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mercoledì 6 maggio 2026

Adamo un uomo senza infanzia

 L'infanzia di Adamo

di Giorgio Agamben 13 Aprile 2026 dal Sito Web QuodLibet

Non si comprende la concezione che la nostra cultura si fa dell'essere umano se non si ricorda che alla sua base sta un uomo senza infanzia:

Adamo...

Secondo la narrazione della Genesi, l'uomo che il Signore crea e pone nel giardino di Eden è un adulto, a cui Egli parla e dà dei comandi e per il quale crea una compagna perché non sia solo.

E soltanto un adulto, e non certo un infante, poteva dare un nome a tutti gli animali del giardino...

Non stupisce che un essere senza infanzia non possa rimanere innocente e sia fatalmente destinato alla colpa e al peccato.

Forse il pessimismo che condanna l'Occidente cristiano a rimandare sempre al futuro felicità e compimento proviene da questa singolare carenza, che fa di Adamo un essere costitutivamente privo d'infanzia.

Ed è forse per questa mancanza più originale di ogni peccato che, da una parte, l'infanzia è per ciascuno di noi il luogo della nostalgia dell'impossibile felicità e, dall'altra, nell'organizzazione sociale, una condizione difettiva, che bisogna ad ogni costo disciplinare e ammaestrare.

E se la psicanalisi vede nel bambino il soggetto nascosto di ogni nevrosi, ciò è forse proprio perché da qualche parte agisce in noi il paradigma adamitico di un uomo senza infanzia.

Ciò significa che la guarigione della malattia dell'Occidente - cioè di una cultura adulta che, reprimendo l'infanzia, finisce per condannarsi alla puerilità - sarà possibile solo se saremo capaci di restituire a Adamo la sua infanzia...

FONTE 

®wld

lunedì 23 novembre 2020

Infanzia: diritti celebrati, diritti negati - Un mondo rovesciato

blue red and white plastic toy  

Viviamo un mondo rovesciato, che schiaccia il presente sui fardelli del passato, negandosi una qualsiasi apertura di senso verso un futuro possibile. Come quello di questo strano secondo lockdown, che a tutti ha concesso aperture e flessibilità, tranne a loro: ai nostri bambini e adolescenti, di cui celebriamo ipocritamente le “Giornate” e i “diritti”, clamorosamente negati. E se ripartissimo dal "diritto alla filosofia"?

Da anni ormai, la Giornata Mondiale della Filosofia (istituita dall’UNESCO nel 2002) si accompagna nel nostro calendario alla Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E sono ormai 4 anni che noi di Amica Sofia celebriamo queste Giornate in molti modi e in molti luoghi, riconoscendoci profondamente in esse e ancor di più nella loro straordinaria vicinanza, che non è certamente un caso. Quest’anno, lo facciamo con una staffetta di pensiero nelle aule virtuali delle nostre scuole purtroppo chiuse, che andrà avanti fino al prossimo giovedì 26: tutti possono liberamente partecipare.

Se provassimo infatti a rileggere e interpretare in un’unica chiave i Diritti proclamati nella carta dell’ONU per l’Infanzia e l’Adolescenza, sarebbe facile trovare questa chiave in una sola parola, non detta, ma da noi osata: il “Diritto alla Filosofia”.

Oggetto di uno straordinario convegno internazionale tenutosi anni fa a Venezia e di un altrettanto straordinario forum seguito per noi e per il Sole 24 Ore da Dorella Cianci, in cui ebbero ad esprimersi tra gli altri Remo Bodei e Umberto Eco, diritto alla filosofia è una felice provocazione lanciata dal nostro fondatore Livio Rossetti.

Significa diritto al pensiero libero, non al pensiero “critico” di cui si discute nel mondo degli adulti. No, la filosofia dei bambini, quella alla quale i bambini e i ragazzi hanno diritto, è fatta piuttosto della materia soffice e colorata dell’immaginazione. È pensiero “visuale”, divergente: pensiero che apre mondi possibili, infiniti, per noi troppo distanti e inimmaginabili, forse perduti.

Eppure, i bambini, i ragazzi, avrebbero diritto a questa “filosofia” precisamente per questo motivo: perché il mondo che verrà non è e non può essere più il nostro, ed è loro diritto immaginarlo, pensarlo e costruirlo, al di là dei confini consunti e stanchi delle nostre paure e delle nostre “criticità”.

Ripensando in maniera libera e incondizionata il loro stesso modo di stare al mondo, provando magari ad immaginare insieme a noi una società più degna di essere definita “civile”: dove nelle emergenze si mettano in primo piano i loro diritti, a partire dalla scuola, prima di affannarsi a “ristorare” le imprese e i commerci.

L’altra sera, in TV, il direttore De Bortoli, con la sua consueta e ammirevole pacatezza e precisione, faceva notare una cosa molto semplice: ci siamo accorti che in Italia si parla di “Recovery Fund” senza mai chiamare questo programma di rilancio economico dell’Europa con il suo vero nome? E sì, perché il suo nome è questo: “Next Generation EU”.

E anche qui, siamo ancora noi adulti a programmare quello che dovrebbe essere il loro futuro. E come? Accumulando alle loro spalle debiti e crisi, delle quali siamo incapaci assumerci il peso. Si parla di Recovery Fund, e intanto pensiamo ad allargare quel debito che non saremo certo noi a pagare.

Un mondo rovesciato, che schiaccia il presente sui fardelli del passato, negandosi una qualsiasi apertura di senso verso un futuro possibile. Come quello di questo strano secondo lockdown, che a tutti ha concesso aperture e flessibilità, tranne a loro: ai nostri bambini e adolescenti, di cui celebriamo ipocritamente le “Giornate” e i “diritti”, clamorosamente negati.

*Massimo Iiritano, Presidente Amica Sofia

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Fonte: http://www.vita.it/it/article/2020/11/23/infanzia-diritti-celebrati-diritti-negati/157461/

 
Letture consiogliate:
 
 
 

®wld

sabato 23 maggio 2020

Lettera di un maestro alle istituzioni scolastiche


IL DELIRIO DELLA SCUOLA

SOSTEGNO ALL'INFORMAZIONE LATITANTE

“MI RIFIUTERÒ DI TENERE mio FIGLIO DAVANTI AD UN PC A FINGERE D'IMPARARE!! 

PIUTTOSTO LO MANDO A PRENDERSI CURA DI GALLINE, GATTI, CANI E ORTI IN QUELLE ORE, ALMENO IMPARERÀ L'EMPATIA E STUDIERÀ SCIENZE!! 
E PER L'INFANZIA .... NEACHE UN ACCENNO....

STATE ATTENTI, STATE GIOCANDO CON IL FUOCO....
Avete avuto tre mesi per organizzare la fase tre per la scuola e questo e' il progetto che avete avuto per i nostri figli. ?         
                  
Sappiate che questa volta non accetteremo come nella fase due passivamente tutto quello che avete deciso sul loro futuro .....ora basta

La proposta per la riapertura delle scuole sarebbe l'alternanza didattica in presenza/anti-didattica a distanza. Una sorta di classe mista: metà in presenza e metà connessa da remoto. Questa è la straordinaria soluzione a cui ministero, esperti, comitati sono infine giunti: tenere cinque ore metà classe davanti al pc. 

Una domanda semplice semplice che magari sarà sfuggita a queste menti illuminate: ma chi sarà accanto a questi bambini durante le cinque ore in cui saranno connessi da casa? I genitori? Non credo, perché che lavorino smart o non smart, devono appunto lavorare. I nonni? La famosa categoria fragile che fino a ieri abbiamo cercato di proteggere non esponendola a rischi inutili? I nonni anch'essi smart? E chi i nonni non ce li ha? La vicina di casa? La baby-sitter? Un'altra domanda semplice semplice che magari sarà sfuggita: esattamente come farà il docente a fare lezione usando due didattiche completamente diverse, una vera in presenza e una non-didattica a distanza? Ma qualcuna di queste menti illuminate ha messo mai piede in una scuola primaria? Ha mai fatto lezione davanti e in mezzo a dei bambini che devono imparare tutto da zero, anche come tenere in mano correttamente una matita? Ha mai contato il numero di volte che un bambino chiede spiegazioni o conferme al proprio lavoro? Ha mai toccato con mano l'importanza di uno sguardo al momento giusto, di un sorriso, di un silenzio ? 

Questo miracolo accade solo in presenza. In questo modo non farà più lezione nessuno: né quelli che saranno presenti, né tantomeno gli alunni stessi messi a pascolare davanti al pc e privati del contatto diretto con l'insegnante e delle interazioni tra pari. 

Un'ultima domanda semplice semplice: ma avete idea di quale sia il range di attenzione di un bambino così piccolo? Ma davvero credete che un bambino possa mantenere la propria concentrazione, la propria curiosità, la propria motivazione tenuto davanti a un pc per cinque ore, vedendo allo stesso tempo i compagni dall'altra parte dello schermo interagire? Avete idea del livello di frustrazione che vivranno queste creature? Come si fanno esattamente attività laboratoriali a distanza, dato che la vera didattica in una scuola primaria deve essere laboratoriale? Come la guido la mano di un bambino di prima elementare sul quaderno se il bambino è oltre lo schermo di un pc? Nel momento in cui decidete di farci rientrare a scuola ci state automaticamente dicendo che le condizioni igienico-sanitarie lo consentono;  le condizioni logistiche, al contrario, non consentono il rientro di tutti. 

Per i soliti motivi storici: le classi sono troppo numerose, il personale troppo poco, le scuole troppo vecchie e anguste. Bene, avete quattro mesi, quattro dannati mesi, per trovare spazi da riconvertire in scuole e implementare un sistema di trasporti adeguato. 

Quattro mesi! E l'unica soluzione a cui sapete pensare è fare scuola a metà? Ma non vi vergognate? A scaricare il peso della vostra totale incapacità tutto e sempre sulle spalle delle famiglie, dei docenti e dei bambini?Questo è il colpo definitivo e mortale, perché chi finora ha salvato la scuola, e cioè i docenti e famiglie , saranno  travolti dal peso di questa didattica  zoppa, massacrante, ingorgata, finta e controproducente. 

Non serve un computer per far illuminare gli occhi di un bambino, non serve  la LIM, non serve il coding, non serve il POF, il PTOF, il RAV, serve soltanto quel bambino, quella piccola anima desiderosa di aprirsi al mondo, una stanza e  un insegnante tutto per loro.
(Da Pietro De Angelis - docente)”

giovedì 14 novembre 2019

Seggiolini anti-abbandono: Due punti importanti e forse poco discussi

 

Ricevo da AnnaDoss e pubblico

Una legge è parecchio discutibile  

Perché la legge sui seggiolini anti-abbandono è una follia. La petizione che vuole fermarla

Dopo le tante polemiche sulla legge che obbliga a dotarsi di seggiolini anti-abbandono, approvata con mesi di ritardo ma immediatamente resa attiva, adesso arriva anche una petizione che chiede addirittura di abolirla! Ecco perché…

Da ieri è attiva una petizione indirizzata al Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “la follia della legge – stop antiabbandono” che chiede l’abrogazione della legge “anti-abbandono“ (Legge 117 del 2018, articolo 172 del nuovo codice della strada).

Due punti importanti e forse poco discussi della questione vengono messi in luce da questa petizione. Si tratta del fatto che l’incidenza delle morti per dimenticanza in auto è davvero molto bassa ma anche che non si conoscono gli effetti di questi dispositivi elettromagnetici sui bambini (c’è da considerare che sono posti a distanza ravvicinata e, nel caso di lunghi viaggi in auto, si parla di un’esposizione prolungata).

Si parte ovviamente dalla premessa che nessun bambino dovrebbe morire 
in auto, tanto meno per una disattenzione dei genitori ma, come si legge:
“pensare che un’intera generazione di bambini, debba fare affidamento  sulla efficienza di sensori elettromagnetici senza conoscerne le possibili conseguenze negative sulla salute è da irresponsabili!”
Si passa poi ai dati, la legge è stata fatta per salvare la vita ai bambini dimenticati in auto. Giusto, ma quanto è frequente questa drammatica eventualità? Si parla di 8 bambini nell’arco di 20 anni (dal 1998 al 2018)! Ci si chiede dunque se la legge sia fatta davvero per tutelare la loro vita oppure per fini meramente economici.

Vi è poi, come già preannunciato, il possibile impatto sulla salute di questi dispositivi. Che conseguenze hanno Bluetooth, Wi-Fi e altre radiazioni su neonati e bambini che vi vengono quotidianamente esposti? Come ricorda la petizione, numerosi report scientifici cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’inquinamento elettromagnetico, suggerendo di evitare l’esposizione soprattutto nel caso di donne incinte e bambini.

Seggiolini e dispositivi anti-abbandono, invece, costringono ad un contatto diretto tra il bambino e le onde elettromagnetiche. I rischi di un’esposizione continuata potrebbero essere addirittura infertilità e tumori al basso ventre, problemi che già si riscontrano più frequentemente che in passato. Ovviamente non ci sono studi che possano confermare la pericolosità di tali dispositivi ma, nell’eventualità, chi ha lanciato la petizione ci fa riflettere sul fatto che forse sarebbe meglio non rischiare proprio sulla salute dei più piccoli.

Ultimo punto, ma non per importanza, è il fatto che questa legge, purtroppo, non affronta il problema alla radice ossia la fatica dei genitori alle prese con lavoro, gestione della famiglia e quant’altro, sempre più stressati, con pochi aiuti e di conseguenza a maggior rischio black out anche quando si tratta dei propri figli.
“Purtroppo non è escluso che in futuro dei bambini vengano ancora dimenticati in auto, perché la politica familiare e le precarie circostanze in cui tante famiglie sono costrette a vivere peggioreranno ulteriormente la situazione (vedasi le circostanze che hanno portato a dimenticare i bambini in auto). Questa legge pertanto non risolverà il problema, in quanto le leggi e i sistemi come questi abitueranno le persone a non riflettere più e con il tempo perderanno l’autocontrollo perché si affideranno sempre maggiormente alle tecnologie e non più a se stessi”.
Effettivamente, a guardarla bene, questa legge è parecchio discutibile e probabilmente sarebbe meglio trovare mezzi più efficaci per alleggerire il carico delle famiglie (a vantaggio anche e soprattutto dei bambini), piuttosto che costringere ad acquistare un dispositivo!


giovedì 15 marzo 2018

La natura è meravigliosa! Ma cosa ne abbiamo fatto?

 

Qual è la differenza tra l'immunità ai vaccini e l'immunità naturale 

Che cosa fai quando le leggi della terra ti impongono di vaccinare i tuoi figli e in caso di mancata osservanza non si intende l'assistenza all'infanzia, l'asilo nido e nessun pagamento o rimborso alla famiglia da parte del governo?
  
Allona Lahn è il leader del gruppo della comunità di immunità naturale, che è un gruppo di sostegno per i genitori che non scelgono di vaccinare i loro figli e stanno trovando altri modi di allevare i figli e di uscire dalla scuola. 

Lahn indossa con orgoglio una maglietta che spiega chiaramente il motivo per cui lei è una persona che rispetta i vaccini. Si legge: 
Ho problemi di Auto Immune, anafilassi, eczema e gravi allergie e vuoi che vaccini il mio bambino senza QUALSIASI test genetico o allergologico?! ...
Una rete di famiglie anti-vaccinazione sulla Sunshine Coast del Queensland sta creando i propri servizi sociali, tra cui l'assistenza all'infanzia e la scuola, nel tentativo di contrastare la storica politica No Jab No Play del governo federale, attuata a gennaio.  
Se hai un bambino in età prescolare e ti capita di vivere negli stati australiani del New South Wales o di Victoria e a meno che tuo figlio non sia aggiornato con il programma nazionale di vaccinazione, non possono frequentare servizi di assistenza all'infanzia come la lunga assistenza, scuola materna / scuola prima infanzia, asili nido per la famiglia e assistenza occasionale. Mentre nel soleggiato stato del Queensland la politica No Jab No Play consente all'istruzione e ai servizi di cura della prima infanzia di annullare o rifiutare l'iscrizione di un bambino non vaccinato. Nell'Australia occidentale e meridionale, in Tasmania e nei territori, nessuna politica di vaccinazione del genere si applica ai servizi di assistenza all'infanzia. 

Questo è lo stato delle nostre leggi sulla vaccinazione punitiva in Australia che includono anche la perdita di sussidi familiari / sconti e agevolazioni fiscali per la famiglia per il mancato rispetto del nostro rigido programma di vaccinazione. Non c'è da meravigliarsi se la rete di Allona Lahn è in crescita e attualmente conta 800 membri. 

"Siamo stati costretti ad abbandonare il mainstream", ha detto Lahn a Shorthouse per l'ABC. Ha spiegato di aver creato la rete della comunità per proteggersi e fornire supporto al crescente numero di persone che scelgono di non vaccinare i propri figli e si ritrovano spaventati e isolati. 

"La politica e la repressione mirano a noi, alle nostre convinzioni e discriminano le nostre famiglie, i nostri figli", ha affermato. E così, la rete ha organizzato la propria assistenza all'infanzia e sono in procinto di iniziare la scuola materna. Si sono anche allontanati dai servizi medici tradizionali scegliendo di usare i professionisti della salute dalle più vaste reti anti-vaccinazione.

È un grande nome per la rete: una Natural Immunity Community, un sistema di supporto in cui non è necessario rispettare la vaccinazione forzata perché esistono strutture alternative come la scolarizzazione e l'assistenza che non dipendono dal fatto di essere stati vaccinati e dove gli viene concessa l'opportunità ai bambini di acquisire l'immunità permanente rispetto all'immunità transitoria ottenuta attraverso la vaccinazione. 
Poiché più vaccini vengono rapidamente aggiunti al programma di vaccinazione, è fondamentale comprendere cosa sta accadendo all'immunità naturale.
In Vaccinazione Illusion: Come la vaccinazione compromette la nostra immunità naturale e cosa possiamo fare per recuperare la nostra salute, Tetyana Obukhanych, Ph.D. discute come, 
"La vaccinazione non porta all'immunità permanente". 
Spiega come prima della pratica della vaccinazione,
"I neonati erano protetti da queste malattie dall'immunità materna, mentre gli adulti erano protetti dalla loro immunità per tutta la vita, che avevano acquisito durante l'infanzia. L'uso di vaccini ha cambiato questo." 
Prima che il vaccino contro il morbillo venisse introdotto negli Stati Uniti nel 1963, la maggior parte dei bambini era naturalmente immune dall'infezione all'età di 15 anni. Da allora, la maggior parte dei bambini aveva subito un caso di morbillo e si era ripreso. Poi, quando le femmine sono cresciute e hanno avuto i loro bambini, sono state in grado di trasmettere questa immunità naturale attraverso la placenta e il latte materno. Questa protezione materna dura 6 mesi, ma viene prolungata con l'allattamento al seno riducendo così la mortalità associata ai bambini molto piccoli che ricevono l'infezione da morbillo. 

La natura è meravigliosa! Ma cosa ne abbiamo fatto? 
 
Ora che le madri vengono vaccinate con il vaccino MMR (morbillo, parotite e rosolia), non trasmettono più questa preziosa immunità naturale e protezione ai loro bambini. Questo non si applica solo al morbillo, ma ad altre infezioni dell'infanzia come la parotite e la varicella. Prendi il caso della varicella, una lieve infezione. Prima che ai bambini venisse somministrato abitualmente il vaccino contro la varicella, l'immunità tra gli adulti veniva regolarmente rinforzata dai giovani intorno a loro che avevano la malattia naturale. In questo modo, le persone anziane, spesso suscettibili al fuoco di Sant'Antonio, erano protette dalla malattia dolorosa e debilitante. L'immunità acquisita naturalmente sta scomparendo ora che i bambini vengono vaccinati per queste lievi infezioni infantili e per tutto il resto, anche contro l'influenza.

Questo è tragico! 

"La vaccinazione di massa mina l'immunità materna." 
Come possiamo non vederlo come una tragedia? La situazione è davvero grave e non giova a nessuno, ma a coloro che traggono profitto dall'industria dei vaccini. La vaccinazione è in circolazione solo da oltre 200 anni. È tempo di ammettere l'errore che è.

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martedì 4 ottobre 2016

La sussunzione dell'individuo attraverso la scuola e il denaro


Scuola: serva del sistema e dei potenti

Posted by Federica 


Scuola: Iniziamo con la dichiarazione dell’attore Matt Damon che nel 2015 dichiaro’: “Le scuole pubbliche si stanno convertendo velocemente in centri di indottrinamento”. 


Nel video che segue viene spiegato come funzionano le istituzioni scolastiche e di come queste ci programmino fin dall’infanzia.

La scuola è al servizio del sistema; il suo unico scopo è renderci schiavi mansueti ed obbedienti, privandoci di quella libertà che ci spetta per diritto.



Nota mia:
Interessanti gli ultimi cinque minuti da: 10:54 a 16:00

  
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Il cartone animato più censurato dal web!

Posted by Federica  

Come mai un cartone animato continua ad essere censurato da internet?

Ecco il cartone che spiega in modo chiaro la storia che ci ha portato ad essere schiavi delle banche e di tutto quello che c’è dietro.

Siamo ancora sicuri di vivere in un paese libero?



http://www.libertadiparola.com/cartoni-animati-censura-web/

martedì 11 agosto 2015

Chi mangi oggi?

 

Sentenza storica: asilo espelle bambino perché vegano, il TAR lo riammette 

Marcello Pamio - 4 agosto 2015


Tutto è iniziato a febbraio. I protagonisti: un bambino vegano e una mamma consapevole!

Ma andiamo per ordine.
Gli anni passano velocemente per tutti, anche per una mamma di Merano che deve iniziare lo “svezzamento sociale” per suo figlio: il piccolo cioè deve iniziare ad andare all’asilo.

La premessa importante è che questa mamma segue per motivazioni personali un regime alimentare sano ed etico che non crea alcuna sofferenza, basato esclusivamente su vegetali. 

Sempre più persone in Italia e nel mondo stanno abbracciando stili di vita similari.


Tenendo conto di questo, la donna fa legittimamente richiesta all’asilo di sostituire la sbobba innaturale che normalmente viene rifilata ai poveri cuccioli d’uomo (che non possono lamentarsi) magari preparata da qualche società di catering, con pasti sani di origine vegetale.

Il Comune di Merano a questa incredibile e inaccettabile richiesta, non solo nega tale sacrosanto diritto, ma addirittura allontana il figlio dall’asilo!

La mamma avrebbe dovuto produrre certificati medici (che detto tra noi si possono ottenere senza tanta difficoltà da qualche dottore amico e/o compiacente) ed eseguire analisi cliniche al bambino che ne comprovassero il buono stato di salute.

Della serie “O mi dai un buon motivo per cui il bambino è vegano e mi dimostri che sano come un pesce, oppure te lo tieni a casa tua e non ci rompi le scatole!”. Come mai non usano lo stesso metro di giudizio anche con gli altri bambini, magari tutti belli vaccinati e immunodepressi, facendo fare gli esami a tutti?

Stranamente in questo caso il Comune di Merano si è dimenticato di chiedere pure un test genetico al bambino “vegano” per verificarne anche la predisposizione a malattie future, magari all’autismo o a quelle comportamentali come l’ADHD…


Esattamente come una volta quando i bambini cattivi venivano segregati dietro la lavagna, gli esperti assessori del Comune di Merano buttano fuori un bimbo, la cui unica colpa è quella che i genitori si alimentano in maniera corretta.

La linea del Comune non ha dubbi: la dieta vegana sarebbe pericolosa per un minore, specie in età prescolare, per il quale non varrebbero le direttive ministeriali (Linee guida della ristorazione scolastica) in quanto rivolte alla scuola e non all’asilo nido. Lavarsi le mani e scaricare i barili è il comun denominatore della politica.

Linea però questa assai ridicola che dimostra la totale ignoranza degli addetti ai lavori comunali, ignoranza purtroppo condivisa anche in altri ambiti medici. Basta però citare la posizione ufficiale dell’associazione americana e canadese dei dietisti (A.D.A., American Dietetic Association (1) per fugare ogni dubbio: “Le diete vegetariane correttamente pianificate, compreso il regime vegano, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Tali diete se ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, e per gli atleti”.


Secondo la massima autorità mondiale in ambito nutrizionale, un regime vegano se ben fatto (e qui viene il punto cruciale), si può applicare in tutti gli ambiti dello sviluppo umano, perfino in gravidanza!

Queste conoscenze sono lontane anni luce dalle sale comunali dell’Alto Adige.

A questo punto la donna impugna tale assurda quanto incivile decisione e va spedita al TAR.

La madre, oltre a dimostrare in sede di giudizio la superiorità dell’alimentazione vegetale rispetto a quella “onnivora” (cosa questa estremamente facile visto che gli studi e le informazioni scientifiche oggigiorno sono copiose), ha sottolineato che la decisione della dirigenza scolastica va contro norme costituzionali e direttive ministeriali, imponendo un onere iniquo (la produzione dei certificati medici) e mettendo in atto una discriminazione, l’espulsione del bambino, sproporzionata e illegittima.


Il TAR, Tribunale Amministrativo Regionale, dell’Alto Adige con una sentenza storica accoglie la richiesta della donna e obbliga la dirigenza scolastica a riammettere il bimbo, condannando il Comune di Merano al pagamento delle spese legali.

Secondo il Tribunale infatti “la dieta vegana è migliore di quella ‘onnivora’ e poterla rispettare è un diritto, anche all’asilo nido”. 

Secondo Carlo Prisco, l’avvocato della giovane madre, si tratta di una “pietra miliare” nel riconoscimento del diritto all’alternativa alimentare etica, diritto questo di origine costituzionale.

Il legale prosegue dicendo che “non occorre nessuna certificazione per ottenere il pasto vegano a qualsiasi età, i genitori vegani non possono essere oggetto di discriminazioni, nemmeno mediante l’imposizione di condizioni o adempimenti ulteriori o differenti rispetto a quelli richiesti a tutti gli altri. Questa pronuncia sarà d’aiuto in tutti i casi futuri in cui gli istituti e le pubbliche amministrazioni cercheranno d’impedire ai cittadini di esercitare il proprio diritto a compiere scelte alimentari etiche”.


Finalmente nel Terzo Millennio si inizia a parlare di diritti anche in ambito nutrizionale.

Oggi purtroppo ci si riempie la bocca con i diritti sociali, religiosi, sessuali, ecc., e infatti se una persona decide di essere gay, di cambiare sesso, di affittare o noleggiare un utero, di essere una mamma surrogata, di farsi inseminare a destra o a manca, guai a giudicare, perché si scatenerebbero le potentissime lobbies di categoria e si verrebbe tacciati magari di omofobia, rischiando anche il carcere. Ma quando una mamma consapevole chiede il diritto e il rispetto sacrosanto delle proprie scelte etiche e morali, dimostrate valide dal punto di vista salutistico anche dalla scienza, bisogna chiamare un avvocato e interpellare un Tribunale…
Questa è l’Italia.



[1] http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19562864, NCBI, National Center for Biotechnology Information 

Fonte: http://www.disinformazione.it/ 

http://ningishzidda.altervista.org/ 

®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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