martedì 14 giugno 2022

L'IGNAVIA

Leggere serve a qualcosa o serve solo a far passare il tempo?
 
Ho atteso la giornata di ieri in cui si sono svolte votazioni locali e il referendum sulla giustizia, per sapere se vale la pena perdere ancora tempo a scrivere e cercare notizie interessanti da rimettere al lettore, ma sgomento mi sono reso conto che smazzarsi per far sapere le cose a chi non sa fare per suo conto ricerca, altro non è che tempo perso in quanto la maggior parte delle persone, legge non per informarsi e prendere a sua volta provvedimenti in merito a ciò che legge, mi sono invece reso conto, che maggior parte delle persone legge più per far scorrerere il tempo, piuttosto che per informarsi e confrontarsi, e, se mai vi fosse un confronto questi non viene visto come tale, ma l’opportunità del “represso” di vomitare la sua rabbia, senza che questa sia vista come una opportunità per riflettere e che possa influenzare o modificare in qualche modo le proprie credenze volgedole al meglio. 
 
Mi rendo però oggi conto, che aver inutilmente investito il mio tempo libero per informare le persone, tutto ciò non è servito a nulla. Inizialmente ho creduto che le persone non agissero e reagissero solo perché non sanno e ho dovuto ricredermi, dopo più di un decennio.

Inizio la mia esperienza su stampalibera.com come autore offrendomi anche a moderare i commenti, che visto il periodo internet non era frequentato come lo è oggi, ma questi aumentavano esponenzialmente provenienti sia dall’Italia come dall’estero e questo grazie al seguito di lettori interessati ad argomenti innovativi per il periodo rimessi nel sito, questo perché, rientrando il sito tra i pochi in Italia e tra i primi che rimetteva notizie fuori dal coro, la curiosità degli utenti era tanta che aumentava l’affluenza, ovviamente aumentando l’affluenza aumentavano anche i troll, tanto da rendere obbligatoria la moderazione. Si dice che la fortuna aiuta gli audaci, sfortunatamente pur con l’impegno messo non è il mio caso, stampalibera cambia gestione e vengo estromesso assieme ad altri che non intendono seguire le nuove direttive.

Assieme ad alcuni di loro decidiamo di camminare sulle nostre gambe, cosi apriamo un nuovo blog che prende il nome di guardforangels.altervista.org, continuiando cosi l’avventura comunicativa che durerà altri cinque gratificanti anni, interrotta però questa nuova esperienza dalla morte improvvisa e prematura di uno dei miei stimati collaboratori Luca Martinelli che ho ancora nel cuore. Iniziano dopo gli anni iniziali le pressioni sui blog, al sistema da fastidio che vi sia qualcuno che tenta di svegliare le masse assopite, finisce che sentita la puzza che comincia ad aleggiare nell’aria, per proteggere i collaboratori rimasti, cosi come per proteggere l’onorabilità del collaboratore deceduto, decido di chiudere anche questa nuova realtà. Incapace però dopo tanto da fare di starmene fermo e in silenzio, decido di aprire un nuovo blog nel maggio 2019 che gestirò però questa volta da solo. Il blog è quello dal quale stai traendo ora questa lettura.

Vignetta geniale – come farsi male da soli

Tornando ora alla giornata di ieri, già nello stesso giorno le notizie rimesse dai giornali nelle prime ore della sera, tutto erano tranne che confortevoli. 

Nuovo calo di voti dovuto al fatto che gli elettori non si fidano più di nessuno, l’estrema delusione in chi aveva prospettato una nuova fase politica con l’inserimento del M5s ha definitivamente azzerato le speranze di rinnovo della politica degli italiani, conseguentemente risulta impossibile raggiungere con tali voti il quorum per sperare sul il Referendum di Riforma della Giustizia, il tutto purtroppo confermato stamane da notizie dei giornali, la maggior parte dei quali, quasi con enfasi all’unisono si congratulano che il quorum non sia stato raggiunto, tanto gli italiani non si fanno domande, perché mai dovrebbero domandarsi perché il Referendum è fallito, se c’è addirittura chi in Italia festeggia?

Oh il perché è semplice da spiegare e non ve lo spiegherà certo chi ora festeggia! Grazie all’ignavia di quasi tutti gli italiani ed a maggior ragione di quelli che seguono la sinistra, sono poi gli unici italiani che voterebbero anche se viene giù il mondo, mentre gli altri si rintanano in casa adducendo mille scuse pur di non fare il loro “dovere”, il tutto voluto da una sinistra che col suo ormai noto fare sinistro, gode nel vedere la classe lavoratrice fallire giorno dopo giorno, non stupiamoci poi, se il fine per tutti questi prospettato, trova posto nel posto già precedentemente designato il quale riceverà coattamente un secondo inquilino… e se non vi siete ancore lamentati del primo probabilmente, a dirla brutalmente, è sinonimo che siete diventati abitudinari e non ci fate più caso o in estrema sintesi, è che quando finora capitato comincia a  piacervi tanto da accettare bis, tris, ecc. ecc., indice questo che l’unica cosa a cui possiamo andare incontro, è a un’altra Grecia chiamata questa volta Italia e non saranno questa volta i greci a pagare pegno, ma gli italiani cari imbelli italiani che non lo hanno ancora capito!

Gente questa, che se non li accompagni come i bambini piccoli per mano alla scuola della vita, rischiano di fare una brutta, infausta quanto ingloriosa fine, essendo finiti i fausti del Romano Impero, ora non resta altro loro che assistere al decadimento oltre che ad un nuovo imbarbarimento della razza umana ormai in pieno disfacimento, se non altro da parte occidentale dove, gli uomini che notoriamente ignorano gli insegnamenti della storia, oggi si approssimano a presenziare alla fine del “secolo americano” prossimo anch’esso alla sua inevitabile fine.

Fonte: https://dammilamanotidounamano.altervista.org/

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