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venerdì 8 marzo 2019

BAMBINI: unici e irripetibili

 

 Dedicato ai miei nipoti, nonno wlady 

CONOSCERE PER VIVERE 

Cari bambini che state andando a scuola, tutti nasciamo in un mondo già fatto, ed è naturale che per viverci dentro dobbiamo conoscerlo bene. 

La nostra adolescenza e la nostra giovinezza vengono in gran parte spese a capire dove siamo ospitati. Infatti, tutto quanto sfugge alla nostra comprensione rimane estraneo alla vita e non possiamo giovarcene. Non solo: se questa curiosità non viene nutrita, se ignoriamo il Sapere, rischiamo di prendere in continuazione fischi per fiaschi, cioè di essere puntualmente delusi nelle aspettative. 

Quindi la conoscenza è fondamentale alla nostra esistenza. 

Il mondo si svela piano piano e, di concerto, noi ci sveliamo a noi stessi e miglioriamo. Purtroppo nella nostra caotica, massificata, e spesso confusa società, molte cose ci distraggono, ci assordano, lasciandoci di rado soli con noi stessi. 

Ci riconosciamo in gruppo, insieme andiamo a scuola, ai concerti, alle feste, in vacanza. Così, col tempo, abbiamo l’impressione di esistere solo in funzione di come gli altri ci vedono e ci giudicano. 

E questo non va bene perché nel fondo può catturarci uno strano senso di vuoto, di solitudine, di smarrimento. Insomma ogni tanto bisognerebbe guardarsi allo specchio e riconoscersi per unici e irripetibili, diversi dagli altri. 

L’uomo per questo, ha inventato uno strumento preziosissimo: la scrittura. Chi scrive altro non fa che verbalizzare ciò che ha dentro, non fa che mettere ordine nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. Non fa cioè che immagazzinare informazioni dentro una originale visone del mondo. 

Scrivere ci fa crescere, e anche leggere ci fa crescere, perché gli scrittori offrono altri sguardi sul nostro vivere. Si va più lontano con la scrittura se contemporaneamente si legge qualche libro. Così, conoscendo meglio noi e quel che ci circonda, si vive con più distacco e con più passione.

BAMBINI 

I bambini li stanno facendo diventare antipatici per la prosopopea retorica e demagogica da cui vengono letteralmente soffocati. Ad accarezzarne uno per strada si rischia il linciaggio, tranne poi vederli diventare grandi e pronti a loro volta al linciaggio. 

Diventano antipatici come l’erbetta dei prati che non si può più calpestare: inavvicinabili come la Gioconda; protetti come i panda; sott’olio come i carciofini. Guai a chi lancia loro qualche urlaccio di contadina memoria, gui a turbarne l’equilibro scontentandoli. 

Li spingono a guardarti dal basso in alto con occhi quasi di sfida, e alla fine il modo migliore per non creare loro problemi è far finta di non vederli. 

I bambini in quanto tali, sono oggi una categoria interclassista, la loro condizione di possibile vittime della crudeltà adulta cancella ogni differenza: il poverissimo niño brasiliano, l’affamata creatura africana, il ragazzino per bene che va in piscina appartengono alla stessa specie da proteggere perché i loro nemici sono tanti e vestono panni diversi a seconda del luogo nel quale vivono. 

Questo è vero, ma una visione così riduttiva e generalizzata dalla questione (non certo nuova), invece di promuovere soluzioni concrete, non fa che aprire le inutili porte del cuore e dar voce ai sentimenti più lacrimevoli e ipocriti, a innondare la televisione di vuoti appelli a mielose trasmissioni interrotte con la pubblicità dei giocattoli e delle costosissime scarpe da tennis perché i genitori, catturati dalla paura del senso di colpa, vengano presi dall’impulso di far contenti i loro piccoli acquistando per loro qualcosa di utile e piacevole. 

Tutti i bambini sono buoni e bravi, anche quelli viziati, quelli dispettosi, quelli stupidi. Sono innocenti per definizione. Anche questo è vero. Però c’è da chiedersi quale pedagogia è possibile quando viene svuotato il senso della responsabilità personale e della diversità tra individui. 

Quante volte infatti, oggi, un genitore che assiste a una malefatta del figliuolo se ne sta zitto e va a cercare le colpe in sé stesso, nel suo rapporto con il consorte e con la prppria famiglia? 

Sembra che non veda l’ora di colpevolizzarsi per continuare ad inseguire una prospettiva diversa, una impossibile svolta nella propria vita e quella di chi gli sta intorno. 

L’enfatizzazione, in realtà, rimove ogni conflitto, giacché da sola basta a mettere a posto la coscienza. Commuoversi davanti a un appello per la condizione di schiavi cui sono realmente ridotti molti bambini del pianeta soddisfa e tranquillizza gli animi. 

Alcuni adirittura, organizzando concerti e trasmissioni, simposi e convegni, guadagnano fama e soldi nel cercare di commuovere il prossimo sul ricattatorio tema dei bambini. Che lontani dalle nostre lacrime continuano imperterriti a morire di fame, a essere trattati come cavalli da soma, a essere brutalizzati dall’orrore del turismo sessuale. 
Ogni giorno nel mondo 8 mila bambini muoiono di fame 
Ogni giorno nel mondo scompaiono 22mila bambini 
Nel mondo sono più di 220 milioni i bambini abusati sessualmente, senza parlare del traffico di organi che va oltre ogni immaginazione.
Tratto dalle mie letture di Vincenzo Cerami "Pensieri Così"

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®wld

venerdì 19 luglio 2013

IL CONFORMISMO PRODUCE MOSTRI


 Un omaggio allo scomparso Poeta e Scrittore romano 
Vincenzo Cerami

Come molti sanno, il mio insegnante di lettere alla scuola media fu Pier Paolo Pasolini: Era ancora un ragazzo, aveva appena messo  piede a Roma e si guardava intorno. Un giorno, in giardino, durante la ricreazione, gli feci una domanda di tutto inattesa, che in verità sorprese più me che lui.

Gli chiesi in maniera farfugliata cosa avrei dovuto fare per non trovarmi tanto male nella vita. Lui, dopo aver aggrottato per un attimo le sopracciglia si lasciò sfuggire un sorriso un po' disarmato e un po' tenero. ci pensò qualche secondo e mi disse letteralmente: "Basta che non fai quello che fanno tutti!". Rimasi in silenzio a riflettere, scrollando la testa andai a sedermi sul bordo di una piccola fontana di cemento, senz'acqua cominciai subito a chiedermi: "Ma cos'è che fanno tutti?" poi suonò la campanella e ogni pensiero svanì.

Molto tempo dopo mi tornò alla mente quella frase, quando vidi che l'Italia sia di destra che di sinistra, stava linciando il mio giovane professore per un libro ritenuto scandaloso,  Ragazzi di vita. Fu dall'uscita di quel romanzo che Pasolini cominciò ad essere brutalmente perseguitato e più volte trascinato davanti ai giudici del tribunale. 

Ero presente io alla casa dello studente, a Roma,quando i neo fascisti gli lanciarono in faccia la calce viva. Ogni cosa che diceva creava scandalo. Allora, appunto, pensai che se avesse fatto tutto ciò che gli altri fanno e avesse detto tutto ciò che gli altri dicono, nessuno si sarebbe accanito in quel modo contro di lui. 

Quella frase che gli avevo strappato quasi per caso mi aveva aiutato a schierarmi subito dalla sua parte e quindi a vedere il mondo con gli occhi un po' rovesciati, con uno sguardo diffidente al massimo su ciò che sembrava scontato e "normale".

In poche parole scoprii che la maggior parte degli uomini non agisce in totale libertà, ma è condizionata da mentalità e rituali subiti parassitariamente, è chiusa all'interno di un sordo conformismo che li tranquillizza e li fa sentire dalla parte della ragione solo perché così fanno gli altri intorno a loro. 


Dopo alcuni anni ho alla fine capito che quel mondo di essere comune di ciò che fanno tutti, è mostruoso, com'erano stati mostruosi  i conformisti di destra e di sinistra che avevano preso a bastonate il mio professore, l'uomo più dolce e mite che abbia mai conosciuto. 

Oggi posso dire che quella frase scontata nel quarto d'ora di ricreazione, subito dopo aver tirato qualche calcio alla palla, è l'insegnamento più profondo e proficuo che Pasolini mi ha regalato. 

Un insegnamento tanto semplice da capire quanto difficile da applicare, anche perché tra le persone a cui non bisogna somigliare ci sono anche quelli che vogliono per conformismo essere stravaganti. Così coloro che non vogliono somigliare agli altri finiscono per somigliarsi tutti. In fondo in fondo a quella frase del mio maestro se ne nasconde un altra, più francescana e creaturale, che dice: "Sii semplicemente te stesso!".


 





di Vincenzo Cerami "Pensieri così"
edizione maggio 2002 pag. 293/294/295




Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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