Visualizzazione post con etichetta Svalbard. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svalbard. Mostra tutti i post

domenica 1 settembre 2019

Ombre e misteri della banca delle sementi del pianeta


Agribusiness: Svalbard Global Seed Vault, ombre e misteri della banca delle sementi del pianeta 

Autore Bizzocchi Andrea

Nel libro di prossima pubblicazione Dietro le Quinte – Rivelazioni sul governo invisibile che controlla il pianeta (Bizzocchi, Pamio, Perucchietti, Uno editori, in uscita a novembre), tra i numerosi argomenti trattati, abbiamo affrontato lo Svalbard Global Seed Vault (letteralmente tradotto, “Deposito globale di semi delle Svalbard”), un argomento non strettamente di attualità dal momento che il succitato deposito è stato inaugurato già nel febbraio 2008, ma attuale come non mai alla luce degli ultimi accadimenti climatici estremi e alle possibili conseguenti implicazioni presenti e soprattutto future.

| Di che cosa si tratta |

Lo Svalbard Global Seed Vault è una sorta di cassetta di sicurezza delle sementi di tutto il mondo. Non propriamente una banca dei semi, ma una sorta doppia copia, di duplicato onnicomprensivo delle collezioni conservate nelle innumerevoli banche sparse per il pianeta.

Detto superdeposito si trova nella sconosciuta isola di Spitsbergen, che appartiene all’arcipelago delle isole Svalbard, a circa un migliaio di chilometri dal Polo Nord. La superbanca è stata attrezzata in una grotta scavata nel permafrost e l’obiettivo dichiarato è appunto la conservazione delle circa 4 milioni di diverse sementi (un vero e proprio patrimonio) che l’uomo ha sviluppato negli ultimi 10.000 anni della sua storia, ovvero dalla nascita dell’agricoltura.

Quale sarebbe la finalità ultima di tale mastodontica impresa? Le motivazioni sono molteplici ma, almeno ufficialmente, tutte riconducibili alla conservazione della biodiversità agricola a favore delle generazioni future in caso di eventuali catastrofi nucleari, scontri tra meteoriti, ma anche cambiamento climatico con le sue inondazioni, grandinate eccezionali e così via. Questo è quanto si premurano di farci sapere. Le intenzioni dunque, come sempre del resto, sono all’apparenza lodevolissime.
 
Il deposito è ultraprotetto: portoni a prova di bomba, rilevatori di movimento, pareti di cemento armato e via andando. Tutto questo, unitamente a condizioni climatiche controllate, dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) garantire la conservazione attiva dei semi per centinaia e financo migliaia di anni (questo a seconda del tipo di cultivar ovviamente).

Lo Svalbard Global Seed Vault non è l’unica banca delle sementi al mondo, tutt’altro. Quelle di importanza rilevante sono all’incirca poco più di un migliaio. In linea di massima ogni Paese ne annovera una o più, alcune appartenente ad agenzie filogovernative mentre altre sono private. E fin qui, all’apparenza, tutto fila.

L’iniziativa del Global Seed Vault delle Svalbard è ufficialmente del governo norvegese che ne avrebbe (anche qui il condizionale è d’obbligo) finanziato la costruzione, ma appena si comincia a investigare si scopre che in realtà tra i principali promotori (con robusti contributi in denaro ovviamente) troviamo la Fondazione Rockefeller (onnipresente quando c’è da far del bene), seguita da   Monsanto Company[1] DuPont Pioneer [2] e quindi Syngenta[3] (le tre aziende che controllano oltre il 90%del mercato mondiale dell’agribusiness) nonché, tralasciandone altri della stessa risma, Mr. Bill Gates attraverso la sua fondazione caritatevole Bill & Melinda Gates Foundation. 

| La Rivoluzione Verde e gli OGM | 

Come chi si occupa di queste tematiche sa benissimo, la “fissa” del controllo dell’agricoltura da parte dei Rockfeller è di lunghissima data. La Rockfeller Foundation fu infatti la longa manus dietro la cosiddetta Rivoluzione Verde e finanziò sin dagli anni ‘70 i primi pioneristici studi di «rivoluzione agricola genetica». Lo sviluppo genetico (mappatura del gene, sequenza del genoma umano) è da sempre uno degli obiettivi dei Rockfeller (e dei loro sodali) come strumento primario per controllare le popolazioni. La genetica prese sviluppo nei laboratori nazisti sotto forma di ricerca per la purezza razziale (allora si chiamava eugenetica) e anche allora tra i principali finanziatori c’erano i Rockfeller. Con la conclusione della guerra la Rockefeller Foundation si adoperò per portare segretamente molti di questi scienziati in Usa per proseguire le loro ricerche. Questo tanto per inquadrare la questione.

Come illustrato splendidamente nel case study “The Green Revolution: Rockefeller Foundation, 1943” ad opera di Scott Kohler per il Center for Strategic Philanthropy and Civil Society della Duke University (North Carolina), l’avvio della Rivoluzione Verde partì dal Messico nei primi anni ‘40 per poi diffondersi in Colombia (1950) quindi in tutto il Sud America e in Asia (in particolare nel subcontinente indiano). Un certo Henry Kissinger (Nobel per la Pace Nobel nel 1973) sentenziò all’epoca:
«Chi controlla il petrolio controlla i Pesi, chi controlla il cibo controlla le popolazioni».
I Rockfeller, oltre al petrolio (Standard Oil) e al cibo, controllavano anche Kissinger.

Dalla progettazione alla messa in atto, la Rivoluzione Verde contemplò uno sforzo notevole. Scrive il ricercatore e autore americano William Engdahl nel suo illuminante libro Seeds of destruction[4]:
«la Fondazione Rockefeller, l’Agriculture Development Council di John D. Rockefeller III e la Fondazione Ford avevano unito le proprie forze per fondare, a Los Baños (nelle Filippine) l’IRRI (International Rice Research Institute)»,
un centro di ricerca agricolturale specializzato sul riso che divenne poi conosciuto per il suo decisivo contributo e sostegno al movimento della Rivoluzione Verde.

Del grande puzzle della Rivoluzione Verde, assieme all’IRRI, facevano parte anche il messicano CIMMYT (Centro Internacional de Mejoramiento de Maíz y Trigo, in inglese International Maize and Wheat Improvement Center, anche qui con il contributo della Rockfeller Foundation) e l’IITA (International Institute of Tropical Agriculture, fondato nel 1967 in Nigeria, sempre con soldi Rockefeller). Nel breve volgere di pochi decenni l’intero pianeta venne conquistato dal cosiddetto agribusinness promosso dalla Rivoluzione Verde (cioè dai Rockfeller).

Occorre capire che questo è lo schema di dominio attraverso il quale si muovono le power élite. Nel nostro caso specifico la Rockfeller Foundation si adoperò per creare un network mondiale di ricerca al fine dichiarato di ridurre la fame nel mondo. E lo schema è proprio questo: prima si crea il problema (la fame nel mondo) poi si propone la soluzione (la Rivoluzione Verde).

All’uopo si creano quindi istituzioni no profit (da loro finanziate) che prendono a collaborare tra loro promuovendo una strada comune. Vengono poi coinvolti altri soggetti (ad esempio la Fao, la Banca Mondiale, l’UNDP, United Nations Development Program) e così via.

Nel maggio 1971 ad esempio venne fondato il CGIAR (Consultative Group for International Agricultural Research), i cui obiettivi e modus operandi vennero messi a punto durante una serie di incontri privati tenutisi a Villa Serbelloni (di proprietà, e di chi altri, della Fondazione Rockfeller) il cui compito precipuo era coordinare lo sforzo per ridurre la povertà e assicurare il cibo nei Paesi in via di sviluppo attraverso 15 non-profit affiliate, le più importanti delle quali erano le succitate IRRI, CIMMYT e IITA.

Tutti questi gruppi si occupavano soprattutto di fare ricerca (la loro ricerca) e formazione (la loro formazione) educando scienziati e ricercatori sui metodi salvifici della Rivoluzione Verde (che è la loro rivoluzione). I risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’Africa, tanto per fare un esempio, negli anni ‘60 del secolo scorso era ancora al 98% alimentarmente autosufficiente (addirittura lo era al 100% agli inizi del ‘900) mentre ora è ridotta alla fame e alla miseria più estrema.

Giusto per far capire al lettore come tutto, letteralmente tutto è parte dello stesso disegno, ecco che Norman Borlaug, l’agro-scienziato acclamato padre della Rivoluzione Verde, viene insignito nel 1970 del Nobel per la Pace. Borlaug, possiamo immaginarlo, lavorava per Rockfeller.

In breve, nel giro di pochi decenni la Fondazione Rockfeller (e i suoi accoliti) fu capace di plasmare l’intera agricoltura mondiale piegandola ai propri desiderata. Ma credere che Rockfeller o chi per lui, spenda soldi e si adoperi per il benessere delle povere popolazioni del terzo mondo (che povere non erano e lo sono diventate solo dopo essere state inserite nel meccanismo della Rivoluzione Verde e del denaro) significa essere, nella migliore delle ipotesi, terribilmente ingenui.

La Rivoluzione Verde ottenne infatti risultati ben precisi che, guarda un po’, coincidevano esattamente con i veri obiettivi dei suoi promotori. Con la Rivoluzione Verde vennero infatti diffusi semi ibridi dalle rese molto alte ma con due caratteristiche peculiari. La prima è che questi semi non si riproducono e la seconda che dipendono, per la loro crescita e protezione, da massicce iniezioni di fertilizzanti chimici, pesticidi, anticrittogamici, ecc. Il tutto, ca va sans dire, rigidamente brevettato. In breve, il contadino viene a dipendere dalle multinazionali per l’acquisto dei semi, per quello di fertilizzanti, pesticidi, fungicidi, anticrittogamici, ecc., per le royalties sui semi brevettati e così via. Dipendenza, in altre parole, da Monsanto, Sygenta, Dupont e dagli altri grandi gruppi soliti noti.

Ora, se in un mondo che pure funziona al rovescio due più due fa sempre quattro, si capisce facilmente che l’obiettivo di fondo di tutto questo è sottrarre ai contadini la produzione agricola libera, indipendente e autosufficiente, per sostituirla con quella di poche grandi, ipertrofiche megamultinazionali che controllano l’intera filiera a livello mondiale e che sono, attraverso un gioco di scatole cinesi, in mano ai soliti noti (con Rockfeller in testa). 

| Ma torniamo allo Svalbard Global Seed Vault | 

Forse a questo punto possiamo cominciare a intuire perché è stata costruita l’Arca di Noè delle sementi alle Svalbard. Le banche di sementi, secondo la FAO, sono circa 1.400 e si trovano per la maggior parte negli Stati Uniti. Ma non basta, le più grandi sono usate e possedute proprio da Monsanto, Syngenta, Dow Chemical, DuPont, che ne ricavano i corredi genetici da modificare.
Perché dunque c’era necessità di un’Arca di Noè agricola alle Svalbard, con tanto di porte corazzate e allarmi anti-intrusione, scavata nella roccia?
 
Perché questi personaggi creano una superbanca del genere? Quale futuro si aspettano? Cosa sanno che noi non sappiamo?
E se invece di un’Arca salvifica si trattasse di un vero e proprio furto ai danni delle “normali” aziende agricole e dei piccoli contadini ancora preponderanti in molti paesi del Terzo Mondo e non solo?

O forse ancora, tutto questo potrebbe avere a che fare con un clima impazzito (per loro volere e non per un climate change “naturale” così come si vuol far passare il cambiamento climatico in atto) fino ad arrivare a terremoti, uragani, alluvioni grandinate eccezionali che distruggono i raccolti, siccità, desertificazione avanzante e così via?

O forse una malattia sconosciuta che appare all’improvviso?
Tutto questo è certamente plausibile ma in realtà ci sono anche altri particolari interessanti che unitamente a ciò che abbiamo detto fino ad ora ci svelano in maniera sempre più chiara le finalità di tutto questo. 

| Eugenetica e denatalizzazione | 

L’eugenetica e la denatilizzazione sono una fissa dei Rockfeller sin dall’inizio del secolo scorso. Orbene, nel 2001 l’azienda di ingegneria genetica EPICYTE PHARMACEUTICALS INC. con sede a San Diego in California, annuncia di aver elaborato un tipo di mais geneticamente modificato contenente uno spermicida. In altre parole questo particolare tipo di mais funziona, anche, da sterilizzatore. In altre parole ancora, i maschi che se ne nutrono diventano sterili. Ma ciò che è forse maggiormente interessante è che le ricerche per arrivare a questo mais geneticamente modificato sono state sostenute da fondi dell’USDA (United States Department of Agricolture, il ministero che condivide con Monsanto i brevetti dei semi Terminator). È quello che si scriveva poc’anzi: alla fine tutti questi soggetti fanno parte dello stesso schema.

Un altro esempio ancora: negli anni ‘90, l ‘Organizzazione Mondiale della Sanità (che sarebbe il Dipartimento dell’ONU addetto alla salute!) lancia una campagna di vaccinazione contro il tetano rivolta esclusivamente alle donne di e in età compresa fra i 15 e i 45 anni. Forse che il tetano colpisce solamente le donne e non gli uomini? Colpisce solamente le donne comprese in questa fascia di età e non quelle più giovani e più vecchie? Forse che al di fuori dei confini di Filippine, Messico e Nicaragua non c’è pericolo di tagliarsi e ferirsi?

Se uniamo queste notizie alla fissa che i Rockfeller hanno per la denatalizzazione (a partire, per ovvi motivi, dalle razze considerate “inferiori”) ecco allora che i conti cominciano a tornare. Il dubbio venne infatti a suo tempo anche al Comité Pro Vida, una associazione cattolica messicana. Il Comité fece analizzare il vaccino in questione verificando ciò che si poteva peraltro intuire, ovvero che questo conteneva gonadotropina corionica umana, ovvero un ormone umano naturale il quale, attivato dal germe attenuato del tetano contenuto nel vaccino, stimolava speciali anticorpi che rendevano incapaci le donne di portare a termine la gravidanza. Insomma, dietro la copertura del vaccino antitetano si celava un agente abortivo. A questo punto l’associazione approfondì gli studi su detto vaccino e scoprì che esso era frutto di studi  ventennali finanziati dalla Rockefeller Foundation, dal Population Council (una delle solite ONG no profit messe su dalla Famiglia), dal CGIAR (di cui abbiamo detto prima), dal National Institute of Health (governo USA) e, sorpresa, anche dalla Norvegia, il paese in cui si trova oggi il Global Seed Vault oggetto di questo articolo, che aveva contribuito agli studi di ricerca sul vaccino antitetanico-abortivo con ben 41 milioni di dollari.

Forse, alla fine di tutto, quando arriverà la Catastrofe (e a noi comuni mortali, non è dato sapere né il come né il quando), le sementi naturali dovranno essere controllate dal gruppo dell’agribusiness  e da nessun altro?

A pensar male si fa peccato ma ci si prende… sempre. Almeno quando ci sono di mezzo i Rockfeller. 

Link di riferimento e note: 


http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=9852:rockefeller-si-fa-larca-di-noe-cosa-ci-nasconde&catid=83:free&Itemid=100021

https://www.voltairenet.org/article162545.html
hhttps://cspcs.sanford.duke.edu/sites/default/files/descriptive/green_revolution.pdf


[1] Mega azienda di biotecnologie agrarie nota per la produzione del glifosato e del famigerato agente orange durante la guerra del Vietnam. Monsanto è il maggior produttore mondiale di sementi convenzionali, produce sementi transgeniche e risulta esserne il maggior detentore di brevetti al mondo. È stata acquisita nel giugno 2018 dalla casa farmaceutica tedesca Bayer per un importo pari a 63 miliardi di dollari. Una volta completata la fusione il marchio Monsanto sarà cancellato (operazione di green washing).

[2] È il più grande produttore statunitense di semi ibridi per l’agricoltura e il secondo al mondo di semi OGM dopo Monsanto. Produce e rivende inoltre semi ibridi di mais in oltre 70 paesi.

[3] Syngenta AG produce sementi e prodotti chimici per l’agricoltura. Nata nel novembre 2000 dalla fusione di Novartis Agribusiness e Zeneca Agrochemicals è stata poi rilevata nel 2017 da ChemChina per 43 miliardi di euro. Risulta essere il terzo rivenditore al mondo di semi e prodotti biotecnologici, dietro a Monsanto e DuPont Pioneer.

[4]   Articolo originale “Doomsday Seed Vault in the Arctic” by F. William Engdahl. https://www.voltairenet.org/article162545.html

sabato 25 maggio 2013

Un Evento Cosmico destinato a tornare

La “Storia Negata” (Parte 1 di 5) 


La “Storia Negata” (Parte 1 di 5) – Un Evento Cosmico destinato a tornare

Coloro che governano il mondo dai livelli più elevati e nascosti della “società”, custodiscono i più grandi segreti dell’intera storia dell’umanità. Nel corso del tempo molti uomini sono caduti per mano di una “giustizia manovrata” che da sempre opera nell’ombra e che senza scrupoli vanifica e neutralizza chiunque tenti di scoprire cosa si nasconde dietro il drappo della segretezza.

La “Storia Negata”


Esiste un’intera “Storia”, totalmente negata all’umanità. Una grandiosa realtà che possiede un passato, un presente, un futuro e che da sempre scorre parallela alla realtà nella quale viviamo. Una Storia volutamente negata all’umanità, che cede il passo ad una realtà alternativa nella quale è costruito il “meccanismo” che da’ vita al nostro “Sistema” – il mondo – nel quale l’uomo scrive la propria storia. Un mondo che non ha bisogno di conoscere “certe verità”. La vita di ogni essere umano “deve” evolversi in modo “prestabilito” per trovare “orizzonti percorribili”, non c’è spazio per scomode realtà che destabilizzerebbero quel tipo di concetto di vita che abbiamo imparato a conoscere.





Fino a qualche decennio fa, si viveva nella convinzione che il più grande segreto custodito dagli uomini che detengono il potere fosse la verità sull’esistenza di Entità Extraterrestri. Ora gli orizzonti si fanno sempre più nitidi e in fondo all’infinito tunnel delle verità nascoste si trova “qualcosa” di assai ben più importante. Un “Evento Cosmico” di proporzioni bibliche che coinvolgerebbe ciclicamente l’intera vita sulla Terra. Questo Evento è destinato a “tornare”.


Un Disclosure ufficializzato dagli stessi Extraterrestri


Non abbiamo bisogno di ufficializzazioni che confermino l’esistenza di Extraterrestri nel nostro mondo. I “Governi” non possono e non vogliono dare una notizia così sopra le righe, non in questo presente. Una verità di questa portata non può far parte della “storia” in cui viviamo. Inoltre la realtà extraterrestre appartiene già alla “Storia Negata” che scorre parallela alla nostra; molto probabilmente non verrà mai rivelata dai governi terrestri, non qui. Questa “scottante” realtà che molti di noi stanno imparando ad accettare sta venendo alla luce per volere degli stessi Extraterrestri. Il grande “muro della segretezza” si sgretola sotto gli occhi di coloro che abbracciano con l’anima la vera realtà dei fatti, la “Vera Storia”.


Ora più che mai abbiamo la totale certezza che esistono Esseri provenienti da altri mondi e sappiamo bene che interagiscono anche qui sul nostro pianeta e nell’intero Sistema Solare. Possiamo osservare coi nostri occhi che attorno a noi la presenza extraterrestre è dilagante, imbarazzante. La loro “forza” e ostinazione nel comparire ovunque fa pensare ad un grande cambiamento in corso, pronto ad entrare in scena da un momento all’altro.





Gli Extraterrestri sembrano come in attesa di un “Evento Cosmico di indicibili proporzioni”.


Queste Entità Multidimensionali che interagiscono attorno a noi, non sembrano appartenere al nostro Piano di Esistenza, probabilmente discendono da Piani Sensoriali, Astrali e sicuramente fanno parte di un infinito organigramma che “diffonde” e “manipola” la Vita Cosmica in un armonioso intreccio di Piani Esistenziali fatto a gradini, che si evolve attraverso interminabili “Dimensioni Impercettibili”.


“L’inquietudine” degli Extraterrestri


Anche se buona parte di questa realtà non viene confermata dai governi, noi abbiamo la certezza di ciò che vedono i nostri occhi; abbiamo l’assoluta convinzione che queste “Creature” intervengano là dove l’uomo non può arrivare. Sappiamo che da anni Essi sorvegliano la nostra stella ed intervengono sulle dinamiche dei processi di fusione termonucleari da essa sprigionate. Perché? 

Da diversi anni molte immagini catturate dalle sonde della NASA mostrano degli enormi oggetti extraterrestri di dimensioni planetarie che si muovono costantemente a distanza ravvicinata dal Sole. Questi enormi “oggetti artificiali”, appartenenti ad esseri provenienti da altri mondi, stanno interagendo con la nostra stella. Essi stanno “livellando” i flussi delle emissioni di energia sprigionate dal Sole, ma non soltanto.





La presenza di una “seconda stella” nelle vicinanze potrebbe essere una valida motivazione di questo Loro sofisticatissimo 
intervento alle soglie del “Divino”.


Abbiamo assistito ad un Loro intervento (ai limiti della fantascienza) nei confronti di un enorme meteorite (Russia 15 Febbraio 2013) e tanti altri video mostrano la Loro presenza nei pressi di meteore infuocate che impattano nell’atmosfera terrestre. 

Li abbiamo più volte visti (coi loro velivoli) all’interno di tempeste, in prossimità di uragani e tornado, senza venire minimamente coinvolti dalla furia dei fenomeni naturali estremi in atto. Abbiamo le prove di come ispezionino di continuo i nostri vulcani e di come siano entrati al loro interno interagendo sicuramente nelle zone vicine al nucleo della Terra, probabilmente per motivi di monitoraggio dei mutamenti in corso che avvengono nel sottosuolo, legati certamente ad un possibile enorme stravolgimento climatico.







Dunque gli Extraterrestri sembrano essere “preoccupati” per il pianeta in cui viviamo. Cosa si nasconde dietro questa “Loro inquietudine”?


I governi segreti sembrano non poter fare nulla di fronte alla “presa di posizione” di questi Esseri Multidimensionali, è ormai chiaro che non riescono più a tenerli nascosti. Da alcuni anni gli extraterrestri sembrano decisi ad uscire allo scoperto, o comunque si mostrano con grande disinvoltura e sicurezza. Ma perché? Quale motivo sta spingendo queste Entità in decisioni così azzardate?


E’ forse in “arrivo” un Grande Evento Epocale?


Il più grande segreto dell’intera Storia dell’umanità viene tuttora custodito con grande attenzione. La presenza extraterrestre pare proprio essere passata in secondo piano. “Chi governa il mondo” sta cercando di nascondere un segreto ben più “imponente” della presenza extraterrestre. Una pagina di storia scottante, una verità sconvolgente, qualcosa che è strettamente collegato all’intervento extraterrestre nel nostro Sistema Solare.

Un Evento destinato a ripetersi…

(Fine Prima Parte)


Scritto da Dan Keying


Articolo riproducibile citando autore e fonte

giovedì 16 maggio 2013

Le potenze mondiali probabilmente sanno ...

I governi sono forse a conoscenza di un imminente disastro globale? 


I governi sono forse a conoscenza di un imminente disastro globale?

Le potenze mondiali probabilmente sanno di un possibile evento distruttivo futuro, ma non stanno annunciando alcun pericolo. Stanno cercando di guadagnare tempo sfruttando la “distrazione” dell’uomo, dirottandolo senza tregua su problemi di “quotidianità sociale” legati ad una crisi economica senza fine che starebbe causando il collasso totale del sistema finanziario globale.

Una situazione di “negatività sociale avvelenata” divenuta oramai uno “stile di vita”, creato forse a “dovere” per accumulare ciclopiche somme di denaro e per allontanare le attenzioni delle persone da qualcosa di “estremamente scottante”.



 


I media sono concentrati principalmente “sull’agitazione sociale economica mondiale” e mantengono uno stretto riserbo riguardo le situazioni ambientali. I governi stessi permangono in un silenzio oscuro e sospetto.

Per coloro che non sono ancora consapevoli del fatto che i governi stanno da tempo prendendo importanti precauzioni per far fronte ad un possibile disastro globale, di seguito elenchiamo alcuni fatti che portano a pensare ad una “precisa” preparazione:

Lo Space Shuttle statunitense ha lanciato la sua ultima missione a metà del 2011. In quel periodo la NASA ha scelto di abbandonare completamente il suo programma di voli spaziali con equipaggio umano che veniva  da sempre finanziato dal governo USA.

Lo “Svalbard Global Seed Vault” è stato sigillato nel 2011. Questa banca del seme permetterà al mondo di riavviare l’agricoltura dopo una possibile catastrofe globale.



L’imminente collasso totale del sistema finanziario globale.


Sembra che i vari governi siano come immersi in un subbuglio di aspettative che tendono a non concretizzarsi chiaramente, ma soprattutto non si trasformano mai in vere soluzioni. Forse stanno cercando di anticipare un “reset economico” mondiale “obbligatorio” a causa di ragioni per nulla trasparenti e al momento non dichiarate.

I governi, le organizzazioni e le tecnologie militari hanno incrementato gli sforzi a livello mondiale nella costruzione di Bunker di sopravvivenza sotterranea. 


Negli ultimi 3-5 anni l’aumento di costruzioni di bunker è aumentato quasi del 700% in tutto il mondo. I governi del mondo hanno costruito nel corso degli anni più di 1.000 basi sotterranee nelle profondità della terra, in zone segretissime.

Gli Stati Uniti stanno tuttora scavando ed allestendo enormi strutture sotterranee in regioni inospitali e difficili da raggiungere per le masse.





La Cina sta scavando nel sottosuolo complesse reti metropolitane nella maggior parte delle grandi città, seguendo un mirato programma accelerato che appare essere davvero troppo strano, sia in termini di tempi che dalla portata alquanto fuori dal comune.

Nel 2011 la Russia ha annunciato che sta costruendo 5.000 nuovi rifugi nucleari a Mosca, ciò permetterebbe di proteggere tutti gli abitanti di Mosca. Il progetto doveva essere pronto nel 2012. Nuovi sistemi di reti metropolitane della Russia sono stati concepiti anche in luoghi più profondi del dovuto, in modo da poter essere utilizzati come rifugi in casi di “emergenza straordinaria”.


Il governo norvegese sta costruendo sempre più bunker e basi sotterranee. Quando è stato domandato loro il motivo di queste costruzioni, hanno semplicemente risposto che è utile alla protezione del popolo della Norvegia.

USA – Fema Camps: Nel corso degli ultimi anni, la FEMA (Federal Emergency Management Agency) è molto impegnata e attiva nella costruzione di “campi” e ha acquisito milioni di sacchi, inoltre sta anche accumulando milioni di tonnellate di cibo essiccato. Un annuncio di pubblico servizio, dettato dalla FEMA nel 2011, suggerisce che tutti i cittadini devono possedere un kit di sopravvivenza, nel caso in cui il nostro mondo subisse violenti “capovolgimenti” e disastri climatici gravi. Il DHS (Dipartimento per la Sicurezza Interna) sta acquistando miliardi di munizioni e migliaia di mezzi blindati. Perché?

Perché tutti questi preparativi, e perché tutta questa fretta?

Ancora non è chiaro il comportamento del Sole


L’attività solare, dopo una improvvisa ed anomala diminuzione d’intensità (che aveva sbalordito tutti gli scienziati), sembra ora “alzare la voce”. Ultimamente la nostra stella ha ricominciato a generare pericolose X-Flares (brillamenti di massima potenza) accompagnate da poderose CME (Espulsioni di massa coronale).



solar flare88 May. 14 21.38

ciclo solare


La NASA ora teme che il Sole possa generare tempeste solari senza precedenti per un lungo periodo in questo 2013. Essi non possono prevedere con precisione come e quando possa scatenarsi una tempesta solare; non è affatto chiaro se la NASA sia davvero in grado di prevedere, con un largo anticipo, una tempesta di enormi proporzioni. Il problema è che l’umanità oggigiorno dipende totalmente dalla tecnologia ed è quindi molto più vulnerabile. Abbiamo già avuto cicli solari simili, gli ultimi nel 2001 e nel 1990, ma ora il campo magnetico terrestre è diventato molto debole. Forse una forza gravitazionale sconosciuta sta influenzando la nostra magnetosfera? Che cosa ha di così diverso il ciclo solare attuale?


La Cometa C/2012 S1 (ISON)


Diversi esperti parlano di un “oggetto” spaziale misterioso grande dai 13 ai 30 km, che sta viaggiando in direzione nostro Sole (forse la Cometa ISON?).

Qualcuno potrebbe suggerire che la NASA stia agendo in maniera poco trasparente, come se avesse qualche informazione in più a riguardo, ma che attualmente non è dell’idea di renderla pubblica. Inoltre, c’è chi asserisce addirittura che la NASA stia cambiando e manipolando i diagrammi orbitali reali della cometa C/2012 S1 (ISON).



La lunghezza della coda della cometa ISON risulta essere molto più grande e voluminosa di quanto si aspettavano gli addetti ai lavori.


La lunghezza della coda della cometa ISON (vedi in questa foto del 2 Maggio 2013) risulta infatti essere molto più grande e voluminosa di quanto si aspettavano gli addetti ai lavori.

I recenti dati delle sessioni di visione a distanza, mostrano che il misterioso “oggetto” si sta avvicinando al nostro pianeta dal lato opposto del Sole. Gli esperti dicono che si avvicinerà così tanto al Sole da rischiare di spaccarsi, trasformandosi in tanti piccoli oggetti. Questo potrebbe costituire un serio pericolo per la Terra poiché non possiamo sapere dove verrebbero dirottati molti di questi detriti spaziali, alcuni potrebbero venir attratti dalla gravità terrestre.


Se la cometa dovesse rimanere intatta, la traiettoria rispetto al nostro pianeta resterebbe con un’orbita un po’più ampia di quella della nostra Luna e quindi in una zona piuttosto sicura. Ma se si dovesse rompere in più parti durante il suo approccio vicino al Sole, la situazione potrebbe cambiare radicalmente.



meteor iss
Il meteorite che ha perforato uno dei pannelli solari della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), come riportato dalla Società Astronomica del Caraibi (SAC)


Forse tutti questi preparativi, queste previsioni, questi “segni”, sono dovuti ad una possibile e imminente pioggia di meteoriti? Non esattamente un meteorite o una cometa in particolare, ma un “enorme sciame meteorico” che molto presto arriverà a colpire la Terra?


Gli eventi potrebbero essere diversi, numerosi, continui…senza sosta.


Cosa sta realmente spingendo questi oggetti spaziali dentro al nostro Sistema Solare? Sono forse “Precursori” che stanno “annunciando” l’arrivo di un temibile Evento Ciclico?

La presenza di un “Astro Oscuro” in avvicinamento sembra diventare sempre più una realtà: il Pianeta X… “ l’Avanguardia numero Uno del Distruttore ”.


Scritto da Dan Keying
Per Segnidalcielo.it

mercoledì 20 luglio 2011

qualcosa che noi non sappiamo





BILL GATES, ROCKEFELLER sanno qualcosa che noi non sappiamo
Nel comunicato fatto al Project Camelot dal politico norvegese, si parla che la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard  nel Nord artico con l’aiuto degli USA e UE e di tutta la Norvegia. La zona di Svalbard è la stessa dove, guarda caso, la Gates Foundations e la famiglia Rockefeller hanno appena finito di costruire una base sotterranea. Ma che coincidenza!!

Nella gelida isola di Spitsbergen, desolato arcipelago delle Svalbard (mare di Barents, un migliaio di chilometri dal Polo) è in via di febbrile completamento la super-banca delle sementi, destinata a contenere i semi di tre milioni di varietà di piante di tutto il mondo.
 

Una «banca» scavata nel granito, chiusa da due portelloni a prova di bomba con sensori rivelatori di movimento, speciali bocche di aerazione, muraglie di cemento armato spesse un metro.

La fortificazione sorge presso il minuscolo agglomerato di Longyearbyen, dove ogni estraneo che arrivi è subito notato; del resto, l'isola è quasi deserta.
 

Ma vediamo esattamente cosa scrive il politico norvegese:

"Il pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard  nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese. Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e così via. Quanto a me, già so che partirò prima del 2012 per l’area di Mosjoen, dove si trova un’agevole base militare sotterranea.

Lì saremo divisi in settori rossi, blu e verdi. I distintivi dell’esercito norvegese sono già stati dati loro, e gli alloggi costruiti già molto tempo fa.La gente che sarà lasciata sulla superficie e morirà insieme a tutti gli altri, non riceverà nessun tipo di aiuto. Il piano è che 2 milioni di Norvegesi si salverà e gli altri moriranno, questo significa che 2.6oo.ooo persone periranno nella notte senza sapere cosa fare.Tutti i settori e le arche sono collegate tra loro attraverso tunnel e un sistema di comunicazione di binari per macchine che ti possono portare da un arca a un'altra. Solo grandi portoni separano i settori così che non siano compromessi in nessun modo."
 

"LA BANCA GENETICA DELL'APOCALISSE" NELL'ARTICO 

Bill Gates, Rockefeller e i giganti degli OGM sanno qualcosa che noi non sappiamo

Se c'è un difetto che non si può rimproverare a Bill Gates, il fondatore di Microsoft, è la pigrizia. A 14 anni era già programmatore, a 20, quando ancora studiava all'università, fondò la Microsoft, e nel 1995 Forbes lo proclamò l'uomo più ricco del mondo come maggior azionista della Microsoft, un'azienda che con la sua incessante attività è divenuta un monopolio de facto nei sistemi software per pc.

Nel 2006, quando la maggior parte della gente nella sua posizione avrebbe potuto pensare a ritirarsi in una tranquilla isola del Pacifico, Bill Gates ha deciso di dedicare le sue energie alla Bill and Melinda Gates Foundation, la più grande fondazione privata "trasparente" come ama affermare, con un'enorme dotazione di 34,6 miliardi di dollari e l'obbligo legale, se vuole mantenere il suo status di ente di beneficenza esente da tasse, di spendere 1,5 miliardi di dollari all'anno in progetti di beneficenza in tutto il mondo.

Nel 2006, un amico e socio d'affari, il megainvestitore Warren Buffett, aveva regalato 30 miliardi di dollari in azioni della Berkshire Hathaway, collocando la fondazione di Gates nel gruppetto che spende all'incirca l'equivalente del bilancio annuale dell'OMS delle Nazioni Unite.

E dunque, quando Bill Gates decide d'investire attraverso la Gates Foundation 30 milioni di dollari faticosamente guadagnati in un programma, vale la pena di gettarci uno sguardo.

Attualmente non c'è niente di più interessante di un curioso progetto in uno dei più sperduti buchi del mondo, l'arcipelago delle Svalbard. Bill Gates sta spendendo milioni in una banca genetica di semi nel mare di Barents, vicino all'Oceano Artico, a circa 1.100 chilometri dal Polo Nord. Le Svalbard sono spogli pezzi di roccia reclamate dalla Norvegia e cedute nel 1925 con un trattato internazionale (cfr. mappa).

In questa isola dimenticata da Dio, Bill Gates sta investendo decine dei suoi milioni assieme, tra gli altri, alla fondazione Rockefeller, la Monsanto, la fondazione Syngenta e il governo norvegese, in quella che è chiamata la "banca genetica dell'Apocalisse". Il nome ufficiale del progetto è Svalbard Global Seed Vault sull'isola norvegese di Spitsbergen, che fa parte dell'arcipelago delle Svalbard.

 

La banca di semi, costruita nel cuore di una montagna dell'isola Spitsbergen, vicino al piccolo villaggio di Longyearbyen, è quasi pronta per "entrare in funzione", secondo i comunicati stampa. La banca – con doppie porte blindate a prova di esplosione azionate da sensori, due tunnel a tenuta stagna, e pareti di calcestruzzo rinforzato con acciaio spesse un metro – conterrà fino a tre milioni di varietà di semi del mondo intero, "in modo che la diversità genetica possa essere conservata per i tempi a venire", come dichiara il governo norvegese. I semi verranno racchiusi in imballaggi speciali per eliminare ogni contaminazione da polvere. Sul posto non vi sarà personale a tempo pieno, ma la relativa inaccessibilità del deposito renderà facile controllare ogni possibile presenza umana.

Abbiamo dimenticato qualcosa? I comunicati stampa affermano "in modo che la diversità genetica possa essere conservata per i tempi a venire". Ma quale futuro prevedono gli sponsor, in grado minacciare la disponibilità globale degli attuali semi, quasi tutti già molto ben protetti in apposite banche in tutto il mondo?

Quando Bill Gates, la fondazione Rockefeller, la Monsanto e la fondazione Syngenta si uniscono per dar vita a un progetto comune vale la pena di scavare un poco più a fondo nelle rocce dello Spitsbergen. Se lo facciamo, ecco saltar fuori particolari affascinanti.

Il primo punto interessante è chi sta sponsorizzando "banca genetica dell'Apocalisse". Al governo norvegese si sono affiancati la Bill & Melinda Gates Foundation, come avevamo già detto, la DuPont/Pioneer Hi-Bred, il gigante statunitense dell'agroalimentare tra i maggiori proprietari di brevetti di semi OGM e chimica collegata, la Syngenta, la più importante azienda con sede in Svizzera di semi OGM e agrochimica attraverso la fondazione Syngenta, la fondazione Rockefeller, il gruppo privato che negli anni '70 aveva dato vita alla "rivoluzione genetica" con un giro d'affari di oltre 100 milioni di dollari in sementi, e la CGIAR, la rete mondiale creata dalla fondazione Rockefeller per promuove il suo ideale di purezza genetica attraverso i cambiamenti in agricoltura.

CGIAR e ‘Il progetto’

Come ho spiegato nel mio libro "Seeds of Destruction"[1], nel 1960 la fondazione Rockefeller, l'Agriculture Development Council di John D. Rockefeller III, e la fondazione Ford avevano unito le proprie forze per fondare, a Los Baños (nelle Filippine) l'IRRI (International Rice Research Institute). Dal 1971, l'IRRI della fondazione Rockefeller, la sussidiaria messicana International Maize and Wheat Improvement Center, e altri due centri di ricerca internazionali messi in piedi dalla fondazione Rockefeller e dalla fondazione Ford (la IITA per l'agricoltura tropicale in Nigeria, e la IRRI per il riso nelle Filippine) si erano fusi per dar vita alla rete mondiale CGIAR (Consultative Group on International Agriculture Research).

Il CGIAR era stato messo a punto in una serie di riunioni private svoltesi nel centro conferenze dalla fondazione Rockefeller di Bellagio. I principali partecipanti erano stati George Harrar per la fondazione Rockefeller, Forrest Hill per la fondazione Ford, Robert McNamara per la Banca mondiale, e Maurice Strong, il responsabile internazionale per l'ambiente della famiglia Rockefeller, che, come fiduciario della fondazione Rockefeller, nel 1972 organizzò a Stoccolma l'Earth Summit delle Nazioni Unite. Faceva parte del pluridecennale obiettivo della fondazione per mettere la scienza al servizio dell'eugenetica, una repellente versione della purezza razziale, in quello che è stato chiamato "Il progetto".

Per ottenere il massimo impatto, il CGIAR si era assicurato la partecipazione della FAO, dell'UNDP e della Banca mondiale. Così, sfruttando l'effetto leva dei suoi fondi iniziali, agl'inizi degli anni '70 la fondazione Rockefeller era in grado di ridisegnare la politica agricola mondiale. E lo fece. Grazie alle generose borse di studio delle fondazioni Rockefeller e Ford, il CGIAR fece in modo che i migliori scienziati e agronomi del terzo mondo venissero trasferiti negli USA per "padroneggiare" i concetti della moderna produzione agroalimentare, in modo da poterli poi introdurre in patria. Venne così creata una inestimabile rete d'influenza per promuovere in questi paesi l'industria agroalimentare statunitense, e più in particolare per promuovere nei paesi in via di sviluppo la "rivoluzione genetica" degli OGM; tutto in nome della scienza e di un mercato agricolo libero ed efficiente.
 


 [La "Banca Genetica dell'Apocalisse"] 

Ingegnerizzazione genetica di una razza dominante?

La Svalbard Seed Bank comincia a divenire interessante. Ma c'è di meglio. "Il progetto" di cui parlavo prima è il progetto della fondazione Rockefeller e di potenti interessi finanziari che fin dagli anni '20 intende usare l'eugenetica, più tardi rinominata genetica, per giustificare la creazione di una Razza dominante geneticamente modificata. Hitler e i nazisti l'avevano chiamata Razza Ariana.

L'eugenetica di Hitler era in buona parte finanziata dalla stessa fondazione Rockefeller che oggi sta costruendo la "banca genetica dell'Apocalisse" per salvaguardare campioni di ogni seme sul pianeta. La cosa si sta facendo veramente intrigante. La stessa fondazione Rockefeller aveva creato una disciplina pseudoscientifica di biologia molecolare nel suo incessante tentativo di ridurre la vita umana a una "definizione di sequenza genetica" che, sperava, avrebbe potuto poi essere modificata per cambiare a volontà le caratteristiche umane. Gli eugenisti di Hitler, molti dei quali furono poi discretamente trasferiti negli Stati Uniti alla fine della guerra per continuare le ricerche di eugenetica biologica, avevano creato le basi dell'ingegnerizzazione genetica di varie forme viventi, sostenuta apertamente durante buona parte del Terzo Reich dalle generose borse di studio della fondazione Rockefeller.[2]

La stessa fondazione aveva poi dato vita alla cosiddetta Rivoluzione verde, dopo un viaggio in Messico nel 1946 di Nelson Rockefeller e di Henry Wallace, ex segretario all'agricoltura del New Deal e fondatore della Pioneer Hi-Bred Seed Company.

La Rivoluzione verde intendeva risolvere i problemi alimentari del mondo, soprattutto in Messico, India e negli altri paesi in cui lavorava Rockefeller. Norman Borlaug, agronomo della fondazione, ottenne il premio Nobel della pace per il suo lavoro, qualcosa di cui c'è poco da vantarsi visto che persino Henry Kissinger ha ottenuto lo stesso riconoscimento.

In realtà, come salterà fuori anni dopo, la Rivoluzione verde era una brillante trovata della famiglia Rockefeller per sviluppare un'industria agroalimentare mondiale in cui avrebbe avuto il monopolio, proprio come erano riusciti a fare nel settore petrolifero nei cinquanta anni precedenti. Come Henry Kissinger affermò negli anni '70 "Chi controlla il petrolio controlla il paese, chi controlla il cibo controlla la popolazione".

Agroalimentare e Rivoluzione verde dei Rockefeller avanzavano mano nella mano: facevano parte di una strategia globale che qualche anno più tardi includerà anche il finanziamento da parte della fondazione Rockefeller della ricerca per sviluppare l'ingegnerizzazione genetica delle piante e degli animali.

John H. Davis, vicesegretario all'Agricoltura sotto il presidente Dwight Eisenhower all'inizio degli anni '50, lasciò Washington nel 1955 e si spostò all'Harvard Graduate School of Business, all'epoca un posto piuttosto insolito per un esperto agricolo. Ma aveva in mente una precisa strategia. Nel 1956 scrisse un articolo nell'Harvard Business Review in cui dichiarava che "la sola strada per risolvere una volta per tutte il cosiddetto problema agricolo, ed evitare ingombranti programmi statali, era quella di passare dall'agricoltura all'agroalimentare". Sapeva di cosa parlava, anche se pochi altri ne avevano all'epoca un'idea: una rivoluzione nella produzione agricola che avrebbe concentrato il controllo della catena alimentare nelle mani delle multinazionali, lontano dalla tradizionale conduzione agricola familiare. [3]

Un aspetto cruciale che aveva attirato l'interesse della fondazione Rockefeller e delle aziende agroalimentari statunitensi era il fatto che la Rivoluzione verde si basava sulla proliferazione di nuovi semi ibridi nei mercati in via di sviluppo. E una caratteristica vitale dei semi ibridi è l'impossibilità di riprodursi, perché hanno una protezione interna contro la moltiplicazione. A differenza delle normali specie liberamente fecondate, i cui semi danno vita a raccolti simili a quelli di partenza, i raccolti dei semi nati da piante ibride sono sensibilmente inferiori a quelli della prima generazione.

La particolarità dell'impoverimento del raccolto degli ibridi significa che gli agricoltori devono comprare nuovi semi ogni anno per ottenere raccolti abbondanti. Il raccolto inferiore della seconda generazione elimina inoltre il commercio di sementi, spesso fatto dai produttori di semi senza l'autorizzazione dei selezionatori, e impedisce agl'intermediari di ridistribuire le colture commerciali. Se le grandi multinazionali delle sementi potessero controllare direttamente le linee parentali di semi, nessun concorrente o agricoltore potrebbe produrre ibridi. La concentrazione mondiale di brevetti per sementi ibride nelle mani di un gruppetto di giganti dei semi, guidati dalla Pioneer Hi-Bred della DuPont e dalla Dekalb della Monsanto ha spianato il terreno alla successiva rivoluzione dei semi OGM. [4]

In effetti, l'introduzione della moderna tecnologia agricola americana, dei fertilizzanti chimici e dei semi ibridi commerciali, aveva fatto si che nell'insieme gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo, e soprattutto quelli più grandi, dipendessero completamente dagli stranieri, in particolare dalle aziende agroalimentari e chimiche statunitensi. Era il primo passo di quello che sarebbe stato un processo decennale attentamente pianificato.

Durante la Rivoluzione verde, l'agroalimentare stava compiendo passi da gigante in mercati prima di accesso limitato per gli esportatori statunitensi. La tendenza verrà dopo propagandata come "agricoltura di mercato", anche se in realtà si trattava di un'agricoltura controllata dal settore agroalimentare.

Durante la Rivoluzione verde, la fondazione Rockefeller e più tardi la fondazione Ford lavorarono mano nella mano per orientare e sostenere gli obiettivi di politica estera dell'USAID (United States Agency for International Development) e della CIA.

Una delle peggiori conseguenze della Rivoluzione verde fu lo spopolamento delle campagne; i contadini dovettero spostarsi nelle bidonville che attorniano le città, alla disperata ricerca di un lavoro. Non fu un episodio accidentale: faceva parte del piano per creare forze di lavoro economiche in vista dell'arrivo delle industrie multinazionali americane, la "globalizzazione" degli ultimi anni.

Quando terminò l'autoesaltazione della Rivoluzione verde, i risultati furono ben diversi da quelli promessi. L'uso indiscriminato dei nuovi pesticidi chimici aveva creato seri problemi, spesso con gravi conseguenze per la salute. Col tempo la monocoltura delle nuove varietà di semi ibridi aveva ridotto la fertilità del suolo e dei raccolti. Dapprima i vantaggi erano apparsi impressionanti (raccolti doppi o tripli per alcune colture, ad esempio frumento e, più tardi, grano in Messico) ma ben presto svanirono.

La Rivoluzione verde era di solito accompagnata da grandi progetti d'irrigazione che spesso prevedevano prestiti della Banca mondiale per costruire nuove grandi dighe, e distruggere nel frattempo aree precedentemente coltivate e fattorie fertili. Il super-frumento produceva, è vero, raccolti più abbondanti, ma saturando ogni ettaro di terra con grandi quantità di fertilizzanti derivati da nitrati e petrolio, entrambi controllati dalle Sette Sorelle, le grandi compagnie petrolifere dominate da Rockefeller.

Venivano inoltre adoperate grandi quantità di erbicidi e pesticidi, dando così vita a nuovi mercati per i giganti petroliferi e chimici. Come ha detto un analista, la Rivoluzione verde è stata in realtà una rivoluzione chimica. I paesi in via di sviluppo non avrebbero mai potuto pagare queste masse di pesticidi e fertilizzanti, se non ci fossero stati i crediti gentilmente concessi dalla Banca mondiale e i prestiti speciali della Chase Bank e di altre importanti banche di New York e garantiti dal governo statunitense.

I prestiti, elargiti a un gran numero di paesi in via di sviluppo, finivano soprattutto ai grandi proprietari terrieri. La situazione era invece differente per i piccoli agricoltori, che non potevano sostenere i costi dei fertilizzanti e delle altre moderne apparecchiature, ed erano quindi costretti a chiedere soldi in prestito. In un primo momento vari programmi statali avevano tentato di elargire piccole somme agli agricoltori per consentire loro di acquistare semi e fertilizzanti, ma quelli che non potevano partecipare a programmi di questo tipo dovevano cercare fondi nel settore privato. A causa degli esorbitanti tassi d'interesse dei finanziamenti non ufficiali, molti piccoli agricoltori non avevano nemmeno profittato dei benefici dei primi raccolti, più abbondanti; a fine stagione dovevano vendere tutto o quasi il prodotto per rimborsare prestito e interessi. Erano così arrivati a dipendere dagli usurai e dai commercianti, e spesso perdevano le loro terre. Anche con i prestiti agevolati delle agenzie governative, i raccolti destinati a garantire l'esistenza lasciavano il posto alla produzione di raccolti al solo scopo di far denaro.[5]

Da decenni gli stessi interessi economici, inclusa la fondazione Rockefeller che aveva sostenuto la Rivoluzione verde, stavano lavorando per promuovere una seconda "rivoluzione genetica", come vari anni orsono la definì il presidente della fondazione Rockefeller Gordon Conway, cioè la diffusione dell'agricoltura industriale e dei prodotti commerciali, inclusi i semi OGM brevettati.

Gates, Rockefeller e la Rivoluzione verde in Africa

Tenendo ben presente i retroscena della Rivoluzione verde di Rockefeller degli anni '50, diventa ancora più curioso constatare che la stessa fondazione Rockefeller, assieme alla fondazione Gates che sta adesso investendo milioni di dollari per preservare tutti i semi contro un possibile scenario "apocalittico", stia anche partecipando a un progetto noto come "L'Alleanza per una rivoluzione verde in Africa".

AGRA è un'alleanza con la stessa fondazione Rockefeller che ha dato vita alla "Rivoluzione genetica". Ce lo conferma uno sguardo al suo consiglio d'amministrazione, il cui presidente è nientedimeno che l'ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Nel suo discorso d'insediamento al Forum economico mondiale di Città del Capo nel giugno 2007, Kofi Annan ha dichiarato: "Accetto con gratitudine questa sfida e ringrazio la fondazione Rockefeller, la fondazione Bill & Melinda Gates, e tutti coloro che sostengono la nostra campagna per l'Africa".

Il consiglio di amministrazione dell'AGRA conta tra le sue file anche Strive Masiyiwa, fiduciario sudafricano della fondazione Rockefeller, Sylvia M. Mathews, della fondazione Bill & Melinda Gates, Mamphela Ramphele, ex direttore generale (2000-2006) della Banca mondiale, Rajiv J. Shah, della fondazione Bill & Melinda Gates, Nadya K. Shmavonian, della fondazione Rockefeller, Roy Steiner, della fondazione Bill & Melinda Gates. Inoltre Alliance for AGRA include Gary Toenniessen, direttore generale della fondazione Rockefeller, e Akinwumi Adesina, direttore associato della stessa fondazione.

Per completare i ranghi, il Programmes for AGRA include Peter Matlon, direttore generale della fondazione Rockefeller, Joseph De Vries, direttore del Programme for Africa’s Seed Systems e direttore associato della fondazione Rockefeller, e Akinwumi Adesina, direttore associato della stessa fondazione. Proprio come la vecchia e fallita Rivoluzione verde in India e Messico, anche la nuova Rivoluzione verde per l'Africa è di tutta evidenza una priorità assoluta per la fondazione Rockefeller.

Anche se fino a questo momento mantengono un profilo basso, si pensa che la Monsanto e i giganti dell'agroalimentare OGM intendano usare l'AGRA di Kofi Annan per diffondere i loro semi OGM brevettati in tutta l'Africa sotto la falsa etichetta di "biotecnologia", il nuovo eufemismo per i semi brevettati bioingegnerizzati. Per il momento la Repubblica sudafricana è il solo paese in cui sono legalmente consentite le piantagioni di OGM. Nel 2003 il Burkina Faso ha autorizzato piantagioni sperimentali. Nel 2006 il Gana, patria di Kofi Annan, ha messo a punto un progetto di legislazione e alcuni importanti funzionari hanno manifestato l'intenzione di continuare le ricerche sulle piantagioni di OGM.

L'Africa è il prossimo obiettivo della campagna del governo statunitense per la diffusione degli OGM a scala mondiale. I suoi ricchi terreni ne fanno un candidato ideale. Non c'è da sorprendersi se molti governi africani si attendono il peggio dagli sponsor di questa tecnica, visto che nel continente sono stati avviati un mare di progetti di ingegnerizzazione genetica e di biosicurezza con lo scopo dichiarato d'introdurre gli OGM nei loro sistemi agricoli: sponsorizzazioni offerte dal governo americano per addestrare gli scienziati africani nell'ingegneria genetica, progetti di biosicurezza finanziati dall'USAID (United States Agency for International Development) e dalla Banca mondiale, ricerche sugli OGM che coinvolgono i raccolti alimentari indigeni.

La fondazione Rockefeller, che sta lavorando da anni (in gran parte senza successo) per promuovere progetti destinati a introdurre le coltivazioni di OGM in Africa, ha finanziato ricerche sull'applicabilità del cotone OGM nelle pianure sudafricane di Makhathini.

La Monsanto, che è saldamente introdotta nell'industria sudafricana dei semi, sia ibridi che OGM, ha messo a punto un ingegnoso programma destinato ai piccoli agricoltori, noto come campagna dei "Semi della speranza", per consentire ai contadini poveri di avviare la rivoluzione verde, cui faranno naturalmente seguito i semi OGM brevettati dalla multinazionale. [6]

La multinazionale svizzera Syngenta AG, uno dei "Quattro cavalieri dell'apocalisse OGM", sta riversando milioni di dollari in un nuova struttura a Nairobi per sviluppare un mais OGM in grado di resistere agl'insetti. La Syngenta fa anche parte del CGIAR.[7]

Andiamo nelle Svalbard

È semplice trascuratezza filosofica? Che cosa spinge le fondazioni Gates e Rockefeller a favorire, assieme e nello stesso momento, la proliferazione in Africa di semi brevettati, e dei semi Terminator in corso di brevettazione, un processo che, come già è successo in tutto il resto del mondo, distrugge le varietà di semi quando viene introdotta la monocoltura agroalimentare industrializzata? E che cosa li spinge ad investire allo stesso tempo decine di milioni di dollari per proteggere ogni varietà di semi conosciuta in una banca dell'apocalisse a prova di bomba vicino al circolo polare artico, "in modo che la diversità genetica possa essere conservata per i tempi a venire" per usare le loro stesse parole?

Non è un caso che le fondazioni Gates e Rockefeller stiano portando avanti una Rivoluzione verde in Africa nello stile OGM, proprio quando finanziano discretamente "La banca genetica dell'Apocalisse" nell'arcipelago delle Svalbard. I giganti dell'agroalimentare sono oberati di lavoro nel progetto Svalbard.

E in effetti l'intera operazione Svalbard e la gente che vi partecipa fanno venire in mente le peggiori scene di un best-seller di Michael Crichton, Andromeda, un thriller fantascientifico in cui l'intera razza umana veniva minacciata da un morbo mortale di origine extraterrestre che provocava una rapida e fatale coagulazione del sangue. Nelle Svalbard, il futuro deposito di semi più sicuro al mondo verrà sorvegliato dai poliziotti della Rivoluzione verde OGM: le fondazioni Rockefeller e Gates, la Syngenta, la DuPont e il CGIAR.

Il progetto Svalbard verrà gestito dalla GCDT (Global Crop Diversity Trust). Ma che cos'è quest'organizzazione cui viene affidato l'imponente compito di conservare tutte le varietà di semi al mondo? Il GCDT è stato fondato dalla FAO (Food and Agriculture Organisation) e dalla Bioversity International (in precedenza, International Plant Genetic Research Institute), una filiazione del CGIAR.

Il consiglio d'amministrazione del Global Crop Diversity Trust, che ha sede a Roma, è presieduto da Margaret Catley-Carlson, una canadese che fa anche parte del comitato consultivo del Group Suez Lyonnaise des Eaux, una delle più grandi aziende private mondiali del settore idrico. Fino al 1998, Catley-Carlson è stata anche presidente del Population Council, con base a New York, un'organizzazione creata nel 1952 da John D. Rockefeller per ridurre la popolazione e diffondere il programma eugenetico della famiglia Rockefeller con la scusa di promuovere la "pianificazione familiare", i mezzi contraccettivi, la sterilizzazione, e il "controllo della popolazione" nei paesi in via di sviluppo.

Tra gli altri membri del consiglio di amministrazione del GCDT troviamo figure notevoli.

Lewis Coleman, ex dirigente della Bank of America e attualmente capo della Hollywood DreamWorks Animation, che dirige anche il consiglio di amministrazione della Northrup Grumman Corporation (una delle più grandi industrie belliche statunitensi appaltatrice del Pentagono).

Il brasiliano Jorio Dauster, che è anche presidente del consiglio di Brasil Ecodiesel ed è stato ambasciatore del Brasile presso l'Unione europea e capo negoziatore del debito estero per conto del Ministero delle finanze del suo paese. Dauster è anche stato presidente dell'Istituto brasiliano per il caffè e coordinatore del Progetto per la modernizzazione del sistema brevettuale brasiliano, incarico che comporta tra l'altro la legalizzazione dei brevetti sui semi geneticamente modificati, operazione fino a poco tempo fa vietata dalle leggi del paese.

Cary Fowler è il direttore esecutivo del fondo. Fowler è stato professore e direttore della ricerca nel dipartimento di studi internazionali sull'ambiente e lo sviluppo dell'università norvegese di scienze della vita. È stato anche consigliere senior del direttore generale di Bioversity International, dove rappresentava i Future Harvest Centres del CGIAR (Consultative Group on International Agricultural Research) nei negoziati sull'International Treaty on Plant Genetic Resources. Negli anni '90 ha diretto l'International Program on Plant Genetic Resources della FAO. Ha preparato il progetto e ha visionato i negoziati del Global Plan of Action for Plant Genetic Resources della FAO, adottato da 150 paesi nel 1996. È stato anche membro del National Plant Genetic Resources Board statunitense e del comitato dei garanti dell'International Maize and Wheat Improvement Center in Messico, un altro progetto della fondazione Rockefeller e del CGIAR.

L'indiano Mangala Rai è segretario del DARE (Department of Agricultural Research and Education) indiano, e direttore generale dell'ICAR (Indian Council for Agricultural Research). È anche membro d'amministrazione dell'IRRI (International Rice Research Institute) della fondazione Rockefeller, che ha promosso il primo grosso esperimento sugli OGM a livello mondiale, il super acclamato "Riso d'oro" che risultò un fallimento. Rai è stato membro d'amministrazione del CIMMYT (International Maize and Wheat Improvement Center) e membro del consiglio esecutivo del CGIAR.

Tra i donatori, o angeli finanziari, del Global Crop Diversity Trust sono presenti "tutti i soliti sospetti" per usare le parole di Humphrey Bogart nell'indimenticabile Casablanca: oltre alle fondazioni Rockefeller e Gates, i giganti dell'OGM DuPont-Pioneer Hi-Bred, Syngenta, CGIAR e USAID, l'agenzia per l'aiuto allo sviluppo del dipartimento di stato americano da sempre attivamente pro OGM. A quanto sembra dunque, a guardia del pollaio dell'umanità, il negozio della diversità mondiale dei semi a Svalbard, avremo i furbastri degli OGM e della riduzione della popolazione. [8]

Perché ora le Svalbard?

Possiamo legittimamente chiederci perché Bill Gates e la fondazione Rockefeller, oltre agli altri giganti dell'ingegnerizzazione genetica agroalimentare quali DuPont e Syngenta, stiano lavorando con il CGIAR per costruire "La banca genetica dell'Apocalisse" nell'Artico.

Chi usa in primo luogo una tale banca dei semi? I maggiori utilizzatori sono i selezionatori di sementi e i ricercatori. Oggigiorno i maggiori selezionatori di sementi sono Monsanto, DuPont, Syngenta e Dow Chemical, i giganti mondiali dei brevetti di OGM. Dagl'inizi del 2007, la Monsanto e il governo statunitense posseggono il brevetto mondiale del cosiddetto "Terminator", o GURT (Genetic Use Restriction Technology). Terminator è una minacciosa tecnologia grazie alla quale un seme commerciale brevettato si "suicida" dopo il primo raccolto. Le aziende private di sementi dispongono quindi di un controllo totale che si accompagna a quello sulla catena alimentare. Nella storia della razza umana non c'è mai stato niente di simile in passato.

Questo ingegnoso terminatore ingegnerizzato geneticamente obbliga i contadini a rivolgersi ogni anno alla Monsanto, o a un altro fornitore di semi OGM, e comprare nuovi semi per il riso, la soia, il grano, il frumento o qualsiasi altro tipo di raccolto di cui abbiano bisogno per sfamare la popolazione. Se si riuscisse a diffondere il Terminator a scala mondiale, potrebbe bastare un decennio o poco più per trasformare la maggior parte dei produttori alimentari in nuovi servi feudali, schiavi di tre o quattro gigantesche aziende di semi come la Monsanto, la DuPont o la Dow Chemical.

E ciò, naturalmente, potrebbe anche permettere a queste aziende private, magari su richiesta del governo che le ospita, di negare i semi a l'uno o l'altro paese in via di sviluppo le cui politiche dovessero contrastare gl'interessi di Washington. Quelli che dicono "una cosa simile non può accadere qui da noi" dovrebbero prestare maggiore attenzione agli attuali avvenimenti mondiali. La semplice esistenza di una tale concentrazione di potere nelle mani di tre o quattro giganti privati statunitensi dell'agroalimentare sarebbe un buon motivo per interdire legalmente tutti i raccolti OGM quand'anche i raccolti dovessero realmente migliorare, cosa che chiaramente non succede.

Sarebbe difficile riconoscere a Monsanto, DuPont e Dow Chemical un comportamento senza macchia per quel riguarda il rispetto della vita umana. Hanno sviluppato e diffuso nuove sostanze quali la diossina, i PCB, l'Agente arancio. Hanno nascosto per decenni le prove evidenti delle conseguenze cancerogene e degli altri severi danni per la salute umana legati all'uso delle sostanze chimiche tossiche. Hanno distrutto accurati rapporti scientifici sul fatto che il glifosate, ingrediente essenziale dell'erbicida Roundup della Monsanto, il più diffuso al mondo e legato all'acquisto della maggior parte dei semi ingegnerizzati geneticamente, è tossico quando si riversa nell'acqua potabile.[9] La Danimarca ha bandito il glifosate nel 2003, quando venne confermato che aveva contaminato le falde acquifere del paese.[10]

La diversità conservata nelle banche dei semi genetiche è la materia prima per la riproduzione delle piante e per una grande quantità di ricerche biologiche di base. Varie centinaia di migliaia di campioni vengono distribuiti ogni anno proprio per questo scopo. La FAO elenca circa 1.400 banche di semi in tutto il mondo, in buona parte gestite dal governo statunitense, ma anche da Cina, Russia, Giappone, India, Corea del sud, Germania e Canada (in ordine discendente di dimensione). Inoltre il CGIAR gestisce una catena di banche dei semi in centri selezionati in tutto il mondo.

Il CGIAR, creato nel 1972 dalle fondazioni Rockefeller e Ford per diffondere il modello agroalimentare della Rivoluzione verde, controlla la maggior parte delle banche di semi private, dalle Filippine alla Siria e al Kenia. Complessivamente, le banche di semi posseggono attualmente oltre sei milioni e mezzo di varietà di semi, quasi due milioni dei quali "diversi". La banca dell'Apocalisse delle Svalbard avrà la possibilità di conservare quattro milioni e mezzo di semi diversi.

Gli OGM come arma di guerra biologica?

E adesso arriviamo al cuore del pericolo di un uso improprio del progetto Svalbard delle fondazioni Gates e Rockefeller. Lo sviluppo di semi brevettati per buona parte delle più importanti coltivazioni di sostentamento (riso, grano, frumento) e per i cereali da foraggio (come la soia) potrebbe essere usato come arma letale di guerra biologica?

L'obiettivo esplicito della lobby eugenetica creata dall'elite delle famiglie più ricche (Rockefeller, Carnegie, Harriman e altre) sin dagli anni '20 includeva quello che avevano definito "eugenetica negativa", cioè l'eliminazione sistematica delle linee di sangue indesiderate. Nel 1939 l'eugenista Margaret Sanger, fondatrice del Planned Parenthood International e intima amica della famiglia Rockefeller, avviò ad Harlem il progetto The Negro, che partiva dall'idea, per usare le parole che scrisse in una lettera a un amico, di "sterminare la popolazione negra".[11]

Nel 2001 Epicyte, una piccola società californiana di biotecnologia, annunciò di aver sviluppato un tipo di grano geneticamente modificato che conteneva uno spermicida in grado di rendere sterile lo sperma di chi lo mangiava. Epicyte, che all'epoca aveva un accordo di joint venture per diffondere la sua tecnologia con la DuPont e Syngenta (due sponsor della banca genetica dell'Apocalisse nelle Svalbard) è stata successivamente comprata da una società di biotecnologia della Carolina del Nord. È sorprendente scoprire che Epicyte aveva sviluppato il suo grano OGM spermicida usando fondi di ricerca concessi dal dipartimento dell'agricoltura statunitense, lo stesso USDA che, nonostante l'opposizione di tutto il mondo, ha continuato a finanziare la tecnologia Terminator, ora posseduta dalla Monsanto.

Negli anni '90, l'Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato una campagna per vaccinare milioni di donne tra i 15 e i 45 anni in Nicaragua, Messico e Filippine, ufficialmente contro il tetano, una malattia provocata da fatti come il ferirsi con un chiodo arrugginito. Il vaccino non veniva dato a uomini e ragazzi, nonostante il fatto che corressero gli stessi rischi di ferirsi delle donne.

La curiosa anomalia insospettì il Comite Pro Vida messicano, un'organizzazione della chiesa cattolica romana, che fece testare un campione del vaccino. I test rivelarono che il vaccino antitetanico, distribuito dall'OMS solo a donne in età riproduttiva, conteneva gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone naturale che, combinato con la molecola portatrice del tossoide del tetano, stimola gli anticorpi e rende la donna incapace di portare a termine la gravidanza. Nessuna delle donne vaccinate era stata avvertita.

Saltò poi fuori che la fondazione Rockefeller, il Population Council della Rockefeller, la Banca mondiale e il National Institutes of Health delle Nazioni Unite avevano partecipato dal 1972 a un progetto ventennale, per conto dell'OMS, di vaccino abortivo nascosto nella molecola portatrice del tetano. Inoltre, il governo norvegese, che ospita nelle Svalbard la banca dell'Apocalisse, aveva donato 41 milioni di dollari per sviluppare questo speciale vaccino antitetanico abortivo [12]

È una pura coincidenza che le stesse organizzazioni, dal governo norvegese alla fondazione Rockefeller e alla Banca mondiale, partecipino al progetto di banca dei semi nelle Svalbard? Secondo il professor Francis Boyle, che stese il progetto di Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989 varato dal Congresso americano, il Pentagono sta "adesso attrezzandosi per combattere e vincere la guerra biologica" nel quadro delle due direttive strategiche nazionali di Bush adottate, come lui stesso sottolinea, "senza conoscenza e esame pubblico" nel 2002. Boyle aggiunge che nel solo periodo 2001-2004 il governo federale ha speso 14,5 miliardi di dollari per lavori civili legati alla bioguerra, una somma stupefacente.

Richard Ebright, biologo della Rutgers University, stima che oltre 300 istituti scientifici e circa 12.000 persone abbiano attualmente accesso negli Stati Uniti a patogeni adatti alla guerra biologica. Esistono 497 finanziamenti del NIH americano per ricerche nel campo delle malattie infettive potenzialmente utilizzabili nella guerra biologica, ovviamente giustificate come difesa contro possibili attacchi terroristici, oggi tanto di moda.

Molti fondi del governo spesi per la ricerca sulla guerra biologica sono destinati all'ingegneria genetica. Jonathan King, professore di biologia al MIT, sostiene che "la crescita dei programmi bioterroristici costituisce un grave pericolo emergente per la nostra stessa popolazione", e aggiunge che "anche se questi programmi vengono sempre definiti difensivi, nel caso delle armi biologiche i programmi di difesa e offesa coincidono quasi completamente".[13]

Il tempo ci dirà se, Dio non voglia, la banca genetica dell'Apocalisse nelle Svalbard delle fondazioni Gates e Rockefeller è parte di un'altra Soluzione finale, che coinvolge questa volta l'ultimo, grande pianeta Terra.

NOTE

[1] F. William Engdahl, Seeds of Destruction, Montreal, (Global Research, 2007).

[2] Ibid, pp.72-90.

[3] John H. Davis, Harvard Business Review, 1956, cited in Geoffrey Lawrence, Agribusiness, Capitalism and the Countryside, Pluto Press, Sydney, 1987. See also Harvard Business School, The Evolution of an Industry and a Seminar: Agribusiness Seminar, http://www.exed.hbs.edu/programs/agb/seminar.html.

[4] Engdahl, op cit., p. 130.

[5] Ibid. P. 123-30.

[6] Myriam Mayet, The New Green Revolution in Africa: Trojan Horse for GMOs?, May, 2007, African Centre for Biosafety, www.biosafetyafrica.net.

[7] ETC Group, Green Revolution 2.0 for Africa?, Communique Issue #94, March/April 2007.

[8] Global Crop Diversity Trust website, in http://www.croptrust.org/main/donors.php.

[9] Engdahl, op. cit., pp.227-236.

[10] Anders Legarth Smith, Denmark Bans Glyphosates, the Active Ingredient in Roundup, Politiken, September 15, 2003, in organic.com.au/news/2003.09.15.

[11] Tanya L. Green, The Negro Project: Margaret Sanger’s Genocide Project for Black American’s, in www.blackgenocide.org/negro.html.

[12] Engdahl, op. cit., pp. 273-275; J.A. Miller, Are New Vaccines Laced With Birth-Control Drugs?, HLI Reports, Human Life International, Gaithersburg, Maryland; June/July 1995, Volume 13, Number 8.

[13] Sherwood Ross, Bush Developing Illegal Bioterror Weapons for Offensive Use,’ December 20, 2006, in www.truthout.org.

F. William Engdahl, autore di Seeds of Destruction, the Hidden Agenda of Genetic Manipulation, appena pubblicato da Global Research, e di A Century of War: Anglo-American Oil Politics and the New World Order (Pluto Press Ltd.) è ricercatore associato del Centre for Research on Globalization (CRG).

I suoi testi possono essere consultati all'indirizzo www.engdahl.oilgeopolitics.net e su Global Research. Per contattarlo via email: info@engdahl.oilgeopolitics.net.


Titolo originale: "'Doomsday Seed Vault' in the Arctic"

Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
04.12.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO PAPPALARDO

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...