Visualizzazione post con etichetta cosmogonia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cosmogonia. Mostra tutti i post

sabato 29 agosto 2015

Tiamat la Roccia della Genesi

 

Si ritiene che le rocce della Luna abbiano circa 4,25 miliardi di anni; particelle di suolo hanno fornito una datazione ancora più antica: 4,6 miliardi di anni. La Luna, come concordano tutti i circa 1500 scienziati che hanno studiato le rocce e i campioni di suolo, è nata nello stesso periodo in cui si è formato il Sistema Solare. 

Ma poi, circa 4 miliardi di anni fa, si è verificato un evento catastrofico. Nel suo articolo Cratering in the Solar System, pubblicato nelle pagine dello "Scientific American" (gennaio 1977), William Hartman ha riportato che "diversi analisti delle missioni Apollo hanno scoperto che l'età di molti campioni di rocce lunari non va oltre i 4 miliardi di anni; esistono ben poche rocce di età più antica".

Le rocce e i campioni di suolo, che contenevano il vetro formatosi a seguito di impatti violenti, hanno 3,9 miliardi di anni. "Sappiamo che un cataclisma di grande portata, un intenso bombardamento, ha distrutto le rocce più anriche e la superficie dei pianeti", ha affermato Gerald J. Wasserburg della Caltech, alla vigilia dell'ultima missione Apollo.

Restava allora la domanda: cosa è successo fra la nascita della Luna, (circa 4,6 miliardi di anni fa) e i 4 miliardi di anni fa, data della catastrofe? Ecco dunque che la roccia scoperta dall'astronauta David Scott e ribattezzata "Roccia della Genesi" non risaliva al periodo di formazione della Luna. Bensì al periodo della catastrofe che la colpì circa 600 milioni di anni dopo. Il nome resta comunque appropriato.

Infatti la narrazione della Genesi non è quella della nascita del Sistema Solare, bensì della Battaglia Celeste di Nibiru/Marduk con Tiamat (la Terra dei primordi), avvenuta proprio 4 miliardi di anni fa.

Non soddisfatti dalle diverse teorie sull'origine della Luna, alcuni hanno cercato di selezionare le migliori in base a determinati criteri. Una "Tavola della Verità", preparata da Michael J. Drake del Lunar and Planetary Laboratory dell'University of Arizona, metteva in pole position la teoria della formazione contemporanea.

I risultati delle analisi di Johpn A. Wood soddisfacevano tutti i criteri tranne quello del momento angolare e della fusione della Luna, ma in linea di massima restava la migliore. Il consenso attualmente è ancora focalizzato sulle teorie della formazione contemporanea, pur se alcuni elementi sono stati presi a prestito dalle teorie del gigantesco impatto e della fusione.

Stando alle teorie presentate alla conferenza del 1984 da A.P. Boss del Canergie Institute e da S.J. Peale dell'Università della California, la Luna viene realmente considerata come "figlia" della terra, costituita della stessa materia primordiale; tuttavia la nube primordiale entro la quale si verificò la formazione contemporanea fui soggetta a bombardamenti da parte di planetisimali che, disintegrarono la Luna in formazione e, in altri casi, aggiunsero nuova materia alla massa (vedi immagine sotto)

Proto Luna
Il risultato sarebbe stato una Luna di dimensioni ancora maggiori che avrebbe attratto e inglobato altri corpi celesti più piccoli che si stavano formando all'interno dell'anello intorno alla terra: una Luna simile, seppur diversa dal nostro pianeta.
Dopo essere passata da una teoria all'altra, la scienza ora accetta quale teoria per l'origine della Luna lo stesso processo che ha dato ai pianeti esterni i sistemi a più satelliti. Resta ancora da spiegare come mai, una Terra troppo piccola, si è ritrovata con una Luna troppo grande. Per trovare la risposta, dobbiamo ritornare alla cosmogonia sumera. Il primo aiuto che si offre è l'affermazione che la Luna non è nata come satellite della Terra, bensì di Tiamat, un pianeta di dimensioni maggiori.
Poi - millenni prima che la civiltà occidentale scoprisse i satelliti che ruotano intorno a Giove, Saturno, Urano e Nettuno - i Sumeri già attribuivano a Tiamat una schiera di satelliti, "undici in tutto". Collocavano Tiamat proprio dietro Marte, il che farebbe di lei un pianeta esterno, che acquisì la "schiera celeste" degli altri pianeti esterni.
Quando paragoniamo le più recenti teorie con la cosmogonia sumera, scopriamo non solo che gli scienziati contemporanei sono giunti alle stesse conclusioni che facevano parte delle conoscenze scientifiche sumere, ma che hanno persino usato una terminologia molto simile.
Proprio come hanno affermato le ultime teorie, la cosmogonia sumera descrive un Sistema Solare giovane e instabile, dove planetesimali e forze gravitazionali emergenti disturbano l'equilibrio planetario e, a volte, fanno crescere a dismisura i satelliti.

Ne Il Pianeta degli dèi Zecharia Sitchin ha descritto così le condizioni celesti: "Terminata la grande rappresentazione della nascita dei pianeti, gli autori della creazione alzano il sipario sul secondo atto, quello che mette in scena i tumulti celesti. La nuova famiglia di pianeti era tutt'altro che tranquilla: ognuno gravitava verso l'altro e tutti convergevano verso Tiamat, disturbando e mettendo in pericolo i corpi primordiali". Nelle parole poetiche dell'Enuma Elish leggiamo:
I divini fratelli si coalizzavano;
disturbavano Tiamat andando avanti e indietro.
Turbavano il "ventre" di Tiamat
coi loro strani movimenti nelle dimore del cielo.
Apsu non riusciva a frenare mil loro clamore;
Tiamat era ammutolita dal loro comportamento.
Essi compivano atti detestabili
e si comportavano in maniera odiosa.
"Siamo qui in presenza di evidenti riferimenti a orbite erratiche", così aveva scritto ZS ne Il Pianeta degli dèi. I nuovi pianeti "andavano avanti e indietro"; si avvicinavano troppo l'uno all'altro ("si coalizzarono"); interferivano con l'orbita di Tiamat e si accostavano troppo al suo "ventre"; i loro modi erano "odiosi"; la loro spinta gravitazionale era "arrogante", eccessiva, non teneva in considerazione le orbite degli altri.

Avendo abbandonato le prime idee di un sistema solare che si stava raffreddando lentamente e che gradualmente si condensava dalla nube primordiale, l'attenzione degli studiosi si focalizzò nella direzione opposta.

"Dal momento in cui computer più sofisticati consentono di simulare il comportamento dei pianeti per un periodo di tempo prolungato" scrisse Richard A. Kerr sulle pagine di "Science" (Research News, 14 aprile 1989), "ovunque emerge il caos". E citò gli studi di Gerald J. Sussman e Jack Wisdom del Massachusetts Institute Technology che erano riusciti ad andare a ritroso nel tempo, scoprendo che "molte orbite fra Urano e Nettuno erano diventate caotiche e che anche il comportamento orbitale di Plutone era caotico e imprevedibile". J. Laskar del Bureau des Longitudes di Parigi scoprì il caos in tutto il sistema solare "ma in particolare fra i pianeti interni incluso la terra".

George Wetherill, aggiornando i suoi calcoli della collisione multipla di circa 500 pianetesimali ("Science", 17 maggio 1985), descrisse il processo nella zona dei pianeti terrestri come l'accrezione di numerosi "fratelli e sorelle" entrati in collisione per formare "pianeti temporanei". Il processo di accrezione ("schiantarsi l'uno contro l'altro, spezzarsi e catturare materia dagli altri, fino quando alcuni sono cresciuti fino al pinto di diventare pianeti rocciosi), fu "una vera e propria battaglia regale" che durò per i primi 100 milioni di anni del sistema solare.

Le parole dell'eminente studioso sono straordinariamente simili a quelle dell'Enuma Elish. Parla di "molti fratelli e sorelle" che vagano, che entrano in collisione, che disturbano le orbite degli altri, mettendone a repentaglio la stessa esistenza. I tempi antichi parlano di "fratelli divini" che"disturbano", "infastidivano" e "andavano avanti e indietro" nei cieli, proprio nella zona in cui si trovava Tiamat, vicino al suo "ventre". Wetherill usò l'espressione "battaglia regale" per descrivere il conflitto tra "fratelli e sorelle".

La narrativa sumera usa la stessa parola "battaglia" per descrivere ciò che avvenne e ha immortalato gli eventi della Genesi nella Battaglia Celeste.

Ancora oggi suscitano perplessità le dimensioni sproporzionate della Luna rispetto alla Terra, ma, a dire il vero, le nutrivano anche gli autori dell'Enuma Elish. (epica della creazione sumera). Dettero voce agli altri pianeti che, preoccupati, osservavano le dimensioni crescenti e la massa di Kingu.
Essa esaltò Kingu, 
il primogenito fra i suoi dèi
in mezzo a loro lo rese grande,
l'alto comando della battaglia
mise nelle sue mani, 
così da imbracciare le armi per lo scontro,
così da essere il capo della battaglia,
la battaglia per la supremazia lei affidò nelle sue mani.
Lo aveva fatto entrare nella sua schiera.
E così gli disse: "Per te ho compiuto un sortilegio".
"Ti ho fatto grande nell'assemblea degli dèi.
Invero tu sei il Supremo. 
Secondo questa cosmogonia, a causa delle perturbazioni e delle condizioni caotiche presenti nel sistema solare, una delle undici lune di Tiamat crebbe fono a raggiungere dimensioni insolite. Purtroppo dai testi antichi non è chiaro quali conseguenze ebbe la creazione di questa luna così grande; i versi enigmatici, dove alcune delle parole sono state fatte oggetto di diverse interpretazioni e traduzioni, sembrano dire che "esaltando" Kingu, "fece placare il fuoco" (secondo E.A. Speiser) o "acquietare il dio del fuoco" (secondo A. Heidel) e umiliare "l'arma del potere ce è così potente nel suo movimento" - un probabile riferimento alla spinta gravitazionale che perturbava.

Qualunque sia stato l'effetto calmante di Kingu su Tiamat e sulla sua schiera, risultò comunque deleterio per gli altri pianeti; fu particolarmente destabilizzante l'azione di elevare Kingu allo stato di pianeta. Era stato dunque questo peccato di Tiamat  a mandare su tutte le furie gli altri pianeti, tanto da invocare Nibiru/Marduk affinché mettesse fine a Tiamat e al suo consorte presuntuoso?

Nella Battaglia Celeste che seguì, Tiamat venne divisa in due: una metà venne ridotta in frammenti (braccialetto martellato - fascia degli asteroidi?), l'altra metà, accompagnata da Kingu, venne scagliata in un'altra orbita (oltre Marte dove prima dimorava) e, sarebbe diventata la terra con la sua Luna. La sequenza degli eventi si conforma ai punti salienti delle varie teorie moderne su origine, evoluzione e destino finale della Luna.

Anche se restano enigmatiche la natura "dell'arma del potere che è così potente nel suo movimento" o quella del "dio del fuoco" che ha fatto crescere in maniera sproporzionata Kingu, resta comunque chiara la sorpresa per le insolite dimensioni della Luna (in proporzione a tiamat).

La descrizione è molto minuziosa. Ed è da sottolineare il fatto che non è la cosmogonia sumera a supportare la moderna scienza, bensì la scienza moderna a corroborare le conoscenze degli antichi.

Dalle mie letture:"L'altra Genesi
 
http://ningishzidda.altervista.org/ 

®wld

giovedì 26 dicembre 2013

“The Truman Show” - "the moon"


Alcuni ricercatori pensano che la Luna sia un satellite artificiale! Se così fosse, chi l’ha parcheggiata lì

Il nostro pianeta beneficia degli effetti importanti che la Luna produce su di esso. Se non ci fosse, l'asse terrestre non potrebbe essere stabile come lo è oggi e la dinamica delle maree sarebbe certamente diversa. 

Alcuni ricercatori sono convinti che il nostro satellite in realtà non è frutto di un fortuito caso cosmico, ma il risultato di una intelligenza che l'ha voluta: è possibile che la Luna sia una nave spaziale camuffata in orbita attorno al nostro pianeta? 

Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla! La Luna, con la sua presenza discreta, rende un servizio insostituibile al pianeta Terra e agli esseri viventi che si di esso vi abitano. Senza la Luna quasi il certamente il nostro pianeta sarebbe molto diverso da come lo conosciamo.

Se essa non ci fosse, il fenomeno delle maree sarebbe del tutto stravolto. L’acqua degli oceani sarebbe distribuita diversamente, occupando equamente le regioni equatoriali e quelle polari. Così, alcune correnti oceaniche non sarebbero mai sorte, impedendo la regolazione termica del pianeta e la formazioni delle nubi e quindi la circolazione atmosferica su scala globale.

Come spiega l’INAF, un altro fondamentale ruolo della Luna è la stabilizzatore dell’asse di rotazione. Attualmente il valore medio dell’inclinazione di questo asse rispetto al piano dell’eclittica è di 23 gradi e mezzo, e questo valore oscilla sì ma in un intervallo di meno di due gradi e mezzo nell’arco di circa 41 mila anni. Se non avessimo la Luna ad orbitarci attorno, questa forbice sarebbe molto più elevata, fino a raggiungere valori prossimi a 90 gradi. In pratica, significherebbe che, seppure nel corso di milioni di anni, le calotte polari potrebbero migrare fino in prossimità dell’equatore!

Infine, un’altra importante funzione della Luna è legata alla cultura umana. Sui suoi movimenti sono stati basati i primi calendari. Basti pensare che il più antico calendario lunare è stato concepito circa 10 mila anni fa. Lo stesso raggruppamento dei giorni in settimane e mesi rispettivamente sulla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali e sulla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane.

La settimana ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto.

Secondo l’opinione di un certo filone di ricerca, tutti questi fattori non sarebbero semplicemente delle coincidenze naturali, ma condizioni determinate da un intelligenza per fare in modo che la Luna rendesse più stabile il pianeta Terra. In questa visione, non solo Luna non avrebbe origini naturali, ma sarebbe addirittura un’astronave con una finalità del tutto sconosciuta.

La teoria dell’Astronave Luna, conosciuta anche come la Teoria Vasin-Shcherbakov è stata proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La Luna è la creazione di un’intelligenza aliena?”. Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra.

Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo.

Le anomalie della Luna

Nonostante le numerose visite eseguite grazie alle missioni Apollo, la Luna resta un enigma per gli scienziati sotto molti punti di vista. Tuttavia, come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. L’origine della Luna è uno dei problemi più complessi della cosmogonia. Finora, le ipotesi in discussione sono state tre:


1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti.
2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso specifico della Luna (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)? Inoltre, le analisi sui sassi portati a Terra dalle missioni Apollo rivelano che la composizione delle rocce lunari è differente da quelle terrestri.
3) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra (forse fuori dal Sistema Solare). Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali, sarebbe stata catturata in un orbita geocentrica perfettamente circolare. Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale!

Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice: la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute.

L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i grandi crateri lunari, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro.

Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo. Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbero scelto proprio questa miscela di elementi.

Questa considerazione spiega il motivo per il quale le rocce lunari sono un così straordinario cattivo conduttore di calore, un fattore che stupì molto gli astronauti delle missioni Apollo e i ricercatori della Nasa. Non era proprio quello l’effetto desiderato da chi ha progettato la Luna? Così scrivono i due ricercatori russi nell’articol
“Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E’ questo spiega molto bene la sua longevità. E’ possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari si sono dimostrate essere più antiche della Terra. Se questo è vero, questo però potrebbe valere per l’età dei minerali utilizzati e non per quando è sono stati utilizzati per costruire il satellite”.

Quando è stata messa lì? E da chi?

Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Ciò implica che potrebbe esserci stato un tempo in cui la Terra era senza Luna?

Alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica alcuni brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità. Ippolito di Roma, un autore cristiano del II secolo, nel suo Refutatio Omnium Haeresium spiega che Anassagora e Democrito, due filosofi della Grecia antica, insegnavano che era esistito un tempo in cui non c’era la Luna.

Aristotele, nel frammento 591, scrisse che il territorio dell’Arcadia, prima di essere abitato dai greci era occupato dalla popolazione dei Pelasgi, una cultura proto-ellenica che secondo il grande filosofo esisteva prima che ci fosse una luna nel cielo; per questo motivo sono stati chiamati Proseleni. Plutarco ne Le Questioni Romane parla degli arcadi come delle persone pre-lunari. Infine, il grammatico romano Censorino allude ad un tempo passato, quando non c’era la luna nel cielo. 

Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perchè? I due ricercatori russi ipotizzato che la Luna possa essere una nave spaziale molti antica, una sorta di antica arca di Noè utilizzata da un’antica civiltà per viaggiare nello spazio per migliaia di milioni di chilometri e giungere sul nostro pianeta per colonizzarlo: noi saremmo i loro discendenti.

Gli autori immaginano l’interno della Luna sia pieno di carburante per i motori, materiali e apparecchi per lavori di riparazione, strumenti per il sostentamento vitale e apparecchiature di osservazione. Vasin e Shcherbakov, non credono che la Luna sia ancora abitata, e probabilmente molti dei suoi dispositivi automatici hanno smesso di funzionare.

Ma in alcune ipotesi più malevole, alcuni teorici del complotto alieno credono che non solo la Luna sia ancora abitata, ma che svolga ancora un ruolo importantissimo nei piani degli ‘occupanti’ alieni. Un po’ come descritto nel film “The Truman Show”, nel quale il regista del programma può osservare tutto ciò che accade dal suo ufficio posizionato nella finta luna, così i nostri ‘invasori’ utilizzano il nostro satellite come avamposto di osservazione per “l’esperimento uomo”.

 

D’altra parte, il fatto che la Luna mostra sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica molto rara in tutto l’Universo conosciuto) faciliterebbe il compito degli osservatori, che avrebbero la possibilità di osservare costantemente la Terra, senza dover aspettare ogni volta il completamento della rotazione della Luna sul proprio asse.

Ad ogni modo, secondo Vasin e Shcherbakov ci sarebbero moltissimi altri indizi, purtroppo solo circostanziali, a favore della loro ipotesi, che a prima vista potrebbe sembrare folle. Un’idea pazza simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij, un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Marte, Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che entrambi devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali.

Quando scrissero l’articolo, i due ricercatori russi speravano che aver sollevato abbastanza questioni per fornire argomenti per una seria riflessione sulla materia, il cui risultato potrebbe risolvere i numerosi enigmi lunari e gettare luce sulla vera origine della specie umana. Ora, si tratta solo di aspettare le prove dirette che sostengano o confutino la loro idea. Probabilmente, non ci sarà molto da aspettare.

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/12/23/alcuni-ricercatori-pensano-che-la-luna-sia-un-satellite-artificiale-se-cosi-fosse-chi-lha-parcheggiata-li/

®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...