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venerdì 22 maggio 2026

LA LEGGE DELLA GIUNGLA

 portrait of female princess warrior 

di Dottor Roberto Slaviero 22.05.26 

Xi Jinping, Presidente della Cina ha fatto due citazioni importanti, una nell’incontro con Donald  su Tucidide, storico e militare ateniese che scrisse il suo capolavoro “La guerra del Peloponneso” 

Atene cresceva e minacciava Sparta, che dominava sulla regione da molto tempo: 

nacque la guerra, perché quando si alterano i poteri ed il più forte non è più cosi forte, accade sempre una guerra per riequilibrare la situazione. 

La seconda citazione è avvenuta l’altro ieri nell’incontro con Vladimir Putin, dicendo che mai come oggi, il pianeta sia arrivato così vicino alla legge della Giungla. 

La legge della giungla è un'espressione popolare utilizzata per descrivere un contesto sociale privo di qualsiasi legge, in cui prevale la tirannia del più forte 

Saggezza Confuciana? 

Xi ha studiato ingegneria chimica e poi ha fatto una grande carriera politica. 

Come ormai ben sapete, stiamo attraversando la fase del declino Usa, che per asservire Israel, ha scatenato una guerra folle all’Iran.

Sembrerebbe che questi incontri tra Usa, Cina e Russia dovrebbero ridisegnare molte mappe di potere e commercio nel pianeta.

Mentre gli inglesi la fecero da padroni a Yalta, qui non sono nemmeno invitati. 

Ma la City di London e la sua mafia centenaria, decide ancora i prezzi di petrolio e della maggior parte delle materie prime. 

E i Lloyd’s assicurazioni sono incazzati neri perché Iran e Oman fanno pagare i pedaggi su Hormuz, garantendone la normale navigazione, in Yuan cinesi o cripto, saltando il sistema Swift bancario, il petroldollaro e le assicurazioni londinesi. 

Un bel casino hanno fatto gli Usa, che tra le altre cose non hanno saputo garantire la protezione ai vari Stati della penisola arabica. 

Adesso già il Congresso Usa ha votato per una riduzione dei poteri al loro Presidente, che dovrebbe avere l’autorizzazione del Senato e Camera per sferrare altri attacchi.

Lui magari se ne sbatte, ma credo che stia comunque trovando una via d’ uscita onorevole alla sudditanza ai Sionisti ed Israel ed al casino che ha combinato. 

Nel frattempo lui e famiglia hanno fatto qualche miliarduccio…. 

L’Italia, che praticamente non riceve quasi nulla del petrolio di Hormuz, sta a sudditanza della City e dei suoi prezzi. 

Lo sapete che abbiamo petrolio russo in Sicilia?  Siamo dei fessi colossali e comandati ancora da famiglie  “importanti“, che dettano la politica dietro le quinte. 

Probabilmente tra poco la Giorgia sarà fuori e dopo le elezioni, Forza Italia e Pd faranno un governo loro, super filo Europa ed eleggeranno anche il nuovo Presidente della Repubblica. 

In effetti, anche la Giorgia ha mollato Trump o viceversa, perché con Russia e Cina, gli Usa si saranno sicuramente messi d’accordo anche sull’Italia. 

La Sicilia resterà sicuramente Usa, ha la sua Costituzione, fatta due anni prima di quella italiana e vista la sua posizione strategica, gli Usa non la molleranno mai. 

La Sicilia ha vissuto due mesi terribili dal 10 luglio 1943, con l’operazione alleata dello sbarco (Huskey) 

Ma dopo ciò, non ha vissuto il dramma dell’occupazione nazista post 8 settembre 1943 e le disgrazie e sventure tra partigiani, nazisti, fascisti e truppe straniere, sotto il governo di Badoglio. 

Lo sapete che Tajani, l’attuale leader di F.I. e vice presidente del Consiglio, è nipote di Badoglio

Per quanto tempo il governo taglierà le accise ancora sui carburanti?

Per quanto tempo gli autotrasportatori staranno tranquilli?

Per quanto tempo i prezzi, bene o male saranno ancora calmierati? 

Ma ce lo chiede l’Europa, vi ricordate?

E adesso gira voce che l’Europa vuole eleggere un interlocutore per la Russia; i nomi? Il super vaccinatore militare, Super Mario e/o  Frau Merkel, grandi novità ed esempi da seguire…. 

Riassorbiti dall’Europa e mollati dagli Usa (in parte), con la Cina che verrà a costruire auto in Italia. 

Sembra che con l’India faremo buoni affari, speriamolo. 

Ci manca un Mattei adesso, un duro con le palle (o ovaie), che dica la verità e che bastoni a Bruxelles.

Ma credo che la Meloni penserà al suo futuro senza troppe rotture gonadiche. 

Cosi è la vita! 

Preparatevi in un breve futuro ad un grande super agglomerato, tipo vecchia Democrazia Cristiana e ai soliti falsi destra e sinistra che litigano; ed in seguito ad una ulteriore perdita del poco che resta dell’identità o meglio della tradizione nazionale! 

L’Italia ne ha già passate tante di disgrazie e si farà quindi riassorbire tranquillamente dai vari potentati europei.

Non cresciamo da 20 anni, abbiamo il Pil inchiodato e quindi non abbiamo “schei” per renderci autonomi e mandare a ...agare gli altri! 

In questa nuova legge della giungla, aspettatevi anche azioni militari sul suolo italico ed europeo nei prossimi anni, se le situazioni sociali ed economiche dovessero peggiorare.

Produrre molte armi, vedi Germania, per salvare il Pil, non porterà a nulla di buono e poi le armi vanno usate. 

Lo sapete che milioni di cittadini iraniani hanno circondato con i loro corpi, centrali elettriche ed impianti petroliferi, perché non venissero bombardati?

Gli italiani lo farebbero? 

Israel ha bacchettato la “flottila“ versoGaza, in acque internazionali e se ne sbatte delle regole e leggi. 

Per questo, abbiamo mandato la Marina a bombardare Israel? E allora che smettano i nostri politici a far finta di incazzarsi, solo per far piacere alla pubblica opinione. 

E il marocchino italiano di Modena? Probabilmente uno sfigato, non accettato nella comunità e con molti problemi psichici.

Fare a finta adesso che ci siano problemi di adattamento di stranieri venuti in Italia (lui è nato comunque in Italia e diventato cittadino italiano a 13 o 14 anni) fa ridere; perché la nostra Marina ed Aviazione in tutti questi decenni non hanno bloccato l’immigrazione selvaggia? Non sono capaci o ce l’ha chiesto l’Europa o il Vaticano o gli Usa? 

Andate a votare…… 

Ergo...Xi J l’ha detta giusta e quindi ognuno prenda le sue decisioni e smetta di guardare i Tg. 

Roma diventerà una delle prime smart city europee, credo anche Milano; sapete cos’è l’inquinamento elettro magnetico, avete sentito parlare del 5 o 6 G? 

Spero che qualche criceto smartizzato cambi il suo stile di vita e vada a vivere in campagna. 

E attenti ad andare a vedere gli uccelli in Patagonia, potreste beccarvi un virus letale e trasportarlo nel pianeta! 

“ci sono due tipi di luce: la luce che illumina, e il bagliore che oscura“

James Grover Thurber 

Salutoni! 

FONTE 

®wld


giovedì 20 novembre 2025

Quel bravo ragazzo e il suo lato oscuro

 Vladimir Zelenskyy. © Getty Images/Antonio Masiello

L'Western "scopre" che Zelenskyy NON è realtà un "bravo ragazzo"

di Tarik Cyril Amar 7 novembre 2025 dal sito web RT

Tarik Cyril Amar, 

uno storico tedesco che lavora presso l'Università Koç di Istanbul e si occupa di Russia, Ucraina ed Europa orientale, storia della Seconda guerra mondiale, guerra fredda culturale e politica della memoria.

In un fugace scorcio di lucidità, i media mainstream se ne sono accorti una piccola frazione della corruzione e l'autoritarismo a Kiev...

È di nuovo il momento della grande guerra per procura contro la Russia.

Qualcuno nell'Occidente mainstream si è reso conto, se non dei fatti sulla politica ucraina, almeno di un certo grado di inquietudine.

L'ultima grande ondata di testate come il Financial Times, The Economist e lo Spectator, che hanno notato "improvvisamente" - tutti insieme, come se fossero stati avvisati - che l'Ucraina ha un problema di autoritarismo e corruzione (e anche di più) è avvenuta meno di sei mesi fa.

 

Adesso è Politico, solitamente un organo di partito fermo sostenitore della russofobia, del sionismo (qualunque cosa accada) e del servilismo verso la NATO, a sentirsi vagamente turbato dalle realtà del regime di Kiev o, come afferma la pubblicazione, dal "lato oscuro" del governo di Vladimir Zelenskyy. "Non mi piacciono le elezioni".

 

Non tutte queste realtà, ovviamente. Sarebbe chiedere troppo...

 

Invece, Politico si sta concentrando su un grande scandalo (tra gli innumerevoli) che riguarda un uomo e l'angoscia di alcuni esponenti della "società civile" (ONG), entrambi con buoni contatti con l'Occidente.

 

Questa volta lo scandalo riguarda l'evidente e spudorata azione penale politica nei confronti di Vladimir Kudritsky, ex dirigente di alto rango ed efficace nel settore delle infrastrutture energetiche e di fatto funzionario pubblico.

 

Ma che dire del notare,

l'omicidio, avvenuto in Ucraina, del blogger critico e cittadino statunitense Gonzalo Lira?

 

O la feroce persecuzione del critico di guerra di sinistra Bogdan Syrotiuk?

 

Oppure le molestie meschine e indecenti nei confronti del clero e dei credenti cristiani perché non recitano le loro preghiere nel modo corretto, approvato dai nazionalisti ucraini?

Che il pensiero non vi dispiaccia!

 

Con un simile spirito di estrema selettività, alcuni organi di stampa occidentali stanno ora registrando - un po' e molto lentamente - la brutale realtà della mobilitazione forzata ucraina che alimenta la guerra per procura occidentale:

Di recente, un direttore di guerra - pardon, di "difesa" - del tabloid britannico ultra-entusiasta The Sun è tornato sotto shock dal fronte orientale de facto della NATO, non a causa dei sanguinosi e inutili combattimenti, ma perché i rozzi ucraini hanno arruolato forzatamente il suo faccendiere.

In un'esperienza altrettanto traumatica, l'attrice hollywoodiana Angelina Jolie si è vista rapire il suo autista locale durante un posto di blocco militare ucraino.

 

Eppure, la mobilitazione forzata violenta è all'ordine del giorno in Ucraina ormai da anni. Tanto che gli ucraini hanno scelto il termine "busification" (da "minibus", un mezzo di trasporto popolare per la caccia all'uomo durante la mobilitazione) come parola dell'anno per il 2025.

 

Per molte delle sue vittime, la situazione finisce addirittura peggio di quella di coloro che hanno il privilegio di lavorare per le star del cinema western e per i propagandisti britannici.

 

Roman Sopin, ad esempio, che non ha nemmeno opposto resistenza, è appena stato picchiato a morte in un distretto di mobilitazione nel centro di Kiev, come una valutazione medica ufficiale della causa della sua morte lascia intendere con la massima chiarezza possibile sotto il regime di Zelenskyy.

 

Ma torniamo alle poche cose che i media occidentali si degnano di notare di tanto in tanto ...:

Già licenziato l'anno scorso, Kudritsky ora si trova ad affrontare in tribunale accuse palesemente inventate.

Il motivo è ovvio per tutti.

È stato troppo popolare e ha parlato troppo apertamente della corruzione ai massimi livelli e, in particolare, delle prese di potere autoritarie da parte dell'ufficio presidenziale di Zelenskyy.

Il caso di Kudritsky, in realtà relativamente innocuo, solleva molti interrogativi inquietanti:

Perché il regime di Zelensky ha una storia così negativa di abuso di sanzioni finanziarie arbitrarie e di procedimenti legali politicamente pervertiti, o lawfare?

 

E non ci è stato detto che questo regime, sotto la guida del suo leader "churchilliano", sta lottando per i valori occidentali di democrazia e legalità?

 

Zelenskyy, il suo sinistro faccendiere Andrey Yermak e il loro team stanno forse preparando il terreno per le elezioni dopo una possibile fine della guerra (ovvero, dopo averla persa), paralizzando preventivamente i critici e i rivali interni?

 

Ciò significa che Zelenskyy, il leader più catastrofico dell'Ucraina dall'indipendenza del 1991 (e questo è un obiettivo ambizioso), sta seriamente prendendo in considerazione l'idea di non rifugiarsi in esilio, ma di imporsi ancora più a lungo nel suo sfortunato Paese?

 

Oppure tutto questo fa parte del processo di decimazione di ciò che resta della società ucraina devastata, per continuare la guerra spietata finché gli europei della NATO e dell'UE saranno disposti a pagare...?

Se le cose andranno come vogliono i fantasiosi sanguinari dell'Economist, l'Occidente sborserà altri 390 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni.

 

A quanto pare, credono che le ondate di coscrizione forzata in Ucraina forniranno carne da macello umana da affiancare ai finanziamenti occidentali.

 

Tuttavia, se le nuove mosse autoritarie di Zelenskyy mirano davvero a preparare le elezioni del dopoguerra dell'anno prossimo, allora anche questo è un segnale terribile.

 

Ciò indicherebbe non solo che intende danneggiare ulteriormente l'Ucraina con la sua presenza, ma anche che le elezioni del dopoguerra saranno tutt'altro che giuste ed eque. In altre parole, in questo scenario, Zelenskyy cercherà di rimanere al potere, così come il regime autoritario da lui costruito.

 

Per essere onesti con Zelenskyy, il suo autoritarismo non è mai stato una risposta alla guerra, come continuano a credere i suoi fan occidentali, anche quando finalmente si degnano di notare un po' del suo "lato oscuro".

 

Zelenskyy stava costruendo un regime autoritario, già allora ampiamente conosciuto e criticato in Ucraina come "mono-vlada", molto prima dell'escalation del febbraio 2022.

Zelenskyy non è un leader benevolo costretto ad adottare abitudini dittatoriali da un'emergenza.

 

In realtà, semmai, ha sfruttato l'emergenza fino in fondo per assecondare la sua brama di potere illimitato e di corruzione estrema.

Quindi, cercare di far risalire il suo cattivo governo al periodo postbellico non è quantomeno incoerente:

non è mai stato legato al periodo bellico.

Ma dietro tutto questo c'è una grande ironia e un interrogativo ancora più grande.

 

La domanda è semplice:

Se Politico crede davvero che attaccare Kudritsky con la giustizia e frustrare la folla della "società civile" e delle ONG sia "il lato oscuro" del governo di Zelenskyy, quale dovrebbe essere, se possiamo chiedercelo, il "lato positivo"?

 

In effetti, qual è il lato migliore dello Zelensky-ismo realmente esistente?

 

È forse colpa della corruzione smisurata?

 

I fiaschi militari in stile Bakhmut, l'incursione kamikaze di Kursk e ora Pokrovsk?

 

Il fatto che i media siano stati semplificati senza pietà?

 

Il nepotismo dilagante che fa sì che i poveri combattano e i figli e le figlie dell' "élite" gangsteristica ucraina vadano in vacanza e facciano festa?

 

Il culto della personalità?

 

Oppure - e questo ci porta alla grande ironia - Zelenskyy-Ucraina sarebbe presumibilmente in sintonia con i "valori occidentali"...?

 

E sapete una cosa?

È davvero ...!

 

Ma non nel modo in cui i propagandisti dell'Ucraina e dell'Occidente NATO-UE vogliono farci credere.

 

Ciò che il regime di Zelenskyy e i suoi sostenitori nell'UE hanno realmente in comune è che,

nessuno dei due si preoccupa né della democrazia né dello stato di diritto.

 

Ad esempio, Zelenskyy perseguita i critici con sanzioni finanziarie individuali per eludere le normali procedure legali e non lasciare alle sue vittime nemmeno una minima possibilità di difendersi?

 

Questo è esattamente ciò che la Germania e l'UE stanno facendo ora al giornalista Hüseyin Dogru, e non solo a lui.

 

Zelenskyy usa un'interpretazione perversa della legge per molestare chiunque non si sottometta o rappresenti un pericolo politico per lui?

Di nuovo Bingo...!

 

Anche questa è ormai prassi dell'UE. Chiedetelo, ad esempio, a Marine Le Pen in Francia.

 

Finalmente,

abuso diffuso di cariche politiche a scopo di arricchimento personale e traffico di influenze?

Di nuovo Bingo:

Meno di un mese fa, il Financial Times ha pubblicato un articolo dettagliato su "decine" di membri del Parlamento europeo che "percepiscono un reddito da secondi lavori in settori che si sovrappongono alla loro attività legislativa", sollevando "questioni sulla divulgazione di potenziali conflitti di interesse".

Come è stato detto con delicatezza. E suona proprio come la Rada ucraina ...

 

Ecco la vera notizia:

Il "lato oscuro" del governo di Zelenskyy è tutto il governo di Zelenskyy.

Ed è anche ciò che è diventato la nuova normalità in un'Unione Europea sempre più autoritaria e corrotta .

Chi ha imparato da chi?

 

Kiev dall'Europa NATO-UE o viceversa?

In ogni caso non si tratta di un bug, bensì di una funzionalità.

 

E deve finire. Ovunque ...!

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

®wld 

venerdì 10 ottobre 2025

La più stupida e la pericolosa guerra del mondo

 "La guerra"  (1932), Otto Dix

Di Ignacio Castro Rey,
28 settembre 2025, dal
sito web
BrownstoneEsp

Ignacio Castro Rey

È un filosofo e critico culturale. Oltre a numerosi articoli e recensioni letterarie e cinematografiche, i suoi ultimi tre libri sono: Antropofobia: Intelligenza artificiale e crudeltà calcolata (Pre-Textos), Attesa: sull'ipotesi della violenza perfetta (LaOficina ed.) e Sesso e silenzio (Pretesti).

Odio per Putin nasconde le carezze a Netanyahu. Mentre il suprematismo israeliano schiaccia senza pietà Gaza in nome della "democrazia", un certo progressismo considera la Russia e Israele come 'uno e lo stesso male'...
"Le élite europee sono infuriate e l'ostilità continua a crescere. Le sue radici sono profonde.

Non si tratta solo di una russofobia laica, ma anche della speranza di vendicarsi delle numerose sconfitte subite per mano della Russia, a partire dalla battaglia di Poltava contro gli svedesi (1709) e dall'invasione napoleonica, che interessò quasi tutta l'Europa.

Ancora più paesi subirono la sconfitta nel 1945, quando la stragrande maggioranza degli europei marciò sotto la bandiera di Hitler o lavorò per il suo esercito.

Per molto tempo abbiamo mostrato una nobiltà che si è rivelata miope, enfatizzando il ruolo di piccoli gruppi partigiani antifascisti, per lo più comunisti, e chiudendo un occhio sul fatto che Hitler aveva il sostegno di decine, se non centinaia, di volte più europei."
Sergei Karaganov
"Una brutta rottura con l'Europa
La guerra più stupida e pericolosa del mondo. Così stupida che a volte sembra rendersene conto persino Trump.
Al contrario, noi europei lo utilizziamo per nascondere la nostra vergogna, dalle politiche antipopolari dell'UE, macchiate dall'inclusione delle minoranze, alla sua miserabile complicità nel massacro di Gaza.

 

L'odio per Putin maschera le carezze per Netanyahu. Mentre i suprematisti israeliani schiacciano senza pietà Gaza in nome della democrazia e della lotta contro l'oscurità, cercando anche un cumulo di macerie su cui costruire un lussuoso resort finalmente libero dai palestinesi, un altro movimento progressista continua a usare il paragone tra Russia e Israele come se fossero due potenze malvagie simili, meritevoli dello stesso ripudio.

 

Ci siamo tutti vergognosamente sbagliati.

In questa serie di fatali apparizioni, l'ultima è che Donald Trump, un convinto sostenitore di una soluzione finale in Palestina, ha appena affermato che l'Ucraina può recuperare tutti i territori perduti – e persino "oltre" – con l'aiuto della NATO.

 

Ovviamente, come spesso accade, queste parole dell'imprenditore newyorkese non possono essere prese alla lettera. A parte il fatto che il Cremlino non l'ha fatto, è impossibile che la persona che si è appena presa la briga di incontrare Putin in Alaska sia così cretina.

 

In realtà, Mosca sembra continuare come se nulla fosse accaduto, proseguendo la sua paziente campagna militare e assicurandosi la relativa comprensione dell'ultima amministrazione statunitense.

 

Come dicono i russi, Trump è un "grande uomo d'affari", e questa frase è solo un altro modo per ottenere vantaggi commerciali nei settori della vendita di gas e armi.

 

Ma gli attuali leader europei sono così incapaci che potrebbero crederci di nuovo, nutrendo l'illusione di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Sembrano aver dimenticato che i russi, come hanno ripetutamente sostenuto, vivono l'attuale scontro come un conflitto esistenziale di sopravvivenza.

 

Le risate costanti di Kaja Kallas, ministro degli Esteri dell'UE, suggeriscono che rispettiamo solo coloro da cui compriamo petrolio... o che siamo preoccupati solo per il futuro immediato dell'Eurovision. Come spiega Karaganov in "A Bad Break with Europe", un testo che ogni europeo dovrebbe leggere per comprendere una certa prospettiva russa:  

"Ripeto, se qualcuno avesse avuto dubbi sulla minaccia che ci troviamo ad affrontare, l'attacco di giugno da parte dell'intero Occidente contro l'Iran, che ha usato Israele come usa l'Ucraina, dovrebbe farci tornare in sé.

 

In precedenza avevano distrutto l'Iraq, che ostacolava l'egemonia in Medio Oriente, poi la Libia e, nel 1990, prima ancora dell'Iraq, avevano violentato in modo esemplare la Jugoslavia.

 

La vendetta dell'Occidente deve essere fermata.

 

Prima che sia troppo tardi."

In Europa non soffriamo solo di concezioni manichee ereditate dal puritanesimo e dalla sua mentalità rozza.

 

Inoltre, il fatto che da troppo tempo distruggiamo paesi senza spargimento di sangue e in totale impunità ci impedisce di comprendere il mondo di oggi e di prendere sul serio la Russia.

 

Ricordiamoci che la Palestina è solo l'ultimo anello di una lunga catena.

 

Anche se può sembrare incredibile, è possibile che le menti mediocri che oggi governano l'Europa non si rendano conto di quanto, con la Russia, ci troviamo di fronte a qualcosa di completamente diverso dall'Iraq e dalla Libia, dallo Yemen o dalla Siria.

 

L'invasione russa dell'Ucraina è attualmente il pretesto per i preparativi di guerra che, guardando avanti di cinque o sei anni, sono già evidenti.

 

L'amara verità è che, guidata da Obama, la perfidia europea ha fatto tutto il possibile a Minsk e a Maidan per provocare questa invasione.

 

Fin dai tempi di Eltsin, abbiamo sognato di dividere la Russia in piccoli e comodi pezzi (K. Kallas), proprio come abbiamo fatto con la Jugoslavia.

Ancora Karaganov in "Una brutta rottura con l'Europa":

"La rabbia è dettata dal risentimento per i profitti persi.

 

Dopo aver schiacciato gli europei dell'est e perso la speranza di farlo a spese della Russia, gli europei occidentali, in particolare i tedeschi, contavano di trarne vantaggio,

Le ricche terre, le risorse e la laboriosa popolazione dell'Ucraina ...

Questi calcoli vengono frustrati sotto i nostri occhi (nonostante diversi milioni di nuovi lavoratori migranti - rifugiati - si siano uniti all'economia europea in declino).

 

La ragione principale di questa ostilità senza precedenti è più profonda: il fallimento diffuso delle élite europee e la stagnazione del progetto europeo.

 

I loro problemi iniziarono già negli anni '70 e '80, ma furono temporaneamente nascosti dall'inaspettato crollo dell'URSS e del blocco socialista (che aveva le sue cause interne), che liberò diverse centinaia di milioni di lavoratori a basso costo e consumatori affamati.

 

Allo stesso tempo, i mercati cinesi si aprirono. Ma dalla fine degli anni 2000, l'iniezione esterna di adrenalina economica e morale iniziò a esaurirsi.

 

Era giunto il momento di pagare per l'avidità della borghesia europea, che fin dagli anni '60 aveva scatenato masse di immigrati per ridurre i costi del lavoro e indebolire i sindacati.

 

Il risultato è una crescente crisi migratoria e, per ora, nessuna via d'uscita.

 

Da quasi due decenni la classe media europea si sta riducendo, la disuguaglianza è in aumento e i sistemi politici stanno diventando meno efficaci.

 

Il duro colpo inferto all'istruzione superiore dalla rivoluzione studentesca del 1968, il predominio del nuovo politicamente corretto nelle discipline umanistiche e, soprattutto, il fatto che la democrazia normalmente porta a una selezione antimeritocratica, hanno portato a un declino accelerato della qualità delle élite politiche.

Nessuno si offenda, ma è difficile non avanzare un'altra scomoda ipotesi.

 

L'entusiastica inclusione di così tante donne che non hanno mai sparato con un fucile da fiera in queste arie di guerra - molto tempo dopo le adorabili M. Allbright e C. Rice, non dimenticheremo presto l'energica Victoria Nuland che distribuiva panini ai fascisti armati del Maidan,

Ciò non conferma forse che la percezione della Russia come un pericolo mortale per l'Europa e, al tempo stesso, l'illusione ottica di poter sconfiggere militarmente la nazione di Tolstoj, derivano da una fatale immersione dell'Occidente nell'endogamia domestica?

In realtà, passare tutto il giorno davanti alla televisione, con o senza popcorn, lascia poco spazio al pensiero strategico.

Questa è almeno una delle argomentazioni di Karaganov:

"La situazione è ulteriormente aggravata dal 'parassitismo strategico' che ha preso piede grazie alla pace prolungata, all'assenza di paura della guerra, persino di quella nucleare, e alla perdita dell'istinto di sopravvivenza tra le élite europee e la popolazione.

 

Tre quarti di secolo dopo, gli Stati Uniti, che nel loro continuo confronto con l'URSS garantivano la pace in Europa e soffocavano l'eterna ostilità reciproca tra le nazioni europee, hanno esaurito la loro capacità di pensiero strategico e hanno portato a una brutalizzazione quasi totale delle élite.

 

I pochi europei che capiscono cosa sta succedendo non possono dire quasi nulla."

Se pensate che questa sia un'esagerazione, chiedetelo ad esempio a Emmanuel Todd.

Ma ascoltiamo il ragionamento di Karaganov, esponente di spicco di un'intellighenzia molto, molto indietro rispetto al Cremlino, anzi seriamente contraria ad esso nella strategia da seguire per garantire la sopravvivenza della patria di Pushkin.

 

Putin è il peggiore? Sicuro?

 

Ascoltiamo allora il modo di pensare di quella Russia gelida e profonda che un giorno, con Solženicyn e altri, abbiamo voluto portare dalla nostra parte, liberandola dalla malinconia della tundra per abbracciare i radiosi valori europei:

"Ricordo l'ovvio, ma spesso nascosto a noi stessi:

L'Europa è il centro di tutti i principali mali dell'umanità: due guerre mondiali, innumerevoli genocidi, colonialismo, razzismo e molti altri disgustosi "ismi".

Negli ultimi anni, il totalitarismo liberale [sic], mescolato al transumanesimo, all'LGBTismo, alla negazione della storia e, in sostanza, all'antiumanità."

Da buon russo, e anche ebreo,

Karaganov sta forse esagerando o addirittura mentendo sfacciatamente in questa diagnosi?

È possibile...

 

Per confermarlo, chiediamo a un abitante di Gaza che sappia ancora parlare di valori europei.

Forse pochi di noi oseranno leggere quelle quasi venti pagine, piene di sorprese, di "Una brutta rottura con l'Europa".

In primo luogo, perché è un intellettuale russo che, in apparenza, non è un nemico dichiarato di Putin (anche se ne contesta seriamente l'orientamento) e la Russia è da tempo schierata dalla parte del male.

 

In secondo luogo, perché crediamo - con un'arroganza tipicamente europea che Karaganov critica - di conoscere molto bene questa nazione presumibilmente di terza classe.

Sarebbe però un peccato che si prestasse così poca attenzione, perché l'articolo di Sergej Karaganov, troppo spirituale per essere un semplice falco, è pieno di annunci che ci interessano.

 

Soprattutto se, seguendo Mark Rutte, Merz e Ursula von der Leyen, siamo seri nell'idea che uno scontro con la Federazione Russa sia moralmente inevitabile e, quindi, necessariamente vittorioso. Una delle prime note sconcertanti di "A Bad Break with Europe" è che non ci parla. Non è particolarmente interessato a noi né cerca di convincerci.
 

Consapevole della nostra sordità, l'intellettuale russo si rivolge solo all'élite di quel quinto della Terra che disprezziamo. Karaganov arriva persino a dichiarare che quello che considera un tradizionale europeista moscovita è un errore madornale, che ha alimentato la nostra presunzione.

 

Ben lontano da quel presunto mantra delle élite russe, Karaganov propone fermamente un "ritorno a casa", nel santuario ghiacciato della Siberia, che ci permetterà di diventare più forti e di affrontare una possibile guerra termonucleare... che a quanto pare desideriamo ardentemente. Vorremo sentirlo, almeno una volta ...?

"È finalmente necessario rinunciare, almeno a livello di esperti, alle assurdità ereditate dall'era di Gorbaciov e Reagan:

l'affermazione che "in una guerra nucleare non ci possono essere vincitori e quindi non dovrebbe essere scatenata".

Non perdetelo...

 

Mentre le élite europee storcono il naso di fronte all'orrore totalitario che Putin incarnerebbe, Karaganov, che non è nato ieri, ritiene che sia la tiepidezza di Mosca nei confronti dell'Europa ad aver alimentato la nostra vanità fino a raggiungere livelli di megalomania autistica.

 

Sebbene questo ricercatore riconosca che l'"innesto europeo" sul tronco della cultura tradizionale russa ha prodotto la "migliore letteratura del mondo" e una potenza scientifica e militare senza precedenti, ha allo stesso tempo indebolito la Russia con false speranze occidentali.

 

Inoltre, secondo lui, ha alimentato la brutalizzazione europea con arroganza suicida:

"Non proseguirò con la piacevole (data l'ostilità dell'Europa verso la Russia) enumerazione dei numerosi segnali di una crisi complessa e globale del progetto europeo e dell'Europa.

 

Non c'è nulla di cui essere felici.

 

Disgregandosi al suo interno, le élite europee hanno esagerato per quindici anni l'immagine della Russia come "nemico mortale"...

 

Poi, con entusiasmo, si misero a cercare di infliggere una sconfitta strategica attraverso l'Ucraina.

 

E ora hanno apertamente avviato i preparativi per la guerra, alimentando l'isteria militare."

Pertanto, nel nostro squalificare a livello globale la Russia, trascuriamo una questione cruciale: la gravità di un dissenso interno, non necessariamente nei nostri interessi, che potrebbe pesare sulle deliberazioni del Cremlino.

 

Sebbene sia rispettoso e persuasivo, Karaganov sembra in disaccordo con l'élite di Mosca su una questione chiave:

La "moderazione" dell'Operazione Militare Speciale non ha fatto altro che alimentare l'entusiasmo militarista europeo.

Di fronte a ciò, e alla minaccia per la Russia di una guerra di logoramento senza fine, la guerra nucleare, contrariamente a quanto pensa Putin, non dovrebbe essere esclusa come una guerra in cui,

"non possono esserci vincitori"...

Se la Russia è uniforme come ci piace credere,

Cosa pensiamo di questa differenza cruciale che potrebbe profilarsi ai vertici?

Karaganov non sta minacciando noi occidentali; sta semplicemente mettendo in guardia il suo popolo da un'ingenuità che considera fatale.

È ovvio che la Russia non è una nazione santa...

Ce ne sono? Sarebbero possibili...?

Tuttavia, da decenni cerca di farsi sentire tra noi.

 

Ma a causa di un vecchio razzismo, di una slavofobia riattivatasi negli ultimi vent'anni, hanno ricevuto solo porte in faccia. Soprattutto da quando Putin, che ha la cattiva reputazione di essere un patriota russo, ha preso il potere ...

 

Preceduta dal fiasco di Minsk, l'aggressione armata di Euromaidan, ben prima dell'invasione dell'Ucraina e con 30.000 morti di cultura e lingua russa che abbiamo dimenticato, è stata una delle penultime dichiarazioni di guerra occidentali. Nella durezza della sua delusione, rivolta esclusivamente ai russi, l'articolo di Karaganov ci aiuta a comprendere il rischio che corriamo nella belligeranza con quel quinto della Terra – l'equivalente geografico di ciò che la Cina rappresenta demograficamente – che siamo determinati a disprezzare da decenni.
 

La stessa amministrazione statunitense, così fobicamente anti-russa sotto Biden, ha giustificato lo sforzo – o il teatro – del recente incontro in Alaska sostenendo che stava cercando di negoziare con la principale potenza nucleare mondiale sul piano tattico e con la seconda sul piano strategico. Nonostante la loro comprensibile alleanza, la Russia ha poco in comune con l'enigmatica e cauta Cina.
 

Ma diamo un'occhiata a Starmer.

Da bravi provinciali postmoderni, non sappiamo più nulla della nazione di Turgenev; nulla di quanto siano lontani da noi, di quanto ci conoscano e di quanto ancora ci ammirino.

È proprio contro questa ammirazione che Karaganov reagisce, in una situazione quasi estrema.

 

Non possiamo capire Čechov, Dostoevskij e Sokurov, è vero.

Possiamo almeno ammettere che il nostro presunto nemico, utilizzando in altro modo il nostro bagaglio spirituale e scientifico, possa distruggere Londra, Berlino e Parigi in poche ore?

"In termini operativi e tattici, per ora stiamo vincendo, anche se a un costo considerevole.

 

Ma strategicamente, potremmo iniziare a perdere. Il nemico sta oltrepassando una "linea rossa" dopo l'altra. Stiamo parlando di risposte "specchio", che sono una tattica puramente difensiva (...)

 

Capisco perfettamente che l'uso di armi nucleari, anche se limitato, non è solo pericoloso, ma anche un grave peccato.

 

Persone innocenti, compresi i bambini, moriranno in massa. Immagino le riflessioni angosciate del nostro comandante in capo.

 

So che lo scenario descritto vi farà gelare il sangue nelle vene e provocherà ancora una volta un'ondata di indignazione nei miei confronti.

 

Ma questa sembra essere l'unica alternativa possibile all'essere trascinati in una guerra senza fine, seppur con interruzioni, con la perdita di decine e centinaia di migliaia dei nostri uomini migliori e poi, in ogni caso, con la discesa verso l'Armageddon nucleare e/o il collasso del Paese.

 

Dobbiamo far tornare in sé questi europei impazziti, spezzare la loro volontà di scontro e fermare la discesa verso la Terza guerra mondiale, verso la quale, dimenticando quelle precedenti e senza aver ricevuto la meritata punizione, stanno spingendo di nuovo."

Karaganov, l'uomo che parla così, non si rivolge più nemmeno a noi europei.

La persona che firma queste righe, però, ...!

Anche se si ha paura di predicare nel deserto, si sente comunque l'obbligo morale di farlo.

 

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/

 

®wld 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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