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lunedì 14 marzo 2016

Li-Fi: come trasmettere dati con la luce


LI-FI: TRASMETTEREMO I DATI CON LA LUCE? 

E luce fu … Il Wi-Fi potrebbe essere a breve rimpiazzato, o quantomeno affiancato, dal Li-Fi, la trasmissione dati con la luce, molto meno nociva delle onde elettromagnetiche. “Tutto ciò che dobbiamo fare è integrare un piccolo chip in ogni fonte di illuminazione, e questo combinerebbe due funzionalità: quella per l’illuminazione e quella per trasmettere informazioni senza cavo”, ha precisato il professor Haas.
  
Ma il chip come funzionerà? Siamo in attesa di ulteriori 
notizie al riguardo.

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LI-FI: TRASMETTEREMO I DATI CON LA LUCE?
Il Li-Fi è un nuovo standard di trasmissione dati, che funziona in modo simile al Wi-Fi, eccetto per un piccolo particolare: usa la luce emessa dai LED anziché le onde radio per trasferire il segnale.

Con la connettività 4G e lo standard IEEE 802.11ac che stanno solo recentemente prendendo piede, introdurre un nuovo standard non sembra assolutamente necessario. La tecnologia però evolve sempre, e nuove sperimentazioni e test avvengono per tracciare il futuro che sarà. Futuro che potrebbe vedere nel Li-Fi il successore delle odierne tecnologie, offrendo velocità di trasferimento dati ben cento volte superiori all’attuale Wi-Fi. Il Li-Fi è tecnicamente molto diverso da tutto ciò che abbiamo visto finora.

Li-Fi sta per Light Fidelity, termine coniato da Harald Haas, professore di comunicazioni mobile all’University of Edimburg, in Scozia. Il ricercatore studia da anni la trasmissione dati attraverso i bulbi di luce, e sostiene che questa modalità possa portare numerosi vantaggi. Haas è stato ospite di una puntata della famosa conferenza TED (evento dedicato alla scoperta di nuove idee nel campo tecnologico ma non solo), in cui ha introdotto il termine ed ha persino messo in mostra un prototipo del Li-Fi, mostrando come un segnale contenente un video possa arrivare da una lampada LED presso una cella solare montata in un notebook. “Il Li-Fi è essenzialmente identico al Wi-Fi, eccetto per una piccola differenza: noi usiamo la luce generata dai LED che ci circondano per trasmettere i dati senza cavi, anziché rifarci alle onde radio.

Queste non sono sufficienti, poiché il troppo utilizzo crea una rete affollata… ce ne rendiamo conto quando andiamo negli aeroporti e negli hotel, luoghi in cui tante persone vogliono accedere ad internet e questo è terribilmente lento.“, ha affermato. Haas, insieme ad un gruppo di studenti e ricercatori dell’University of Edimburg, ha fondato pure LiFi, una compagnia che si occupa dello sviluppo e della ricerca sulla suddetta tecnologia.
Il Li-Fi in breve

L’idea principe su cui il Li-Fi si basa è l’utilizzo di una forma della luce visibile detta VLC (Visibile Light Communication) invece dello spazio radio, come accade oggi per trasmettere dati. Lo spettro della luce sfruttato si trova tra i 400 e gli 800 THz (terahertz). La frequenza è così elevata che, seppur si tratti di luce, essa risulta invisibile all’occhio umano. Le premesse sono molto buone, e tale tecnica potrebbe dare vita a transfer rate più elevati della norma, impensabili fino a qualche anno fa. 

Servirsi della luce abilita tra l’altro una comunicazione bidirezionale in modo simile a quanto fa il Wi-Fi, ma con un grado di sicurezza in più. E’ stato dimostrato che, nella pratica, il Li-Fi è in grado di ottenere una larghezza di banda di 1 Gbps nel mondo reale, ma la velocità teorica massima è di ben 224 Gbps. Il risultato ottenuto dalla tecnologia è ancor più importante se pensiamo che, a differenza delle onde radio, la diffusione di un segnale tramite la luce non è influenzata dal numero di dispositivi connessi. A mezzo del Li-Fi potremo quindi tenere connessi anche una decina di smartphone e tablet senza inficiare sulla qualità della rete. 
Li-Fi: come lavora?
 

I bulbi LED per rimanere accesi devono essere sottoposti ad una tensione stabile, che poi permette alla lampada di emettere un flusso costante di fotoni che viene percepito dall’occhio umano come luce. Il Li-Fi stravolge leggermente questa idea e, anziché servirsi di un voltaggio fisso, la tensione viene fatta variare in modo che la luce emessa fluttui. L’output può quindi essere modulato, in maniera simile a quanto si fa con i segnali trasmessi in modo classico.


Accendere e spegnere una lampadina tantissime volte in un intervallo di tempo brevissimo consente alla luce di trascrivere virtualmente codici in binario, con i due stati perfettamente distinguibili (accento o spento). Prendendo l’esempio del segnale di rete internet, prima di essere inviato alle luci di casa, esso passa per un driver fisico che lo manda tramite cavo ottico alle lampade.

Affinché si possa continuare la trasmissione, la lampada in questione deve possedere chip capaci di processare il segnale, per poi inviarlo ad un dispositivo detto photo-detector. Il segnale potrebbe essere processato proprio modulando la tensione in ingresso alle luci, determinando anche il loro raggio d’azione. Il photo-detector non è altro che l’equivalente di una scheda di rete presente negli attuali computer, che cattura e manipola il segnale internet. Oltre ad essere elaborata, nel caso del Li-Fi la luce deve essere anche amplificata e solo poi convertita in segnale elettrico, prima di arrivare al codice binario che un computer può perfettamente comprendere.

Sorprendentemente il Li-Fi è molto sicuro, senza dubbio più dell’attuale Wi-Fi. Il fatto è che questa è una tecnologia non in grado di coprire un’area troppo vasta, e di conseguenza la sicurezza è migliore. La luce, come sappiamo, non è in grado di oltrepassare i muri – come invece fanno le onde radio – rendendo il Li-Fi una tecnologia ideale per ambienti a rischio come gli uffici. 


In pratica, un malintenzionato che vuole penetrare una rete Li-Fi deve essere nella stanza interessata, rendendo l’operazione molto più complicata. La potenza del segnale non è un problema comunque, perché sfruttando le lampade presenti in ogni stanza di un’abitazione si potrebbe avere un segnale ottimo in ogni ambiente. Altro vantaggio è che la luce soffre di meno delle interferenze, eliminando anche questo problema. 

“Tutto ciò che dobbiamo fare è integrare un piccolo chip in ogni fonte di illuminazione, e questo combinerebbe due funzionalità: quella per l’illuminazione e quella per trasmettere informazioni senza cavo.“, ha precisato il professor Haas. L’unico compromesso riguarda l’accensione dei bulbi, che deve essere costante. Dovremmo quindi tenere le luci in funzione 24 ore su 24 per avere la connessione sempre presente, anche di notte.


La tecnologia Li-Fi è già in fase di testing in alcuni uffici ed ambienti industriali della città di Tallinn, in Estonia. “Per adesso abbiamo progettato una soluzione intelligente per un ambiente industriale, in cui la comunicazione è effettuata tramite la luce. Stiamo anche lavorando per integrare una rete Li-Fi in un ambiente privato.”, ha fatto sapere Deepal Solanki, CEO dell’azienda tech estone.

Sembra che anche Apple stia lavorando per integrare il Li-Fi sui propri dispositivi, ed alcune voci parlano già dell’implementazione nel prossimo iPhone 7. Questo sistema comunque non rimpiazzerà il Wi-Fi negli anni a venire perché convertire l’intera infrastruttura già esistente non è conveniente, considerato quanto è radicata nella società moderna. Le due tecnologie potrebbero dunque convivere in futuro, installando l’una o l’altra a seconda delle necessità. Alcuni ricercatori stanno già lavorando a dispositivi Li-Fi retro-compatibili con il Wi-Fi per poter usufruire di entrambe le tecniche di trasmissione contemporaneamente.

FONTE: http://tech.everyeye.it/articoli/speciale-li-fi-trasmetteremo-i-dati-con-luce-28672.html

VEDI ANCHE

Appello: “Per il riconoscimento della ipersensibilità elettromagnetica (EHS)” 

Pubblicato su: http://www.nogeoingegneria.com/

lunedì 13 aprile 2015

Il danno "antropogenico "

 

La geo-ingegneria e la moria degli alberi 

di Dane Wigington 

Gli alberi stanno morendo. Interi ecosistemi sono al collasso in tutto il mondo ed i nostri alberi stanno procedendo rapidamente verso la morte, quello che sta succedendo è visibile a tutti. Anche se molti si rendono conto solo quando viene fatto loro notare, una volta constatato quello che realmente sta succedendo, rimangono sbigottiti e allarmati. In un batter d'occhio, e su una scala di tempo geologico, la razza umana ha decimato il pianeta Terra.

Quello che spicca sopra tutto il resto combinato, è il danno antropogenico al nostro pianeta da parte dell'ingegneria del clima. L'elenco dei fattori ambientali devastanti, sono direttamente connessi ai programmi della geo-ingegneria che è in corso da molto tempo. Gli alberi stanno soccombendo e la razza umana li seguirà a breve se non cambierà completamente la traiettoria attuale che sta distruggendo l'abitat terrestre.


La geo-ingegneria globale sta distruggendo completamente il ciclo idrologico ( http: //www.geoengineeringwatch.org/ge ... ), distruggendo lo stato di ozono (esponendo tutta la vita sulla Terra, dalle estreme radiazioni UV http://www.geoengineeringwatch.org/ex ... ), contaminando l'intera superficie del pianeta con metalli pesanti altamente presenti nelle sostanze chimiche tossiche.

Ci sono inoltre, massicce emissioni di radio frequenze direttamente correlate all'ingegneria del clima, che sono un ulteriore alto livello di distruzione che sta colpendo radicalmente gli alberi, noi, e tutta la biosfera nel suo insieme. E' indispensabile coinvolgere tutte le masse popolari a questa ormai non più sostenibile realtà. Tutti coloro che ne sono consapevoli, hanno il dovere fondamentale di far aprire gli occhi agli altri. Bisogna armarsi con dati critici alla mano e trasmetterli agli altri che ignorano quello che sta succedendo al nostro pianeta Terra, fare di ogni giorno una battaglia sull'informazione. Il video qui sotto esposto, ci mostra come rapidamente gli alberi e le nostre foreste stanno morendo.



http://GeoengineeringWatch.org 
https: //www.facebook.com/dane.wigingt ...

http://ningishzidda.altervista.org/ 

®wld

giovedì 1 agosto 2013

Proteggi te e i tuoi bambini dal WI-FI

Il Wi-Fi influenza negativamente la nostra salute

 


Il punto di vista di due medici

Che il Wi-Fi influenzasse negativamente la salute umana è stato reso noto chiaramente da noi medici per la prima volta nel 2002 con l’Appello di Friburgo. Sulla base delle nostre osservazioni ed esperienze ci opponiamo fortemente all’uso in tutto il mondo della comunicazione senza fili indipendentemente dal fatto che si usino campi elettromagnetici pulsati o meno.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un rapido aumento di connessioni wireless (WLAN o Wi-Fi) e questo ci preoccupa molto. Si trovano hot-spot wireless in molte case private, edifici pubblici (scuole, biblioteche, ospedali, alberghi, aeroporti, stazioni ferroviarie), internet caffè e nei luoghi pubblici delle grandi città. I treni passeggeri internazionali sono dotati di Wi-Fi. Le compagnie possono consentire ad altre compagnie o ad uffici di connettersi alla loro rete.

In Germania le reti wireless operano ad una frequenza di circa 2450 MHz e si possono usare  frequenze anche  tra 5000 e 6000 MHz. In modalità standby, quando non si trasmettono dati, il segnale viene acceso e spento con una frequenza di 10 Hz. In questa stessa frequenza si trovano le onde alfa del cervello. La distanza media dell’utente dall’hot-spot negli ambienti esterni è generalmente di 300 metri, ma sebbene oppongano qualche attenuazione, le pareti lasciano comunque passare le radiazioni.

Il livello di esposizione effettivo in un luogo dipende da vari fattori, compresa la distribuzione dei cosiddetti punti di accesso (trasmettitori), la caratteristiche dello spazio interno (per esempio: effetti di riflettenti o di schermatura delle strutture degli edifici) e la distanza da computer portatili.

Sono stati misurati livelli allarmanti di radiazioni nelle vicinanze di router Wi-Fi, dei punti di accesso Wi-Fi e di computer portatili connessi al Wi-Fi: ad esempio a 2 m di distanza sono stati riportati da W. Maes1 livelli  fino a 3.000 μW/m² , nel 2010 la Ecolog Institute2 ha riscontrato, a 0,2 m da un  router Wi-Fi  8,8 V/m = 205,000 μW/m², da un punto di accesso Wi-Fi, 7,5 V/m = 149,000 μW/m²; lo studio IMST3 ha misurato 27,000 μW/m² a 0,5 m di distanza da un computer portatile. 

Secondo Le Linee Guida della Building Biology Evaluation 4, questi livelli (oltre 1.000 μW/m²) sono classificati come una “estrema preoccupazione.” In presenza di molti utenti (ad esempio, 20 studenti in una classe) i livelli di esposizione sono ancora più alti.


 

La radiazione da Wi-Fi viene percepita come particolarmente stressante e non sono solo le persone elettrosensibili a dirlo, ma anche persone sane segnalano il loro disagio in presenza di Wi-Fi. Lamentano numerosi sintomi e problemi di salute, in particolare mal di testa, irregolarità cardiaca, difficoltà di concentrazione, nausea e vertigini, stanchezza. 

Come riportato nell’Appello di Friburgo possono verificarsi anche spasmi muscolari spontanei, astenia e altri sintomi. In considerazione della vasta letteratura scientifica sugli effetti non termici delle radiazioni da cellulare è sorprendente che ci siano solo pochi studi che trattano specificatamente delle radiazioni da  Wi-Fi.

Magda Havas: studio inedito 20105
Papageorgiou, C.C. et al. (2011) hanno rilevato, in presenza di Wi-Fi6, ridotta attività elettrica e livello di attenzione nei giovani.
Maganioti, A.E. et al. (2010) hanno osservato che l’attività dell’EEG in giovani donne esposte a radiazioni Wi-Fi si è modificata nel corso di test sulla abilità cognitiva.7
Avendano, C. et al. (2010) hanno dimostrato danni allo sperma quando è stato posto un portatile abilitato alla connessione Wi-Fi vicino ad un soggetto.8
Grigoriev, Y. (2011): dichiarazione generale sugli effetti dei dispositivi di comunicazione senza fili su bambini: in uno studio condotto su bambini di età compresa tra 7 e 12 anni si è osservata una diminuzione di segnali importanti delle loro prestazioni cerebrali.



Avvertenze sulle radiazioni da Wi-Fi 
sono state pronunciate da anni, ad esempio da :

2003: Swisscom ha sviluppato un dispositivo Wi-Fi che consente di disattivare il segnale ad impulsi di 10 Hz in modalità di attesa. Nel fascicolo di brevetto (pubblicato 2004), Swisscom ha indicato, come  ragionevole, per la domanda di brevetto, che il materiale genetico può essere danneggiato a causa di effetti non termici.10

2006: Il distretto scolastico di Francoforte sul Meno respinge l’uso di Wi-Fi nelle scuole su sollecitazione del Sindacato dei Lavoratori dell’Educazione e della Scienza.11

2007: Il governo federale di Germania raccomanda di evitare l’uso di Wi-Fi.12 La Commissione della Pubblica Istruzione e  protezione dei consumatori del Parlamento bavarese raccomanda che le scuole preferiscano le soluzioni cablate piuttosto che quelle wireless.13

2007: La città di Parigi disattiva la connessione  Wi-Fi appena installata nelle sue librerie dopo denunce presentate dagli impiegati.14

2008: L’unione degli insegnanti nel Regno Unito mette in guardia contro l’installazione di Wi-Fi nelle scuole.15

2009: L’Ufficio Federale per la Protezione dalle Radiazioni della Germania: “Le fonti più potenti di radiazioni elettromagnetiche in case private sono i telefoni cellulari, telefoni cordless DECT e Wi-Fi. Per motivi precauzionali, si raccomanda ai consumatori di usare il telefono cellulare il meno possibile e
preferire il telefono fisso cablato.16

2009: La città francese di Hérouville-St.Claire decide di rimuovere la connessione Wi-Fi dalle scuole; la decisione si basa sul principio di precauzione.17

Giugno 2012: Yuri Grigoriev del Comitato Nazionale Russo per Le Radiazioni Non Ionizzanti (RNCNIRP) dice che le radiazioni emesse dalle reti wireless, telefoni cellulari, e ripetitori sono un pericolo per la salute dei bambini;  l’OMS e le agenzie sanitarie nazionali devono regolamentarle.18

Sono state emesse avvertenze sulle reti wireless e le richieste di persone esposte a queste radiazioni sono state accolte e le reti rimosse e non sono state etichettate, come spesso accade quando si segue la raccomandazione dell’OMS,19 come persone con problemi psicologici. Ci sono sufficienti prove scientifiche di ricercatori indipendenti che indicano gli effetti dannosi delle tecnologie wireless.20

Per motivi precauzionali, noi medici consigliamo vivamente di rinunciare all’uso delle  applicazioni wireless. Sebbene spesso considerate innocue, tecnologie come la Power Line (PLC) o la dLAN non rappresentano delle alternative al Wi-Fi perché utilizzano la rete elettrica di un edificio per trasmettere dati e, così, l’intero cablaggio elettrico della casa con la rete di cavi, le lampade e tutte le altre apparecchiature elettroniche emetterà – a livelli di potenza inferiori di una rete Wi-Fi – delle onde radio e, nel campo vicino, ci saranno un campo elettrico e uno magnetico, alla cui esposizione gli occupanti dell’edificio non potranno sottrarsi.21

I bambini, le persone malate, i disabili, e gli anziani, sono particolarmente a rischio a causa dei  campi elettromagnetici.  I bambini, dal momento che i loro corpi e cervelli sono ancora in via di sviluppo, sono particolarmente sensibili alle condizioni ambientali non fisiologiche. 

Esplicando  la loro gioia di scoprire e seguendo il loro istinto del gioco, i bambini percepiscono questi dispositivi elettronici senza fili come un attraente giocattolo, completamente ignari di qualsiasi rischio. Come genitori e tutori, abbiamo la responsabilità di tutelare i bambini che rappresentano il nostro futuro.

Si consiglia pertanto di rinunciare all’uso del Wi-Fi  scegliendo invece soluzioni cablate, sicuramente a casa così come nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia, insomma, in tutti i luoghi in cui i bambini trascorrono lunghi periodi di tempo.



 
LEGGI ANCHE: 

martedì 1 maggio 2012

G.A.S. Sindrome Da Adattamento Graduale


Di Stefano Felce e Mirtillo.
Ricercatore indipendente, interviene alla conferenza contro la geoingegneria clandestina, & modifica degli ecosistemi. organizzata dal comitato fiorentino "il cielo su Firenze" I° ottobre 2011

Per saperne di più: www.tankerenemy.com


Disturbi da comunicazioni elettroniche, dissonanza armonica, modificazioni geomagnetiche, riformattazione della nostra specie. Un muro di gomma e omertà che induce la massa umana ad una rassegnazione di narcosi perenne


Articoli correlati: 


Seconda parte:








mercoledì 22 febbraio 2012

C'è chi sta manovrando il clima del pianeta?

Fantascienza, fantapolitica o c'è qualcosa di vero?
 
  
Sono diversi giorni che leggo sulle pagine internet articoli pseudoscientifici, scientifici e giornalistici in genere sulle ipotesi che l'eccezionale ondata di freddo che ha sconvolto l'Europa e tutto il bacino del Mediterraneo, non sia altro che un esperimento di manipolazione climatica prodotto dall'intelligence militare USA. Esperimento reso possibile alle reti del progetto HAARP iniziato negli anni '90 ed ora diffuso in tutto il pianeta (vedi cartina).
  
HAARP è l'acronimo di High-Frequency Active Auroral Research Program. Un sistema di antenne che concentrano energie elettromagnetiche e che poi vengono "sparate" sulla ionosfera terrestre.  Questo impianto presente in Alaska, è in grado di inviare onde radio nella ionosfera. Le onde, colpendo la ionosfera, la riscaldano ulteriormente causando delle leggere perturbazioni, simili a quelle provocate dalla radiazione solare, ma notevolmente più deboli. Lo scopo secondo i militari USA è quello di studiare in che modo queste perturbazioni influiscono sulle comunicazioni a breve e a lunga distanza. Già nel 1995 ambientalisti e scienziati di tutto il Mondo chiesero spiegazioni al governo USA su questo esperimento, temendo che HAARP fosse una nuova arma che poteva minacciare la vita sulla Terra. Da un iniziale braccio di ferro, alla fine le autorità, vista anche la crescente preoccupazione internazionale, consentirono ai mass media di entrare a visitare una parte dell'istallazione, interdicendo però in maniera rigidissima la visita ad un'altra zona gestita dai militari. 

Questo fatto ha contribuito ulteriormente ad insospettire l'opinione pubblica.  La ricerca di base di HAARP, ufficialmente dichiarata dagli USA, riguarda lo studio dei fenomeni naturali derivanti dall'interazione delle radiazioni solari e delle onde radio con la ionosfera. La ricerca applicata riguarda l'utilizzo degli effetti prodotti sulla ionosfera in ambito tecnologico, in particolare nel campo delle telecomunicazioni. 

Il sospetto è che invece si stiano sperimentando nuove armi rivoluzionarie capaci di sconvolgere il clima del pianeta. Quello che è accaduto recentemente sul Polo Nord è un anomalo e intenso riscaldamento degli ultimi strati della ionosfera che come sappiamo va da 80 a 500 Km dalla Terra, dove impatta la radiazione solare che in alcuni strati produce temperature che superano i 1000 gradi centigradi, per questo motivo la ionosfera è chiamata anche Termosfera. Secondo alcuni scienziati le onde radio inviate sopra il Polo Nord avrebbero aumentato le temperature della Termosfera fino ad interagire con la Mesosfera e la Stratosfera al punto da stravolgere gli equilibri di pressione barometrica e di andamento dei venti polari, facendo deviare le correnti fredde polari verso sud. 

Forse sono tutte congetture, ipotesi un po fantascientifiche, forse e non forse, perché quello che mi preoccupa ( fino all'altro giorno confesso di esserne stato all'oscuro) è che il progetto HAARP non è solo territorialmente concentrato in Alaska, ma in questi anni si è diffuso in tutto il pianeta, come si può vedere dalla cartina sotto riportata:

Questa è la mappa mondiale dei siti HAARP in cui si trovano anche le più ricche miniere di uranio, un caso?

Da quando con Putin in Russia si sono aperti gli archivi segreti, alcuni documenti relativi al passato, dalla prima guerra mondiale al 1990, sono stati messi a disposizione del pubblico. Alcuni di questi però e per fortuna sono sfuggiti alla censura che successivamente ha poi fatto nuovamente chiudere le stanze dei segreti. Uno di questi documenti è sconvolgente perché dà forza al "complotto mondiale per cambiare il clima". In esso si parla del fenomeno Niño e dell'applicazione delle teorie di Tesla (*), un esperimento climatico effettuato dagli scienziati russi. Questo documento, ormai introvabile, affermerebbe che il 4 febbraio del 1983 sarebbe stato registrato un forte flusso di onde ELF (Extra-Low Frequency = a bassissima frequenza), inviate dagli americani, che sarebbero entrate in contatto con onde stazionarie emesse dai sovietici. Ciò avrebbe provocato il Niño del 1983, che ha portato siccità in Australia e piogge diluviali in Perù, tornado e colate di fango nel sud della California: ciò in particolare sarebbe il risultato delle enormi onde stazionarie emesse dai Russi. Questa strategia farebbe parte di un piano iniziato da Lenin e che aveva lo scopo di riscaldare la Siberia e svilupparvi delle coltivazioni.

Quindi questo dimostrerebbe che non solo gli USA ma anche i Russi stanno "giocando" con il fuoco, con forze ed energie immense che potrebbero sfuggirgli di mano. Si perché con i loro esperimenti potrebbero compromettere la stabilità della Termosfera e condannare tutto il pianeta ad un immane catastrofe. Forse allora si cominciano a capire perché in gran parte dei Paesi dove sono stati istallati i ripetitori HAARP si sono anche costruiti rifugi per decine di migliaia di persone, in particolare nei Paesi Scandinavi, in Russia e negli USA. Ma allora dobbiamo prendere in considerazione il mistero delle scie chimiche sui nostri cieli, delle strane aurore boreali che da qualche anno si manifestano soprattutto al Polo Nord e "la favola" di alcuni scienziati che hanno deciso di contrastare il riscaldamento globale, raffreddando il pianeta con impulsi elettromagnetici sparati da Terra? In particolare dobbiamo temere che i progetti e le ipotesi di Tesla alla fine siano stati concretamente realizzati e non per il bene dell'umanità, ma per i soliti oscuri scopi di chi vuol gestire il Mondo.  Se fosse così, e speriamo di no,  non ci rimarrebbe che chiede aiuto a Dio stesso!!

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 (*)TESLA

Fisico, inventore e ingegnere serbo naturalizzato statunitense nel 1891, nato a Smiljan, il 10 luglio 1856 e morto a New York, il  7 gennaio 1943. Tesla studiò e formulò interessanti ipotesi di come le forze elettriche e magnetiche della Terra potessero distorcere, o addirittura modificare, il tempo e lo spazio e sulle procedure attraverso le quali l'uomo potesse controllare tali energie. Verso la fine della sua vita, progettò un sistema per creare un “muro di luce”, manipolando in un certo modo le onde elettromagnetiche. Questo misterioso muro di luce avrebbe dovuto alterare a piacimento il tempo, lo spazio, la gravità e la materia, e da questo rinacquero una serie di progetti di Tesla che sembrano usciti direttamente dalla fantascienza, come gli aerei antigravità, il teletrasporto, e il viaggio nel tempo  

Fonte: http://www.accademiakronos.it/

®wld 

 

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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