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venerdì 3 novembre 2017

In realtà tutto è relativo ed interpretabile

 

Ricevo dall'amico Dott. Roberto Saviero di Alta Pusteria e pubblico

Come in cielo così in terra 

Dott. Roberto Slaviero

In un discorso alla Pontificia Accademia delle Scienze nel 1992 il Papa Giovanni Paolo II, il polacco Karol, dichiaro' sul trattamento ricevuto da Galileo da parte della Chiesa..."l'errore dei teologi del tempo nel sostenere la centralita' della Terra, fu quello di pensare che la nostra conoscenza della struttura del mondo fisico, fosse in certo qual modo, imposta dal senso letterale della Sacra Scrittura"
Un affermazione clamorosa che metteva in dubbio la veridicità letterale delle Scritture e quindi di tutta la struttura ecclesiastica che Wojtyla tra l'altro rappresentava.
  
170 anni prima,nel 1822 la Congregazione del Sant' Uffizio rimosse il divieto di pubblicazione dei libri che trattano del moto della Terra in conformità con l'astronomia moderna; per fare un nome, il famoso "Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" di Galileo Galilei pubblicato nel 1632
  
Nel 1543 a Norimberga veniva pubblicato il "De Rivolutionibus orbium
coelestium" di "Nicolaus Copernicus", il grande astronomo polacco...strano destino con l'altro grande polacco Karol 5 secoli piu' tardi. La sua frase famosa è "in vero medio omnium residet Sol "ovvero"e in mezzo a tutto sta il sole" ma in realtà egli formulò una teoria Eliostatica e non Eliocentrica; tale teoria infatti prevede due sistemi che sono in moto relativo tra loro...dopo lo vedremo meglio.

Si dice che Copernicus si oppose alla sua pubblicazione e non se ne conosce bene il perchè in quanto, purtroppo per lui, era sul letto morente e quindi non penso gliene importasse molto se la Chiesa lo avesse considerato un eretico, con le conseguenze del caso.

Ricordiamo comunque che nel 1517 con la pubblicazione delle "95 tesi di Lutero" contro la vendita delle indulgenze da parte della Chiesa Cattolica in Germania, iniziava la Riforma Protestante.
  
Quindi l'Europa stava vivendo un periodo di lotte anche di pensiero e religiose ed è in questo trambusto che si inseriscono le varie ipotesi sui moti dei pianeti e del sole!

La premessa del libro di Copernicus, in cui si afferma che poi non è che con questa teoria si vuole confutare quella Tolemaica, venne scritta pare da un teologo luterano, tale Andrea Osiander; almeno cosi dimostrò un altro grande astronomo nel 1609 Johannes von Kepler (Keplero) teologo evangelico tedesco oltre che matematico e astronomo.

Keplero dimostrò empiricamente le leggi che regolano i moti dei pianeti. La cosa molto interessante sulle intuizioni di Keplero e' la sua convinzione che Dio nella creazione si sia ispirato ai cinque solidi regolari,detti Platonici; tetraedro-esaedro-ottaedro-dodecaedro-icosaedro. Ne ho gia' parlato in altri miei articoli.

Ma andiamo avanti
Nel 1921 nell enciclica "In Praeclara summorum" il Papa Benedetto XV dice cose a mio avviso molto belle, con una sorta di profonda amarezza per le convinzioni della nuova scienza, chiamiamola Newtoniana-Darwinista
"questa Terra che noi abitiamo, quantunque NON sia il CENTRO dell'universo, come un tempo si credeva, tuttavia è sempre stata la sede della felicità dei nostri progenitori; e testimone in seguito della loro miserrima caduta, che segnò per essi la perdita di quella felice condizione che fu poi restituita dal sangue di Gesù Cristo"

Sapete secondo me il problema più grande che affronta l'uomo nella sua vita? Dover sempre prendere una decisione alla quale un'altra contraria vi si oppone; il famoso dualismo della nostra dimensione, che si dice comunque ci faccia conoscere meglio la realtà del mondo...

Io personalmente dubito fortemente che sia cosi la storia. Ma veniamo a noi...cosa voglio raccontarvi...Stiamo parlando dei due sistemi di visione del funzionamento dell'universo o meglio principalmente del nostro sistema solare.
  
L'antico sistema detto TOLEMAICO-ARISTOTELICO parlava di una Terra Ferma al centro dell'universo e di pianeti, compreso il sole, che giravano intorno ad essa. E' anche vero che il mondo Sublunare, cioè la Terra,veniva considerata l'unica parte imperfetta del cosmo per i suoi movimenti lineari e per la sua mutabilita' dovuta ai suoi principali quattro elementi  
-terra
-aria
-fuoco
-acqua
Al di fuori della sfera terrestre vi erano altre otto sfere composte da un quinto elemento fluido ed INCORRUTTIBILE: l'ETERE 

Le prime sette sfere corrispondevano ai sette pianeti
-luna
-mercurio
-venere
-sole
-marte
-giove
-saturno 
e l'ultima sfera
-il firmamento delle stelle fisse  
Ogni oggetto delle sfere era incastonato nella propria sfera e ne condivideva il moto circolare uniforme perfetto, immutabile ed eterno attorno alla Terra.

Genesi 1-(7-8)
"Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento e cosi avvenne e chiamò il firmamento cielo"

Questa teoria accettata dai più fino al 16mo secolo venne poi rimpiazzata dai più dal sistema ELIOCENTRICO COPERNICANO che comunque sarebbe meglio chiamarlo ELIOSTATICO poichè prevede che il Sole sia fermo al centro e che la Terra gli giri intorno; ma prevede anche che gli altri pianeti in realtà girino intorno al movimento della Terra.

E' un sistema in cui DUE DIVERSI SISTEMI DI RIFERIMENTO SONO IN MOTO RELATIVO TRA LORO

Ok?! Il sole è fermo, la Terra gli orbita intorno ma...anche la Terra ha un suo sistema orbitale attorno ad essa,costituito dagli altri pianeti...Quindi si tratta di due sistemi che interagiscono tra loro, "è da notare che, sebbene il Sole sia immobile, tutto il sistema solare non ruota intorno ad esso ma intorno al centro dell'orbita della Terra, la quale conserva ancora un ruolo particolare nell'Universo..." cosi si dice nella teoria copernicana NILAKANTA SOMAYAJI matematico ed astronomo indiano (1444-1544) aveva già ipotizzato un sistema doppio GEO-ELIOCENTRICO nel quale tutti i pianeti orbitavano intorno al sole, che a sua volta ruotava intorno alla Terra.

Il contrario del sistema eliostatico copernicano però con la stessa struttura di funzionamento.
  
E adesso arriviamo ad un grandissimo genio astronomo danese, il mitico Thyco Brahe (1546-1601) di cui Keplero fu suo allievo. Thyco possedeva molto denaro e fece costruire un enorme osservatorio sull'isola di Hven (Danimarca), l'Uraniborg (costruito tra 1576-1580) ultimo grande osservatorio che non si basava sul telescopio, che avrebbe sviluppato poco dopo Galileo...anzi Nel 1608 l'olandese Hans Lippershey costruì il primo modello di telescopio a rifrazione che poi Galileo perfezionò nell'anno successivo.

Torniamo a Thyco...nel 1573, quindi esattamente dopo 30 anni dalla pubblicazione copernicana, pubblica il suo "De stella nova", dopo aver visto una stella molto luminosa apparire improvvisamente nella costellazione di Cassiopea. Tale fenomeno metteva in discussione la teoria tolemaico-aristotelica dell'immutabilita' delle stelle fisse!  

Ma badate badate...avendo avuto grandi possibilità di osservazione del cielo rispetto a Copernico che fa?! Si convince come Copernico che vi sono due sistemi orbitali che interagiscano, ma dice che la TERRA E' FERMA e che il Sole e la Luna le ruotano intorno, ed intorno al Sole ruotano gli altri pianeti. Il suo sistema passato quasi nel dimenticatoio si chiama
SISTEMA TICONICO
  
Egli affermava inoltre che "il cielo è fluido (etere) e libero, aperto in tutte le direzioni, tale da non opporre alcun ostacolo alla libera corsa dei pianeti"... affermazione rivoluzionaria per l'epoca.

La Chiesa romana adottò la sua teoria dal 1611 al 1620...poi chissa'...  

Nel 1610 Galileo pubblica il suo "Sidereus Nuncius" annunciando la scoperta dei pianeti medicei, ovvero i quattro maggiori satelliti di Giove che ruotano intorno ad esso. Questa scoperta mette in seria crisi il modello geocentrista tolemaico che non prevedeva altre orbite di corpi se non e solo attorno alla Terra. Nello stesso anno Galileo osserva che il pianeta Venere presenta le fasi, come la Luna e questo è possibile solo se il pianeta ruota attorno alla sorgente luminosa.

Adesso faccio una piccola parentesi tecnica e di difficile comprensione, che però viene usata dalla vigente scienza copernicana per confutare la teoria di Thyco a favore dell'Eliocentrismo.

Il Parallasse: https://it.wikipedia.org/wiki/Parallasse#Parallasse_stellare
E' un fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione.
  
Thyco quando vide la stella accendersi improvvisamente in Cassiopea, disse che se la Terra FOSSE IN MOTO le stelle vicine avrebbero dovuto cambiare posizione relativamente alle stelle più lontane, il che a suo avviso non accadde! Oggi si dice che essendo le stelle molto piu' lontane di quello che si pensava allora il Parallasse esiste ed è facilmente verificabile.

La luce ed i suoi effetti di riflessione e rifrazione spesso ingannano l'occhio umano, organo anch'esso dotato di percezione estremamente limitate alle frequenze vibratorie dal rosso al viola!

Noi abbiamo una VISIONE BINOCULARE che ci consente di percepire la profondità, quando entrambi gli occhi partecipano alla visione di uno stesso oggetto o di una stessa area di campo visivo.

La nostra percezione elaborata dal cervello dell'oggetto ci è data da una specie di un solo occhio virtuale, posto al centro dei due veri fisici...direzione visiva ciclopica...in quanto la parte retinica di destra e sinistra si sommano.

Fate una prova:
Osservate un oggetto vicino a voi tenendo lo sguardo verso l'infinito, copritevi alternativamente prima un occhio e poi l'altro ... e vedrete che l'oggetto sembra spostarsi; la sua posizione si modifica...come per il concetto del Parallasse...
Ma non è forse UN' ILLUSIONE OTTICA QUESTA???? L'oggetto è fermo ma noi lo vediamo spostarsi semplicemente chiudendo un occhio!

E' come per la luce STROBOSCOPICA tanto cara al grande Ighina Pierluigi, scienziato del novecento italiano che affermava che la Terra è FERMA e ciò che si muove è l'Etere; lo Spirito solare che ci dona la vita, etere, la quintessenza che la scienza moderna si rifiuta di accettare.
  
Abbiamo poi un altro grande scienziato italiano del novecento l'Ing. Todeschini e la sua Psicobiofisica che confuta le tesi Einsteniane e Newtoniane; afferma anch'egli che ciò che si muove è l'etere. Ne ho ampiamente parlato nei miei articoli. Ma loro sono considerati gli eretici della scienza moderna alla stregua di come venne trattato Galileo dalla Chiesa della Controriforma nel processo a lui intentato nel 1633...

Tra l'altro a quel tempo, o meglio vent'anni prima del 1633, nella Chiesa i due ordini che tutelavano la scienza e teologia, erano gli ordini dei Gesuiti e quello dei Domenicani, più vicini essi a San Tommaso e più sospettosi di qualsiasi novità metafisica; inizialmente infatti i domenicani osteggiarono la teoria Galileio-Copernicana, mentre pareva che i Gesuiti fossero piu' aperti al dialogo.
In realtà poi chi denunciò Galileo nel 1633 furono i Gesuiti che coinvolsero nelle accuse anche i domenicani, che avevano autorizzato la pubblicazione del "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo"!

Cosa accadde in quei vent'anni per far cambiare opinione ai gesuiti e contrastare la visone copernicana?

Nel 1616 Dirk Hartog esploratore e navigatore olandese mise piede in Australia e quindi nuove terre venivano scoperte e magari qualche navigatore ben esperto, usando il sestante dubitava di una Terra che dovrebbe girare a 1666 km/ora da Ovest verso Est.

Gli aristotelici dicevano...ma se la Terra girasse cosi velocemente si dovrebbero generare dei venti continui e perenni da Est verso Ovest, per lo spostamento che, un volume cosi enorme, procurerebbe nell'aria superficiale.

Ma poi ci pensò zio Isaac nel 1687, pubblicando la legge di Gravitazione Universale e chiudendo quindi la partita per chi aveva pensieri più empirici di osservazioni semplici di cosa succede di giorno e di notte.

Ovvero...

quando ci alziamo vediamo il sole spuntare ad est e poi tramontare ad ovest ...di notte osserviamo i movimenti lunari e gli spostamenti della volta celeste... Ma ci hanno detto che chi si muove è la Terra...pero' noi non percepiamo tale movimento ... ci hanno detto che non lo percepiamo perchè il sistema è chiuso e c'e' la gravita'...ok
  
A dare il colpo finale, con le spiegazioni e dimostrazioni scientifiche dell'era moderna, ci pensò la Nasa ed il barone nazista Werner Von Braun, inventore nella seconda guerra mondiale delle famigerate V1 e V2 che i tedeschi spararono sull'Inghilterra, che...si dice..mandò l'uomo sulla Luna.

Sapete che oggi la Nasa dice di aver perso molti filmati dello sbarco lunare e delle tecniche per riproporre tale sbarco?? Anche ultimamente è molto attiva nello proporre ottimi film tipo Hollywood, grandi effetti speciali!

La Nasa venne fondata il 29 luglio 1958 ed il primo dicembre 1959 venne firmato il Trattato Antartico, dove praticamente venne militarizzato il continente antartideo.

Beh ok c'e' un sacco di freddo da quelle parti e poi tra foche e pinguini...insomma ... e che ci fanno laggiu' oltre 60 basi militari ??? Cosa ci devono nascondere ?? Forse l'ISOLA CHE NON C'E' per dirla alla Bennato ?? Altre Terre meno ghiacciate, come descrisse nel 1947 l'Ammiraglio americano Bird ??

Tutto ciò potrebbe esserci se e solo se...la Terra fosse ferma ed orizzontale... sulla Bibbia si parlava infatti dei 4 angoli della Terra...ve beh ma dai cavolaccio, anche il Papa Karol ha detto che le Scritture non vanno prese alla lettera. Capite chicos ??
  
Corsi e ricorsi storici...adesso sono presi di mira quelli che hanno idee diverse dal pensiero unico scientifico che si sta imponendo soprattutto in Italia..vedi legge scandalo sulla frequentazione nelle scuole dei non vaccinati. Sono loro la nuova Inquisizione..che loro chiamano...scientificamente dimostrabile...pagliacci invece venduti agli interessi delle Corporation assetate di denaro ... gente con idee fisse, direi quasi paranoiche e che non accettano altri pensieri diversi dai loro
  
Cosa vi ho voluto raccontare oggi...
che in realtà tutto è relativo ed interpretabile...

Copernico senza telescopio dice..il sole è fermo... trent anni dopo Thyco senza telescopio dice...la terra è ferma...Galileo altri trent'anni dopo con il suo piccolo telescopio dice...la terra si muove...  

Tutti pero' sono umani dotati di visione binoculare e spesso possono prendere degli abbagli di luce...stroboscopica...

Concludo e mi viene in mente William Blake (1757-1827)
"l'immaginazione non è uno stato mentale, è l'esistenza umana stessa" 
Dott. Roberto Slaviero Alta Pusteria

martedì 4 giugno 2013

“Ubar, l’Atlantide nel Deserto” Ad–lantis


IL POPOLO DEGLI ADITI: LA PRIMA SCELTA DI YAHWEH  

Articolo di Paolo Brega  

Il grande deserto del Rub al-Khali, il Quarto vuoto, uno dei più terribili deserti del mondo. A un giorno di fuoristrada si giunge alla città morta di Barrakesh, una rocca alta una trentina di metri sul piatto assoluto del deserto circostante. Era la capitale religiosa del regno di Main. Da Barrakesh, attraverso il bacino di Wuadi al Jawf, arriviamo a Marib, nel regno della regina di Saba.

Qui a Marib le leggende si sprecano e l'ambiente che la circonda, le giustificano.

I resti di un antichissimo ed enigmatico palazzo, di cui rimangono otto colonne sporgenti dalla sabbia, è attribuito alla regina di Saba, Bilqis, da sempre celebrata per la proverbiale bellezza che sedusse il re Salomone avendo poi da quel rapporto un figlio che divenne il primo re di Etiopia.


Di questo storico incontro ne parlano i testi ebraici, cristiani ed islamici. Poco distante, chiude un secco wadi, la diga di Marib costruita nell'VIII secolo a.c. e che probabilmente cadde in disuso solo nel VI secolo d.c. causando la fine della civiltà sabea.

Vagabondando nei dintorni incontriamo i resti più vari, da una muraglia ellittica lunga 300 metri, alta 10 e larga 4, a pezzi di pilastri, a lastre coperte di iscrizioni nel tipico alfabeto dei sabei.

Tutto fa pensare che qui ci sarebbe da scavare ancora una ricchezza  archeologica immensa, ma la situazione politica della regione rende il progetto inattuabile, per la continua guerriglia in atto ormai da più di trent'anni. 

Noi proveremo a scavare tra le dune di questo deserto per estrarre una verità sconcertante. Cinquecento chilometri ad est, in pieno deserto del Rub al-Khali, si apre una profonda voragine costituita dal wadi di Hadramawt; dal color ocra si passa al verde intenso degli orti e dei palmeti, dalla solitudine assoluta alla vita festosa di caratteristici paesini costruiti con mattoni di fango crudo, dipinti di calce bianca. 

Questo luogo ricco di acqua e riparato dai forti venti che periodicamente spazzano il deserto, ha visto nascere in tempi antichissimi una favolosa civiltà stanziale. Si racconta che i primi abitanti, gli Aditi, fossero una razza di giganti che non aveva rivali in fatto di ricchezza. Invece di essere grati a Dio per la loro fortuna, vivevano in dissolutezza e adoravano dei profani come viene descritto nella sura coranica dedicata al profeta Hud. La punizione divina arrivò con tempeste di sabbia che spazzarono via tutto e formiche grandi come cani che fecero a pezzi i giganti.

Una storia già sentita molte volte nel corso delle nostre ricerche, culturalmente declinata a seconda del popolo che ne ha elaborato facendo proprio il mito. Nel Corano, Hūd è il profeta della tribù degli ʿĀd, nipote di Noè (Nuh in Arabo). 

La loro città sarebbe stata Iram, una misteriosa città scomparsa nell’antichità che il romanziere dell’occulto H.P.Lovecraft descrive così: “… una città antichissima, abbandonata, "remota nel deserto d'Arabia", "le basse mura quasi sepolte dalle sabbie di età infinite", senza nome perché "nessuna leggenda è così antica da risalire fino ad essa per darle un nome, o per ricordare che fu mai viva un giorno… 

Era già vecchia quando Babele l'antica sorgeva; e non si sa quanto a lungo ha dormito nel cuore del colle ove i nostri picconi insistenti frugando le zolle, i suoi blocchi di pietra portarono a luce primeva. 

V'erano grandi locali e ciclopiche mura e lastre spaccate e statue scolpite di esseri ignoti vissuti in ere perdute, di molto più antichi del mondo ove l'uomo dimora” e la cui storia, nell’immaginifico universo lovecraftiano, si intreccia con quella dell’autore del Necronomicon Abdul Al-Alhazred il quale non segue la religione islamica, ma adora strani dèi dai nomi inquietanti, come Yog e Cthulhu. Demonologo e poeta pazzo, Al-Alhazred nasce a Sanaa, in Yemen al tempo dei califfi omayyadi, all'incirca nell'VIII secolo della nostra era. Egli esplora le rovine di Babilonia e i cunicoli nascosti di Menfi. Vive per dieci anni isolato nel deserto di Rub' al-Khali circondato da spiriti malvagi (jinn).


Durante queste peregrinazioni Alhazred afferma d'aver visitato Irem (Iram dhāt al-ʿImād, la città "dalle Mille Colonne") e di aver scoperto fra le rovine di un villaggio innominabile le prove dell'esistenza di una razza pre-umana, di cui apprende i segreti e le cronache. Conosciuta anche come “Iram delle Colonne”, Aran o Ubar, si trovava nella Penisola Arabica ed era una città mercantile edificata nel deserto del Rub’ al Khali, il più grande deserto di sabbia del mondo.

La tradizione narra che la città sopravvisse dal 3000 a.C. fino al I secolo d.C., arricchendosi anno dopo anno grazie a un florido commercio; successivamente se ne persero completamente le tracce, forse perché, come ricorda il Corano, subì la stessa punizione della tribù dei Banu ‘Ad, una stirpe araba vissuta durante il periodo pre islamico che osò sfidare Allah innalzando alti edifici in pietra e che per questo venne punita prima con un tremenda siccità, poi da una violenta pioggia seguita da un fortissimo vento che distrusse tutti i loro edifici.

Le rovine della Città delle Mille Colonne si troverebbero ancora sotto le sabbie del deserto, dimenticate anche dal tempo. Questa storia rimase una delle tante tradizioni orali raccontate intorno al fuoco, almeno fino a quando non giunse in Occidente in seguito alla traduzione del famoso “Le mille e una notte”.

Durante il II secolo d.C., Claudio Tolomeo, astronomo e geografo greco, disegnò la mappa di una misteriosa regione che, a suo dire, era abitata da un altrettanto enigmatico popolo, gli Ubariti, ovvero gli antichi abitanti di Ubar. In tempi più recenti il tenente colonnello Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto ai più come Lawrence d’Arabia, mostrò spesso un notevole interesse per questa città, che lui stesso definiva come l’Atlantide delle Sabbie.

Forse spinto anche da questo interessamento, un gruppo di ricercatori si affidò nel 1980 ai satelliti della NASA nel tentativo di ritrovare la Città delle Mille Colonne; una possibile collocazione venne individuata nella provincia di Dhofar, in Oman. La spedizione includeva   anche l'avventuriero Ranulph Fiennes, l'archeologo Juris Zarins, il regista Nicholas Clapp e l'avvocato George Hedges ed è descritta nel libro “Ubar, l’Atlantide nel Deserto” di Nicholas Clapp.

L’esplorazione si concentrò su un antico pozzo chiamato Ash Shisa, nelle immediate vicinanze, infatti, venne alla luce un sito costruito molto più anticamente; nessuna prova di una certa importanza venne comunque rinvenuta. A questo tentativo seguirono altre quattro campagne di scavo, ma anche in questo caso l’ubicazione di Iram delle Colonne rimase avvolta nel mistero.  

Ma torniamo al profeta Hūd e alla sua storia.  

Hud è da alcuni storici delle religioni individuato nel Patriarca biblico Heber, discendente di Sem. è anche il titolo della Sura XI del Corano. In quanto nipotè di Noè Hud è sicuramente antecedente ad Abramo. Nella Sura a lui dedicata, Allāh promette tremendi castighi a chi mette in dubbio la Sua parola e a quanti reclamano prove circa la verità di quanto da Lui rivelato nel Corano.

Il testo sacro islamico afferma che Mūsā, Nūḥ (Noé), Hūd, Ṣāliḥ Ibrāhīm, Lūṭ, Shuʿayb e lo stesso Maometto sono stati rifiutati dalle genti cui essi erano stati inviati per le ragioni più diverse, ma che Dio punirà tutte queste genti ribelli, sterminandole, se esse non si pentiranno, anche per impartire un esemplare ammonimento per le comunità che, sciaguratamente per loro, volessero imitarle. 

Gli ʿĀd rifiutarono di sottomettersi alle ingiunzioni di Hūd. Furono perciò sottoposti a una dura siccità. Qāʾil, il loro capo, si decise allora a celebrare un sacrificio a Dio per il ritorno della pioggia, ma era ormai troppo tardi, visto che Dio aveva deciso di punire gli ʿĀd per la loro incredulità. Qāʾil, che era non credente, condusse le vittime sulla cima di una montagna per sacrificarle egli stesso.

«Girando allora il suo volto verso il cielo, disse: “O Dio del cielo, io ti chiedo la pioggia per il mio popolo: sii il nostro protettore”. Nello stesso istante apparvero tre nuvole; la prima era rossa, la seconda nera e la terza bianca. Da queste nuvole uscì una voce che diceva: “Quale vuoi che si diriga verso il tuo popolo?” Qāʾil si disse tra sé e sé: “Se questa nuvola rossa si dirigesse verso il mio popolo, non ne scaturirebbe pioggia, del pari la nuvola bianca, restasse anche tutto un giorno, non ne uscirebbe pioggia. è la nuvola nera che assicura la pioggia”. Allora Qāʾil disse ad alta voce: “Chiedo che questa nuvola nera vada verso il mio popolo” » - Ṭabarī, Dalla creazione a David in op. cit., 116. Storia del profeta Hūd.

La nuvola si fermò sopra la testa degli Aditi, e il vento sterile che essa conteneva ne uscì, come è detto nel passaggio del Corano citato da Ṭabarī:

«E anche fra gli ʿĀd fu un Segno, allorché mandammo contro di loro il vento devastatore » - Corano, LI:41

Questi Aditi erano probabilmente gli abitanti di Atlantide o Ad–lantis. "Sono impersonati da un monarca a cui tutto viene attribuito, e che si dice sia vissuto per diversi secoli". (Lenormant e Chevallier, "Ancient History of the East", vol. II, p. 295). 

Ad proveniva dal nord–est. "Sposò un migliaio di mogli, ebbe quattromila figli e visse milleduecento anni. I suoi discendenti si moltiplicarono notevolmente. Dopo la sua morte i suoi figli Shadid e Shedad regnarono in successione sugli Aditi. Al tempo di quest’ultimo, il popolo di Ad era composto da un migliaio di tribù, ognuna composta di diverse migliaia di uomini. Grandi conquiste sono attribuite a Shedad, e si dice che gli fossero sottomessi, tutta l’Arabia e l’Iraq. La migrazione dei Cananei, il loro insediamento in Siria, e l’invasione dei Pastori in Egitto sono attribuiti, secondo molti scrittori arabi, a una spedizione di Shedad". (Ibid., p. 296).

Shedad costruì un palazzo ornato di colonne superbe, e circondato da un magnifico giardino. Si chiamava Irem. "Era un paradiso che Shedad aveva costruito a imitazione del paradiso celeste, delle cui delizie che aveva sentito parlare". ("Ancient History of the East", p. 296). 

In altre parole, un’antica, potente razza conquistatrice, che praticava il culto del sole, invase l’Arabia agli albori della storia, erano i figli di Adlantide: il loro re cercò di creare un palazzo e un giardino dell’Eden come quelli di Atlantide. 

Gli Aditi sono ricordati dagli Arabi come una razza grande e civile. "Essi sono rappresentati come uomini di statura gigantesca, la loro forza era pari alle loro dimensioni, e spostavano facilmente enormi blocchi di pietra". (Ibid.) Erano architetti e costruttori. "Innalzarono molti monumenti al loro potere, e quindi, fra gli arabi, nacque l’usanza di chiamare le grandi rovine "costruzioni degli Aditi". Ancora oggi gli arabi dicono "vecchio come Ad". Nel Corano si fa allusione agli edifici costruiti su "alti luoghi per usi vani", espressioni che dimostrano che si ritiene che la loro "idolatria fosse stata contaminata con il Sabeismo o culto delle stelle". (Ibid.) 

"In queste leggende," dice Lenormant, "troviamo tracce di una nazione ricca, che erigeva grandi costruzioni, con una civiltà avanzata, analoga a quella della Caldea, che professava una religione simile a quella babilonese, una nazione, in breve, nella quale il progresso materiale si congiungeva ad una grande depravazione morale e a riti osceni. Questi fatti devono essere veri e strettamente storici, perché si ritrovano dappertutto tra gli Etiopi, come tra i Cananei, i loro fratelli per l’origine comune".

In tutte queste cose vediamo rassomiglianze con gli Atlantidei. Il grande Impero Etiope o Cuscita, che nei primi secoli prevalse, come dice Rawlinson, "dal Caucaso all’Oceano Indiano, dalle sponde del Mediterraneo sino alla foce del Gange", era l’impero di Dioniso, l’impero di "Ad", una nuova nazione atlantidea da aggiungere sulla nostra mappa dell’età dell’oro.

El Edrisi chiama la lingua parlata ancora oggi da parte degli arabi di Mahrah, in Arabia Orientale, "la lingua del popolo di Ad," e il Dr. J.H. Carter, nel Bombay Journal di luglio 1847, dice: "E’ il linguaggio più morbido e dolce che abbia mai sentito". Sarebbe interessante confrontare questa lingua primitiva con le lingue del Centro America.

Il dio Thoth degli Egiziani, che proveniva da un paese straniero e che inventò le lettere, era chiamato At–hothes. In sanscrito Adim significa in primo luogo. Tra gli indù il primo uomo si chiamava Ad–ima, la moglie era Heva. Essi si stabilirono su un’isola, che si dice essere Ceylon; lasciarono l’isola e raggiunsero la terra ferma, quando, a causa d’un sommovimento terrestre di grande importanza, la loro comunicazione con la terra madre fu tagliata per sempre.

Ritroviamo così i figli di Ad alla base di tutte le razze più antiche di uomini, cioè gli Ebrei, gli Arabi, i Caldei, gli Indù, i Persiani, gli Egizi, gli Etiopi, i Messicani e i Centroamericani; testimonianza

 che tutte queste razze facessero riferimento per le loro origini ad un vago ricordo di Ad–lantis. E forse fu proprio a questi, prima che agli ebrei, che Yahweh/Allah volse la sua attenzione in luogo della scelta del suo popolo prediletto per i suoi piani di conquista secoli prima della chiamata di Abramo. 

Dalla Bibbia sappiamo a un certo punto che “…Abramo uscì dalla città di UR dei Caldei…” (Keltoi?) per raggiungere la terra promessa, la terra di Canaan, su indicazione diretta di Dio/Yahweh/Enlil. Possiamo collocare temporalmente nel XVIII sec. a.C. la partenza della tribù di Abramo verso Canaan, ovvero 3800 anni fa, esattamante alla fine dell’azione Kurgan nel continente europeo.

Questo avvenne perché dopo il Diluvio nazioni e popoli superstiti dell’antica età dell’oro atlantidea salvatisi grazie all’intercessione di Enki vennero spartiti tra gli Elohim per promuovere la cosiddetta Rinascita Enkilita ovvero il sogno del fratello “buono” di ricostituire l’età dell’oro antidiluviana ricominciando con una umanità riformattata.

Ma Yahweh, probabilmente imparentato con Enlil come si evince dalle ricerche dei De Angelis schematizzate nella seguente tabella venne escluso da questa spartizione.

Per visualizzare a risoluzione maggiore: 
 http://img545.imageshack.us/img545/6687/32345639.jpg 

A un Elohim fu assegnato l’Egitto, a un altro la valle dell’indo, a un terzo la zona europea dove sorsero le prime società gilaniche, ad altri le nazioni mesopotamiche e ad altri ancora le regioni del continente nord e sudamericano e così via. A Yahweh non fu assegnato nulla… se lo prese da solo.

Ma al contrario di quanto abbiamo sempre pensato non fu la stirpe di Abramo dei Caldei di Ur la sua prima scelta. La Sura XI del Corano illustra un’altra storia, la storia di Hud, precedente ad Abramo, in visita presso i superstiti del potente popolo “gigante” degli Aditi i quali rifiutarono l’offerta di Yahweh.
Un offerta, quella di Yahweh, che non poteva essere rifiutata e che costò loro la vita.

Il popolo degli Aditi venne così cancellato, facendo entrare nel mito la città di Iram delle mille colonne, Ubar e l’intera storia del popolo Adita dalle cui ceneri sorse nei successivi secoli il potente regno della Regina di Saba, alleata questa volta del Regno di Israele, il popolo prescelto da Yahweh… come seconda scelta!

 

Fonti: 


Infine ricordiamo il sito dell'autore: 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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