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sabato 12 marzo 2016

IL PASSATO E' IL NOSTRO FUTURO


Sembra che le profezie non parlino di tempo lineare - anno uno, anno due, anno novecento ecc. - bensì di una ripetizione ciclica degli eventi, la credenza fondamentale che "le prime cose saranno le ultime"; ossia qualcosa che può accadere solo quando la storia e il tempo storico si muovono in circolo, dove il punto di inizio è il punto finale, e viceversa.

Inerente a questo ciclo della storia è il concetto di un Dio quale entità divina eterna, presente dall'Inizio, quando furono creati Cielo e terra, e che ci sarà anche alla Fine dei Giorni, quando il suo regno verrà rinnovato nel Suo monte sacro E' espresso ripetutamente sin dalle prime parole della Bibbia fino a quelle degli ultimi profeti, ad esempio quando Dio annunciò tramite Isaia (41, 4; 44, 6; 48, 12):
Sono io, io solo, il primo e anche l'ultimo (...)
Io dal principio annuncio la fine
e, molto prima, quando non è stato ancora compiuto.
(Isaia 48, 12; 46, 10)
E altrettanto nell'Apocalisse del Nuovo testamento: 
Io sono l'Alfa e l'Omega.
l'Inizio e la Fine,
dice il Signore, Dio.
Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente.
(Apocalisse 1, 8)
A dire il vero la base della profezia era la credenza che la Fine fosse ancorata all'Inizio, che il Futuro potesse essere previsto perché si conosceva il Passato (se non lo conosceva l'uomo, lo conosceva di certo Dio): <<Io dal principio annuncio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto>>. 
Il profeta Zaccaria (1, 4; 7, 7; 7, 12), prevedeva i progetti di Dio per il futuro - gli Ultimi Giorni - in termini del passato, i Primi Giorni.
Questa credenza, che viene riaffermata nei Salmi, nei Proverbi e nel Libro di Giobbe, era considerata come un piano divino universale per tutta la Terra e per le sue nazioni.

Il profeta Isaia, vedendo riunite le nazioni della terra per comprendere cosa era in serbo per loro, le descriveva dilaniate da queste domande: <<Vengano avanti e ci annunzino ciò che dovrà accadere. Narrate quali furono le cose passate, sicché noi possiamo riflettervi. Oppure fateci udire le cose future, così che possiamo sapere quello che verrà dopo>> (41, 22).

Che questo fosse un principio universale si evidenzia da una collezione di profezie assire, allorché il dio Nabu disse al re assiro Esarhanddon: <<Il futuro sarà come il passato>>. Questo elemento delle profezie bibliche del Ritorno ci fornisce la risposta alla domanda QUANDO? 

Una rotazione ciclica del tempo storico era stata trovata in Mesoamerica, quale unine di due calendari (vedi immagine a lato), creando un ciclo di 52 anni, in occasione dei quali - dopo un numero non specificato di giri - Quetzalcoatl (ossia Thoth Ningishzidda) aveva promesso di tornare. E questo ci introduce alla cosiddette profezie maya, secondo le quali la Fine dei Giorni sarà nel 2012 d.C.

La prospettiva che la data profetizzata e cruciale sia asta a quel tempo di molto interesse, e merita spiegazioni e analisi. La presunta data nasce dal fatto che in quell'anno (a seconda di come lo si calcola) l'unità di tempo chiamata Baktum completerà il suo tredicesimo giro. Poiché un Baktum dura 144.000 giorni, si tratta di una sorta di pietra miliare.

In questo scenario bisogna però evidenziare alcuni errori, o ipotesi fallaci. Il primo è che Baktum non fa parte dei due calendari ciclici che si uniscono a formare il ciclo di 52 anni (Haab e Rzolkin), bensì è parte integrante di un terzo calendario, molto più antico, chiamato del Conto Lungo. Venne introdotto dagli Olmechi - Africani giunti in Mesopotamia quando Thoth venne esiliato dall'Egitto; il conto dei giorni iniziò proprio da quell'evento, così che il Giorno Uno del Conto Lungo - secondo gli studiosi - coincideva con l'agosto 3113 a.C. I glifi in quel calendario rappresentano le seguenti sequenze di unità:
1 Kim         = 1 giorno
1 Uinal        = 1 Kim x 20  = 20 giorni 
1 Tun          = 1 Kim x 360 = 60 giorni
1 Ka-tun      = 1 tun x 20    = 7.200 giorni
1 Bak-tun     = 1 Katun x 20   = 144.000 giorni
1 Pictun        = 1 Bak-tun x 20 = 2.880.000 giorni   
Queste unità, ciascuna il multiplo della precedente, proseguiva oltre il Baktun, con glifi sempre più grandi. Ma poiché i monumenti maya non andavano mai oltre i 12 Baktun, i cui 1.728.000 giorni andavano già oltre l'esistenza dei Maya, il 13° Baktun sembra una vera e propria pietra miliare.

Inoltre la tradizione maya affermava che l'attuale "Sole" - o Era - sarebbe terminato con il 13° Baktun, quindi dividendo il suo numero in giorni (144.000 x 13 = 1.872.000) per 365,25 abbiamo come risultato 5.125 anni; se sottraiamo il 3113 a.C., otteniamo il 2012 d.C.

E' stata una predizione eccitante ma decisamente inquietante. Tuttavia la correttezza di questa data è stata messa in dubbio, già un secolo fa da studiosi (del calibro di Frirz Buck, El Calendario Maya en la Cultura de Tiahuanacu) che hanno evidenziato che, come indica la lista sopracitata, il moltiplicatore (e dio conseguenza divisore) dovrebbe essere 360, numero matematicamente perfetto del calendario, e non 365,25.

In questo modo, i 1.872.000 giorni danno 5.200 anni - un risultato perfetto, perché rappresenta esattamente 100 "cicli" del numero magico di Thoth, il 52. Calcolato in questo modo, l'anno magico del Ritorno di Thoth sarebbe  il 2087 d.C. (5200-3113= 2087).

Possiamo aspettare anche questa data; l'unico difetto è che il Conto Lungo è un tempo lineare e non ciclico, necessario affinché i suoi giorni possano fluire nel quattordicesimo Baktun, nel quindicesimo e così via.

Tutto ciò, comunque, non elimina il significato di un millennio profetico. Poiché la fonte del "millennio" in quanto tempo escatologico ha le sue origini negli scritti ebraici apocrifi del II° secolo a.C. la ricerca del significato deve andare in quella direzione. Infatti il riferimento a ",mille" - un millennio - per definire un'era affonda le radici nell'Antico Testamento. Il Deuteronomio (7, 9) attribuiva alla durata dell'alleanza di Dio con Israele un periodo di "mille generazioni" - affermazione questa ribadita (I Cronache 16, 15) allorché Davide portò a Gerusalemme l'Arca dell'Alleanza. I Salmi hanno applicato ripetutamente il numero "mille" a Yahweh, ai suoi miracoli, e persino al suo carro (Salmo 68, 17). 

Il proseguo di questo articolo parlerà di Tempo Celeste, Tempo Divino e precessione di Ere zodiacali...

Tratto dal Libro: "Il Giorno degli Dei" p: 302-303-304-305

mercoledì 4 settembre 2013

shem le camere celesti mesopotamiche

 

Il termine shem di norma viene tradotto come "nome", che designa qualcuno, oppure consente di ricordarlo. Ma, come viene dimostrato ne Il pianeta degli dèi, citando fonti bibliche, mesopotamiche e egizie il termine equivaleva al sumero MU, che, pur se l'andare del tempo arrivò a significare <<ciò per cui una persona viene ricordata>>, in origine faceva riferimento alle camere celesti o alle navicelle spaziali delle divinità mesopotamiche.

Infatti, quando gli abitanti di Babilonia (Bab-Ili, "Porta degli Dei") iniziarono a costruire una torre per fare uno shem per loro, in realtà stavano costruendo una rampa di lancio per lanciare veicoli spaziali.

In Mesopotamia, sopra le piattaforme del tempio vennero edificate recinzioni speciali: da alcune raffigurazioni è evidente che fossero progettate per resistere a forti impatti - destinate al decollo e all'atterraggio di queste camere celesti.

Gudea dovette costruire nella zona sacra questa recinzione speciale per il Divino Uccello Nero di Ninurta, e quando la costruzione fu terminata, espesse la speranza che il >>MU del nuovo tempio (abbraccerà) le terre da orizzonte a orizzonte>>.

Un inno a Adad/Ishkur celebrava il suo <<MU che emette raggi che possono raggiungere lo zenit del cielo>> e un inno a Inanna/Ishtar descriveva come, dopo aver indossato la tuta da pilota (vedi figura) <<vola a bordo del suo MU su tutte le terre abitate.
In tutti questi casi MU viene tradotto comunemente come "nome". Adad, quindi avrebbe avuto un "nome" che avrebbe abbracciato le terre e che avrebbe raggiunto i cieli più elevati, mentre Inanna avrebbe <<volato nel suo nome su tutte le terre abitate>>.

In realtà, queste traduzioni non hanno senso. Hanno senso, invece, se si traduce correttamente il termine MU, che fa riferimento alle stronavi degli dèi e ai luoghi di atterraggio all'interno dei recinti sacri. Una raffigurazione di questi veicoli volanti, scoperta da una spedizione di archeologi voluta dal vaticano a Tell Ghassull, nei pressi di Gerico, sull'altra sponda del Giordano, riporta alla mente il carro descritto da Ezechiele (guarda figura).


Nelle sue istruzioni per costruire il tempio-ziqqurat a Babilonia, l'E.SAG.IL ("Casa del Dio Supremo") Marduk specificò i dettagli per la camera celeste:

Costruiamo la Porta degli Dèi (...)
Che siano costruiti i suoi mattoni.
Il suo shem sarà nel luogo designato.

Con il trascorrere del tempo, a causa del deterioramento di queste torri costruite con mattoni, i templi necessitavano di restauri e ristrutturazioni. Un esempio che riguarda l'Esagil, riportato negli annali dei re assiro Esarhanddon (680-669 a.C.), contiene diversi elementi chiave dei sogni fatti dai re in relazione al Tempio di Gerusalemme e citati anche nella Bibbia. 

Questi elementi ricorrenti includono la saggezza donata a Salomone, le istruzioni architettoniche e la necessità che gli artigiani dovessero essere ispirati da dio o che Dio dovesse istruirli affinché comprendessero quweste istruzioni.

Esarhanddon, qui visto sulla sua stele, dove si trovano i dodici membri del Sistema Solare raffigurati con i relativi simboli (vedi figura), mutò la precedente politica assira di confronto e lotta con Babilonia e decise di aggiungere la venerazione di Marduk (il dio nazionale di Babilonia) a quella di Ashur (il dio nazionale assiro). 

<<Sia ashur e Marduk mi hanno dato saggezza>> scriveva Esarhanddon che gli avevano così garantito <<la compensione di Enki>> per il compito di <<civilizzare>> - a mezzo conquista e sottomissione - altre nazioni. 

Per mezzo di oracoli e segni ricevette istruzioni di dare il via a un programma di ristrutturazione dei templi, a cominciare dal tempio di Marduk a Babilionia. Ma il re non sapeva come fare. Fu allora che Samash e Adad apparvero a Esarhanddon in un sogno nel quale mostravano al re i progetti architettonici e i dettagli relativi alla costruzione.

In risposta alla sua perplessità gli dissero di radunare tutti i muratori, i carpentieri e gli altri artigiani e di condurli alla "Casa della Saggezza" ad Ashur (la capitale assira). Gli dissero di consultare anche un indovino per stabilire il giorno e il mese più propizi per dare il via all'opera.

In base a ciò che <<Samash e Adad mi hanno comunicato in sogno>>, scrisse Esarhanddon, radunò tutta la manodopera e marciò in testa fino al luogo della conoscenza. Consultando un indovino, nel giorno indicato, il re portò sulla testa la prima pietra e la depose proprio in quel luogo antico.

Con uno stampo d'avorio forgiò il primo mattone. Quando fu completata la ricostruzione del tempio, vi mise porte decorate di legno di cipresso, rivestite in oro, argento e bronzo; forgiò dei vasi d'oro per i riti sacri. Quando ebbe terminato, furono convocati i sacerdoti, vennero offerti sacrifici e si rinnovò il servizio del tempio, così come era stato prescritto. 

Il linguaggio che usa la Bibbia per descrivere il fatto che salomone si era reso copnto che ciò che aveva visto e udito era solo un sogno, ricorda un esempio precedente di un faraone:

Il faraone si svegliò: 
era stato un sogno.

Si trattava di una serie di sogni, descritti nel capitolo 41 della Genesi.

Tratto da: La Bibbia degli Dei di ZS 

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Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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