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giovedì 8 novembre 2012

"ELOGIO ALLA PAZZIA"


 Erasmo, antica versione italiana

Schivando i filosofi, Erasmo con il suo elogio alla pazzia vuole appellarsi ai sofisti. Lo studio loro principale era quello di encomiar gli dei e gli eroi, Voi adunque ascolterete l'elogio non di Ercole né di Solone, ma di me stessa, cioè la Pazzia.

A dir il vero io non istimo un fico quei sapienti, che spacciano essere stoltissima ed impudentissima cosa il lodar sé medesimo. Sia pur follia quanto si voglia, dovranno tuttavia convenire costoro che è cosa molto decorosa l'aver cura del proprio buon nome.

Di fatto, qualcosa è più conveniente alla Pazzia che esser la tromba del suo merito di far echeggiare dappertutto le proprie sue lodi? Chi può dipingermi più al naturale di me stessa? Vi è forse altri che meglio mi conosca di quello che faccia io medesima.

Per altro questa mia condotta sembrami assai più modesta di quella che tener suole la maggior parte de' grandi e dei saggi del mondo, Costoro messosi sotto i piedi ogni pudore, subornano qualche panegirista adulatore o un cicalone poetastro, onde a prezzo d'oro reciti le loro lodi che altro infine non sono che un tessuto di menzogne.

Intanto poi che il modestissimo uomo stassene ad ascoltarlo, dispiega le piume come un pavone, innalza la sua cresta, si ringalluzza alla sfacciata adulazione, che paragona agli Dei quell'omiciattolo da nulla, che il propone come un assoluto modello di tutte le virtù, benché sappia di esserne totalmente lontano, che adorna di piume non sue quella vil cornacchia, che si sforza d'imbiancare la pelle dell'Etiope, che, per finirla, fa di una mosca un elefante.

Alla fin fine seguo poi quel volgar proverbio che dice: Non hai chi ti loda? Fai bene a lodarti da te stesso. Benché a questo tratto non posso contenermi grande sdegno, non saprei se della ingratitudine, o della infingardaggine de' mortali.

Nutrono, è vero, per me grandissima venerazione e godono per me le mie beneficenze , tuttavia, (chi il crederebbe!) da che mondo e mondo non v'è stato un sol uomo, che per riconoscenza abbia con qualche panegirico tessuto l'encomio della Pazzia.

Eppure non mancò chi con grande perdita d'olio e di sonno esaltasse con istudiatissime lodi e i Busiridi, i Falaridi, la febbre quartana, e la mosa, e la calvezza, ed infine ogni simil genere di peste. Perciò udirete da me stesso il mio panegirico, il quale per essere estemporaneo e non istudiato, sarà molto più sincero.

Non immaginatevi che vi parli col per ostentazione d'ingegno, come suo far la maggior parte degli oratori, Imperochè costoro, come ben sapete, dopo aver stentato sopra una orazione per ben trent'anni e talvolta dopo averla rubacchiata agli altri, han l'impudenza di spacciar che l'anno tirata giù così per divertimento in tre giornate, oppure che l'hanno dettata.

Io all'incontro ho sempre amato moltissimo di dire tutto ciò che mi vien sul labbro. Non aspettatevi da me che, giusta il costume dei retori volgari, vi dia la mia Definizione e molto meno la mia Divisione. Imperochè cos'è Definire? E' rinchiudere l'idea di una cosa ne' i giusti suoi limiti. Che cosa è Dividere? E' separare una cosa nelle diverse sue parti. Ora né l'una né l'altra mi si convengono: infatti come mai limitarsi, se la mia potenza e stessa quanto il genere umano? 

http://ningizhzidda.blogspot.it/2011/09/adulazione-e-amor-prorio.html

giovedì 29 settembre 2011

Adulazione e Amor Proprio


Vedo proprio che la natura non ha solo impresso nei singoli l'amor proprio individuale, ma anche una forma comune di amor proprio in ogni nazione e quasi in ogni città.

Di conseguenza gli Inglesi si attribuiscono tra l'altro i pregi della bellezza, della musica e della buona tavola, gli Scozzesi si compiacciono della loro nobiltà, pretendendo di essere imparentati con re, e delle sottigliezze dialettiche, i Francesi fanno proprio il vanto delle maniere educate e raffinate, i Parigini rivendicano in esclusiva il prestigio della cultura tecnologica levando di mezzo tutti gli altri.

Gli Italiani fanno valere i loro requisiti sull'eloquenza e sulla cultura letteraria e tutti quanti si cullano in un beato compiacimento pensando di essere i soli non barbari fra gli uomini.

In questo tipo di compiacimento i Romani superano tutti e provano grandissimo piacere a sognare ancora Roma antica.

I veneziani sono resi beati dal pensiero della loro nobiltà; i Greci si alzano il prezzo come inventori delle arti e delle scienze, sfruttando i titoli di merito di quei famosi eroi antichi; i Turchi e tutta l'orda dei veri barbari, poi, possono vantarsi anche della loro fede facendosi beffe della superstizione dei Cristiani.

Ma è ancora più bello per i Giudei continuare ad attendere con fermezza il loro Messia e tenersi aggrappati a Mosè con le unghie e coi denti. Gli Spagnoli non cedono a nessuno per valore militare, i Tedeschi sono orgogliosi di statura e scienze occulte; insomma, per non enumerare caso per caso, vi è chiaro, penso, quanto piacere procuri ai singoli individui ed all'intero genere umano l'Amor proprio: e quasi altrettanto efficace è la sorella Adulazione.

Infatti l'Amor proprio è quando uno adula se stesso; se lo fa a un altro, ecco l'Adulazione. Ma oggi adulazione è una brutta parola: solo per quelli, però, che vengono colpiti dai vocaboli più che della sostanza delle cose.

Si pensa che adulazione e lealtà vadano poco d'accordo; e bastava l'esempio degli animali per far pensare che non è affatto così. Chi più adulatore del cane? Chi più insinuante dello scoiattolo? Ma chi può essere più amico dell'uomo? 

A meno che sembrino più utili alla vita degli uomini i violenti leoni, le tigri feroci o le pantere irritabili. Comunque, c'è realmente una forma dannosa di adulazione, con cui certi beffardi traditori trascinano gli infelici nella sventura.

Dicono però, che è una sventura esser ingannati. Una gran sventura è non esserlo, Ce ne vuole di pazzia per credere che la felicità degli uomini sia posta nelle cose stesse. Infine l'animo umano e foggiato in modo da esser attratto dal trucco più che dalla verità.

Di Erasmo "Elogio alla Follia"
Tratto dai Classici del Pensiero

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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