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martedì 31 ottobre 2023

Halloween: Il Contagio Europeo

Samhain, la vera storia di Halloween 
Scopriamo insieme le origini celtiche della festa di Halloween, meglio conosciuta con il nome di Samhain dalle origini antichissime rintracciabili proprio in Irlanda
Forse non tutti sanno che la festa di Halloween non nasce in America ma ha origini antichissime rintracciabili in Irlanda, quando la verde Erin era dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti a Samhain, il capodanno celtico.
 
Dall’Irlanda, la tradizione è stata poi esportata negli Stati Uniti dagli emigranti, che, spinti dalla terribile carestia dell’800, si diressero numerosi nella nuova terra.

Ma affrontiamo insieme nel dettaglio il viaggio dall’Irlanda dei Celti fino ai giorni nostri, osservando cosa è successo e come, attraverso i secoli, sono cambiate le cose.
 
Indice 
 
 
 
Halloween: etimologia del nome 
 
Il nome Halloween (in irlandese Hallow E’en), deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo: la vigilia di tutti i Santi, quindi. Ognissanti, invece, in inglese è All Hallows’ Day. L’importanza che, tuttavia, viene data alla vigilia si deduce dal valore della cosmologia celtica: questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei paesi anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole “Eve”, tra cui la stessa notte di Capodanno, “New Year’s Eve”, o la notte di Natale “Christmas Eve”.

I Celti e i festeggiamenti di Samhain 
 
I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, come quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi della loro vita erano, dunque, scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva, tempi diversi da quelli dei campi.
 
Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all’arrivo dell’inverno e all’inizio del nuovo anno. Per i Celti, infatti, l’anno nuovo non cominciava il 1° gennaio come per noi oggi, bensì il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda ed iniziava la stagione delle tenebre e del freddo, il tempo in cui ci si chiudeva in casa per molti mesi, riparandosi dal freddo, costruendo utensili e trascorrendo le serate a raccontare storie e leggende.

Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), che deriverebbe dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. In Irlanda la festa era nota come Samhein, o La Samon, la festa del Sole, ma il concetto è lo stesso.
 
In quel periodo dell’anno i frutti dei campi (che pur non essendo la principale attività dei celti, venivano comunque coltivati) erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell’aria fresca e dei pascoli dei monti e le scorte per l’inverno erano state preparate. La comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità. Ciò avveniva tramite lo Samhain, che, inoltre, serviva ad esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, unendo e rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio che propiziasse la benevolenza delle divinità.
 
L’importanza che la popolazione celta attribuiva a Samhain risiede nella loro concezione del tempo, visto come un cerchio suddiviso in cicli: il termine di ogni ciclo era considerato molto importante e carico di magia. Insieme a Samhain (31 ottobre, appunto) si festeggiavano Lughnasadh (1 agosto), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Imbolc (1-2 febbraio), Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre).

L’avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività, ma in molti casi si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti e significati diversi da quelli originari.
 
La morte era il tema principale della festa, in sintonia con ciò che stava avvenendo in natura: durante la stagione invernale la vita sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sottoterra, dove tradizionalmente, tra l’altro, riposano i morti. Da qui è comprensibile l’accostamento dello Samhain al culto dei morti.
 
I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio e facendo sì che l’aldilà si fondesse con il mondo dei vivi e permettendo agli spiriti erranti di vagare indisturbati sulla Terra.

Samhain era, dunque, una celebrazione che univa la paura della morte e degli spiriti all’allegria dei festeggiamenti per la fine del vecchio anno. Durante la notte del 31 ottobre si tenevano dei raduni nei boschi e sulle colline per la cerimonia dell’accensione del Fuoco Sacro e venivano effettuati sacrifici animali. Vestiti con maschere grottesche, i Celti tornavano al villaggio, facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro. Dopo questi riti i Celti festeggiavano per 3 giorni, mascherandosi con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti.
 
In Irlanda si diffuse l’usanza di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi.

 
L’avvento del Cristianesimo

Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti vennero a contatto. L’evangelizzazione delle Isole Britanniche portò con sé un nuovo concetto della vita, molto distante da quello celtico e durante tale periodo la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma non sempre vi riuscì. Halloween non fu completamente cancellata, ma fu in qualche modo cristianizzata, tramite l’istituzione del giorno di Ognissanti il 1° Novembre e, in seguito, della commemorazione dei defunti il 2 Novembre.
 
Fu Odilone di Cluny, nel 998 d.C., a dare l’avvio a quella che sarebbe stata una nuova e longeva tradizione delle società occidentali. Allora egli diede disposizione affinché i monasteri dipendenti dall’abbazia celebrassero il rito dei defunti a partire dal vespro del Novembre. Il giorno seguente era invece disposto che fosse commemorato con un’Eucarestia offerta al Signore, pro requie omnium defunctorum. Un’usanza che si diffuse ben presto in tutta l’Europa cristiana, per giungere a Roma più tardi.

La Festa di Ognissanti, infatti, fu celebrata per la prima volta a Roma il 13 Maggio del 609 d.C., in occasione della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria. Successivamente, Papa Gregorio III stabilì che la Festa di Ognissanti fosse celebrata non più il 13 Maggio, bensì il 1° Novembre, come avveniva già da tempo in Francia. Fu circa nel IX secolo d.C. che la Festa di Ognissanti venne ufficialmente istituzionalizzata e quindi estesa a tutta la Chiesa, per opera di Papa Gregorio IV.
 
Fanno eccezione i cristiani Ortodossi, che coerentemente con le prime celebrazioni, ancora oggi festeggiano Ognissanti in primavera, la Domenica successiva alla Pentecoste.

L’influenza del culto di Samhain non fu, tuttavia, sradicata e per questo motivo la Chiesa aggiunse, nel X secolo, una nuova festa: il 2 Novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi.

Dall’Irlanda agli Stati Uniti

Verso la metà del XIX secolo, l’Irlanda fu investita da una terribile carestia, ancor oggi ricordata con grande partecipazione dagli irlandesi. In quel periodo per sfuggire alla povertà, molte persone decisero di abbandonare l’isola e di tentar fortuna negli Stati Uniti, dove crearono, come molte altre nazionalità, una forte comunità. All’interno di essa venivano mantenute vive le tradizioni ed i costumi della loro patria, e tra di essi il 31 Ottobre veniva celebrato Halloween.
 
Ben presto, questa usanza si diffuse in tutto il popolo americano, diventando quasi una festa nazionale.

Più recentemente, gli Stati Uniti grazie al cinema ed alla televisione hanno esportato in tutto il mondo i festeggiamenti di Halloween, contagiando anche quella parte dell’Europa che ne era rimasta estranea. In moltissimi film e telefilm spesso appaiono la famosa zucca ed i bambini mascherati che bussano alle porte. E molti, infine, sono i libri ed i racconti horror che prendono Halloween come sfondo o come spunto delle loro trame.

Negli Stati Uniti Halloween ha perso i suoi significati religiosi e rituali, ed è diventata un’occasione per divertirsi e organizzare costosi e allegri festeggiamenti. Pare che ogni anno gli Americani spendano due milioni e mezzo di dollari in costumi, addobbi e feste per il 31 ottobre!
 
 

domenica 28 novembre 2021

Streghe nel mondo antico

di Ed Whelan scrittore collaboratore dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta MarinoVersione originale in inglese

 

Quando pensiamo alle streghe, pensiamo a Halloween e ai film di paura.

 

Quello di cui molte persone non si rendono conto è che le streghe esistono da molto più tempo di tutte queste cose, che risalgono all'antica Grecia e a Roma...

 

Infatti, molte culture antiche hanno figure femminili che possono essere accuratamente caratterizzate come streghe.

 

La strega è una rappresentazione culturale:
qualcuno (quasi sempre una donna) che usa la stregoneria per raggiungere qualche scopo o per affliggere il male...
Nel mondo antico (come in effetti nel mondo moderno), erano spesso l'incarnazione della paura maschile nei confronti della sessualità e del potere femminili.

 

La società greca era patriarcale:
le donne dovevano essere subordinate ai maschi.

 

Se non erano controllate, credevano (gli uomini) che fossero capaci di ogni sorta di male.
I Greci credevano che una strega potesse commettere qualsiasi male, come Medea, che uccideva i propri figli per vendicarsi del padre, Giasone.

 

Inoltre, come molte altre società preindustriali, il mondo greco-romano era un mondo in cui la credenza nella magia era universale: faceva semplicemente parte della vita quotidiana di molte persone.

 

Gli individui spesso attribuivano i disastri alle streghe che erano capaci di quella che oggi sarebbe chiamata magia nera .Quindi, ci sono, in effetti, molte rappresentazioni di donne impegnate nella stregoneria nella letteratura greca:
fin da Omero ci sono riferimenti greci antichi a figure femminili che lanciavano incantesimi...
Ecate era venerata come la dea della magia e della stregoneria, per esempio.

 

Una delle caratteristiche distintive delle streghe greche era che erano sessualmente sfrenate e predatrici.

 

Un buon esempio di strega greca è Circe, che inseguendo Ulisse, trasformò i suoi uomini in porci e tenne l'eroe virtualmente prigioniero sulla sua isola.

 

Circe, come altre streghe, si impegnò nel pharmakon:
l'intruglio di infusi e pozioni.
Un altro esempio di strega della mitologia greca è Lamia, che dopo che i suoi figli furono uccisi da Era, divenne un mostro mangia-bambini.In questo racconto vediamo l'origine di molti dei racconti di maghe che mangiano i bambini.

 

Sembra che i Romani fossero ancora più preoccupati della stregoneria rispetto ai Greci.

 

Secondo la legge delle Dodici Tavole era proibito fare incantesimi che danneggiassero i raccolti, il bestiame e le persone. La stregoneria era un crimine capitale nel mondo romano e le streghe potevano essere bruciate o sepolte vive.

 

Le pillole per le maledizioni erano molto comuni.

 

Queste erano preparati che si credeva maledicessero o danneggiassero le vittime e erano spesso acquistate da donne che potevano essere considerate streghe. Molte streghe, soprattutto nel mondo romano, erano associate ai veleni.

 

Le donne che facevano pozioni e profumi potevano essere condannate in quanto streghe. Alcune fonti latine si riferiscono a donne dedite alla negromanzia e persino ad alcune che si credeva potessero mutare forma.

 

C'erano streghe o maghi sia maschi che femmine a Roma, ed erano spesso perseguitati per aver lanciato incantesimi sull'imperatore.

 

Come scrisse Plinio il Giovane:
tutti avevano paura delle streghe e dei loro incantesimi.
I Romani iniziarono le prime cacce alle streghe conosciute nel periodo imperiale, molto prima che i cristiani iniziassero a bruciare le streghe.
 

 

Una tavoletta romana per maledire

trovata in Gran Bretagna 

 

In contrasto con le rappresentazioni greche delle streghe, la strega romana era motivata da puro dispetto e malizia.

 

Una delle prime raffigurazioni che abbiamo delle streghe romane è tratta dai poemi di Orazio.
Raffigura due maghe dalla pallida carnagione, unghie lunghe e capelli scarmigliati, che sono molto simili alle raffigurazioni moderne.

 

Ci mostrano il momento in cui seppelliscono la testa di un lupo sotto la luna piena per evocare i morti e farli obbedire.
Uno dei più famosi autori sulle streghe in letteratura latina era Erichto nei Pharsalia di Lucano.

 

In questa epopea, dissacra i cadaveri dei morti e uccide le persone.

 

Viene mostrata persino mentre terrorizza gli spiriti del regno dei morti, scaraventando i loro cadaveri sulla terra.
Era opinione diffusa che le streghe uccidessero i bambini e usassero parti del loro corpo per gli incantesimi. 

 

Una delle più caratteristiche di tutte le streghe romane erano le cosiddette Strix o streghe-gufo. Erano donne che incarnavano le urla degli uccelli del malaugurio, che avrebbero divorato la carne dei bambini.

 

Spesso rapivano i neonati e li sostituivano con bambole di paglia. 
 

Un dipinto del XIX secolo

di Erichtho

 
Mentre le streghe sono spesso descritte dagli autori classici maschili come malvagie, molte persone non le avrebbero considerate tali.

 

Molte donne con conoscenza di erbe e pozioni vendevano pozioni d'amore e si dedicavano a quella che potremmo definire "magia bianca".Queste "streghe" erano spesso viste come guaritrici e erano membri rispettati della loro comunità.

 

La rappresentazione classica delle streghe è molto influenzata dalla misoginia maschile:
quelle che molti uomini d'élite chiamavano streghe erano spesso "donne sagge" il cui aiuto era spesso cercato dai poveri e da altre donne.
È probabile che molte delle rappresentazioni della strega fossero motivate da paure maschili della sessualità femminile e fossero usate per giustificare il patriarcato esistente.

 

Quindi, forse le streghe non sono mostri, dopotutto, e sono solo fraintese. O forse sono sotto un incantesimo...

Riferimenti

Pubblicato su: https://www.bibliotecapleyades.net/cienciareal/cienciareal75.htm

®wld 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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