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mercoledì 11 febbraio 2026

Il Dio Oscuro - Integrare l'Abisso

Abisso di Zhaoxin Mo

di Gary 'Z' McGee 1 febbraio 2026 dal sito web Self-Inflicted Philosophy

Gary 'Z' McGee,

un ex specialista dell'intelligence della Marina diventato filosofo, è l'autore di " Birthday Suit of God" e "L'uomo nello specchio".

Le sue opere traggono ispirazione dai grandi filosofi del passato e dalla sua visione acuta del mondo moderno.

"La persona che rinuncia al mondo e si rifiuta di pagare i debiti della vita non realizza l'individuazione, perché il Dio oscuro non troverebbe posto in lui.

In qualcuno che cerca solo la luce, il Dio oscuro non troverebbe spazio."

 

Carl Jung

(scritto il 16 maggio 1961, pochi giorni prima della sua morte, avvenuta il 6 giugno 1961)

 

La vera individuazione non è un'illuminazione superficiale; è un'integrazione dolorosa.

La luce amorevole non ti guiderà fuori dall'oscurità esistenziale.

Solo affrontando l'oscurità stessa potrai avere la ferocia, l'audacia e il coraggio necessari per accendere la tua luce.

 

E solo quella luce accesa, nata dalla tua oscurità più profonda, ha la possibilità di guidarti verso la vera individuazione.

La pusillanime pacificazione porta solo a minuscole zone di comfort rafforzate da illusioni irrealizzabili e da un condizionamento culturale calcificante.

Devi essere capace di spezzare le ossa della tua cieca fede.

 

Devi essere capace di ninjitsu esistenziale.

 

Spacca il cranio dell'idolo dorato Dogma.

 

Spezzate la schiena a Dio!

Brucia attraverso la fossilizzazione del tuo valore (coraggio).

 

Piscia sulle ceneri (audacia). Sporcati le mani e trasforma la tua vergogna in argilla (umiltà). Crea una nuova forma dalla fecondità del tuo coraggio e del tuo letame (rinascita).

 

Quindi ripeti tutte le volte che è necessario finché non capisci che tutto cambia sempre, che non esiste permanenza, solo presenza, che non esiste un sé, solo maschere lungo tutto il percorso, percependo illusioni lungo tutto il percorso, che non esiste una "verità", solo la Ricerca della Verità.

 

Poi ripeti ancora ...!

Decapita tutti gli dei, falsi o meno. Cavalca l'onda del loro sangue verso un sacro distacco, uno slancio elevato, una metacognizione megalitica. Porta le loro teste mozzate nella tua bisaccia come un Johnny Appleseed esistenziale.

 

Piantateli nel letame di ragionamenti obsoleti e guardateli sbocciare in Nuovi Dei, Dei migliori, Dei più sani.

Poi decapitate anche quegli dei.

Continua il ciclo ...!

In ogni caso sei tutto tu, un piccolo universo in movimento come un'onda dall'oceano.

 

È solo che per un po' ti sei travestito da umano.

Ridere della distruzione di massa. Poi ricostruire.

 

Ricostruisci sempre ...!

Come un falegname in un hotel infinito che trasforma il "vorrei" in "potrei".

 

Come un imbroglione che inganna la luce dall'oscurità e l'oscurità dalla luce.

 

Come una cicatrice che attualizza la sua antifragilità.

Ricostruisci come un costruttore di mondi che si erge tra mondi, giustapponendo mondi opposti in un allineamento sacro. Ricostruisci come un Dio capace di autodistruggersi e ricostruirsi all'infinito.

Personificare la trasformazione.

 

Incarna la Fenice.

Poi raddoppia il tuo nuovo senso dell'umorismo su tutta questa assurda merda.

 

Ridi dello scherzo cosmico. Continua a ridere finché l'abisso non riderà con te.

Poi afferra l'abisso per la gola e integralo nel fottuto. Lega la sua oscurità alla tua spensieratezza. Aprigli il ventre e piantagli il seme divino del tuo ultimo deicidio nelle viscere.

 

Allora decidi - palle alle ossa, ovaie al midollo - che tu e l'abisso, tu e l'oscurità esistenziale, il tuo Gesù interiore e il tuo diavolo interiore, il tuo Buddha grasso e affamato e il tuo Buddha agile e ridente, siete sempre stati la stessa cosa ...

Come ha detto James Hollis,

"L'ombra non è un problema da risolvere, ma un mistero da vivere."

E ora, finalmente, lo stai vivendo.

 

Dopo aver esplorato il labirinto di te stesso, finalmente capisci che sei allo stesso tempo Minotauro e Teseo, drago e cacciatore di draghi, demone e angelo, morte e vita.

 

E da questa sacra integrazione emerge il Dio Oscuro:

  • il Grande Mistero

  • la danza

  • il Blooming Haha

  • l'infinita interconnessione di tutte le cose...

Non si tratta di una divinità malvagia separata, bensì della metà non riconosciuta, repressa o scissa della totalità divina.

Jung sosteneva che l'immagine biblica di Dio (Yahweh) contenesse già questa oscurità (come esplorato in Risposta a Giobbe), e che la vera completezza psicologica richiede di integrarla piuttosto che negarla. Perché il "Dio Oscuro" ha bisogno di un posto nella psiche umana...?

Per diventare completi.

 

Per diventare spiritualmente adattabili.

 

Per diventare esistenzialmente flessibili.

 

Per diventare sani.

 

Vivere in sacro distacco.

Individuazione è il termine con cui Jung definisce il processo che dura tutta la vita per diventare un Sé unico e completo, integrando consapevolmente i contenuti inconsci, in particolare l'ombra, l'anima/animus e, in ultima analisi, l'archetipo del Sé (che include sia il polo luminoso che quello oscuro).

 

La persona che "rinuncia al mondo", cioè evita,

  • ansia da morte

  • sofferenza

  • ambiguità morale

  • pulsioni istintive

  • relazioni

  • il costo della creatività

  • colpevolezza

  • distruzione,

...o qualsiasi prezzo "oscuro" dell'esistenza, vive in modo unilaterale, ossessionato dalla luce e che ignora la spiritualità.

Evita la tragica, incarnata e carica di ombre realtà dell'essere vivi. Così facendo, non lascia spazio psichico alla propria oscurità per diventare cosciente.

 

Reprimono o escludono il lato oscuro del divino (e quindi del Sé). Il risultato è una pseudo-individuazione o uno sviluppo bloccato.

 

Il Sé non può costellare pienamente perché la completezza richiede entrambi i poli: luce e oscurità, costruttivo e distruttivo, amore e perdita, energia ed entropia, spirito e materia.

Jung spesso collegava questo a motivi mitologici:

  • Prometeo ruba il fuoco (pagando a caro prezzo la creatività)

  • il Cristo crocifisso (la sofferenza come prezzo dell'unione divino-umana)

  • la nigredo alchemica (annerimento/fase oscura) che deve precedere la trasformazione...

Rifiutare il Dio Oscuro significa rifiutare il fuoco alchemico che forgia il Sé individuato.

"Quando vedi la tua materia diventare nera, gioire, perché questo è l'inizio dell'opera."

Rosarium Philosophorum

 

Senza spazio per questo aspetto, la personalità rimane divisa, gonfiata di falsa purezza e sterilità spirituale.

 

La vera individuazione richiede di assumersi il costo, di pagare i tributi spesso dolorosi della vita, affinché l'intera immagine di Dio (luce + oscurità) possa incarnarsi nella psiche umana.

Questo è il Dio Oscuro...

Come disse Jung,

"Non si diventa completi immaginando figure di luce, ma rendendo cosciente l'oscurità."

Ma festeggia! La tua spada a forma di punto interrogativo che uccide gli dei è sempre necessaria.

 

È uno strumento essenziale, anche qui (soprattutto qui) alla fine dei tempi.

 

Ma questo Dio, il Dio Oscuro, desidera ardentemente essere ucciso, ha bisogno di essere decapitato, deve essere sventrato come un pesce affinché le sue interiora dogmatiche non puzzino nella canna, perché sa oltre ogni conoscenza che il viaggio deve rimanere la cosa, nonostante tutte le destinazioni.

 

Pubblicato sul sito web:  https://www.bibliotecapleyades.net/


®wld

martedì 9 dicembre 2025

OPPORTUNITA’ MANCATE ….PER CAPIRE

 

di Dottor Roberto Slaviero 08.12.25 

L’8 dicembre del 1854, Papa Pio IX promulgò il dogma dell’Immacolata Concezione.

Pio IX, durante il suo esilio a Gaeta nel 1848, in una cappella dedicata a Maria, le promise,

se fosse riuscito a tornare a Roma dopo i moti rivoluzionari Mazziniani, la promulgazione di tale Dogma.

Negli anni precedenti il 1848 in ben due apparizioni mariane, alla Laburè e poi a Bernadette a Lourdes, Maria si era presentata come la Immacolata Concezione. 

Nella bolla “Inefabilis Deus” che Pio IX arrivò alla precisa “definizione dogmatica dell’Immacolato concepimento della Beata Vergine Maria”: oltre ad affermare la Concezione del tutto “immacolata”, viene definita la Madonna come unica vera eccezione – assieme a Gesù – dell’altro dogma universale sul peccato originale che grava su ogni persona prima del Battesimo.

Maria è frutto di Immacolata Concezione nel senso che non solo è la Vergine da cui è stato concepito il Figlio Unigenito nato senza peccato, ma è anche Colei che ha dato al Verbo incarnato la propria natura umana: è qui che il percorso della dottrina teologica della Chiesa sottolinea come il sommo Dio non può essere stato toccato, anche se brevemente dal peccato, in quanto sarebbe stato soggetto all’azione del demonio. Per questo si è arrivati alla conclusione, imponendo il dogma di fede, che la Madonna non può avere un animo “corrotto” dal peccato originale. 

Oggi i Cristiani cattolici festeggiano tale Dogma. 

Dogma che non si riferisce alla Virginalità di Maria e della nascita di Gesù, ma al fatto che Maria nacque per volere divino SENZA PECCATO ORIGINALE. 

Il concepimento virginale di Gesù è invece sancito da un dogma differente ed esistente fin dal secondo Concilio di Costantinopoli, del 553. In base alla narrazione dei Vangeli, riordinata e fissata dai vescovi nel 553, Gesù nacque per opera dello Spirito Santo, cioè senza che sua madre Maria avesse avuto un rapporto sessuale. 

Pio IX risolse con tale dogma una disputa centenaria tra Francescani e Domenicani su chi tra Gesù e sua Madre ci avesse liberato dal peccato originale. 

Il frutto del peccato di Adamo e Eva nel Paradiso terrestre e della disobbedienza a Dio, secondo il grande Don Guido Bortoluzzi e della sua Genesi Biblica, altro non sarebbe che un incrocio tra un figlio di Dio “puro” con una  femmina “impura” di una razza inferiore, abbastanza scimmiesca. 

Ognuno faccia i suoi pensieri tra eventuali innesti genetici alieni di razze diverse arrivate dal cosmo, o meglio dal piano terrestre delle isole limitrofe alla Terra stazionaria.

Sentite un po' un radarista specializzato 

Il Radar deve avere una linea diretta per rilevare l’oggetto volante e questo avviene anche a distanze di 200 miglia, ma secondo il modello di sfera ciò non sarebbe possibile poiché l’aereo sarebbe molto al di sotto dell’orizzonte.

Il radarista dice che nessuno ci pensa, ma se si pensasse la favola della Nasa della sfera … plufff. 

Il geoide terrestre ce lo tengono segreto!

Troppe implicazioni per i nostri Gestori. 

Comunque fateci anche qui un pensiero, se non siete o partecipate ai pro o contra vax, Palestina, Russia, Terra piatta etc etc. 

A proposito, Russia e Usa sono già d’accordo sulle varie spartizioni del pianeta, con parti dell’Europa condannate dai loro amministratori di origina nazista, figli o nipoti a capo della sconquassata UE, per non parlare degli albionesi inglesi guerrafondai anti russi per antonomasia

Non parlo dei popoli, ma delle Élite che li comandano. 

Siamo ancora sottoposti a Radio Londra nei media di propaganda, come nella seconda Guerra. 

E cosa volete che facciano i governi, al 90% supini ai loro finanziatori esecutori, ai ricconi che non vogliono perdere i loro super benefit e considerano i “non ariani “, ovvero quasi tutti, meno la loro cream franco-tedesca e nordica, degli sfigati camerieri o pizzaioli?! 

Ma un giorno ...boom ...colonne di zolfo nel centro Europa. 

Ma i loro leader, come nel  1945 saranno già scappati nelle Americhe! 

Adesso hanno deciso di scassare il Pd italico tra Mogherini  e soci e diranno:

avete visto i soliti corrotti italiani che rubavano e corrompevano, Ucraina compresa? 

Bella mossa della probabile Cia per i lavandini d’oro dei boss ucraini e tra un po' arriverà ancora più ..erda 

Ma sapete perché hanno preso di mira i Piddini legati culo e camicia con i vertici europei?

Perché sperano che in Italia passi il Mes bancario, che i nazi UE utilizzerebbero per continuare a mandar soldi in Ucraina.

Uno schifo e un ladrocinio continuato ai nostri danni. 

Stiamo arrivando al “si salvi chi può“, tanta è la merda che sta fuoriuscendo.

Spero che molti di loro sguazzino nelle sabbie mobili senza corda per risalire. 

In Usa intanto hanno abolito il vaccino per l’Epatite B nei giovani.

Qualcosa si muove con RFK junior, vedi commissione per collegamento autismo-vaccini. 

In Italia continua la svendita delle eccellenze italiche, iniziata nei fine anni 80 con la privatizzazione di Banca d’Italia e poi col duo Draghi e Prodi a sfasciare l’IRI, nostra grandissima e super potente multinazionale mondiale. 

Il fondo Blackroc ha acquisito una parte di ENI e Leonardo. 

In Italia non esiste opposizione, sono al 90% tutti d’accordo e non c’è un movimento nuovo, tipo Afd tedesco che riesca ad andare a far votare l’oltre 50% degli italiani che si sono rotti le balote.

I nostri governanti sono felici e il popolo sta sullo smart e Chatgpt e soci. 

Come diceva Montanelli, per l’Italia non ci sarà futuro, ma per il genio italico sì. 

Peccato che lo Stato investa un sacco di soldi per far studiare ragazzi che poi sono costretti ad emigrare per lavorare! 

Ok, passo e chiudo con una frase del grande storico e letterato italiano Francesco de Sanctis 

“la storia dell’umanità è un continuo realizzarsi degli ideali umani, e questo è il progresso” 

La vedo difficile in questi momenti, ma non dobbiamo mai perdere la speranza e dobbiamo attingere a fatti ed accadimenti reali e non virtuali. 

E che la Madonna sia con noi! 

Salutoni

Fonte

®wld 
 

lunedì 16 novembre 2020

Le linee guida della nostra società

 
 
Il paradigma del condizionamento e la sottomissione passiva di ogni dogma all'autorità
 
In questi decenni hanno fatto emergere nella mente della gente, l’idea delle rivoluzioni radicali, la crisi è una crisi delle coscienze, una crisi che non può più far accettare le vecchie norme i vecchi modelli, le antiche tradizioni e considerando quello che è il nostro oggi, con tutta la sua miseria, i suoi conflitti.

La sconcertante brutalità, le sue aggressioni e così via …

L’uomo è ancora com’era in passato, è ancora brutale, violento, aggressivo, avido, competitivo, e ha costruito una società basandosi su queste linee guida.

Quello che stiamo cercando in queste discussioni qui è vedere se noi radicalmente portiamo a una trasformazione della mente. Non accettare le cose per quello che sono, ma per capirle, per esaminarle, dall’anima  alla tua mente per tutto quello che devi scoprire.

Ma che dipende da te e non da altri. Perché qui non ci sono insegnanti ne allievi, non c’è alcun leader, nessun guru, non ci sono né maestri né salvatori.

Tu stesso sei l’insegnate e l’allievo, tu sei il maestro e il guru, tu sei il leader, tu sei tutto! E capire significa trasformare quello che è.

®wld 

giovedì 28 maggio 2020

La Santa Inquisizione in camice bianco colpisce ancora!

 


Hanno gentilmente atteso la fine della prima quarantena e poi, al segnale convenuto, hanno scatenato l'inferno.

Mi riferisco alle armate della Santissima Inquisizione moderna, le medesime che dal XV secolo hanno “punito, incarcerato e corretto” tutte le persone affette da “perversione eretica”.

Hanno preso il “diavolo” come scusante ma lo scopo era redimere tutti quelli che uscivano dalla “normalità”, dal pensiero unico, dal paradigma dell'epoca...

Sono passati molti secoli da allora e le strategie adottate si sono ovviamente aggiornate e adattate camaleonticamente al periodo.

Innanzitutto gli spietati inquisitori hanno abbandonato il nero per il più consono camice bianco, e le torture sono state soppiantate dal rogo mediatico e professionale. Oggi infatti, nella società dell'immagine, preferiscono screditare, sputtanare, ridicolizzare, e se riguarda un medico sospendere e/o radiare. 

A proposito di medici, l'ultimo a finire sotto il Malleus Maleficarum (Martello delle Streghe) è stato il dottor Ennio Caggiano, un bravo e simpaticissimo medico di famiglia della provincia di Venezia.

Ecco cosa riporta la lettera giunta per Pec a Caggiano in data 25 maggio 2020.
Perviene a questa Azienda una segnalazione, sottoscritta da alcuni medici di medicina generale, con la quale si denunciano comportamenti deontologicamente poco accettabili, posti da Lei in essere, nel suo profilo Facebook”. 
Le accuse dei delatori con lo stetoscopio al collo sono pesantissime: il dottor Caggiano ha avuto la pessima idea di scrivere qualche post su Facebook, ma vi rendete conto?

Veniamo a conoscenza quindi che un medico non può godere dell'articolo 21 della Costituzione, quello della “libertà di espressione”. Ma la chicca arriva dopo poche righe:
Le ricordo che Lei opera come Medico di Medicina Generale, e che la Medicina Generale è il primo punto di contatto fra il cittadino/paziente il SSN e come tale è il comportamento del medico curante, a cui il paziente si riferisce con fiducia, può ingenerare allarme, in particolar modo in settori delicati come il campo vaccinazioni in cui l'investimento della sanità pubblica è preponderante, fino ad indurre il paziente alla perdita della fiducia e credibilità nei servizi sanitari” 
Finalmente si arriva al tema del contendere: i vaccini sono un dogma! Punto.

Non si possono toccare pena la segnalazione/richiamo/radiazione da parte dell'ordine. Capito? Eresia da estirpare con ogni mezzo.

I vaccini, lo dicono loro, sono l'investimento della sanità pubblica preponderante, quindi anche per questo motivo non si possono mettere in discussione.

La parte finale però fa comprendere qual è la vera paura per questi ciarlatani: la perdita di fiducia e credibilità nei servizi sanitari, cioè nelle loro cure chimiche deleterie e nei loro sistemi pseusopreventivi chiamati screening. 

La colpa è del dottor Caggiano o del dottor Roberto Gava o del dottor Paolo Rossaro (questi ultimi medici radiati dagli ordini) se le persone si stanno allontanando sempre più da una medicina protocollare/difensiva, una medicina rigida e impagliata, totalmente fagocitata dalle industrie della chimica e farmaceutica?

La colpa è del dottor Caggiano se oggi le persone, nonostante la medicina basata sulle evidenze, continuano ad ammalarsi e a morire più di prima? Ricordo solo che in Italia oltre 500 persone muoiono ogni giorno per cancro (o per le terapie!).

Questo ennesimo caso mostra sempre di più la vera natura dell'ordine dei medici, che da organizzazione di tutela della categoria dalle aggressioni esterne (malpractice) è diventata un vero e proprio organismo di inquisizione con il compito di punire il pensiero non allineato.

E' arrivato il momento di una legittima, sacrosanta e forte reazione da parte di tutta la classe medica perché qui di mezzo non c'è il dottor Caggiano, ma l'autonomia e la libertà in Scienza e Coscienza di un medico! Si dovrebbero tirare fuori le palle e far sentire il proprio pensiero in modo coeso, anche perché non potranno mica radiarli tutti quanti?

Si deve prendere atto che sta cambiando il paradigma su certe terapie e trattamenti, per cui non è più possibile avere un unico pensiero allineato e unanime.

Basta con l'Inquisizione!


®wld 

mercoledì 12 settembre 2018

Il dogma post-moderno della ‘parità’

 

TESTE QUOTE

posted by Francesco Carraro

Notizie dal futuro. E non sono buone. La Royal Academy of Arts di Londra, in occasione della mostra ‘Renaissanse nude’ (sui nudi del Rinascimento) del marzo 2019, applicherà la parità di genere, esponendo tanti quadri di nudo maschile quanti quadri di nudo femminile. Se la prima vostra reazione è un cenno di assenso, siete perduti. Se, invece, è un moto di ripulsa, siete normali. Questo post è destinato ai secondi. Vi capisco. Comprendo la vostra frustrazione, ma è il momento di ragionare a sangue freddo. Perché succede? Questo dobbiamo chiederci. Perché, sempre più spesso, ci imbattiamo in notizie che ci fanno dubitare della residua sanità mentale dell’essere umano? Perché idiozie così palesi, persino pacchiane nella loro irragionevolezza, fanno breccia anche presso istituzioni di altissima levatura culturale e intellettuale, come la Royal Academy, o politica, come il Parlamento italiano, dove ancora riecheggiano le risate suscitate dalle ossessioni da dizionario della sua ex presidente, anzi presidentessa?

Andiamo subito al sodo: il motivo apparente di tali iniziative – e cioè la tutela del cosiddetto sesso debole – non c’entra nulla con le iniziative stesse. È un’esca. Una foglia di fico destinata a celare l’obbiettivo principe; che non è la protezione delle donne, ma la manipolazione delle menti. Imporre l’ossessione per la cosiddetta parità di genere, fino a derive deliranti come la galleria rinascimentale del sessualmente corretto, serve a compartimentare i cervelli. Propiziare, cioè, nuove logiche binarie di ragionamento simili all’idioma basico delle macchine informatiche costituito solo da due elementi: zero e uno, alternati all’infinito e miscelati in smisurate combinazioni. Fatte tutte, però, di zero e di uno. E se la perversione – tale può definirsi la mania ossessivo compulsiva dei feticisti paritari – è giunta al punto da colonizzare le sale di una pinacoteca o le aule di un’assemblea elettiva o le redazioni di un giornale, allora possiamo ben dire che il processo è in fase talmente avanzata da risultare irreversibile. La riprova sta proprio nell’aver traguardato la soglia del ridicolo senza far ridere nessuno. E nell’averlo fatto da un pulpito di autorevolezza indiscussa come le cattedre di un’accademia reale. Che deve dire l’uomo della strada? Gli viene il dubbio di essere lui quello ‘sbagliato’. Se una decisione tanto cretina la prende un consesso di geni, allora forse la decisione non è così cretina. Magari, bisogna solo adeguarsi. E pensarci due volte prima di violare il dogma post-moderno della ‘parità’.

Una medesima funzione di ingessatura cerebrale la svolgono i comandamenti del politicamente consentito: rieducare la nostra naturale ritrosia al pensiero unico, le nostre umanissime tendenze all’anarchia e all’indisciplina, attraverso dosi massicce di conformismo perbenista e convenzionalmente accettabile. Completano l’opera il depauperamento lessicale, l’imbarbarimento sintattico e l’anoressia concettuale provocati da quei killer del linguaggio che sono i social network e i semplificatori seriali della ‘intelligenza’ digitale. Volendo sintetizzare in uno slogan, potremmo dire: meno pensieri per tutti. Anzi, per tutte. Anzi, per tutti. Anzi, per tutte. Anzi per tutti. Anzi, per tutte…

Francesco Carraro
www.francescocarraro.com


giovedì 8 settembre 2016

la sovranità non appartiene più né ai Papi né ai popoli

LA GLOBALIZZAZIONE E’ UN DOGMA DI FEDE  


Per non correre il rischio di combattere a vuoto, disperdendo energie in battaglie secondarie e di contorto, è indispensabile focalizzare ripetutamente i punti di forza che tengono ancora in vita un sistema universale che legittima la sopraffazione, l’ingiustizia e lo schiavismo. Negli ultimi trent’anni una serie di grandi cambiamenti hanno rivoluzionato il modo di vivere di popoli interi, sacrificati nel nome di un totem che nessuno può mettere in discussione: la globalizzazione.

Questa specie di nuova divinità paganità, che tanto ricorda il dio-pan, viene sovente evocata per far digerire al popolino bue una serie di controriforme che svuotano i diritti rese presuntivamente ineludibili proprio dalle regole che il nuovo dio (“la globalizzazione” per l’appunto) impone.

Trattandosi di materia di fede, e lo dico senza sarcasmo alcuno, a nessuno è consentito mettere in discussione la nuova dottrina religiosa di riferimento, pena la condanna eterna degli improvvidi peccatori subito marchiati al grido di “populisti” ed “irresponsabili”.

Il mastice che tiene insieme i tanti luciferini personaggi che violentano i nostri tempi è prima di tutto spirituale. Ma di che tipo di spiritualità stiamo parlando? Ecco, questo è un aspetto decisivo che nessun onesto avversario del nazismo tecnocratico oggi dominante può ignorare. 

Partiamo da una premessa: ogni regola coercitiva imposta da una autorità formalmente legittima è destinata a fallire se intimamente avvertita dalle masse come contraria all’etica e alla morale prevalente. 

Dall’accettazione di un simile presupposto discende una ovvia conseguenza: chi esercita il potere temporale, se vuole mantenere pacificamente il proprio ruolo, deve necessariamente entrare in connessione d’intenti con coloro i quali interpretano il sentire più profondo del popolo che sono chiamati a guidare. 

Nel 494 d.c. Papa Gelasio, nello scrivere all’imperatore Atanasio, formulava la famosa teoria “delle due spade”, secondo la quale “il mondo è regolato essenzialmente da due principi: l’autorità santa dei pontefici e l’autorità regale”.

Questo schema, genericamente conosciuto come alleanza fra “Trono e Altare”, muore con l’avvento della modernità. Oggi l’esercizio del potere politico non deve più formalmente sottostare al preventivo via libera di una autorità religiosa visibile chiamata a valutare l’eventuale conformità fra le scelte dei diversi governanti e il volere divino. 

Teoricamente, molto teoricamente in verità, il potere promana adesso dal basso verso l’alto, appartenendo la sovranità al popolo che può di volta in volta trasferirla pro-tempore nelle mani di alcuni delegati scelti con metodo democratico. 

E allora, se così è, perché il volere dei popoli palesatosi recentemente anche per mezzo di appositi referendum viene sovente disatteso quando non completamente dileggiato? Perché il referendum greco sull’austerità indetto da Tsipras nel 2015 è diventato carta straccia? Perché tanti personaggi pericolosi come Monti e Napolitano hanno avuto il coraggio di bacchettare pubblicamente David Cameron per aver osato indire un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea conclusosi con la vittoria dei fautori della “brexit”? 

Facciamo a capirci, se l’autorità che sovraintende l’esercizio della sovranità non appartiene più né ai Papi né ai popoli, di grazia, si può sapere a chi oggi appartiene? Provate a darvi una risposta. Io credo che perlopiù all’interno di un simile quadro sia corretto approfondire il ruolo esercitato dalla massoneria, da intendersi non quale dominio folkloristico di qualche grande vecchio incappucciato che impartisce ordini disparati nel chiuso di qualche tempio, ma quale istituzione filosofico-spirituale capace di imprimere un primato culturale e religioso (si, “religioso”) che recupera e attualizza una sapienzialità di tipo gnostico che rifiuta i dogmi e impone il culto di tutto ciò che è relativo. 

Anche la Chiesa Cattolica, che pur vanta una storia millenaria edificata sull’assorbimento e sulla difesa di alcune verità di fede, si avverte oggi alla stregua di una qualsiasi organizzazione umanitaria che predica la riscoperta di alcune virtù cristallizzate più dai padri della filosofia morale che non dal Vangelo. 

Ma dietro una interessata facciata fatta di ipocrita tolleranza e rispetto per le convinzioni altrui, il pensiero massonico che gestisce e indirizza sul piano spirituale (specie attraverso il ferreo controllo di mezzi di informazione fintamente plurali) il radicamento della globalizzazione sul piano materiale è in realtà radicalmente totalitario. 

Una élite si auto-assegna nell’ombra il diritto di indicare al gregge cosa è giusto, cosa è democratico e cosa è bello; e fin quando il popolino accetta e fa sue le priorità cucinate riservatamente dagli occulti “sacerdoti neri” il problema non si pone e la democrazia, ammantata di libertà di pensiero e di espressione, cammina felice. 

Quando però il sentire delle masse, nonostante la propaganda incessante, non è più funzionale alla realizzazione dei disegni pianificati dai padroni del vapore, lo stesso volere democratico, poco prima osannato, diventa improvvisamente prassi esecrabile e trionfo della demagogia. 

Scacciare tutte le divinità dal cielo serve inoltre a permettere l’adorazione e il contestuale culto del denaro, unico dio sempre presente in terra. Ma questo è un altro aspetto che merita apposito approfondimento. 

Fonte: IL MORALISTA

®wld 

lunedì 29 agosto 2016

La poesis è pericolosa



Sesso e potere, la virilità di Cristo. E il Natale ha 5000 anni

Di Salvatori se ne contano tanti: e sono tutto maschi e virili, come Cristo. E’ la tesi “blasfema” di un eminente intellettuale come Francesco Saba Sardi, scomparso nel 2012, autore di decine di libri tra cui “Il Natale ha 5000 anni”, messo all’indice dal Vaticano. 

Chi è, dunque, e come “nasce” un dio? Perché la Chiesa nega la sessualità del messia? In un’intervista a Sonia Fossi per la rivista “Hera”, Saba Sardi spiega la sua visione della religione intesa solo come sistema di potere sui popoli. Triestino, spregiatore dei dogmi, Saba Sardi ha tradotto in sei lingue alcuni tra i più grandi scrittori dell’800 e del ‘900, pubblicando oltre 40 libri su temi che spaziano dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia ai viaggi. E’ considerato una delle menti più prestigiose del XX secolo, riconosciuto dal Quirinale tra le maggiori autorità intellettuali italiane. 

“Il Natale ha 5000 anni” racconta la vicenda della nascita e della diffusione del Natale cristiano, illuminando le radici della religiosità in un momento storico di nascente integralismo. Con l’avvento del neolitico, 12.000 anni fa, la nostra civiltà diventa stanziale grazie alla scoperta dell’agricoltura. Per gestire la terra e il lavoro nasce la guerra. E per motivare la guerra viene “inventata” la religione.

Nasce così l’attuale sistema di potere, che in un suo saggio del 2004 Saba Sardi chiama “dominio”. Temi anticipati da “Il Natale ha 5000 anni”, volume popolato di vicende e personaggi che, prendendoci per mano, ci fanno percorrere il 

cammino dell’uomo: «Dodicimila anni fa l’umanità dell’Eurasia ha inventato le divinità», riassume Sonia Fossi nell’intervista ripresa dal blog di Gianfranco Carpeoro. Ma è nella crisi generale di 5000 anni fa che Francesco Saba Sardi individua «il sorgere della necessità di speranza che porta l’uomo a desiderare la comparsa del Salvatore, del redentore capace di ricondurci alla fratellanza dei primordi». E così, «la speranza nei Figli del Cielo apparsi in maniera straordinaria, uscendo da grotte, rocce o nascendo da madri vergini, si diffonde per millenni lungo tutti i territori eurasiatici». Sicché, il Cristianesimo «è solo uno dei Natali dei Figli del Cielo». Ma chi è questa volta il Figlio del Cielo? Sempre lo stesso di 5000 anni fa? E cosa rappresenta per noi oggi la religione, la fede, la credenza in entità sovrumane?

“Il Natale ha 5000” anni viene pubblicato per la prima volta nel 1958 per essere poi ritirato dalle librerie. La pubblicazione del 2007 dell’editore Bevivino è in realtà la seconda edizione, precisa Sonia Fossi. Cosa accadde nel 1958? «Nel ’58 il mio libro fu accolto molto bene dal pubblico e molto male dalla “Civiltà Cattolica”». La rivista dei gesuiti, allora diretta da padre Enrico Rosa, «dedicò un intero numero, ben 25 pagine, alla confutazione della tesi esposta nel mio libro, confutazione a cura di padre Rosa». Che cosa ha fatto e cosa può ancora fare paura del suo libro? «Varie cose. Ad esempio, ha fatto paura il fatto che io affermassi che il Cristianesimo è un mitema: ma il mito non è bugia». Il mito è un’affermazione che sorge spontaneamente, spiega Saba Sardi. «Il Natale è un mito che sorge nell’impero eurasiatico quando nell’età neolitica l’umanità passa dal nomadismo alla stanzialità. La società stanziale inventò l’agricoltura, l’allevamento di bestiame, il maschilismo e il potere. La necessità di una società organizzata richiese l’istituzione di una gerarchia che veniva ordinata soprattutto dal cielo con l’idea della divinità». 

Su quali elementi – domanda la giornalista – basò la sua confutazione padre Rosa? «La mia tesi è inconfutabile», risponde lo studioso. «Padre Rosa basò la sua confutazione sul fatto che Gesù è una realtà storica e non una figura mitica. 
Ma anche se Gesù fosse una realtà storica questo non avrebbe nessuna importanza, perché fu Paolo di Tarso il fondatore del Cristianesimo e non Cristo». Il Cristianesimo nasce e si diffonde seguendo vari rami, varie tesi come ad esempio la gnostica, per poi arrivare alle edizioni Paoline, e gli scritti di Paolo di Tarso diventano la base su cui si fonda il cattolicesimo per come noi oggi lo conosciamo. 
Come interpretare questo percorso? «E’ chiaro che quando è giunto il momento di scegliere tra i vari rami del Cristianesimo si è pensato di scegliere il Dio monoteista che più conveniva a chi in quel momento gestiva il potere, in questo caso l’imperatore Costantino. Insomma, Paolo di Tarso è stato un autore che ha trovato nell’imperatore Costantino un formidabile editore». 
Quindi l’imperatore Costantino potendo scegliere tra diversi autori decide di editare Paolo di Tarso? «Sì, e da quel momento il Cristianesimo sostituisce la Trinità Capitolina formata da Giove, Marte ed Ercole. Bisogna sottolineare il fatto che le figure e le qualità degli Dei Capitolini non soddisfacevano più gli intellettuali romani dell’epoca. Costantino unificò l’impero donando al popolo romano un Figlio del Cielo, monoteista e nato da un Dio sensibile e più raffinato degli Dei a cui i romani erano abituati fino ad allora».

La narrazione cristica ha però avuto un’immensa fortuna: perché? «La grande forza del Cristo, così come per tutti gli Apparsi, per tutti i Figli del Cielo, consiste soprattutto nell’essere maschio», spiega Saba Sardi. «La gerarchia è maschile. Il potere maschile, il Tyrannos (in lingua turca e in latino: il pene duro), il Tiranno». Attenzione: «Nessun potere può affermarsi se non è incarnato; così, il potere si materializza in una parte del corpo». Al che, «sesso e potere diventano tutt’uno». Si badi: «Non c’è mai stata un’Apparsa. Mai una donna venuta a rivelare il Nuovo Mondo, a promettere l’Età dell’Oro». Da quando sono stati inventati gli Dei, le Dee, le Ninfe, le Valchirie – aggiunge Saba Sardi – sono sempre «al servizio del Signore degli Dei, il Grande Maschio». Il potere è maschio in una civiltà dominata dai maschi, osserva Sonia Fossi. Ma se l’umanità avesse camminato sulla scia dell’energia femminile, questo avrebbe fatto differenza nella nostra evoluzione? «Moltissima differenza. Il potere non è donna. La donna è madre. Nella nebulosità dei nostri ricordi ancestrali si è persa l’idea delle Dee che si auto-generavano senza il ricorso dell’inseminazione maschile come la Madre Terra, metafora del suolo che risorge continuamente da se stesso. Nell’età neolitica la donna venne “domesticata”, ridotta alla condizione di inferiorità e sudditanza». 

«Il Neolitico è stata una tragedia per l’umanità», insiste Saba Sardi. «L’invenzione della stanzialità, nel tempo ha cambiato tutto: il modo di mangiare, la concezione dello spazio. Abbiamo cessato di divertirci. Andare a caccia è divertente, il selvaggio si diverte. 
Zappare non è divertente come non è divertente fare l’impiegato. Abbiamo cessato di divertirci e abbiamo inventato la guerra. La parola ha cessato di essere spontanea: non è la parola che inventa il mondo, ma sono gli oggetti che iniziano a imporre le parole». Il suo libro percorre la storia dei Figli del Cielo, dei mitema. Quali elementi uniscono queste figure al Cristo? «Come abbiamo già detto la maschilità», risponde l’autore. 
«Il fatto che devono affrontare dei pericoli: ad esempio, il Dio egizio Amon Ra – il Sole – deve affrontare il pericolo della notte, come il Cristo deve affrontare il buio, il Diavolo. Il fatto è che sono Apparsi, il Natale è Apparso. Non è sempre necessaria una madre vergine, ma una nascita straordinaria: Mitra nasce da una roccia. Poi, l’Apparso trionfa nell’aldiquà o nell’aldilà; quello che conta è il trionfo attuale o futuro, dopo aver “rinominato” il mondo non più con la parola spontanea, ma come conseguenza dell’essersi impadronito del mondo». In altre parole, attraverso l’evocazione della divinità, «il potere consiste nel darci il pensiero, che è parola».

Tutti i profeti raccontano del ritorno dell’Età dell’Oro, scrive la Fossi, anche se ognuno chiama questo tempo che ci attende con le proprie parole: cosa rappresenta questa visione? «Nostalgia e speranza», dice Saba Sardi. «Speranza che ritorni il tempo felice. Il tempo in cui non si consumava la propria vita lavorando, perché cacciare o raccogliere delle radici nei boschi non è un lavoro». Ed ecco il nostro tempo: «La civiltà per come l’abbiamo costruita ora è un disastro. Abbiamo distrutto la natura, abbiamo ucciso noi stessi». Tornare indietro? «E come? Tornando alla caccia? E’ più probabile che ci penserà la Terra stessa a ripulire l’uomo. L’Apocalisse è la fine del mondo per ricominciare. L’Età dell’Oro è apocalittica. Ci sarà un’epoca di felicità futura perché la nostalgia e la speranza sono tutt’uno. Tutti gli Apparsi, tutti i Figli del Cielo parlano di questo momento, tutti». 

Quindi, figure simili a Cristo esistono almeno da 5000 anni. «Nel Neolitico avviene la rivoluzione razionale, la ratio: il cognito prende il posto del mitema e sostituisce la poesis, l’invenzione, la poesia che è immediatezza e spontaneità, è ciò che sopravvive ancora nei bambini». Quindi le informazioni le abbiamo, ma a causa della nostra razionalità non riusciamo ad utilizzarle? «No, non riusciamo. Tutte le informazioni da cui siamo invasi nella nostra società sono composte da due parti: la prima è costituita da dogmi. Dogma è la fede e l’affermazione fideistica non ha nulla a che fare con la razionalità. 
La seconda parte dell’informazione è composta dalla giustificazione, la riprova. Il Vaticano, ad esempio, informa utilizzando la razionalità dell’informazione religiosa». Ratzinger ha detto di continuo che il Cristianesimo è razionale. «I preti non fanno altro che dare dimostrazione di Dio e delle sue manifestazioni hanno bisogno della riprova». Mentre la scienza «parte da ipotesi che debbono essere provate», la religione «al posto delle ipotesi mette delle certezze aprioristiche», cioè «dogmi che non possono essere smentiti perché smentire i dogmi significa essere degli eretici».

La storia dell’uomo è comunque piena di eretici, di uomini che hanno tentato con tutte le loro forze di smentire questi dogmi. Gente come Giordano Bruno, disposta a pagare con la vita. Oggi, domanda Sonia Fossi, un Giordano Bruno che tipo di opposizione incontrerebbe? «Incontrerebbe un padre Rosa che gli darebbe pubblicamente del bugiardo», risponde Saba Sardi. Ma la Chiesa «è in contraddizione con se stessa: ad esempio, dichiara Cristo una realtà storica, quindi non nega l’incarnazione, ma dell’incarnazione nega la sessualità». 

Infatti, “Il Natale ha 5000 anni” mostra le immagini di antichi dipinti in cui la sessualità di Cristo non viene negata, ma mostrata. Quei dipinti «sono esistiti fino al Concilio di Trento», poi sono stati occultati. «Il Concilio di Trento è da considerarsi l'antirinascimento», sostiene lo studioso. La copertina del libro sotto accusa, ad esempio, mostra la “Sacra Famiglia” di Hans Baldung Grien, datata 1511. «L’immagine che ha suscitato, a più riprese, scandalo, mostra il Bambino Gesù sottoposto a manipolazioni genitali. A toccarlo è la nonna, sant’Anna, mentre il bambino tende una mano al mento della madre, Maria, e l’altra scopre l’orecchio dal quale è entrato il Verbo». 

Da cattolici e protestanti «si è cercato in vari modi di spiegare, o meglio esorcizzare, l’atto erroneamente considerato un gesto di libertà senza precedenti nell’arte cristiana, ma le erezioni di Gesù sono illustrate da una folla di dipinti rinascimentali», afferma Saba Sardi. 
«In più di un dipinto l’erezione è talmente palese da aver indotto più volte i censori a mascherarla con pennellate o drappeggi, quando non si è arrivati a distruggere i dipinti “incriminati”». Eppure, aggiunge lo studioso, «la virilità di Gesù è una componente fondamentalissima nella concezione cristiana». Sicché, «negare questa evidenza, negare la sessualità del Cristo, equivale a negare l’Ensarcosi, l’incarnazione del Figlio del Cielo, e dunque a negare il dogma stesso del Dio-uomo; questo equivale dunque a pronunciare una bestemmia».  
Visto che l’esistenza stessa di questi dipinti testimonia il fatto che la Chiesa non ha da sempre negato la sessualità di Cristo – ragiona Sonia Fossi – come siamo arrivati alla negazione? Nel Cristianesimo, Saba Sardi distingue tre fasi: nella prima, la fase Agostiniana, «Dio è Padre, severo e unilaterale: concede la grazia ai suoi figli ma chi non è nelle sue grazie va all’inferno». La seconda è la fase del Rinascimento: «In questa fase Dio Padre viene sostituito dal figlio, che ha ha doti di spontaneità e umanità, ed è davvero di carne e sangue». Poi arriva il Concilio di Trento, che apre la terza fase del Cristianesimo, in cui si torna alla figura del Padre severo e indiscutibile. 
«Naturalmente un residuo del Dio che si incarna nel Figlio, della fase rinascimentale, ha continuato a sopravvivere resistendo fino a Giovanni XXIII, ma adesso si sta tornando a Pio IX, al Sillabo. Perché la concezione dell’uomo che può e deve scegliere è impossibile da conciliare per la Chiesa, quindi si torna al Sillabo: così si pensa, così si parla, così si scrive». La poesis è pericolosa, conclude Saba Sardi: «Il poeta è pericoloso perché non rispetta i dettami del potere, quindi, tutti devono essere ridotti al comune denominatore: il Sillabo e i suoi derivati. I giornali sono il Sillabo, la produttività è il Sillabo. Il poeta è la negazione del Sillabo».

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

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