lunedì 17 dicembre 2012

La libertà di scelta?

 

Ecco come Monti ci porterà via gli Ultimi Soldi

 

Anzitutto, un pensiero compassionevole al povero Bersani. Aveva la vittoria già in tasca, la gioiosa macchina da guerra oliata e pronta, e cosa gli fanno gli eurocrati da lui tanto ossequiati? Gli candidano contro Mario Monti.

Il quale – a riprova della sua fondamentale idiozia – si sveste dei panni del tecnico e si fa politico. Ossia da super-partes a partitante, capo di un blocco moderato in tumultuosa formazione con tutti i mozziconi spenti del centro-destra. Ma come può, povero Bersani, fare campagna elettorale contro Monti? Lo ha tanto servito, si è piegato a tutte le macellerie sociali del programma di Monti (e Merkel); gli ha promesso il Quirinale. E adesso, se lo trova avversario.

Il lato tragicomico è che Bersani non ha un programma alternativo a Monti, da opporre al neo-partito moderato. Ha lo stesso programma di Monti. Ha definito Monti e il montismo «un punto di non ritorno». Adesso gli toccherà pensare a qualcosa che sembri diverso, e che nello stesso tempo rassicuri gli eurocrati – che chiaramente non vogliono la sinistra al potere. E quanti elettori «di sinistra» gli porterà via il Monti sceso in campo? C’è da tremare. Povero Bersani: tanto ossequio ai banchieri, ai tedeschi e ai creditori, tanta fedeltà inconcussa all’euro e al servizio del debito, ed ecco come ti ripagano.

È il trionfo della democrazia. Gli statisti del Partito Popolare Europeo, più i Kommissari, hanno dato l’ordine agli italiani: «Votate questo». E di colpo, tutti i partitanti sono per Monti. Berlusconi, poveretto, a Bruxelles ricordava a chi voleva sentirlo che era stato lui a scegliere Monti come Kommissario. Il suo partito, Pdl, intanto, a causa della sua ri-ri-ridiscesa in campo, gli esplode in mille schegge: ma il bello è che queste mille schegge sono tutte per uno: Mario Monti.

I ciellini, i socialisti, i laici, i missini… persino Alemanno si è pronunciato per Monti, con la speranza di essere ricandidato nella nuova formazione dei mozziconi urlanti.

Quindi ora lo sapete, italiani. Siete liberi di scegliere fra Bersani e Montezemolo, potete votare persino Berlusconi o la nuova AN. Ma chiunque votate, alla fine votate Mario Monti e il suo governo – in eterno 

(1). È il trionfo della democrazia terminale. La democrazia senza opposizioni. Dove le opposizioni si oppongono fra loro, combattendosi aspramente, per strapparsi l’onore di mettere al governo il Prescelto dalle Burocrazie. E sostenere l’Unico, approvando tutte le sue manovre e «riforme». Due grandi formazioni, e il Candidato Unico.

 

Dunque, sarà Monti. Ricordiamo brevemente a quale scopo i partiti d’accordo avevano messo il tecnico Monti al potere:

Ridurre il debito pubblico. Monti ha aumentato il debito pubblico: da 1.850 miliardi a quasi 2 mila miliardi, più 80 mila miliardi. In un solo anno. E questo, nonostante tagli e tasse sanguinose, da record storico mondiale (la pressione fiscale sulle imprese impossibilitate al nero è ormai al 70%). Nel primo anno del governo Monti, il debito è aumentato di 282 milioni di euro al giorno (nel 201, sotto Berlusconi, era cresciuto di 152 milioni al giorno). 

Assicurare che l’Italia paghi il debito. Per dare questa assicurazione ai «mercati», bisogna che l’economia italiana cresca. Un debito pubblico è sostenibile quando cresce meno (almeno un po’ meno) del PIL. Strangolando le imprese produttive, perseguitandole con la Polizia tributaria, pretendendo pagamenti fiscali su guadagni non realizzati, ritardando i pagamenti dovuti da parte del settore pubblico, Monti il tecnico è riuscito nella luminosa impresa: trasformare la recessione in depressione profonda.

Crollo e paralisi del settore edilizio, blocco dei credito bancari, riduzione per paura dei consumi, disoccupati alle stelle; i dati sui consumi ed energetici in genere sono da 1929. Quattro trimestri filati di caduta del PIL: Monti non sarebbe riuscito a far meglio se avesse chiesto ai tedeschi di bombardare le fabbriche del Nord, come fecero gli Alleati su richiesta del Partito d’Azione… 

Fare le «riforme» del settore pubblico. Ridurre la spesa improduttiva, visto che il PIL si inabissa, è una pura e semplice necessità. I tecnici hanno annunciato: spending review, ossia esame analitico delle spesa: mai fatto. Accorpare i Comuni: mai realizzato. Abolire le provincie: programma ridotto a «accorpamento», mai realizzato. Rendere ragionevoli le paghe scandalose dei dirigenti pubblici a 670 mila euro annui: niente di niente. Le presidenza della repubblica continua a costare 5 volte Buckingham Palace

Le Regioni continuano a spandere senza controllo, ad alimentare centinaia di Fiorito e Polverini ancora sconosciuti. Diminuire un pochettino il numero dei parlamentari: niente, li avremo ancora lì, più affollati di un treno-pendolari in ritardo fra Milano e Varese. Solo che i pendolari non prendono 15 mila euro al mese. La legge elettorale? Voteremo ancora col Porcellum, e le liste determinate dai capi-partito. La liberalizzazione delle spiagge, come ci chiede persino l’eurocrazia? Macché: la lobby degli ombrelloni-sdraio è più forte della lobby ebraica.

In una cosa Monti è stato più bravo, perfino più bravo di Berlusconi: negli annunci, seguiti da completa inattività. Tant’è vero che gran parte degli italiani crede davvero che le cose sopra dette siano state realizzate; anche perché i media sussidiati le hanno salutate con nuvole di incenso al tecnico. 
Il governo tecnico, con Monti a capo, è incapace? Incompetente? Fino a ieri propendevo per questa interpretazione. Adesso, comincio a pensare il peggio: che tutto ciò sia voluto.

Persino un imbecille, però con un’infarinatura bocconiana, capisce che tasse e tagli e persecuzioni al settore privato porta alla miseria e dunque all’insolvenza. Ma guardate lo sguardo gelido di Monti, così simile a quello di Alesina e Giavazzi quando dicono che bisogna abolire le pensioni e rimandare a lavorare gli ottantenni, far morire le novantenni perché i letti di ospedale costano, eccetera. È questa la neo-ideologia made in Chicago.

Eliminare 4 miliardi di esseri umani (2); tanto il lavoro oggi non serve più, all’uno per cento interessa soprattutto trovare domestici e servitù a basso prezzo, l’industria del lusso va benissimo nella crisi generale: i ricchi sono autosufficienti, e i poveri inquinano il bel pianeta azzurro, oggi di loro proprietà.

Allora, qual è il vero scopo di Monti? Lo sappiamo: salvare l’euro, non salvare l’Italia. 

Approfittare della crisi per costringere i popoli ad accettare il federalismo europoide, secondo il progetto Monnet-Delors-Padoa Schioppa. E il progetto, per quanto lo riguarda visto che è stato messo a governare l’Italia, è: de-industrializzarla. Vedete la Grecia: non ha più niente con cui vivere, per questo è totalmente dipendente da programmi che la spopolano, e da un euro che la uccide. Dipende totalmente dalla «carità» a credito tedesca. 

Riducendola come la Grecia, all’Italia si toglie ogni velleità e possibilità di uscire dall’euro e di ripudiare il debito. Di gettare all’aria il progetto eurocratico, riacquistando competitività e mettendosi a far concorrenza alla Germania. Un futuro capo «populista» non avrà i mezzi per una politica popolare, di ripresa.

 

Sì, mi sono convinto che Monti completerà la spoliazione, ci ridurrà tutti a razzolare nella spazzatura a cercare bucce di patata. Con il sostegno inconcusso di tutti i nostri partiti storici. E gli applausi dei giornali e TV. 

Quindi, ecco cosa farà. Il sospetto è venuto ad una cara lettrice molto addentro al sistema economico milanese, Carla L. Lei dice di aver sentito Monti accennare alla cosa in qualche discorso, subito però tacendosi

 Qual è la cosa? Cambiare le banconote. Dare un nuovo formato ai biglietti da 100, 200, 500 euro, nuovi colori. Con l’obbligo di presentare in banca le vecchie banconote entro un certo termine tassativo (dopo il quale non hanno più corso) per farsele sostituire con le nuove.

Molti italiani, l’estate scorsa, quando l’euro sembrava agli ultimi, hanno ritirato parte dei loro risparmi dai conti. I pesci veramente grossi hanno trasferito i loro grossi fondi all’estero, in Svizzera o nei paradisi fiscali. I piccoli, timorosi di veder devastati i loro risparmi, hanno ritirato banconote e le hanno messe sotto la mattonella, o in cassetta di sicurezza. 

Sono centinaia di miliardi. Che sono scomparsi all’occhiuto sguardo del Fisco, non sono più visibili al Grande Fratello, sottratti alle banche, disponibili per pagamenti in nero. È per le banche e per Befera che si parla sempre più con insistenza di vietare l’uso del contante anche per pagamenti da 10 euro.
Ma soprattutto, quei soldi invisibili e reali sono la speranza di sopravvivere al «dopo». Dato che per ordine dei creditori e della Merkel, il debito in Europa non può più essere diluito col sistema storicamente più usato – l’inflazione – questo denaro mantiene abbastanza bene il potere d’acquisto. Costituisce una speranza.

Questa speranza va troncata: ridurre alla fame, alla fame vera, senza cuscinetto di risparmi, è il metodo più «efficiente» per rendere il lavoro «flessibile» al massimo: senza un soldo nella calza, vedrete che i vecchietti torneranno a lavorare per 5 euro al giorno, come già fanno in America. E i giovani «choosy» , e le donne casalinghe, la gente dei PIIGS accetteranno qualunque paga.

Per Monti, il cambio di banconote ha un vantaggio aggiuntivo. Immaginate: avete in cassetta di sicurezza, poniamo, 15 mila euro in banconote da 500. Arriva l’avviso che queste tra dieci giorni non avranno più corso legale; vi affrettate a presentarle alla vostra banca per farvele cambiare con le nuove.
E siete in trappola. Il bancario allo sportello è, ormai, l’occhio del miliardario-di-Stato Befera: «Come mai tanto contante? E di grosso taglio?». Ciò è altamente sospetto. Avete intenzione di fare pagamenti in nero: «Evasore Fiscale!» , grida il bancario; e tutti si voltano, pronti a linciarvi (i giornali, le TV e Report li hanno messi già contro di voi, evasori che usate il contante). 

Come minimo, dovete pagare una multa per il possesso ingiustificato di moneta (di corso legale, ma che importa). E poi, la Finanza: questi soldi sono un suo reddito che lei ha nascosto; ci paghi sopra le tasse! Hai voglia a cercare di dimostrare che non sono un reddito, che sono soldi vostri, già tassati, che avete semplicemente ritirato dal vostro conto corrente. Potete dimostrarlo? La Finanza sostiene che la vostra documentazione è falsa: multa! aggravi di mora! Penali varie e sovrattasse! Cercate di opporvi all’accertamento persecutorio e truffaldino? Bene, provate ad «adire la magistratura», come si dice. Intanto pagate e poi se ne riparla fra 20 anni.
Secondo me, questo è il modo con cui, se avete 15 mila euro in banconote, ve ne porteranno via 5 mila.

La famosa patrimoniale, con altri mezzi. La patrimoniale che colpisce i pesci medi e salva, come al solito, i pesci grossi. La patrimoniale che definitivamente proletarizza la classe media che non ha saputo essere, né darsi, classe dirigente.

Lorsignori sanno che voi italiani, collettivamente, avete 9 mila miliardi di euro di ricchezza privata; (3) più di quanto ne abbiano i tedeschi, pro capite. È un tesoro che hanno deciso di prosciugarvi, – serve a loro, serve al Quirinale, serve alle opposizioni con candidato condiviso, e a tutti i parassiti miliardari che manteniamo come contribuenti – e con Monti, ci riusciranno. Togliervelo, serve anche ai tedeschi: così non potrete più uscire dall’euro, dovrete lavorare per 400 euro mensili nei mini-jobs, come già fanno 7 milioni di loro. È l’Europa che avanza.

Ovviamente, il mutamento formale delle banconote dovrà avvenire a livello europeo. Ossia, dovrà essere d’accordo il Cancelliere in carica. Ma basta che Monti lo chieda, e l’avrà. I cittadini tedeschi lo accetteranno? Certo che lo accetteranno: da loro, il possesso di contanti mica è un delitto. Possono presentarsi a comprare un’auto con 20 mila euro in banconote, e il concessionario non chiama la Finanza, non vede in lui un evasore; perché là, il fisco funziona bene o male, meglio del nostro. Là, mica hanno Befera.
Ecco cosa succederà se ha ragione la signora Carla L. È dedicata a voi questa vignetta del Telegraph:  

Il tacchino dice: «Mi unisco a una setta che crede che il mondo finirà il 21 dicembre». Quel tacchino siete voi. Il 21 dicembre il mondo non finirà. Ciò significa che, il 25,sarete spennati, arrostiti e mangiati. 

1) L’ultima flebile speranza è dunque votare per Beppe Grillo e il suo movimento: almeno, ha definito Monti «Rigor Montis». Già vedete come lo stanno triturando, con i traditori interni pagati (spesso, solo con promesse). E con l’obbligo di presentare 60 mila firme in due mesi… Bisognerà andare in massa a fargli raccogliere le firm

2) Il progetto di eliminare 4 miliardi di esseri umani è stato effettivamente elaborato dal professor Eric R. Pianka, zoologo evoluzionista all’università di Austin, Texas, e comunicato ad una selezionata platea di economisti, politici e «decisori» alla Texas Academy of Science il 3 aprile 2006. Non erano ammesse telecamere e giornalisti; esattamente come alle riunioni di Bilderberg e Trilaterale. Si veda Maurizio Blondet, «Cretinismo scientifico e sterminio dell’umanità». Effedieffe, pagina 225. Arthur Schlesinger jr. suForeign Affairs (il giornale del Council on Foreign Relations), agosto 1975 già scriveva: «Non otterremo il Nuovo Ordine Mondiale senza pagare un prezzo col sangue, oltre che con il denaro e le parole». Brock Admas, all’epoca direttore della Organizzazione di Sanità dell’ONU, aveva preconizzato: «Per ottenere il governo mondiale, è necessario togliere dalle menti degli uomini il loro individualismo, la lealtà a tradizioni familiari, al patriottismo nazionale, ai dogmi religiosi». Questo è ciò che persegue l’eurocrazia. Con parecchio successo. 

3) Dai giornali: «L’Italia è più ricca della Germania in termini pro capite, con circa 9.000 miliardi di euro di ricchezza privata. Il suo debito pubblico e privato combinato è al 265% del PIL, inferiore a quello di Francia, Olanda, Regno Unito, Stati Uniti o Giappone. Il Paese si piazza in cima alla graduatoria dell’indice del Fondo Monetario Internazionale per ‘sostenibilità del debito a lungo termine tra i principali Paesi industrializzati, proprio perché ha riformato da tempo il sistema pensionistico». 


®wld

9 commenti:

  1. Chiunque vinca alle elezioni, è il cittadino a perdere.

    Ciao

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  2. ...in ogni caso, qualsiasi esito venga fuori da questa farsa, il cittadino perderà.

    Ciao

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  3. Ti rispondo alla nota numero (1):
    Sono un attivista del M5S e posso assicurarti che nel primo week-end di "Firma Day" abbiamo raccolto un numero inaspettato di firme. Solo nella mia città ce ne sono state più di mille e, dai dati raccolto parzialmente il primo giorno, siamo arrivati a sapere che in Emilia Romagna si era giunti (solo con il primo giorno di firme) già ad 1/4 delle firme necessarie...quindi, anche se confesso di avere molta paura, sono più fiducioso.

    Io spero che il MoVimento vinca, anche se so bene che è molto difficile. Però lo spero, ma non lo bramo...non lo pretendo. A noi basta stare in parlamento. Da una parte o dall'altra. Essere gli unici a tutelare davvero i diritti dei cittadini, assieme alle poche altre forze politiche ormai distrutte da anni di Pidiellismo, Berlusconismo, Prodismo e Bersanismo...

    Nella mia città abbiamo un solo consigliere all'opposizione. Beh, da quando c'è lui sappiamo esattamente tutto quello che succede in consiglio comunale, comprese le varie sparate e le speculazioni fatte coi nostri soldi. Perché è l'unico che filma i consigli (anche se non glielo fanno più fare), ed è l'unico che riporta per filo e per segno tutto quello che accade. E siamo tutti più motivati a mandare a casa gli attuali governanti, che prima ci hanno promesso lavori pubblici urgenti da fare, e poi con quegli stessi soldi destinati, hanno costruito palazzine (promesse a chi ha finanziato le loro campagne elettorali) e devono restaurare una chiesa. Così rimaniamo con le strade che sembrano il suolo lunare, piste ciclabili incomplete e incidenti tra auto e biciclette...etcetera...etcetera..etcetera...

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  4. Ciao Roberto, bentrovato,
    sono in pieno accordo con te sulla prima nota, anche se qualche punto di domanda mi rimane.

    Non c'è nessuno che mi rappresenti, e come me ci sono tante persone che la pensano alla stessa maniera, prevalentemente sono un progressista, non più rappresentato da molti anni da questa classe politica che si definisce di sinistra.

    Il resto lo conosciamo molto bene, eppure ci sono ancora gli illusi, se ci sarà un voto da parte mia, senza dubbio non sarà della casta che siede in parlamento.

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  5. Trovo sia banale limitarsi a criticare tutto e tutti .... troppo facile atteggiarsi a Ponzio Pilato, senza mai proporre delle alternative. Dal momento che dobbiamo continuare a vivere in questa Italia, la mossa intelligente e responsabile penso sia di votare per i meno peggio, in attesa che si costruisca una nuova classe dirigente. Restare indifferenti o in disparte equivale a sostenere la loro miserabile politica.
    Vorrei ricordare che tutto ciò che di marcio esiste in questo paese non è piovuto dal cielo, ma deciso dal popolo italiano .... o meglio dalla stragrande maggioranza che con il loro voto hanno eletto al parlamento malavitosi e imprenditori evasori senza scrupoli. Chiamarsi fuori dopo averli sostenuti per decenni, trovo sia quantomeno irresponsabile, per non dire vile.
    Saluti


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  6. Bentrovato Marco,
    credo di non aver criticato nessuno e non mi sento banale, l'articolo postato non è mio, ma ne condivido il pensiero.

    Ho sempre votato e fatto il mio dovere di cittadino, ma non ho mai pensato nemmeno per un attimo di aver potuto scegliere il mio candidato ideale, anche perché sono sempre stati i partiti (con l'attuale sistema porcellum) ad infilarci ogni genere di marioli e voltagabbana.

    Senza dubbio (per quello che mi riguarda voterò il meno peggio, non certamente gli attuali contendenti che monopolizzano tutti i talk show.

    Non mi sento un vile e nemmeno irresponsabile, ho sempre lavorato e sostenuto uno stile di vita sobrio ed onesto, mai chiamato fuori, sempre stato dentro in questo sistema perverso, come cittadino che ha sempre pagato le tasse e contribuito alla società civile.

    Nolenti o dolenti, siamo parte integrante di questa società, e anche a volerlo non ci si potrebbe chiamare fuori.

    Accetto la sua critica ma no la condivido!

    Saluti

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  7. Gent.mo wlady, prendo atto della risposta, equilibrata e sincera, e preciso che la mia critica non era rivolta a lei, ma lanciata nel torbido mare del popolino, incapace di guardare gli interessi generali della comunità, ed in particolare, a coloro che predicano l'astensionismo e poi votano corrotti e mafiosi, in nome di una falsa idea di democrazia, di liberismo e di libertà.
    Colgo l'occasione per augurarle un sereno Natale.
    Marco

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  8. Grazie Marco, della precisazione, ho ben inteso il Suo commento, non ho mai pensato che si rivolgesse alla mia persona, il mio dissenso deriva dal fatto che non abbiamo mai deciso nulla, qualsiasi partito o movimento politico, venuto fuori dalle urne, siamo una colonia angloamericana dal 1945 e le decisioni le hanno sempre prese loro con le buone o con le cattive, sanno usare molto bene i servizi segreti deviati.

    Noi ... possiamo solo scarabocchiare una scheda ... per il momento.

    Ricambio i graditissimi auguri di Buon Natale, Voglia estenderli anche alla sua famiglia.

    wlady

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  9. il diavolo si nasconde nel particolare. Bersani segue l'agenda Monti, ma è alleato a Vendola che chiede il ripristino del reintegro da parte del giudice nel caso di licenziamento con ingiustificate motivazioni economiche (art. 18). Sembra un nonnulla, ma è fondamentale per garantire il management del partito della finanza e delle mazzette da elementi onesti che potrebbero opporsi e denunciare comportamenti orientati verso lo smantellamento del sistema industriale e a vantaggio di redditizie speculazioni finanziarie

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