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venerdì 29 maggio 2026

Un nuovo modello matematico prevede un crollo della popolazione mondiale entro il 2064.

 Crediti: generato da Alessio Zaccone con l'aiuto di un modello di intelligenza artificiale

Quando nel 2008 uscì il documentario "Demographic Winter", seguito nel 2009 da "Demographic Bomb", scrissi ampiamente sul crollo demografico. I documentari erano stati realizzati da professionisti delle scienze sociali con prove concrete. Diciotto anni dopo, i nerd tecnocrati hanno capito tutto. Sorprendentemente, il mito della sovrappopolazione persiste a causa di personaggi stravaganti come Paul Ehrlich, autore di "The Population Bomb" nel 1968. - Patrick Wood, redattore.

In un nuovo studio ad accesso aperto, pubblicato insieme al mio compianto collega Kostya Trachenko della Queen Mary University di Londra, propongo un'equazione matematica non lineare sorprendentemente semplice che unifica 12,000 anni di crescita della popolazione umana e indica scenari futuri drammatici qualora le crisi ambientali globali si intensificassero.

La ricerca, pubblicato nella rivista Caos, solitoni e frattali, introduce un modello non lineare di “feedback di tasso” per la crescita della popolazione globale che ho originariamente elaborato con Trachenko in un contesto diverso, ovvero la fisica dei materiali disordinati come vetri e solidi amorfi.

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Dimostriamo ora che la stessa matematica può riprodurre molti dei principali modelli di crescita demografica osservati negli ultimi 12,000 anni, dal Neolitico all'età moderna.

A differenza dei modelli demografici classici che trattano la crescita come esponenziale o logistica, il nostro nuovo modello può passare naturalmente tra molteplici regimi storici utilizzando un singolo parametro. In alcuni periodi, la popolazione umana si è espansa lentamente e costantemente; in altri, la crescita ha subito un'accelerazione esponenziale. Secondo la nostra derivazione, questi cambiamenti possono emergere tutti dalla stessa dinamica non lineare sottostante.

Il nostro modello riprende anche una delle previsioni più famose della demografia: lo scenario "apocalittico" proposto nel 1960 da Heinz von Foerster e colleghi, i quali estrapolarono matematicamente che la popolazione mondiale sarebbe divergita verso l'infinito intorno al 2026.

L'umanità ha evitato questa traiettoria grazie al calo dei tassi di fertilità a livello globale, ma il nostro nuovo studio sostiene che i principi matematici alla base di una crescita incontrollata possono ripresentarsi in determinate condizioni.

Per verificare la teoria, abbiamo confrontato la nostra equazione (talvolta chiamata anche equazione di Trachenko-Zaccone) con dati empirici sulla popolazione relativi a diverse epoche storiche. Abbiamo scoperto che il modello riproduce con successo sia le fasi di crescita "esponenziale compressa", come la rapida espansione dell'era industriale, sia il regime più lento di crescita "esponenziale dilatata" che ha caratterizzato la crescita della popolazione globale a partire dal 1970 circa.

La parte più provocatoria del nostro articolo esplora scenari futuri ipotetici. Nella nostra analisi di base, l'attuale tendenza globale non produce una singolarità catastrofica come quella prevista da von Foerster e colleghi, perché il parametro di riferimento rimane in un regime stabilizzante.

Tuttavia, abbiamo anche simulato cosa potrebbe accadere se gravi crisi ambientali imponessero improvvisamente severi limiti alla capacità di carico della Terra, attraverso il collasso climatico, pandemie, conflitti o scarsità di risorse.

Partendo da un'ipotesi volutamente prudente, ovvero che la capacità di carico sostenibile della Terra si riduca improvvisamente a circa 2 miliardi di persone, il nostro modello prevede un rapido declino della popolazione mondiale, con un potenziale dimezzamento dell'umanità entro il 2064 circa.

Nell'articolo sottolineiamo che non si tratta di una previsione, bensì di uno scenario matematico illustrativo, volto a mostrare quanto le dinamiche demografiche possano essere sensibili a bruschi cambiamenti ambientali o sociali. Evidenziamo inoltre che la traiettoria attuale rimane relativamente stabile e non implica un collasso imminente.

Al di là della demografia, crediamo che questo lavoro potrebbe essere interessante per importare idee da fisica della materia condensata nella scienza demografica. Le stesse strutture matematiche utilizzate per descrivere come le dinamiche atomiche nei vetri si rilassano nel tempo sembrano in grado di descrivere come le società umane crescono, si stabilizzano e potenzialmente si destabilizzano nel corso dei secoli.

Secondo la nostra analisi, il quadro matematico offre un modo compatto per esplorare possibili scenari futuri, dalla stabilizzazione sostenibile alla crescita incontrollata o al collasso improvviso, all'interno di un unico linguaggio matematico.

Leggi la storia completa qui ...

Pubblicato sul sito web: https://www.technocracy.news/

®wld

venerdì 2 agosto 2019

Questa è la giornata tipo del giovane del Terzo Millennio: movimento fisico pressoché zero!

 

Un mondo senza movimento? Un mondo di malati 
Marcello Pamio  
«Il cervello è in grado di modificare la propria mappa neuronale
e il proprio funzionamento, in risposta all’attività fisica e
all’esperienza mentale
»
"Le guarigioni del cervello", N. Doidge 
«Mens sana in corpore sano», è la famosissima frase scritta nel I secolo d.C. dal poeta latino Giovenale.
Ma non tutti conoscono la frase completa riportata nelle Satire (X, 356): «Orandum est ut sit mens sana in corpore sano», che tradotto significa «Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano».
Aveva ragione da vendere Giovenale, oggi più che mai, anche se sono passati quasi duemila anni, infatti bisogna pregare tantissimo e con molta intensità perché il livello di salute mentale è gravemente minacciato. E non solo quello mentale, ma anche quello del fisico.
Il riferimento è all’attuale situazione della società moderna. 
Una volta l’attività lavorativa principale consisteva nel curare la terra e i campi, per cui si stava sempre all’aperto sotto le intemperie e il sole, costringendo il corpo a muoversi e a sudare.
Oggi le persone sono rinchiuse come carcerati in piccoli uffici illuminati da neon, per cui gli unici movimenti che fanno consistono nell’usare il braccio per portare alla bocca il caffè della macchinetta durante la pausa, e da seduti polso e indice per azionare il mouse.
Il sole, se questi lo vedono, è a scacchi, oppure in qualche film.
Possiamo quindi stupirci del livello di salute medio della popolazione?
Assolutamente no… e questo purtroppo riguarda tanto più i giovani.
Sempre fino a pochi anni fa, i bambini potevano fare le classiche cose da bambino: correre e giocare per le strade e le vie delle città, volare giù dagli scalini della chiesa con lo skateboard finendo, per scappare dalle ire del prete, con una slogatura ad una caviglia o un braccio rotto.
Ma erano liberi e felici. L’unico modo per bloccare un bambino sano e tenerlo chiuso in casa era un febbrone da cavallo o una malattia esantematica: tutto il resto non era un impedimento, e pur di uscire si facevano carte false...
Oggi i bambini (ipervaccinati) non possono più scendere per le strade a giocare liberamente perché tra automobili, virus, buco dell’ozono, smog, espiantatori di organi e pedofili il rischio è troppo grande. Ma anche se volessero non possono perché sono quotidianamente oberati di compiti, letture, esami, ricerche, tesine e quando finalmente mettono il naso fuori da casa è per andare a ripetizione di inglese, a lezione di karate o pianoforte, al saggio di danza o partecipare a qualche concorso di bellezza.

Questa è la giornata tipo del giovane del Terzo Millennio: movimento fisico pressoché zero!
Per la verità non è proprio zero, perché le dita della mano sono diventate negli ultimi anni molto prensili per poter navigare meglio nel web e scrivere velocemente messaggi con whatsapp…
Il paradosso è che i bambini di oggi non sanno camminare e neppure correre, ma smanettano con lo smartphone alla velocità della luce.
La cosa più incredibile è che la nostra società, invece di cercare di compensare questi gravissimi squilibri, è strutturata proprio per perpetrare simili abomini.
Mi riferisco allo sviluppo e all’evoluzione tecnologica in merito ai giochi di movimento.

Come detto prima: skateboard, monopattini e pattini a rotelle permettevano ai giovani di fare un’attività fisica ottimale. Oggi invece non è più così perché in commercio troviamo diavolerie assolutamente folli e disumane come l’overboard, il monopattino elettrico e addirittura lo skateboard elettrico!

L’overboard è quella specie di tavoletta con due ruote laterali sulla quale basta starci sopra in equilibrio per muoversi. Tecnologia stupenda, direbbe un cervello poco sveglio o il proprietario della ditta che li produce, ma la Natura ha strutturato l’uomo per muoversi!
Se non ci si muove, verranno perse le funzioni: tutto quello che in Natura non viene usato infatti, la Natura lo abbandona. Sono leggi ferree.
Per cui oggi è abbastanza frequente vedere in giro per le città bambini e ragazzi immobili come mummie muoversi sopra queste follie tecnologiche, per non parlare delle altre diavolerie come monopattino e skateboard elettrici!

Da che mondo e mondo, sia il monopattino che lo skateboard sono sempre stati attività eccelse per quanto riguarda il movimento, e non è un caso infatti che esistano gare sportive dedicate.

Ma vedere giovani che montano sopra uno skateboard elettrico e invece di spingersi con tutta la forza che hanno nelle gambe, l’unico movimento che riescono a fare è quello di accendere il telecomando wifi che comanda il motorino elettrico agganciato alle rotelle, è come bestemmiare in chiesa durante la comunione.

Movimento & cervello
 
Grandissimi illuminati del mondo della pedagogia, come Maria Montessori e Rudolf Steiner, hanno sempre sottolineato l’importanza del movimento (delle mani ma non solo) per un sano sviluppo del cervello, e quindi del mondo dei pensieri.
Ce lo confermano oggi i più recenti studi di neuropsichiatria e neuroscienze. 
La dimensione motoria, cioè il movimento in generale, è fondamentale per lo sviluppo cognitivo: l’apprendimento è infatti collegato all’esperienza diretta, sensoriale. 
Attraverso l’osservazione e soprattutto il movimento, vengono elaborati principi necessari per lo sviluppo cognitivo.
Tramite il movimento il bambino apprende e memorizza informazioni che altrimenti sarebbe impossibile per lui interiorizzare. Questo è il motivo per cui in alcuni Paesi come Francia e Germania, da alcuni anni si insegnano le lingue proprio attraverso il movimento: a lezione i piccoli ripetono i vocaboli muovendosi, facendo delle azioni concrete, delle scene anche teatrali…
Infine va ricordato anche che il cervello per attivare i propri circuiti nervosi ha bisogno che il corpo si muova, solo così riceve quei principi nutritivi di cui ha bisogno!

Conclusione
Se il movimento del corpo struttura e sviluppa i delicatissimi e complessi processi cognitivi: che tipo di mondo stiamo creando? Un mondo costituito da giovani immobili e bloccati sia nel corpo che nella mente? Viene in mente la visione di George Romero: un mondo fatto di morti viventi che si spostano dentro i centri commerciali con le rotelle elettriche.

Giovani che non sono più in grado di muovere il proprio corpo in modo naturale, se non attraverso ausili e apparecchiature elettriche; che non escono da casa perché sono connessi e immersi costantemente nel web…
Il mondo ideale per chi brama il Potere e il controllo globale… 
 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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