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giovedì 25 febbraio 2016

Montagne Sacre

 

I MONTI SACRI DELL'ANTICHITÀ

In questa breve esposizione parlerò dei "Monti Sacri dell'Antichità", spesso dimenticati dalle narrazioni storiche ma, di vitale importanza nell'ambito delle ricerche archeologiche legate al nostro passato antropologico e religioso.


Monte del Tempio: monte Moriah

Il monte Moriah ("Monte che indica la via, che addita"), il monte centrale dei tre sui quali sorge Gerusalemme, tra il monte Zophin ("Monte degli osservatori") a nord e il monte ziom ("Monte del segnale") a sud. E' chiamato così perché sulla sua piattaforma venne costruito il Tempio dedicato a Yahweh. Circondata da un muro, la piattaforma rialzata contiene la sacra Even Sharit ("Pietra della fondazione") dove sia la tradizione, sia gli studi archeologici, indicano che si trova il Sancta Sanctorum del Tempio (ora inglobato nel Duomo della Roccia, è diventato un tempio mussulmano.

A ovest, l'antica piattaforma è supportata dal Muro Occidentale, contemporaneo al Tempio, le cui fondamenta poggiano direttamente sul substrato roccioso. Rovine che risalgono all'epoca di Gesù di Nazareth indicano che l'accesso del pubblico al Tempio avveniva attraverso una scala cerimoniale, nonché attraverso le porte del muro meridionale.

Il Monte Moriah ("Monte che indica la via") è il monte centrale dei tre monti di Gerusalemme, dove venne costruito il Tempio e dove era ubicato il Centro di controllo missione postdiluviano degli Anunnaki.


Monte Olimpo 

Il Monte Olimpo, che secondo le leggende dell'antica Grecia era la dimora dei "dodici" dèi, dèi che a capo dei quali era Zeus.

"Il Monte Olimpo si trova nel Nord della Grecia: altissimo e inaccessibile, sempre avvolto dalle nuvole, fu ritenuto la dimora degli dèi, che per questo motivo furono chiamati anche olimpici. E il termine olimpico, sta a indicare le vite beate delle divinità, è ancora oggi sinonimo di imperturbabile calma" 


Monte Sinai 

Il Monte Sinai, è il monte sul quale il Libro dell'Esodo, atterrò Yahweh a bordo del suo Kavod difronte al popolo israelita, e dove Mosè ricevette le tavolette con i Dieci Comandamenti. I monaci del monastero di Santa Caterina, nella parte meridionale montuosa del Sinai, chiamano "Monte di Mosè" un monte che si trova lì accanto e lo identificano come il biblico monte Sinai.

Questa identificazione presuppone che l'Esodo abbia seguito quella che gli studiosi chiamano una "Via meridionale". Per ragioni addotte in alcuni libri, l'approcio è che si tratti di una "Via centrale", in base alla quale il vero monte Sinai si troverebbe più a nord, nella zona pianeggiante della penisola.

Il monte si presume possa essere legato alle strutture postdiluviane degli Anunnaki, il "monte Masu" è lo stesso monte dove Gilgamesh si recò per essere trasportato in cielo.


 Monte Zaphon

Il monte Zaphon, viene indicato in ebraico come il "monte del Nord" - nome biblico di un picco nella regione settentrionale di Cannan; il nome poteva anche significare in ebraico "Monte del segreto nascosto". Poiché la narrazione epica cananea di Kerer descrive il monte come "il monte di Ba'al" e il suo "recinto sacro (...) recinto dell'ampia misura", con i suoi trilithon da oltre 1200 tl. Nella zona di Ba'albek in Libano.


 Monti Tauro 

I monti del tauro si trovano nella catena montuosa in Asia Minore (odierna turchia) che corre in direzione est-ovest lungo una buona parte della regione meridionale del paese, con vette che raggiungono i 3.048-3.657 metri; da questi monti nascono i fiumi Tigri, Eufrate e i loro affluenti.

Gli Ittiti e altri popoli dell'Anatolia vi estraevano l'argento e, in seguito lo stagno; l'ipotesi è che dopo il Diluvio il dio Teshub/Adad portò con sé esperti minatori dall'Anatolia per estrarre oro e stagno nella regione del lago Titicaca in Sud America.


 Monti Zagros

I monti Zagros sono una catena montuosa che forma il confine orientale della pianura mesopotamica e che segna l'inizio dell'altopiano montuoso dove si trova il regno di Elam, diventato poi la Persia/Iran.

Elam è l'antico regno nelle terre montuose a sud-est di Sumer; citato la prima volta nella Bibbia come la Terra di Elam, figlio di Sem; la sua capitale era Susa, era la Shushan dei tempi persiani citata nella Bibbia.

Estensione della civiltà sumera, Enlil la assegnò a suo figlio Ninurta (che gli Elamiti chiamavano In-shushinak, "Signore di Shushin"). Gli Elamiti erano un popolo guerriero e ottimi produttori di armi in metallo, fornivano truppe per diverse campagne militari, come la "Guerra dei re", descritta nel capitolo 14 della Genesi.  

giovedì 28 luglio 2011

"fine dei giorni"


(H Ahrit Hayamim): nome biblico, utilizzato per la prima volta nell'oracolo di Giacobbe per indicare il futuro più remoto, ma usato sopratutto dai profeti per descrivere un distante Futuro Messianico, quando il Male sarà scomparso dalla Terra e regneranno pace e giustizia - ma non senza aver vissuto prima un cataclisma terribile, un'apocalisse; ci sarà poi un Nuovo Inizio e tutte le nazioni si recheranno a Gerusalemme per venerare Yahwhe.

Secondo il profeta Geremia, Yahwhe aveva programmato quella fine sin dall'inizio dei tempi; il profeta Isaia considerava "l'inchinarsi" e il "prostrarsi" di fronte a Marduk e Nabu (suo figlio) come passi essenziali per riavvicinarsi al "Regno di Dio"; e il profeta Osea affermava che "il Regno di Dio" tornerà alla "Fine dei Giorni" attraverso la "Casa di Davide", a Gerusalemme, sul Monte del Tempio.

I profeti della Bibbia affermavano anche quel che stava per accadere era stato programmato da Dio: "Io dal principio annunzio la fine e, molto prima, quanto non è stato ancora compiuto" diceva Dio a Isaia (46, 10).

ZS (Zecharia Sitchin)ha sottolineato che "la Fine dei giorni" e "il Giorno del Signore", profetizzati e in genere considerati dagli studiosi come la stessa serie di eventi, sono invece avvenimenti completamente diversi: il Giorno del Signore era il ritorno anticipato di Nibiru, che si verificò nell'arco temporale della Bibbia, mentre il tempo della Fine dei giorni messianica non è stato rivelato nemmeno nel libro di Daniele della Bibbia ebraica, e continua a restare avvolto nel mistero.

Ne il giorno dèi , ZS, prendendo in esame diverse predizioni antiche e moderne, è giunto alla conclusione che l'espressione "tempo tempi e la metà di un tempo" che un angeli disse a Daniele fa  riferimento a un tempo zodiacale.

Precessione Terrestre

Ere zodiacali:
è nata a Sumer l'osservazione della levata eliaca nel giorno dell'Equinozio di primavera, per determinare (quando si può ancora osservare il cielo stellato) quale costellazione zodiacale si vede sullo sfondo, Finché alla levata eliaca si vede la costellazione del Toro (come ai tempi del calendario sumero) si dice che ci si trova "nell'Era del Toro"; quando lo sfondo comincia spostarsi nella costellazione dell'Ariete, si dice allora che è iniziata "l'Era dell'Ariete", ecc.

Mentre matematicamente un'Era Zodiacale dura 2.160 anni (72 X 30 = 2.160, se si effettuano delle osservazioni , si noterà che le "ère" hanno lunghezza diversa, perché le costellazioni occupano segmenti diversi del cielo. E nel XXI° secolo a.C. proprio quella differenza rappresentò un enorme problema nei conflitti con Marduk per il turno di regnare sulla Terra che a suo tempo era stato stabilito dal consiglio dei dodici dèi Anunnaki con l'approvazione di Anu. 

Infatti in quella data, si verificò un ritardo nel passaggio dallEra di Enlil, l'Era del Toro, a quella di Marduk, ossia quella dell'Ariete. Dal punto di vista prettamente matematico, questo orologio zodiacale elencava le ère in questo ordine (tutte date del periodo prima di Cristo): Leone 10860-8640; Cancro 8640-6480; Gemelli 6480-4320; Toro 4320-2160; Ariete 2160-0; poi i Pesci da 0 a 2160.

Secondo Beroso, le tre ère zodiacali erano momenti di svolta epocali negli affari di uomini e dèi - un'affermazione, questa, che trovava conferma nella storia, nonché nel fatto che vennero riportate alla luce tavolette ,matematiche sumere che elencavano i multipli di 12.960 (2.160 X 6), come frazioni del numero 12.960.000 (2.160 X 6.000).
®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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