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venerdì 1 ottobre 2021

Solo l’Italia resta nell’incubo


La farsa C-o-v-i-d sta per finire, solo l’Italia resta nell’incubo

Le imminenti elezioni amministrative (valore, da uno a cento: zero) avrebbero in compenso l’effetto di conferire una parvenza di normalità democratica al nuovo stile di vita imposto dal regime di Mario Draghi? Il conto alla rovescia verso l’orwelliano 15 ottobre sembra lastricato di intoppi e di franose retromarce: parla da sola la cessione a “paesi del terzo mondo” di qualcosa come 45 milioni di dosi geniche (“vaccinali”, le chiamano), mentre la stessa Aifa ha convalidato le terapie a base di anticorpi monoclonali. Fa notizia il permesso – restituito ai genitori – di entrare liberamente nelle scuole, senza “lasciapassare”.

E non può sfuggire il vistoso ridimensionamento delle sanzioni ricattatorie ai danni dei lavoratori sprovvisti di Green Pass; non possono più essere sospesi, come ricorda Nicola Bizzi a “L’Orizzonte degli Eventi”: «Rischiano al massimo di restare senza stipendio, ma solo per venti giorni; poi hanno il diritto di vederselo restituire con gli interessi». Tutto dice che la Grande Paura potrebbe avere i mesi contati: è evidente che si va facendo sempre più insostenibile, la narrazione della “pandemia politica” del secolo, viste anche le crepe che si stanno aprendo, destinate a diventare voragini.

Matt Martini«Ricorda a tutti, sempre, che uniti vinceremo: perché l’amore è verità, e trionfa sempre». Queste le parole che Nunzia Alessandra Schilirò ha rivolto a Michele Giovagnoli, protagonista di uno straordinario tour (“Agorà d’Amore”) nelle piazze italiane.

«Rendetevi conto del coraggio di quella donna, che è vicequestore di Roma: un grado equiparabile a quello di tenente colonnello dei carabinieri». Lo ricorda Matt Martini sempre a “L’Orizzonte degli Eventi”: ormai la verità sta per diventare una valanga, se è vero che persino il mainstream (da Freccero a Giletti, passando per Mieli e Travaglio, Mario Giordano, Barbara Palombelli e tanti altri) sta aprendo finalmente le finestre per far entrare l’aria pulita della realtà, dopo quasi due anni di asfissia “infodemica”.

Guai a chi accusa queste voci di fare “gatekeeping”, avvertono Bizzi e Martini: la paranoia del peggior complottismo acceca chi non riesce a vedere cosa sta davvero accadendo. E cioè: anche l’Italia – ultima ruota del carro, in Occidente – si sta preparando a uscire dall’incubo, nonostante le potenti forze che hanno deciso di cacciarcela, con Conte, e che ora vorrebbero tenercela fino a chissà quando, con il “lasciapassare” introdotto dallo sconcertante Draghi.

Camionisti«Si sono accorti di aver fatto il passo più lungo della gamba, imponendo restrizioni che rischiano di far collassare il paese».

Lo sostengono gli osservatori de “L’Orizzonte degli Eventi”: «Si è arrivati addirittura a spegnere le telecamere di sicurezza, sulle autostrade, per evitare di mostrare gli ingorghi (documentatissimi) provocati dalla protesta silenziosa dei camionisti».

E’ Matt Mattini (co-autore di “Operazione Corona”, edito da Aurora Boreale ed elogiato da Freccero in un’intervista a “La Verità”) a mettere a fuoco il punto di svolta: quasi tutta l’Europa si sta preparando a salutare la stagione degli spaventapasseri, in Italia incarnata dall’infelice figura del bis-ministro Speranza, ventriloquo di D’Alema (legato alla Cina, come Prodi) nonché esponente della Fabian Society. Se da noi tengono ancora banco le supercazzole dei virologi televisivi e dei tromboni del Cts, il resto d’Europa ha messo la freccia, imboccando la corsia di sorpasso.

Nemmeno la Francia di Macron – lieta di esportare a Roma la “Porta dell’Inferno” di Rodin, da inaugurare proprio il 15 ottobre alle Scuderie del Quirinale – ha avuto il coraggio di imporre un Green Pass così severo, come ha ricordato “Nandra” Schilirò dal palco di piazza San Giovanni.

Jacob RothschildL’ultimissima notizia – segnala Martini – riguarda il Portogallo: il paese ha appena decretato la fine di ogni restrizione Covid. Un gesto clamoroso, che fa seguito alla retromarcia (per via giudiziaria) della Spagna e alla storica fermezza del Nord Europa, dove Danimarca e Norvegia hanno imboccato la direzione tracciata dalla Svezia (niente lockdown, niente “lasciapassare” medievali), grazie all’impegno della casa regnante di Stoccolma e, pare, dell’influente massoneria svedese.

La Germania? «Potrebbe accodarsi, magari nel giro di un mese». Quanto all’Est Europa, è come sfondare una porta aperta: i paesi del Gruppo di Visegrad non vogliono saperne, di Green Pass, e il presidente della Croazia (come ricordato da Pino Cabras) ha manifestato il proprio sgomento per l’incredibile posizione dell’Italia.

Come in alto, così in basso: Martini invita a osservare l’atteggiamento “schizofrenico” della Gran Bretagna, che si è lasciata alle spalle ogni autoritarismo all’italiana. Merito di Boris Johnson, che ha invertito la rotta “rigorista”, ma non solo. Di mezzo, a quanto sembra, ci sarebbe anche una famiglia dal cognome importante: Rothschild.

Se da una parte il ramo inglese della dinastia è dominato da Evelyn Rothschild, collegata a Bill Gates tramite l’Imperial College nel segno della “dittatura sanitaria”, osserva Martini, dall’altra – sempre tra le ramificazioni britanniche del potente casato – si segnala la diserzione dichiarata dalla filiera di Jacob Rothschild, impegnata a supportare la fuoriuscita del Regno Unito dall’incubo fabbricato nel 2020 a partire da Wuhan.

Una fuga in avanti distopica, quella che ci ha travolto, apertamente invocata a Davos e magistralmente interpretata, attraverso l’Oms, dal sistema-Cina e dal Deep State americano che fa capo ai democratici, fino ad arrivare all’Italia di Conte e di Draghi, passando per il Vaticano.

Cartina di tornasole della farsa: la disparità che investe l’Australia, dove le peggiori misure restrittive vessano gli abitanti dello Stato di Melbourne (le cui autorità politiche sono vicinissime a Pechino) mentre il resto dell’immenso paese frequenta bar e ristoranti senza più nemmeno le mascherine. «Il fatto stesso che la Norvegia abbia declassato ufficialmente il Covid, ora considerato una semplice “influenza” – chiosa Martini – fa capire l’entità della frode scientifica che ci è stata propinata». Una storia che tiene ancora banco quasi solo nel Draghistan italiano, dove però la popolazione – grazie anche ai medici-coraggio – sta dando segni quotidiani di risveglio.

Fonte: https://www.libreidee.org/

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sabato 17 aprile 2021

Poteri oscuri, ormai sempre meno oscuri

 
Poteri oscuri, dietro le comparse della fiction politica nazionale
 
Postato da Giorgio Cattaneo
 
Poteri oscuri: ogni tanto emergono maschere, dalla poltiglia nera in cui annaspa l'Italia a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Il detonatore fu l'operazione-Tangentopoli, orchestrata con l'aiuto di settori dell'intelligence Usa per affondare tutti i partiti della Prima Repubblica, tranne uno: proprio l'erede della sinistra comunista avrebbe ricevuto le chiavi del regno a patto che tradisse tutti, il paese e il suo stesso elettorato, per svendere al miglior offerente il ricco bottino rappresentato da quella che, negli anni di Craxi, era diventata la quarta potenza economica mondiale.
 
Attraverso uno strettissimo controllo sui media e sulla stessa magistratura, cominciò allora la narrazione aliena della realtà: il linciaggio contro i presunti corrotti, a beneficio dei "buoni" che regalavano l'Italia, pezzo per pezzo, ai poteri che li avevano insediati alla guida del paese, tramite illustri prestanome. Erano gli anni del fragoroso giustizialismo televisivo spettacolarizzato da un caposcuola come Michele Santoro, cui avrebbe fatto eco - di lì a poco - il talento della scolaresca di Marco Travaglio, specializzata nel completare la comoda narrazione anti-italiana della storia recente.

Un sotto-giornalismo per bambini, popolato di marionette: gli italiani dipinti come incorreggibili cialtroni, ladri matricolati, evasori fiscali, mafiosi. Il grande totem farlocco - il debito pubblico - utilizzato come demone, da un'esegesi infantile e ancillare come quella ricamata da Stefano Feltri, già vicedirettore del "Fatto" e ora alla guida del nuovo mini-quotidiano di De Benedetti, dopo esser stato accolto nel salotto del Bilderberg in compagnia di Lilli Gruber, già europarlamentare anti-berlusconiana, reginetta di un panorama feudale e post-giornalistico in cui lo share lo fanno i nipotini della stagione di Mani Pulite come Floris e Formigli, nuovi camerieri del potere reggente, e come Lucia Annunziata, in quota all'Aspen Institute.
 
Poteri oscuri, appunto: nell'Italia appaltata ai D'Alema, ai Prodi e ai Napolitano, e da allora sotto schiaffo - nonostante la vana e disastrosa discontinuità solo apparente del distrattore di massa Berlusconi - un gruppo industriale come quello di Torino s'è mangiato in un sol boccone l'intero Gruppo Espresso, a partire dall'ammiraglia "Repubblica", senza che una sola voce giornalistica osasse versare una lacrima sulla fine del plurarismo dell'informazione.

Poteri oscuri: quelli che - appena scoppiata la cosiddetta pandemia - dopo essersi fatti finanziare uno stabilimento in Marocco hanno preteso e ottenuto, pronta cassa, quasi 7 miliardi di euro per reggere al lockdown, per poi rastrellare altri milioni di euro per mettersi a fabbricare mascherine.
 
A Palazzo Chigi sedeva l'ultimo degli ultimi, il Re Travicello venuto dalla curia romana, a prima vista "inventato" da Beppe Grillo (ospite del Britannia con Draghi nel fatale 1992) ma in realtà allevato dal gruppo del cardinale Silvestrini, lo stesso che ispirava Giulio Andreotti. Un principe degli yesman, l'avvocato Conte, tributario in tutto (attività giuridica, carriera universitaria) dei felpati terminali politici del Vaticano, il grande potere palese che poi, con Bergoglio, ha sancito storiche alleanze - con la Cina per il nuovo globalismo autoritario, con i Rothschild per il nuovo capitalismo del Great Reset - dopo aver convalidato il medievale regime di lockdown imposto all'Italia e promosso in modo sfacciatamente pubblicitario la campagna vaccinale, presentando la vaccinazione addirittura come dovere morale, umanitario.

E di fronte a simili eventi, nel paese lasciato per un anno in balia del dalemiano Arcuri, un personaggio surreale come l'influencer Andrea Scanzi non ha trovato di meglio che passare il tempo a insultare Matteo Salvini, in modo perfettamente speculare allo stile "rasoterra" del capetto della Lega.
 
Splendidamente allineati, Salvini & Scanzi, nel raccontare di tutto, tranne che la verità sulla tragedia italiana patologizzata attraverso la narrazione pandemica: giornalisti e politici fingono di sbranarsi su amenità assolute e comparse irrisorie (Conte e Speranza, l'intero zoo dei 5 Stelle), senza decidersi a denunciare la natura del male, la catastrofe deliberatamente propiziata e aggravata dalla mediocrità, dall'insipienza e dall'improvvisazione, corroborata dai business collaterali, desolata dalle minuscole rendite feudali dei singoli signorotti regionali. 
 
Il saldo è deprimente: a cosa servono, politici e giornalisti di questa caratura? Sembrano brocchi frastornati, eppure pronti a spargere inutile veleno su falsi obiettivi, creando nemici di cartapesta ed evocando pericoli inesistenti, dunque ideali per occultare quelli veri: cioè le trame dei grandi poteri, ormai sempre meno oscuri, che sovragestiscono l'Italia ininterrottamente, da trent'anni.
 
 

domenica 10 giugno 2018

Almanacco di giugno 2018

 

(Perché) Un'economia globale rotta sta annullando l'ordine internazionale

Oppure, quali Trump, Macron e Trudeau non sanno che stanno combattendo ancora  

Voglio raccontarti una storia su un mondo che è caduto a pezzi.  

Come probabilmente sapete, i leader mondiali sono inorriditi contro un presidente americano che vuole escluderlo - e per "esso", intendo gli ultimi cinquanta anni. Accordi commerciali, trattati internazionali, alleanze, opere - l'ordine globale. Ecco cosa non sai. Qualcosa è andato storto. Quindi, è sbagliato che i leader globali di oggi, Trump, Macron, Trudeau, Merkel, Lagarde, non capiscano nemmeno di cosa stanno litigando - eppure.  

L'economia globale come la conosciamo è stata costruita per il beneficio - e quindi anche per essere alimentata - dal consumatore americano. Ora, il "consumatore" americano era anche il lavoratore americano - ma gli economisti non avevano ancora capito questa parte, anche se potrebbe sembrare ovvio, e ci ritorneremo tra un momento.  

Di conseguenza, è iniziata un'epoca di accordi di "libero scambio" e trattati e accordi internazionali. Non erano "liberi", in realtà - i lavoratori di altri paesi non erano "liberi", ad esempio, per trasferirsi negli Stati Uniti, per godere di protezioni del lavoro dignitose, sindacati e così via. Il punto di questi accordi era quindi in gran parte quello di ottenere merci di ogni tipo - automobili, computer, vestiti - per gli americani, nel modo più economico e rapido possibile. "Libero" come in: sei libero di vendere roba in America. Vai per esso - più economico e più veloce di chiunque altro! Continua in lingua inglese QUI



Cronache della Transizione  

Trump sta modificando velocemente i rapporti di forza all’interno dell’Occidente. (redazione)


di Pierluigi Fagan  

Trump sta modificando velocemente i rapporti di forza all’interno dell’Occidente.

Il Giappone sta già andando per conto suo dovendosi anche ricentrare sul suo quadrante geo-naturale che è l’Asia, non l’occidente.  

L’Italia, nella nuova configurazione di governo, si presta a ruolo di quinta colonna che vorrebbe usare la spinta americana, per modificare i rapporti di forza interni all’Europa.  

La Gran Bretagna è al momento silente e paralitica poiché a sua volta in transizione non avendo ancora mani completamente libere data la procedura in corso di divorzio con l’UE.  

Il Canada è sotto bombardamento dazi-NAFTA e comunque, con tutta la simpatia per quel bel Paese, conta quanto il due di coppe a briscola quando regna bastoni. Rimangono così Francia e Germania.  

Sulla Germania già sappiamo molte cose. Accusata di eccesso mercantilista, di far la vergine delle rocce con la Russia con cui continua a fare affari e soprattutto condotte di gas, reticente a finanziarie la NATO da par suo, altrettanto avviluppata in amorosi sensi con la Cina, attaccata con violenza su Deutsche Bank, acciao e suoi derivati manifatturieri, adesso si beccherà le fatidiche barriere sulle auto, core business della sua industria metallica ovvero core economy. Altresì, la Germania è il perno sia del’euro che della UE che sono intesi come suoi sistemi di egemonia.  

L’euro occupa il 30% delle riserve mondiali, percentuale sottratta soprattutto al dollaro e visto che volenti o nolenti, si dovrà far spazio allo yuan (che tanto concesso o conquistato, il suo spazio naturale se lo prenderà per semplici ragioni di volumi), converrebbe a gli americani distruggerlo perché vaso di coccio tra vasi di ferro. Continua a leggere QUI


Nel vortice di autodistruzione dell’Occidente-Mondo  

Maurizio Blondet

“La Russia deve essere al G7, piaccia o no, dobbiamo avere la Russia al tavolo negoziale”, vibra Trump in una non certo improvvisata uscita, e i salotti tv anti-governativi scoprono che il primo ministro Giuseppe Conte, quello da loro dipinto come uno sciocco re travicello di una alleanza populista velleitaria, impreparata e scema, può dire al suo primo vertice in Canada, per nulla intimidito: “Sono d’accordo con il presidente Donald Trump, la Russia dovrebbe tornare al G8. Nell’interesse di tutti”.  

Non è che ci sia qui una qualche alleanza. Quella cui assistiamo è la disintegrazione dell’ordine occidentale, che comporta inaspettate ricomposizioni, forse temporanee. Le centrali pensanti inglesi, nel travaglio di un Brexit che Merkel-Juncker vogliono sempre più ostile e punitivo, ha colto l’occasione per appoggiare il ben fondato malcontento italiano, spiegando in diversi articoli come sia la Germania la sola che ci ha guadagnato dall’euro, e quella che ha più da perdere facendo della UE “un nemico invece che un alleato” dell’Italia. E in altri articoli, hanno spiegato a fondo la crisi di Deutsche Bank. E un articolo del Financial Times ha non poco poter nel mondo della finanza internazionale. continua a leggere QUI

  
La Gruber al Bilderberg, Mazzucco: davvero ve ne stupite?


Ma davvero abbiamo bisogno di leggere che Lilli Gruber partecipa al salotto del Bilderberg per scoprire che la sua attendibilità è condizionata? Non ci arriviamo, da soli, a supporre che la Gruber parli regolarmente con qualcuno – non necessariamente il famigerato Bilderberg – prima di decidere cosa raccontarci, che tipo di contenuti somministrarci e quale genere di ospiti propinarci, invariabilmente, ogni sera? Insomma: va bene tutto, ma ormai siamo piuttosto grandicelli per fare i nostri ragionamenti, al di là del solito gossip complottistico e decisamente naif, pronto a scatenarsi non appena l’ombra del “diavolo” compare all’orizzonte. E’ lo sfogo, in apparenza semiserio ma in realtà serissimo, che Massimo Mazzucco affida agli ascoltatori di Fabio Frabetti, animatore di “Border Nights” e della diretta web-streaming “Mazzucco Live”, il sabato pomeriggio su YouTube. Un’occasione per riflettere su aspetti inesplorati del giornalismo, inclusi i risvolti recentissimi dell’attualità politica. «Salvini? E’ partito bene: impeccabile la sua denuncia dell’atteggiamento di Malta. Perché mai le navi-soccorso che passano davanti all’isola non vi sbarcano mai i migranti raccolti in mare, preferendo dirottarli in Italia?». Lo svelò un leader dell’opposizione maltese, Simon Busuttil: il governo Renzi sottoscrisse un patto segreto, in base al quale Malta smista su Lampedusa i naufraghi, e in cambio concede all’Italia il permesso di effettuare trivellazioni petrolifere. Continua a leggere QUI
 


Morto che parla: le bugie di Prodi e la Repubblica senza idee

Romano Prodi, ancora lui. «Due volte presidente del Consiglio», lo presenta Simona Casalini su “Repubblica”, evitando di evidenziare le funzioni rivelatrici che ne illuminano il curriculum: privatizzatore dell’Iri, presidente della Commissione Europea e advisor europeo della Goldman Sachs, la cupola di “bankster” che ha infiltrato le economie nazionali per saccheggiarle crocifiggendole al debito, come la Grecia a cui lavorò Mario Draghi. Ma, per “Repubblica”, nel giugno 2018 – con Di Maio e Salvini e al governo – Romano Prodi è ancora il “due volte presidente del Consiglio”, l’autorevole “professore” interpellato sull’Italia come fosse un economista di Sydney, un osservatore neutrale e nobilmente estraneo al disastro italiano. Al forum “La Repubblica delle Idee”, Prodi risponde alle affabili domandine del direttore del quotidiano di De Benedetti, Mario Calabresi, affiancato dal collega de “L’Espresso”, Marco Damilano. «La gente non ha più fiducia nelle democrazie», proclama soavemente Prodi, fingendo di non sapere che in quest’Europa è stata proprio la democrazia a trionfare in Gran Bretagna addirittura con un referendum, mentre ora in Italia – sempre a suon di voti – ha mandato a casa l’ex inaffondabile euro-Pd. Se c’è una notizia è proprio la riscoperta della democrazia come possibilità. E i direttori del gruppo Espresso lasciano che il super-tecnocrate italiano dica il contrario esatto della verità.  

Il crollo generale di fiducia – non “nelle democrazie”, com’è evidente, ma negli euro-governi non democratici – secondo Prodi nasce da «un problema di diritti», palesemente conculcati. E ammette: «Bisogna cambiare registro. La disparità è aumentata in quasi tutti i paesi del mondo proprio perché i governi democratici hanno adottato modelli fiscali e di welfare che hanno aumentato la disparità». Dov’era, il “professore”, mentre tutto ciò accadeva? Su Marte, potrebbe pensare il lettore, se non sapesse che Prodi era prima all’Iri, impegnato a tagliare le gambe all’Italia, per poi “finire il lavoro” tra Bruxelles e Palazzo Chigi, lautamente ricompensato da Wall Street. “Chi sei e da dove vieni” dovrebbero essere l’abc del giornalismo? Nei film, forse. Nella realtà, Mario Calabresi “incalza” Prodi chiedendogli di esercitare il suo apollineo intelletto misurandosi su giudizi temerari, come quello concernente la vera natura del neonato governo giallo-verde. Per la precisione: l’orientamento del neo-premier. «Conte? E’ di destra», sentenzia (in qualità di astrologo) il “professore”, per quarant’anni al servizio della destra economica neoliberista. Ormai l’Italia è spacciata, ripeteva, da Palazzo Chigi: l’economia del mondo è in mano a grandi “cluster” industriali, di fronte ai quali il made in Italy – piccola e media impresa – può solo estinguersi. Continua a leggere QUI


In che modo i giochetti disonesti del globalismo conducono al Nuovo Ordine Mondiale

Questo articolo tocca alcuni punti importanti, ma non è consapevole che la "Tecnocrazia", ovvero lo "Sviluppo Sostenibile", sia il vero motore della globalizzazione.

Il Nuovo Ordine Mondiale viene opportunamente descritto dal Dr. Parag Khanna (un tecnocrate) in Connectography:  

"Stiamo costruendo una società globale senza un leader globale.  

L'ordine globale non è più qualcosa che può essere dettato o controllato dall'alto verso il basso.  

La stessa globalizzazione è l'ordine."  

Il risultato della globalizzazione è la Dittatura Scientifica e la Tecnocrazia.  

Fonte  

Quando i globalisti parlano pubblicamente del "Nuovo Ordine Mondiale", stanno parlando di qualcosa di molto specifico e piuttosto sacro del loro piccolo culto d'elite.  

Non è la semplice nozione che la civiltà cambia o cambia improvvisamente da sola, ma piuttosto si tratta del loro nome per una visione diretta e ingegnerizzata:  

un mondo costruito secondo le loro regole, non un mondo che si è evoluto naturalmente secondo le necessità.  

Ci sono altri nomi per questa visione ingegnerizzata, incluso il "reset economico globale" e il termine più generale e innocuo di "globalismo", ma l'intenzione è la stessa.  

L'obiettivo finale del "Nuovo Ordine Mondiale" come ideologia, è la totale centralizzazione del potere economico e governativo nelle mani di una burocrazia selezionata e inesplicabile, composta dai finanzieri internazionali.  

Si tratta della governance secondo i dettami de La Repubblica di Platone; un delirante mondo irreale in cui dei benevoli re filosofi, apparentemente più intelligenti e più obiettivi degli altri, governano dall'alto con precisione e saggezza scientifica. È un mondo dove gli amministratori diventano dèi …  
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L'ipocrisia della Silicon Valley: crea dispositivi che creano dipendenza e metti i loro bambini in scuole che vietano il loro uso  

Media e tecnologia  

I dirigenti di Google mettono i loro figli in scuole senza schermo.
Qualche anno fa si è saputo che Steve Jobs non lasciava che i suoi figli usassero l'iPad, essendo lui stesso un padre low-tech. Questa informazione ha generato alcune polemiche, dal momento che (come sostenuto) la compagnia di Jobs ha progettato e promosso i suoi prodotti in tutto il mondo con l'intenzione di essere utilizzati in ogni momento. Questo doppio standard, per così dire, è diventato solo più pronunciato negli ultimi anni. In un precedente articolo abbiamo menzionato che molti dei dirigenti della Silicon Valley stavano abbandonando i social network e disconnettendosi dai gadget , consapevoli degli effetti negativi che producono in termini di attenzione. Ora, un articolo sul New York Times rivela la tendenza dei vari dirigenti tecnologici a mettere i propri figli nelle scuole Waldorf, dove è vietato l'uso di gadget. Continua in lingua spagnola QUI

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venerdì 15 settembre 2017

Cessioni di Sovranità Nazionali

 

FU VERO GOLPE! (di A.M.Rinaldi)

Ogni tanto è bene ricordare quanto è emerso nel febbraio del 2016 in relazione a quanto avvenne in Italia nell’estate e autunno del 2011 con l’arrivo di Mario Monti.

Come è ben noto, il diavolo è bravissimo nel fare le pentole ma non i coperchi e a distanza di meno di cinque anni i soliti spioni americani ci fanno indirettamente sapere che nel 2011 in Italia ci fu vero Golpe! Questa volta però non c’era la Forestale ai comandi del Principe nero Junio Valerio Borghese in quella che ancora oggi passa per un Colpo di Stato da operetta, ma due paesi considerati “amici”, oltre che partners nell’Unione Europea e “condivisori” della stessa moneta!

La potentissima ed invisibile NSA americana infatti ha “monitorato” (termine tecnico per definire lo spionaggio) tutti i leader europei ed in particolare il trio Merkel-Sarkozy-Berlusconi in quell’estate rovente del 2011, facendo emergere nei dettagli e in modo inconsapevole, che fu ordito un Colpo di Stato in piena regola a danno dell’Italia. Sappiamo finalmente cosa celavano veramente le risatine del duo Merkel-Sarkò e a cosa miravano. Ma la sig.ra Angela e l’ex presidente francese sono stati eletti direttamente dai rispettivi loro concittadini e non dagli italiani, pertanto perché si arrogano così prepotentemente il diritto di decidere anche in casa nostra?

Ora sono palesi i motivi per il quale il presidente della repubblica Giorgio Napolitano nominò in fretta e furia senatore a vita un alto funzionario europeo (tale era!) che rispondeva al nome di Mario Monti conferendogli dopo tre giorni l’incarico di formare un nuovo governo dopo le “spintane” dimissioni di Berlusconi (da ricordare dimissionario senza una sfiducia parlamentare!!!). Quali accordi e interessi sotterranei ci sono stati per bypassare il sacrosanto diritto degli italiani nel decidere democraticamente e autonomamente da chi farsi governare?

E’ corretto che vengano decisi i Capi di Governo di un paese come l’Italia non per mezzi e metodi democratici ma per volontà ed interessi di potenze straniere? Ora sappiamo con prove documentali inoppugnabili che Mario Monti si è prestato a ricoprire il ruolo che fu del generale Petain, capo del governo francese collaborazionista fantoccio agli ordini e comandi del III° Reich, e non certo per il bene del proprio paese (è bene specificare l’Italia perché per come si è comportato a molti potrebbe sorgere il più che fondato dubbio su quale sia il suo paese!).

Per non parlare di Giorgio Napolitano che ha avallato, nelle vesti di presidente della repubblica, il golpe franco-tedesco con l’irrituale conferimento dell’incarico a quello che è stato fatto credere come “l’uomo della provvidenza” in un momento in cui lo spread aveva raggiunto livelli inaccettabili di non ritorno, mentre invece era solamente il garante degli interessi esterni al Paese.

Insomma la democrazia e le garanzie Costituzionali sono state completamente calpestate da persone i cui comportamenti dovrebbero essere vagliate al più presto prima da una Commissione d’inchiesta e poi da un tribunale speciale per verificare puntualmente le responsabilità, compresa anche quella di alto tradimento. Materiale per inchiodare molte persone che hanno preferito tradire invece di fare gli interessi del Paese questa volta è più che sufficiente!

Paradossalmente dobbiamo ringraziare le attività spionistiche degli americani (da sempre attivissimi con chiunque) se oggi abbiamo la certezza che in Italia la democrazia è totalmente sospesa e che i cittadini sono sotto totale e completa dittatura economica. Piuttosto i nostri servizi ancora non sono a conoscenza che anche i telefonini dotati di sistemi di decriptazione più sofisticati possono essere “monitorati” facilmente dalla tecnologia americana?

Dobbiamo ringraziare quelle 46 milioni di telefonate intercettate in Italia dall’intelligence americana, secondo rivelazioni del sito Cryptome, (361 ml in Germania, 70,2 ml in Francia e 61 ml in Spagna) per conoscere tutto il “film” del complotto ordito contro l’Italia dove è emerso che al posto delle bombe, paracadutisti e carri armati si è utilizzato il più micidiale e devastante spread per metterci in ginocchio.

Come dobbiamo ancora ringraziare soprattutto Ciampi e Prodi se ci ritroviamo con il cappio sempre più stretto al collo avendo permesso che l’Italia si legasse a Trattati internazionali senza aver preventivamente capito che ci saremo consegnati completamente a ricatti e imposizioni di ogni genere. E’ loro la colpa di aver ingannato gli italiani facendogli credere che l’Europa era l’Unione Europea e l’euro e che le cessioni di Sovranità nazionali erano per riceverne in cambio una più forte che tutelasse e salvaguardasse ancora di più di quanto potessero fare singolarmente gli Stati membri.

Questa volta la misura è colma e attendiamo risposte prima che la Storia faccia inesorabilmente giustizia!

Antonio M. Rinaldi

Intanto un tweet del "pensiero unico" ...

sabato 3 dicembre 2016

Amnesie Storiche


L'ENDORSEMENT PER IL SI 
DA QUELLI CHE HANNO TRADITO L'ITALIA
 
di Cinzia Palmacci 

Era il 1992 quando il panfilo Britannia della regina Elisabetta II prendeva il largo per "affondare" l'Italia. Il 1992 fu un anno decisivo per la recente storia italiana. All'improvviso un'intera classe politica dirigente crollava sotto i colpi delle indagini giudiziarie. Da oltre quarant'anni era stata al potere. Gli Italiani avevano sospettato a lungo che il sistema politico si basasse sulla corruzione e sul clientelismo. 

Ma nulla aveva potuto scalfirlo, ne le denunce, ne le proteste popolari ne i casi di connivenza con la mafia, che di tanto in tanto salivano agli onori della cronaca. Ma ecco che, improvvisamente, il sistema crollava. Mentre l'attenzione degli Italiani era puntata sullo scandalo delle tangenti, il governo italiano stava prendendo decisioni importantissime per il futuro del paese. Con l'uragano di "Tangentopoli" gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l'Italia. Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese.

Numerose aziende saranno svendute, persino la Banca d'Italia sarà messa in vendita. La svendita venne chiamata "privatizzazione", e venne decisa quello stesso anno su un panfilo della Corona inglese. Tutti i più grandi nomi della finanza internazionale e della politica italiana erano presenti sul Britannia per decretare la fine della sovranità del popolo italiano. Alcuni nomi dei personaggi di spicco che da quella data in poi si diedero da fare per "svendere" l'Italia al miglior offerente sono: Draghi, Prodi, Soros, FMI, JP Morgan, Banca Rothschild ecc... Praticamente tutti quelli che stanno esprimendo il loro pubblico endorsement per il "Si" alla riforma costituzionale.
 
Draghi, appena dopo la "crociera sul Britannia", tenne un discorso al Bilderberg, in cui disse esplicitamente che il principale ostacolo ad una "riforma" del sistema finanziario in Italia era rappresentato dal sistema politico. Guarda caso, dopo la crociera sul Britannia partì l'attacco speculativo contro la lira e l'uragano di Mani Pulite che proprio quel sistema politico abbatté. L'incarico di far crollare l'economia italiana venne dato a George Soros, un cittadino americano che tramite informazioni ricevute dai Rothschild, con la complicità di alcune autorità italiane, riuscì a far crollare la nostra moneta e le azioni di molte aziende italiane. A causa di questi attacchi, la lira perse il 30% del suo valore, e anche negli anni successivi subì svalutazioni.

Le reti della Banca Rothschild, attraverso il direttore Richard Katz, misero le mani sull'Eni, che venne svenduta. Il gruppo Rothschild ebbe un ruolo preminente anche sulle altre privatizzazioni, compresa quella della Banca d'Italia. C'erano stretti legami fra il Quantum Fund di George Soros e i Rothschild. Ma anche numerosi altri membri del l'élite finanziaria anglo-americana, come Alfred Hartmann e Georges C. Karlweis, furono coinvolti nei processi di privatizzazione delle aziende e della Banca d'Italia.
 
Qualche anno dopo la magistratura italiana procederà contro Soros, ma senza alcun successo. Su Soros indagarono le Procure della Repubblica di Roma e di Napoli, che fecero luce anche sulle attività della Banca d'Italia nel periodo del crollo della lira. Soros venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli permettevano di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete.
 
Fu l’inizio dell’era dei governi tecnici, dopo 40 anni di regime DC, con il “tecnico” Ciampi, il tecnico Amato, il tecnico Prodi. Il governo doveva, a tutti i costi essere “tecnico”, pur di non fare arrivare al potere neanche un’idea, che fosse tale e che lo fosse per il bene del paese. In questo "bene " invece rientrò l'allontanamento di Enrico Cuccia, Mediobanca, che si oppose alla svendita di Sme caldeggiata da Prodi. Si è poi visto come é finito questo colosso alimentare. Lo stesso Prodi, che dal 1990 al 1993 fu consulente della Unilever e della Goldman Sachs, quando nel maggio del 1993 ritornò a capo dell’IRI riuscì a svendere la Cirio Bertolli alla Unilever al quarto del suo prezzo. 
 
Indovinate chi furono gli advisors! Uomini della Goldman, che vi hanno lavorato sono, oltre a Costamagna e Prodi, Monti (catapultato alla carica di Commissario), Letta, Tononi e naturalmente Draghi. Sicuramente ce ne sono altri; molti nostri uomini politici se non hanno lavorato per la Goldman, lavoravano per l'FMI, come Padoa Schioppa, presidente della BEI, Banca europea per gli Investimenti. La classe dei tecnici, fedeli servitori delle banche e dei circoli finanziari angloamericani, il cui motto era “privatizzare per saccheggiare”. Quella della condizione di tecnicità per accedere al potere fu un imperativo talmente tassativo, da riuscire nell’intento di dividere il PCI, con una fetta che divenne sempre più “tecnica”, sempre più British, sempre più amica delle banche, sempre più PD.
 
Il premio di tutta questa svendita, prevista per filo e per segno, fu la nostra “entrata in Europa”, ovvero la cessione della nostra già minata sovranità monetaria dalla Banca d’Italia alla Banca centrale europea, per una moneta, l’euro che, con il tasso iniziale di cambio imposto e troppo elevato, è all'origine di tante attuali sciagure. E questa è ormai storia, tant’è vero che sull’episodio del “panfilo Britannia” vi furono anche alcune interrogazioni parlamentari rimaste naturalmente senza risposta. Ancora una vicenda che puzza di massoneria dato che, la Royal Society inglese fondò la Gran Loggia di Londra nel 1717 dalla quale dipendono tutte le logge del mondo, dunque anche la P2 di Gelli amico dei Renzi. Quando Matteo Renzi minaccia l'avvento di un governo tecnico dopo il suo, ci sta prendendo di nuovo in giro dato che, come Monti, Letta e Prodi, anche lui fa parte di quella élite di tecnici calati dall'alto.
 
di Cinzia Palmacci
 
 


Post scriptum: 
questo è solo l'epilogo dell'ingerenza in Italia della "perfida albione", bisogna risalire la storia ancora più indietro nel tempo (1860), storia che certamente non è scritta sui libri di scuola.
 
In quel periodo "risorgimentale" "i Savoia erano legati mani e piedi alle consorterie massoniche inglesi. Era chiaro che l’Inghilterra stava ridisegnando l’Europa (lo ha sempre fatto anche in seguito! Chi ha ridisegnato i confini del medi-oriente? Sempre loro!) e lo faceva secondo la Profezia Comenius espressa in Lux in tenebris."
 
"1861 – 1871: 10 anni dimenticati dai libri di storia. Ovvero la pulizia etnica voluta dai Savoia e i lager sabaudi"
 
"Comincia ora una vergogna che umilia la nostra dignità di cittadini! Da Londra, per ordine del Gran Maestro Venerabile della Massoneria Inglese, il Piemonte riceve l’ordine di iniziare una "pulizia etnica" verso il Meridione."

Queste sono le fonti:
"Fonti: – archivio di Stato di Torino; – archivio di Stato di Milano; – atti Parlamentari in Torino e Firenze; – archivi di Londra; – documentazione di Civiltà Cattolica; – archivio di Casa Borbone."
 
Leggi QUI - QUI e QUI l'intero articolo "Quello che sui libri di scuola non troverai mai!"

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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