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domenica 11 novembre 2018

Graham Hancock - tra il 10.800 e il 9.600 a.C.

A Roma lo scrittore Hancock, tra divinità, archeo-ingegneria e mito-storia: “la Terra è sempre stata caratterizzata da eventi cataclismatici ciclici di enorme portata”. Può riaccadere?

di Stefania Abazia

Sala gremita. Siamo tutti in attesa di ascoltare Hancock che torna a Roma 10 anni dopo in un’evento organizzato dalla casa editrice capitolina ‘Spazio Interiore’. Graham Hancock è conosciuto in tutto il mondo. È nato in Scozia, a Edimburgo, ma ha vissuto a lungo in India, dove il padre lavorava come chirurgo. Tornato in patria, si è laureato in sociologia presso la Durham University, ed ha iniziato una splendida carriera arrivando a firmare articoli per Guardian, Times e Independent. Dal 1980 inizia a scrivere libri che diventano best-seller internazionali. Ne ricordiamo alcuni: “Il Segno ed il Sigillo”, “Impronte degli Dei”, “Il messaggio della Sfinge”, “Civiltà sommerse”, “Sciamani”. 

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La conferenza a cui abbiamo assistito s’intitola “Il Ritorno degli Dei” e si apre con una domanda: “È possibile che sia esistita una civiltà molto evoluta prima dell’era glaciale di cui poi si è persa traccia?” E prosegue sollevando un’altra domanda: “Che connessione c’è tra le opere dei Maya, degli Atzechi, degli Incas e le monumentali costruzioni egiziane?” Hancock rivela un messaggio universale celato nelle grandi opere e riportato nei miti e nelle leggende di tutte le popolazioni. Partendo da Nazca fino ad arrivare in Egitto, passando da Perù, Bolivia e Messico, l’autore va alla ricerca di una connessione, un legame, tra mappe, miti e opere architettoniche, lasciateci da popolazioni geograficamente lontane le une dalle altre e con una preparazione culturale, tecnologica e ingegneristica apparentemente non così avanzata da poter realizzare tali opere.

Secondo Hancock, vi sono prove sufficienti che suggeriscono che tra il 10.800 e il 9.600 a.C., uno tsunami di proporzioni epiche spazzò via interi continenti, a causa dell’impatto di una cometa. Nel tempio di Horus, nell’antica città egiziana di Edfu, celebri iscrizioni descrivono come Dèi gli esseri che vi si erano rifugiati, “provenienti da un’isola sacra, distrutta da inondazioni e incendi”. L’autore sostiene che un evento di estinzione antica “spazzò via Atlantide e le società avanzate di 12.000 anni fa”.


Gli egittologi affermano che il nome Atlantide non compaia in nessun testo. In effetti ce n’è solo uno risalente al 230 a.C. presente nel tempio di Horus (costruito su un tempio precedente). È Platone che parla chiaramente di Atlantide dicendo che è stata distrutta in una sola notte poiché dopo tanta evoluzione ricchezza ed elevazione materiale e spirituale, la popolazione era arrivata ai massimi livelli di materialismo e corruzione e al bisogno di potere e controllo sul mondo. Platone afferma di aver ricevuto questa storia da Solone che aveva visitato l’Egitto un secolo e mezzo a.C. ed aveva incontrato i sacerdoti Egizi. Era lui l’eredità di Atlantide e parla di quest’isola come la “Casa degli Esseri Primordiali”. Era una sorta di modello cosmico usato per costruire tutti i templi futuri, compreso le Piramidi.    

La teoria di Hancock è che la storia del nostro pianeta è sempre stata caratterizzata da eventi cataclismatici ciclici di enorme portata. E, nonostante si affermi il contrario, sono elevatissimi i rischi che ciò accada ancora. Più di 60 scienziati di varie discipline confermano con prove sempre più schiaccianti che la Terra 12.500 anni fa fu bombardata da una serie di comete. Normalmente le comete tendono a disintegrarsi. Una gigante di esse deve essere entrata nel nostro sistema solare e deve aver iniziato a disintegrarsi in diversi frammenti fino ad entrare in collisionecon la Terra. Il più grande di questi frammenti aveva il diametro di un chilometro, e dai dati emergerebbe che l’epicentro di queste impatto c’è stato nel Nord America che all’epoca era ancora sotto i ghiacci, provocando un’enorme inondazione di acqua dolce nell’ Oceano Atlantico e fermando quindi la Corrente del Golfo causando un’altra Era Glaciale per ulteriori 1200 anni. Questa civiltà molto evoluta che si è estinta quasi del tutto ed ha lasciato degli eredi che secondo la teoria di Hancock ci sono stabiliti in varie parti del mondo per tramandare insegnamenti importanti a tribù indigene meno evolute.
 
Di questi passaggi Hanckoc ci rivela in anteprima tracce che lui stesso è andato a verificare e studiare nei siti archeologici. Ci ha parlato di iscrizioni rupestri e incisioni sui muri megalitici identici sia nel nord che nel sud America. Queste iscrizioni riguardano tutte il tema della morte. Importantissima scoperta sconcertante di Hancock è che le stesse identiche tradizioni degli egizi sul viaggio che compie l’anima dopo la morte nel regno del Dual, sono ripetute in maniera identica in questi monumenti del Nord America, così come nelle giungle dell’Amazzonia. Quindi questa è la prova per lui assolutamente schiacciante che un’antica civiltà perduta dimenticata sia esistita ben prima di quanto ci tramandi la nostra storia ufficiale.

Nel “Ritorno degli dèi” Hancock identifica e documenta le tracce che dimostrano l’esistenza di questa civiltà evoluta preesistente all’era glaciale e si pone in una prospettiva nuova riguardo all’eredità del passato. Per ricominciare con le varie arti (artigianato, agricoltura, caccia) siamo stati aiutati e guidati dagli “Déi Costruttori”, i Sapienti sopravvissuti all’epoca antidiluviana che tramandando alle generazioni future tradizioni e sapienza derivanti da un’epoca precedente riuscirono a rinnovarsi, come la mitica fenice. La loro missione non fu però soltanto quella di consegnarci il patrimonio di conoscenze con cui ricominciare, ma anche di lasciarci un messaggio: sarebbe successo ancora! Un nuovo cataclisma incomberà sulla Terra e il “ritorno della fenice”, a cui sono da sempre associati distruzione e rinnovamento, avverrà proprio nei nostri tempi, un possibile futuro che dobbiamo prepararci ad affrontare.

  

Attualmente i popoli che potrebbero sopravvivere ad un cataclisma così grave sono i meno evoluti, quelli meno dipendenti dalla tecnologia. Quella tecnologia che invece di usarla nelle armi dovremmo usarla per prevenire i cataclismi. Questo è il vero messaggio di Hancock. Perché se non lo facciamo, se come fu per il popolo di Atlantide, faremo prendere il sopravvento all’arroganza e alla smania di potere, allora potremmo essere proprio noi un giorno ad estinguerci, e quel giorno, a quanto pare, non è affatto così lontano. E non è affatto escluso che la Terra possa impattare con un meteorite anche di 30 km! Perciò assicuriamoci di non essere la prossima Civiltà perduta. Siamo in un momento cruciale e ancora troppe poche persone si stanno Risvegliando


sabato 12 settembre 2015

Nibiru 'la data di arrivo'

Video postato da: What They Don't Want You To Know

 Nibiru/Pianeta X  
'La data di arrivo' - un segreto degli Illuminati

Senza dubbio questo video vi piacerà molto anche perché parla del pianeta Nibiru - il X pianeta che presto potrebbe fare la sua visita nei nostri cieli, accompagnato dalla sua stella, una nana bruna che farà apparire sopra di noi due soli. Lascio a voi giudicare quello che tanti scienziati e astronomi professionisti della élite di tutto il mondo hanno scoperto nelle loro ricerche, stimolati da un uomo che ha trascritto le antiche scritture cuneiformi sumeriche. Questo uomo è stato Zecharia Sitchin, scomparso il 9 ottobre 2010.

Non è dato sapere di quando arriverà nei nostri cieli il secondo Sole che gli Anunnaki chiamavano Nibiru/Marduk e che la risposta la sapeva il professore Zecharia Sitkin. Io ho letto tutti i libri di ZS, non c'è traccia dell'arrivo di questa (nana bruna) gemella del nostro Sole con i suoi pianeti e lune, Nelle sue trascrizioni ZS ha scritto che nel 560 a.C.: L'ultima volta che gli dèi se ne sono andati dalla Terra era intorno al 560 a.C. la frase è: "ce ne andiamo da questo posto", il posto era il Sancta Sanctorum del tempio di Gerusalemme, carri celesti si alzarono in volo.

Questo vuol dire che Nibiru era al suo apogeo più vicino alla terra (1800 anni) a metà del suo percorso di 3600 anni di rivoluzione intorno al Sole in un'orbita ellittica, per ritornare al perigeo ce ne vogliono ancora 1800. Non è dato sapere il ritorno di Nibiru, ma calcolando gli anni (tenendo conto il 560 a.C.), Nibiru dovrebbe arrivare nel 2160, facendo già oggi percepire la sua presenza con terremoti, risveglio di vulcani spenti da centinaia di anni, maremoti con conseguenti tsunami, destabilizzazione delle placche tettoniche terrestri e slittamento dei poli, anche lo scudo magnetico che avvolge la Terra si sta indebolendo,
uno scudo invisibile capace di bloccare il transito agli elettroni ultrarelativistici che si muovono a velocità elevatissima nello strato superiore dell’atmosfera.

Anche i pianeti all'interno del Sistema Solare sono coinvolti, compresa la nostra Stella, il Sole, le macchie solari sono in aumento, i pianeti da Mercurio fino a Plutone stanno subendo un riscaldamento, oltre ad essere influenzati nelle loro orbite, in ultimo, il "braccialetto martellato" chiamato fascia degli asteroidi che si trova dopo l'orbita di Marte, potrebbe catapultare verso la Terra qualche frammento dei detriti che formano la barriera degli asteroidi tra Marte e Giove.

Il video (che dura poco più di un'ora, è in lingua inglese) non è male. E' un evento successo in passato e potrebbe accadere in un futuro non molto lontano.

Buona Visione 

sabato 8 giugno 2013

continua l'incessante pioggia di meteoriti

Terrore dallo spazio profondo


Terrore.pngIl titolo, come gli appassionati ben sanno, è preso in prestito dal famoso film omonimo diretto da Philip Kaufman nel 1978, ed è, inoltre una naturale continuazione di un mio precedente post dal titolo La rovina delle anime, che potete rileggere qui. Nel film in oggetto, remake di un classico della fantascienza degli anni cinquanta (“L’Invasione degli Ultracorpi”, Don Siegel, 1956) che ha avuto altri due rifacimenti, uno dei protagonisti interpretato da Leonard “Mr. Spock” Nimoy, dice: «… La gente sta cambiando, sta diventando meno umana» e guardando ai fatti di cronaca, risulta essere molto profetica oltre che attuale. Non solo ma, sempre nel capolavoro di Kaufman, oltre agli alieni ed ai dischi volanti, circa a metà dell’azione, è citato anche il libro best-seller di Immanuel Velikovsky “Mondi in collisione”. Sembra quasi che le due cose vadano a braccetto perché se da un lato basta accendere la tv o aprire le pagine di cronaca di un qualsiasi quotidiano per accorgersi che la crisi attuale non è solo economica o finanziaria ma spirituale, dall’altro siamo letteralmente bombardati, termine usato non a caso, da una continua ed incessante pioggia di meteoriti. 

Infatti, per chi non lo sapesse, non è solo il meteorite “caduto” in Russia, nella città di Cheliabinsk, il 15 febbraio scorso, evento riportato da tutti i media mainstream e che la comunità scientifica si è subito affrettata a definire “eccezionale”, a cadere sulla Terra, ma quasi quotidianamente numerose altre località nei giorni e nei mesi successivi (l’ultimo l’altro giorno a Taiwan), sono state colpite da tale evento -l’elenco è abbastanza lungo- notizie che però non balzano o non sono ancora balzate agli onori della cronaca (forse per non allarmare ulteriormente la popolazione mondiale?). Allora la sacrosanta domanda, a questo punto è: «Ma che cosa sta succedendo?» e soprattutto: 

«Ma che cosa sta succedendo nel nostro sistema solare?». Non solo ma, come tutti possiamo benissimo notare anche il meteo sta o è cambiato: a pochi giorni dall’estate un’ondata di freddo eccezionale, per intensità e che al solito gli esperti imputano al riscaldamento globale, mentre i ricercatori di frontiera sono ormai convinti che qualcosa di anomalo stia effettivamente accadendo all’interno del nostro sistema solare: le perturbazioni non sono solo del pianeta Terra. 

Se provate a digitare nel più importante motore di ricerca le parole “anomalie sistema solare”, in 0,30 secondi, il motore dà quasi 69 mila risorse in rete e, come ben sapete, non tutto può essere spazzatura, per non parlare poi delle sempre più frequenti eruzioni solari… Sembra quasi che il “vero” terrore, provenga seriamente dallo spazio più profondo, chi o che cosa sia per il momento non è dato saperlo… Molti appassionati ricercatori espongono le loro teorie, le più disparate ed anche affascinanti, ma presentarle in quest’ambito sarebbe troppo lungo e ci distaccheremmo un tantino da quelle che erano le premesse iniziali. 

«… La civiltà è un’illusione. Un gioco di finzioni. Di reale c’è solo il fatto che siamo ancora animali. Guidati da istinti primari… La civiltà si sgretola quando più ne abbiamo bisogno. Nella giusta situazione siamo tutti capaci dei più terribili crimini. Immaginare un mondo in cui non sia così, in cui ogni crisi non sfoci sempre in una nuova atrocità in cui tutte le prime pagine non siano solo guerre e violenze… in realtà è immaginare un mondo in cui l’essere umano cessi di essere umano». 

Questa sorprendente citazione è tratta proprio da uno dei film-remake ricordati in precedenza, in particolare dall’ultimo, “Invasion” (O. Hirschbiegel, 2007) con la coppia Nicole Kidman e Daniel “007” Craig. Commentare ulteriormente il testo sopra riportato mi sembra superfluo, inoltre molti potrebbero risentirsi, in particolare quelli che si tengono avvinghiati con le unghie a questa decadente società ed a quanti si ostinano, dimostrando così poca onestà intellettuale, che niente può accadere al di qua del cielo, quindi preferisco il silenzio. «Un gran silenzio regnava sulla terra e la terra stessa era così gelida e solitaria da ispirare un unico sentimento: una tragica malinconia. Eppure da essa trapelava come un riso, un riso tetro e beffardo di sfinge, più agghiacciante dello stesso gelo, fosco e minaccioso come l’incombere dell’ineluttabile. Era il sogghigno dell’Eternità imperturbabilmente saggia, che irrideva alla vita così breve e fatua e ai vani sforzi degli uomini»(*). Forse in realtà, lo spazio profondo, è dentro ognuno di noi…

*Nota: Jack Landon, “Zanna Bianca”.



martedì 19 febbraio 2013

La stella binaria del sole e il “micro sistema stellare” sconosciuto?


 

Da sempre nell’Universo le galassie si “scontrano” tra loro, compenetrandosi del tutto o solo in parte. La fase di “collisione” produce una deformazione delle galassie coinvolte, le quali possono “rubarsi” gli elementi come i gas…ma anche le stelle. La maggior parte dei sistemi stellari conosciuti sono sistemi binari, composti non da una singola stella, ma da due differenti stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa. La stella più luminosa viene definita “primaria”, mentre l’altra viene definita “compagna”. Anche il Sole stesso avrebbe come compagna una nana bruna su un’orbita molto ampia.

Se una Stella Nana Bruna, ovvero un “micro” sistema stellare completo, dovesse spingersi verso le zone poste all’interno del nostro Sistema Solare, ci troveremmo di fronte ad un problema inaffrontabile. Il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa Stella Oscura arriverebbe, di logica conseguenza, a spingersi decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, se non addirittura più vicino alla Terra.
 
 
L’allarmante cambiamento climatico che degenera senza tregua è reale; il global warming è legato a qualcosa di “estremo” proveniente dallo Spazio, un nodo da sciogliere ben più grande del semplice aumento della quantità di biossido di carbonio concentrato nell’atmosfera terrestre. L’intero Sistema Solare sta mutando in perfetta sintonia col pianeta Terra. 

I “Guardiani” provenienti da Mondi Sensoriali sono qui per questo. 

I motivi per cui gli Extraterrestri sono attorno a noi ed interagiscono col nostro mondo fisico è senza dubbio legato ad un grande cambiamento che è in corso sul nostro pianeta e che potrebbe espandersi fino a rendere difficile la vita sulla Terra. Più volte abbiamo riscontrato quanto questi “silenziosi Guardiani” stiano intervenendo a sostegno del nostro ecosistema. Scrupolosi e sempre attenti Essi compaiono puntualmente nelle zone a rischio di eruzioni vulcaniche, sono stati più volte visti durante violentissime tempeste, nel bel mezzo di uragani, prima e dopo sconvolgenti terremoti; Essi possono intercettare ed annientare asteroidi minacciosi a grande rischio di impatto; sono molti infatti i grandi corpi rocciosi spaziali destinati ad impattare sulla Terra che sicuramente non vengono nemmeno resi pubblici, né catalogati dalla NASA. Il “Loro” intervento nei confronti di quegli asteroidi che risulterebbero essere fatali è pressoché immediato, un problema che probabilmente viene stroncato sul nascere.

Durante la caduta di un grosso meteorite sul territorio russo (evento accaduto il 15 Febbraio 2013) è comparso un oggetto luminoso non identificato che sfrecciava a forte velocità da dietro il bolide. Grazie ad un intervento extraterrestre il meteorite è precipitato in una zona deserta e piena di ghiaccio. In pratica un disco volante ha “tagliato di netto” il grosso corpo roccioso deviandolo in una zona fuori dai centri abitati. Dal filmato possiamo vedere chiaramente come il disco volante colpisca con totale fermezza il meteorite tagliandolo come di netto; si possono infatti notare i frammenti che si staccano proprio durante il passaggio di questo velivolo extraterrestre.

Non poteva trattarsi di un missile, tantomeno di un’ipotetica arma segreta non convenzionale al limite della fantascienza, è da escludere anche un qualsiasi tipo di riflesso sulla lente. Quello che possiamo osservare è il tipico movimento (documentato più volte) di uno dei velivoli appartenenti ad Entità Extraterrestri. Infatti possiamo chiaramente notare come questo disco volante compaia dal nulla da dietro il meteorite e svanisca poi esattamente davanti ad esso dopo averlo colpito. Nessun tipo di missile può muoversi e colpire un bersaglio in quel modo, rallentando addirittura la velocità dopo aver colpito un obiettivo. Piuttosto è apparso e scomparso misteriosamente, compiendo forse un “movimento” tra dimensioni spazio-temporali. 

La tempestività di questo oggetto extraterrestre nell’essere presente “nel posto giusto e al momento giusto” è disarmante.






L’oggetto appare dal nulla da dietro il grosso meteorite, colpisce il suo obiettivo (sembra tagliarlo, passarci attraverso, deviarlo) ma senza esplodere. Poi l’UFO prosegue la sua corsa davanti al meteorite, rallenta e scompare nel nulla. “Non esiste nessun ordigno o arma segreta terrestre capace di compiere un’azione del genere”. 

Se questo grosso meteorite fosse precipitato nel centro di una città avrebbe creato danni incalcolabili, causando sicuramente migliaia di morti. L’energia rilasciata dal meteorite è stata stimata, dalla NASA, di 500 kilotoni di energia, pari a circa 30 volte la forza della bomba atomica lanciata dagli Stati Uniti sulla città giapponese di Hiroshima nella Seconda guerra mondiale. Una dichiarazione alquanto strana ed azzardata quella della NASA. Di sicuro sarebbe stata un’esplosione fatale.
 

L’evento meteorico accaduto in Russia il 15 Febbraio 2013 (foto sopra) dimostra pienamente quanto sia reale il pericolo costituito da questi corpi rocciosi spaziali. La caduta di questo grosso meteorite, che si è disintegrato negli strati bassi dell’atmosfera, ha provocato una spettacolare pioggia di detriti, con esplosioni e scie infuocate in cielo sugli Urali e le regioni centrali della Russia. Circa 1.200 persone sono rimaste ferite nella regione di Chelyabinsk, 1.500 chilometri a est di Mosca. Almeno 200 erano bambini. Tremila gli edifici danneggiati.

Non è stato l’unico caso registrato quel giorno, diversi sciami fitti di meteoriti sono stati visti su gran parte del globo, anche nei giorni a seguire. E’ molto raro che frammenti di meteorite cadano sulla Terra provocando feriti. In genere i meteoriti sono attratti dalla forza di gravità della Terra ma raramente riescono a superare indenni il contatto con l’atmosfera, evidentemente quei frammenti non sono bruciati perché erano molto grossi. Quello che è successo in Russia è un fenomeno davvero molto strano. Il nostro campo magnetico si sta sempre più indebolendo, questo è ormai evidente. 

Ma se dovesse precipitare sulla Terra un grande asteroide, come reagiremmo? 

Non possiamo sapere di preciso quanti di questi grandi asteroidi siano realmente a rischio di impatto, ma a giudicare dai numerosi boati e intensi bagliori che si verificano di continuo in tutto il mondo possiamo intuire che il numero dei frammenti meteorici che entrano nella nostra atmosfera sia sempre più elevato e che gli impatti sul suolo terrestre siano in costante aumento. Evidentemente un piano di difesa per contrastare le insidiose piogge meteoriche sembra essere inattuabile, questo almeno da parte nostra. Rimane da capire quanto questi Esseri appartenenti ad altri mondi riusciranno ad aiutarci nel contrastare un pericolo che potrebbe aumentare drasticamente.

Il più importante dato di fatto che attesta l’autenticità della presenza di queste “forze multidimensionali” è dimostrato da come stiano interagendo col Sole da diversi anni; tra svariate immagini catturate dalle sonde della NASA, possiamo infatti notare degli enormi oggetti extraterrestri dalle dimensioni planetarie che si muovono continuamente a distanza ravvicinata attorno al Sole. Questi enormi “pianeti artificiali” stanno manipolando le dinamiche dei processi di fusione termonucleare del Sole, diminuendone probabilmente l’intensità. 

Probabilmente il vero “perno” che da’ luogo all’incredibile scenario in cui viviamo potrebbe derivare dallo Spazio oscuro, non molto distante da noi. 

L’8 Gennaio 2013 è stato riportato sul sito della NASA Science un rapporto pubblicato dal National Research Council (NRC), dal titolo: “Gli effetti della variabilità solare sul clima della Terra”, un documento che espone diversi modi estremamente complessi con cui l’attività solare può influenzare il nostro pianeta. Diversi ricercatori si sono confrontati sulle modalità di influenza del Sole sul clima terrestre e gran parte di questo seminario è stato dedicato alle interazioni con l’atmosfera e gli oceani, sulla termodinamica o sulla fisica dei fluidi. Molti ricercatori stanno prendendo in seria considerazione la possibilità che il Sole svolga un ruolo fondamentale nel riscaldamento globale terrestre.

Una delle rare fotografie di Planet X e degli asteroidi che lo circondano! 

Potrebbe non essere il nostro Sole a provocare tutto questo, ma una nuova “energia stellare”. 

Un fatto molto interessante è che gli scienziati si stanno decisamente aprendo a possibili “eventi” provenienti dall’esterno, a nuovi concetti in merito allo “studio” di altri Corpi Spaziali, i quali potrebbero perturbare le regolarità climatico/ambientali cicliche dei pianeti all’interno del nostro sistema planetario, Sole compreso. 

La NASA ha praticamente ammesso che il Sole può alterare il clima terrestre a tal punto da essere il diretto responsabile dell’aumento degli sconvolgimenti ambientali che si abbattono sul nostro pianeta. Qualcosa di anomalo sta accadendo alla nostra stella e i “Guardiani” conoscono bene il motivo. Il Sole, secondo la NASA, gioca un ruolo fondamentale per la Terra, infatti da diversi anni e soprattutto in questo periodo il nostro campo magnetico è inspiegabilmente sempre più debole. Dunque qual’é la vera ragione per cui il Sole viene costantemente “manipolato” da queste Entità Multidimensionali? 

Il Sole è influenzato dalla presenza di un’altra Stella in fase di attraversamento. 

Avevamo già sottolineato che l’attuale ciclo solare doveva essere il più potente degli ultimi 400 anni, ma si è invece rivelato il più debole degli ultimi 50 anni. Questa non è affatto una coincidenza. Gli enormi “oggetti artificiali” appartenenti ad esseri provenienti da altri mondi, stanno appositamente indebolendo la potenza del Sole, proprio perché all’interno del Sistema Solare c’è una seconda Stella (una nana bruna) in fase di attraversamento. Il nostro Sistema Solare potrebbe trovarsi coinvolto in una particolare fase di “incrocio tra orbite” con un micro sistema stellare sconosciuto. Le Entità Extraterrestri stanno cercando di “livellare” l’energia emessa da entrambe le fonti stellari per contenerne gli effetti, rendendo i mutamenti climatici meno aggressivi di quanto avrebbero dovuto in realtà essere. Probabilmente il medesimo intervento che stanno attuando sul Sole, lo stanno effettuando su questa seconda stella.

Se i nostri occhi potessero osservare lo Spazio profondo dalla posizione di Saturno, vale a dire da una distanza di almeno 1.429 milioni di chilometri dal Sole (9.5538 U.A), probabilmente ci troveremmo di fronte ad uno spettacolo assolutamente unico ed insolito. Ancora non possiamo conoscerne l’esatta posizione, ma di certo vicino a Saturno si trova un ospite poco gradito. In questo momento staremmo vivendo la tempesta senza fine, provocata da un’energia sconosciuta, che sta sempre più aumentando nella sua alta atmosfera. Da lassù l’immaginazione sarebbe capace di scolpirci nella mente la forma di un misterioso pianeta “fantasma”, lontano all’apparenza, ma sufficientemente vicino da sentirne gli effetti gravitazionali. 

I possibili dettagli di questo “micro sistema stellare” sconosciuto. 

Forse con un potente telescopio, dalla posizione di Saturno potremmo osservare i dettagli di questo pianeta fantasma e capiremmo quanto sia davvero in fase di avvicinamento. Focalizzando le nostre attenzioni nello Spazio attorno a questo pianeta sconosciuto, noteremmo ad una distanza non troppo lontana un’Ombra Oscura, come un “carbone ardente” rosso offuscato, inquietante, enorme e pieno di detriti attorno a sé…una Nana Bruna. Dal buio più profondo, questa stella mancata, mostrerebbe finalmente il suo vero volto. Inoltre scopriremmo altri grandi pianeti che orbitano attorno a questa stella oscura, quattro, cinque o forse più; ma sul momento le attenzioni sarebbero tutte puntate sull’astro “fantasma” che orbita nella zona più estrema di questa stella, che di logica conseguenza risulta essere in fase di attraversamento nella zona più interna al nostro Sistema Solare. 

La Stella Binaria del Sole. 

Si definisce stella binaria un sistema stellare formato da due stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa; la stella più luminosa viene chiamata primaria, mentre l’altra viene chiamata compagna o secondaria.

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File:Orbit5.gif

Una simulazione di una stella binaria, le cui componenti hanno masse simili e orbitano intorno al comune centro di massa secondo orbite ellittiche. 

Recenti scoperte di molteplici nane brune dimostrano infatti quanto siano numerose e vicine al nostro Sistema Solare. Oltre l’80 per cento di tutte le stelle fa parte di un sistema stellare multiplo, contenente due o più stelle. E’ un fatto noto che molti sistemi stellari conosciuti oggi siano in realtà dei sistemi doppi (binari), composti cioè non da una singola stella, ma da due diverse stelle che ruotano una intorno all’altra, in genere una grande e una più piccola. Anche il Sole stesso avrebbe come compagna una nana bruna su un’orbita molto ampia.

Queste stelle mancate, chiamate nane brune, sono molto fredde e decisamente deboli da renderne impossibile l’identificazione anche con potentissimi telescopi ottici. Soltanto la visione a infrarossi è in grado di scoprire il loro debole bagliore. Questi oggetti hanno una temperatura compresa tra circa 450 e 600 Kelvin (177-327 gradi Celsius) che per quanto riguarda le stelle, è una temperatura molto bassa, anzi “fredda”. Questa loro caratteristica le ha rese oggetti elusivi e molto difficili da identificare per anni. Le nane brune si formano come le altre stelle, ma non raggiungono mai la massa sufficiente per innescare la fusione nucleare. Con il passare del tempo, si raffreddano dissipando il calore interno residuo dalla loro formazione. 

Gli effetti della presenza di questa Stella Nana Bruna si stanno ripercuotendo sull’intero Sistema Solare. 

Oltre alla “teoria” di una possibile stella binaria del Sole, sappiamo che da sempre nell’Universo le galassie si “scontrano” tra loro, compenetrandosi del tutto o solo in parte. La fase di “collisione” produce una deformazione delle galassie coinvolte, le quali possono “rubarsi” gli elementi come i gas…ma anche le stelle.

Il Sole è decisamente influenzato da un’energia esterna ignota, la prova è data dalla sempre più vasta presenza di ciclopici “oggetti artificiali” extraterrestri attorno ad esso, intenti a placarne la potenza. Inoltre sappiamo che gli asteroidi e le comete hanno raggiunto un numero elevatissimo dentro al nostro sistema planetario, questo non può che dimostrare quanto questa grave anomalia sia collegata ai detriti e ai frammenti che proprio le nane brune trascinano dietro a sé e che vengono conseguentemente deviati e “catturati” dalle orbite dei pianeti circostanti, Terra e Sole compresi.

Recentemente è stato osservato che tutti i pianeti del Sistema Solare starebbero subendo un aumento della temperatura. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, oltre all’acqua ghiacciata).

Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura nel Sistema Solare, ma non sembra trattarsi affatto dell’influenza del Sole, poiché in questi ultimi anni ha diminuito, a “sorpresa”, la propria intensità ed è troppo lontano dai pianeti coinvolti.

Tutti i pianeti del Sistema Solare stanno subendo drastici ed inspiegabili mutamenti legati sicuramente all’energia scaturita da questa seconda stella. Sebbene il Sole stia mostrando ampi segni di insolita debolezza, il clima sulla Terra peggiora ogni anno di più. Conosciamo bene la drammatica situazione dell’inarrestabile scioglimento dei ghiacci, dell’altissima temperatura dei mari e del loro elevatissimo livello. 

I vulcani, monitorati incessantemente da entità extraterrestri, aumentano la loro attività giorno dopo giorno. I terremoti fanno sentire a gran voce la loro irrequietezza; uragani e tempeste di ogni tipo si abbattono senza più regole su tutto il mondo. Forti esplosioni e intensi bagliori nei cieli sottolineano quanto siano aumentate le piogge di meteoriti.

Non sono previste presunte “piccole ere glaciali” imminenti di cui di tanto in tanto si vocifera, almeno non nei prossimi anni a venire, sono solo “teorizzate” per un futuro non proprio a due passi da noi. Solo se tutti i vulcani cominciassero a fare sul serio potremmo entrare in una fase di raffreddamento globale anticipato. Il presente, ma anche il vicino futuro sono totalmente caratterizzati ed indirizzati su di un inarrestabile riscaldamento globale. Sarebbe quindi molto saggio e importante adesso concentrarsi su questo; nei prossimi anni potrebbero sorgere problemi molto gravi dovuti proprio allo scioglimento dei ghiacci e all’innalzamento dei mari.

A completare il quadro della situazione critica in cui viviamo ci pensa la crisi globale, economica e sociale, nella quale l’umanità è sommersa fino al collo a livello mondiale. Non è un caso che anche questo si muova a pari passo con un cambiamento di tipo “cosmico”. Un ciclo che “deve” adempiere la sua più completa purificazione, mettendo alle corde l’intera umanità. 

La vera minaccia per la Terra è costituita dal pianeta che orbita nella zona più estrema di questa Stella Oscura. 

L’esatta posizione di questa nana bruna è fortemente tenuta nascosta dalle agenzie governative di tutto il mondo per ovvi motivi di possibili sensazionalizzazioni da parte dei media, i quali sarebbero capaci di scatenare un panico generale che porterebbe ad insensate azioni incontrollabili su tutto il globo. Parlare di una “semplice” stella fredda è piuttosto riduttivo se pensiamo che si tratta in realtà di un “micro” sistema stellare completo di pianeti, il quale si troverebbe a ridosso (se non già all’interno) del nostro Sistema. 

Il passaggio di una nana bruna solitaria ai margini del nostro Sistema Solare rappresenterebbe già un valido motivo per giustificare tutti i cambiamenti a cui stiamo assistendo sulla Terra e sul resto dei pianeti attorno a noi; ma una nana bruna non viaggia mai solitaria. Dobbiamo comprendere il fatto che ci troviamo di fronte ad un sistema stellare completo di satelliti, avvolto da un “disco” composto da milioni di frammenti rocciosi

  
Le prime immagini reali del Sistema Planet X- Nibiru fuori dal sistema solare 

Il pianeta orbitante nella zona più lontana di questa nana bruna, potrebbe quindi rappresentare ben più del semplice “colpevole” degli stravolgimenti in atto, ma addirittura di un pericolo senza precedenti che potrebbe rivelarsi fatale per la vita sulla Terra. Se l’orbita di questo sistema stellare ha già raggiunto il punto più vicino del nostro Sistema Solare, allora dobbiamo semplicemente calcolare l’orbita del suo pianeta più lontano, che è quello che di fatto è già dentro al nostro Sistema Solare e che si potrebbe spingere ancor più all’interno. Ma se la nana bruna, ovvero il sistema stellare completo, dovesse avvicinarsi ulteriormente all’orbita di Saturno, il problema diverrebbe inaffrontabile. Allora in questo caso il pianeta orbitante nella zona più estrema di questa stella oscura si spingerebbe decisamente a ridosso delle orbite a noi circostanti, forse proprio tra Marte e Giove, se non addirittura più vicino alla Terra.

Forse scavando tra gli inarrivabili confini delle Dimensioni Impercettibili troveremmo le nostre risposte. Percorrendo i Piani Esistenziali più elevati che formano l’insieme della vita cosmica potremmo realmente avvicinarci a ciò che definiamo “Divino”. Allora scopriremmo che i sistemi planetari vengono creati come sistemi binari a più stelle che orbitano intorno al loro comune centro di massa proprio per dare atto a Rinnovi Evolutivi senza fine, a inevitabili cambiamenti ciclici, a periodi essenziali di totale purificazione, per consentire alla vita di evolvere continuando a rinnovarsi nell’infinito. Per questo la natura vincerà sempre.    (fine quinta parte)

Scritto da Dan Keying 
Per Segnidalcielo.it 
Articolo riproducibile citando autore e fonte 


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