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sabato 5 maggio 2018

l’epidemiologia dice: a farci morire non sono le bufale

 

«UN MEDICO CI SEPPELLIRÀ», 
CAMPAGNA SHOCK DALL'ORDINE DEI BECCHINI 

Marcello Pamio - 4 aprile 2018

Dalla rivista “Pediatrics” - punto di riferimento della pediatria a livello mondiale - arrivano delucidazioni importantissime che cambieranno in meglio la nostra storia.

Si sono occupati questa volta dell’allattamento al seno, ma da un nuovo punto di vista. Un punto di vista più moderno e liberale. Secondo i ricercatori infatti sarebbe «eticamente inappropriato» - per i governi e le organizzazioni mediche - descrivere l’allattamento al seno come «naturale», perché cozzerebbe contro l’ideologia di genere… 

«Associare la natura alla maternità (…) può inavvertitamente sostenere argomentazioni biologicamente deterministiche sul ruolo
degli uomini e delle donne nella famiglia (per esempio, che dovrebbero essere principalmente le donne a prendersi cura dei bambini)». 

Era ora che i pediatri prendessero questa posizione. Meglio tardi che mai.
Da che mondo è mondo l’allattamento al seno è sempre stato l’unico e imprescindibile approccio “naturale” che interessa tutti i mammiferi. Ma per fortuna da oggi non lo è più, e se lo dicono i pediatri amerikani c’è da crederci.
E’ “biologicamente deterministico”, e quindi non corretto, sostenere che sono solo le donne a prendersi cura dei bambini.

Il discorso non fa una piega. In fin dei conti, se ci pensiamo bene, quale sarebbe il motivo per cui le donne avrebbero tale priorità? Forse perché sono le donne che, avendo l’utero, possono partorire i bambini? E questo sarebbe un valido motivo? Come la mettiamo con quelle povere coppie di gay che vorrebbero avere un figlio, ma la disgraziata Natura li sta castrando?

L’avvertimento alle “uterine” è lapalissiano: l’ectogenesi infatti sta prendendo sempre più piede!

Il parto (genesi) fuori (ecto) dal corpo materno, all’interno di un utero artificiale porterà finalmente giustizia ed equità, dopo millenni di discrepanze.
Non se ne poteva più dell’arroganza di queste donne in preda al delirio di onnipotenza solo per sentirsi crescere dentro la Vita.

Quindi il plauso va alla medicina e alla scienza in generale, che lentamente stanno colmando questi vuoti importantissimi riportando giustizia fra i generi...

«Fare riferimento al ‘naturale’ nella promozione dell’allattamento al seno…
può inavvertitamente sostenere una serie di valori sulla vita familiare e sui ruoli di genere, che sarebbero eticamente inappropriati».

Per non parlare dell’allattamento che secondo i pediatri illuminati sarebbe eticamente inappropriato definire “naturale”.

Anche in questo caso hanno perfettamente ragione, perché va ricordato che oggi un neonato può essere comprato da catalogo, da due gay o due lesbiche, o da un singolo uomo o donna abbastanza ricchi. Come la mettiamo con i diritti?
Se consideriamo come "naturale" l'allattamento al seno, quello esclusivo della mamma che lo ha partorito, lediamo ogni diritto a tutti gli altri.

Poco importa se nel mondo dei mammiferi, la ghiandola mammaria inizia a ingrandirsi nella madre quando questa è gravida, per poi provvedere alla produzione vera e propria al momento della suzione.

Da oggi anche questo aspetto non è più cosa buona perché si scontra con i sacrosanti diritti di un gay che non ha il seno o di una lesbica che non è stata ingravidata.

I geni in camice bianco stanno lavorando alacremente anche su questo: livellare le differenze anatomo-fisiologiche che la Natura sessista ha da sempre imposto all’essere Uomo.

Sarà possibile a breve, grazie a lunghissime e costose cure di ormoni di sintesi, innescare la produzione di latte anche nella mammella maschile.
Non mi si venga dire che questo latte sarà pregno di chimica mortifera. Il latte è latte, sia che sgorghi dalla tetta della mamma che ha nel grembo la creatura, sia che venga fuori da un capezzolo di un maschio o “diversamente-maschio”.
Al neonato poco importa se il latte esce dal seno materno o paterno o da una vacca.
Il latte è un liquido biancastro, con una percentuale precisa di proteine, grassi e zuccheri. Punto.

Conclusione

Ironia a parte stiamo assistendo allo sbando totale della medicina.
Il Sistema è allo stadio terminale e agonizzante si dimena disperatamente. Il mondo accademico e universitario ne è ovviamente lo specchio e l’esempio dello studio riportato dalla rivista “Pediatrics” è illuminante.
Come speciale e illuminante è la campagna shock indetta dalla Fnomceo, l’ordine degli ordini dei medici: la casta dei camici bianchi italiani.

«Una bufala ci seppellirà» è il titolo.
Mega manifesti di 6 metri per 3 con slogan del tipo «Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo», «Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso», «Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio», ecc.
La fantasia e l’ironia si sa non sono prettamente una peculiarità della classe medica.

Trattasi della brutta-copia della campagna mediatica (giornali e cartelloni pubblicitari) invece ben riuscita organizzata dal Corvelva qualche mese fa e che tutt'ora continua a comparire grazie ai gruppi di genitori attivi in diverse realtà locali.

I media, lo sappiamo, sono tutti controllati e pilotati, per cui è impossibile pubblicare un solo articolo scientifico che esca dal paradigma.
L’ordine arrivato ai giornalisti è perentorio: i vaccini non si mettono in discussione.

Per cui l'associazione veneta ha pensato bene di bypassare la censura di regime, pagando di tasca propria alcune pagine pubblicitarie scritte da medici e/o riportando dati e fatti ufficiali in ambito vaccinale (come il numero di danneggiati dai vaccini secondo l’AIFA, oppure i morti riconosciuti dalla legge 210, o ancora i dati omessi nei rapporti delle case farmaceutiche).

Fare corretta informazione in Italia dà molto fastidio al Sistema, perché rischia di svegliare le coscienze molto anestetizzate e addormentate, per cui la campagna è stata denigrata in ogni modo.

Ora l’ordine dei medici fa la medesima cosa, ma tutti battono le mani. Ma c’è una piccola differenza: mentre il Corvelva, autotassandosi, ha fornito ai lettori dati concreti e ufficiali, numeri e tabelle su cui riflettere e aprire un serio confronto, la casta dei camici bianchi (ma sempre più sporchi), la Vera e Unica Scienza, che ovviamente non vuole nessun confronto, se ne esce con una campagna di battute e slogan.

Invece di smontare pezzo per pezzo le cosiddette “fake” usando i canali e gli strumenti della Scienza (che dicono di avere) cosa fanno? Si comportano come i poveri (in spirito, non in banca) burioni di turno: facendo battute e ironizzando.
Questa è la medicina ortodossa.

Tornando al titolo della campagna («Una bufala ci seppellirà»), la federazione dovrebbe rivedere attentamente non solo gli esperti di comunicazione che hanno pagato profumatamente per organizzarla, ma anche i loro stessi soci. 

I dati ufficiali, le statistiche e l’epidemiologia dicono che a farci morire non sono le bufale, ma i camici bianchi! Perché non si confrontano i dati delle persone morte perché non vaccinate - o perché hanno usato il bicarbonato con il cancro, o perché hanno comprato il farmaco miracolo su e-bay - con la strage che ogni anno si verifica per «cause iatrogene», per errori medici, per gli effetti collaterali dei farmaci/vaccini, per i devastanti trattamenti chemio e/o radio?


giovedì 5 gennaio 2012

Italia e Grecia il welfare che non non c'è


Il diritto di cittadinanza è garantito in tutta Europa, tranne che in Italia e Grecia, perfino in Spagna ci sono diritti garantiti alle classi più deboli, in Italia invece si lavora nei "Call Center" per 300€ al mese e in forma precaria, questa è la regola della miriade di contratti vergogna presenti in Italia.

Intanto i nostri dipendenti parlamentari stanno a disquisire sul loro stipendio di 16.000€ al mese, trovano ogni forma di obiezione per rimandare il loro adeguamento.

 

Eurostat, ci dice che: la situazione Italiana è imparagonabile a quella inglese, tedesca, francese ... perché è tra le peggiori d'Europa.

 

Tutto questo nella non curanza dei nostri media, questo tipo di informazioni viene trascurato in assoluto; per non parlare degli alloggi e del loro costo, qui veramente i numeri parlano da soli. L'Italia spende un ridicolo 0,1%, mentre la Francia spende il 3,1% e l'Inghilterra il 5,5.

 

Il "welfare" per gli Italiani sono i genitori che hanno risparmiato dopo una vita di lavoro, ma quanto potrà durare ancora? Si sono erosi milioni di €uri in tre anni, e le famiglie sono allo strenuo, il presidente del consiglio dice che gli italiani sono ricchi, lo va dicendo ai suoi padroni in Europa, beh ... oggi lo sono un pochino meno, e domani (dopo le manovre di aggiustamento?) non lo saranno più; il malcontento sociale sta dilagando come un blob, e tra poco sarà incontenibile ...


wlady







venerdì 1 luglio 2011

Piramide Alimentare della Prima Infanzia


Chi si nasconde dietro le piramidi alimentari per la prima infanzia? 
Ibfan Italia, ACP, AICPAM, Baby Consumers, Il Melograno, MAMI, La Leche League, No grazie pago io 

Il 24 febbraio 2011 sono state presentate con una conferenza presso l’Università La Sapienza di Roma le cosiddette piramidi alimentari per la  Prima infanzia, definite “la bussola per orientare, con l’aiuto insostituibile dei pediatri, le scelte nutrizionali dei genitori per i propri bambini, nel delicato periodo del divezzamento”. Tali piramidi sono state sviluppate da alcuni nutrizionisti della stessa università - Andrea Vania e Carlo Cannella, recentemente scomparso - e saranno diffuse con il patrocinio di ECOG (European Childhood Obesità Group), SIP (Società Italiana di Pediatria), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica), SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), SIO (Società Italiana dell’Obesità)e SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana).
Guardando con più attenzione, insospettiti dai colori e dalla grafica sin troppo 'familiare', non abbiamo impiegato molto a capire chi si cela dietro a tale iniziativa. Leggendo i vari comunicati stampa diffusi in questi giorni, si scopre infatti che gli indirizzi internet, ai quali si rimanda il lettore che volesse approfondire, mostrano che le due piramidi sono associate al nome di una ditta di alimenti per l’infanzia, la Mellin, che appartiene al gruppo Danone. Nel sito dedicato al progetto, in seguito ad alcune polemiche sui blog che si occupano di svezzamento, i link www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin1.php e http://www.piramideitaliana.it/pg-af/mellin2.php, sono stati opportunamente sostituiti da indirizzi senza la dicitura Mellin (ma restano visibili ad esempio al seguente indirizzo: http://lifestyle.tiscali.it/salute/articoli/collaboratori/stagno/2011/02/piramide-alimentare-infanzia.html?doctor_web ).
A conferma che si tratta di un’abile, ma non abilmente velata, campagna pubblicitaria, c’è anche un comunicato diffuso da Studio Martignoni Comunicazione Integrata (MCI) visibile all’indirizzo www.studiomartignoni.com/mellin-piramide.htm:
Novembre 2010 - Mellin: il kit della Piramide Alimentare della Prima Infanzia. Mellin sceglie lo Studio Martignoni per sviluppare un progetto innovativo: la Piramide Alimentare della Prima Infanzia. MCI ha seguito l’ideazione e la realizzazione grafica delle due piramidi, diversificate in base alla fascia di età del bambino, e le ha utilizzate per personalizzare altrettanti block notes/ricettari, uniti in un pratico kit, distribuito ai medici pediatri di tutta Italia. L’importanza del progetto - è la prima piramide dedicata
all’alimentazione infantile - è stato illustrato da Mellin tramite diversi canali e ufficialmente durante il Congresso ECOG tenutosi lo scorso novembre a Bruxelles
”.
Le associazioni firmatarie del presente comunicato stampa - Ibfan Italia, ACP, AICPAM, Baby Consumers, Il Melograno, MAMI, La Leche League Italia, No grazie pago io - chiedono che venga fatta chiarezza su questa paradossale operazione commerciale:
“I genitori hanno il diritto di sapere chi si nasconde dietro al progetto delle piramidi alimentari per la prima infanzia, perché difficilmente le sponsorizzazioni sono offerte dalle aziende in maniera ‘non condizionante’: guarda caso, nel modello proposto dalle piramidi per la prima infanzia non mancano riferimenti a omogeneizzati e liofilizzati.
In realtà, i cibi industriali non sono affatto indispensabili per alimentare correttamente un bambino: omogeneizzati e pappe pronte non hanno niente di più di un prodotto casalingo, anzi spesso qualcosa in meno: troppi zuccheri, sale, grassi con origine spesso non dichiarata e apporto calorico più elevato dello stesso prodotto fatto in casa. Per non parlare di un gusto standardizzato, sempre uguale a se stesso che non educa il palato dei bambini ai sapori legati alle stagioni, alla diversa qualità e maturazione dei frutti, al differente tipo di cibo che può essere proposto nella vita quotidiana.
Il contenuto stesso delle piramidi, infine, (3-4 poppate e una pappa a 5 mesi, a 7-8 mesi solo 2 poppate più due pasti) è deleterio per l'allattamento, ed anche in contrasto con le indicazioni UNICEF che sottolineano come i bambini fino a due anni debbano fare almeno 5 pasti”.
Ibfan Italia
ACP (Associazione Culturale Pediatri)
AICPAM (Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno)
Baby Consumers
Il Melograno
MAMI (Movimento allattamento materno italiano)
La Leche League Italia (Lega per l’allattamento materno)
No grazie pago io
Con viva preghiera di pubblicazione e diffusione

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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