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sabato 17 ottobre 2015

Magen l'esagramma maligno

 

LA STELLA DI DAVID 

Chi non ha mai visto la Stella di David o Magen David come la chiamano gli Ebrei? Si pensa che rappresenti la forma dello scudo del re David (o forse l’emblema che c’era sopra), però in realtà non abbiamo un dato su cui basarci per affermarlo in nessuna antica opera rabbinica.

In effetti il simbolo è così raro nella
odierna letteratura ebraica e nelle opere d’arte che i mercanti d’arte sospettano sia un falso se trovano il simbolo nella sue prime opere. Da dove proviene allora la stella a sei punte? (conosciuta come un esagramma)?

Qualcuno di voi sa che la stella a sei punte (esagramma) è uno dei simboli più importanti dell’occultismo, soprattutto in quella che si chiama magia nera e a contatto con gli spiriti maligni. Non sappiamo con esattezza quando si trasformò in un simbolo utilizzato nell'occultismo, ciò che conosciamo invece e che questo avvenne molto prima che nascesse il re David.
In Danimarca strega si dice “heks” e in tedesco Hex
Strega in olandese si dice “heks”
Anche in inglese lo si dice quando si maledise una persona (hex, in latino è maleficio)
Tutto ciò è in relazione con l’esagramma/stella a sei punte, il simbolo più potente della stregoneria e della magia nera. Quando Salomone alla fine della sua vita si convertì alla stregoneria, al satanismo e all’idolatria, egli diede al popolo ebreo questo simbolo. David non aveva niente a che vedere con l’esagramma e la stella e nemmeno con il popolo di Dio. Salomone si convertì al culto satanico e costruì altari per Ashtoreth e Moloch (Saturno).

L’esagramma non è mai stato un simbolo ebraico. Solo nel 1800, in Germania, venne adottato da Mayer Rothschild come emblema della sua famiglia. La stella a sei punte fu utilizzata come simbolo sullo stemma della famiglia. E’ difficile essere precisi sulla data in cui l’esagramma della stella a sei punte si conobbe come Stella di Davide.

Il 1973 fu l’anno in cui la Magen di David fu adottata come nome ebraico dalla Società Editoriale delle Pubblicazioni Ebraiche d’America. Anche facendo ricerche nella letteratura rabbinica non si trova alcuna menzione. Nessuno sembra conoscere come e quando l’occulta o la satanica stella divenne la stella di Davide.

Il guru della finanza Mayer Amschel Bauer (che si ribattezzò solo poi come "Rothschild", che significa scudo rosso) era ben conosciuto come occultista e satanista. Alcuni ospiti della loro casa, scrissero in un memoriale che la tavola della famiglia Rothschild era sempre apparecchiata con un coperto in più (un piatto) per l’altro Dio, Satana. La famiglia dei banchieri Rothschild è oggi indubbiamente, una delle famiglie più potenti del mondo.

Potente lo è anche per il simbolo della bandiera della Terra Santa (Israele), il simbolo più importante nel satanismo e nell’occultismo; questa non è una casualità. Tutto questo ha a che vedere con i loro fondatori: l'occultista famiglia Rothschild.

Il documento più importante della storia di Israele è la cosiddetta Dichiarazione di Balfour in cui il governo britannico approva la fondazione della stato ebraico. Il destinatario era lord Rothschild.

La potente famiglia Rothschild si è mantenuta nascosta e ha avuto da sempre stretti vincoli con la Massoneria, il cui obiettivo (rimanendo molto franchi al riguardo) è stato da sempre la ricostruzione del tempio di Salomone, che nasconde ciò di quello che è veramente…



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lunedì 1 giugno 2015

L'invenzione di un Popolo

 
Una pioggia di insulti ha coperto in Israele Shlomo Sand quando pubblicò un libro intitolato “Come fu inventato il popolo ebreo - The Invention of the Jewish People” che smonta miti biblici che sono il pilastro dello Stato sionista di Israele.
Professore di Storia Contemporaneo all’Università di Tel Aviv, nega che gli Ebrei sono un popolo dall’origine comune e sostiene che fu una cultura specifica e non il discendere da una comunità arcaica unita da legami di sangue lo strumento principale della fermentazione nazionale.

Secondo lui, “lo Stato ebraico di Israele”, lontano dall’essere la concretizzazione del sogno nazionale di una comunità etnica con più di  4000 anni è stato possibile grazie ad una falsificazione della storia resa possibile nel XIX secolo da intellettuali come Theodor Herzl.

Come studiosi accademici israeliani insistono nell’affermare che gli Ebrei sono un popolo con un DNA proprio. Shlomo Sand, basandosi su una documentazione esauriente, mette in ridicolo questa tesi scientifica.

Non ci sono altri ponti biologici tra gli antichi abitanti dei regni di Giudea e di Israele e gli Ebrei del nostro tempo.

Il mito etnico ha contribuito poderosamente sull’immaginario civile.

Le loro radici rimontano alla Bibbia, fonte del monoteismo ebraico. Come nell’Iliade, l’Antico Testamento non è opera di un unico autore. Sand definisce la Bibbia come “biblioteca straordinaria” che sarà stata scritta tra i secoli VI e II prima della nostra Era. Il mito inizia con l’invenzione “del popolo sacro” alla quale fu annunciata la terra promessa di Canaan.

L’interminabile viaggio di Mosè e del suo popolo verso la Terra Santa e la posteriore conquista, manca di qualsiasi fondamento storico. E’ necessario ricordare che l’attuale territorio della Palestina era ora parte integrante dell’Egitto faraonico.

La mitologia dei successivi esili, diffusa nei secoli, finì per guadagnare l’apparenza di verità storica. Fu forgiata, però, a partire dalla Bibbia ed ampliata dai pionieri del Sionismo.

Le espulsioni di massa degli Ebrei da parte degli Assiri sono un’invenzione. Non ne esiste registrazione su fonti storiche credibili.

Il grande esilio da Babilonia è falso come quello delle grandi diaspore. Quando Nabucodonosor prese Gerusalemme, distrusse il Tempio ed espulse dalla città una parte delle élite; ma Babilonia era da molto tempo la città di residenza, per propria scelta, di una numerosa comunità ebraica.

Quella è stata il nucleo delle creatività da parte dei rabbini che parlavano aramaico e introducevano importanti riforme nella religione di Mosè. E’ importante notare che solo una piccola minoranza di quella comunità tornò in Giudea quando l’imperatore Ciro conquistò Gerusalemme nel secolo VI della nostra era. 

Quando i centri della cultura ebraica di Babilonia si disgregarono, gli Ebrei emigrarono a Bagdad e non in Terra Santa.

Sand dedica un’attenzione particolare agli “Esiliati” come miti fondanti dell’identità etnica.

Le due “espulsioni” degli Ebrei nel periodo romano, la prima ad opera di Tito e la seconda di Adriano, che sarebbero stati il motore della grande diaspora, sono tema di una riflessione profonda dello storico ebraico.

Nelle scuole, i giovani imparano che la “nazione ebraica” fu mandata in esilio dai Romani dopo la distruzione del  Secondo Tempio ad opera di Tito,e poi, da Adriano nel 132. Abbiamo solo il testo fantasioso di Flavio Josefo che testimonia la rivolta degli Zeloti, che toglie credibilità a questa versione, oggi ufficiale.
 
Secondo lui, i Romani massacrarono 1.100.000 Ebrei e ne imprigionarono 97.000. Questo in un’epoca in cui la popolazione totale della Galilea era secondo i demografi attuali era molto meno di mezzo milione.
 
Gli scavi archeologici degli ultimi decenni fatti in Gerusalemme e in Cisgiordania hanno creato dei problemi insormontabili agli studiosi universitari sionisti che “spiegano” la storia del popolo ebraico prendendo la Torah e la parola dei Patriarchi come riferimenti infallibili. Le smentite dell’archeologia hanno turbato gli storici.
 
E’ stato provato che Gerico era poco più di un agglomerato senza le poderose mura citate dalla Bibbia. Le rivelazioni sulle città di Canaan allarmarono anche i rabbini. L’archeologia moderna ha sepolto il discorso dell’antropologia sociale religiosa. 
 
A  Gerusalemme non sono state nemmeno trovate vestigia delle grandiose costruzioni che secondo il Libro la trasformarono nel X secolo, prima della nostra Era, l’epoca d’oro di Davide e Salomone, nella città monumentale del “popolo di Dio” che meravigliava quanti lo conoscevano: niente palazzi, niente mura, niente ceramica di qualità.
 
L’utilizzo della prova del carbonio 14 ha permesso una conclusione. I grandi edifici della Regione Nord non furono costruiti all’epoca di Salomone.
“Non esiste in realtà nessuna testimonianza - scrive Shlomo Sand - dell’esistenza di quel re leggendario la cui ricchezza è descritta dalla Bibbia in termini che quasi lo rendono un equivalente dei potenti regni di Babilonia e di Persia”.
Se è esistita una entità politica in Giudea nel secolo X prima della nostra Era, afferma lo storico,potrebbe essere solo una micro realtà tribale e Gerusalemme Solo una piccola città fortificata.
 
E’ anche significativo che nessun documento egiziano riferisce “della conquista” da parte degli Ebrei di Canaan, territorio che allora apparteneva al faraone.

IL SILENZIO SULLE CONVERSIONI

La storiografia ufficiale israeliana, nell’erigere un dogma sulla purezza della razza, attribuisce alle successive diaspore la formazione di comunità ebraiche di dozzine di paesi.

La Dichiarazione d’Indipendenza di Israele afferma che, obbligati, gli Ebrei si sforzarono nei secoli di ritornare nel paese degli avi. Si tratta di una menzogna che falsifica molto la Storia.

Shlomo Sand Foto RAZI/Télérama

La grande diaspora è finta, come le altre. Dopo la distruzione di Gerusalemme e la costruzione di Aelia Capitolina, solo una piccola maggioranza della popolazione fu espulsa. La schiacciante maggioranza rimase nel paese.
 
Allora, qual è l’origine degli avi di almeno 12 milioni degli Ebrei oggi esistenti fuori di Israele? 
 
Nel rispondere a questa domanda, il libro di Shlomo Sand distrusse simultaneamente il mito della purezza della razza, questa è l’etnicità ebraica.
 
Un’abbondante documentazione riunita da storici di prestigio mondiale rivela che nei primi secoli della nostra Era ci furono massicce conversioni all’ebraismo in Europa, in Asia e in Africa.
 
Tre di loro sono state particolarmente importanti e danno fastidio ai teologi israeliani.
 
Il Corano stabilisce che Maometto trovò a Medina, durante la fuga dalla Mecca, grandi tribù ebree con le quali entrò in conflitto, finendo coll’espellerle. Però non chiarifica che nell’estremo sud della Penisola Arabica, l’attuale Yemen, il regno di Hymar, adottò l'Ebraismo come religione ufficiale.
 
E’ bene dire che arrivò per rimanerci. Nel secolo VII, l’Islam si stabilì nella regione però, trascorsi tredici secoli, quando si formò lo Stato di Israele, decine di migliaia di yemeniti, parlavano l’arabo, ma continuavano a professare la religione ebraica. La maggioranza emigrò in Israele dove, tra l’altro, è discriminata. 

Anche durante l’Impero romano, l’ebraismo creò radici. Il tema ha meritato l’attenzione dello storico Dione Cassius e del poeta Giovenale.
 
In Cirenaica, la rivolta degli Ebrei della città di Cirene costrinse alla mobilitazione di varie legioni per combatterla.
 
Fu soprattutto, però, nella parte estrema occidentale dell’Africa dove ci furono conversioni di massa alla religione ebraica. Una parte considerevole delle popolazioni berbere aderì all’ebraismo e a loro si deve l’entrata in Andalusia.
 
Furono questi magrebini che diffusero l’Ebraismo nella penisola, i pionieri dei Sefarditi che dopo l’espulsione da Spagna e Portogallo andarono esuli in diversi paesi europei, nell’Africa musulmana e in Turchia.
 
Più importante per le sue conseguenze, fu la conversione all’Ebraismo dei Giazari, un popolo nomade turcofono, imparentato con gli Unni, che provenendo dall’Altai, si stabilì nel secolo IV nelle steppe del basso Volga. I Giazari, che tolleravano bene il Cristianesimo, costruirono un potente stato ebraico, alleato di Bisanzio nelle lotte dell’Impero Romano d’Oriente contro i Persiani Sassanidi.

Questo impero medievale dimenticato occupava un’area enorme, dal Volga alla Crimea e dal Don all’attuale Uzbekistan. Scomparve dalla Storia nel secolo XIII quando i Mongoli invasero l’Europa distruggendo tutto al loro passaggio.Migliaia di Giazari, fuggendo dalle orde di Batu Khan, si dispersero nell’Europa Orientale.La loro eredità culturale fu insperata.Grandi storici medievalisti come Renan e Marc Bloch e lo scrittore ungherese inglese Arthur Koestler identificano negli Giazari gli avi degli Schenaziti le cui comunità in Polonia, in Russia e in Romania avranno un ruolo cruciale nella colonizzazione ebraica della Palestina. 
 
UNO STATO NEOFASCISTA 

Secondo Nathan Birbaum, l’intellettuale ebreo che inventò nel 1981 il concetto di sionismo, è la biologia e non la lingua o la cultura che spiegano la formazione delle nazioni.

Secondo lui la razza è tutto. E il popolo ebreo sarebbe stato quasi l’unico a preservare la purezza del sangue nei millenni.

Morì senza capire che  quella tesi era una tesi razzista, prevalendo appagherebbe il mito del popolo sacro “eletto da Dio”.

Perché gli Ebrei sono un popolo figlio di una catena di incroci. Ciò che conferisce loro una identità propria e una cultura e la fedeltà ad una tradizione religiosa radicata è un falso storico.

Sui passaporti dello stato di Israele non è accettata la nazionalità israeliana. I cittadini che hanno pieno diritto scrivono “ebreo”. I Palestinesi devono scrivere “arabo”, nazionalità inesistente.

Essere cristiano, buddista, mazdeista i indù, risulta da una scelta religiosa, non è una nazionalità.

In Israele non c’è un matrimonio civile. Per gli Ebrei è obbligatorio il matrimonio religioso anche se si è atei.
 
Questa aberrazione è inseparabile da molte altre  in uno stato confessionale, etnocratico liberale costruito su miti, uno Stato che cambiò l’yiddish parlato dia pionieri del “ritorno in Terra Santa” con il sacro ebraico dei rabbini, sconosciuto al popolo di Giudea che si esprimeva in aramaico, la lingua in cui fu redatta la Bibbia in babilonia e non in Gerusalemme. 

Lo “Stato del Popolo ebraico” si ritiene democratico.
 
La realtà però nega la legge fondamentale approvata dal Knesset. Uno Stato che tratta come paria di nuovo tipo il 20% della popolazione del paese, uno stato nato dal mostruoso genocidio in terra straniera, uno Stato le cui pratiche presentano sfumature neofasciste, non può essere democratico.
 
Il libro di Shalom Sand sull’invenzione del Popolo Ebraico è oltre che una chiara prova storica, un atto di coraggio.
 
Consiglio la sua lettura a tutti coloro secondo cui la linea di frontiera dell’opzione di sinistra oggi passa per la solidarietà col popolo martire della Palestina e che condanna il Sionismo.
http://www.bibliotecapleyades.net/ 

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http://ningishzidda.altervista.org/
 

giovedì 28 luglio 2011

"fine dei giorni"


(H Ahrit Hayamim): nome biblico, utilizzato per la prima volta nell'oracolo di Giacobbe per indicare il futuro più remoto, ma usato sopratutto dai profeti per descrivere un distante Futuro Messianico, quando il Male sarà scomparso dalla Terra e regneranno pace e giustizia - ma non senza aver vissuto prima un cataclisma terribile, un'apocalisse; ci sarà poi un Nuovo Inizio e tutte le nazioni si recheranno a Gerusalemme per venerare Yahwhe.

Secondo il profeta Geremia, Yahwhe aveva programmato quella fine sin dall'inizio dei tempi; il profeta Isaia considerava "l'inchinarsi" e il "prostrarsi" di fronte a Marduk e Nabu (suo figlio) come passi essenziali per riavvicinarsi al "Regno di Dio"; e il profeta Osea affermava che "il Regno di Dio" tornerà alla "Fine dei Giorni" attraverso la "Casa di Davide", a Gerusalemme, sul Monte del Tempio.

I profeti della Bibbia affermavano anche quel che stava per accadere era stato programmato da Dio: "Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto" diceva Dio a Isaia (46, 10).

ZS (Zecharia Sitchin)ha sottolineato che "la Fine dei giorni" e "il Giorno del Signore", profetizzati e in genere considerati dagli studiosi come la stessa serie di eventi, sono invece avvenimenti completamente diversi: il Giorno del Signore era il ritorno anticipato di Nibiru, che si verificò nell'arco temporale della Bibbia, mentre il tempo della Fine dei giorni messianica non è stato rivelato nemmeno nel libro di Daniele della Bibbia ebraica, e continua a restare avvolto nel mistero.

Ne il giorno dèi , ZS, prendendo in esame diverse predizioni antiche e moderne, è giunto alla conclusione che l'espressione "tempo tempi e la metà di un tempo" che un angeli disse a Daniele fa  riferimento a un tempo zodiacale.

Precessione Terrestre

Ere zodiacali:
è nata a Sumer l'osservazione della levata eliaca nel giorno dell'Equinozio di primavera, per determinare (quando si può ancora osservare il cielo stellato) quale costellazione zodiacale si vede sullo sfondo, Finché alla levata eliaca si vede la costellazione del Toro (come ai tempi del calendario sumero) si dice che ci si trova "nell'Era del Toro"; quando lo sfondo comincia spostarsi nella costellazione dell'Ariete, si dice allora che è iniziata "l'Era dell'Ariete", ecc.

Mentre matematicamente un'Era Zodiacale dura 2.160 anni (72 X 30 = 2.160, se si effettuano delle osservazioni , si noterà che le "ère" hanno lunghezza diversa, perché le costellazioni occupano segmenti diversi del cielo. E nel XXI° secolo a.C. proprio quella differenza rappresentò un enorme problema nei conflitti con Marduk per il turno di regnare sulla Terra che a suo tempo era stato stabilito dal consiglio dei dodici dèi Anunnaki con l'approvazione di Anu. 

Infatti in quella data, si verificò un ritardo nel passaggio dallEra di Enlil, l'Era del Toro, a quella di Marduk, ossia quella dell'Ariete. Dal punto di vista prettamente matematico, questo orologio zodiacale elencava le ère in questo ordine (tutte date del periodo prima di Cristo): Leone 10860-8640; Cancro 8640-6480; Gemelli 6480-4320; Toro 4320-2160; Ariete 2160-0; poi i Pesci da 0 a 2160.

Secondo Beroso, le tre ère zodiacali erano momenti di svolta epocali negli affari di uomini e dèi - un'affermazione, questa, che trovava conferma nella storia, nonché nel fatto che vennero riportate alla luce tavolette ,matematiche sumere che elencavano i multipli di 12.960 (2.160 X 6), come frazioni del numero 12.960.000 (2.160 X 6.000).
®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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