mercoledì 1 giugno 2022

Mao Tse-tung - Chiang kai-shek: la Storia dimenticata dalla Storia

Biden, Taiwan e Cina, un ménage à trois da pazzi!
"Se la Cina invadesse Taiwan, l’America interverrebbe?
Sì. E’ un impegno che abbiamo preso!"

Gelo totale in aula. Giornalisti giapponesi sbigottiti. Cala il sipario.

Ecco cosa è accaduto pochi giorni fa durante un viaggio di Joe Biden in Giappone. Alla domanda, ormai di rito, su Cina e Taiwan, il presidente americano ha lasciato tutti di stucco, dicendo ciò che nessuno aveva mai osato dire.

Gli Stati Uniti interverranno in caso di attacco cinese contro Taiwan!

Le reazioni a questa dichiarazione sono state immediate sia da parte cinese sia dalla parte degli stessi americani.

La Cina ha immediatamente fatto sapere che non tollererà ingerenze straniere in affari interni alla loro nazione, mentre la Casa Bianca, o meglio i vice di Biden, sono subito corsi ai ripari, smentendo il loro presidente come ormai fanno ad ogni uscita di Spleepy Joe…

Ma perché proprio adesso si parla di Cina e Taiwan, e soprattutto, cosa accade in quei territori?

Facciamo chiarezza.

Sebbene sia conosciuto come Taiwan (che in realtà è solo il nome dell’isola più grande che compone l’arcipelago), il nome esatto è Repubblica di Cina. Sì, avete capito bene.

La nostra storia ha inizio nel 1949. In quel momento storico la Cina era divisa tra due fazioni, una con a capo Mao Tse-tung di fede comunista, e l’altra con a capo Chiang kai-shek di stampo di ideali liberali e capitalisti. Lo scontro vide prevalere i comunisti di Mao e Chiang fu costretto a fuggire con i suoi fedelissimi rifugiandosi proprio sull’isola di Taiwan.

Ciascuna delle due entità, da quel momento in poi, si proclamava come il vero stato cinese ma il mondo gradualmente riconobbe come stato legittimo la Repubblica Popolare di Cina (la Cina che noi tutti abbiamo in mente oggi).

Taiwan rimase perciò uno stato non stato, nel senso che non è mai stato riconosciuto né dalla Cina continentale né dai 4 membri permanenti dell’Onu (tra cui ricordiamo anche gli Usa).

Tale riconoscimento non esiste nemmeno oggi, tanto per essere chiari…

Malgrado ciò, gli Usa hanno sempre operato con Taiwan in modo ambiguo. Se da un lato, infatti, non lo hanno mai riconosciuto quale stato sovrano, dall’altro hanno inviato aiuti, risorse e persino ambasciate, cosa che di norma avviene solo verso gli stati riconosciuti.

La Cina vede a Taiwan come un suo territorio ribelle da far rientrare, con le buone o con le cattive, nello stato. Esistono oggi una serie di protocolli cinesi che prevedono l’invasione di Taiwan nel caso in cui questa si dichiarasse indipendente. Sembra strano, ma ad oggi l’isola ribelle non si è mai formalmente dichiarata tale.

In ogni caso, la Cina ha dato tempo a Taiwan di rientrare alla madrepatria entro e non oltre il 2049 (in pratica 100 anni dopo il distacco), poi sarà ripresa con ogni mezzo necessario.

Parrebbe a questo punto di trovarsi effettivamente in una questione interna cinese, ma allora perché agli Usa interessa tanto Taiwan? E’ semplice, vi basta guardare una cartina geografica.

Taiwan si trova proprio al largo delle coste cinesi ed è circondata dall’oceano, un punto strategico fondamentale per contenere e monitorare la Cina. Se qualcuno di voi vi legge delle similitudini con l’Ucraina, non vi sbagliate.

Entrambi sono stati a contatto col mare e ai confini di potenze avverse agli Usa, è chiaro quindi perché la Casa Bianca abbia tanto interesse.

Se qualcuno pensa che gli statunitensi siano spinti da valori quali la libertà, la democrazia, il libero arbitrio o la bontà, beh vi cito una sola parola: Tibet.

Il Tibet era uno stato sovrano ai confini occidentali della Cina, invaso e conquistato agli inizi dl 1900. Il suo sovrano deposto, nonché leader spirituale, il Dalai Lama è una figura conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; eppure, nessuno ha mai mosso un dito per rivendicarne l’indipendenza. Gli Usa non si sono mai sognati di intraprendere una crociata per liberare il Tibet. Perché? Perché è una terra montuosa, povera di risorse rivelanti e strategicamente non influente. Quindi che stiano pure sotto un governo straniero.

Tornando a Taiwan, esso è un caso particolare in quanto, se è effettivamente un territorio non riconosciuto, la sua riconquista da parte della Cina sarebbe lecita secondo i trattati internazionali. Al contrario, se si volesse considerarla uno stato invaso, prima si dovrebbe riconoscerla come stato sovrano, cosa che nessuno dei paesi più importa del mondo si sogna di fare.

In definitiva, questa questione è soltanto l’ennesimo tentativo americano di interferire su questioni che riguardano altri stati. Biden e le sue uscite da squilibrato ci fanno rimpiangere persino Trump il quale, seppur nei modi era certamente un personaggio eccentrico, nel concreto ha dimostrato sempre un certo equilibrio.

Restiamo in attesa di vedere come si evolverà la questione ma, nel frattempo, non possiamo non domandarci il perché di queste dichiarazioni. Prima Svezia e Finlandia nella Nato, ora Taiwan…

Tutto sembra essere fatto per far aumentare la tensione internazionale ed esasperare gli animi, ma a chi giova questo? Non certo ai popoli del mondo che, come sempre, saranno gi unici a pagare per le follie dei propri governanti.
 
 
 

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