, e in senso politico, parteggiare per Sparta, essere insomma «di destra»: il che era proibito in Atene.

Certo non è semplice spiegare perché l’entourage di Socrate , il gruppo umano più culturalmente rilevante mai esistito, pur vivendo nelle libertà ateniesi, guardasse a Sparta come a un modello di prestigio impareggiabile: soprattutto perché è imbarazzante per la democrazia ammettere che la cultura «alta» nasce, in Occidente, da una visione reazionaria ashkenazyta.

Ma la spiegazione è a portata di mano, per chi non nutra pregiudizi progressisti e ne di rincoglionimenti culturali dei soliti noti.
Basta ricordare che Socrate parla, dialoga e disputa , e Platone scrive in forma di dialogo e disputa , non per una nativa volontà di espressione discorsiva, ma per reazione ad altri parlatori. 

Essi controbattono instancabilmente i sofisti: questi tecnici dell’opinione e della comunicazione, un’esempio di oggi è quel Saviano del cazzo, questi avvocati di ogni causa, che si vantavano di saper convincere una folla di qualunque tesi e della tesi contraria e, peggio, di poter insegnare a chiunque a fare lo stesso, tipico del movimento dei grillini , ieri, e delle sarde salate di oggi.

L’apparizione e il successo dei sofisti non fu visto in Atene come un «progresso», al contrario, ma per quello che denunciava: il sintomo di una crisi etica che investiva la società .

Il trionfo del cinismo e del relativismo, come ieri , così oggi, della manipolazione di sentimenti collettivi , in qualche modo insita nella democrazia, che altro non è che la negazione della verità e il primato dell’opinione. In un certo senso, coi sofisti irrompono nella storia non solo la dialettica ma la chiacchiera, la babele, dei «secondo me», secondo te, il primo testa di cazzo deve dire la sua, e il rumore di fondo della cronaca, che assedia la nostra attualità.

Il filosofo Gorgia, il quale sostiene che «il giusto è l’utile del più forte» , è fin troppo moderno e attuale : pianta il germe per tutti coloro che in futuro s’inchineranno al potere di fatto come unica verità. 

Ha inizio un itinerario a cui Hegel darà la sistemazione teorica più concisa e universale: «Tutto ciò che è reale è razionale».

Socrate il laconizzante scende dunque nella piazza, imitando i sofisti nella tecnica dialettica, per difendere un principio che è stato leso, una verità che non è più comunemente accettata in silenzio concorde.

Sintomatica è la sua tecnica: più che parlare, fa domande. 

E le sue domande mirano a indurre gli interlocutori ad ammettere che si, dopotutto, la giustizia non può essere ridotta alla convenienza di chi comanda, che la forza non è identica alla giustizia, che la giustizia – ancorché in questo mondo empirico non appaia se non debolmente, episodicamente – è tuttavia più reale della forza e dell’utile del più forte, tanto che l’uomo autentico con se stesso è obbligato a riconoscerle una superiorità senza compromessi.

Ma com’è noto, Socrate si contenta di portare gli altri ad ammettere che la giustizia «non» è questo, non è quello, non è quell’altro; non dà mai una sua definizione del «giusto».

Si rifiuta di fornire una formula, e non solo per il buon motivo che occorre difendere la Verità sottraendola alla presa della dialettica, la quale è apparsa ormai nel mondo come tecnica precipua di ritorcere gli enunciati nel loro contrario.

Nel senso più profondo, Socrate non fa che scandagliare i confini di un silenzio che contiene la verità, a cui egli attinge, e insegna ad attingere, al di là del discorso.

Come spiegare che questo silenzio olimpico da cui Socrate e Platone traggono le loro parole inesauribili è precisamente il silenzio di Sparta?
Il punto è questo. 

Anche nella Grecia di prima dei sofisti la conoscenza è chiamata invariabilmente un «vedere», rispetto al quale le conoscenze che si ottengono con tecniche discorsive, il dibattito, non sono che mutevoli e leggere opinioni: come nei prati televisivi dementi di oggi, la chiacchiera sviante dei sofisti. 

La «visione» come conoscenza suprema era, aggiungiamo, il corrispettivo di un essere prerogativa di un tipo umano (non di chiunque testa di cazzo che passava per caso da quelle parti) che per di più è capace di trasfigurazione.

Alludiamo qui all’iniziazione, ai «misteri» di Eleusi a cui accedevano i nobili ateniesi. In essi, testimonia Ippolito, si mostrava «a coloro che erano ammessi al grado supremo il grande e mirabile e perfettissimo mistero di visione: la spiga di grano mietuta in silenzio» : e Platone si riferisce di continuo a ciò che simboleggia questa enigmatica «spiga di grano», al punto che s’è potuto sospettare che »la teoria delle idee (platoniche) fosse un tentativo di divulgazione letteraria dei misteri eleusini» – e su cui l’adepto doveva mantenere il silenzio.

Ancor più, alludiamo all’oracolo di Delfi: il centro sacro ad Apollo Luminoso, cosi intimamente legato all’arcaica cultura dorica – di cui Sparta rimase gelosa custode, mentre gli altri mutavano – che «Licurgo» , per il volgo il legislatore originario, il padre dell’ordine politico spartiate, era in realtà il nome di un grado sacerdotale spartane soggetto a Delfi.

Cominciamo a capire in qual senso profondo, extra-politico, Socrate e Platone fossero filo-spartani? 

Perché traevano le loro parole da quel silenzio che custodiva Sparta: lungi dall’essere una caserma, la città senza mura era un ordine sacro e militare i cui individui – asceticamente rinunciando a sé, prendendo il pasto comune, portando le armi come doveva aver fatto la banda originaria degli «eguali», degli etairi indoeuropei alla conquista di nuove terre – si mantenevano «originali», vicini all’origine e fedeli alla certezza che viene dalla «visione», alla cultura che è anteriore alla dialettica: quella che coltiva «la spiga mietuta in silenzio».

Che l’ordine di Sparta fosse incentrato sull’addestramento militare significa due cose: indicava che la conoscenza non si ottiene con le acutezze volatili della mente, ma lo sviluppo dell’essere, del carattere ; e che la verità che non può essere detta va difesa con la forza contro il caos che vuol cancellarla.

Anzi questo è l’unico uso legittimo della forza.

La forza che impone il silenzio al rumore di fondo – e finché durò, la «visione» non fu del tutto obliata nei cuori degli uomini.

Non abbiamo evocato due archetipi perenni. Sparta e Atene sono. In ogni tempo la cultura è sofistica oppure è platonica. E se oggi dilagano la cronaca, l’attualità, il pettegolezzo, il chiacchiericcio impotente, vorremmo che le nostre parole non fossero una semplice aggiunta al rumore di fondo che cela, o intorbida, ogni certezza.

Abbiamo sempre cercato parole che diradano la nebbia in cui il caos delle opinioni ci fa vivere, che mettano in luce i duri poteri che il rumore dialettico e giornalistico ci nasconde.
Parole che non rispettano gli idoli del foro perché s’appoggiano, senza dirlo, a un silenzio forte

 

domenica 28 novembre 2021

Streghe nel mondo antico

di Ed Whelan scrittore collaboratore dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta MarinoVersione originale in inglese

 

Quando pensiamo alle streghe, pensiamo a Halloween e ai film di paura.

 

Quello di cui molte persone non si rendono conto è che le streghe esistono da molto più tempo di tutte queste cose, che risalgono all'antica Grecia e a Roma...

 

Infatti, molte culture antiche hanno figure femminili che possono essere accuratamente caratterizzate come streghe.

 

La strega è una rappresentazione culturale:
qualcuno (quasi sempre una donna) che usa la stregoneria per raggiungere qualche scopo o per affliggere il male...
Nel mondo antico (come in effetti nel mondo moderno), erano spesso l'incarnazione della paura maschile nei confronti della sessualità e del potere femminili.

 

La società greca era patriarcale:
le donne dovevano essere subordinate ai maschi.

 

Se non erano controllate, credevano (gli uomini) che fossero capaci di ogni sorta di male.
I Greci credevano che una strega potesse commettere qualsiasi male, come Medea, che uccideva i propri figli per vendicarsi del padre, Giasone.

 

Inoltre, come molte altre società preindustriali, il mondo greco-romano era un mondo in cui la credenza nella magia era universale: faceva semplicemente parte della vita quotidiana di molte persone.

 

Gli individui spesso attribuivano i disastri alle streghe che erano capaci di quella che oggi sarebbe chiamata magia nera .Quindi, ci sono, in effetti, molte rappresentazioni di donne impegnate nella stregoneria nella letteratura greca:
fin da Omero ci sono riferimenti greci antichi a figure femminili che lanciavano incantesimi...
Ecate era venerata come la dea della magia e della stregoneria, per esempio.

 

Una delle caratteristiche distintive delle streghe greche era che erano sessualmente sfrenate e predatrici.

 

Un buon esempio di strega greca è Circe, che inseguendo Ulisse, trasformò i suoi uomini in porci e tenne l'eroe virtualmente prigioniero sulla sua isola.

 

Circe, come altre streghe, si impegnò nel pharmakon:
l'intruglio di infusi e pozioni.
Un altro esempio di strega della mitologia greca è Lamia, che dopo che i suoi figli furono uccisi da Era, divenne un mostro mangia-bambini.In questo racconto vediamo l'origine di molti dei racconti di maghe che mangiano i bambini.

 

Sembra che i Romani fossero ancora più preoccupati della stregoneria rispetto ai Greci.

 

Secondo la legge delle Dodici Tavole era proibito fare incantesimi che danneggiassero i raccolti, il bestiame e le persone. La stregoneria era un crimine capitale nel mondo romano e le streghe potevano essere bruciate o sepolte vive.

 

Le pillole per le maledizioni erano molto comuni.

 

Queste erano preparati che si credeva maledicessero o danneggiassero le vittime e erano spesso acquistate da donne che potevano essere considerate streghe. Molte streghe, soprattutto nel mondo romano, erano associate ai veleni.

 

Le donne che facevano pozioni e profumi potevano essere condannate in quanto streghe. Alcune fonti latine si riferiscono a donne dedite alla negromanzia e persino ad alcune che si credeva potessero mutare forma.

 

C'erano streghe o maghi sia maschi che femmine a Roma, ed erano spesso perseguitati per aver lanciato incantesimi sull'imperatore.

 

Come scrisse Plinio il Giovane:
tutti avevano paura delle streghe e dei loro incantesimi.
I Romani iniziarono le prime cacce alle streghe conosciute nel periodo imperiale, molto prima che i cristiani iniziassero a bruciare le streghe.
 

 

Una tavoletta romana per maledire

trovata in Gran Bretagna 

 

In contrasto con le rappresentazioni greche delle streghe, la strega romana era motivata da puro dispetto e malizia.

 

Una delle prime raffigurazioni che abbiamo delle streghe romane è tratta dai poemi di Orazio.
Raffigura due maghe dalla pallida carnagione, unghie lunghe e capelli scarmigliati, che sono molto simili alle raffigurazioni moderne.

 

Ci mostrano il momento in cui seppelliscono la testa di un lupo sotto la luna piena per evocare i morti e farli obbedire.
Uno dei più famosi autori sulle streghe in letteratura latina era Erichto nei Pharsalia di Lucano.

 

In questa epopea, dissacra i cadaveri dei morti e uccide le persone.

 

Viene mostrata persino mentre terrorizza gli spiriti del regno dei morti, scaraventando i loro cadaveri sulla terra.
Era opinione diffusa che le streghe uccidessero i bambini e usassero parti del loro corpo per gli incantesimi. 

 

Una delle più caratteristiche di tutte le streghe romane erano le cosiddette Strix o streghe-gufo. Erano donne che incarnavano le urla degli uccelli del malaugurio, che avrebbero divorato la carne dei bambini.

 

Spesso rapivano i neonati e li sostituivano con bambole di paglia. 
 

Un dipinto del XIX secolo

di Erichtho

 
Mentre le streghe sono spesso descritte dagli autori classici maschili come malvagie, molte persone non le avrebbero considerate tali.

 

Molte donne con conoscenza di erbe e pozioni vendevano pozioni d'amore e si dedicavano a quella che potremmo definire "magia bianca".Queste "streghe" erano spesso viste come guaritrici e erano membri rispettati della loro comunità.

 

La rappresentazione classica delle streghe è molto influenzata dalla misoginia maschile:
quelle che molti uomini d'élite chiamavano streghe erano spesso "donne sagge" il cui aiuto era spesso cercato dai poveri e da altre donne.
È probabile che molte delle rappresentazioni della strega fossero motivate da paure maschili della sessualità femminile e fossero usate per giustificare il patriarcato esistente.

 

Quindi, forse le streghe non sono mostri, dopotutto, e sono solo fraintese. O forse sono sotto un incantesimo...

Riferimenti

Pubblicato su: https://www.bibliotecapleyades.net/cienciareal/cienciareal75.htm

®wld 

venerdì 25 settembre 2020

Il tempo di Omero o ... I Secoli Bui XII - IX Secoli a.C.

 

di Edward Whelan 08 Settembre 2020 dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

Spesso consideriamo i Greci come la quintessenza delle civiltà...

 

Tuttavia, prima del grande successo del V secolo a.C. Atene e altri luoghi subirono un periodo di declino e dislocazione.

Per oltre tre secoli la Grecia ha vissuto un'età oscura quando le città furono abbandonate e la società crollò.

Tuttavia, da questo triste periodo sono emerse tendenze che hanno contribuito alle glorie della civiltà greca.

 

Il crollo della civiltà di Micene

 

Prima del 1200 a.C., l'attuale Grecia moderna era dominata dai Micenei.

Sono considerati come i primi Greci ed erano un popolo guerriero.

 

Sulla base dei loro resti archeologici si vede che hanno sviluppato una società gerarchica. Hanno costruito vasti palazzi in siti di tutta la Grecia ed erano rinomati marinai.

 

I Micenei furono probabilmente la fonte delle leggende sull'assedio e la caduta di Troia.

Verso il 1200 a.C., la civiltà micenea crollò e abbandonò i propri palazzi.

 

Una volta si credeva che un altro gruppo di Greci dei Balcani settentrionali, i Dori li avessero portati alla rovina. Tuttavia, negli ultimi anni, questa tesi è stata rifiutata.

 

La caduta dei Micenei fu probabilmente dovuta al crollo dell'età del bronzo, quando molte civiltà del Vicino Oriente crollarono. Spesso questo lo si imputa a un gruppo di invasori, Popolo del Mare.

 

È possibile che il cambiamento climatico abbia portato a carestie, che hanno causato la guerra civile e portato al crollo dei Micenei.

 

Trovato nella tomba V a Micene da Heinrich Schliemann nel 1876.

Maschera mortuaria in oro nota come "Maschera di Agamennone".

Questa maschera raffigura il volto imponente di un nobile barbuto.

È costituito da una lamina d'oro con dettagli repoussé.

Due fori vicino alle orecchie indicano che la maschera

è stata tenutalegata al viso del defunto con un laccio.

 

Le conseguenze

 

Il crollo miceneo in Grecia ha visto per secoli la fine della grandiosa struttura.

 

Le loro strutture erano stati centri di cultura e con la loro scomparsa, la conoscenza del loro sistema di scrittura noto come Linear B andò perduta.

 

La conoscenza materiale della regione diminuì come si è visto dalla scarsa qualità della ceramica del periodo. Sembra che molte zone della Grecia e delle sue isole si fossero spopolate e molti insediamenti abbandonati.

 

Ci sono prove che le città furono abbandonate e molte persone tornarono a vivere in insediamenti remoti che potevano essere facilmente difesi.

 

Non c'erano più regni con stati centralizzati e burocrazie come in passato. In quel momento sembra più probabile che la società fosse basata su clan guidati da capi principali.

 

La gente viveva in famiglie autosufficienti chiamate Oikos.

 

Gli archeologi dimostrano che il commercio a lunga distanza era crollato e mentre una volta i Micenei facevano scambi con altre civiltà, questo non avvenne più dal 12 al 9 secolo a.C.

 

Sacche di civiltà

 

Mentre gran parte della Grecia era nell'età oscura, alcune aree rimasero urbanizzate e impegnate nel commercio a lunga distanza.

 

Lefkandi, nell'isola di Eubea, era un centro commerciale e manifatturiero ed era una grande città per gli standard del tempo. Sembra che fosse una potenza marittima.

 

  

La Porta dei Leoni,

l'ingresso principale della cittadella di Micene,

XIII secolo a.C.

 

I Micenei avevano colonizzato parti dell'isola di Cipro, dove ci sono gli elementi della loro civiltà, tra cui l'uso di una versione adattata di Lineare B.

 

Tali scoperte hanno portato alcuni esperti a credere che non esistesse l'Età Oscura e che la società greca fosse molto più sofisticata di quanto spesso si crede.

 

Con l'8° secolo, la documentazione archeologica evidenzia che insediamenti più grandi erano in aumento in termini di dimensioni e che stavano sorgendo nuove città.

A questo punto Atene e Sparta stavano cominciando a crescere.

 

Ci sono prove di più commercio e produzione a lunga distanza.

 

Anche la qualità della ceramica migliora.

Sembra che i Greci avessero molti più contatti con altre culture, come i Fenici. I Fenici erano grandi mercanti e avevano sviluppato anche un alfabeto fonetico.

 

Questo fu adottato dai Greci e, di conseguenza, ancora una volta furono in grado di diventare una società alfabetizzata.

 

La Grecia divenne piuttosto prospera nell’VIII secolo e la popolazione aumentò.

 

Ciò ha portato alla colonizzazione di altre aree soprattutto in Crimea e in Asia Minore.

  

Il Secolo di Omero?

 

Il Medioevo ha visto l'emergere della poesia di Omero. Era il più grande di tutti i poeti greci e uno dei più grandi poeti di tutta la tradizione occidentale.

 

Tradizionalmente, Omero è ritratto come un uomo cieco.

 


Omero e la sua guida (1874)

di William-Adolphe Bouguereau

 

Omero è conosciuto per i due grandi poemi epici:

  • l'Iliade

  • l'Odissea...

Si trattava di originali opere di poesia orale basate sulle storie semi-leggendarie di una guerra tra Greci e Troiani e sulle avventure di Ulisse all'indomani della fine della guerra.

Gli esperti ritengono che Omero visse nel 9° secolo e può essere visto come una figura dell’Età Buia.

 

Tuttavia, fu anche un precursore del recupero della civiltà greca nell’VIII secolo a.C.

 

Ha usato l'alfabeto greco per scrivere le poesie orali e ha creato una nuova lingua letteraria, che ha notevolmente stimolato la crescita della cultura ellenica.

Le storie dell'Iliade e dell'Odissea hanno avuto un profondo impatto sulla società greca, compresa la sua letteratura, l’arte, l’etica e persino la mitologia. Altrettanto importante è che i poemi epici hanno contribuito a promuovere il senso comune di un'eredità e un'identità greche.

 

Omero fu un'influenza critica nello sviluppo della cultura greca classica.   

 

Conclusione

 

I Micenei svilupparono una grande civiltà ma, dopo il crollo dell'età del bronzo, scomparve.

 

La Grecia è decaduta socialmente, culturalmente ed economicamente. Divenne una zona povera e arretrata, e così rimase per molti secoli. Tuttavia, alcune parti del mondo greco potrebbero aver continuato ad essere avanzate e prospere.

 

La creazione di un nuovo alfabeto greco fu cruciale per la fine del Medioevo e le opere di Omero contribuirono a un Rinascimento del mondo ellenico.   

 

Bibliografia

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...