venerdì 20 gennaio 2012

Immortalità: La grande illusione


Spiegazione dettagliata della "vita"

I traduttori della Bibbia ebraica ingaggiati da Re Giacomo, e in pratica tutti quelli venuti dopo di loro, hanno fatto del loro meglio per instillare nelle varie fasi della Creazione descritte nella genesi un senso dello spirito divino, una maestosa soggezione nei confronti del Creatore di tutto.

I "venti" (satelliti) di Nibiru/Marduk, Ru'ah in ebraico, sono diventati lo Spirito (di Dio) che si libra sopra il caos oscuro, gli Elohim che creano l'Adamo "a nostra immagine e somiglianza" soffiano un "alito di vita" (Neshamah) nelle sue narici e le danno un'anima.

Durante il percorso fatti nei libri di Zecharia Sitchin, e altri testi di ricercatori (che si possono trovare tra queste pagine), ci sono fermati qua e là per: a) mettere in evidenza gli errori derivate da traduzioni sbagliate e b) mostrare gli esempi in cui l'ebraico è una traduzione letterale di un termine sumero, identificando la fonte parola per parola e rendendo più chiara la comprensione del verso.

Fu il rinomato sumerologo Samuel Noah Kramer a far notare che nel racconto della creazione di Eva dalla costola di Adamo (Tsela in ebraico) il redattore ebraico deve aver preso il termine sumero Ti con il significato di "costola": giusto, tranne per il fatto che in sumero un Ti che veniva pronunciato in maniera simile voleva dire "vita", come in Nin.ti (= "Signora vita").


In pratica, si era preso da Adamo ciò che è "vita", il DNA, e lo si era manipolato per ottenere un cromosoma genetico femminile. Questi esempi vengono in mente quando si legge l'effettiva formulazione sumera usata da Ziosudra (Noè) per spiegare a Gilgamesh come Enlil gli avesse concesso la "vita di un dio":

Ti Dingir.dim Mu.un.na Ab.e.de
Zi Da.ri Dingir.dim Mu.un.na Ab.e.de

Qui vengono usati due termini sumeri, Ti e Zi, entrambi di solito tradotti con "vita", ma qual'era la differenza? Il meglio che si possa stabilire è che Ti sia usato per indicare gli aspetti "fisici" divini, mentre : a Ziusudra (Noè) furono concessi sia gli aspetti fisici della vita divina sia le sue caratteristiche di durata.

Di solito le due righe vengono tradotte così: "Vita come quella di un dio gli dà, un'anima eterna come quella di un dio crea per lui". Sicuramente una traduzione eccellente, ma che non rende l'esatto significato del magistrale gioco di parole dello scrittore sumero, che ha usato una volta Ti e l'altra Zi (come in Ziusudra) nella linea successiva. Alla vita di Ziusudra (Noè) non fu aggiunta "un'anima", ma durevolezza.

Immortalità: La grande illusione: p.283-284
Di Zecharia Sitchin "Quando i Giganti Abitavano la Terra"

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