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giovedì 4 febbraio 2016

Mar.duk ("figlio del puro cumulo")


Mar.duk ("figlio del puro cumulo"): meglio noto come dio nazionale di Babilonia, dove precedenti testi canonici, come l'Epica della Creazione, furono revisionati per garantirgli la supremazia celeste come Pianeta creatore, cambiando il suo nome da Nibiru a "Marduk". Era il primogenito di di Ea/Enki, nato su Nibiru e portato sulla Terra da sua madre, Damkina.

Responsabile responsabile della morte del fratello minore Damuzi, Marduk venne sepolto vivo all'interno della Grande Piramide, ma venne risparmiato ed esiliato - e infine si attirò le ire degli altri leader Anunnaki, e in particolare di Enlil, quando infranse un tabù prendendo in moglie una donna terrestre (che gli dette un figlio, Nabu).

Testimone della costante, e tuttavia dell'inutile lotta di suo padre Enki con Enlil per i diritti di successione, abbracciò la lotta per la supremazia della quale suo padre, a suo avviso, era stato ingiustamente privato.

Limitato inizialmente al dominio enkita dell'Egitto (dove secondo ZS, era venerato come Ra), i suoi ripetuti tentativi di stabilirsi anche nei domini enliliti sfociarono in episodi tristemente famosi quale la "Torre di Babele", guerre brutali, e l'uso di armi nucleari.

In competizione per la successione con Ninurta, figlio di Enlil, riuscì infine a ottenere il "Rango di Cinquanta" - ma solo dopo che la grande civiltà sumera era stata annientata dal vento nucleare. Fu allora che Babilonia divenne una città imperiale, con un importante recinto sacro, dominato da una ziggurat a sette gradoni, l'Esagil: servì come dimora del dio, come quartier generale e infine anche come sua tomba. 

Secondo storici greci e romani dell'epoca, la tomba di Marduk si trovava all'interno dello ziggurat Esagil, attaccata dal re persiano Serse nel 482 a.C.; ZS è perciò giunto alla conclusione che Marduk morì nel 484 a.C.

Nella sua brama di supremazia Marduk non introdusse il monoteismo; una volta ottenuto il Rango di Cinquanta (NB: il Rango di Cinquanta, in successione arriva subito dopo quello di Sessanta che apparteneva ad ANU), invitò gli altri dèi (inclusi gli enliliti) a dimorare nel sacro recinto di Babilonia, ordinando la costruzione di templi residenziali per loro<: infatti, per essere davvero il Supremo, aveva bisogno della presenza degli altri dèi e del loro riconoscimento.

Marduk: nell'astronomia babilonese, il pianeta di provenienza degli Anunnaki, Nibiru, che i babilonesi ribattezzarono "Marduk". Nel primo millennio a.C., tavolette astronomiche elencate da ZS ne Il Giorno degli dèi, registravano la ricomparsa del pianeta "Marduk" nell'era zodiacale dell'Ariete.

Tratto da: "Le Cronache Terrestri Rivelate"  
http://ningishzidda.altervista.org/   

®wld 

giovedì 18 settembre 2014

"L'astronomia nell'Enuma Elish"

 

ANALISI ASTRONOMICA DELL'ENUMA ELISH 

di https://www.ibs.it/libri/autori/alessandro-demontis

L’Euma Elish è il mito della creazione babilonese, copia di un precedente accadico a sua volta di un precedent
e sumero o, come sostengono alcuni commentatori, composto da più miti sumeri riuniti che avevano come protagonista Enlil. La più completa forma rinvenutaci é scritta in tavolette babilonesi datate a circa il 1000 a.C. ma in queste tavole si fa riferimento a termini sumeri il che dimostrerebbe che il poema fosse appunto di origine sumera, quindi databile ad un periodo tra il 2800 a.C. e il 2400 a.C. Il mito, letto in maniera letterale, racconta una ‘guerra tra divinità’, preceduta dalla loro ‘nascita’, e per concludersi poi con la creazione dell’ uomo e la raccolta dei vari dei nelle loro dimore. 

Si legge poi una sorta di ‘esaltazione’ della divinità principale, Marduk, al quale vengono attribuiti i 50 nomi ed epiteti divini, che racchiudono tutte le caratteristiche delle altre divinità. Ma ad una lettura più ‘aperta’ l’ Enuma Elish si rivela essere un misto di teogonia e di cosmogonia. Essendo ogni divinità associata ad un pianeta o a una stella secondo le usanze sumere e babilonesi, traducendo il mito in forma cosmogonica saltano subito all’ occhio alcuni punti misteriosi.

Se quando si descrive la formazione delle ‘coppie di dei anziani’ Lahamu e Lahmu essi possono tranquillamente essere identificati in Venere e Marte, e quando si parla di Kishar e Anshar possiamo identificare Giove e Saturno, il problema si ha quando dobbiamo identificare l’ ultima coppia di divinità, quelle giovani: Anu e Nudimmud (in alcune versioni Ea e in altre Antu).

Ora, se a ogni dio corrisponde un pianeta, non possiamo non trarre la conclusione che queste due divinità siano associate ad altri due pianeti del sistema solare. E visto che il mito nomina le ‘coppie divine’ in un ordine che rispecchia l’identificazione dei vari pianeti in una direzione che si allontana dal sole, quest’ultima coppia può essere identificata solo in Urano e Nettuno.

Questo punto é il maggiore ostacolo nel riconoscimento dell’Enuma Elish come mito cosmogonico da parte dell’establishment, perché implicherebbe che i sumeri, 5000 anni fa, conoscessero questi due pianeti che noi abbiamo conosciuto solo negli ultimi due secoli.Ma se i nomi che leggiamo sono corpi celesti del sistema solare, dove sono Mercurio e Plutone? L’Enuma Elish afferma che prima della creazione delle coppie divine, Apsu, il ‘primigenio’ di tutte le cose, marito di Tiamat la ‘madre di tutti gli dei’, aveva un araldo: Mummu. Non solo, sempre secondo l’Enuma Elish anche Anshar aveva un araldo chiamato Gaga. Ecco che Mummu é identificato con Mercurio, l’araldo del Sole (Apsu), e Gaga é identificato con Plutone.

La maggiore opposizione soprattutto a questa ultima affermazione, é il fatto che Plutone verrebbe quindi descritto come un ‘araldo’ o ‘satellite’ di Saturno (Anshar). Dal lato scientifico bisogna puntualizzare che questa ipotesi non è affatto assurda, infatti alcuni astronomi hanno ipotizzato che Plutone fosse in realtà un satellite sfuggito in seguito ad una collisione, e che i detriti di quest’ urto si fossero amalgamati fino a creare il suo satellite Caronte.

Questi astronomi propongono che fosse stato un satellite di Nettuno, ovviamente perchè é il pianeta più vicino. Veniamo a Mummu. Generalmente studiosi come Jacobsen o la Dalley ritengono che Mummu sia derivante dalla duplicazione di MU7 sumero (urlare) facendo voli pindarici per legare questo significato al concetto di 'parola' quindi 'azione'(?) descrivendo quindi Mummu come un 'attributo' di Tiamat in qualità di Creatrice. Altri sumerologi ritengono che Mummu fosse un modo errato di scrivere Nummu che é un termine associato all’acqua, e anche in questo caso lo considerano un epiteto di Tiamat.

Ciò però é alquanto azzardato visto che dell’ Enuma Elish son state ritrovate varie versioni e tutte riportano scritto Mummu (mu-um-mu) e non Nummu. Anzi, nemmeno una usa il termine Nummu. Sarebbe come dire quindi che tutte le copie del testo ritrovate in vari luoghi contenevano lo stesso errore. Per di più il testo dell’Enuma Elish distingue decisamente Apsu, Tiamat e Mummu come tre personaggi distinti, tanto che vi leggiamo:
Apsu non aveva perso la sua potenza ... e Tiamat ruggì ... era afflitta, e i loro atti ... i loro modi (le loro vie) erano malvagi ... 

Allora Apsu, il creatore dei grandi dei, pianse rivolto a Mummu, il suo ministro, e gli disse:
“O Mummu, tu ministro che rinfranchi il mio spirito, vieni, andiamo da Tiamat!”
Si deduce quindi che se Apsu si rivolge a Mummu per andare da Tiamat, Mummu non può essere un termine errato per identificare Tiamat stessa. In un altro punto della prima tavoletta si legge:
Da quando lui (Mummu) pianificò il male verso suoi figli (di Apsu) ... lui ne fu spaventato ... le sue ginocchia si indebolirono, a causa del male che il loro primogenito aveva pianificato.
Questo ci dà una nuova indicazione, che Mummu / Mercurio, sarebbe dopo Tiamat, il pianeta più vecchio del sistema solare. Il mito continua raccontando che gli dei più giovani (quelli esterni) avevano un ‘comportamento fastidioso’ che innervosiva sia Apsu che Tiamat. Questo modo di dire viene tradotto da termini sumeri che hanno il significato sia di ‘i loro modi’ sia ‘le loro vie’ cioé ‘i loro percorsi’. 

Da un punto di vista astronomico questo indicherebbe le loro proto-orbite. Dobbiamo infatti ricordarci che poco tempo era passato dalla nascita di questi giovani dei. Si può quindi ipotizzare che questo momento, in scala astronomica, corrisponda a un periodo in cui i pianeti erano in via di formazione e con orbite ancora non definite. E’ in effetti assurdo pensare che il sistema solare sia nato e sempre stato così come noi lo conosciamo adesso, con le stesse masse, con le stesse distanze e le stesse orbite stabili e precise.

In una situazione del genere, con orbite erratiche, alcuni di questi pianeti in formazione sarebbero potuti trovarsi a brevi distanze e quindi interagire elettromagneticamente generando fenomeni particolari che potrebbero aver avuto l’effetto di ‘disturbare Apsu’ cioè interferire con il Sole.
Quando Apsu e Mummu si recano da Tiamat, queste sono le parole di Apsu:
Di giorno non riesco a riposare,
la notte non giacio in pace...
Ma io distruggerò i loro modi (le loro vie).
Ci siano lamentazioni, e poi riusciremo
di nuovo a giacere in pace.

‘Distruggere i loro modi’ é una frase che ha poco senso compiuto, mentre ‘distruggere i loro percorsi/le loro vie’ astronomicamente significherebbe porre un fine al cammino erratico dei pianeti. Il testo poi afferma che Ea, colui che conosce tutte le cose, scoprì il piano di Mummu e si avvicinò a Tiamat. Nel testo mancano alcune righe ma da un punto più in avanti in cui si legge:
Per vendicare Apsu, Tiamat pianificò il male
Ma il dio proclamò ad Ea il modo in cui lei
organizzò le sue forze

Si può capire che qualcosa era successo ad Apsu per cui Tiamat decide di vendicarsi contro gli dei più giovani. Inizia qui una lunga descrizione di tutta una serie di ‘mostri’ che Tiamat genera per poter vendicare Apsu. Le descrizioni sono quanto mai suggestive; si parla di uomini-scorpione, di uomini-pesce, immani tempeste, del mostro Lahamu, vipere dragoni e non meglio precisate ‘armi crudeli’. Inoltre Tiamat crea ‘undici mostri terribili’ e li schiera al suo fianco, chiamando a se il più forte di questi (Kingu) ed eleggendolo a capo:
Lei esaltò Kingu, in mezzo a loro elevo il suo potere,
per marciare davanti alle forze, per guidare l’ armata,
per dare il segnale di battaglia,
per guidare l’ attacco [...]
“Io ho pronunciato il tuo incantesimo,
nell’assemblea degli dei ti ho elevato
il dominio sugli dei ti ho assicurato.
Sii esaltato nel tuo potere, mio sposo,
adorino il tuo nome gli dei sopra tutti gli Anunnaki.”
Lei gli diede le Tavole dei Destini,
“il tuo comando non sarà ignorato,
e ciò che pronuncerai sarà stabilito.”

Sitchin interpreta questo passaggio come l' intervento di 11 satelliti, e tra questi la crescita in dimensioni e influenza elettromagnetica e gravitazionale di uno in particolare, Kingu, il quale si sarebbe elevato alle proporzioni di un vero e proprio pianeta, acquisendo una sua proto-orbita indipendente non più necessariamente legata a Tiamat. Il testo va avanti descrivendo il terrore e lo sdegno che gli altri dei/pianeti provano nei riguardi della esaltazione di Kingu da parte di Tiamat. Riunitisi gli dei si interrogano su chi possa affrontare Kingu e sconfiggere lui e Tiamat.

E’ in questo punto che la storia dell’Enuma Elish ha la ‘svolta focale’ che introduce il giovane dio/pianeta Nibiru. Il suo nome nel mito é Marduk, che nel pantheon sumero é figlio di Ea e Damkina. E purtroppo questo è anche il punto in cui l’Enuma Elish presenta una frammentazione che rende illeggibili alcune linee che sarebbero state di grande aiuto. Le varie versioni disponibili differiscono in alcuni punti tra i quali questo. La versione babilonese più recente qui é frammentaria e mancano ben 24 linee, mentre quella più vecchia è meno rovinata. In altre versioni questo tratto della storia é completamente rovinato salvo qualche parola che quindi é di dubbia traduzione. La versione babilonese é stata tradotta da vari autori. La versione di L.W. King riporta che:
“Un vendicatore [...] dal profondo [...] valoroso [...]
le sue decisioni [...] da suo padre [...]
egli gli disse: O tu figlio che hai la pace nel cuore...
in battaglia andrai [...] colei che ti osserverà
troverà finalmente pace [...]”

Il testo indica che Marduk venne generato ‘nel profondo’. Il dio che gli si rivolge, chiamandolo ‘figlio mio’ è sicuramente Ea. Ciò in versione astronomica implicherebbe che il ‘profondo’ sia una zona del sistema solare oltre Nettuno. Un riferimento al ‘profondo’ ci viene anche dalla
traduzione di N.K. Sandars:
Nell’ abisso profondo fu generato Marduk –
fu creato nel cuore dell’Absu.
Ea e Damkina lo crearono, padre e madre.

Anche in questa traduzione si parla del ‘profondo’, compare la figura di Ea (Nettuno) e viene fuori qui una nuova figura, quella di Damkina, moglie di Ea. Astronomicamente Damkina in effetti é un ‘punto oscuro’. Sitchin non tratta questa traduzione di Sandars, e non affronta il tema ‘Damkina’. Tuttavia riteniamo che questo particolare non sia molto rilevante ai fini della cosmogonia tradotta da Sitchin. 

I personaggi principali, cioè quelli che ‘compiono azioni’ nell’Enuma Elish trovano tutti riscontro nel pantheon sumero. Ovviamente, come in una situazione di formazione di un sistema solare ci sono in gioco molti elementi, così anche nell’Enuma Elish vengono riportati altri nomi che da Sitchin non vengono però presi in considerazione. Se questo può dare adito a una critica nei suoi confronti, va tuttavia considerato che il solo fatto che lui non dia una spiegazione di cosa sarebbe Damkina in termini astronomici non basta a invalidare le altre identificazioni.

Personalmente sono convinto che si possa identificare Damkina in un oggetto trans-nettuniano simile ai vari Eris, Quoar o Sedna scoperti recentemente, ma ciò rimane comunque solo una personale ipotesi e come tale va presa. La storia dell’Enuma Elish va avanti descrivendo le riunioni degli dei che tra loro parlano del dio Marduk e gli chiedono di diventare il loro ‘campione’ nella lotta contro Tiamat. Marduk accetta di lottare contro Tiamat chiedendo però che da quel momento:
“Se io, vostro vendicatore,
conquisto Tiamat e vi restituisco le vite,
Riunite una assemblea e rendete il mio destino dominante.
In Upsukkinaku sedetevi gioiosi,
e io, non voi, decreterò i destini.”

Insomma Marduk chiede di avere la supremazia su tutti gli dei e di avere la facoltà di ‘stabilire e controllare i destini’. Astronomicamente ciò si traduce nell’avere una forza di attrazione e una orbita tali da ‘controllare’ la struttura del sistema solare. In che modo lo vedremo più tardi. Marduk si appresta quindi ad avvicinarsi a Tiamat. Giunti faccia a faccia, il loro incontro viene descritto nell’Enuma Elish in maniera molto dettagliata. Ci viene detto che Marduk si armò con una ‘rete’, con i 4 venti del Nord, del Sud, dell’Est e dell’Ovest, e in più con il ‘vento malvagio’ e altre armi. Si potrebbero identificare queste ‘armi’ come satelliti o ammassi asteroidali che viaggiavano con Marduk legati a lui dalla sua forza gravitazionale, identificata nella ‘rete’.  

Da parte sua Tiamat invece generò ’11 mostri’ e mise Kingu a capo della sua schiera. Di Kingu si dice che:
“Lei ha esaltato Kingu; tra di loro (gli dei)
ha aumentato il suo potere.
Per marciare verso le forze, per guidare le orde”
E ancora, in un altro punto del testo si legge che:
“Lei ha appuntato la Tavola dei destini sul
suo petto... dicendo:
Il tuo comando non sarà sfidato, e le parole
della tua bocca saranno stabilite.”

Da queste righe, traducendole in versione astronomica, si deduce che Kingu ha acquisito tale potere e forza gravitazionale da influire sul corso degli altri pianeti. Si arriva dunque al momento della battaglia:
“Marduk liberò la sua ‘rete’ e la catturò,
e liberò il suo Vento malvagio, che stava dietro di lui,
sul viso di Tiamat.
Appena lei aprì la bocca per inghiottirlo,
Il vento malvagio la riempì mentre ancora lei
non aveva chiuso le labbra.
Il vento terribile la riempì fino all’ombelico”

La ‘rete’ di Marduk può essere la sua forza di attrazione gravitazionale.
Successivamente si legge che:
“Lui danneggiò le sue parti interiori, ferì il suo cuore.
La sottomise e le tolse la vita;
Gettò il suo corpo e le si mise sopra.
E quando Tiamat, il capo, fu sconfitto,
le sue orde furono disperse”
Distrutta Tiamat, con il ‘corpo lacerato’, i suoi
satelliti (le orde) si muovono in modo erratico non più
tenuti assieme dalla sua forza gravitazionale.
“ma furono circondati, così che non potessero scappare.
Li catturò, distrusse le loro armi,
li catturò in una rete e li lasciò imprigionati”
La forza gravitazionale di Marduk quindi intercetta il movimento dei satelliti e li attrae impedendogli di disperdersi nello spazio. Poi Marduk ritorna verso Tiamat e la urta:
“Lui e i suoi impietosi aiutanti distrussero la
sua testa [la sua parte superiore].
Lui le recise le vene e fece fuoriuscire il sangue,
ordinando al Vento del Nord di spargerlo in posti
remoti e segreti.”

In sostanza una collisione strappa da Tiamat una parte della sua parte superiore, e i detriti vengono sparsi nelle zone circostanti. Ci viene descritto a questo punto un gesto fondamentale nella teoria Sitchiniana e nella identificazione di questo mito come ‘cronaca di una battaglia planetaria’. Marduk infatti avendo diviso in due parti Tiamat, decide di mettere una di queste due parti in un punto ben preciso come a suddividere 2 zone del campo di battaglia:
“Lui la aprì in 2 come un mitile;
una delle sue metà lui stabilì come una copertura
per il cielo. Stabilì una leva, impose
un ‘osservatore’, e ordinò loro (i frantumi di Tiamat)
di non lasciar avanzare le sue acque”

Astronomicamente quindi viene descritta la formazione di una sezione del sistema solare che lo divide in 2 regioni. Questa sezione é identificata come la fascia degli asteroidi, nata dai frantumi della parte strappata dalla testa di Tiamat.

Successivamente si legge che Marduk si diresse verso ‘il profondo’ scrutando la struttura degli abissi, e vi stabilì una dimora, l’E-Sara, in cui avrebbero dimorato alcune divinità. Si potrebbe trattare della zona periferica del sistema solare in cui orbitano i pianeti più esterni: Ed egli fondò E-sara, una residenza in essa. La casa E-sara che creò come Cielo, Fece abitare in questi distretti Anu, Bel, ed Ea. Dove il nome Bel (che sostituisce Gaga) sarebbe Enlil e, in chiave astronomica, Plutone. 

Il termine E-Sara (E.Shara nella versione di King ed Esharra in quella di Sandars) é alquanto ostico perché di non univoca traduzione. Potrebbe significare ‘casa o zona che delimita il tempo o lo spazio’ (ricordiamo che il sar in sumero e in accadico era una unità di misura molteplice applicata con diversi valori sia alle misure del tempo che a quelle di spazio) ma anche ‘casa da cui si inizia’ o ‘casa da cui si esce’. E’ importante notare questi ultimi due significati perchè, per chi arriva dall’ esterno del sistema solare, la zona E-Sara sarebbe proprio il punto iniziale del sistema, e parimenti per chi viaggia verso l’esterno partendo, ad esempio, dalla Terra, l’E-Sara rappresenta la zona da cui ‘si esce’ dal sistema solare. Il significato di 'entrare' del termine SHAR é anche attestato nei lexicon sumeri.

Il testo arriva quindi alla quinta tavoletta, dove compare per la prima volta il termine Nibiru. Nella versione di King leggiamo:
“Lui stabilì le stazioni degli dei, le stelle,
le loro immagini e lo zodiaco lui creò. [...]
Lui fondò la stazione di Nibiru (il pianeta Giove)
In modo che nessuno potesse sfuggire”
mentre nella versione di Sandars, il corrispondente passaggio diventa:
“Lui progettò posizioni per i grandi dei, e
diede loro un aspetto stellare come costellazioni. [...]
Poi diede loro Nibiru, il polo dell’ universo,
per segnare il loro cammino,
in modo che nessuno potesse errare.”
Nella versione di King, la parte tra parentesi non fa parte del testo originale ma é una sua interpretazione. Gran parte dei sumerologi é convinta che il termine Nibiru a tratti indichi Giove e a tratti indichi Mercurio. A mio parere invece il termine Nibiru indica un qualcosa di estraneo ai pianeti – divinità le cui stazioni (posizioni o orbite) Marduk aveva stabilito. Questo perchè il testo dice chiaramente che prima Marduk ‘stabilì le stazioni degli dei’, quindi aveva già stabilito le posizioni di tutti i pianeti, compreso Giove, e solo dopo introduce Nibiru. Non avrebbe senso, quindi, dire che ‘Marduk diede loro Giove in modo che non potessero errare’ perché Giove stesso (Kishar) era già incluso tra gli dei (pianeti) delimitati da Nibiru. Nibiru deve per forza essere un oggetto o una zona estranea agli dei già menzionati.

Il mito poi affronta il tema della disposizione della Luna e del Sole nel cielo, viene descritto minuziosamente il modo in cui sono state ‘decise’ le fasi lunari e come queste dovessero scandire il tempo. 
Ma di questo parleremo un'altra volta ...

https://vdocuments.mx/enuma-elish-2012-analisi-del-mito-in-chiave-astronomica.html?page=1

dalla pagina 1 alla pagina 13

®wld  

martedì 28 maggio 2013

Il perfetto sviluppatore e creatore delle cose.

 http://gizidda.altervista.org/images/enki.jpg 

CARATTERI SATANISTI  

Spesso mi sono sentito fare alcune domande: ma chi é il satanista? Quali sono i caratteri che lo contraddistinguono? Come si comporta? Come pensa? Non sono domande facili, perché tutto ciò che la gente sa dei satanisti é ciò che loro é stato detto dai media, dalla Chiesa (servita dai media), e da religiosi di ogni genere che hanno ogni convenienza nel dipingere il satanista come un losco individuo dedito al male.

Questa idea é spesso stata rafforzata da quelli che io definisco “falsi satanisti”, cioè persone che non sanno cosa sia il Satanismo , ma ne vengono affascinati e dichiarandosi satanisti cercano di seguire e vivere quel poco (e sbagliato) che sanno del Satanismo, assumendo caratteri e comportamenti derivanti da una idea errata.

Abbiamo fatto un percorso storico, e abbiamo affermato in una sezione precedente che Satana é l'Avversario. Dunque un satanista vero avrà in se i caratteri di Satana, o meglio, della forma di Satana a cui si sente più vicino. Un satanista teista sarà portato ad assumere caratteri derivanti dalla nozione teista che ha del Satana, dunque magari una avversità alle religioni monoteistiche e al loro tentativo di ingabbiare la conoscenza e lo spirito umano secondo canoni da loro prefissati... un satanista spiritualista, magari, avrà o assumerà caratteri più spirituali ed elevati di quelli di un teista, ma comunque caratteri fideistici.

Un satanista razionalista, ateo o agnostico che sia, assumerà o sarà portato a manifestare caratteri di agnosticismo o ateismo; non é raro vedere satanisti atei razionalisti farsi beffa degli aderenti a un qualsiasi credo, ma questo non è un carattere satanista, é un carattere umano che si rafforza grazie alla componente atea derivante da una idea di Satana come “Ego umano”. E così via....

Credo che la cosa migliore, per capire i caratteri satanisti, sia sempre andare alle fonti, ed esaminare i caratteri delle varie figure che sono servite nel tempo per creare il mito di Satana, in male o in bene. E in parte l'abbiamo fatto quando abbiamo conosciuto i quattro personaggi utilizzati dai “falsificatori” per creare il modello del Satana. Qui é bene entrare in una analisi profonda solo di un personaggio, Enki, il proto- Satana per eccellenza.

Leggendo i vari miti riguardanti Enki saltano all'occhio subito alcune caratteristiche fondamentali: innanzitutto Enki era un profondo amante e sostenitore dell' uomo. E non può essere altrimenti visto che fu proprio lui a crearlo. I due miti chiamati “Enki e Ninmah” e “Atra Hasis” ci raccontano che furono lui e sua sorellastra Ninmah (in alcune versioni al posto di Ninmah compare la moglie Damkina, in altre versioni le due sono identificate come la stessa persona)a creare l’uomo, ma mentre Ninmah fu sempre distante dalle cose umane, Enki fu sempre presente, guidò lo sviluppo della civiltà, intercedette per gli uomini in ogni momento.

Basti ricordare che fu Enki ad avvisare Ziusudra ( il Noè biblico) che sarebbe arrivato il diluvio, e gli consigliò come mettere in salvo se, la sua famiglia, e il seme delle cose viventi in modo che, passato il diluvio, il mondo potesse riprendere a popolarsi. E fu sempre lui a salvare il suo protetto e sacerdote Adapa da punizione certa (mi riferisco al mito chiamato “Adapa e il vento del Sud”) con uno stratagemma che impedì alla stirpe umana di diventare immortale, ma non impedì all' uomo di avere profonda conoscenza delle cose. 

E anche quando Enki agisce contro il genere umano per volere di Enlil, 
confondendone le lingue, lo fa in effetti per uno scopo più nobile. Aveva già creato le razze, dopo il diluvio... non restava che distinguerne le lingue, le culture, per variegare il nuovo mondo. Enki non solo é il creatore della stirpe umana, ma anche il suo più grande mecenate e protettore. 

Inoltre Enki era un grande scienziato. Aveva conoscenze di metallurgia, di tecniche per l' agricoltura, di ingegneria, di edilizia, di medicina e genetica, di matematica e geografia... e dispensava queste cognizioni prima ai suoi figli, dèi anche loro, in primo luogo Ningishzidda e Marduk, e successivamente ai suoi sacerdoti, dai quali le nozioni sarebbero passate ai prediletti esponenti della stirpe umana. 

Si, perchè Enki fu anche colui che istituì il sacerdozio, che iniziò a Eridu, la sua città sacra in terreno mesopotamico - l'unica città di una divinità della sua fazione - mentre tutte le altre erano dedicate a personaggi della fazione di suo fratello Enlil. L'unico altro enkita che provò a costruire una sua città a Sumer, Marduk, fu severamente punito, e anche in questo caso Enki intervenne per salvare suo figlio ma anche gli umani che lo sostenevano.

Donò loro l'Egitto, che millenni prima aveva risollevato dalle acque dopo il diluvio. Fondò quindi indirettamente anche la civiltà egiziana, dove viene ricordato come Ptah “lo sviluppatore”. Fondò i primi insediamenti nell' Africa sudorientale, abitati da rozzi umani - le prime versioni - la cui evoluzione, una volta lasciati da soli nelle loro terre, proseguì più lenta di quella della gente di Sumer, il famoso popolo dalla testa nera di cui ci parlano le leggende, gli abitanti della terra di Shin-ar di cui si parla nella Bibbia. 

Lì, in sud-Africa, la struttura da poco scoperta, e chiamata “Calendario di Adamo”, giace indisturbata dopo 60.000 anni. Si, lì in sud-Africa giace il primo orologio astrologico del pianeta, ma non è la costruzione più antica... infatti gli insediamenti circostanti sembra risalgano a circa 200.000 anni fa. 

Alcuni miti ci raccontano di un Enki ubriacone, lussurioso, che cerca di portarsi a letto la nipote di suo fratello, la bella e furba Inanna, la “puttana di Sumer”. Inanna lo fa ubriacare e gli ruba i ME della civilizzazione (documenti scritti su cristalli). Il fare libertino di Enki ci viene inoltre tramandato da altri miti frammentari...alcuni sono famosi, come “Enki e Ninhursag”, altri sono meno noti, come il mito in cui Enki si unisce a Ereshkigal che gli dà alla luce Ningishzidda. Enki dona a lei il suo regno, l'Apsu, appunto il sud-Africa, che successivamente divenne per i sumeri il mondo di sotto, l'aldilà... il “creato ad arte” mondo degli inferi.

Altri caratteri Enkiti sono l' altruismo ben pesato per poter comunque trarne dei vantaggi, per sè o per la sua stirpe... alcuni tendono a dipingere Enki come un sessantottino che predica e mette in pratica la lussuria, il godersi i piaceri della vita, ma questa a noi sembra una visione abbastanza riduttiva. Enki era un personaggio molto pratico e istintivo, ma sempre con la mente puntata alla mediazione. 

Non é un personaggio orgoglioso, come invece suo fratellastro Enlil.Enki era il primogenito di Anu, ma nonostante ciò, per complicate regole di successione, il comando di Sumer passò al suo fratello minore. Eppure Enki non si ribellò mai a questo, non mosse mai guerra per questo, e quando suo figlio Marduk sfidò la fazione enlilita, contravvenendo alle regole, Enki prese le sue difese pur dovendone pagare lo scotto. Venne privato dei suoi titoli, per aver difeso un figlio testardo ed orgoglioso. Enki mostra amore incondizionato, passione, gioia di vivere e scoprire.

È il perfetto genitore premuroso dell' uomo. Il perfetto sviluppatore e creatore delle cose. 

Tratto dal libro di Alessandro Demontis p. 121-122-123-124-125
http://gizidda.altervista.org/site.html

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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