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lunedì 13 febbraio 2023

La razza umana è ora sul tagliere

DARPA/Pentagono per creare futuri esseri umani

lunedì 7 giugno 2021

Uap, l’inspiegabile: Biglino e l’ultimo show del Pentagono

 

Si intitola “L’Inspiegabile”, l’ultimo kolossal di Hollywood co-prodotto dal Pentagono: il succulento trailer è appena stato distribuito al Congresso, con anticipazioni-bomba sulla grande stampa.

Il noto critico cinematografico Mauro Biglino sottolinea l’inarrivabile humour degli sceneggiatori: i favolosi Uap (eredi dei vecchi Ufo, la cui presenza è stata risolutamente negata per 70 anni) ora finalmente “esistono”, in via ufficiale. Ma li protegge un impenetrabile mistero: cosa sono? Da dove vengono? Non dagli Usa, né dalla Russia o dalla Cina. E dunque? Suspence…

La trovata fenomenale – ammette Biglino, autore di spettacolari recensioni di capolavori del passato – consiste in questo: viviamo monitorati da una rete di satelliti che saprebbero indicare anche il numero di targa di ogni veicolo circolante sul pianeta, eppure la prima intelligence militare del mondo non sa proprio dire quale stabilimento, sulla Terra, possa produrre quei velivoli che schizzano nel cielo esattamente come i “carri celesti” della Bibbia, dei poemi omerici e del Ramayana indiano.

Possibile che il sequel sia anticipato dalla sit-com “Aiutiamo il Pentagono”, con anche un reality in cui – ognuno a bordo del proprio Uap televisivo – i concorrenti soccorrano gli sceneggiatori della Space Force, suggerendo la possibile

origine (non aliena, forse sacra, eventualmente psico-visionaria) delle apparizioni multidimensionali che visitano lo spazio-tempo. Sarebbe un modo divertente per ispirare i formidabili autori della serie, già ideatori della leggendaria fiction che nel 1969 propose l’indimenticabile Sbarco sulla Luna a bordo di simpatiche scatolette di latta incerottate alla buona, col nastro isolante.

Anche il Comitato Grandi Verità (sezione Akasha) conferma la coerenza narrativa delle ultime produzioni worldwide: attraverso Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti, autore della hit “Sono un ragazzo vaccinato”), lo stesso Bilderberg Group approva lo stile narrativo – tra il fantasy e il cartoon per la prima infanzia – proposto al grande pubblico mondiale.

Applausi a scena aperta dal Club Zeta Reticuli, che apprezza infinitamente tutto quello che sta accadendo sul nostro pianeta negli ultimi mesi: l’allusione si riferisce evidentemente all’altro reality, quello in corso sul suolo terrestre, in cui – attraverso un preciso sistema di punteggi – ogni partecipante (oltre 7 miliardi, gli iscritti) fa a gara nel credere a tutto quanto viene raccontato dal Ministero della Verità.

Già in odore di Oscar il cast internazionale – da quello statunitense a quello italiano – per le strepitose performance nei ruoli drammatici, specie se interpretate da magistrali attori nei panni di pensosi scienziati.

Il grande spettacolo (”Come in cielo, così in terra”) potrebbe essere replicato anche per tutto il 2021, anche se alcuni segnali di stanchezza da parte del pubblico lasciano pensare a colpi di scena. Indizi? Avvertono gli storici osservatori del memorabile Uap apparso a Fatima, in Portogallo: se guardiamo alla fine che hanno fatto i tre show precedenti (”Il Mistero dell’Isis”,

“Chi ha paura dello spread” e “My Name Is Greta”, tutti scomparsi dai radar), possiamo immaginare che anche “Il Grande Virus” e il suo sequel, “Il Grande Vaccino”, potrebbero essere rimpiazzati da qualcos’altro, sempre nell’abito della stessa prestigiosa produzione (Great Reset International).

Fonte: https://www.libreidee.org/2021/06/uap-linspiegabile-biglino-e-lultimo-show-del-pentagono/

®wld

sabato 10 ottobre 2020

Almanacco di ottobre 2020

 

Conferenza stampa Camera dei Deputati: “Censura mediatica e pensiero unico” 

Martedì 6 ottobre 2020 alla Camera dei Deputati, Marcello Pamio (intervento al minuto 21) assieme all’onorevole Sara Cunial, ai giornalisti Riccardo Rocchesso, Fabio Frabetti e Margherita Furlan hanno tenuto una conferenza stampa per difendere il diritto di fare informazione in Italia, vista la censura sempre più imperante! Condividete più che potete il video, così da permettere a molte persone di vedere gli interventi e forse prendere coscienza che stiamo vivendo in una vera e propria dittatura mediatica. Grazie di cuore a tutti e Viva la Libertà!!! Marcello Pamio

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Mascherine all'aperto

Il golpe mondiale avanza, ora testano la nostra obbedienza

In questo momento, le élite stanno testando le reazioni delle persone e il loro grado di sottomissione alle loro prevaricazioni.

Stanno, in altre parole, preparando la popolazione mondiale al livello di obbedienza assoluta che sarà richiesto per entrare a far parte del Nuovo Ordine Mondiale. Non ci sarà infatti spazio per il dissenso.

I dissidenti saranno messi al bando e trattati alla stregua di elementi indesiderati da eliminare. In questo senso, l’imposizione delle mascherine, oltre a verificare il grado di sottomissione del popolo, aiuta il regime a comprendere facilmente chi non si allinea alla dittatura.

E’ un modo per poterli individuare rapidamente e vessarli con abusi e sanzioni illegali e incostituzionali. In questo modo, la dittatura cerca di spezzare anche la volontà di chi non vuole allinearsi, avvertendolo del futuro che lo attende se non si adegua.

Questa seconda fase, per quanto potrà sembrare difficile da credere, si annuncia persino più autoritaria di quella di marzo. I controlli che stanno per arrivare saranno non molto dissimili da quelli previsti per la legge marziale. Si inizia già a parlare dell’esercito per le strade per far rispettare le imposizioni della dittatura. Continua QUI

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Vaccino Covid: aumentano gli effetti avversi - Dal Pentagono il microchip che controlla il DNA – Con l’acqua puoi scommettere in borsa – Piero Angela: “Serve l’esercito in strada” - Zingaretti uomo ridicolo. Fonte

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COVID, 12MILA SCIENZIATI CONTRO LE RESTRIZIONI DEI GOVERNI: “IMPATTO DEVASTANTE SULLA SALUTE, MOLTO PIÙ DEL VIRUS”
 
Nella Dichiarazione di Great Barrington l’appello a tornare alla normalità: “Mantenere queste misure fino a quando non sarà disponibile un vaccino causerà danni irreparabili, molto peggiori del virus”. Protezione mirata per anziani, ma “occorre riaprire tutto. Giovani e bambini non sono a rischio”

Martin Kulldorff, Sunetra Gupta e Jay Bhattacharya, epidemiologi e immunologi che hanno redatto la Dichiarazione di Great Barrington sottoscritta da migliaia di scienziati della salute e medici in tutto il mondo. Leggi l'articolo QUI

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Come Bill Gates acquista punti vendita, giornalisti e "fact checker"

Come Bill Gates acquista punti vendita mainstream, giornalisti e 'fact-checkers'
 
Nell'ultimo decennio, un piccolo gruppo di filantropi miliardari si è mosso silenziosamente per prendere il controllo dei nodi chiave dei media, della politica del governo e dell'istruzione.

Affermano che stanno semplicemente cercando di "colmare le lacune di finanziamento delle organizzazioni giornalistiche in difficoltà", specialmente sulla scia della "pandemia" del coronavirus.

Di gran lunga, il più grande attore in questa rete è la Fondazione Gates.

In breve, Gates ha utilizzato a lungo la patina caritatevole della sua fondazione per guidare e plasmare il discorso pubblico sulla salute globale. 

Nel caso di COVID e vaccini, si ritiene che Gates stia utilizzando i suoi miliardi per sfruttare sia l'accesso che la copertura di notizie favorevoli.

Una recente indagine condotta dalla Columbia Journalism Review (CJR) rivela una serie di risultati inquietanti che indicano una rete multimiliardaria di controllo delle informazioni e gestione narrativa - con Bill Gates esattamente al centro.

"La generosità di Gates sembra aver contribuito a promuovere un ambiente mediatico sempre più amichevole per l'organizzazione di beneficenza più visibile al mondo". Continua a leggere QUI in lingua inglese.

®wld

martedì 18 settembre 2018

Finché c’è Guerra c’è Speranza


«L’arte della guerra» 
In Italia la più grande polveriera Usa
di Manlio Dinucci 

Alla fine della seconda guerra mondiale le truppe alleate occuparono il continente europeo. Francia e Russia le hanno ritirate, Stati Uniti e Regno Unito invece continuano a mantenere parte delle loro forze armate in Europa. In previsione di una guerra mondiale contro Cina e Russia, il Pentagono utilizza da un anno le numerose basi statunitensi in Italia per incrementare in modo massiccio lo stoccaggio di armi in Europa, bombe atomiche incluse. 

Rete Voltaire | Roma (Italia) | 11 settembre 2018  


Fonte video: PandoraTV
 
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Lewis Eisenberg era il presidente del Porto di New York che vendette il World Trade Center appena prima degli attentati dell’11 Settembre per renderne possibile l’organizzazione. Eisenberg è oggi ambasciatore degli Stati Uniti a Roma e sta trasformando la penisola in un arsenale USA. 

L’8 agosto ha fatto scalo nel porto di Livorno la Liberty Passion (Passione per la Libertà) e il 2 settembre la Liberty Promise (Promessa di Libertà), che saranno seguite il 9 ottobre dalla Liberty Pride (Orgoglio di Libertà). Le tre navi ritorneranno quindi a Livorno, in successione, il 10 novembre, il 15 dicembre e il 12 gennaio. 

Sono enormi navi Ro/Ro, lunghe 200 metri e con 12 ponti, capaci ciascuna di trasportare 6500 automobili. Non trasportano però automobili, ma carrarmati. Fanno parte di una flotta statunitense di 63 navi appartenenti a compagnie private che, per conto del Pentagono, trasportano in continuazione armi in un circuito mondiale tra i porti statunitensi, mediterranei, mediorientali e asiatici. 

Il principale scalo mediterraneo è Livorno, perché il suo porto è collegato alla limitrofa base statunitense di Camp Darby. Quale sia l’importanza della base lo ha ricordato il colonnello Erik Berdy, comandante della guarnigione in Italia dello Us Army, in una recente visita al quotidiano «La Nazione» di Firenze. 

La base logistica, situata tra Pisa e Livorno, costituisce il più grande arsenale Usa fuori dalla madrepatria. Il colonnello non ha specificato quale sia il contenuto dei 125 bunker di Camp Darby. Esso può essere stimato in oltre un milione di proiettili di artiglieria, bombe per aerei e missili, cui si aggiungono migliaia di carrarmati, veicoli e altri materiali militari. Non si può escludere che nella base vi siano state, vi siano o possano esservi in futuro anche bombe nucleari. 

Camp Darby — ha sottolineato il colonnello — svolge un ruolo chiave, rifornendo le forze terrestri e aree statunitensi in tempi molto più brevi di quanto occorrerebbe se venissero rifornite direttamente dagli Usa. La base ha fornito la maggior parte delle armi per le guerre contro l’Iraq, la Jugoslavia, la Libia e l’Afghanistan. Dal marzo 2017, con le grandi navi che mensilmente fanno scalo a Livorno, le armi di Camp Darby vengono trasportate in continuazione nei porti di Aqaba in Giordania, Gedda in Arabia Saudita e altri scali mediorientali per essere usate dalle forze statunitesi e alleate nelle guerre in Siria, Iraq e Yemen. 

Nel suo viaggio inaugurale la Liberty Passion ha sbarcato ad Aqaba, nell’aprile 2017, 250 veicoli militari e altri materiali. Tra le armi che ogni mese vengono trasportate via mare da Camp Darby a Gedda, vi sono certamente anche bombe Usa per aereo che l’aviazione saudita impiega (come risulta da prove fotografiche) per fare strage di civili nello Yemen. Vi sono inoltre seri indizi che, nel collegamento mensile tra Livorno e Gedda, le grandi navi trasportino anche bombe per aereo fornite dalla Rwm Italia di Domusnovas (Sardegna) all’Arabia Saudita per la guerra nello Yemen. 

In seguito all’accresciuto transito di armi da Camp Darby, non basta più il collegamento via canale e via strada della base col porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. È stata quindi decisa una massiccia riorganizzazione delle infrastrutture (confermata dal colonnello Berdy), comprendente una nuova ferrovia. Il piano comporta l’abbattimento di 1000 alberi in un’area protetta, ma è già stato approvato dalle autorità italiane. Tutto questo non basta. 

Il presidente del Consiglio regionale toscano Giani (Pd), ricevendo il colonnello Berdy, si è impegnato a promuovere «l’integrazione tra la base militare Usa di Camp Darby e la comunità circostante». Posizione sostanzialmente condivisa dal sindaco di Pisa Conti (Lega) e da quello di Livorno Nogarin (M5S). Quest’ultimo, ricevendo il colonnello Berdy e poi l’ambasciatore Usa Eisenberg, ha issato sul Comune la bandiera a stelle e strisce.  



mercoledì 27 dicembre 2017

E ... Purtroppo non è tutto ...

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/ 

Futurismo scrive: 
E’ stato terribile il 2017, 
ma ci sono 5 altre cose da temere circa nel 2018

Non importa se pensate che sia buono o cattivo l’anno che sta arriovando, il 2017 è stato chiaramente un anno tumultuoso. È stato punteggiato dalla confusione globale, dal voto del Regno Unito per uscire dall'Unione Europea, dall'aumento delle tensioni con la Corea del Nord e dalle indagini in corso sui funzionari del governo degli Stati Uniti. Con quell'anno che sta per finire, forse è il momento giusto per chiedere: che cosa accadrà dopo?

Il 2018 arriverà sicuramente con alcuni eventi di speranza. Gli Stati Uniti potrebbero abituarsi alla nuova leadership e 87 paesi in tutto il mondo guarderanno i loro atleti gareggiare nei Giochi olimpici invernali. Ma come sempre, ci sono alcune cose di cui l'umanità potrebbe aver bisogno di preoccuparsi per il prossimo anno. Il Futurismo ha parlato con esperti per rintracciare ciò che potrebbe tenerci svegli la notte nel 2018.

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/
5. Una Internet non neutrale diffonde disinformazione

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/
4. Il terremoto colpisce il Pacifico nord-occidentale

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/
3. I popcorn dei Bitcoin

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/
2. Fine dell'assistenza sanitaria negli Stati Uniti

https://futurism.com/five-things-to-worry-about-in-2018/
1. Gli hacker attaccano la Power Grid degli Stati Uniti

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Anche noi non siamo messi molto bene …


Grandi opere del Pentagono a spese nostre

Grandi opere sul nostro territorio, da nord a sud. Non sono quelle del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui tutti discutono, ma quelle del Pentagono di cui nessuno discute. Eppure sono in gran parte pagate con i nostri soldi e comportano, per noi italiani, crescenti rischi.

All’aeroporto militare di Ghedi (Brescia) parte il progetto da oltre 60 milioni di euro, a carico dell’Italia, per la costruzione di infrastrutture per 30 caccia Usa F-35, acquistati dall’Italia, e per 60 bombe nucleari Usa B61-12.

Alla base di Aviano (Pordenone), dove sono di stanza circa 5000 militari Usa con caccia F-16 armati di bombe nucleari (sette dei quali sono attualmente in Israele per l’esercitazione Blue Flag 2017), sono stati effettuati altri costosi lavori a carico dell’Italia e della Nato.

A Vicenza vengono spesi 8 milioni di euro, a carico dell’Italia, per la «riqualificazione» delle caserme Ederle e Del Din, che ospitano il quartier generale dell’Esercito Usa in Italia e la 173a Brigata aviotrasportata (impegnata in Europa orientale, Afghanistan e Africa), e per ampliare il «Villaggio della Pace» dove risiedono militari Usa con le famiglie.

Alla base Usa di Camp Darby (Pisa/Livorno) inizia in dicembre la costruzione di una infrastruttura ferroviaria, del costo di 45 milioni di dollari a carico degli Usa più altre spese a carico dell’Italia, per potenziare il collegamento della base con il porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa, opera che comporta l’abbattimento di 1000 alberi nel parco naturale. Camp Darby è uno dei cinque siti che l’Esercito Usa ha nel mondo per lo «stoccaggio preposizionato» di armamenti (contenente milioni di missili e proiettili, migliaia di carrarmati e veicoli corazzati): da qui vengono inviati alle forze Usa in Europa, Medioriente e Africa, con grandi navi militarizzate e aerei cargo.

A Lago Patria (Napoli) il nuovo quartier generale della Nato, costato circa 200 milioni di euro di cui circa un quarto a carico dell’Italia, comporta ulteriori costi a carico dell’Italia, tipo quello di 10 milioni di euro per la nuova viabilità attorno al quartier generale Nato.

Alla base di Amendola (Foggia) sono stati effettuati lavori, dal costo inquantificato, per rendere le piste idonee agli F-35 e ai droni Predator statunitensi, acquistati dall’Italia.

Alla Naval Air Station Sigonella, in Sicilia, sono stati effettuati lavori per oltre 100 milioni di dollari a carico di Stati uniti e Nato, quindi anche dell’Italia. Oltre a fornire appoggio logistico alla Sesta Flotta, la base serve a operazioni in Medioriente, Africa ed Europa orientale, con aerei e droni di tutti i tipi e forze speciali. A tali funzioni si aggiunge ora quella di base avanzata dello «scudo anti-missili» Usa, in funzione non difensiva ma offensiva soprattutto nei confronti della Russia: se fossero in grado di intercettare i missili, gli Usa potrebbero lanciare il first strike nucleare neutralizzando la rappresaglia.

A Sigonella sta per essere installata la Jtags, stazione di ricezione e trasmissione satellitare dello «scudo», non a caso mentre, con il lancio del quinto satellite, sta per divenire pienamente operativo il Muos, il sistema satellitare Usa che ha nella vicina Niscemi una delle quatto stazioni terrestri.

Il generale James Dickinson, capo del Comando strategico Usa, in una audizione al Congresso il 7 giugno 2017 ha dichiarato: «Quest’anno abbiamo ottenuto l’appoggio del Governo italiano a ridislocare, in Europa, la Jtags alla Naval Air Station Sigonella».

Era al corrente il Parlamento italiano di una decisione di tale portata strategica, che porta il nostro paese in prima linea nel sempre più pericoloso confronto nucleare? Se ne è almeno parlato nelle commissioni Difesa?



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BUONE FESTE DAL REGIME
Marcello Pamio – 22 dicembre 2017

Mentre il gregge disorientato mangia panettoni sintetici bevendo spumanti tossici aromatizzati seduti comodamente sul divano davanti ad un plasma da 50 pollici comprato proprio per le finte partite di calcio, il Regime va avanti con il ruolino di marcia.

Le pecore festeggiano felici con in testa il cappellino rosso e bianco (colore non a caso della famosa coca legalizzata) e il Sistema estrae dal cilindro oltre alle trombette anche la vaselina…

Nel periodo natalizio in cui le potenti energie del solstizio invernale (il giorno più corto dell’anno) illuminate dalla flebile luce, suggeriscono non a caso l’introiezione, la chiusura per ritrovare se stessi, cosa sta facendo il governo illegittimo di turno?

DITTATURA MEDIATICA
L’emanazione dei poteri finanziari internazionali conclude l’anno siglando una dittatura oramai sempre più manifesta.

Beatrice Lorenzin, la marionetta messa a gestire il ministero della Salute, insieme al Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso ha firmato il «Protocollo di Intesa» per la realizzazione di corsi di formazione in materie scientifiche rivolti ai giornalisti.
Attenzione, si tratta di una formazione «obbligatoria per tutti i giornalisti in attività». Chiaro il messaggio?

Se non ti allinei (e qui il gioco è facile visto che sono TUTTI allineati e proni al Sistema) sei fuori; se non veicoli le informazioni scientifiche ortodosse che il Sistema ti passa devi cambiare mestiere.

Ora il controllo mediatico è alla luce del giorno!
Sanno benissimo quanto importante e fondamentale sia avere il controllo delle informazioni mainstream.

Lo dice espressamente una nota del ministero: «le informazioni diffuse dai media sono in grado di influenzare la percezione e le scelte dei target di riferimento».

Il target di riferimento è il popolo-gregge o popolo-bue, ovviamente, cioè i sudditi dell’Impero.

Siccome non sono in grado di avere un pensiero autonomo possono essere “influenzati” nelle loro scelte dalle informazioni.

La nota continua sottolineando che «l’obiettivo del Protocollo è quello di promuovere nei giornalisti conoscenze in ambito sanitario provenienti da fonte istituzionale autorevole e indipendente, al fine di fornire ai cittadini un’informazione corretta e scientificamente validata, contrastando il fenomeno della disinformazione e delle fake news».

Nonostante il Natale bestemmiano al cubo. Le «fonti indipendenti» sarebbero quelle gentilmente fornite da GSK, Sanofi, Merck e Pfizer?

Infine un ministro che sarebbe da arrestare sia per le falsità che per il terrorismo veicolato e strumentalizzato.

Basta riportare alla mente le sue vergognose dichiarazioni in diretta tv da «Porta a Porta» il 22 ottobre del 2013 e a «Piazza Pulita» il 22 ottobre del 2014 sulla mortalità per morbillo in Gran Bretagna.

Secondo il più scandaloso e certamente incompetente ministro della salute italiano sono morti di morbillo a Londra negli anni 2013 e 2014 circa 470 bambini. Una ecatombe inventata: secondo il Ministero inglese nel 2013 è morta (per complicanze respiratorie) una sola persona e aveva 25 anni! Quindi questo ministro che potrebbe dare lezioni di Fake news a tutti vuole «contrastare il fenomeno della disinformazione e delle fake news» tappando la bocca e chiudendo l’ultima finestra di libertà che esiste ancora in Rete.

DITTATURA SANITARIA
Purtroppo non è tutto.
Il Senato ha avviato l’esame del Ddl Lorenzin. Dopo ben 10 anni (e sotto Natale) arriva la riforma degli Ordini professionali sanitari.

Quindi invece di chiudere la casta dei camici bianchi, un ordine chiaramente politicizzato il ministro cosa fa? «Delega il governo ad «adottare, entro dodici mesi, uno o più decreti legislativi per il riassetto e la riforma delle disposizioni vigenti in materia di sperimentazione clinica dei medicinali per uso umano, introducendo uno specifico riferimento alla medicina di genere e all’età pediatrica».

All’articolo 1 quindi il governo s’impegna ad emettere decreti che andranno a regolamentare la sperimentazione umana, bambini inclusi. Che sia per il fatto che NON esistono studi in doppio cieco, quindi studi seri, sui vaccini pediatrici? Quindi quello che sta avvenendo ai bambini italiani si chiama sperimentazione clinica a cielo aperto. Per cui è meglio mettere a tacere tutto prima che il popolo si svegli dal letargo?

L’articolo 7 si occupa di osteopatia e chiropratica. «Entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, sono stabiliti: l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico.
Un successivo decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore, dovrà definire l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica».

Vogliono per caso accaparrarsi, mettendole sotto la cupola sanitaria, l’osteopatia e la chiropratica?

L’articolo 9 «inserisce le professioni di biologo e psicologo nell’ambito delle professioni sanitarie.

Per l’ordine degli psicologi resta ferma un’autonoma disciplina organizzativa. L’articolo prevede, inoltre, il «trasferimento di alcune competenze, relative ai due ordini summenzionati, dal Ministro della giustizia al Ministero della salute».

Quindi anche se gli psicologici avranno una loro autonomia organizzativa vogliono trasferire «alcune competenze» al Ministro della Salute! Questo è assai interessante e vedremo cosa cambierà.

Infine, tra gli altri numerosissimi articoli presentati dal Ddl vi è anche quello sulla «riformulazione dell’apparato sanzionatorio». Sanzione de che? Purtroppo non sapendo cosa passa per la testa di un ministro scandaloso come l’attuale è necessario attendere i decreti attuativi.

Ecco cosa c’è dentro (e purtroppo non è tutto) al pacco regalatoci da un governo del Pd per questo Natale 2017.
Buon panettone a tutti…. 

Fonte: http://www.disinformazione.it/

martedì 12 agosto 2014

I nuovi Robot della "I.B.M. & D.A.R.P.A".

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 Un Team di scienziati crea un microchip 
che imita il cervello umano

Un team di  scienziati hanno cercato di imitare il modo in cui funziona il cervello umano, adoperando software chiamati “network neurali” e hardware chiamati “nuclei neurosinaptici”.

Ormai è diventato di dominio pubblico la notizia relativa ad un potente microchip grande quanto un francobollo, che ha la peculiarità di imitare le attività del cervello umano.


Il microchip, definito “neurosinaptico”, potrebbe aprire svariate potenzialità per il mondo dei computer ed essere applicato in macchine che si guidano da sole, in sistemi di intelligenza artificiale e negli smartphone.

Di questa scoperta ne parla la prestigiosa rivista “Science” che appunto dedica ampio spazio alla scoperta delle potenzialità di questo “chip” che sarebbe composto da un milione di neuroni elettronici e da 256 milioni di sinapsi artificiali.

Il microchip è stato prodotto dai ricercatori della IBM ma con i soldi della
DARPA - Defense Advanced Research Projects Agency, la famosa agenzia governativa del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che insieme alla tecnologia Samsung, ha dato vita a questo progetto importante. 

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Sembra che questo nuovo microchip, sia in futuro impiantato nei Robot “terminator” che la DARPA ha finito di progettare per conto del Pentagono, che a sua volta cerca di  puntare sulla tecnologia per ridurre il personale e fare fronte ai tagli sempre più pesanti inflitti al budget della Difesa.

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Le forze armate americane stanno dunque pensando di sostituire migliaia di soldati con Robot terminator e per essere precisi, secondo quanto ha spiegato un alto ufficiale statunitense alla rivista militare «Defense News», si sta valutando di ridurre del 25% le dimensioni delle squadre di combattimento, rimpiazzando i soldati mancanti con robot e veicoli radiocomandati. 

L’organico dell’esercito potrebbe così essere alleggerito passando dalle 540 mila unità attuali a 490 mila unità entro la fine del 2014 e forse a meno di 450 mila unità entro il 2019. 


robot1

Quindi, i nuovi robot, saranno equipaggiati con questo microchip, un piccolo cervello,  perfetto ma delicato, basato sugli studi del team della IBM, DARPA e Samsung, che hanno cercato di imitare il funzionamento del cervello umano, adoperando cosi, dei software chiamati network neurali e hardware chiamati “nuclei neurosinaptici”.

Il nuovo tipo di chip è stato progettato anche per risparmiare energia rispetto ai vecchi modelli. A confronto, il cervello umano possiede 100 miliardi di neuroni e circa un milione di miliardi di connessioni tra loro.

Di Massimo F.
Redazione Segnidalcielo

martedì 10 dicembre 2013

Leggi! "Colono italiano"


Analisi strategica delle basi Americane in Italia 
e degli investimenti del Pentagono.
 
Come il Pentagono sta usando i vostri dollari delle tasse per trasformare l'Italia in un trampolino di lancio per le guerre di oggi e di domani


Sono 113 le Basi US/NATO in Italia.
Il Pentagono ha trascorso gli ultimi due decenni investendo centinaia di milioni di dollari di tasse nelle basi militari in Italia, trasformando il paese in un centro sempre più importante per il potere militare degli Stati Uniti. Soprattutto perché dall'inizio della guerra globale al terrorismo, nel 2001, l'esercito sta spostando il suo centro europeo nel sud dell'Europa. Le sta spostando dalla Germania dove la stragrande maggioranza delle forze americane nella regione sono state di stanza dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel processo, il Pentagono ha trasformato la penisola italiana in un trampolino di lancio per le future guerre in Africa, nel Medio Oriente, e non solo.

Nelle basi di Napoli, Aviano, Sicilia, Pisa e Vicenza i militari hanno speso più di $ 2 miliardi di dollari per la costruzione solo dopo la fine della guerra fredda - e la cifra non include altri miliardi su progetti di costruzione classificati e tutti i costi per il personale. Mentre il numero delle truppe in Germania è scesa da 250.000 unità, da quando l'Unione Sovietica è crollata, a circa 50.000 di oggi, i circa 13.000 soldati americani (oltre 16.000 membri della famiglia) di stanza in Italia, corrispondono ai numeri visti al culmine della guerra fredda. Ciò a sua volta significa che la percentuale delle forze Usa in Europa con sede in Italia è triplicato dal 1991 da circa il 5% a più del 15%.

Il mese scorso, ho avuto la possibilità di visitare la nuova base Usa in Italia a Vicenza, vicino a Venezia. Sede di una forza di reazione rapida di intervento, la 173 ^ Brigata di Fanteria Combat Team (Airborne) e componente dell'esercito degli Stati Uniti Africa Command (AFRICOM), la base si estende per un chilometro e mezzo, da nord a sud, fa impallidire tutto il resto nella piccola città. In effetti, in più di 145 ettari, la base è quasi esattamente la dimensione del National Mall di Washington o l'equivalente di circa 110 campi di calcio americano. Il prezzo da pagare per la base e le costruzioni connesse, in una città che ha già ospitato almeno sei installazioni, si traduce in spese per 600 milioni dollari a partire dall'anno fiscale 2007.

Ci sono ancora altre basi, e quindi più spesa militare degli Stati Uniti, in Germania, che in qualsiasi altro paese straniero (salvo, fino a poco tempo fa, l'Afghanistan).Tuttavia, l'Italia è cresciuta diventando sempre più importante per le strategie del Pentagono. Washington lavora per cambiare il make-up della sua collezione globale di 800 o più basi all'estero, generalmente spostando la sua attenzione a sud e ad est dal centro dell'Europa. L'esperto di Basi USA Alexander Cooley spiega: "I funzionari della difesa degli Stati Uniti riconoscono che il posizionamento strategico in Italia sul Mediterraneo e vicino Nord Africa, la dottrina antiterrorismo dei militari italiani, così come la favorevole disposizione politica del paese verso le forze Usa sono fattori importanti per la decisione del Pentagono di mantenere una grande base e la presenza delle truppe lì". Le uniche persone che hanno prestato attenzione a questo accumulo di basi sono gli italiani delle opposizione locali come quelli di Vicenza che sono preoccupati che la loro città diventerà una piattaforma in futuro per le guerre degli Stati Uniti.


Costruzione delle Basi

La maggior parte dei turisti pensano all'Italia come la terra di arte rinascimentale, antichità romane, e, naturalmente, ottima pizza, pasta e vino. Pochi pensano ad essa come una terra di basi americane. Ma l'Italia ospita ben 59 "siti di base" identificati dal pentagono, superiore a quella di qualsiasi paese, tranne la Germania (179), Giappone (103), Afghanistan ( 100 e in declino), e Corea del Sud (89).

Pubblicamente, i funzionari americani dicono che non ci sono basi militari americane in Italia. Essi insistono sul fatto che i nostri presidi, con tutte le loro infrastrutture, le attrezzature, e armi, sono semplicemente ospiti su ciò che resta ufficialmente basi "italiane" destinati all'uso NATO. Naturalmente, tutti sanno che questo è in gran parte una finezza giuridica.

Nessuno che visita la nuova base di Vicenza potrebbe mettere in dubbio che si tratta di una installazione US. La guarnigione occupa una ex base militare italiana denominata Dal Molin. (Alla fine del 2011, i funzionari italiani hanno rimarchiato la base con il nome "Caserma Del Din", evidentemente per cercare di dimenticare i ricordi della opposizione massiccia alla base.) Dall'esterno, potrebbe essere scambiato per un complesso ospedaliero gigante o un campus universitario. Trentun edifici con tetti rossi dominano l'orizzonte ai piedi delle Alpi del Sud. Una recinzione sormontata da filo spinato circonda il perimetro, con setacci a maglie verdi che oscurano la vista nella base.

Se si riesce ad entrare, però, si troveranno due caserme per un massimo di 600 soldati ciascuna. (Fuori base, l'esercito sta costruendo locazione fino a 240 case nelle comunità circostanti.) Due complessi di garage che possono contenere 850 veicoli e una serie di grandi complessi di uffici, alcune piccole aree di formazione, tra cui un poligono di tiro al coperto ancora in costruzione, nonché una palestra con una piscina riscaldata, una " Zona Guerriero" centro di intrattenimento, un piccolo PX, una caffetteria in stile italiano, e una grande mensa. Questi servizi sono in realtà piuttosto modesti per una grande base statunitense. La maggior parte delle abitazioni di nuova costruzione o ristrutturati, scuole, strutture sanitarie, negozi e altri servizi per i soldati e le loro famiglie sono dall'altra parte della città alla base Ederle in Viale della Pace.

Un Pentagono spesa folle

Al di là di Vicenza, i militari hanno speso potentemente per aggiornare le loro basi italiane.Fino ai primi anni '90, la base aerea di Aviano, a nord est di Vicenza, è stato un piccolo sito conosciuto come "Sleepy Hollow". Iniziò con il trasferimento di F-16 dalla Spagna, nel 1992, l'Air Force ha trasformato in una grande area di sosta per ogni significativa operazione di guerra dopo la prima guerra del Golfo. Nel processo, che ha speso almeno 610 milioni dollari in più di 300 progetti di costruzione (Washington ha convinto la NATO a fornire più della metà di questi fondi, e l'Italia a cedere 210 ettari di terreno GRATIS!) Al di là di questi progetti di "Aviano 2000", l'air Force ha speso un ulteriore 115 milioni dollari per le costruzioni.

Per non essere da meno, la Marina ha disposto più di $ 300 milioni a partire dal 1996 per la costruzione di una nuova grande base operativa presso l'aeroporto di Napoli. La base ha un contratto di locazione di 30 anni su una cifra stimata di 400 milioni dollari definito "sito di supporto", che si presenta come un centro commerciale, circondato da ampi prati ben curati. (La base si trova nel cuore della mafia napoletana ed è stato costruito da una società che è stata legata alla camorra.) Nel 2005, la Marina ha trasferito la propria sede europea da Londra a Napoli, come ha spostato la sua attenzione dal Nord Atlantico verso l'Africa, il Medio Oriente, e il Mar Nero. Con la creazione di AFRICOM, la cui sede principale rimarrà in Germania, Napoli è ora sede di un ambiente adibito a US Naval Forces Europe-US Naval Forces Africa. 
 

Nel frattempo, la Sicilia è diventata sempre più importante nella guerra globale al terrore della nostra epoca. Il Pentagono sta trasformando la Sicilia in un importante nodo delle operazioni militari Usa per l'Africa, che è a meno di 100 chilometri di distanza attraverso il Mediterraneo. Dalll'anno fiscale 2001, il Pentagono ha speso di più in costruzione presso la Naval Air Station Sigonella - quasi 300 milioni di dollari - che in qualsiasi altra base italiana di Vicenza. Ora la seconda più trafficata stazione navale in Europa, Sigonella è stata utilizzata per lanciare droni di sorveglianza Hawk dal 2002. Nel 2008, i funzionari statunitensi e italiani hanno firmato un accordo segreto formalmente per permettere lo stazionamento di droni là. Da allora, il Pentagono ha messo fuori almeno 31 milioni dollari per costruire un programma di manutenzione dei Global Hawk e complesse operazioni collegate. I droni forniscono la base per gli investimenti della NATO da 1,7 miliardi dollari nel programma di sorveglianza a terra del sistema, che fornisce capacità di sorveglianza della NATO per quanto riguarda distanze fino a 10 mila miglia da Sigonella.

A partire dal 2003, "Joint Task Force Aztec Silence" ha usato piani di sorveglianza basati a Sigonella per controllare gruppi ribelli in Nord e West Africa. E dal 2011,AFRICOM ha schierato una task force di circa 180 marines e due aerei alla base per fornire formazione antiterrorismo al personale militare africano del Botswana, Liberia, Gibuti, Burundi, Uganda, Tanzania, Kenya, Tunisia e Senegal.

Sigonella ospita anche una dei tre sistemi di comunicazione satellitare Broadcast Global Service  e presto sarà sede di una base della NATO Joint Intelligence, Surveillance & Reconnaissance distribuzione e di un centro di analisi dei dati e di formazione. Nel mese di giugno, un sottocomitato del Senato US ha raccomandato lo spostamento delle forze speciali e CV-22 Ospreys dalla Gran Bretagna alla Sicilia, dal momento che "Sigonella è diventato un trampolino di lancio fondamentale per le missioni relative alla Libia, e data la crisi in corso in quella nazione così come l'emergere delle attività di addestramento dei terroristi in Africa settentrionale." Nella vicina Niscemi, la Marina spera di costruire un ultra installazione ad alte frequenze per satelliti atte a migliorare le comunicazioni (Muos), nonostante la crescente opposizione dei siciliani e altri italiani preoccupati per gli effetti della stazione e la sua emissione di radiazione elettromagnetiche su esseri umani.


Il Pentagono ha effettivamente chiuso alcune basi in Italia, come pure, tra quelli a Comiso, Brindisi e La Maddalena. Mentre l'Esercito ha tagliato una parte del personale di Camp Darby, una massiccia base piena di armi sotterranee e apparecchiature di conservazione oltre ad installazione lungo la costa della Toscana. La base rimane di importanza logistica critica ed essendo un centro di pre-posizionamento permette la diffusione globale di truppe, armi, e le forniture in Italia via mare. Dall'anno fiscale 2005, ha visto investimenti per quasi 60 milioni di dollari di nuove costruzioni.

E cosa ci fanno tutte queste basi in Italia? Ecco il modo in cui un funzionario militare degli Stati Uniti in Italia (che ha chiesto di non essere nominato) ha spiegato la questione a me: "Mi dispiace, Italia, ma questa non è la guerra fredda. Non sono qui per difendere Vicenza da una invasione [sovietica]. Siamo qui perché c'è un accordo in cui si dice che devono essere qui per fare altre cose relative al Medio Oriente, Balcani o Africa. " 

 

Location, Location, Location

Le basi in Italia hanno svolto un ruolo sempre più importante nella strategia di presidio globale del Pentagono in una grande area a causa della posizione del paese sulla mappa. Durante la Guerra Fredda, la Germania Ovest era il cuore degli Stati Uniti e della NATO in Europa a causa della sua posizione lungo le rotte più probabili di qualsiasi attacco sovietico in Europa Occidentale. Una volta che la Guerra Fredda è finita, il significato geo strategico della Germania è diminuito notevolmente. In realtà, le basi e le truppe statunitensi nel cuore d'Europa sembravano sempre più stretta fra loro geograficamente. Le forze sul terreno in Germania richiedono tempi di implementazione più lunghi al di fuori del continente e delle Forze aeree che necessitano di acquisire i diritti di sorvolo dai paesi vicini per arrivare quasi ovunque.

Le truppe di stanza in Italia, al contrario, hanno accesso diretto alle acque internazionali e lo spazio aereo del Mediterraneo. Questo permette loro di agire rapidamente dal mare o dall'aria. Come Assistente Segretario dell'Esercito Keith Eastin ha detto al Congresso nel 2006, la 173 ^ Brigata Aviotrasportata al Dal Molin "va posizionata strategicamente a sud delle Alpi, con facile accesso allo spazio aereo internazionale per un rapido coinvolgimento in operazioni delicate."

E abbiamo visto il Pentagono approfittare della posizione in Italia dal 1990, quando Aviano Air Base svolse un ruolo importante nella prima guerra del Golfo e negli interventi degli Stati Uniti e della NATO nei Balcani (un salto attraverso il mare Adriatico in Italia). L'amministrazione Bush, a sua volta, ha creato basi in Italia per alcuni dei suoi "duraturi" avamposti europei nel suo progetto Global Hawk. Negli anni di Obama, un coinvolgimento militare in crescita in Africa ha fatto dell'Italia un paese strategico come mai prima d'ora e lo ha reso ancora più attraente.

"Sufficiente flessibilità operativa "

Oltre alla sua posizione, i funzionari americani amano l'Italia, perché, come lo stesso funzionario militare mi ha detto, è un "paese che offre sufficiente flessibilità operativa." In altre parole, fornisce la libertà di fare ciò che si vuole con restrizioni minime e senza problemi.

Soprattutto in confronto alla Germania, l'Italia offre questa flessibilità per ragioni che riflettono una motivazione più ampia rispetto a paesi tra i più ricchi del mondo come Germania e Giappone. Oltre ad offrire costi operativi più bassi, i padroni di casa Italiani sono in genere più sensibili alle pressioni politiche ed economiche di Washington. Essi tendono inoltre a firmare "accordi sullo status delle forze" - che disciplinano la presenza di truppe e basi statunitensi all'estero - che sono meno restrittive per l'esercito statunitense. Tali accordi spesso offrono impostazioni meno restrittive quando si tratta di norme ambientali e di lavoro oppure se si tratta di dare al Pentagono più libertà di proseguire azioni militare unilaterale con la minima consultazione del paese ospitante.

L'Italia è il secondo paese più indebitato paese in Europa, e il suo potere economico e politico impallidisce in confronto alla Germania. Non sorprende, allora, come quell'ufficiale del Pentagono in Italia mi ha fatto notare, lo Status of Forces Agreement con la Germania è lungo e dettagliato, mentre l'accordo (Infrastrutture breve) fondamentale con l'Italia del 1954 rimane ancora classificato. I tedeschi tendono anche ad essere piuttosto esigente quando si tratta di regole, mentre gli italiani, ha detto, "sono più interpretativa delle norme del diritto. 

Guerra + Bases = $

La libertà con cui l'esercito americano ha utilizzato le sue basi italiane nella guerra in Iraq è un esempio calzante. Per cominciare, il governo italiano ha permesso alle forze Usa di impiegarli anche se il loro utilizzo per una guerra perseguita al di fuori del contesto della NATO può violare i termini del contratto del 1954. Una cablogramma classificato del Maggio 2003 inviato dall'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Melvin Sembler e pubblicato da Wikileaks dimostra che il governo del primo ministro Silvio Berlusconi ha dato al Pentagono "praticamente tutto" quello che voleva. "Abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto," ha scritto Sembler, "sulla base di accesso, transito e sorvolo, assicurando che le forze di intervento americane avessero la possibilità di intervenire immediatamente all'estero nelle guerre a cui partecipa."

Da parte sua, l'Italia sembra aver beneficiato direttamente da questa collaborazione. (Alcuni dicono che lo spostamento delle basi dalla Germania verso l'Italia è stato anche inteso come un modo per punire la Germania per la sua mancanza di supporto per la guerra in Iraq.) Secondo un rapporto 2010 dal Sentinel Security Assessment di Jane, "il ruolo Italia nella guerra in Iraq, fornendo 3.000 soldati per lo sforzo a guida USA, ha aperto contratti per la ricostruzione dell'Iraq per le imprese italiane, così come il consolidamento dei rapporti tra i due alleati." Il suo ruolo nella guerra afgana ha sicuramente offerto prestazioni simili. Tali opportunità sono venute in mezzo a gravi problemi economici e in un momento in cui il governo italiano stava facendo di tutto per impennare la produzione di armi come un modo importante per rilanciare la sua economia. Secondo Jane, i produttori di armi italiane come Finmeccanica hanno aggressivamente cercato di entrare negli Stati Uniti e in altri mercati. Nel 2009, le esportazioni di armi italiane sono aumentate di oltre il 60%.


Nel mese di ottobre 2008, i due paesi hanno rinnovato un memorandum reciproco riguardante la Difesa di appalti d'intesa (un accordo tra nazioni alleate per le vendite militari). E 'stato suggerito che il governo italiano possa aver girato la base Dal Molin ai militari degli Stati Uniti - gratis - in parte per assicurarsi un ruolo di primo piano nella produzione dell"l'arma più costosa mai costruita", l'F-35 jet da combattimento. Un'altro incandescente cablogramma del 2009, questa volta presso l'ambasciata di Roma, vide protagonista l'incaricato d'affari Elizabeth Dibble, chiamare la cooperazione militare dei due paesi "una partnership duratura". Ha osservato acutamente come Finmeccanica (che è per il 30% di proprietà dello Stato) "ha venduto 2,3 miliardi di dollari in equipaggiamenti per la difesa negli Stati Uniti nel 2008 [e] ha una forte partecipazione nella solidità del rapporto USA-Italia."

Naturalmente c'è un altro fattore rilevante in Italia per giustificare l'accumulo di basi del Pentagono. Per le stesse ragioni che i turisti americani affollano il paese, le truppe statunitensi hanno a lungo goduto la dolce vita Italiana.

I costi di perni del Pentagono

L'Italia non è in procinto di prendere il posto della Germania come fondamento del potere militare degli Stati Uniti in Europa. La Germania è stata a lungo profondamente integrata nel sistema militare statunitense e i pianificatori militari hanno progettato che le cose restassero così. Infatti, ricordate come il Pentagono ha convinto il Congresso a consegnare più di $ 600 milioni di dollari per una nuova base e costruzione relative a Vicenza? Il Pentagono ha usato la giustificazione che la nuova base era un bisogno primario dell'esercito per portare le truppe dalla Germania a Vicenza per consolidare la brigata 173 in un unico luogo.

E poi, nel marzo scorso, una settimana dopo aver ottenuto l'accesso al primo edificio completato al Dal Molin e con la costruzione quasi finito, l'esercito ha annunciato che non avrebbe consolidando la brigata, dopo tutto. Un terzo delle truppe sarebbero rimaste in Germania. Nel momento in cui i tagli di bilancio, la disoccupazione, e la stagnazione economica sono un problema per tutti, ma non per i più ricchi, il pentagono ha investito 600 milioni di dollari per portare soli 1.000 soldati a Vicenza.



Anche con quelle truppe che continueranno a soggiornare in Germania, l'Italia sta rapidamente diventando uno dei più importanti asset strategici del Pentagono per l'articolazione delle sue guerre a livello globale. Mentre molta attenzione è stata focalizzata dal presidente Obama sull'asset "Asiatico", il Pentagono sta concentrando le sue forze nelle basi che rappresentano importanti aspetti geo strategici in luoghi come Gibuti sul Corno d'Africa e di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, Bahrain e Qatar nel Golfo Persico, la Bulgaria e la Romania in Europa orientale, in Australia, Guam, Hawaii e nel Pacifico, e l'Honduras in America Centrale.

Le base in Italia stanno rendendo più facile perseguire nuove guerre e interventi militari nei conflitti di cui sappiamo poco, dall'Africa al Medio Oriente. A meno di non chiedersi perché abbiamo ancora basi in Italia e in decine di altri paesi in tutto il mondo - esattamente come stanno facendo sempre più persone, politici, giornalisti - quelle basi ci aiuteranno a guidare, in nome della sicurezza americana, un cammino di violenza perpetua di guerra perpetua e di insicurezza perenne nel mondo.

Postato da Frammenti di Realtà
di David Vine
Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality 

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