Visualizzazione post con etichetta €uro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta €uro. Mostra tutti i post

venerdì 11 dicembre 2015

Gli Intoccabili


Di FunnyKing , il 11 dicembre 2015 

Vorrei fare un minimo di chiarezza su una delle tante menzogne che circolano in rete e sui giornali mainstream in questi giorni.
Il così detto “salvataggio” del quattro banchette piddine del centro Italia ha scoperchiato il vaso di pandora, ovvero il fatto che il sistema bancario italiano è fragilissimo, sotto capitalizzato e pieno di crediti inesigibili che spesso sono il frutto di gestioni politicizzate delle banche (attraverso le “mitiche” fondazioni o il voto capitario delle popolari per esempio).
Una delle menzogne che mi fa uscire letteralmente dai gangheri sulla questione riguarda la lamentela pelosa italica riguardo al fatto che “gli altri paesi” (tipo la malvagyiaaaaa Germania) hanno potuto ricapitalizzare le loro banche con soldi pubblici e noi no.
Alcune considerazioni:
  1. Quindi devo supporre che ricapitalizzare con soldi pubblici le banche sia un bene.
  2. “Gli altri paesi”, forse, non avevano il problema di stock di debito dell’Italia e si sono potuti permettere di aumentare di decine di punti il rapporto debito/Pil per salvare le loro banche, e in ogni caso lo hanno fatto scegliendo di ipotecare il futuro dei figli per salvare i loro banchieri.
  3. Mentre “gli altri paesi” (tipo la malvagyaaaa Germania) salvavano le LORO banche con i LORO soldi pubblici, in itaGlia le autorità di controllo a partire da Banca d’Italia ci raccontavano che il sistema bancario italiano era (è il caso di usare il passato) il “più solido del mondo anzi dell’Universo” e che anzi, non dovere salvare le banche è un vanto italiano di fronte ai malvagi tedeschi.
Dunque ora che non si può più fare, per comune decisione politica, ratificata dall’Italia e nello specifico da questo e dai precedenti governi…
MA CHE CAZZO VOGLIAMO? 
Ma se vi chiedeste il perché in Italia non sia mai stata fatta una vera operazione verità e di sistema sul livello di crediti inesigibili e delle conseguenze sul capitale delle banche italiane.
Allora dovete chiedervi chi ha comandato nelle banche italiane e chi vuole ancora comandare nelle banche italiane nonostante una serie di palesi fallimenti che mettono a rischio l’intera economia italiana.
Il problema è sempre lo stesso: difendere lo status quo ovvero mantenere le consorterie politiche e bancarie che decidono a chi fare e a chi NON fare credito.
E i risultati si sono visti.
E attenzione, anche nel caso del “salvataggio” delle 4 merdose banchette piddine del centro italia, il metodo utilizzato ha operato chirurgicamente per espropriare il popolino in possesso delle obbligazioni subordinate senza un corrispettivo in azioni delle Nuove Banchette (merdose) Piddine Salvate.
E operando un salvataggio di:
  • Obbligazionisti ordinari (chi ha queste obbligazioni? vogliamo fare un controllino)
  • Il potere politico di decisione all’interno delle 4 banche. Fate caso che nessuna azione è andata agli unici soggetti che hanno davvero pagato per il dissesto, le 130.000 famiglie con in mano le obbligazioni subordinate. (e piantiamola di insultarle dicendo che si sono prese il 7% o l’8% sono PALLE, pochissimi bond avevano quel rendimento)
Tanto vi dovevo.
Ah ma tranquilli, i vostri soldi sono “nel sistema bancario” più sicuro dell’Universo, che su a Berlino strabuzzano gli occhi per l’invidia, lo dicevano anche agli obbligazionisti delle 4 merdose banchette piddine del centro italia, fino al giorno prima del fallimento. Fonte: http://www.rischiocalcolato.it/ 

************************ 
TrueSpotX: Fantozzi, il Debito e l’Euro

 Video e ricerca dati a cura di Chiara Lyn e Mason Massy James.


LA QUESTIONE DELLA PROPRIETÀ DELLA MONETA 
AL MOMENTO DELLA SUA EMISSIONE

Tratto dal libro “Euroschiavi e i segreti del signoraggio“
di Marco Della Luna e Antonio Miclavez
Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org/


La questione della proprietà della moneta al momento della sua emissione. La Banca Centrale emette denaro per un valore, supponiamo, di mille miliardi di Euro.

Quel valore, quei mille miliardi, di chi sono? A chi appartiene la moneta, il valore del denaro, nel momento in cui viene emessa dalla Banca Centrale?Alla Banca Centrale stessa, che quindi ha diritto di farsela pagare dallo Stato? O allo Stato, al popolo, che quindi non dovrebbe pagare né il denaro né gli interessi alla Banca Centrale quando ha bisogno di denaro?

Si tratta di una questione fondamentale, perché dalla risposta che essa riceve, dipende essenzialmente l’indebitamento dello Stato. 

Il fatto che l’esercizio del potere monetario attraverso la Banca Centrale è uno strumento di potere dei banchieri sullo Stato, trova conferma in come le istituzioni statali sono impegnate a equivocare e a mentire in tutte le sedi, anche parlamentari, per coprire il fatto che la Banca d’Italia cede a caro prezzo denaro che a essa niente costa e a cui non è essa a dare il valore, ossia il potere di acquisto.

Il potere di acquisto, come abbiamo visto, glielo conferisce il mercato, la gente, attraverso la domanda di denaro.

La Banca Centrale non ha “prodotto” il valore del denaro, eppure si comporta come se fosse proprietaria del medesimo denaro, in quanto lo cede allo Stato (e alle banche commerciali) in cambio di titoli di Stato e contro-interessate.


QUESTO FATTO E’ PARADOSSALE

È come se il tipografo, incaricato dagli amministratori della società calcistica organizzatrice di una partita di stampare 30.000 biglietti di ingresso per le partite del campionato, col prezzo di € 20 stampato su ogni biglietto, chiedesse come compenso per il suo lavoro di stampa € 600.000, in base al fatto che i biglietti che ha prodotto “valgono” € 20 cadauno.

È vero che essi “valgono” € 20 cadauno, ma che essi abbiano un valore non dipende dal tipografo, bensì dall’associazione sportiva che ha formato la squadra, procurato il campo da gioco e organizzato la partita, sostenendo i relativi costi e producendo la domanda di quei biglietti, senza la quali questi niente varrebbero.

Gli amministratori della società sportiva lo sanno bene, ma il tipografo in parte li ricatta e in parte li lusinga perché promette loro che, se gli pagheranno l’ingiusto compenso richiesto, egli darà loro un lauto regalo e i fondi per farsi rieleggere alle prossime elezioni del consiglio di amministrazione.
Altrimenti, finanzierà altri candidati e una campagna di stampa contro i consiglieri onesti.

Il potere bancario si comporta come quel tipografo, e i governanti si comportano come i consiglieri ricattati e lusingati dell’associazione sportiva, riconoscendo alla Banca Centrale la proprietà o titolarità del valore del denaro che emette, stampato o scritturale che sia, e in cambio di esso indebitano ingiustamente e illogicamente proprio il popolo, che è il soggetto che, col suo lavoro e con la sua domanda, ossia col mercato, conferisce valore al denaro.

Per questa ragione, oltre che in base al principio costituzionale della sovranità popolare, al momento in cui viene emesso, il denaro, il suo valore, dovrebbe logicamente essere ed essere trattato come proprietà del popolo e, per esso, dello Stato.

Assolutamente lo Stato non dovrebbe indebitare se stesso e il popolo verso una Banca Centrale, pubblica o privata che sia, per ottenere denaro.
AL CONTRARIO
Ciò è proprio quanto succede incessantemente.

Ma vi è di peggio: la Banca Centrale , cioè i suoi azionisti, oltre ad appropriarsi, a danno dello Stato, del valore del denaro che essa emette, nei suoi propri conti segna questo valore non all’attivo ma al passivo, simulando un debito ed evitando, così, di pagare le tasse su quello che è un puro incremento di capitale e che, come tale, dovrebbe essere interamente tassato.

L’ovvio ragionamento che abbiamo testé svolto è stato già sottoposto al Parlamento, attraverso interrogazioni parlamentari, nel 1994 e nel 1995.
Entrambe le risposte elusero il problema, affermando che la Banca Centrale (allora, cioè, la Banca d’Italia) non sarebbe proprietaria dei valori monetari, ossia del valore del denaro emesso, perché il denaro emesso costituirebbe sempre un passivo, un debito; e che, perciò, giustamente la Banca d’Italia lo iscriveva come posta passiva nel proprio bilancio.

Come i membri competenti dei due governi interessati non potevano ignorare, queste risposte sono del tutto contrarie alla verità.

Innanzitutto, la risposta fornita è contraddetta dal comportamento dei governi medesimi – di tutti i governi. Infatti, se i governi fossero coerenti con l’affermazione che il denaro, il valore monetario, non appartiene alla Banca emittente, perché lo Stato continua a dare qualcosa (i titoli del debito pubblico) in cambio di Lire o Euro?

E se il denaro emesso costituisse una passività, un debito, perché mai lo Stato dovrebbe comperarlo pagandolo con titoli del debito pubblico, che costituiscono un credito per chi li riceve?

Si è mai visto che qualcuno paghi un altro per farsi cedere un debito?
Ma le risposte del governo sono anche false giuridicamente, perché il denaro non è affatto un debito per la Banca che lo emette.

Se fosse un debito, dovrebbe poter essere incassato dal portatore presso la Banca medesima, mediante conversione in oro, e il portatore della banconota aveva il diritto di farsela cambiare in oro dalla Banca Centrale che l’aveva emessa, come avveniva una volta, fino al 1929 circa, quando il denaro era convertibile in oro.

Anche in tempi successivi al 1929, molte banconote portavano la scritta “Pagabile a vista al portatore”.
MA PAGABILE IN CHE COSA DATO CHE ESSE NON ERANO CONVERTIBILI IN ORO?

In realtà, quei biglietti non erano pagabili in alcun modo e quella scritta era una menzogna per ingannare il pubblico e fargli credere che i biglietti di banca fossero convertibili in qualcosa avente valore proprio o che la banca si fosse indebitata per emetterli, il che è falso (mentre era vero in un ormai lontano passato).

Del resto, è naturale che nessun governo potrebbe permettersi di dare risposte veridiche a simili questioni, perché ammetterebbe che la sua vera funzione è defraudare i cittadini e gli elettori per arricchire un’élite finanziaria che detiene il vero potere.

Ma quanto sopra costituisce solo la punta dell’iceberg.
Perché il grosso, circa l’85%, del denaro esistente e circolante al mondo, non è denaro vero, emesso da Banche Centrali, ma denaro creditizio, ossia aperture di credito e disponibilità di spesa create dal nulla dalle banche commerciali, le quali, attraverso questa creazione continua di nuovo denaro creditizio, si impossessano di quote crescenti del potere d’acquisto complessivo della popolazione mondiale.

Di ciò si parlerà più diffusamente in seguito in tema di signoraggio secondario o creditizio.
CARO CITTADINO EUROPEO SAPEVI CHE ?
– Il debito pubblico è fasullo e le tasse che paghi a causa di esso sono illegali e incostituzionali.
– Banca d’Italia S. p. A, autorizzata a creare in modo autonomo denaro dal nulla senza garanzie auree o di altro tipo, è dal 1948 di proprietà privata.
– I suoi azionisti (detti ‘partecipanti’) sono le altre banche e assicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini, nasce nei loro confronti.
– La Banca d’Italia (analogamente alla Banca Centrale Europea) usa un artificio contabile più o meno espressamente legalizzato per camuffare i propri utili, non pagare le tasse su essi dovuti e per non darli allo Stato, come dovrebbe per statuto.
– La Banca d’Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza delle altre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, le quali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questi dovrebbero sorvegliare chi li nomina – cosa del tutto improbabile.
– Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso, quindi finiscono in tasca ai proprietari privati della Banca d’Italia e della Banca Centrale Europea, e non per spese di interesse collettivo.
– Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere – e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
– L’organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale: in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è simile a quella italiana.
– Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene dal parlare (come pure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodotto nel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematico trasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelle dei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzioni democratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
– Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale, sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci..
– Il Trattato di Maastricht, l’Euro, la Banca Centrale Europea, sono strumenti di completamento di questo trasferimento.
– La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e le privatizzazioni sono p.i.l.otati da loro attraverso governi a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
– La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta: restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell’emissione del denaro, in modo che non si debba più indebitare.
– Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lo stato e la Pubblica Amministrazione , economia fiorente; potere politico democratico anziché in mano alle banche.
– Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.
– E’ anche stata proposta una soluzione parziale: la moneta complementare, sull’esempio di migliaia di realtà nel mondo.
– Sono state proposte e talora attuate, nella storia, anche soluzioni globali, e hanno funzionato: l’emissione di denaro da parte dello Stato, direttamente e sovranamente, senza l’inutile intermediario di una banca centrale di emissione. Fonte: http://www.masonmassyjames.it/



Si veda inoltre l’articolo:


ed i video:

************************ 
Dopo quattro anni non è cambiato nulla 

Le banche creano soldi dal nulla per poi avere un controllo totale sulle nazioni.
Ti serve altro? Dal film gli intoccabili: "Adesso cosa sei disposto a fare?"

http://ningishzidda.altervista.org/

sabato 16 marzo 2013

il collasso del sistema è imminente


Finisce il mito dell’intangibilità, anzi, della sacralità del deposito bancario europeo: a Cipro potrebbero pagare i depositanti. Coloro che hanno messo i soldi (Ciprioti, ma soprattutto russi) nei conti correnti.
La bomba la gettata OGGI dal Ministro delle Finanze Tedesco:
La notizia è questa da ekathimerini (media mainstream greco):
“Cyprus state broadcaster CyBC reported on Saturday that German Finance Minister actually entered the Eurogroup meeting on Friday proposing a 40  percent haircut on Cypriot bank accounts. Finance Minister Michalis Sarris stated on Saturday  that this had also been the proposal of the International Monetary Fund.”
Ed ecco il meccanismo proposto dalla Germania:
Il 60% del salvataggio (Bailout) del sistema bancario Cipriota sarà pagato dai depositanti con questo tipo di schema:
I risparmiatori con oltre 100.000€ depositati pagheranno una tassa del 9,9% sul totale depositato in conto corrente
I risparmiatori con meno di  100.000€ depositati pagheranno una tassa del 6,7% sul totale depositato in conto corrente
Non ci sono limiti minimi di salvaguardia
I depositi in branch estere di banche cipriote non verranno toccati.
Il meccanismo proposto segue lo scandalo suscitato in Germania per un rapporto dei servizi segreti e reso pubblico in cui si evidenziava la funzione di “riciclaggio” e deposito di soldi sporchi provenienti da cittadini Russi a Cipro. I tedeschi su certi “dettagli” sono piuttosto sensibili e dunque hanno immaginato una soluzione che non utilizzi i “loro” soldi per tutelare completamente soldi russi di provenienza “dubbia”.
O la Germania è impazzita, oppure vuole il collasso del sistema Euro senza rimanere col cerino in mano.

Minacciare i depositi bancari di uno stato membro con un sistema bancario in crisi avrà l’effetto certo di una furiosa corsa agli sportelli. Sia da parte dei cittadini Ciprioti, sia, ovviamente, da parte di investitori esteri che per qualsiasi motivo, lecito o meno lecito, abbiano soldi depositati nell’isola.
Sarà il collasso del sistema.

Le implicazioni

Comunque vada, oggi muore ufficialmente il mito e la sacralità del deposito bancario europeo tutelato e intangibile. Per Cipro i depositanti sono stati chiamati a salvare il sistema bancario (a prescindere se la singola banca è solida o meno), in futuro nulla vieta che hai depositanti venga chiesto di salvare lo Stato. Meditate gente, e, mentre lo fate, per non sapere ne leggere ne scrivere, apritevi un conto all’estero.

Per me questa è la notizia dell’anno. Ovviamente i nostri ridicoli media sussidiati ce la diranno tra un paio di giorni.


Il mio commento:

Qui da noi invece metteranno a posto le banche con l’abolizione del contante, idea già in testa dal PD, sempre per una causa giusta (dice bersanino) “l’evasione fiscale”:sappiamo bene che non è così, la corsa agli sportelli è già avvenuta in sordina, i giornali e i media non ne hanno dato rilievo ma, è già avvenuta.

Se applicheranno veramente il limite del prelievo agli sportelli di 300€ o peggio del pagamento in contante non oltre i 50€, c’è poco da fare, voglio proprio vedere nascondere sotto il materasso il denaro digitale.
In verità si sta sgretolando l’unine europea, non solo verranno applicate queste regole (visto che il denaro non è del popolo ma delle banche che lo stampano) ma in futuro potranno attaccarsi anche alla proprietà come la casa, una sorta di “equitalia” europea; visto che gli italiani sono proprietari di casa all’80%.

Le due guerre mondiali sono state causate sempre da quella nazione … questa (la terza) non si combatterà con armi convenzionali ma a colpi di espropriazioni dei diritti civili e umani, non va dimenticato che abbiamo tutti abdicato alla nostra sovranità nazionale fin dal 1945 e successivamente portati verso tutti i trattati che il cittadino italiano ed europeo non sa nemmeno di cosa si tratti; come ad esempio il trattato di Lisbona, e la euro-polizia “Eurogendfor” (militarizzata) pronta ad intervenire senza preamboli a reprimere ogni velleità di resistenza.

Intanto noi continuiamo a fotografare i bicchieri di plastica in parlamento dei nuovi arrivati.


lunedì 17 dicembre 2012

La libertà di scelta?

 

Ecco come Monti ci porterà via gli Ultimi Soldi

 

Anzitutto, un pensiero compassionevole al povero Bersani. Aveva la vittoria già in tasca, la gioiosa macchina da guerra oliata e pronta, e cosa gli fanno gli eurocrati da lui tanto ossequiati? Gli candidano contro Mario Monti.

Il quale – a riprova della sua fondamentale idiozia – si sveste dei panni del tecnico e si fa politico. Ossia da super-partes a partitante, capo di un blocco moderato in tumultuosa formazione con tutti i mozziconi spenti del centro-destra. Ma come può, povero Bersani, fare campagna elettorale contro Monti? Lo ha tanto servito, si è piegato a tutte le macellerie sociali del programma di Monti (e Merkel); gli ha promesso il Quirinale. E adesso, se lo trova avversario.

Il lato tragicomico è che Bersani non ha un programma alternativo a Monti, da opporre al neo-partito moderato. Ha lo stesso programma di Monti. Ha definito Monti e il montismo «un punto di non ritorno». Adesso gli toccherà pensare a qualcosa che sembri diverso, e che nello stesso tempo rassicuri gli eurocrati – che chiaramente non vogliono la sinistra al potere. E quanti elettori «di sinistra» gli porterà via il Monti sceso in campo? C’è da tremare. Povero Bersani: tanto ossequio ai banchieri, ai tedeschi e ai creditori, tanta fedeltà inconcussa all’euro e al servizio del debito, ed ecco come ti ripagano.

È il trionfo della democrazia. Gli statisti del Partito Popolare Europeo, più i Kommissari, hanno dato l’ordine agli italiani: «Votate questo». E di colpo, tutti i partitanti sono per Monti. Berlusconi, poveretto, a Bruxelles ricordava a chi voleva sentirlo che era stato lui a scegliere Monti come Kommissario. Il suo partito, Pdl, intanto, a causa della sua ri-ri-ridiscesa in campo, gli esplode in mille schegge: ma il bello è che queste mille schegge sono tutte per uno: Mario Monti.

I ciellini, i socialisti, i laici, i missini… persino Alemanno si è pronunciato per Monti, con la speranza di essere ricandidato nella nuova formazione dei mozziconi urlanti.

Quindi ora lo sapete, italiani. Siete liberi di scegliere fra Bersani e Montezemolo, potete votare persino Berlusconi o la nuova AN. Ma chiunque votate, alla fine votate Mario Monti e il suo governo – in eterno 

(1). È il trionfo della democrazia terminale. La democrazia senza opposizioni. Dove le opposizioni si oppongono fra loro, combattendosi aspramente, per strapparsi l’onore di mettere al governo il Prescelto dalle Burocrazie. E sostenere l’Unico, approvando tutte le sue manovre e «riforme». Due grandi formazioni, e il Candidato Unico.

 

Dunque, sarà Monti. Ricordiamo brevemente a quale scopo i partiti d’accordo avevano messo il tecnico Monti al potere:

Ridurre il debito pubblico. Monti ha aumentato il debito pubblico: da 1.850 miliardi a quasi 2 mila miliardi, più 80 mila miliardi. In un solo anno. E questo, nonostante tagli e tasse sanguinose, da record storico mondiale (la pressione fiscale sulle imprese impossibilitate al nero è ormai al 70%). Nel primo anno del governo Monti, il debito è aumentato di 282 milioni di euro al giorno (nel 201, sotto Berlusconi, era cresciuto di 152 milioni al giorno). 

Assicurare che l’Italia paghi il debito. Per dare questa assicurazione ai «mercati», bisogna che l’economia italiana cresca. Un debito pubblico è sostenibile quando cresce meno (almeno un po’ meno) del PIL. Strangolando le imprese produttive, perseguitandole con la Polizia tributaria, pretendendo pagamenti fiscali su guadagni non realizzati, ritardando i pagamenti dovuti da parte del settore pubblico, Monti il tecnico è riuscito nella luminosa impresa: trasformare la recessione in depressione profonda.

Crollo e paralisi del settore edilizio, blocco dei credito bancari, riduzione per paura dei consumi, disoccupati alle stelle; i dati sui consumi ed energetici in genere sono da 1929. Quattro trimestri filati di caduta del PIL: Monti non sarebbe riuscito a far meglio se avesse chiesto ai tedeschi di bombardare le fabbriche del Nord, come fecero gli Alleati su richiesta del Partito d’Azione… 

Fare le «riforme» del settore pubblico. Ridurre la spesa improduttiva, visto che il PIL si inabissa, è una pura e semplice necessità. I tecnici hanno annunciato: spending review, ossia esame analitico delle spesa: mai fatto. Accorpare i Comuni: mai realizzato. Abolire le provincie: programma ridotto a «accorpamento», mai realizzato. Rendere ragionevoli le paghe scandalose dei dirigenti pubblici a 670 mila euro annui: niente di niente. Le presidenza della repubblica continua a costare 5 volte Buckingham Palace

Le Regioni continuano a spandere senza controllo, ad alimentare centinaia di Fiorito e Polverini ancora sconosciuti. Diminuire un pochettino il numero dei parlamentari: niente, li avremo ancora lì, più affollati di un treno-pendolari in ritardo fra Milano e Varese. Solo che i pendolari non prendono 15 mila euro al mese. La legge elettorale? Voteremo ancora col Porcellum, e le liste determinate dai capi-partito. La liberalizzazione delle spiagge, come ci chiede persino l’eurocrazia? Macché: la lobby degli ombrelloni-sdraio è più forte della lobby ebraica.

In una cosa Monti è stato più bravo, perfino più bravo di Berlusconi: negli annunci, seguiti da completa inattività. Tant’è vero che gran parte degli italiani crede davvero che le cose sopra dette siano state realizzate; anche perché i media sussidiati le hanno salutate con nuvole di incenso al tecnico. 
Il governo tecnico, con Monti a capo, è incapace? Incompetente? Fino a ieri propendevo per questa interpretazione. Adesso, comincio a pensare il peggio: che tutto ciò sia voluto.

Persino un imbecille, però con un’infarinatura bocconiana, capisce che tasse e tagli e persecuzioni al settore privato porta alla miseria e dunque all’insolvenza. Ma guardate lo sguardo gelido di Monti, così simile a quello di Alesina e Giavazzi quando dicono che bisogna abolire le pensioni e rimandare a lavorare gli ottantenni, far morire le novantenni perché i letti di ospedale costano, eccetera. È questa la neo-ideologia made in Chicago.

Eliminare 4 miliardi di esseri umani (2); tanto il lavoro oggi non serve più, all’uno per cento interessa soprattutto trovare domestici e servitù a basso prezzo, l’industria del lusso va benissimo nella crisi generale: i ricchi sono autosufficienti, e i poveri inquinano il bel pianeta azzurro, oggi di loro proprietà.

Allora, qual è il vero scopo di Monti? Lo sappiamo: salvare l’euro, non salvare l’Italia. 

Approfittare della crisi per costringere i popoli ad accettare il federalismo europoide, secondo il progetto Monnet-Delors-Padoa Schioppa. E il progetto, per quanto lo riguarda visto che è stato messo a governare l’Italia, è: de-industrializzarla. Vedete la Grecia: non ha più niente con cui vivere, per questo è totalmente dipendente da programmi che la spopolano, e da un euro che la uccide. Dipende totalmente dalla «carità» a credito tedesca. 

Riducendola come la Grecia, all’Italia si toglie ogni velleità e possibilità di uscire dall’euro e di ripudiare il debito. Di gettare all’aria il progetto eurocratico, riacquistando competitività e mettendosi a far concorrenza alla Germania. Un futuro capo «populista» non avrà i mezzi per una politica popolare, di ripresa.

 

Sì, mi sono convinto che Monti completerà la spoliazione, ci ridurrà tutti a razzolare nella spazzatura a cercare bucce di patata. Con il sostegno inconcusso di tutti i nostri partiti storici. E gli applausi dei giornali e TV. 

Quindi, ecco cosa farà. Il sospetto è venuto ad una cara lettrice molto addentro al sistema economico milanese, Carla L. Lei dice di aver sentito Monti accennare alla cosa in qualche discorso, subito però tacendosi

 Qual è la cosa? Cambiare le banconote. Dare un nuovo formato ai biglietti da 100, 200, 500 euro, nuovi colori. Con l’obbligo di presentare in banca le vecchie banconote entro un certo termine tassativo (dopo il quale non hanno più corso) per farsele sostituire con le nuove.

Molti italiani, l’estate scorsa, quando l’euro sembrava agli ultimi, hanno ritirato parte dei loro risparmi dai conti. I pesci veramente grossi hanno trasferito i loro grossi fondi all’estero, in Svizzera o nei paradisi fiscali. I piccoli, timorosi di veder devastati i loro risparmi, hanno ritirato banconote e le hanno messe sotto la mattonella, o in cassetta di sicurezza. 

Sono centinaia di miliardi. Che sono scomparsi all’occhiuto sguardo del Fisco, non sono più visibili al Grande Fratello, sottratti alle banche, disponibili per pagamenti in nero. È per le banche e per Befera che si parla sempre più con insistenza di vietare l’uso del contante anche per pagamenti da 10 euro.
Ma soprattutto, quei soldi invisibili e reali sono la speranza di sopravvivere al «dopo». Dato che per ordine dei creditori e della Merkel, il debito in Europa non può più essere diluito col sistema storicamente più usato – l’inflazione – questo denaro mantiene abbastanza bene il potere d’acquisto. Costituisce una speranza.

Questa speranza va troncata: ridurre alla fame, alla fame vera, senza cuscinetto di risparmi, è il metodo più «efficiente» per rendere il lavoro «flessibile» al massimo: senza un soldo nella calza, vedrete che i vecchietti torneranno a lavorare per 5 euro al giorno, come già fanno in America. E i giovani «choosy» , e le donne casalinghe, la gente dei PIIGS accetteranno qualunque paga.

Per Monti, il cambio di banconote ha un vantaggio aggiuntivo. Immaginate: avete in cassetta di sicurezza, poniamo, 15 mila euro in banconote da 500. Arriva l’avviso che queste tra dieci giorni non avranno più corso legale; vi affrettate a presentarle alla vostra banca per farvele cambiare con le nuove.
E siete in trappola. Il bancario allo sportello è, ormai, l’occhio del miliardario-di-Stato Befera: «Come mai tanto contante? E di grosso taglio?». Ciò è altamente sospetto. Avete intenzione di fare pagamenti in nero: «Evasore Fiscale!» , grida il bancario; e tutti si voltano, pronti a linciarvi (i giornali, le TV e Report li hanno messi già contro di voi, evasori che usate il contante). 

Come minimo, dovete pagare una multa per il possesso ingiustificato di moneta (di corso legale, ma che importa). E poi, la Finanza: questi soldi sono un suo reddito che lei ha nascosto; ci paghi sopra le tasse! Hai voglia a cercare di dimostrare che non sono un reddito, che sono soldi vostri, già tassati, che avete semplicemente ritirato dal vostro conto corrente. Potete dimostrarlo? La Finanza sostiene che la vostra documentazione è falsa: multa! aggravi di mora! Penali varie e sovrattasse! Cercate di opporvi all’accertamento persecutorio e truffaldino? Bene, provate ad «adire la magistratura», come si dice. Intanto pagate e poi se ne riparla fra 20 anni.
Secondo me, questo è il modo con cui, se avete 15 mila euro in banconote, ve ne porteranno via 5 mila.

La famosa patrimoniale, con altri mezzi. La patrimoniale che colpisce i pesci medi e salva, come al solito, i pesci grossi. La patrimoniale che definitivamente proletarizza la classe media che non ha saputo essere, né darsi, classe dirigente.

Lorsignori sanno che voi italiani, collettivamente, avete 9 mila miliardi di euro di ricchezza privata; (3) più di quanto ne abbiano i tedeschi, pro capite. È un tesoro che hanno deciso di prosciugarvi, – serve a loro, serve al Quirinale, serve alle opposizioni con candidato condiviso, e a tutti i parassiti miliardari che manteniamo come contribuenti – e con Monti, ci riusciranno. Togliervelo, serve anche ai tedeschi: così non potrete più uscire dall’euro, dovrete lavorare per 400 euro mensili nei mini-jobs, come già fanno 7 milioni di loro. È l’Europa che avanza.

Ovviamente, il mutamento formale delle banconote dovrà avvenire a livello europeo. Ossia, dovrà essere d’accordo il Cancelliere in carica. Ma basta che Monti lo chieda, e l’avrà. I cittadini tedeschi lo accetteranno? Certo che lo accetteranno: da loro, il possesso di contanti mica è un delitto. Possono presentarsi a comprare un’auto con 20 mila euro in banconote, e il concessionario non chiama la Finanza, non vede in lui un evasore; perché là, il fisco funziona bene o male, meglio del nostro. Là, mica hanno Befera.
Ecco cosa succederà se ha ragione la signora Carla L. È dedicata a voi questa vignetta del Telegraph:  

Il tacchino dice: «Mi unisco a una setta che crede che il mondo finirà il 21 dicembre». Quel tacchino siete voi. Il 21 dicembre il mondo non finirà. Ciò significa che, il 25,sarete spennati, arrostiti e mangiati. 

1) L’ultima flebile speranza è dunque votare per Beppe Grillo e il suo movimento: almeno, ha definito Monti «Rigor Montis». Già vedete come lo stanno triturando, con i traditori interni pagati (spesso, solo con promesse). E con l’obbligo di presentare 60 mila firme in due mesi… Bisognerà andare in massa a fargli raccogliere le firm

2) Il progetto di eliminare 4 miliardi di esseri umani è stato effettivamente elaborato dal professor Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista all’università di Austin, Texas, e comunicato ad una selezionata platea di economisti, politici e «decisori» alla Texas Academy of Science il 3 aprile 2006. Non erano ammesse telecamere e giornalisti; esattamente come alle riunioni di Bilderberg e Trilaterale. Si veda Maurizio Blondet, «Cretinismo scientifico e sterminio dell’umanità». Effedieffe, pagina 225. Arthur Schlesinger jr. suForeign Affairs (il giornale del Council on Foreign Relations), agosto 1975 già scriveva: «Non otterremo il Nuovo Ordine Mondiale senza pagare un prezzo col sangue, oltre che con il denaro e le parole». Brock Admas, all’epoca direttore della Organizzazione di Sanità dell’ONU, aveva preconizzato: «Per ottenere il governo mondiale, è necessario togliere dalle menti degli uomini il loro individualismo, la lealtà a tradizioni familiari, al patriottismo nazionale, ai dogmi religiosi». Questo è ciò che persegue l’eurocrazia. Con parecchio successo. 

3) Dai giornali: «L’Italia è più ricca della Germania in termini pro capite, con circa 9.000 miliardi di euro di ricchezza privata. Il suo debito pubblico e privato combinato è al 265% del PIL, inferiore a quello di Francia, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone. Il Paese si piazza in cima alla graduatoria dell’indice del Fondo Monetario Internazionale per ‘sostenibilità del debito a lungo termine tra i principali Paesi industrializzati, proprio perché ha riformato da tempo il sistema pensionistico». 


®wld

giovedì 21 giugno 2012

Denaro elettronico

Negli anni ’90 quando acquistavi qualcosa in un negozio e al momento di pagare tiravi fuori la tua carta elettronica, spesso, la maggior parte delle volte, la commessa ti diceva: “Mi spiace, accettiamo solo pagamenti in contante.” Ve lo ricordate? Gli esercizi che accettavano pagamenti con bancomat e carte di credito lo comunicavano sulla vetrina del negozio. Oggi ci capita l’esatto contrario. Al di là del fatto che per legge non puoi più effettuare transazioni in contante che superino i 1000 euro, anche quando acquisti un cellulare da 200 euro, la commessa è probabile che ti risponda: “Per cifre così grandi non accettiamo più contante. Non avrebbe una card?”

La soglia dei pagamenti cash (=contante) è scesa negli ultimi anni da 12.500 euro a 5.000 euro (maggio 2010), successivamente a 2.500 euro (agosto 2011), e adesso, grazie al governo tecnico di Monti è possibile pagare in contante solo cifre al di sotto dei 1000 euro (dicembre 2011).
I motivi principali per cui si vuole far passare i consumatori dal denaro contante a quello elettronico sono due:

1) La gestione (conio, stampa, trasporto, distribuzione) del denaro cartaceo/metallico  costa, in Europa, decine di miliardi di euro. Per cui eliminando il denaro cartaceo/metallico le banche (perché, seppiatelo, il denaro viene emesso dalla Banca Centrale Europa e non degli Stati) abbattono ogni costo legato alla produzione. In questo modo si porta a conclusione il processo di sottrazione del valore intrinseco alla moneta che è iniziato tanto tempo fa: anticamente infatti le monete erano d’oro o d’argento, poi di metalli e leghe sempre meno nobili, poi di carta… e infine non resterà nulla… una cifra su un computer.

Quando possiedi una moneta d’oro o d’argento tu possiedi qualcosa che ha un valore intrinseco riconosciuto internazionalmente (che può variare, è vero, ma che non può mai scendere sotto una certa soglia, a meno che qualcuno non inizi a importare oro a basso costo da un altro pianeta!), ma quando possiedi un pezzo di carta, questo ha un valore intrinseco di massimo 30 centesimi! Il valore nominale – quello stampato sulla banconota – può anche essere di, poniamo, 50 euro, ma quanti beni tu puoi acquistare con quella banconota da 50 euro dipende dal livello dell’inflazione, perché l’oggetto in sé vale poco o niente. 

Ci sono stati periodi nella storia dove con una banconota corrispondente al valore nominale di 50 euro potevi comprarti solo un pezzo di pane. Ed è quantomai probabile che ci stiamo di nuovo avvicinando a una simile epoca di iperinflazione. 

Il che equivale a dire che con le nostre banconote potremo tergerci il deretano. Uguale discorso per le cifre elettroniche che compaiono sul nostro conto in banca. Quelle non valgono nemmeno i 30 centesimi della carta.

A ben guardare anche l’oro – come ogni bene sulla Terra – non può avere di per sé un valore intrinseco fisso, perché anche in questo caso parliamo di un valore che gli viene attribuito dal mercato. 

Ciò che agisce a favore dell’oro è in primo luogo il fatto che può essere definito una “risorsa scarsa”, ossia sul pianeta non ce n’è molto, e in secondo luogo la sua estrema stabilità storica: a parte qualche periodo di calo sono 2000 anni che il suo valore sale. 

Però nel periodo fra la fine degli anni ’90 e il 2001 l’oro è sceso fino a un minimo storico di 250 dollari; lo stesso minimo è stato toccato all’inizio degli anni ’80 e poi di nuovo a metà di quegli stessi anni (http://www.kitco.com/scripts/hist_charts/yearly_graphs.plx), anche se poi si è sempre ripreso e chi ha resistito nei periodi “bui” e non ha venduto il suo oro, adesso sono almeno 10 anni che continua a guadagnare. 

Attualmente non è ancora il momento di vendere, in quanto il suo valore presumibilmente aumenterà (con alti e bassi) fino a quando la moneta continuerà a perdere il suo potere d’acquisto, come sta facendo in questo periodo.

Ma c’è un bene d’investimento che ha un valore intrinseco? In realtà sì. Ogni oggetto utile è un investimento che possiede un valore intrinseco. Una sedia, un coltello, una casa o un terreno coltivabile possiedono valore intrinseco in quanto svolgono una funzione che le banconote e le monete, siano esse d’oro o di rame, non posseggono. 

Al di là del fatto che una casa sul mercato può valere anche decine di migliaia di euro in più o in meno a seconda del periodo storico, essa possiede valore di per se stessa in quanto è un tetto sotto cui ripararsi, lo stesso dicasi per un terreno coltivabile. Anche se il mio terreno viene enormemente svalutato a causa delle condizioni di mercato (per es., tutti vendono e nessuno vuole comprare) esso continua a valere in quanto io posso sempre coltivarci pomodori e patate utili per sfamarmi. Con i lingotti d’oro – se dovesse crollare il loro valore – non posso fare altrettanto, perché sono oggetti di per sé totalmente inutili.

Il consiglio che si poteva dare ancora fino a un anno fa era di comprare metalli preziosi e utilizzare i soldi guadagnati per acquistare beni di utilità pratica. Oggi è impossibile prevedere cosa faranno l’inflazione, e quindi l’oro, anche solo fra una settimana, a causa dell’instabilità socio-politica-geologica del pianeta. In tal caso ci si deve affidare alla propria intuizione e avere Fede che ci capiterà sempre e solo ciò che è meglio per noi. Questo è l’atteggiamento dell’»uomo verticale« di fronte alla crisi.

2) Il secondo motivo per cui si vogliono far slittare i consumatori dal denaro contante a quello elettronico è che in tal modo il consumatore smette di essere anonimo, come invece succedeva in passato. In altre parole, prima nessuno sapeva cosa avevo comprato, né quando, né dove. Con una card elettronica possono invece registrare i miei acquisti, capire i miei gusti, le mie abitudini e persino i miei spostamenti sul territorio. L’estensione della moneta elettronica al 100% della popolazione significherà controllo totale della situazione economica del cittadino. Fine della privacy finanziaria.

Se fai o dici qualcosa di scomodo per l’oligarchia (dell’oligarchia tratto nel mio libro), qualcuno davanti a una tastiera potrà con un click bloccare il tuo conto e quindi il tuo potere d’acquisto e di sopravvivenza. Se ti bloccano il conto oggi, puoi cavartela con il contante, ma se non c’è più contante in circolazione, nel momento in cui non hai più la card elettronica, o ne hai una bloccata, sei tagliato fuori da qualunque transazione. Non mangi, non puoi fare benzina, non puoi attraversare i caselli autostradali.

E se a causa della crisi t’imponessero per legge di prelevare dal tuo conto in banca solo una certa quantità di denaro settimanalmente (come hanno fatto in Argentina per evitare la corsa al ritiro dei propri risparmi)? Allora ti accorgeresti che quei soldi non sono mai stati tuoi e che finché accetti le regole del Sistema tu non puoi decidere della tua vita!

Anni fa si vociferava della possibilità che venissero addirittura installati dei microchip sottopelle alla popolazione, ma a mio parere per ottenere un controllo globale è già sufficiente una life card di questo tipo, attraverso la quale si effettuano tutte le transazioni economiche e ti vengono già sottratte le tasse in maniera automatica in base ai tuoi guadagni!

(Ma allora come farò con le prostitute? Dove gliela faccio passare la card?)
Tutto ciò che può fare il cittadino – se è un »uomo verticale« e non un burattino – è riprendersi in mano la propria vita e tornare a essere un individuo autonomo, anziché un codice a barre. Ma dobbiamo farlo adesso, perché nei prossimi mesi potremmo essere tutti chiamati a compiere questa scelta: la comodità di una life card che ti assicura il tuo stipendio da schiavo con tutti i vantaggi che derivano dall’appartenere alla società del produci/consuma/crepa, oppure la vita in una comunità – o una rete di comunità – di campagna, oltre i confini della società, dove la vita sarà più dura perché verranno a mancare alcune delle comodità di cui può usufruire il “servo occidentalizzato”, ma si produce ciò che si consuma e ci si sente più liberi.

di Salvatore Brizzi

NON DUCOR DUCO

(non vengo condotto, conduco)

®wld

giovedì 14 giugno 2012

Ancora pochi giorni di attesa per conoscere il verdetto degli ellenici


 


Ancora pochi giorni di attesa per conoscere il verdetto degli ellenici, euro si o euro no, che per noi significherà euro salvezza o euro disastro. A quel punto infatti se la Grecia esigerà per pretesa politica di voler abbandonare la moneta unica, accollandosi tutti i rischi che questo comporterà per la propria economia, si produrrà un pericoloso precedente, a cui nel breve futuro altri paesi vorranno fare riferimento. La maggior parte degli italiani, complice forse i campionati di calcio europei e gli scandali del campionato italiano, non ha minimamente idea dei rischi che potrebbe vivere se le autorità sovranazionali (BCE, FMI ed Eurogruppo) non si inventeranno velocemente una exit strategy credibile

Perchè è di questo che il mondo si interroga: l'immobilismo politico europeo, quasi a voler aspettare di vedere il crash per poi intervenire all'ultimo minuto. Questo inizio settimana si è parlato di un Big Plan per salvare l'Europa: Draghi & Company ci stanno lavorando. Dovremmo essere ottimisti per una volta tanto, tuttavia siamo arrivati a questo punto perchè sino ad oggi di decisioni forti e autoritarie non se ne sono mai viste.


Solo nella giornata di ieri ho ricevuto qualche centinaia di email di risparmiatori in preda ad una crisi di nervi dopo quanto è stato fatto trapelare sulle misure di possibile contenimento  post elezioni greche: si va dal contigentamento dei conti correnti (come in Argentina nel 2001) sino al bando del trattato di Shenghen. Nonostante questo, ci sono ancora italiani che alle 18:30 corrono a casa per non perdersi l'Olanda che gioca con la Germania agli Europei. 
 
Mi viene da sorridere in questo momento perchè se la situazione sfuggisse di mano vedremo (forse) la finale di una competizione sportiva per l'assegnazione di un titolo europeo quando di Europa potrebbe veramente rimanere poca cosa (e questo nel giro di qualche settimana). Affannarsi adesso a cercare di aprire il conto in Svizzera o di investire sull'oro in pochi giorni non ha proprio senso: pensate che proprio il metallo giallo si sta muovendo in controtendenza con la percezione del rischio, in quanto si teme che possa essere espropriato o congelato quello detenuto dai privati per investimenti personali.

Come dice il titolo, iniziate a pregare. Pregate che i greci non siano così scellerati da segare le gambe della sedia in cui sono adesso seduti, pregate che i mercati azionari ai valori attuali stiano già scontando il worst case scenario, pregate che la Merkel rinsavisca nel sonno delle prossime notti, pregate che Draghi dimostri di essere a tutto il mondo veramente Super Mario, pregate che le banche italiane in caso di addio ellenico all'euro non siano commissariate, pregate che le autorità di controllo e vigilanza dei mercati impongano la chiusura delle negoziazioni per ragioni di sicurezza nazionale (come fecero gli USA con l'attacco del 9/11), pregate che il FMI presti a dismisura quello che serva per sostenere paesi deboli come Spagna e Italia, pregate che la Cina si faccia avanti per sorreggere le quotazioni dei titoli di stato europei, pregate che qualcuno non si inventi un prelievo straordinario sui depositi a vista per drenare risorse finanziarie da devolvere al sistema bancario europeo, infine pregate che la vostra vita non finisca come quella di J.J. Braddock come raccontata nella prima parte del film Cinderella Man.

Si parla tanto della fine del mondo nel 2012 causa simbiosi con il calendario maya, non so se ci sarà a fine anno la fine del genere umano, di certo se il clima in Europa non muta velocemente rischiamo di vedere la fine dell'Europa e dell'Euro. Cerchiamo di essere pragmatici: nessuno auspica la fine della moneta unica, non conviene a nessuno e pochissimi avrebbero da guadagnarci in misura sostanziale. 

Questo è l'unico dato di fatto a cui ci possiamo aggrappare come fosse un maniglione antipanico. Tuttavia dobbiamo anche notare come nessuno si stia autorevolmente impegnando per uscire da questa situazione paradossale di limbo finanziario in cui siamo catapultati. Forse nessuno si impegna a cercare una soluzione definitiva, perchè purtroppo non esiste la exit strategy o la medicina amara da prendere. Ci sono solo dei calmanti come gli stability bond o del cortisone come la politica di austerity. Sarà proprio per questo che dobbiamo effettivamente pregare.

Fonte: http://www.eugeniobenetazzo.com/aspettando-la-grecia.htm

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...