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domenica 17 gennaio 2016

ANU & La sacra famiglia degli dèi


ANU
An ("Cielo"); An. Anu ("Colui che appartiene ai Cieli"): sovrano che regnava sul pianeta Nibiru quando i suoi astronauti giunsero sulla Terra. Padre di Enlil, avuto dalla sposa ufficiale Antu, e di Ea/Enki e Ninharsag, avuti da altre mogli. Discendente di una lunga dinastia di sovrani di Nibiru, salì al trono dopo aver deposto Alalu, il sovrano regnante; la loro inimicizia si ripercosse sulle generazioni successive. 

In quanto a capo del pantheon, il suo numero di rango era il 60. Secondo ZS, Anu fece almeno tre visite sulla Terra, delle quali esistono testimonianze. La prima fu quando si dovette organizzare una Missione Terra in piena regola; la seconda fu dopo l'ammutinamento degli Anunnaki, quando venne presa la decisione di creare un "lavoratore primitivo"; la terza fu nel 4000 a.C.: una visita di stato insieme alla sua consorte Antu, allorché venne donata la civiltà al genere umano. (p: 23-24)

Antu

Antu: Sposa ufficiale di An/Anu. Essendone la sorellastra (stesso padre, ma di madre diverse), suo figlio Enlil divenne l'erede legittimo di Anu, pur se non era il primogenito. Accompagnò Anu nel corso della sua visita sulla Terra. (p: 26)
La storia del diretto primogenito alla successione si è perpetrata nel tempo in quasi tutte le storie dei regnanti e patriarchi umani sulla terra; una storia simile la possiamo apprendere dalla Bibbia con Abramo di Ur figlio di Thera che sposò Sarai (Sarah-Sara) sua sorellastra che diede alla luce Isacco diretto discendente, pur non essendo il primogenito, che fu Ismaele nato dalla schiava di Sara, Agar.
Ea/En.ki

Ea ("Colui la cui casa è l'acqua"(: nome epiteto del capo del primo gruppo di cinquanta Anunnaki giunti sulla Terra, ammarato nelle acque del Golfo Persico. Scelto per le sue conoscenze scientifiche, la sua missione era estrarre oro dalle acque del Golfo; ritratto con acqua che fluisce, era il prototipo dell'Acquario. 

Era il primogenito di Anu, sovrano di Nibiru, ma non l'erede legale, perché nato dall'unione di Anu con una delle sue concubine; il privilegio della sua successione apparteneva al fratellastro Enlil, la cui madre non era soltanto la sposa ufficiale di Anu, ma anche la sua sorellastra.

Molti dei conflitti sulla Terra derivano proprio dalla rivalità tra i due fratellastri; per mettere pace, Anu garantì a Ea il titolo di En.Ki ("Signore della Retta"), ma il suo numero di rango era il 40, inferiore quindi al 50, numero di rango di Enlil.

Quando i piani iniziali fallirono, gli venne affidata la responsabilità delle operazioni estrattive dell'oro nell'Africa Sud Orientale. Lì scoprì l'esistenza di ominidi geneticamente simili agli Anunnaki - il che lo portò a compiere la sua impresa più importante: la manipolazione genetica necessaria a creare l'Adamo.

In quanto creatore del genere umano, fece fallire il progetto (del fratellastro Enlil) di lasciare perire (la sua creazione) nel Diluvio, dando istruzioni al suo fedele seguace di costruire la famosa Arca.

Il suo "centro di culto" a Sumer era Eridu. Il suo dominio, che divise tra i suoi figli, era l'Africa. Gli Egizi lo chiamavano PTHA ("Lo Sviluppatore"). Descritto nei testi come un playboy, ebbe numerose relazioni adulterine anche con femmine terrestri. La sua autobiografia, ritrovata su tavolette parzialmente danneggiate, è stata usata da ZS per scrivere Il Libro perduto del dio Enki. (p: 84)

En.lil

En.lil ("Signore del Comando"): figlio di Anu e della sua sposa e sorellastra Antu, perciò Erede legittimo al trono di Nibiru; il suo rango numerico era 50. Comandante carismatico, venne inviato a organizzare la Missione terra dopo il fallimento dei primi tentativi di Ea di estrarre l'oro necessario alla sopravvivenza di Nibiru. La sua rivalità con Ea/Enki relativa alla successione venne aggravata dal fatto che erano entrambi innamorati della sorellastra Ninharsag.

Enlil - che aveva avuto da lei un figlio al di fuori del matrimonio - finì con lo sposare l'infermiera Sud (ribatezzata Nin.lil). Riteneva inapropriato alla Missione terra il matrimonio tra i giovani Anunnaki (i Nefilim di cui parla la Bibbia) e le "Figlie dell'uomo" e si oppose all'idea di salvare l'umanità dalle acque del Diluvio..

Ma dopo che Enki lo ebbe costretto ad accettare la sopravvivenza dell'uomo come un dato di fatto, concesse agli uomini agricoltura e sovranità, e venne riverito e amato dai Sumeri che lo chiamavano "Padre Enlil". La sua città, Nippur, fungeva da centro religioso di Sumer. Il suo "figlio primogenito" Ninurta (la cui madre era Ninharsag) nacque su Nibiru; i suoi figli Nannar/Sin e Ishkur/Adad, invece, nacquero sulla Terra. (p: 91-92).

di Zecharia Sirchin, 
Tratto dal libro: "Le Cronache Terrestri Rivelate" 2011
Titolo originale: The Earth Chronicles handbook 2009 
in memoria di Frieda Rina Sitchin, mia adorata moglie 

lunedì 2 marzo 2015

Adamo Il Mescolato



La caduta dell'uomo

Ci sono innumerevoli leggende in tutto il mondo relative a un'epoca chiamata Età dell'Oro, che venne distrutta da cataclismi e dalla "Caduta dell'Uomo". L'antico poeta Esiodo così descrive il mondo prima della "caduta":
"L'uomo viveva come gli Dei, senza vizi o passioni, fastidi o fatiche. In felice compagnia di esseri divini (extraterrestri?), gli uomini trascorrevano le loro giornate in tranquillità e gioia, condividendo in perfetta eguaglianza, uniti da fiducia reciproca e da amore. La Terra era più bella di adesso, e spontaneamente forniva un'abbondante varietà di frutti. Gli esseri umani e gli animali parlavano la stessa lingua e conversavano tra loro (telepatia). Gli uomini venivano considerati ancora ragazzi all'età di cento anni. Non soffrivano  di nessuno degli acciacchi dell'età e quando passavano a dimensioni di vita superiori, ciò avveniva in un dolce sonno."
Per quanto questo possa sembrare utopistico, ci sono innumerevoli storie appartenenti ad ogni civiltà del passato che descrivono il mondo antico in questi termini. Possiamo ricreare quella visione se solo cambiamo il modo di pensare e di sentire.

I resoconti più completi di una razza avanzata sono contenuti in decine di migliaia di tavolette di argilla trovate nel 1850 a circa 250 miglia da Baghdad, in Iraq, da un inglese, Sir Austen Henry Layard, mentre eseguiva degli scavi nel sito di Ninive, la capitale dell'Assiria. Essa si trova vicino all'attuale città irachena di Mosul.

La cosa più sorprendente riguardo alle Tavolette sumere è il modo in cui esse descrivono la creazione dell'Homo sapiens. Sitchin sostiene che gli Anunnaki arrivarono sulla terra 450.000 anni fa per estrarre l'oro dall'attuale Africa. Ritiene che il principale centro minerario si trovasse nell'attuale Zimhabwe, un'area che i Sumeri chiamavano AB.ZU (deposito profondo).


Studi effettuati dall'Anglo-American Corporation hanno rilevato vaste presenze di miniere d'oro in Africa risalenti almeno a 60.000 anni fa, forse anche 100.000.

Le Tavolette descrivono come i geni degli Anunnaki e quelle degli indigeni umani furono mescolati in una provetta per dar vita a un essere "potenziato", in grado di svolgere i compiti richiesti dagli Anunnaki. L'idea dei bambini in provetta sarà sembrata ridicola quando le Tavolette furono rinvenute nel 1850, ma ciò è esattamente quello che gli scienziati oggi sono in grado di fare.


La ricerca moderna continua a confermare quanto rivelato dalle Tavolette sumere. Per esempio 200.000 anni fa circa ci fu un potenziamento improvviso e tuttora inspiegato della struttura fisica umana. La scienza ufficiale non spiega la causa di ciò e biascica espressioni come "l'anello mancante".

Ma dobbiamo soffermarci su alcuni fatti inevitabili. Improvvisamente la precedente struttura fisica nota col nome di homo erectus divenne ciò che ora chiamiamo homo sapiens. Fin dall'inizio il nuovo homo sapiens fu in grado di parlare una lingua complessa e le dimensioni del cervello aumentarono notevolmente.

Eppure il biologo Thomas Huxley sosteneva che cambiamenti così radicali possono realizzarsi solo nel corso di milioni di anni. Questa opinione fu confermata dalle prove relative all'homo erectus che pare sia nato in Africa 1,5 milioni di anni fa. Nonostante il fatto fossero passati più di un milione di anni, la sua struttura fisica sembra essere rimasta la stessa, ma poi, come dal nulla ecco che avvenne il drastico cambiamento che portò all'homo sapiens.

Circa 35.000 anni fa si ebbe un altro improvviso potenziamento la comparsa dell'homo sapiens sapiens, che presentava la nostra attuale struttura fisica. Le Tavolette sumere nominano le due persone coinvolte nella creazione della razza di schiavi. Si trattava del capo degli scienziati chiamato Enki, Signore della Terra (ki=Terra), e Ninkharsag, nota come Ninti /Signora della vita) a causa delle sue conoscenze mediche.

In seguito ci si riferisce a lei come come Mammi, da cui deriva la parola "mamma" e "madre". Il simbolo di Ninkharsag nelle raffigurazioni mesopotamiche è un attrezzo che veniva usato per tagliare il cordone ombelicale. Esso ha la forma di un ferro di cavallo e veniva usato nell'antichità. (vedi sopra immagine ultima a destra)

Ella divenne anche la dea madre di moltissime religioni, assumendo nomi come regina Semiramide, Iside, Barati, Diana, Maria e molti altri che ricorrono nelle leggende di tutto il mondo. Viene spesso raffigurata come una donna incinta. Ecco cosa si legge nei testi a proposito della classe dirigente degli Anunnaki:
Convocarono e dissero alla dea.
La levatrice degli dei, la saggia generatrice.
"Da" vita a una creatura, crea lavoratori!
Crea un lavoratore primitivo.
Che possa portare il giogo!
Che egli porti il giogo assegnatogli da Enlil.
Che il lavoratore sopporti il lavoro degli dei!
Enlil era il capo degli Anunnaki e Enki era il suo fratellastro. Enki e Ninkharsag compirono molti sbagli mentre cercavano di mettere a punto il giusto incrocio genetico, ci dicono le Tavolette Ci sono resoconti di persone con grandi difetti e anche di ibridi tra umani e animali. Roba vomitevole, ed è ciò che pare stia accadendo oggi nelle basi extraterrestri sotterranee sparse per il mondo.

La storia di Frankestein, e dell'uomo creato in laboratorio, potrebbe essere a questo proposito emblematica. Fu scritta da Mary Shelley, moglie del famoso poeta. Sia lui che lei erano alti iniziati della rete di società segrete che detiene e occulta queste conoscenze fin dai tempi antichi.

Le tavolette riferiscono che Enki e Ninkharsag in seguito misero a punto il giusto ibrido che divenne il primo homo sapiens, un essere che i Sumeri chiamarono LU.LU (colui che è stato mescolato). E' questo il biblico "Adamo". Lu.LU era un ibrido genetico, la fusione dell'homo erectus con i geni degli "dei", volta a creare uno schiavo, un'ape operaia umana, creazione avvenuta circa 200.000-300.000 anni fa.

Venne creata anche la versione femminile. Il nome sumero per l'uomo fu LU, e il significato di tale radice è "operaio" o "servo", ed essa fu designata anche per designare gli animali addomesticati. E questo è ciò che è stata la razza umana da allora in poi. Per migliaia di anni gli Anunnaki hanno apertamente governato il pianeta e ora continuano a farlo in maniera occulta.

L'errata traduzione della Bibbia e l'interpretazione letterale del suo linguaggio simbolico ne hanno devastato il significato originale, consegnandoci una storia di fantasia. La Genesi e l'Esodo furono scritti dalla classe di sacerdoti ebraici, i Leviti, dopo che furono condotti in Babilonia, a partire dal 586 a.C. Babilonia si trovava in quelle che una volta erano state le terre dei sumeri e quindi i babilonesi, come anche i Leviti, conoscevano le storie e i resoconti sumeri.

Fu sopratutto sulla base di questi documenti che i Leviti redassero la Genesi e l'Esodo. La fonte è ovvia. Le Tavolette sumere parlano di E.DIN (la Dimora dei Giusti). Ciò si ricollega al nome che i Sumeri davano ai loro dei, DIN.GIR (i Giusti sui Razzi). Come i Sumeri parlavano di Edin, la Genesi parla del Giardino dell'Eden. Si trattava di un centro in cui vivevano gli dei, gli Anunnaki.

Le Tavolette Sumere citano poi il re Sargon il Vecchio, trovato da bambino in un cestino su un fiume e allevato da una famiglia reale. L'Esodo parla di Mosè trovato da bambino in un cestino su un fiume da una principessa e allevato da una famiglia reale egizia. La lista di queste "coincidenze" è molto lunga.

L'antico testamento è un classico esempio di riciclaggio religioso che ha interessato tutte le religioni. Perciò se cercate il significato originale della Genesi e della storia di Adamo, dovete risalire ai resoconti Sumeri per vedere come la storia è stata manipolata.

La Genesi dice che "Dio" (gli dei) crearono il primo uomo, Adamo, dalla "polvere del suolo" e poi usarono una costola di Adamo, per creare Eva, la prima donna. Zecharia Sitchin sostiene che la traduzione di "polvere dal suolo" deriva dalla parola ebraica "tit" e questa, a sua volta, deriva dal termine Sumero TLIT, che significa "ciò che ha vita".

Adamo non fu creato con la polvere del suolo, ma con ciò che ha vita: Le cellule viventi. Il termine sumero TI significa sia costola che vita e ancora una volta i traduttori hanno fatto la scelta sbagliata. Eva (Colei che ha Vita) non fu creata da una costola, ma con ciò che ha vita: le cellule viventi. Secondo i Sumeri, l'ovulo umano per la creazione di Lulu/Adamo proveniva da una femmina dell'Abzu, in Africa, e i moderni ritrovamenti fossili e le ricerche antropologiche confermano che l'homo sapiens proviene dall'Africa. 


mercoledì 20 agosto 2014

longevità negata

 

Quando ci si fa un'idea più ampia dei racconti mesopotamici sugli dèi, allora si mettono a fuoco le diverse personalità dei due fratellastri Enki ed Enlil sotto ogni aspetto, comportamento sessuale incluso.

Abbiamo già accennato tra queste pagine al fatto che Anu avesse un discreto harem di concubine oltre la sua sposa ufficiale Antu. La madre di Ea/Enki, il figlio primogenito di Anu, era infatti una di queste concubine.

Quando Anu e Antu vennero un visita di stato sulla Terra (nel 4000 a.C. circa), per ospitarli venne costruita appositamente la città di Uruk (la Erec biblica). Nel corso della visita, Anu sviluppò una particolare predilezione per la nipote di Enlil, che da quel momento in poi fu chiamata In.Anna ("l'amata di Anu") e i testi lasciano intendere che "l'affetto" di Anu non fosse quello di un nonno.

Sotto questo aspetto era Enki, e non Enlil, ad avere gli stessi geni del padre. Dei suoi sei figlio solo Marduk risulta chiaramente nato dalla sposa ufficiale di Enki, Dam.ki.na ("sposa che venne sulla Terra") ; le madri degli altri cinque figli non vengono perlopiù nominate e potrebbero essere state delle concubine o degli incontri occasionali.

Invece Enlil, che ebbe un figlio da Ninmah di ritorno su Nibiru quando entrambi non erano sposati, ebbe (due) figli solo dalla moglie Ninlil. Un lungo testo sumero intitolato Enki e Ninhaursag, o il paradiso terrestre dal suo primo traduttore, Samuel N. Kramer, descrive nei dettagli i ripetuti rapporti sessuali di Enki con la sorellastra Ninharsag/Ninmah, nel (vano) tentativo di avere un figlio maschio da lei, e quelle con le figlie femmine nate da quei rapporti.

(Ninharsag, ufficiale medico, dovette infliggere a Enki dolorose malattie per farlo fermare). La maggior parte delle volte questi racconti su Enki esaltavano il potente pene del dio. Enki non era contrario a mantenere il sesso all'interno della famiglia: un lungo testo che parla della visita di Inanna a Eridu (per ottenere da Enki il vitale) descrive come il suo ospite abbia cercato senza successo di farla ubriacare e sedurla.

Un altro testo, che documenta un viaggio da Eridu all'Abzu, riferisce come Enki sia riuscito a fare sesso con Ereshkigal (sorella maggiore di Inanna e futura moglie del figlio di Enki Nergal) sulla loro barca.

Quando queste scappatelle davano luogo a una gravidanza, nascevano giovani dèi o dee; perché venissero al mondo semidei il rapporto sessuale doveva avvenire con donne terrestri, e anche di quelle non c'era carenza... Possiamo cominciare con i racconti cananiti sugli dèi, in cui El (il "Sublime", il "Crono" delle tradizioni del Mediterraneo orientale) era a capo del pantheon.

Fra i racconti c'era un testo noto come la nascita degli déi graziosi che descrive come El, passeggiando sulla riva del mare, incontrò due femmine terrestri che stavano facendo il bagno. Le due donne furono affascinate dalle dimensioni del suo pene ed ebbero rapporti sessuali con lui, da cui nacquero Shahar ("Alba") e Shalem (Completamento" o "Crepuscolo").

Pur essendo chiamati déi nel testo cananita, i due erano per definizione semidei. Un importante epiteto di El era Ab Adam, che viene tradotto "padre dell'uomo" ma significa anche "Padre di Adamo" che, preso alla lettera, potrebbe voler dire progenitore e padre effettivo dell'individuo che la Bibbia chiama Adamo, per distinguerlo dai precedenti riferimenti alle specie degli "Adami".

E questo ci porta direttamente ad Adapa, il leggendario uomo modello dei testi mesopotamici. Semidio antidiluviano noto come "uomo di Eridu", il nome Adapa lo identificava come "il più saggio fra gli uomini". Alto e grosso era chiaramente riconosciuto come figlio di Enki, un figlio di cui il dio era apertamente orgoglioso, che aveva nominato custode capo della casa di Eridu e al quale aveva concesso "vasta comprensione": ogni genere di conoscenza compresa la matematica, la scrittura, la maestria artigianale.

Adapa, il primo "uomo saggio" documentato, potrebbe essere stato l'elusivo Homo sapiens sapiens che fece la sua comparsa sulla scena umana circa 35.000 anni fa come "uomo di Cro-Magnon", in antitesi con il più rozzo uomo di Neanderthal.

Si sono fatte ipotesi (senza peraltro giungere a convinzioni convincenti) sul fatto che "Adapa" potesse essere l'individuo che la Bibbia chiama "Adamo" (a differenza della specie degli "Adami").

Per quanto mi riguarda, mi chiedo se potesse essere l'En.me.lu.anna delle liste sumere dei re antidiluviani (un nome traducibile come "l'uomo del cielo di Enki"), perché l'evento più memorabile e straordinario relativo ad Adapa fu il suo viaggio celeste in visita ad Anu su Nibiru.

Il racconto di Adapa comincia dando al lettore la sensazione di un tempo molto remoto, agli inizi degli eventi, quando Ea/Enki era coinvolto nella creazione.
In quei giorni, in quegli anni, 
il saggio di Eridu fu creato da Enki 
come modello di uomo.
Il racconto di Adapa riecheggiò per secoli nella vita e nelle letterature mesopotamiche. Perfino in seguito, a Babilonia e in Assiria, l'espressione "saggio come Adapa" veniva usata per descrivere un individuo molto intelligente.

Ma c'era un altro aspetto nel racconto di Adapa secondo il quale Ea/Enki aveva deliberatamente concesso il modello di uomo un attributo e negato un altro, nonostante sai trattasse di suo figlio.

Perfezionò in lui una vasta comprensione;
gli aveva dato la saggezza,
gli aveva dato la conoscenza,
ma non gli aveva dato la vita eterna. 
Quando su Nibiru giunse notizia del terrestre straordinariamente saggio, ASnu chiese di bedere Adapa. Enki ubbidì e fece prendere ad Adapa la strada che portava ad Anu, ed egli salì al cielo. Ma Enki era preoccupato, poiché temeva che su Nibiru ad Adapa sarebbero stati offerti il pane e l'acqua della vita, facendogli così acquisire la longevità degli Anunnaki.

Per evitare che ciò accadesse, Enki fece in modo che Adapa apparisse selvaggio e irsuto, lo vestì in modo trasandato e gli diede istruzioni forvianti:
Quando sarai davanti a Anu,
ti offriranno del pane,
è pane di morte, non lo mangiare!
Ti offriranno dell'acqua, non la bere!
Ti offriranno un vestito:
indossalo.
Ti offriranno dell'olio:
usalo per ungerti. 
Enki ammonì Adapa con queste parole; <<Non dovrai tralasciare di eseguire queste istruzioni, tieni fede a quanto ti ho detto!>>.

lunedì 14 aprile 2014

Le origini delle diversificazioni raziali


I tempo che ci è stato permesso di vivere& "Le origini delle diversificazioni razziali"
 
Quando nacque Noè l'umanità aveava trascorso 105.600 anni in una frenetica corsa alla riproduzione e alla separazione genetica. Il risultante boom demografico fu esponenziale (Il sovraffollamento del XX secolo ci fornisce una buona idea della portata del problema). 

Vanno visti in questo quadro i tentativi di Enki (registrati nell'Atra-Asis) di ridurre la popolazione mediante carestie ed epidemie. Davanti all'ostilità di Enlil e al giuramento degli dèi di lasciare che il genere umano venisse annientato, cosa poteva fare Enki? come poteva salvare le diversificazioni del genere umano che lui aveva creato senza rischiare di andare palesemente contro la decisione degli dèi?

Se Enki avesse semplicemente collocato tre diverse famiglie nell'Arca di Noè, avrebbero dopo il Diluvio ben poca pietà da Enlil. Aveva dunque una sola via di uscita. Riprogettare geneticamente la specie umana per rimuovere quella longevità che era sopratutto responsabile del sovraffollamento.

Nel contempo Enki risolse di creare tre razze diverse, forse per dare agli altri dèi di dominare una precisa e distinta ramificazione del genere umano. Ecco come, secondo me, (Alan F. Alford) attuò il suo progetto.

Migliaia di anni prima del Diluvio Enki, il genio scientifico degli dèi, fu in grado di prevedere gli allineamenti planetari che lo avrebbero provocato. L'insolita nascita di Noè che già abbiamo avuto modo di discutere,
fu il primo passo nella sua lungimirante strategia.

Successivamente, 10.000 anni prima del Diluvio, Enki portò segretamente Noè (ormai divvenuto un sacerdote di rango elevato) all'interno del complesso dei suoi laboratori. Nel contempo selezionò tre donne di tre diverse razze umane, e portò anche'esse in quel luogo.

Lì gli ovuli delle tre donne vennero fertilizzati con lo sperma di Noè e, innestati nel loro grembo. Questa mistura genetica era stata progettata per diluire del 50% i geni della longevità di Noè.

Nove mesi più tardi Noè diventò padre di tre figli: Sem, Cam, Iafet, come ci dice la Bibbia. A motivo della diluizione del 50% dei geni della longevità, Sem visse soltanto 15.120 anni rispetto ai 68.400 di Noè. Questo effetto sproporzionato non meraviglia giacché Noè era molto anziano quando generò questi flgli e le sue cellule sessuali stavano dunque registrando un elevato tasso di mutazioni.

Possiamo inoltre supporre che i geni delle tre donne etniche fossero aggredite dai virus. M l'arco di vita continua a risultare troppo esteso e dunque occorreva un'ulteriore disintegrazione dei geni della longevità. Enki dunque ordino che le tre madri etniche di Sem, Cm, Iafet sposassero i loro figli.

Furono dunque queste tre donne che entrarono nell'Arca insieme a Noè, a sua moglie di cui non conosciamo il nome e ai suoi tre figli (alcuni testi accennano anche a un battelliere o a un navigatore). Impiegando questa strategia Enki provocò un'ulteriore significativa diluizione dei geni "puri" di Noè e un importante incremento dei geni "etnici" nella generazione che seguì.

Mentre Sem, Cam e Iafet avevano conservato il 50% del sene puro, i loro fligli e le loro figlie divennero semi puri al 25%, con un 75% di componente etnica. Gli effetti sulla longevità furono notevolissimi, come del resto è giusto che fossero. Arfacsad, per esempio, visse solo 5100 anni. E intanto sorsero tre razze distinte con una diversità da mitocondrio di quasi 200.000 anni conservata per linea materna, il che è esattamente ciò che la scienza moderna ha appurato.

Esistono altri diversi fattori che tendono a confermare la suddetta teoria. Primo, la collocazione geografica. La versione Accadica del Diluvio si riferisce a Noè come Utnapishtim figlio di Ubar-Tutu e colloca entrambi a Shiruppak. Shuruppak, è stata identificata con certezza come il centro medico degli dèi Veniva anche come la città di Sud nome attribuito a Ninharsag, proprio la dea che aveva assistito Enki nella creazione genetica del Lu.Lu.

Secondo il resoconto contenuto nel Libro di Enock, laddove riferisce l'insolita pigmentazione bianco/rossa descrive una deliberata strategia di Enki per mettere una più ampia gamma di diversificazione nelle tre nuove linee del genere umano. Senza la pigmentazione  bianca di Noè. Enki avrebbe solo potuto avere solo tre diverse sfumature di nero.

E' possibile che Lamec abbia generato Noè inseguito a un intervento genetico? Nel gennaio del 1996 scienziati inglesi e americani annunciarono che gli uomini con i canali dello sperma bloccati (la causa maggiore dell'infertilità maschile) potevanpo generare figli grazie a una nuova tecnica che rimuoveva lo sperma dal condotto immediatamente sopra lo scroto. Una tecnica che porebbe essere stata usata per Lamec, insieme all'inseminazione artificiale, senza che se ne rendesse conto.

Un frammento del Libro di Noè scoperto a Qumram, riporta una reazione strana da parte della moglie di Lamec, viene interrogata sul concepimento di Noè. Implora infatti il marito: <<ricorda i miei sentimenti delicati>>; forse un segno che teneva chiuso in sé  un segreto degli dèi. 

Terco, l'idea di adoperare la genetica per frenare l'esplosione demografica e sostenuta da altri interventi registrati in quell'epoca. Le versioni mesopotamiche del Diluvio terminano con delle istruzioni impartite al genere umano su quelli che dovranno essere i rapporti di tipo coniugale tra uomo e donna, e che contrastano con le precedenti, disordinate attività riproduttive.

Nel contempo venne introdotto un difetto genetico (che noi potremmo riconoscere nella menopausa o forse in un gene recessivo) che impediva il concepimento in talune donne:
Ea (Enki) si rivolge a Mami la dea madre e dice:
<<O signora della Nascita creatrice dei Fati...
Che nel popolo ci siano donne fertile e donne sterili,
che nel popolo ci siano donne Pascittu, 
che gli afferri il bimbo nel grembo materno,
stabilisci le sacerdotesse Ugabthu, 
le sacerdotesse Entu e le sacerdotesse Igisitsu.
Esse saranno certamente tabù e proibite, 
e dunque tagliate via dalla possibilità di avere figli.
Mentre questi due cambuiamenti vengono introdotti immediatamente dopo il Diluvio, stando alle cronache mesopotamiche, i successivi testi biblici sembrano spostare il riferimento al Giardino dell'Eden, dove le direttive del Signore accennano siano quello dovrà essere il rapporto uomo-donna sia agli aspetti della procreazione.
Disse poi alla donna: <<Moltiplicherò i tuoi travagli
E le doglie delle tue gravidanze,
nella sofferenza partorirai figliuoli;
verso tuo marito ti spingerà il tuo desiderio
ed egli dominerà su di te.
Quarto, la nascitache pare essere avvenuta nel medesimo anno dei tre figli di Noè. La King Jmes Version della Bibbia (KIV) (ma anche la Bibbia concordata in italiano, n.d.t.) traduce letteralmente l'originale ebraico:
E Noè aveva cinquecento anni: e Noè generò Sem, Cam, Iafet
Invece, le versioni più moderne tentano di mascherare il concetto di tre figli in un unico anno alterando la traduzione:
Dopo che Noè giunse ad aver cinquecento anni divenne padre di Sem, Cam e Iafet
La voluta indeterminatezza del termine "dopo" sembra essere appunto un mascheramento. Ma per renderlo efficace occorre anche mascherareil fatto che tutti i tre figli avevano 100 anni quando, un secolo dopo, ci fu il Diluvio. Le versioni moderne dicono:
Due anni dopo il Diluvio, quando Sem avava cento anni, divenne il padre di Arfacsad
Ma la KIV conserva il pieno significato della versione ebraica:
Sem aveva cento anni e generò Arfacsad due anni dopo il Diluvio.
Mentre dunque le più recenti versioni inglesi della Bibbia lasciano intendere che le tre nascite avvennero nell'arco di 24 mesi, in realtà i tre figli di Noè nacquero lo stesso anno. Perchè i revisionisti responsabili di certe versioni moderne della Bibbia hanno ritenuto quest'idea tanto oltraggiosa da volerla nascondere? Poteva forse lasciar intendere che i tre figli di Noè erano stati partoriti nel medesimo anno da tre mogli diverse?

Riferimenti:
dal libroIl mistero della Genesi e delle antiche civiltà di Alan F. Alford
pagine - 346 - 347 - 348 - 349 - 350  

Corsivo mio:
Se credete che il film appena uscito in Italia "NOAH" (Noè), sia la storia vera o presunta del Diluvio, scordatevelo, oltre ad essere un pessimo film, fa una confusione tremenda con i Nefilim, raffigurandoli come giganti di pietra e, una sceneggiatura che non ha nulla a che vedere con i film del passato come i Dieci Comandamenti di Cecil de Mille e/o il colossale film Cleopatra, Ben Hur. ecc. ecc, dei film del passato

Mi dispiace molto che un attore di una certa rilevanza come Russel Crowe, che ha fatto il Gladiatore si sia speso per un film con una trama priva di riferimenti se non al solo e mero Diluvio.

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Dal film In Time: per pochi immortali, la moltitudine deve morire.

Roy Batty nel film Blade Runner mentre salva la vita del suo inseguitore Deckard dice la celebre frase: "Ho visto cose che voi umani..." Riusciremo noi umani a vedere quelle cose? avremo abbastanza vita prima della prossima distruzione apocalittica?

lunedì 14 novembre 2011

Ninurta

 

Ninurta (da Nini.urta, "Cacciatore (e) uomo dell'aratro"): Primogenito di Enlil e della sorellastra Ninharsag, perciò erede diretto di Enlil e del suo rango di Cinquanta, subito dopo Anu; il suo emblema era un'aquila con le due teste.



Le sue gesta, che gli valsero una serie di epiteti, sono state immortalate in inni ed epiche e sono state raffigurate su sigilli cilindrici: la costruzione di dighe dopo il Diluvio per rendere notevolmente abitabile la Mesopotamia; la concessione dell'aratro all'umanità; la sconfitta del malefico Zu che aveva rubato le tavole dei destini a Enlil; l'aver guidato gli Enliliti contro Marduk nelle Guerre delle Piramidi; il lancio delle armi nucleari insieme al dio Nergal.


Fu lui infatti, che secondo l'Epopea di Erra (dove viene chiamato Ishum, "Colui che brucia con il fuoco"), bombardò con le armi atomiche il Porto spaziale nel Sinai.


Citando i testi delle tavolette di argilla, ZS (in Guerre atomiche al tempo degli dèi) ha fatto luce su diversi enigmi che riguardavano caratteristiche interne alla Grande Piramide di Giza, risultato dall'attacco di Ninurta e dal suo ingresso nella struttura dopo che Marduk vi si rifugiò.

Gudea, re di Lagash, narrò in dettagliate iscrizioni come aveva costruito l'E.Ninnu ("Casa/Tempio dei Cinquanta") per Ninurta e per la sua sposa; il tempio aveva anche un recinto speciale per il veicolo alato del dio.

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giovedì 7 luglio 2011

mamma ancestrale


Nin:har.sag ("Signora/Padrona della vetta della montagna"): figlia di ANU, giunta sulla Terra come capo ufficiale medico; aiutò Enki nella manipolazione genetica del "Lavoratore primitivo" guadagnandosi l'epiteto di Nin.ti ("Signora che dà la vita") e Mammi ("Dea Madre").

In qualità di sorellastra di Enki ed Enlil era desiderata da entrambi, ma non sposò nessuno dei due, pur se ebbe un figlio naturale da Enlil, Ninurta.

Districando le complesse regole di successione degli Anunnaki, ZS ha dimostrato come Ninharsag si sia trovata ella stessa al centro della rivalità che sfociarono nelle guerre delle Piramidi e degli sforzi per porre loro fine.


Rispettata da entrambi clan, le era stato garantito il dominio della Quarta regione, la penisola del Sinai. Col trascorrere del tempo, l'ambiziosa Inanna/Ishtar usurpò il suo numero di rango - il 15 la sua costellazione (quella che noi chiamiamo "Vergine") e il suo pianeta ("Venere").


Anche gli Egizi consideravano Ninharsag "Padrona del Sinai" e la chiamavano Hat.Hor ("Colei che dette dimora a Horus"), ma quando diventò vecchia la chiamarono "La Mucca".

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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