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mercoledì 1 dicembre 2010

“una colicistite quasi mortale”


UNA COLECISTITE
LUNGA DUE MESI


Questa è la vera storia di quello che mi è successo 
dal 08 d’ottobre al 19 novembre del 2009, 
“una colecistite quasi mortale”

Prima di raccontare l’accaduto (alla mia persona) vorrei qui dire alcune cose e delucidazioni su cosa sia una colica biliare e le sue complicanze nell’ambito del decorso. 

Premessa: 

La colecisti è una piccola sacca posta sotto il fegato e precisamente a destra, sotto lo sterno della cassa toracica, questa piccola otre o vescica, raccoglie la bile che secerne il fegato e la immette nei piccoli dotti (chiamati anche coledoco nella fase di uscita) che sono indirizzati alla colecisti, dove è raccolto la bile che a sua volta è rilasciata nel basso intestino per digerire i cibi che s’ingeriscono, facilitando così la digestione, e l’espulsione delle scorie attraverso l’in.
Le cause delle coliche biliari sono
molteplici e ne elenco qui qualcuna: 

1) L’obesità 

2) Il dimagrimento repentino in poco tempo (io ho perso 12kg in un mese per il dolore quando mia moglie è deceduta) 

3) accumulo di Sali minerali contenutinelle verdure (per chi è strettamente vegetariano) 

4) accumulo di grassi (colesterolo) animali.

La maggior parte della popolazione mondialeper circa l’80% ha i calcoli alla Cistifellea ma non sa di averli se non hadelle coliche che le facciano fare degli accertamenti mirati come una ecografia all’addome, e anche se vengono riscontrati senza avvertire dolore (coliche) non necessariamente devono essere operati, vi è da dire che i grossi calcoli non sono quelli che fanno venire le coliche ma sono di solito quelli piccolissimi grandi come un granello di riso che si infilano nei dotti biliari (coledoco) che fanno venire le coliche anche dolorosissime a volte come nel mio caso, a volte nella cistifelia si può formare della sabbia o palta che può portare L’itero fuori parametro colorando la cute e le urine di un giallo molto forte a volte che tende al verde e le feci di colore argilla, tutto questo quando è molto alta la bilirubina nel caso dei calcoli biliari, in questo caso ci sono dei medicinali che sciolgono e rendono fluida la bilirubina, questo acido che scioglie i liquidi della bile raccolta nella cistifelia è l’acido ursodesossicolico,naturalmente è sempre meglio un parere di un medico specializzato.

Fatta questa piccola premessa, eccomi al racconto della mia piccola odissea:

il 27 di agosto del 2008 a fine vacanze ho avuto una piccola colica, (la mia prima ma non consapevole che fosse veramente una colica biliare), dopo quasi sette ore di questo mal di stomaco (è così che si manifesta) e sempre in crescendo, decisi di recarmi al pronto soccorso, venni quasi subito visitato ed intervistato sui sintomi e la densità del dolore, e dopo una puntura intramosculare di voltaren e successiva flebo di antispasmodico, il dolore si attenuò fino a sparire del tutto, mi sembrava di rinascere a nuova vita dopo sette ore di sofferenza, successivamente il medico di turno mi fece fare i soliti analisi ematocriti e una schermografia all’addome e in ultima analisi una ecografia da dove si evidenziavano molto bene due calcoli di colesterolo uno della misura di 2cm ed un altro della misura di 1cm.

Il medico di guardia del pronto soccorso mi spiegò che in questi casi non ci sono molte cose da fare … bisognava togliere la cistifellea onde evitare complicazioni, ma visto che ero alla mia prima colica biliare, mi consigliò di farmi rivedere successivamente, ed in quella occasione si sarebbero presi eventuali provvedimenti; nel frattempo (vista l’infiammazione della colecisti) mi mise sotto protezione per una settimana con degli adeguati antibiotici, con la riserva di farmi rivisitare sempre da Lui (il medico di guardia) dopo sei giorni.

Come sempre succede, (quando si sta bene) mi dimenticai molto presto di quel consiglio molto appropriato e mirato che il medico mi fece, passai gli ultimi giorni d’estate senza mai accusare nessun dolore, fino alla primavera successiva, quando iniziarono in sordina i lievi mal di stomaco che si concentravano al centro del plesso solare e piano, piano sempre in crescendo si irradiavano alla parte destra fino a prendermi la schiena sotto la scapola destra, naturalmente mi attrezzai per l’occasione con degli antidolorifici come il volatren da somministrarmi personalmente in via intramuscolare; purtroppo i dolori si fecero sempre più vicini nel tempo, era quasi un appuntamento settimanale, il fine settimana tra il sabato e la domenica mi ritrovavo nel problema, ormai era una situazione insostenibile, non potevo più dilungarmi oltre (anche perché stavo molto male ed ogni volta sempre peggio e non potevo intossicarmi con i farmaci) bisognava prendere una decisione radicale (farsi operare), in quel periodo della primavera del 2009, (stavo ancora lavorando) e mi sono fissato una data per per risolvere definitivamente il problema di colecisti, ma … ma … mi mancavano solo pochi mesi per la mia uscita definitiva dal lavoro per andare in pensione, e così decisi che la cosa ottimale era quella di arrivare all’anelato traguardo della meritata pensione per poi dedicare alla mia persona tutto il tempo necessario per curarmi; e così feci, a giugno del 2009 mi dimisi dal mio posto di lavoro; passai l’estate in relativa tranquillità senza dolori, ma a settembre ricominciai con le coliche molto dolorose, così dopo l’ennesima corsa al pronto soccorso dell’ospedale decisi di prenotarmi per l’operazione della colecisti, i tempi di attesa non erano biblici come in altri casi ma comunque molto in là nel tempo, si parlava di 3/4 mesi di attesa, sconfortato dal lungo periodo presi atto della notizia e mi prenotai per l’intervento.

Non passarono molti giorni che il giorno 08 ottobre (dopo aver chiamato il 118) il solito medico di guardia viste le mie condizioni precarie e la prenotazione fatta a suo tempo decise di ricoverarmi in reparto, ero molto sollevato vista la lunga lista di attesa, ma non sapevo ancora a cosa poi sarei andato incontro.

Ero ormai ricoverato in reparto da diversi giorni con flebo di soluzioni fisiologiche attaccati al braccio con antidolorifici e antibiotici annessi nonché protettori gastrici, insomma un bel cocktail di medicinali; avevo perso il sonno perché le varie infusioni mi portavano al bagno ogni ora, il digiuno che mi era stato imposto dall’equipe medica ormai si protraeva da quasi una settimana e vedevo il mio corpo deperire giornalmente (anche se le flebo mi sostentavano) il mio deperimento organico cominciava a dare le sua avvisaglie come la perdita di peso, non ultima si era aggiunta la colorazione dell’epidermide di un colore giallognolo, che i medici non avevano ancora riscontrato, fui io a dire al medico: ma scusi Professore non mi trova un pochino giallo? Si mi rispose il medico effettivamente la trovo giallo, facciamo delle analisi specifiche e vediamo la bilirubina a che livello è; beh la bilirubina era al livello 8 il suo valore normale va da 0,25 a 1 massimo, era inequivocabile che il sangue si stava avvelenando a causa di qualche ostruzione biliare.

Venni subito indirizzato a fare una risonanza magnetica semplice per vedere se le vie biliari erano ostruite, e successivamente una risonanza magnetica con liquido di contrasto (avevano sbagliato i medici nella richiesta) questo succedeva un martedì, ma la risonanza magnetica era stata prenotata dall’ospedale per il martedì successivo, una settimana di calvario prima di fare l’esame, anche perché ormai ero a digiuno da 15 giorni, naturalmente non avevo appetito (tolti i primi giorni) lo stomaco si era chiuso, continuavo con i vari flebo e non riuscivo a capire come mai mi stessero ancora somministrando degli antidolorifici, quando in realtà non avevo più dolori da quando sono stato ricoverato, decisi allora di andare a chiedere lumi al Professore che era anche il Primario del reparto … insomma il capo, e dopo aver chiesto del protocollo che mi stavano applicando, mi fu data una risposta stizzita da parte del Primario, chiedendomi di fare il bravo e di fare giudizio, dopo aver chiesto cortesemente che cosa servissero tutti quegli antidolorifici, mi venne data una risposta poco chiara, mi fu detto che il protocollo e la cura che mi stavano somministrando serviva a mettermi sotto protezione, accettai di buon grado (anche se non convinto del tutto) il verdetto del Primario e mi quietai aspettando il giorno della risonanza magnetica che loro chiamano colangiografia, quel giorno arrivò e mi venne fatta la risonanza magnetica dal quale si evidenziava una ostruzione del coledoco (la parte che fuoriesce dalla cistifellea e si immette nello stomaco basso dove viene rilasciata la bile) una ostruzione pari a 5mm. Come la dimensione di una lenticchia, questa ostruzione provocava l’interruzione della bile allo stomaco (anche se non mi recava dolore) il coledoco e/o tubicino che collega la cistifellea allo stomaco basso andava liberata, per liberare il coledoco bisognava fare una “RCP” che nel gergo si chiama “Gastroscopia” cioè scendere dalla bocca con un tubicino attrezzato di luce e bisturi e sacchetto per raccogliere l’intrusione (la famosa lenticchia).

Passarono ancora tre giorni, diventavo sempre più giallo le urine erano ormai di colore arancio, gli escrementi di colore argilla, il non riposare, il non alimentarmi (ne di giorno e ne di notte) mi aveva reso molto debole, avevo già perso circa 5kg, e tutti di muscolatura, il corpo si stava cannibalizzando, visto che di grassi non ce n'erano più l’unica cosa che si poteva intaccare erano i muscoli, (l’ospedale comunque indebolisce a prescindere).

Finalmente la famosa “RCP” (Gastroscopia) mi venne effettuata, mi spruzzarono in bocca una specie di anestetico (presumo novocaina), e mi fu detto di deglutire per anestetizzare anche lo stomaco, mi fecero una intramuscolare di un calmante, mi misero in bocca un boccaglio con un buco dove venne inserito un tubo attrezzato per la bisogna, sdraiato supinamente con la faccia leggermente rivolta a destra, inizio l’operazione per l’estrazione del calcolo che si era fermato nel coledoco, mi fu tagliata la papilla (ho sentito un pochino di dolore) la pinza venne inserita per afferrare il calcolo di 5mm. E tutto finì, fui lasciato ancora un pochino su di un lettino volante per poi essere riportato in reparto.

Non stavo molto bene, un dolore (sopportabile) nel basso stomaco non tendeva a lenirsi; rientrato in reparto dissi al Primario: il sassolino (calcolo) è stato tolto, lui mi rispose tutto soddisfatto bene, bene adesso può nutrirsi anzi disse all’infermiera: dieta libera al paziente, naturalmente io che non stavo molto bene dissi al Primario senta dottore: ho un dolore diffuso nel basso dello stomaco non un male insopportabile ma un male continuo, rimase perplesso per alcuni secondi e mi disse di continuare la dieta ad acqua e flebo sospendendo la prima istanza di alimentarmi con dieta libera, finché non si erano fatti gli esami del sangue che dovevano dare un parere sia sulla bilirubina che sulle condizioni del pancreas e di tutto l’apparato epatico.

Con molto sconforto aspettai le sei del mattino che mi venisse fatto il prelievo per vedere se gli esami del sangue davano esito positivo, non fu così purtroppo, l’operazione che avevo fatto la “RCP” Gastroscopia mi aveva fatto incazzare il pancreas portandolo a dei valori molto alti 2000 invece di 100.

Il mio digiuno continuava ormai erano 20 giorni, tutta l’equipe medica non voleva ammettere che ci fosse stata una pancreatite dovuta all’intervento della Gastroscopia, finché un medico fuori dal coro ammise che si!! Vi era stata una pancreatite e che bisognava far scendere le minasi (così si chiamano nel gergo medico per il pancreas) le minasi scesero prima a 800 e nei successivi controlli del sangue a 102, la pancreatite era rientrata, ma non la bilirubina che continuava a salire da 8 era passata a 12 e successivamente a 17 per andare fino a 21 e oltre fino a 30, io ero sempre più giallo e sempre più debole perfino il farmi la barba ogni mattina era diventata una cosa molto complicata, le flebo sempre attaccate con flaconi di ogni tipo, il trespolo che conteneva le flebo e che mi portavo in giro per il reparto e ai servizi igienici, sembrava un lampadario in stile impero, di notte non vi era tregua mi cambiavo la giacca del pigiama ogni volta che mi assopivo perché il sudare la inzuppava, la debolezza e tutti i liquidi che mi venivano somministrati oltre a farmi andare al bagno  ogni ora impedendomi di dormire un sonno ristoratore, mi faceva sudare e costringendomi al cambio della giacca del pigiama.

Era ormai 30 giorni che giacevo inerme in ospedale e dopo aver rinviato per ben due volte l’operazione da parte di un medico scrupoloso, che non riteneva opportuno operarmi con un così alto valore della bilirubina decise di dimettermi nonostante il valore era 20 volte superiore al minimo consentito, mi venne detto che sarebbe meglio che ritornassi a casa a rimettermi (visto che si sono accorti del mio deperimento organico e il mio eccessivo dimagrimento) alimentandomi, anche con proteine animali (io sono vegetariano), per poi fare i dovuti analisi del sangue per vedere se fossero rientrati e per fissare una data per l’operazione,

Non avevo parole per controbattere questa decisione e accettai di buon grado il verdetto.

Purtroppo le cose non vanno sempre come noi vorremmo, avevo preso la cosa dibuon grado il fatto di ritornare a casa non mi eccitava come avrebbe dovuto ma accettai il fatto di rimettermi in carne per affrontare l’operazione con più energie ed avere un decorso operatorio più favorevole, mi alimentai la stessa sera con alimenti animali anche se ero contrario, mi feci una bistecca con un pochino di insalata verde, (erano 30 giorni che non mi alimentavo con alimenti solidi)  dopo cena avvertii subito un dolore alla parte destra sotto il fegato un crescendo di dolore che mi portò subito a chiamare l’ambulanza, per andare al pronto soccorso; il dolore ormai era fuori controllo e nonostante la puntura e la flebo di antispasmodico non ne venivo a capo di nulla il dolore era molto acuto e devo dire che mi fece uscire le lacrime nonostante la mia sopportazione del dolore fosse altissima il medico di guardia sentendomi lamentare in forma copiosa decise di farmi della morfina e diede istruzioni all’infermiera di farmi in vena centellinata da una flebo la morfina; si erano fatte le 10.30 del mattino successivo e fui portato nel vecchio reparto di degenza, con grande stupore di tutta l’equipe medica che alcune ore prima mi aveva dimesso, passò la giornata il dolore si era attenuato ma alla sera stessa oltre le ore 22.30 una nuova colica mi sorprese un dolore ancora più acuto che mi faceva urlare svegliando tutto il reparto, naturalmente i medici diurni non erano presenti per prendere provvedimenti, il medico di guardia dopo avermi intervistato  non sapeva cosa fare se farmi o meno ancora una morfina per togliermi il dolore e allora telefonò al primario a casa che diede il suo assenso anche se con riluttanza a farmi la seconda morfina, e così fu che passai la notte (distrutto) ma senza dolore. 

Il mattino successivo e dopo tutte le analisi fatte si è riscontrato che la colecisti non era solo infiammata, ma oltremodo ormai infetta, la bilirubina ormai vicino al valore 30 non lasciava più margine per prendere una decisione all’equipe medica, doveva essere immediato l’intervento, il rischio era di una peritonite che mi avrebbe portato certamente alla morte; ci fu un consulto medico di 4 dottori compreso il primario, il quale decretò di sentire un parere diverso sia da un ematologo che da un patologo e così la mattina successiva arrivò in reparto un ematologo che guardando le analisi del sangue lui si riteneva fuori dal decretare che ci fossero problemi ematici ed infezioni del sangue pertanto rimaneva solo il patologo che puntualmente arrivò la sera stessa e mi fece una intervista  su quello che mi era capitato io le feci lamia relazione, e l’indomani mattina in un nuovo consulto medico il patologo fece la sua relazione ai 4 medici di reparto dicendo che escludeva a priori qualsiasi tipo di epatite sia: A-B-C (anche perché non vi erano virus) e che l’unica cosa che poteva aver scatenato una così alta bilirubina fuori controllo era solo una intossicazione da farmaci e precisamente i farmaci antidolorifici, come il Buscopan e il Viamal  che mi sono stati somministrati in quantità considerevole, tutto per il protocollo e la scusa di tenere monitorato …

Senza tener conto delle due morfine che hanno fatto anche loro una parte molto importante, e non ultima (purtroppo) l’anestesia che mi sarebbe stata somministrata durante l’operazione.

Ormai bilirubina alta o no! Non vi era più tempo per tergiversare, bisognava intervenire, era ormai venerdì, e fu programmata l’operazione per il martedì successivo; trovo comunque un grande azzardo da parte dei medici di intervenire ancora 4 giorni più in la, comunque 4 giorni sono passati ed il martedì è arrivato, la sera prima sono stato preparato e rasato sia il petto che le gambe con una lametta a lama singola delle più scadenti e fatta a secco da un infermiere sprovveduto che mi ha ridotto le gambe due ammassi di sangue, dicendo che lui non usava il rasoio elettrico perché non si trovava a suo agio … Mah!!! Cose incredibili, ho dovuto subire anche questa (angheria) fastidiosa e dolorosa cosa, ma ormai potevano farmi di tutto la mia situazione fisica (ma non psicologica) era ridotta ai minimi termini.

Il mattino successivo mi misero un camice senza maniche e tutto ignudo ero pronto per andare in sala operatoria, mi fecero alcune schermografie e firmare alcuni fogli dove veniva riportato il tipo di operazione, sia per una laparoscopia che in realtà comprende 4 buchi nella pancia, sia per l’operazione classica di coli-cistectomia che si faceva un tempo con un taglio sotto lo sterno dalla parte destra se ci fossero state complicazioni, ed in ultimo un foglio per l’anestesia.

Era giunta l’ora, la preanestesia mi era stata iniettata, ancora vigile ma con una calma interiore, sentivo muoversi il mio letto sulle quattro ruote che percorreva la corsia per giungere infine alla sala operatoria, il personale chirurgico mi chiese se riuscivo a portarmi sul lettino operatorio, io acconsentii e con fatica mi trascinai su quel lettino freddo e stretto, il braccio destro disteso su di una estensione laterale con l’impianto per potermi iniettare l’anestesia finale; non vidi nessuno erano tutti alle mie spalle, guardavo la lampada operatoria e … senza nemmeno accorgermi mi addormentai.

Mi ero informato prima nelle mie ricerche che tipo di anestesia veniva praticato, e mi fu detto che dopo la preanestesia mi sarebbe stato somministrato del curaro, il curaro è un forte anestetico ricavato da una pianta Amazzonica che gli indio originari dell’America latina usavano e usano ancora per catturare le loro prede per mezzo di una cerbottana.

Il tipo di operazione che mi è stato fatto è la laparoscopia che consiste nel fare 4 buchi sull’addome per poi inserire gli strumenti attrezzati per eseguire l’asporto della colecisti, immettendo nell’addome una grande quantità di aria gonfiandomi come un pallone e per staccare le varie aderenze dalla pancia e per poter operare in forma più agevole.

La colecisti era talmente marcita che fecero fatica a chiudere il canale che arrivava dal fegato, saturando con una graffetta, e per maggior sicurezza mi fu dato anche un punto di sutura.

La colecisti era stata eliminata, il raccordo naturale che univa la colecisti al fegato non era più in essere, ora direttamente dal fegato scarica la bile nel basso stomaco.

Mi svegliai solo quando sentii di essere letteralmente catapultato dal lettino operatorio nel mio letto; sotto l’effetto dell’anestesia non sentii grande dolore ma solo un indolenzimento all’addome, e anche successivamente (nonostante i 4 buchi) il dolore era sopportabilissimo mi rifiutai categoricamente di fare ancora degli antidolorifici.

Ero ancora tutto cateterizzato con un tubicino nel naso (naso gastrico) e un altro tubicino collegato al mio pene (catetere) che bruciava molto, un altro ancora attaccato all’addome come drenaggio, con grande stupore vidi che non avevo più le flebo collegate alle braccia e mi domandavo dove mi avrebbero somministrato i liquidi … girando il collo sentii un impedimento sul lato destro e allora capii che avevano usato la vena del collo perché più grande visto che ormai le vene delle braccia erano distrutte da due mesi di infusioni, la sofferenza per questi disagi era notevole.

Il giorno dopo l’operazione un medico amicomi tolse il naso gastrico sfilandomi il tubicino dalle narici, il giorno successivo il catetere mi fu tolto dal Primario, e allora cominciai ad essereautonomo per accedere al bagno, con grande fatica e forza di volontà mitrascinavo giù dal letto per andare ai servizi, ogni volta che scendevo esalivo dal letto l’addome mi faceva male, l’effetto dell’anestesia se ne era andato e per non compromettere ancora di più l’innalzamento della bilirubina, rifiutavo tutti gli antidolorifici (il male era sostenibile) mi veniva
somministrato solo antibiotici, 2 litri di fisiologica, protettore gastrico, e punture sulle braccia di eparina per evitare eventuali trombosi.

Sono passati ancora 4 giorni prima di poter alimentarmi con una pastina e frutta cotta, ormai era oltre un mese che non ingerivo cibo, pesavo 66kg. Avevo perso 10 kg. E mi sentivo sempre più debole, i muscoli delle gambe e delle braccia si erano consumati, fare qualsiasi movimento mi era molto difficile, anche il camminare per andare al bagno stentava, ero sull’orlo di un vero collasso, così (anche se non condividevo) mi venne somministrata una trasfusione di sangue, i valori ematologichi erano molto bassi, e l’anemia era evidente dai sintomi che manifestavo.

Piano, piano le forze stavano risalendo, e anche l’alimentazione priva di grassi veniva ben tollerata dal mio organismo, la trasfusione di sangue aveva dato i suoi risultati positivi, e cominciavo a deambulare per la corsia dell’ospedale con più sicurezza nelle gambe, anche il gestire la pulizia del corpo (sempre con fatica) mi tornava più facile.

Tutte le mattine aspettavo con ansia l’arrivo del medico di turno per chiedere lumi sulla mia degenza, venivo visitato e palpeggiato nell’addome per vedere se tutto era a posto e se non vi fossero edemi dovuti all’operazione, solo una cannula come drenaggio avevo ancora posizionata sulla parte destra dell’addome, dove pochi liquidi epatici venivano raccolti in una sacca ai piedi del letto.

Anche le cannule posizionate sul collo che mi davano tanto fastidio mi vennero tolte, finalmente libero … il giorno successivo mi venne tolto anche il drenaggio dall’addome, mi muovevo decisamente più saldo privo di impedimenti, potevo raggiungere la macchinetta del caffè posizionata al piano terreno e farmi anche una passeggiata intorno alla struttura del reparto, respirando aria pura; e un altra settimana era passata, aspettavo le dimissioni, che, nei tre giorni successivi arrivarono, mi sentivo sollevato ma ancora con la pelle giallognola per via della bilirubina (ittero) che scendeva molto piano le analisi la posizionavano a 8, ma in confronto al valore 30 era un bel successo.

Il Professore e Primario del reparto, finalmente firmò le mie dimissioni dicendomi: “ecco il miracolato ristabilito”, e dopo le raccomandazioni d’ufficio fatemi di mangiare con moderazione e solo senza grassi, fui congedato; il mio spirito era alto ma non a sufficienza per affrontare un viaggio verso casa anche se pur breve (l’ospedale dista 500m. in linea d’aria da casa mia). Così appena fuori dalla struttura ospedaliera presi un taxi, che in pochi minuti mi portò a casa.

Ora però … sento che mi manca qualcosa, la mia cistifellea a cui ero tanto affezionato, è come un vuoto, solo chi ha avuto questa amputazione sa ...

Non ho mai subito operazioni e tanto meno ricoveri in ospedale nella mia vita, ho recuperato e dato molto in questa avventura mortale … e spero che per il resto che mi rimane da vivere di continuare come ho sempre vissuto, sano e con le mie idee di alimentazione in forma sana “Vegetariana” e non come dicevano i medici che noi siamo onnivori e dobbiamo alimentarci anche con alimenti animali, non è vero che l’essere umano è onnivoro, io ho sempre saputo che è fruttifero e verduriforo, pertanto il rispetto che ho per ogni forma vivente, non mi farà mai e poi mai cambiare idea sulla mia alimentazione.

®wld

Enki e l’ordine mondiale – e la battaglia continua ancora oggi

COSA ACCADE NEI NOSTRI CIELI? - GIORGIO PATTERA

L’OZONO POTREBBE INDEBOLIRE UNO DEI PIÙ IMPORTANTI MECCANISMI DELLA TERRA

Una nuova classe globale che modella il nostro futuro comune in base ai propri interessi

Gli umani non sono sovrappopolati - Stiamo invecchiando e diminuendo

Li chiamano effetti collaterali - quando sapevano che sarebbe successo ... Essi sapevano che questo

E c'è chi ancora nega affermando che non siamo una colonia USA…

GUARDA IL CIELO! CHE COSA STANNO FACENDO?

Come osano? come osano fare questo? Questa deve essere la reazione dell’umanità.

Perché questa mancanza di interesse dei nostri cieli?

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