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sabato 17 settembre 2016

Il "Wipe Clean" di Hillary


Putin potrebbe distruggere Hillary Clinton ... 
questo Ottobre (2016) 
 22 Agosto 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino

Si intensifica sempre di più l'isterica guerra d'informazione sulle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, oscurata dalla grande ombra di Putin e dei servizi segreti russi.

L'ultimo capitolo si è svolto quando la leader della Minoranza Democratica della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha detto che degli hackers russi che lavorano per il Governo del loro paese, avevano divulgato mail della candidata democratica per intaccare la sua popolarità (o meglio per affondarla definitamente).

La leader democratica, citando le fonti, ha dato riportato che molto probabilmente la divulgazione delle mail è avvenuta nel mese di ottobre, a pochi giorni dalla data delle elezioni presidenziali che si celebreranno il prossimo 8 novembre.

 Nancy Pelosi

I sospetti devono avere fondamento (perché nel Partito Democratico sanno perfettamente il contenuto presumibilmente polemico di queste mail) visto che la Pelosi e in varie pubblicazioni al servizio del Partito Democratico come Politico, si sono già affrettati ad asserire che i possibili documenti resi pubblici,

    "sarebbero testi fabbricati dal Cremlino per dare più opportunità nelle presidenziali al rivale della Clinton: Donald Trump."

I repubblicani dicono che i Democratici stanno cercando di distrarre il pubblico dalla questione più importante:

    il contenuto delle infiltrazioni.

Dicono che i Democratici hanno già cercato di fare la stessa cosa con il primo lotto di 20.000 messaggi di posta elettronica del Comitato Nazionale Democratico (DNC) che è stato reso pubblico a luglio, che ha portato alla rinuncia della presidentessa Debbie Wasserman Schultz dopo aver aver dimostrato che alcuni membri del personale del DNC, avevano favorito la Clinton sul rivale principale, il senatore Bernie Sanders.

Funzionari dell'Intelligence (compreso il Direttore del NSA, Michael Rogers e il direttore dell'Intelligence Nazionale James Clapper), hanno sostenuto per molto tempo che una ampia manipolazione di dati è una possibilità inquietante e che potenzialmente sarà il prossimo fronte che sta germogliando, sia nel campo della ciber-delinquenza che nella guerra digitale.


Lo scorso mese, un gruppo bipartitico composto da 32 esperti di sicurezza nazionale del Gruppo di Sicurezza Nazionale dell'Istituto Aspen, hanno ravvisato uno specifico tipo di falsificazione, affermando che i presunti pirati informatici russi che avevano attaccato il DNC e il Comitato perla Campagna Democratica del Congresso, avrebbero potuto falsificare il contenuto degli archivi e che avrebbero rilasciato e presumibilmente avrebbero voluto vendere come documenti resi pubblici a coloro che avessero aggregato un qualsiasi tipo di informazione false per danneggiare Hillary Clinton.

La rivista americana Forbes afferma che se succedesse tutto ciò, sarebbe molto probabile che i documenti siano stati mail che la Clinton avrebbe cancellato prima di darli all'FBI e poi sono stati recuperati durante il tempo in cui gli hacker hanno avuto accesso ai server dell'account della Clinton.

È così che gli hacker sono divenuti gli unici possessori di queste mail visto che la Clinton ha fatto un "Wipe Clean", cioè a fatto pulizia (il che rende impossibile recuperare archivi e posta elettronica eliminata) prima di dare i suoi server al Federal Bureaux of Investigations degli Stati Uniti (FBI).

Per questa ragione è possibile che in questo momento gli hacker posseggano mail e testi che nemmeno l'FBI o la Clinton posseggono.

Inoltre, tutto ciò permetterebbe agli hacker di falsificare quei documenti come meglio credono, aggiungendo "la salsa necessaria" come vogliono per demonizzare la Clinton senza che nessuno possa cambiare il contenuto, visto che l'unica maniera di dimostrare che quegli archivi pubblicati sia stati falsati sarebbe rendere pubblici altri presunti archivi originali che contraddicano quelle informazioni. 


E questo è impossibile da realizzare…

La ragione? Accettiamo l'ipotesi che i 'Russi' manipolino i documenti, come già apparso sui media di informazione al servizio del Partito Democratico.

Chiunque abbia la pretesa di dimostrare che "i Russi" abbiano falsificato quei documenti resi pubblici, producendo gli archivi generali "non falsificati", evidenzierebbe all'opinione pubblica quanto a sua volta pregiudicherebbe ancora di più la Clinton:

  •         L'FBI teoricamente non dispone di quei documenti originali e non falsificati, per cui non saprebbe come giustificare che all'improvviso li tira fuori.       
  •         Nessuna altra Agenzia Governativa, come la CIA, potrebbe tirar fuori quei presunti documenti, "non falsificati dai Russi" senza dover spiegare dove li ha presi, perché così facendo intensificherebbe l'ombra della vigilanza illegale di massa, in questo caso, sul Partito Democratico.        
  •         E soprattutto, i Democratici stessi e in particolare la Clinton, non potrebbero presentare quei documenti presunti originali, visto che così facendo incorrerebbero nel reato per aver nascosto prove non avendoli presentati all'inizio alla Giustizia e all'FBI.
Quindi tutto lascia presumere in una mossa da maestro di scacchi da parte di Vladimir Putin, sempre più vicino a uno scacco matto verso Hillary Clinton.


Alla Clinton rimane solo l'opzione di denunciare a priori che saranno resi pubblici solo documenti falsificati per dare la vittoria a Trump, "l'agente di Putin", però senza nessuna possibilità di poter dimostrare che quei documenti sono stati manipolati.

E se non bastasse sulla Clinton pesa il pericolo che quei documenti siano resi pubblici da una fonte dal "prestigio inattaccabile" quale è Wikileaks.


Che le possibilità per cui Hillary Clinton affondi prima di arrivare alle elezioni dovrebbe essere una buona notizia per il mondo… ma non lo è più quando vediamo che l'alternativa alla Clinton è Donald Trump… come minimo, possiamo concludere che il mondo non guadagna molto conil cambio.

COMMENTO: A tutto questo dobbiamo aggiungere le crescenti e apparentemente fondate voci sulla cattiva salute di Hillary Clinton.

E visto che in questo blog ci piace molto fare congetture sui possibili piani e cospirazioni, pensiamo ad una possibile manovra sporca della Clinton per vincere le elezioni:
    utilizzare i suoi mezzi di comunicazione che sono con lei per simulare che i sondaggi la danno per favorita (anche se non è vero) e poco prima delle elezioni realizzare un 'false flag' (operatività sotto falsa bandiera) contro se stessa…
Stiamo parlando di un tentativo di assassinio contro la Clinton, dove lei sarà ferita da un proiettile e dal quale guarirà "eroicamente" per "continuare a dirigere il paese con pugno duro."

Non c'è maggior dimostrazione di forza che apparire,
    "determinata davanti alle camere dopo un vile tentativo di assassinio" (in Spagna si è già utilizzato una volta questo metodo).
Cosa c'è di meglio di un pazzo difensore di Trump, preferibilmente razzista, che cerca di assassinare una "donna innocente" presunta progressista e "amante delle minoranze" come Hillary Clinton? 


È possibile che qualcuna delle menti malate che la consigliano stiano già pensando a questo; comunque la formula risulterebbe una delle più vantaggiose per lei.

Così facendo si potrebbero utilizzare gli entusiasmi demenziali di carattere razzista di Trump, sommate alle sue insinuazioni di "sparare alla Clinton" per incolparlo dell'attacco.

Inoltre, questo servirebbe come un chiaro esempio della necessità di compiere "un controllo sulle armi" negli Stati Uniti.

Questo farebbe sì che si collegasse la Clinton con personaggi storici di prestigio della storia americana come i Kennedy (John F. Kennedy e Robert Kennedy), Reagan o lo stesso Abraham Lincoln.

E tutto ciò aggiunto alla campagna che vincola Trump al "nemico russo" e al malvagio furfante Putin


E in ultimo un vantaggio in più:
    Le possibili dimostrazioni del brutto stato di salute di Hyllary Clinton dovute dai suoi problemi di coagulo e che presumibilmente potrebbero essere sempre più visibili a momenti, sarebbero giustificate dall'attacco ricevuto.
E così ad un certo punto vedremo una Hillary Clinton debilitata, e i mezzi di comunicazione a lei favorevoli vendere così la situazione:
    "ancora soffre delle conseguenze del attacco fanatico avuto" e agli occhi dell'opinione pubblica passerebbe (come cercano di fare i suoi nemici) come una "debolezza che la rende incapace ad essere presidente" mentre sarebbe "la dimostrazione di una forza incrollabile di una donna che sfida il destino e le pallottole e si espone eroicamente agli attacchi".
Da un paio di settimane iniziamo a temere questo pacchetto di argomentazioni e più concretamente da quando Trump insinuò che:
    "un difensore delle armi potrebbe fermare la Clinton" (come si può essere tanto idiota?),
...e dal momenti in cui iniziò la campagna repubblicana sulla salute di Hillary Clinton.

Insomma, il clan gemellato Clinton-Bush, è specialista in 'false flags'… 


Bibliografia
Fonte

Articolo correlato:
"La Scelta" Tra psico e squilibrio  

sabato 23 luglio 2016

Al limite della tensione

 
Un analista avverte che: 
"gli Stati Uniti sono al limite di una insurrezione"

Secondo quanto riporta l'analista Justin King, nel Web AntiMedia.org, gli Stati Uniti potrebbero trovarsi al limite di un'insurrezione, stando a quello che si definisce il ciclo dell'insurrezione.

Nell'agosto del 2014, lo stesso analista ha reso nota la sua teoria sul ciclo dell'insurrezione che è formato da cinque stadi e che sono avvenuti uno dopo l'altro fino ad oggi, momento in cui ci troviamo al 4 stadio che precede una ribellione o insurrezione generale.

Secondo King, le cinque fasi di un ciclo per l'insurrezione sarebbero le seguenti:

FASE 1: PROLIFERAZIONE DI VOLANTINI E OPUSCOLI

Prima dell'era digitale, ovunque i volantini erano il metodo principale di propaganda dei dissidenti. Gli opuscoli erano usati per far dubitare dell'autorità dei governi e dei loro sistemi di controllo.

Oggi, gli opuscoli sono stati sostituiti dai blog, dalle reti sociali e in misura minore dai giornalisti contrari all'establishment.


FASE 2: PROTESTE DI REAZIONE

Una volta seminata la sfiducia con la proliferazione di opuscoli di denuncia, la gente scende in strada per esprimere la sua opinione al governo.

Queste proteste avvengono dopo che i mezzi di comunicazione controllati dal potere cercano di alleggerire o minimizzare qualche incidente che ha offeso la popolazione o una parte di essa.


FASE 3: DISORDINI PREVENTIVI

I disordini preventivi fanno seguito a un periodo di proteste reattive che sono rimaste senza risposta da parte del Governo. Le persone iniziano a invadere le strade e a distruggere la proprietà privata e pubblica in modo veloce appena avviene un incidente che li offende.

Le persone indignate non hanno più speranza che il governo agisca correttamente e corregga gli abusi fatti alla popolazione.


 

FASE 4: REAZIONE POLITICA O MILITARE PER REPRIMERE LE PROTESTE

Questi disordini e piccoli incidenti per la resistenza scatenano una reazione del Governo . I sistemi di controllo del paese rinforzano il controllo sulla popolazione e restringono la libertà civile violando in tal modo i diritti del cittadino.

La repressione da parte del Governo serve da combustibile per alimentare ancora di più la resistenza mano a mano che più persone si stancano dell'intrusione del Governo.


FASE 5: RIBELLIONE O INSURREZIONE GENERALE

Ad un certo punto durante la repressione scoppia un incidente che serve da detonatore che fa scoppiare la polveriera della dissidenza.

A questo punto scoppia una ribellione aperta.

 

King sostiene che gli Stati Uniti si trovano nella 4 fase del ciclo dell'insurrezione e i mezzi di comunicazione, che credono sbagliando di essere i portatori dei punti di vista del popolo americano, stanno chiedendo di applicare una repressione ancora più forte.   

Secondo l'opinione dell'analista, nel corso di tutta la storia, mai un movimento di insurrezione maturato secondo le fasi sovraesposte, è arrivato a questa tappa, è stato soffocato con la forza.


E come immagine finale, cita il Presidente John F. Kennedy, che ai suoi tempi disse:
 
"Coloro che contrastano una rivoluzione pacifica, 
rendono inevitabile una rivoluzione violenta”. 
John F. Kennedy 

Nota di El Robot Pescador:
 
Vedremo se avverranno queste fasi.
 
La cosa più probabile è che se si rafforza o militarizza ancora di più la polizia, scaturirà l'alimentare ancora di più la possibilità di una rivolta.

Quindi l'analista consiglia di smilitarizzare la polizia, punire i crimini e gli abusi costanti e in aumento da parte del governo per impedire che le proteste vadano avanti e si entri nella 5 fase.

Vedremo se il governo nordamericano vuole farlo o se come molte persone di un mondo alternativo teme, si sta cercando proprio di alimentare quest'insurrezione per poi applicare, in risposta, una politica repressiva.
 di Tyler Durden
10 Luglio 2016
dal Sito Web ZeroHedge
traduzione parziale da El Robot Pescador
11 Luglio 2016
dal Sito Web ElRobotPescador
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo
 

Capo dell'Intelligence Francese avvisa:
Rischio di "Guerra Civile" in Francia  

Patrick Calvar, Capo della Direzione Generale della Sicurezza Interna in Francia, ha dichiarato ai membri della commissione parlamentare francese che il suo paese, 
"sta sull'orlo di una guerra civile".
Calvar, ha detto che la situazione in Francia,

"sta sull'orlo di un precipizio, che manca soltanto un nuovo attacco terroristico islamico per provocare una reazione a catena che andrà a beneficio della estrema destra".
Patrick Calvar

Nelle dichiarazioni rilasciate al giornale francese Le Figaro, Calvar, ha detto che secondo il suo criterio, 
"Questo scontro civile sarà quasi inevitabile e che solo uno o due attacchi terroristici in più lo potranno provocare".
Ha avvisato anche su possibili attacchi con autobomba.

Quindi, secondo Calvar, questi dovrebbero essere prevenuti e bloccare tutti questi gruppi per impedire al presumibile scontro, quasi inevitabile, tra l'estrema destra e i Musulmani se avverranno nuovi attacchi terroristici islamici in Francia.




Secondo il capo della sicurezza interna, questa possibilità fa sorgere una minaccia più grande dello stesso terrorismo.

Calvar ha anche avvisato che 
"l'Europa corre un grave pericolo e che l'estremismo sta crescendo dappertutto".
I commenti del capo della Direzione Generale della Sicurezza Interna di Francia, coincidono nel tempo con gli avvertimenti dell'ex capo del MI6, Richard Dearlove, che ha detto anche che l'Europa si sarebbe trovata con, 
una "ribellione populista" se i governi non prendono il controllo sulla crisi migratoria.

Richard Dearlove

Gli esperti di sicurezza in Germania anche hanno avvisato la Cancelliera Angela Merkel, del fatto che la classe media è sempre più radicalizzata rispetto alla politica dell'immigrazione della frontiere aperte.

Tutto sembra indicare che nei prossimi mesi l'Europa potrebbe essere sottoposta a un'ondata di tensione in cui la crisi dei migranti, il terrorismo e l'estrema destra si alimenterebbero l'una dell'altra.
di Laura Mowat
13 Luglio 2016
dal Sito Web Express
traduzione di Nicoletta Marino
Versione originale in inglese
Versione in spagnolo

martedì 7 agosto 2012

Segretezza e killer della divulgazione



Di Maurizio Baiata, 21 Luglio 2012

Appare assurdo che a decidere le sorti di una nazione, di un intero continente o persino del genere umano, siano apparati occulti che si servono dei militari per portare a compimento i loro progetti di dominio globale. Accade da sempre.

Segretezza killer 1
Dopo oltre 60 anni vissuti assistendo al disfacimento e al rifacimento delle istituzioni, seguiti alla spartizione dell’Europa (andrebbe detto del vecchio mondo occidentale) ad opera dei plenipotenziari che nell’estate 1947 si assoggettarono al Piano del Generale statunitense George Marshall per risollevare le condizioni dei loro Paesi dissanguati e affamati dalla guerra, ad oggi, nulla è cambiato. Nessuna politica americana trasversale avrebbe potuto realmente contribuire alla ricostruzione dei territori europei devastati dal secondo conflitto mondiale, senza l’aiuto non delle dame di San Vincenzo, ma dei militari – dai loro vertici ai gregari – e di logge e strutture occulte con le quali tutto era stato pianificato.
La questione UFO rientra perfettamente in quest’ottica. Le date coincidono. Primi anni ’40: constatazione dell’esistenza del fenomeno e di una presenza aliena nei cui confronti nulla si può fare. Seconda metà degli anni ’40: supremazia statunitense rispetto ai sovietici, nel controllo della questione UFO/Alieni; e  copertura, da parte di entrambe le superpotenze, mediante lo specchietto per le allodole della corsa allo Spazio.

Negli USA il meccanismo si mette in moto per volere del Presidente Harry Truman attraverso l’istituzione del gruppo Majestic 12, che da una parte disponeva di mezzi illimitati per instaurare un sistema di segretezza assoluta, dall’altra dava in pasto al mondo un cumulo di spudorate menzogne. Lo storico Richard Dolan nel suo “UFO’s and National Security State” ha ben inquadrato questo cruciale periodo. Scrive Dolan: Supponiamo che negli anni ‘40 il presidente Truman sia stato informato dell’esistenza sulla Terra di esseri alieni intelligenti e che una o più delle loro navicelle era stata recuperata dai militari. C’è da scommettere che avrebbe tenuto segreta tale conoscenza. Dopo tutto, per un’America che mai ha spartito con il resto del mondo le proprie conquiste tecnologiche in campo nucleare, questo (gli UFO, N.d.R.) avrebbe rappresentato qualcosa di ben più avanzato e potente.

Logicamente, in base alla nostra ipotesi, il presidente Truman avrebbe raccolto un gruppo di consiglieri per decidere la linea di condotta. Il segreto sull’esistenza di questi consulenti andava mantenuto, anche per il Congresso. Perché non appena il mondo avesse saputo che una tecnologia così impressionante era in possesso americano, sarebbe stato solo questione di tempo prima che dovesse essere condivisa. 

Nel frattempo, era necessario studiare la miriade di implicazioni connesse a tale dirompente divulgazione: se si trattava di esseri amichevoli, oppure ostili; a quale livello avrebbe potuto diffondersi il panico; quanto vulnerabili sarebbero divenuti i comparti industriali o gli interessi finanziari. In tutta certezza, mantenere il segreto sembrava l’opzione più sicura, almeno a breve termine”.

Con la presidenza Eisenhower (1953-1961) il sistema di segretezza si consolidò a tal punto da divenire imbarazzante persino per i vertici di Washington. E divenne ancora più scomodo all’avvento di John Fitzgerald Kennedy, eliminato prima che riuscisse a far valere una politica di trasparenza in un Paese dominato dalle corporations e che il resto del mondo aveva già definito un’economia imperialista.

Un’ampia documentazione comprova come fosse nelle intenzioni di Kennedy opporsi alla macchina della segretezza e ai suoi addentellati malavitosi e guerrafondai e, per questo, si rendesse necessaria la sua sparizione. Il sospetto che questo fu deciso anche nella prospettiva che il presidente mettesse realmente mano alla questione UFO è fondato.

In ogni caso, se si giunge a uccidere un Presidente degli Stati Uniti, imporre il silenzio a qualunque testimone ufologico appare un gioco da ragazzi, per i servizi segreti. Ci vuole comunque il pelo sullo stomaco, ovvero bisogna vivere nel disprezzo della vita altrui, per sottoporre soggetti che hanno “vissuto esperienze” a un trattamento che li costringa almeno a “dimenticare”. E viene da chiedersi quali siano i denominatori comuni caratterizzanti gli individui che fanno queste cose. Un identikit di questi individui, in qualche modo associabili ai “Men in Black” della storia ufologica, non è possibile. 

Però gli interrogativi permangono: esiste un modello psicopatologico cui appartengono, o per il quale vengono scelti? Hanno un background etnico, un credo religioso, o una visione politica, che in qualche modo giustificano nei recessi della loro coscienza (se ne hanno una) tale folle comportamento?

Dagli anni ‘50’ in poi chiunque si sia alternato sui gradini più alti delle piramidi del potere politico, dagli Stati Uniti all’ex Unione Sovietica, dalla Gran Bretagna all’Italia, dalla Cina al Togo, conservatore o liberale, ebreo o musulmano, animista o satanista, comunque per lui gli UFO e la questione aliena andavano messi a tacere. La segretezza per loro non è mai stata altro che un “affare privato”. E non mi si venga a dire che a prendere le decisioni e a portare avanti un gioco tanto perverso siano imprecisati apparati “burocratici” sovranazionali. Affermarlo nasconde un fine: quello di sviare la nostra attenzione dalla verità. Il “j’accuse” va fatto in primis nei confronti dei militari. Punto primo.

Un testimone scomodo non viene sequestrato e fatto sparire, fatto a pezzi e triturato, oppure cementato nelle fondamenta di un ponte in costruzione, da semplici “burocrati”. No. Ci vogliono gruppi super potenti come il Majestic 12 che impartiscono ordini e killer di professione che li eseguano portando a termine la missione. Anche perché, per compiere il loro dovere in maniera ancora più fine, quella fine inaspettata dovrà apparire talmente assurda da essere spiegata solo in un modo: morte accidentale o suicidio. Non si sporcano le mani. Di questo non si occupano i burocrati, che per l’opinione pubblica hanno le mani pulite e dei quali conosciamo l’identità e gli incarichi che svolgono. Sono burocrati, ma devono agire alla luce del sole.

Analizziamo “Burocrazia” grazie a Wikipedia: “… l’organizzazione di persone e risorse destinate alla realizzazione di un fine collettivo secondo criteri di razionalità, imparzialità, impersonalità. Il termine, definito in maniera sistematica da Max Weber indica il “potere degli uffici” (dal francese bureau): un potere (o, più correttamente, una forma di esercizio del potere) che si struttura intorno a regole impersonali ed astratte, procedimenti, ruoli definiti una volta per tutti e immodificabili dall’individuo che ricopre temporaneamente una funzione”.

In realtà quindi, i veri responsabili del cover-up sugli UFO non sono burocrati di Washington o di Palazzo Chigi, che sono solo marionette. Mosse da fili invisibili.

Punto secondo. A mia memoria, nessun organo (o singolo individuo) rappresentativo di un potere politico o industriale, è in grado di operare senza avere al suo servizio i veri terminali, i “killer della divulgazione della verità”. Parlarne vuol dire entrare in un mondo fatto di ombre, dove dominano inganni e doppi giochi, tavoli attorno ai quali giocano bari e spie, alti ufficiali e diffamatori di professione. Ed è questo il mondo occulto della moderna ufologia.

Maurizio Baiata, 21 Luglio 2012

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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