IL CORPO UMANO: MONOPOLIO DELLO STATO
di Gianni Lannes
Il corpo dell’essere umano non è intangibile, non è
sacro, e non è di proprietà della persona che lo indossa. Infatti, in Italia
dal 1999, grazie alla legge numero 91, si prelevano gli
organi al momento della morte, anche se da vivi non è stato mai espresso l’assenso:
è sufficiente non averlo rifiutato espressamente. In altri termini, il consenso
si presume, giacché vale la norma grottesca, anzi incostituzionale, appunto, del silenzio-assenso. E non vale
l’eventuale opposizione dei familiari all’espianto di organi, da un corpo nel
quale batte ancora il cuore, pur essendone stata dichiarata la morte cerebrale.
Insomma, va in scena in camera operatoria un crimine legalizzato a tutti gli
effetti dall’Autorità per eccellenza che detiene anche e soprattutto, il
monopolio “legale” della violenza.
Anche in Gran Bretagna (dal 1986), Stati Uniti
d’America e Svezia (dal 1987) è possibile espiantare organi, ma là, almeno, è
obbligatorio il consenso ineludibile dei parenti.
Beata
ignoranza - Il popolo italiano nella stragrande maggioranza
non è a conoscenza di questa normativa. Pochi conoscono i loro diritti in
una materia così essenziale. E non tutti sono d’accordo sul principio del
silenzio-assenso, come non tutti accettano il dogma della morte cerebrale. In effetti, questo abusato teorema
risponde ad una ragione commerciale: serve a consentire i trapianti
di cuore. Singolare coincidenza: la definizione di morte legata all’esaurimento
di tutte le funzioni del cervello è stata enunciata dalla Commissione di Harvard nel 1968:
esattamente l’anno successivo alla prima operazione eseguita a Città del Capo
il 3 dicembre 1967 da Christian Barnard.
In ambito scientifico c’è chi contesta con argomenti seri la validità
del principio imperante in occidente: ad esempio il dottor Cicero Galli Coimbra
del dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia dell’università di San Paolo. Prima di questa aberrazione il terminale
della vita umana era considerato l’ultimo battito cardiaco (il parametro vigente
in Giappone). In questa linea affaristica emerge addirittura il cinico criterio
“mors tua vita mea” avallato nel Belpaese, a metà degli anni Novanta dalla
Corte costituzionale tricolore.
Predazione
disumana - La regola del “silenzio-assenso” cancella il
principio del corpo come bene esclusivo dell’individuo, lo sottrae alla
comunità ed alla famiglia e lo consegna allo Stato come cosa (res) utilizzabile. In tal modo, il corpo umano all’insaputa della
maggioranza silenziosa è diventato una proprietà esclusiva dell’autorità
istituzionale italiota, arrogatosi il diritto di disporne.
Va ricordato che l’articolo 5 del Codice Civile
vieta gli atti di disposizione del proprio corpo quando cagionino una
diminuzione permanente dell’integrità fisica, o quando siano altrimenti
contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume. Diverse leggi sono
state emanate in deroga a questa disposizione: oltre alla citata legge 458/1967,
disciplinante il trapianto del rene tra persone viventi, vanno ricordate la
legge 301/1993, recante norme in materia di prelievi ed innesti di cornea, e la
legge n. 483/1999, che detta norme per consentire il trapianto parziale di
fegato.
Nemesi medica - Due esempi a portata di memoria. Nel 1995 Martin
Branch, un giovane turista tedesco in vacanza in Italia viene investito da
un’automobile. Ricoverato a Napoli, i medici lo predispongono per prelevargli
gli organi e avvertono i genitori che per fortuna si precipitano nello Stivale.
I due strappano dalle grinfie dei sanitari il ragazzo e lo portano in Germania.
Martin dopo un pò si risveglia dal coma, si laurea e diventa uno sportivo. Di
casi simili gronda la cronaca. Basta scandagliare. Ricordate lo scandalo
scoperto casualmente nell’estate dell’anno 2000 all’Alder Hey di Liverpool? Ben
8 mila cuori di bambini morti sotto i ferri e una quantità incredibile di
organi prelevati all’insaputa dei genitori e conservati negli scantinati
ospedalieri per fini di sedicente ricerca.
E come tralasciare il traffico di organi tra vivi.
Soprattutto di migranti speciali: i clandestini ingannati, impacchettati e
vivisezionati. Le maggiori vittime sono i bambini, rapiti, narcotizzati e fatti
a pezzi, anche per rituali satanici di cui poco o nulla si parla in Italia.
Il pretesto ufficiale della legge italiana è
sottrarre questa materia alla logica brutale del mercato. In realtà, questa
normativa rivela un volto autoritario e antidemocratico, motivato dai chirurghi
che pretendono di risolvere ogni malanno con un trapianto, occultando le vere ragioni
del profitto e della ricerca di notorietà a tutti i costi.
Il
retroscena - La legge del silenzio/assenso, della schedatura
dei cittadini, dell'organizzazione della macellazione umana, dei finanziamenti,
della promozione degli espianti/trapianti, dell'import-export, è nata nell'inganno. Il 19 gennaio di 14 anni fa, il
ministro della Salute, tale Rosy
Bindi ed il Presidente della Camera, al secolo Luciano Violante rimettevano al vaglio e voto della Camera il
Testo Unificato. Ebbene, i primi 5 articoli approvati del disegno di Legge,
venivano trascritti in Commissione Affari Sociali, sotto la presidenza di Marida Bolognesi, privi della specifica
“a scopo di trapianto”, cosicché risultava che l'espianto era senza vincoli, ossia
funzionale a qualsiasi sperimentazione.
Successivamente il 2 febbraio la Camera approvava la legge della
macellazione umana. Su 630 deputati, assenti 221, presenti in aula 409, di cui
105 astenuti, votanti 304: favorevoli 276, contrari 28. L'11 febbraio il Testo Unificato veniva
assegnato al Senato, dove il Presidente della Commissione Sanità Franco Carella
(Verdi) tentava una votazione in Commissione legislativa. 40 firme riportavano
il testo all'Aula, ma i capigruppo imponevano il voto redigente, blindato, ovvero
senza possibilità di emendamenti. Il 25 marzo nel pomeriggio venivano espresse
le dichiarazioni di voto, seguiva la votazione nominale a scrutinio simultaneo
elettronico che subito dopo, stranamente, veniva annullata per mancanza del
numero legale e rinviata (forse non piaceva l'esito?).
Il
31 marzo a sorpresa, interrompendo il dibattito sulle quote latte, veniva
introdotta la votazione estemporanea: pochi minuti e le lobby trapiantistiche ebbero
partita vinta. Legge approvata in via definitiva con 139 si, 20 no e 16
astenuti su 325 senatori di cui presenti 184, assenti 141. Il primo di aprile
1999, il Presidente della Repubblica, Oscar
Luigi Scalfaro, firmava la legge in tutta fretta, sottoscritta dall'allora
Presidente del Consiglio Massimo D'Alema,
dal Guardasigilli Oliviero Diliberto,
e dalla Ministra della Sanità Rosy Bindi.
Nel frattempo La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi nel frattempo
presentava al Presidente della Repubblica Istanza di sospensione della
promulgazione e rinvio alle Camere ai sensi dell'articolo74 della Costituzione,
in quanto la legge era ed è palesemente incostituzionale. Il 15 aprile la legge
91/99 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 87.
Macellazione umana - Nerina Negrello, presidente del
predetto sodalizio che ha contestato questa normativa non ha dubbi: «I
Ministri della sanità che si sono succeduti: Rosy Bindi, Veronesi, Sirchia,
Storace, Livia Turco, si sono ben guardati dall'emettere il Decreto attuativo
per la manifestazione di volontà dei cittadini, previsto dalla L.91/99 articolo5.
Hanno preferito la confusione alimentata dalle Disposizioni transitorie, sulle
quali Bindi ha sovrapposto il Decreto ministeriale 8/04/2000 temporaneo per favorire
le schedature illegali presso le Asl e i tesserini ingannevoli delle
associazioni procacciatrici di organi.
Questa legge cavalca la frode
scientifica della “morte cerebrale” a cuore battente, imposta dai protocolli di
Stato, e sviluppa il mercato della carne umana, seminando angoscia del vivere. C'è anche un'altra obiezione: il fatto che
gli organi vengono espiantati da corpi
ancora vivi, irrorati dal cuore autonomamente pulsante, corpi così reattivi da
richiedere farmaci paralizzanti per facilitare l'operazione di espianto. La
persona è dichiarata morta sulla base di esami controversi, in quanto non
possono escludere la persistenza di alcune funzioni cerebrali e non sono
praticati quei test che potrebbero evidenziare la vita in qualche parte del
cervello.
Le lobby trapiantistiche hanno ottenuto la Legge 91/1999, detta del
silenzio-assenso, ma in realtà non è stato ancora emanato il decreto attuativo
per la manifestazione della volontà individuale al fine di schedare donatori e
non, nonostante siano trascorsi 9 anni. Non è quindi in atto il silenzio-assenso,
ma qualcosa di peggio. Infatti, gli inviti del Centro nazionale trapianti a
porre la "X" sul "Sì" o sul "No" dei prestampati
Asl sono ingannevoli, così come le varie forme liberalizzate di volontà che
offrono spazio a facili contraffazioni come i tesserini on line compilabili da
chiunque o il fasullo tesserino della Bindi che si può trovare in tasca senza
saperlo. Siamo in una giungla, dove si espiantano più organi, proprio perché la
legge non viene attuata. Le autorità sanitarie hanno paura che i cittadini,
messi alle strette con le notifiche previste dalla legge,vadano a dichiarare in
massa: "No"».
Anche il Governo dell'eterodiretto Monti ci
ha messo lo zampino, con il decreto legislativo numero 216, varato in
extremis l'11 dicembre 2012, mascherato con la dicitura "Disposizioni
urgenti volte a evitare l'applicazione di sanzioni dell'Unione europea".
Tutto è manipolato: le
notizie, il cibo, l'istruzione pubblica, la sanità, il fisco. Soprattutto la cura della salute: il business per eccellenza. Il
sistema di assistenza sanitario è intenzionalmente progettato non per curare i
malati ma per tenerli sospesi tra salute e malattia, e bloccarli in un
processo che arricchisce le multinazionali farmaceutiche.
In attesa di un governo farsa, si approssima un altro allucinante traguardo: la clonazione umana.