sabato 11 dicembre 2010

ANTICO TESTAMENTO, clip video da Mauro Biglino


Libro entusiasmante, che ho letto più volte, Mauro Biglino, autore del Libro, spiega alcuni passi della Bibbia, avvalorando (in parte) gli studi del Professore Zacharia Sitchin da poco scomparso, studioso della Bibbia e dell'epica della creazione Sumerica "Enuma Elish".



IL LIBRO CHE CAMBIERA’ PER SEMPRE LE NOSTRE IDEE SULLA BIBBIA
Gli Dei che giunsero dallo spazio?

RESURREZIONE REINCARNAZIONE
Favole consolatorie o realtà?

CHIESA ROMANA CATTOLICA E MASSONERIA
Realmente così diverse?

Grazie e buona visione a chi vorrà…

venerdì 10 dicembre 2010

Cosa siamo diventati

 
Dal mio vecchio blog wordpress.com/ 2010/05/04

Siamo così presi di noi stessi che non proviamo più nemmeno a cimentarci
con gli altri individui, cerchiamo solo il nostro punto di vista. 

Non riusciamo a provare empatia con gli altri individui. Siamo come dei soggetti autistici incapaci di differenziare il proprio punto di vista da quello altrui. 

Siamo incuranti dell’altrui pensiero e continuiamo il nostro discorso, incurante delle parole degli altri. Abbiamo perso un pochino di Umanità, e la sofferenza fa paura, la sofferenza la legittimiamo perché è così che deve essere, tanto oggi non tocca a me, del tipo: io ancora il lavorò c’è l’ho, ho ancora una bella famiglia, la mia macchina la casa per le vacanze, che me frega di togliere il conto dalla banca, perché devo diminuire il mio tenore di vita? Tutto va bene.
 
La parola che si può meglio comporre è: "ego-io" cioè egoismo, la nostra forma patologica di egoismo ci imprigiona in una solitudine sociale, solo quando le cose cambiano e ci vanno male allora siamo pronti a scendere in piazza con gli altri, e nei casi estremi si arriva anche al suicidio, siamo troppo imbevuti di questa Società che dagli anni 50/60 è andata sempre più degradandosi. Il nostro Dio, la televisione, (oggi anche la rete), abbiamo a loro delegato la nostra vita, ma non solo, abbiamo delegato anche quella dei nostri figli e nipotini, allocchiti di programmi spazzatura, o di giochini per socializzare come inventarci un avatar, non viviamo più una vita reale, ma per sentito dire. 

 

Ecco che allora diventa tutto surreale, non esiste più il confine tra verità e finzione, fino a quando con il culo per terra ci troviamo noi che stiamo qui!! dietro a questo schermo a leggerci e a scriverci per acconsentire o dissentire (io compreso), sperando che qualcosa cambi e … che l’essere umano assuma ancora la sua vera identità senza più subire gli avvenimenti come spettatore distaccato che vede un film. Vivo in una Metropoli come Milano e ricordo bene gli anni che vanno dal 1960 al 1980, era si una Milano da bere, ma non nel senso dell’opulenza ma per la semplicità delle persone, nella carità e compassione per il più debole, nell’aiutare chi aveva meno e farlo crescere, oggi tutto è cambiato e ogni giorno è peggio, ci chiudiamo nei nostri loculi e non conosciamo nemmeno il vicino di casa.
 
Convengo che forse abbiamo perso molto di più di quello che credevamo di avere, abbiamo perso L’Umanità …e se non la ritroviamo al più presto saremo una razza in via di estinzione, pronti a scannarci quando ci mancheranno le cose che credevamo di vitale importanza, e state tranquilli che quel giorno verrà!

Alcune risposte dal mio vecchio blog:
mag 05, 2010 @ 20:42:28 
Quel giorno è già cominciato da tanto purtroppo. Quello che gli ultimi dieci anni hanno lasciato come scia, puzza di fine; una fine lenta ma irreversibile. A noi non resta che correre dietro ai pensieri e problemi che il sistema ci ha preparato per il quotidiano vivere, per non farci insospettire che è ormai già da tanto tempo cambiato qualcosa. Siamo concentrati a guardare il dito fin nelle sue rughe e non ci accorgiamo che ci indica il pericolo.
 
È vero che il cambiamento è duro e comporta sofferenza, frustrazione e talvolta crisi, crisi profonda; per questo siamo più propensi a non voler cambiare, anzi lottiamo per riuscir a mantenere quello che abbiamo già ottenuto o di cui siamo già in possesso. I cambiamenti che l’umanità si è trovata ad affrontare nel suo percorso sono sempre stati accompagnati da profonde crisi e sofferenze, per cui questa non sarà diversa dalle altre.
 
Noi nel nostro piccolo ci possiamo ritenere fortunati, perché siamo tra quei pochi che si distinguono nel leggere la storia con agghiacciante prontezza, e anche sfortunati perché la nostra sofferenza comincia molto più a monte, molto prima degli altri ci si ritroveranno a farci i conti nel momento in cui ne verranno inghiottiti, e sfortunati anche perché il fatto di ritenerci inutili, non adatti (a volte vigliacchi), ad adempiere un cambiamento portandoci dietro le piccole comunità che ci circondano, ci fa soffrire ancora di più. Forse hai ragione, una fase si sta concludendo, l’essere umano di questo livello è destinato ad estinguersi, per lasciar posto ad uno che sicuramente sarà molto più maturo e percettivo del suo predecessore. Se questo è il volere della legge "a noi sconosciuta", che ben venga, a noi solo il macabro spettacolo di chiusura del palcoscenico, di vedere la scomparsa dell’uomo moderno.Chi vivrà vedrà.Con affetto Mardukkino

mag 06, 2010 @ 07:24:30 
Nel 1992 la comunità scientifica si interrogava già su questi temi, preoccupata per il futuro. Ad oggi nessun cambiamento, siamo fermi in termini di elevazione percettiva e coscienziosa.Veramente dobbiamo noi fare affidamento sugli esperti i cui pronunciamenti, per assurdi che possano essere, sono accettati come una questione di fede, o non confideremo piuttosto nell’evidenza dei nostri sensi, nella nostra osservazione del mondo? Questo interrogativo é anche centrale negli eventi sociali di oggi. Non esiste un solo governo, a est come a ovest, che oggi goda della fiducia della popolazione o che sia in grado di promettere, credibilmente, un qualsivoglia miglioramento del suo futuro.
 
Il globale declino di produzione e livelli di vita, iniziato ormai 40 anni fa, si é fatto più rapido. Dobbiamo strappare la società a questo gorgo: per farlo, conteremo gli "esperti" i quali, a est come a ovest, insistentemente esigono politiche a vantaggio dei pochi e sacrificio dei molti? Oppure possiamo confidare nel nostro discernimento e prendere nelle nostre mani la direzione della Società e dell’economia che supporta tale società? Il modo in cui sarà data risposta a questi interrogativi plasmerà, non la sola storia della scienza, ma la storia dell’Umanitá. 

®wld 

giovedì 9 dicembre 2010

Catastrofismo Cosmico


Una Grande cometa o un grande asteroide, si precipita in rotta di collisione verso la terra. Man mano che si avvicina il momento dell'impatto, il nostro mondo è mosso da cataclismi: vulcani che entrano contemporaneamente in eruzione, terremoti che frantumano la crosta terrestre, onde alte come montagne che distruggono continenti e cambiano la geografia del pianeta.

E' la trama di un racconto di fantascienza? No: molti autori hanno presentato simili scenari come fatti storici.
La presunta collisione (o una quasi collisione) avvenuta in epoche antiche tra la Terra e, di volta in volta, un asteroide una cometa o un pianeta, è stata per spiegare la distruzione di Atlantide, il diluvio descritto in Genesi o gli eventi miracolosi verificatosi durante l'esodo degli Ebrei dall'Egitto.


E' stato Immanuel iVelikosvski a fornire gli argomenti più dettagliati a sostegno di tale catastrofismo cosmico e le sue teorie hanno avuto e hanno ancora un vasto seguito tra il pubblico.

Secondo Velikovski nel corso del secondo millennio a.C. un'immensa cometa (che sarebbe poi diventato il pianeta Venere) fu espulsa da Giove. Verso il 1450 a.C. mentre Mosè si preparava a condurre gli Israeliti fuori dall'Egitto, il corpo celeste si avvicinò al nostro pianeta. La Terra attraversò la coda della cometa e le meteoriti di cui era composta l'inondarono di una polvere rossa, che rese i fiumi e i mari color del sangue.

Polvere simile a cenere, meteoriti incandescenti e idrocarburi piovvero in varie località, seminando il panico, dappertutto scoppiarono incendi, quando la terra fu completamente immersa nella coda, avvicinandosi alla testa della cometa, l'oscurità scese sul nostro pianeta e durò per giorni, la rotazione della terra fu rallentata e questo provocò terremoti, venti potenti come uragani si scatenarono e onde gigantesche scagliarono l'acqua sulla terraferma, lasciando i bacini di alcuni mari (come il Mar Rosso)  provvisoriamente all'asciutto.

Nei secoli tra il 1400 e 800 a.C circa, al sistema solare furono risparmiati altri cataclismi, ma nel VIII secolo a.C. Venere si scontrò con Marte, spostandolo dalla sua orbita originaria, successivamente il pianeta Rosso si avvicinò alla Terra più volte (776,747,717,702,687 a.C.)creando ulteriori catastrofi che distrussero le città
Micenee e l'esercito assiro che assediava Gerusalemme, alla fine sia Marte che la terra si stabilizzarono nelle loro attuali orbite.

L'anno corrente (cioè il tempo necessario per compiere una rivoluzione intorno al Sole) si allungò da 360 giorni a 365 e 1/4, nel frattempo, l'impatto con Marte aveva modificato l'orbita ellittica di Venere, dandola la sua attuale forma quasi circolare, il sistema solare aveva finalmente raggiunto la condizione stabile che possiamo osservare oggi.


La pubblicazione di "Mondi in collisione" da parte di Velikovski scatenò una tempesta di polemiche, Velikovski fu attaccato dai più autorevoli scienziati e in particolare dagli Astronomi, alcuni dei quali cercarono addirittura di impedire che il libro fosse distribuito nelle librerie e nelle biblioteche, il mondo accademico pensava così di proteggere il Pubblico dalla diffusione di false teorie, presentate come vere.

Come Risultato Velikosvki divenne un martire agli occhi dei suoi sostenitori, oggi invece, gli scienziati non solo ammettono che vi possano essere state collisioni cosmiche in tempi remoti, ma secondo alcuni è stato proprio l'impatto di una grande meteorite, avvenuto circa sessantacinque milioni di anni fa, a provocare l'estinzione dei dinosauri; è stato anche ipotizzato che il sistema Solare possa spostarsi lungo la Via Lattea ogni trentacinque milioni di anni, accrescendo così la possibilità di una collisione tra la Terra e una cometa o una grande meteora.

Tratto da alcune letture di: Antichi astronauti (William H. Stiebing Jr) 

mercoledì 8 dicembre 2010

Le chat room

Ho pubblicato questo articolo nell'aprile del 2008

Le chat room sono un mondo contraddittorio dato che sono frequentate e ricercate degli utenti che cercano relazioni, ma gli strumenti comunicativi che essi hanno a disposizione sono inadeguati o per lo meno insufficienti per poterle stabilire.

Come conseguenza di ciò, nelle persone che comunicano in Internet intervengono dei processi compensativi dell’informazione mancante, che si manifestano con meccanismi di proiezione e di attribuzione di senso, e che gratificano inconsciamente le aspettative dell’individuo.
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Le relazioni virtuali in questi casi possono apparire seducenti perché permettono alle nostre fantasie e ai nostri ideali di essere segretamente soddisfatti.
“L’ampiezza di banda ristretta stimola le capacità interpretative dei comunicanti, provocando degli effetti davvero sorprendenti: spesso le impegna in maniera estrema, perfino ossessiva.”
E’ chiaro che si è considerato solo il mondo delle chat senza comunicazione audio video la quale arricchisce indubbiamente il rate di informazioni ma le persone coinvolte non saranno comunque in grado di interagire l’una con l’altra".
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Bhe, mai avrei pensato che la chat fosse uno strumento per interagire, meglio … interlouquire con altri individui, solo dieci anni fa’ (quando mi sono avvicinato al mondo digitale) questo mondo reale, irreale e surreale, non lo avrei mai immaginato, la comunicazione ha fatto passi da giganti, ha cominciato in punta di piedi con internet, e poi ha avuto il suo epilogo attuale con i telefonini, dove tutto un mondo di frasi cifrate è stato inventato.
Ma ritorniamo alla chat line dove tutto è possibile, questo mondo surrogato della vita, da ad ogni individuo che si avvicina una chance, per essere quello che vuole, insomma quello che nella vita reale è così difficile da raggiungere, parlo di relazioni, di lavoro, di immagine creata ad ok, e non ultimo di amore, anche se questo argomento lo si può tranquillamente collocare al primo posto nella scala dei valori della chat.

I giovani dagli adolescenti, ai "maturi" di 35 anni, sono un mondo a parte, vuoi per cultura, vuoi per istruzione, e stato Sociale, per loro  relazionarsi in digitale è ormai uno stato acquisito, fa parte di quel mondo che è nato con loro.
Ben diverso invece chi fa parte degli anta, e parlo dai 40 in avanti, bhe per questi individui, è molto difficile discernere tra il virtuale ed il reale, se chiedi a loro la differenza ti risponderanno che non vi è differenza tra reale e non reale, sono la stessa cosa, l’estrazione culturale a cui appartengono (me compreso) ci invalida, nelle valutazioni, ecco che allora per rendere reale questo mondo virtuale si fanno raduni, e pizze chat, da dove nascono amori veri, relazioni interessanti, e amicizie (anche sincere), l’errore spesso che si fa e voler perpetrare con caparbietà, lo stesso percorso di chat anche quando si è formata una relazione sentimentale, invece di abbandonare il veicolo che è servito per questo viaggio per allontanarsi dalle angosce e dal malessere psicologico, si continua a servirsi di quel veicolo (chat), senza rendersi conto che quello che si è costruito con tanto interesse, si potrebbe proprio distruggere, in sintesi…la chat crea e la chat distrugge.

I motivi perchè questa ipotesi di incomprensioni possano verificarsi, sono molteplici, gelosie paventate, voglia di primeggiare, interferenze terze di altri chatthers, che sanno o presumono di sapere il nuovo rapporto che si è venuto ad instaurare tra un gruppo di amici, o solo per una attenzione particolare ad una pesrona, ma palesemente evidente; cadono così le barriere di difesa che il video ha gelosamente celato nella prima fase dell’anonimato fisico e verbale, ma che ha lasciato scoperta ed indifesa nella successiva fase … la conoscenza diretta degli interlocutori, non più virtuale ma …reale

Questo è quello che pensa un'amica utente del mio vecchio blog: 

apr 10, 2008 @ 09:05:49   
posso affermare con assoluta tranquillità di aver avuto una "storia di chat". Nonostante io abbia abbandonato la chat in quel perido, non è stato così per l’uomo che frequentavo, lasciando nascere "gelosie", come tu scrivi…e molto altro.
 

Concordo pienamente sul fatto che se nasce una storia la chat non dovrebbe più essere quel "veicolo di comunicazione virtuale" che in teoria dovrebbe portarci "compagnia"….ma…… ma.
ma non è facile. Scegliere fra una storia che nasce e delle "amicizie" che sono diventate "solide", o che lo diventeranno, non è semplice per prima cosa perchè ci si fida sempre meno degli amori…. si fa riferimento al passato, si ha paura…… inserirsi in una chat non è facile, un po’ come nella vita reale, e lasciare tutto, diventa veramente difficile…..insomma, se non l’abbiamo, la chat, ci manca.
 

Così magari ci creiamo un nik per entrare "di nascosto" a leggere… e questo, secondo me, è l’inizio della nostra rovina.
La chat è un mondo virtuale. Chi la sa usare bene trova amici, e magari anche un amore … ma se si trova ciò che si cerca ...va abbandonata.
la vita, non è chat.
Vero però che restare in contatto con la persona che amiamo diventa difficile….ed ecco allora, si è entrati nel "giro" chiuso. Perché non posso entrare per stare con "lei/lui" in mezzo agli altri?
 

Perché ci si conosce troppo poco.
In chat si crede che la conoscenza sia ciò che l’altro vuole fare leggere di noi….. no, non è così. L’altro è solo ciò che vuole farci vedere……per conoscere una persona non basta una vita, figuriamoci se basta una chat….allora, allora non chiamiamoli amori, finchè non sappiamo "chi" c’è dall’altra parte del monitor….. anche se…ecco, anche se proprio io mi sono innamorata e non una volta, ma ben due volte, di un uomo conosciuto in chat…..e uno addirittura non l’ho mai visto!!!
Vita di chat….. fine delle relazioni?
No….inizio di una nuova era. sicuramente diversa dai nostri anni 60, ma pericolosa allo stesso modo. Si soffre in chat….cavolo se si soffre…..
 

Caro ....… sarebbe difficile rinunciare a leggerti, insieme a tanti altri, ma lo farei, se il mio amore prendesse vita. Perché l’amore è la cosa che ci fa vivere…..
un bacio.
...........


PS: copio il tuo intervento nel mio blog…. se non vuoi, avvisami, lo toglier
ò

lunedì 6 dicembre 2010

“NUMEROLOGIA”





Numeri e modi di dire

Portiamo nella nostra vita, nei modi di dire, nei proverbi, il
significato simbolico dei numeri.

I detti popolari rappresentano una saggezza sperimentata nel tempo: li
inseriamo nei nostri discorsi, li ripetiamo quasi come prova di quanto stiamo dicendo.
Ecco alcuni esempi
 
NUMERO 1
Nella simbologia numerica l’unità è l’energia primaria, l’assoluto.
Si dice:
«la salute è la cifra 1»
«in quella società lui è il numero 1»
 
NUMERO 2
Il significato simbolico del 2 è: la dualità, gli opposti, i
complementari, il dialogo, il contrasto, la polarità, la similitudine e
l’opposizione.
Si dice:
«due facce della stessa moneta»
«ogni simile ama il suo simile»
«gli opposti si attraggono»
«gli estremi si toccano»
«non c’è un male se non c’è un bene»
«è ambivalente»
«è ambiguo»
«è doppio»
«vale come il 2 di coppe» (le coppe simbolo dell’amore e dell’amicizia,
nella carta 2 sono simbolo di dualità affettiva, quindi valgono ben poco)
 
NUMERO 3
Il 3 va oltre la separazione del 2 e la supera dando vita ad una nuova
unità, è il principio divino, il verbo, la comunicazione.
Si dice:
«non c’è 2 senza 3»
«tra i due litiganti il terzo gode»
«3 numero perfetto»
«3 d’amore»
I Romani dicevano “tres faciunt collegium” per formare una società
occorrono 3 responsabili
 
NUMERO 4
E’ il numero della materia: i 4 elementi della terra:
fuoco-acqua-terra-aria, della concretezza, dell’ordine, dell’orientamento: la croce cosmica riunisce i punti solari dell’orizzonte.
Si dice:
«quella persona è quadrata» per definire una persona che dà garanzia di
stabilità e concretezza
 
NUMERO 5
E’ il numero dell’elemento vivente che si aggiunge ai 4 elementi che
strutturano l’universo.
Si dice:
«E’ la quintessenza» per esprimere l’idea del meglio possibile, il
migliore in assoluto
 
NUMERO 6
E’ il numero mistico, il numero del perfetto ordine. La
Bibbia dà al 6 un valore cosmico e descrive la Creazione avvenuta in 6
periodi. L’idea della perfezione del 6 è rimasta nel nostro linguaggio.
Si dice:
«assestare, mettere in sesto» per indicare l’azione di mettere in
ordine
 
NUMERO 7
E’ il numero biblico, il numero del mistero, il settimo giorno è dedicato
al riposo, alla contemplazione e alla meditazione.
Si dice:
«sono al settimo cielo» per esprimere uno stato di felicità. Si sa che il
cielo è il simbolo della gioia pura, la luce divina, per arrivare al cielo
bisogna salire i gradini di ascesa, il misterioso 7 è l’apoteosi.
Il 7 conclude l’ascesa e ritorna al principio. Si dice:
«la crisi del settimo anno» facendo riferimento all’antica convinzione
che ogni 7 anni c’è un cambiamento.
 
NUMERO 8
E’ il simbolo dell’infinito, il riflesso dello spirito nel mondo creato.
L’8 indica la legge del Karma:
«quello che fai si riversa su di te». Questo concetto espresso fin dai
tempi più antichi. Troviamo nella Bibbia: «occhio per occhio, dente per dente» e nel Vangelo: «chi di spada ferisce, di spada perisce». Nelle 8 beatitudini:
«beati coloro che piangono perché saranno consolati». Il detto popolare ci
ammonisce: «chi la fa l’aspetti»
 
NUMERO 9
E’ l’ultimo numero delle cifre essenziali che rappresentano
il cammino evolutivo dell’uomo.  E’
dunque il simbolo della realizzazione.
Il nove ha una grande energia.

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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