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lunedì 25 maggio 2015

L'oscura trama d’interessi ...

 di Wanderer 14 dicembre 2011 dal Sito Web Erraticario

E’ stato appena ripubblicato il libro "ONU, storia della corruzione" del giornalista e scrittore Eric Frattini, in cui espone i risultati delle sue ricerche sull’oscura trama d’interessi che si nascondono dietro l’organizzazione chiamata a garantire la pace, la sicurezza e lo sviluppo nel mondo, ma che secondo i dati dell’Institute for Global Ethics, citati dall’autore, è uno dei più grandi centri di corruzione del mondo occidentale.

Il problema principale sorge dalla configurazione stessa dell’organizzazione.

Fin dalla sua fondazione, nel 1945, l’ONU ha un Consiglio di Sicurezza con cinque membri permanenti con diritto di veto:

  • Stati Uniti
  • Russia
  • Regno Unito
  • Francia
  • Cina
E’, quindi, facile supporre che possono passare solo quelle soluzioni che non vanno contro gli interessi nazionali dei paesi suddetti.
La Segreteria dell’ONU è formata da alti funzionari eletti dai membri stessi, cioè non sono soggetti a un esame obiettivo della loro professionalità o dei dati personali.

Questo permette che la corruzione sia premiata oltre al fatto che il sistema non sia limpido.

E’ quindi possibile mettersi d’accordo con i delegati nazionali e farli votare contro quello che il loro stesso paese indica loro; è vero che una volta che hanno disobbedito agli organi di governo del loro paese quei delegati sono espulsi dal corpo diplomatico della nazione stessa ma questo modo di comportarsi sarà premiato da parte della Segreteria dell’ONU con un posto di alto funzionario e la loro iscrizione in una delle agenzie che dipendono dalle Nazioni Unite.

A questo proposito è bene ricordare l’articolo dedicato ai sicari economici, in cui si spiegava come si comprano i voti nazionali dell’ONU mediante altri stratagemmi più “utili". 


Il caso è che perfino la costruzione della sede delle Nazioni Unite in New York fa parte di quegli stratagemmi utili.

Per iniziare, il principale appoggio economico è arrivato da un’anima caritatevole, John D. Rockefeller Junior che ha donato 8,5 milioni di dollari dell’epoca (1952) per acquisire i terreni e il disegno dell’edificio, senza dubbio interessato alla creazione di un mondo libero e prospero senza alcun interesse personale …o familiare.

La zona in questione un pezzo di terra dei sobborghi e a quell’epoca disprezzato, Turtle Bay, però in pochi anni si sarebbe trasformato in una delle aree più care del mondo.

Questa rivalutazione rese milionari molti che poco prima di decidere quale fosse la sede definitiva, comprarono azioni della compagnia proprietaria dei terreni.
Neanche a farlo apposta, una gran quantità di questi visionari erano i funzionari dell’Organizzazione.


I casi personali di corruzione formano una lista interminabile nei sessantacinque anni di esistenza della Organizzazione e Frattini apporta abbondanti esempi.
Però, uno dei fatti più eclatanti e sui quali ci s’interroga sul ruolo dell’ONU è un interminabile impegno per garantire la sua neutralità e imparzialità.

Una tale ossessione, all’inizio lodevole, ha fatto sì che il difendere la pace e i diritti umani sia anche condizionata da questo lemma così tra la pace e la guerra, si mantiene neutrale per non “sbagliare".

Questo ha fatto sì che ci siano stati genocidi come quello del Ruanda nel 1994 o quello di Sbrenicka del 1995. 800.000 morti nel primo e 8.000 nel secondo, con i caschi azzurri come testimoni ma senza nessuna possibilità di agire visto che la cosa più importante sembra fosse conservare "l’integrità" delle Nazioni Unite come "arbitro imparziale" dei conflitti.

I casi personali di corruzione formano una lista interminabile nei sessantacinque anni di esistenza della Organizzazione e Frattini apporta abbondanti esempi.
Però, uno dei fatti più eclatanti e sui quali ci s’interroga sul ruolo dell’ONU è un interminabile impegno per garantire la sua neutralità e imparzialità.

Una tale ossessione, all’inizio lodevole, ha fatto sì che il difendere la pace e i diritti umani sia anche condizionata da questo lemma così tra la pace e la guerra, si mantiene neutrale per non “sbagliare".

Questo ha fatto sì che ci siano stati genocidi come quello del Ruanda nel 1994 o quello di Sbrenicka del 1995. 800.000 morti nel primo e 8.000 nel secondo, con i caschi azzurri come testimoni ma senza nessuna possibilità di agire visto che la cosa più importante sembra fosse conservare "l’integrità" delle Nazioni Unite come "arbitro imparziale" dei conflitti.

La cosa cambia quando si tratta di diplomatici iscritti all’Organizzazione.

Allora si mette in moto tutta una macchina burocratica disposta a risolvere il conflitto nel minor tempo possibile. Questo è il caso della lotta avvenuta negli anni ’90 tra il Segretario Generale Butros Ghali e il sindaco della città Rudolph Giuliani per le infrazioni del traffico.

In questi casi l’imparzialità e la neutralità perdono il loro peso.

Frattini lo racconta così: 

Nel settembre del 1996, una lunga fila di macchine lussuose con targhe diplomatiche appartenenti ad alti funzionari dell’ONU sembra fossero parcheggiate vicino a un famoso e centrale ristorante della città. 

Molti dei diplomatici avevano parcheggiato le loro macchine difronte alle uscite delle stazioni dei pompieri. Verso le ventitré, le sirene di emergenza iniziarono a suonare, ma la sorpresa fu immane quando aperte le porte, i camion cisterna non furono in grado di uscire per via delle macchine diplomatiche.

Il comandante della stazione decise di farsi giustizia da solo e salendo su una delle macchine, ordinò di investire ripetutamente ogni macchina che impediva l’uscita dei veicoli dei pompieri.

In pochi minuti i camion dei pompieri uscirono dalla stazione lasciandosi dietro un ammasso di rottami di ferro con il simbolo ONU che risaltava.

La sorpresa fu grande quando al termine della cena i funzionari dell’ONU trovarono le loro macchine distrutte. Quando si resero conto di quanto era successo, molti chiamarono la polizia per presentare denuncia contro i responsabili della stazione dei pompieri.

Quello che poteva essere all’inizio un banale incidente si trasformò in poche ore in un conflitto internazionale che comprendeva la Municipalità della città di New York, la Segreteria Generale delle Nazioni Unite, il Dipartimento di Stato e la Casa Bianca.

E’ chiaro che la morte di quasi un milione di persone non è la stessa cosa. Questo è qualcosa che sanno valutare all’ONU…

 

E cosa succede quando si scopre un caso di corruzione?

Di regola si chiede scusa, ci si assume una certa colpa poiché “non si era a conoscenza" di quanto stava succedendo.

Le persone implicate sono tolte dal loro incarico, però, e c’è sempre un però, sia per incompetenza o per un’attitudine illecita continueranno a percepire le loro pensioni o si nomineranno “consulenti speciali" di qualche agenzia o del proprio segretariato in modo da continuare con le loro nomine e percepire le loro succulenti entrate.

Ci sono casi di parecchi scaricamenti che, non sapendo come fare con il personale ascritto, si continuano a mantenere comitati “temporanei" come il “Comitato di decolonizzazione" creato nel 1961 per riesaminare i processi di nazionalizzazione delle antiche colonie…

A questo aggiungiamo la non operatività delle agenzie. Nell’ACNUR (Alto Comitato per i Rifugiati) per esempio, sono continue le denunce per la deviazione di aiuti e l’esistenza di mercati neri di alimenti e prodotti di prima necessità all’interno degli accampamenti dei rifugiati.

Sono state anche scoperte azioni abituali di pagamenti per facilitare l’esilio dei rifugiati politici (fino a 4000 Euro a persona).

E per quello che riguarda la tanto onorata UNICEF, a suo tempo si è scoperto che delle 100 ONG che collaboravano con l’agenzia incaricata della protezione dei bambini di tutto il mondo, ne esistevano solo 23.

Le donazioni indirizzate alle restanti 77 andavano in mano ai funzionari…


  

E non dimentichiamo della famosa UNSCOM, l’agenzia incaricata dell’ispezione delle installazioni nucleari, chimiche e biologiche che diede il suo OK all’invasione dell’Irak affermando che in quel paese esistevano tali pericoli.

A posteriori, quando si è dovuto riconoscere che non c’erano, la cosa fu così liquidata: "Peccato, ci siamo sbagliati".

Per quanto riguarda le accuse nei confronti dell’UNSCOM per essere stata utilizzata come un burattino manipolato dalla CIA e dal Mossad, cose da cospiratori, naturalmente…

traduzione di Nicoletta Marino Versione originale 

http://www.bibliotecapleyades.net 

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http://ningishzidda.altervista.org/

®wld

domenica 21 dicembre 2014

"SOUTENEZ LA QUADRATURE DU NET"

 
 
La Quadrature du Net rischia di chiudere. 
Ed è grave, per tutti

«L'Internet libero, la possibilità per tutti di esprimersi, costruirsi la propria (o le proprie) identità, poter creare relazioni e agire, la possibilità di fuggire (almeno in parte) alla sorveglianza, la possibilità di promuovere l'economia della condivisione invece di quella autistica... erano solo le manie di qualche geek»

Philippe Aigrain, Presidente de La Quadrature du Net

 
 
La Quadrature du Net (QdN) è la più importante (in termini di peso, battaglie e visibilità) associazione francese che si occupa di difesa delle libertà digitali. Francese perché è nata in Francia, ma europea, perché ha fatto dell'Ue il suo campo di battaglia principale.

La QdN si batte per la Neutralità della Rete, per la condivisione delle conoscenze e dei contenuti, per la trasparenza e l'uso pubblico dei dati, per la riforma del diritto d'autore. Insomma, per un Internet dove possiamo muoverci, comunicare e condividere, dove possiamo (leggi "abbiamo il diritto di") usare un'altra identità (se lo vogliamo), dove possiamo esprimerci.

Il 4 gennaio, tra due settimane, la Quadrature du Net probabilmente chiuderà perché non ci sono i fondi per pagare le spese per il suo sostentamento, ovvero quattro lavoratori a tempo pieno e uno a part-time che consentono di portare avanti il lavoro. Lo racconta uno dei fondatori, e attuale presidente, Philippe Aigrain, in un post piuttosto amaro di venerdì 19 dicembre (dal quale è tratta la citazione in apertura di questo articolo). Se entro il 4 gennaio non si raccolgono almeno 45mila euro (che sono solo una parte del bilancio previsionale del 2015) la QdN chiuderà.

In Italia la conosciamo poco, ma dobbiamo molto alla QdN. 
E se chiuderà sarà un dramma, per tutti.

La QdN è nata nel 2008 contro la nascita dell'Hadopi (sì, anche questa una legge francese, perché spesso i francesi arrivano prima) che permetteva di controllare il download e lo streaming sul Web, rintracciare i "pirati", multarli e arrivare fino a bloccare loro l'accesso alla Rete. Qui è spiegato meglio (post del 2010). 

La QdN ha inventato in quell'occasione un nuovo modo di fare politica: chiede ai cittadini di contattare direttamente i loro deputati, ha messo i materiali sul web in libero accesso, ha aperto le discussioni in Rete, ha creato dei kit di strumenti per informasi e per agire. 

La stessa battaglia è stata usata anche per la mobilitazione contro ACTA, l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement, un accordo commerciale (in gran parte segreto) anti contraffazione che riguardava l'Ue, gli Stati Uniti e tanti altri paesi e che si occupava, tra le altre cose, di protezione della proprietà intellettuale.

Il Parlamento europeo alla fine ha respinto l'ACTA. E questo è dovuto al lavoro (non solo, ma in gran parte) della QdN. 

Oggi la QdN sta facendo un lavoro di comunicazione e pressione contro la TAFTA o il TTIP, un altro accordo di libero scambio transatlantico sul quale molte associazioni si stanno mobilitando. Inoltre stanno lavorando sulla legge anti-terrorismo in Francia, che permette di utilizzare pesanti scorciatoie giuridiche per quanto riguarda il controllo dei cittadini.
 
Poi c'è tutto il lavoro di veglia e monitoraggio: la QdN è un punto di riferimento per i tanti, cittadini, giornalisti e operatori che si interessano di Web, di libertà digitale, di Net Neutrality, per tutti coloro che credono che la Rete debba essere uno spazio libero, democratico, gratuito. 

 
 
Si tratta di questioni essenziali, che toccano le fondamenta delle nostre democrazie, ma che restano, in effetti, questioni da geek, come se non ci rendessimo conto che Internet è l'infrastruttura attraverso la quale agiamo, comunichiamo, lavoriamo, tutti, sempre di più: «Crediamo che sia vitale far capire al grande pubblico quanto queste questioni digitali abbiamo un peso politico che tocca le libertà fondamentali. Tutto questo richiede tanta pedagogia e un lavoro di comunicazione accurato» dice Adrienne Charmet-Alix, che si occupa delle campagne per la QdN. 
Sarebbe molto bello e importante che la QdN non chiudesse, ne abbiamo bisogno e ne sentiremmo la mancanza. 


Si può donare qui.
La QdN su Twitter e su Facebook

Fonte: http://www.agoravox.it/La-Quadrature-du-Net-sta-chiudendo.html

http://ningishzidda.altervista.org/

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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