martedì 29 novembre 2016

Il nostro microbioma


 

Antibiotici e infezioni ospedaliere, che legame c'è?   

di L.J. Devon 
Traduzione a cura di: Emanuela Lorenzi 
Fonte: naturalnews.com  

I ricercatori del Columbia University Medical Center di New York hanno esaminato quello che possono fare gli antibiotici al microambiente che circonda i pazienti. Si tratta dell'ambiente che non si vede a occhio nudo, l'ambiente di microorganismi che è in costante interazione con noi e fra di noi. Il Dr. Daniel Freedberg e i suoi colleghi hanno osservato più da vicino i letti di ospedale nei quali ai pazienti erano stati somministrati antibiotici.

I ricercatori hanno riportato su JAMA Internal Medicine che "gli antibiotici dati a un paziente possono alterare il microambiente locale ed influenzare il rischio di un altro paziente" ed hanno scoperto che un'infezione comune negli ospedali statunitensi che causa diarrea, il clostridium difficile (C. diff), diventa ancora più pervasiva e mortale dopo che un paziente ha assunto antibiotici. La cosa più scioccante è che i pazienti che hanno utilizzato antibiotici si lasciano dietro un microambiente che espone il paziente successivo ad un maggior rischio di infezione da C. diff. 

L'utilizzo di antibiotici mette a rischio gli altri
Lo studio mostra che l'uso di antibiotici effettivamente mette gli altri pazienti a rischio in quanto gli antibiotici destabilizzano il terreno e l'ecologia salutare dell'ambiente circostante, riducendo così i microbi buoni che aiutano gli esseri umani a difendersi dalle infezioni.

Il Dr. Freedberg ha sottolineato "Altri studi hanno anche dimostrato che gli antibiotici possono avere un effetto 'gregge'  - in altre parole, che gli antibiotici possono avere effetti su persone che non assumono antibiotici." Freedberg e i suoi colleghi hanno esaminato oltre 100.000 coppie di pazienti, confrontando il microambiente che hanno lasciato dietro di sé i pazienti che stavano assumendo antibiotici. La loro ricerca contemplava ogni paziente che avesse occupato il letto per meno di 24 ore, includendo anche ogni paziente che aveva appena avuto una infezione da C. diff.

Dopo aver preso in esame questi fattori, i ricercatori hanno scoperto che 500 pazienti hanno sviluppato un'infezione da C. diff in ospedale come secondi occupanti di letto. Le infezioni da C. diff avevano il 22% di possibilità in più di prodursi nei letti ospedalieri dove il precedente occupante aveva assunto antibiotici. Quando  i microorganismi del C. diff sono esposti agli antibiotici, emettono un'esplosione di spore che si diffonde nel letto ospedaliero, fino al pavimento e nell'ambiente circostante. 

"Il paziente successivo che entra nella stanza è quindi molto più esposto alle spore del C. diff," afferma Freedberg. "Non è semplice sterilizzare la stanza e il letto fra i due pazienti successivi poiché le spore di C. diff sono estremamente resistenti. Per essere eliminate, devono essere immerse in un detergente a base di candeggina per un tempo adeguato."

Si tratta di una scoperta importante, visto che quasi la metà dei pazienti in terapia intensiva assume antibiotici. Questi pazienti carichi di antibiotici sono letteralmente veicoli della malattia, in grado di diffonderne le spore infettive agli altri.

Le carenze della teoria dei germi e il tentativo della medicina moderna di controllare i microorganismi.
La teoria dei germi, che caratterizza il pensiero moderno sulla malattia, consiste nell'idea che gli esseri umani siano qualcosa di separato dai microorganismi e che i germi debbano essere controllati. Se da un lato la teoria dei germi consente di identificare patogeni potenzialmente infettivi e di cercare di mantenere la pulizia e un'adeguata sanitizzazione, dall'altro essa ignora la relazione cruciale che abbiamo con il nostro corpo e con il nostro ambiente microbico. Il nostro microbioma svolge un ruolo centrale nel determinare la nostra resilienza rispetto alla malattia.

Dal punto di vista della teoria dei germi, temiamo ciò che non possiamo vedere e utilizziamo gli antibiotici per annientare questo terreno di micro-ecologia. Questo approccio frettoloso distrugge sia i patogeni infettivi che i microbi buoni che sostengono un buono stato ecologico dentro e intorno a noi.

Danneggiando il terreno dell'ecosistema di batteri buoni, supportiamo e alimentiamo il potere dei patogeni infettivi nel lungo termine. Cercando di isolare noi stessi dai microorganismi, distogliamo anche la nostra attenzione ed energia da quei fattori umorali importanti che consentono al nostro corpo di difendersi in modo resiliente e flessibile dai patogeni. 

Le infezioni tentano di approfittare della nostra immunità indebolita. Le sostanze chimiche che ci iniettiamo, mangiamo, respiriamo, beviamo e ci spalmiamo addosso soffocano il microbioma, le ghiandole e gli organi, interferendo con la capacità del nostro organismo di assimilare nutrienti. Non possiamo trascurare ciò di cui ha bisogno il nostro corpo ed annientare al contempo il nostro microbioma con gli antibiotici per poi aspettarci di stare bene.

Fonti:

lunedì 28 novembre 2016

«L’Italia politica di questo tipo è finita....»


 
Serve una rivoluzione: non pagare le tasse, non votare più
 
Renzi è spacciato, perché ormai è solo. E’ completamente isolato, perché nessuno si fida più di lui: «Persino tra gangster, lo sgarro è un’infrazione grave. E Renzi non ha mai mantenuto la parola data. Lo stesso Napolitano, suo garante internazionale, non se l’è sentita di fargli da garante massonico: in massoneria, Renzi non lo fanno entrare. E il suo isolamento è ormai percepito da tutti». Questo, politicamente, fa di lui un “morto che cammina”, comunque vada il referendum: «Anche se dovesse vincere, cosa improbabile, resterà solo. E se sei isolato, dove vai?».
 
Così l’avvocato Gianfranco Carpeoro, autore del saggio “Dalla massoneria al terrorismo”, in diretta streaming con Fabio Frabetti di “Border Nights” a una settimana dal voto che rischia di rivelarsi un referendum su Renzi, anziché sul futuro dell’Italia, in ogni caso vincolata ai diktat di Bruxelles. Per Carpeoro, non cambierà niente: «L’unico modo per non accettare cosa dice l’Europa è prendere una posizione eversiva e rivoluzionaria». Ovvero: «Non pagare più le tasse per un anno, non andare più a votare in massa, mettendo questi politici nudi di fronte alle loro responsabilità».

Carpeoro esprime un giudizio nettissimo: il referendum è solo «lo strumento per fare fuori Renzi, anche se questo non è nemmeno onestamente dichiarato». Ma un sostituto già pronto «ancora non c’è, nemmeno il grillino Di Maio». E che c’entra, tutto questo, con l’avvenire del paese? «Nulla. Gli italiani si riempiono la bocca della Costituzione, della democrazia.
 
Ma, se vai a vedere la sostanza, in Italia già da anni non c’è democrazia». Si dice che se vincesse il Sì saremmo costretti a subire la “dittatura” dell’Ue? «Ma perché, negli ultimi dieci anni cosa è successo, col vecchio sistema?». L’Italia bicamerale ha sottoscritto al 100% tutte le volontà dell’Unione Europea. Per questo, Carpeoro scommette che il voto del 4 dicembre non cambierà assolutamente niente: al limite, accelererà la fine politica di Renzi – irrilevante, per la comunità nazionale, vista l’assenza di vere alternative politiche.
 
L’unico piano-B davvero democratico? Una scelta «eversiva e rivoluzionaria», di ribellione sistemica. «E le posizioni eversive e rivoluzionarie non c’entrano nulla con le leggi. Quando uno deve fare eversione e rivoluzione, non si può preoccupare di che legge elettorale ha, o di com’è fatta la Costituzione – tanto, comunque, uno Stato che fa una rivoluzione, la Costituzione poi se la cambia». 
 
Certo, «le rivoluzioni possono essere violente o meno, delicate o dalle tinte forti – e io sono contro la violenza», sottolinea Carpeoro. Ma, aggiunge, «penso che gli italiani possano dare uno scossone forte a questo sistema solo con atti realmente rivoluzionari», come appunto il boicottaggio fiscale dimostrativo e l’astensionismo di massa dichiarato. «Io sono su questa posizione, una posizione che metta gravemente in discussione l’equilibrio, il futuro e le capacità dell’Italia. Evitiamo i pannicelli caldi, il dire “resta la vecchia Costituzione, o arriva quella nuova”: cosa vuoi che cambi?».
 
Non è stata certo la Costituzione vigente a mettere l’Italia al riparo dal massacro sociale dell’austerity indotta dall’Ue e dall’Eurozona. Dunque, perché insistere su temi come «il bicameralismo perfetto o imperfetto, la nomina dei senatori?». Una presa di posizione estremamente esplicita: «Basta, non voglio essere coinvolto in questa pantomima che serve solo per capire chi si siede sulla sedia più bella», conclude Carpeoro. «L’Italia politica di questo tipo è finita. Poi magari la gente ne prenderà atto tra dieci anni, ma è già finita adesso».

venerdì 25 novembre 2016

"la porta blindata che ci separa dalla realtà"

 

Una pacifica tribù globale grazie alla tecnologia 

Scritto da MMJ in novembre 25th, 2016. 
scritto in collaborazione con Chiara Lyn 

Una delle più comuni critiche che si fanno alla vita degli uomini preistorici o non civilizzati è quella delle faide tribali. Anche se ci sarebbe molto da scrivere in proposito e verificare quante di queste faide siano endemiche e inerenti a quelle società, e quante in realtà siano state innescate dal contatto con l’uomo civilizzato che ha mutato gli equilibri delle zone in cui ha messo piede, facciamo finta che l’uomo non civilizzato abbia davvero questa mancanza: il vedere SOLO la sua tribù come una famiglia e tutte le altre come possibili nemici.

Dopo questa (già fallace) premessa, di solito l’argomentazione successiva è quella di cercare di dimostrare che invece l’uomo civilizzato, grazie alla tecnologia, si è globalizzato e ha (potenzialmente) messo in contatto tutti gli uomini su questo pianeta fornendoci la possibilità di diventare un’unica grande “tribù” con conseguente prosperità, pace e amore globali.

Diciamo la verità, le capacità tecniche di connettere tutti gli uomini esistono, ma la realtà è ben differente da quella romanzata appena descritta. Più che una umanità unita in “una sola tribù”, vediamo un mondo fatto da infinite tribù divise in stati, generi, classi sociali, famiglie, ecc. per ognuna delle quali esiste un conflitto.

Le cosiddette faide tribali non sono state assolutamente disinnescate dalla civilizzazione, anzi, sono  aumentate esponenzialmente mettendo in conflitto addirittura persone vicine, di fatto “della stessa tribù”, separate e portate a competere dalla civiltà stessa e dalle regole su cui si basa, arrivando a creare un moderno tribalismo dalle conseguenze ben peggiori rispetto a quelle (anche ingigantite) dell’uomo non civilizzato che non era certo solito recintare, dividere, distruggere l’ambiente in cui viveva, competere con il proprio vicino, creare eserciti, soggiogare e schiavizzare, torturare, incarcerare…

Di fronte a questa argomentazione l’ultima linea di difesa alla civiltà ed alla tecnologia come mezzo per arrivare ad una “tribù globale”, è indicare come responsabili del loro fallimento e delle estreme divisioni che vediamo oggi, solo alcuni aspetti, quelli divenuti ormai palesemente negativi e deleteri come il capitalismo e la competizione economica.

In pratica la linea di difesa è affermare che questa “globalizzazione tribale” non funziona solo perché esiste un sistema economico competitivo, mentre la tecnologia che ci mette in contatto, di per sé e al netto della competizione economica, potrebbe davvero regalarci lo status di “tribù globale” con annessi e connessi.

C’è un grosso problema in questa affermazione: le tecnologie che ci hanno permesso di connetterci tra noi, mettendo in comunicazione anche chi vive in due parti opposte del globo, è essa stessa frutto di una separazione profonda. Senza aver schiavizzato altri popoli in passato, senza il ricatto economico nel presente, senza la predazione selvaggia della terra per ottenere le preziosissime risorse, senza il deturpamento di interi habitat, l’uccisione e l’abuso di animali usati come test, senza lo sfruttamento comunque di qualcuno, non ci sarebbe e non ci sarebbe mai stata alcuna tecnologia. Ogni oggetto tecnologico intorno a noi è frutto di processi produttivi e, ripercorrendo a ritroso questo processo, si finisce inevitabilmente al capezzale della miniera in cui il piccolino scava a mani nude, con il fucile del soldato puntato sulla schiena o si finisce fatalmente al centro di una foresta che non c’è più, o in fondo ad un oceano che non ha più i suoi coralli. Il costo della tecnologia che produciamo è altissimo, direi inestimabile. Eppure, a giudicare dagli scontrini, la tecnologia sembra sempre piuttosto economica, solo perché il vero costo, in questo momento, lo sta pagando qualcun altro lontano da noi, o altri soggetti che non hanno voce. Ma anche la parte privilegiata di questo mondo che utilizza le tecnologie paga caro parte di quel costo nascosto in termini di de-umanizzazione, meccanizzazione del pensiero, stress e malattia. 

Inoltre, la tanto millantata unione che la tecnologia ci pone dinnanzi, a guardarla a mente lucida, altro non è che un insieme di esseri umani rinchiusi in loculi di cemento omologanti che chiamiamo case, che digitano spasmodicamente il proprio malcontento, la propria solitudine, la propria vanità, il proprio ego su tastiere di plastica o su un display.


La comunicazione, in questo senso, sembra apparentemente amplificata, potenziata, globalizzata, ormai i traduttori on line permettono di superare ogni barriera linguistica. Di fatto però, abbiamo dimenticato come si percepisce chi abbiamo di fronte, abbiamo dimenticato il “sentire” chi abbiamo di fronte, il percepirne i bisogni immediati, il percepirne lo stato d’animo, e persino (al contrario di quanto accadeva agli uomini non civilizzati) il guardarlo negli occhi.

Guardiamo un telegiornale pensando che quella sia la realtà che ci circonda, ci pensiamo in contatto con la notizia, ci sentiamo in quel luogo, accanto alle vittime e ci convinciamo di sapere cosa sia davvero accaduto. Guardiamo un documentario e pensiamo di essere in quella savana, pensiamo di conoscere ogni segreto della leonessa che va a caccia, sappiamo a che velocità corre, a quanti mesi i suoi cuccioli saranno svezzati, ma nessuno sa che odore hanno, nessuno sa che rumore fanno i suoi passi, nessuno è stato veramente lì. Chattiamo con persone sconosciute al di là dell’oceano, illusi di avere un vero dialogo, come lo avremmo con una persona di fronte a noi, ma non possiamo avvertire il ritmo del suo respiro, lo sguardo, la gestualità.


Pensiamo quindi di essere più informati, ma siamo solo pieni di frammenti di nozioni; pensiamo di poter esperire e conoscere più luoghi, ma non è tanto diverso rispetto a vederli in cartolina; pensiamo di comunicare con più persone, ma lo facciamo solo per finta. Pensiamo di fare tutte queste cose veramente, ma è solo un gioco virtuale perché ad ognuna di queste esperienze mancano dei tasselli fondamentali e questa mancanza le rende tutte finte.
Nessuno vive più esperienze dirette. Tutto, ormai, viene filtrato dalla tecnologia. Tutto è dietro un rassicurante vetro dello schermo. Vicino, sì, ma sempre più lontano.


La tecnologia è diventata il trampolino con il quale lanciamo i nostri alter ego nel mondo virtuale. E il mondo reale, di conseguenza, si sta svuotando giorno dopo giorno della nostra presenza. Non stiamo parlando di un modo sbagliato di usare una tecnologia neutra o addirittura buona, stiamo parlando di quello che l’uso della tecnologia produce intrinsecamente nella società per il modo stesso in cui funziona, per il modo stesso in cui viene prodotta.


La tecnologia non ci connette con il resto del mondo. La tecnologia è la porta blindata che ci separa dalla realtà.

Ecco allora il paradosso: l’essere umano cerca di imitare e migliorare la sua stessa natura e la natura intorno a sé, fallendo miseramente già al primo passo che compie, perché allontanarsi dalla natura, violentarla, analizzarla, farla propria, adattarla, fare lo stesso a persone ed animali, non potrà mai portare ad alcuna connessione, ad alcuna prosperità, ad alcuna pace. Non ci si connette a ciò che si usa: lo si domina. Quello che abbiamo fatto è semplicemente tentare di connettere attraverso mezzi che separano. E tragicamente commettiamo lo stesso errore in tutti i settori che portano avanti quello che nelle nostre teste suona come “progresso” ma che in realtà è solo un rotolare giù da un dirupo dopo un inciampo, un passo falso che non abbiamo il coraggio di ammettere di aver compiuto.


sabato 19 novembre 2016

"clienti per la vita"


L'alchimia del potere - L'industria farmaceutica
La storia delle droghe e di come hanno manipolato il mondo

Mirja Holtrop
27 ottobre 2016
sito web Dr-Rath-Fondazione
traduzione di Adela Kaufmann
Versione originale in inglese
 

Durante il Medioevo, la conoscenza delle proprietà curative delle piante veniva  soprattutto dai druidi e dalle streghe.

Queste persone sapevano come procedere per la guarigione, e trattavano i problemi di salute come l'infiammazione o piccole ferite con semplici miscele di foglie ed erbe. Ma alla fine è diventato una minaccia per la Chiesa.

In quel periodo storico il cattolicesimo era molto potente e l'unica soluzione per debellare la malattia, era:  
  • pregare  
  • obbedienza
  • generose donazioni finanziarie 
Anche se non ci fosse stata per le persone alcuna cura disponibile per la malattia sulla terra, era assicurata dopo la dipartita una grande vita in "cielo" questo è stato promesso a loro.
  
Così, druidi, streghe e rimedi naturali costituivano una minaccia per questo modello di cure.
Druidi e streghe, etichettati come il male, sono stati brutalmente sradicati

 Le droghe legali di ieri sono diventate oggi illegali 

Nel 1900 cocaina ed eroina erano droghe legali, usate tutti i giorni. 
  • L'eroina veniva utilizzata per calmare i bambini
  • La cocaina veniva usata per stimolare il metabolismo e l'appetito,
 ... Ed entrambe venivano prescritte come stimolatori dell'anima. 

CF Boehringer Mannheim, in Germania, era orgoglioso di essere il primo produttore di cocaina nel mondo. Anche i vini spesso contenevano cocaina, quindi erano di conseguenza molto richiesti.
Papa Leone XIII ha dato una medaglia d'oro ad Angelo Mariani enologo per la sua invenzione di vino arricchito con la cocaina. 
 
Nell'etichetta del vino Maltine, prodotto a New York, c'era un'istruzione per le persone di come consumare il vino: "un bicchiere pieno durante e dopo i pasti, e per i bambini solo mezzo bicchiere. Un altro vino alla cocaina molto famoso era il Metcalf, una bevanda molto popolare da usare per le vacanze.
 
Vapor-OL era una miscela di alcool e oppio che veniva impiegato per curare l'asma e spasmi.
 
Mentre le bottiglie di vino erano troppo ingombranti per le signore da mettere in borsa, portavano con loro delle piccole tavolette di cocaina da usare alla bisogna. Queste tavolette di cocaina sarebbero state utilizzate per migliorare l'umore e il trattamento di corde vocali.
 
Per prevenire mal di gola, queste compresse erano considerate essenziali per i cantanti, per le madri con bambini piccoli e per gli insegnanti. Ai bambini venivano somministrate compresse di cocaina per curare il mal di denti. Naturalmente solo per curare i sintomi, facendo ritornare il dolore una volta che gli effetti del farmaco si era dissipato.
Ancora oggi, i dentisti usano una forma modificata di cocaina conosciuta come lidocaina per intorpidire i nervi prima di un intervento chirurgico.

Maksym Kozlenko (Opera propria) 
via Wikimedia Commons

Un altro esempio è un farmaco noto come Paregorico prodotto da Stickney & P, contenente 46% di alcol e una grande percentuale di oppio grezzo.

Incredibilmente, è stato raccomandato come coadiuvante per il sonno ai neonati, la dose consigliata era di 3 gocce al giorno. 8 gocce al giorno per 8 giorni erano consigliate per gli altri bambini; consigliate 25 gocce per bambini di 5 anni; e un intero cucchiaio per gli adulti.
Non vi è alcun dubbio che tutti dormivano bene ...  

Oggi ci sono dei musei in Germania, come Dortmund e Heidelberg, dove si possono vedere le bottiglie della medicina e i vasetti di quei giorni passati. Meritano una visita, sono molto educativi ...!

Le droghe legali di oggi  

Certamente sarebbe realistico far finta che non ci siano più farmaci pericolosi, farmaci di base. L'incubo è ancora là fuori, tutti i giorni.  

Siamo di fronte ad essi nel momento in cui siamo malati e andiamo dal nostro medico per il trattamento.

 
Un prodotto farmaceutico
contenente warfarin

I farmaci chimici prescritti dai medici convenzionali causano vari effetti collaterali.

Mentre il nostro corpo recepisce - e può tranquillamente metabolizzare - molecole naturali, le sostanze chimiche sintetiche artificiali che i medici prescrivono sono estranee al nostro corpo.  

Rendiamo l'esempio del warfarin, un farmaco anticoagulante (che fluidifica il sangue), che è prescritto a milioni di persone che soffrono di malattie cardiovascolari. Inoltre viene usato come veleno per topi, ed è una delle principali cause di morte nei pronto soccorsi degli ospedali negli Stati Uniti. 

Per quei pazienti che non sono deceduti dopo la somministrazione, i possibili effetti collaterali di warfarin comprendono:
  • Ulcere del piede
  • dita viola
  • vertigini
  • sanguinamento
  • tosse fino ad espellere sangue
  • sanguinamento che si non si ferma
  • nausea
  • vomito
  • difficoltà respiratorie
  • mancanza di respiro
  • paralisi,
... Tra gli altri.  

Molti decessi sono causati da ipovolemia, una pericolosa diminuzione del volume del sangue nel corpo, sono associati a lungo - uso prolungato di farmaci anticoagulanti.  

Antibiotici - un altro grande mercato  

Avete mai pensato a quello che vuole dire la parola "antibiotico" quello che significa veramente? Significa 'contro la vita (anti: contro - biotica: la vita)' ...  
Se si mangia carne non biologica, quello che otterremo sarà una dose di antibiotici chimici ogni volta che godremo di un bel pezzo di manzo o un'ala di pollo. Non bisogna commettere errori, gli antibiotici sono tossici.  

Quando i pazienti sviluppano un'influenza, molti medici (non tutti) immediatamente prescrivono antibiotici chimici. Questi uccidono tutti i batteri nell'intestino - tra cui i "batteri amici". Quindi, nei giorni successivi sarà impossibile avere una digestione corretta e l'assorbimento di micronutrienti.  

Ci sono comunque approcci più sicuri.  

Ci sono molte piante - a base di antibiotici naturali e non danneggiano i batteri benefici che vivono nell'intestino.  

Piante naturali con proprietà antibiotiche 
  • muskul Balsamodendron  
  • Quath Maharasnadi
  • cordifolia Tinospora  
  • Rubia cordifolia  
  • bhasma Kindred  
  • officinalis Emblica  
  • frutescens Sutherlandia  
  • Moringa pterygosperma  
  • Glycyrrhiza glabra   
  • Racemoses asparagi   
  • zeylanicum Cimmamonum  
Questi antibiotici naturali sono molto potenti. Ma dal momento che non possono essere brevettati, non sono di interesse per le aziende farmaceutiche, perché il margine di profitto è troppo basso.

Un corpo sano non è di alcuna utilità per l'industria della droga, solo i corpi malati generano profitti.

 
Rubia cordifolia  
Vinayaraj (Opera propria) 
Via Wikimedia Commons

Il fluoruro è tossico e non ha posto nel dentifricio   

Un'altra sostanza estremamente tossica è il fluoro, che è un ingrediente presente in molti dentifrici. 
  
Raymond Francis, uno scienziato esperto presso il MIT, ha descritto il fluoro come una delle sostanze chimiche più tossiche nel nostro ambiente. Solo una manciata di dentifrici sono decenti, i migliori contengono sostanze naturali come l'olio di tea tree e sale marino.  

Il fluoro è un prodotto di scarto dell'industria dei concimi chimici, il fluoro è anche il principale ingrediente nei farmaci come quelli antidepressivi,
  • diazepam  
  • flunitrazepam  
  • Rohypnol  
  • Stelazine  
  • Trifluoperazin  
  • Prozac  
  • Zoloft  
La facile accessibilità agli antidepressivi  

Kim, 38 anni, descrive la sua esperienza come segue:  
"Io avevo appena avuto un bambino e soffrivo di "malinconia".  
Non mi sentivo bene, avevo sbalzi d'umore, e non potevo addormentarmi facilmente. Ero ansiosa e irrequieta. Sono andato a trovare il mio medico e lui mi ha prescritto Zoloft per 'prendere un po' di entusiasmo'.  

Inizialmente ha funzionato bene, mi sono sentita meno emotiva e ho potuto dormire meglio, ma dopo pochi mesi mi sono sentita più depressa che mai.  

Era il mio compleanno quando ho ricevuto un dono e non ho potuto nemmeno gioire per averlo ricevuto, mi sentivo completamente insensibile, è stato lì che ho capito di smettere. Mesi fa ho preso l'ultima pillola e finora non mi sono completamente ristabilita per ritornare al  mio vecchio sé".
In questi giorni, anche ai bambini e gli adolescenti vengono somministrati antidepressivi. E' preoccupante che alcuni bambini di 6 anni di età li prendano  e il numero di giovani utenti è in aumento.

Consideriamo alcuni dei possibili effetti collaterali:  
  1. depressione  
  2. Mania e psicosi  
  3. pensieri suicidi  
  4. violenza  
  5. cancro  
  6. Difetti alla nascita e aumento del rischio di autismo
  7. danni cerebrali
  8. Indebolimento delle ossa  
  9. movimenti del corpo incontrollabili  
  10. Aumento del rischio di diabete  
  11. Aumento del rischio di ictus  
  12. Aumento del rischio di demenza  
  13. Aumento del rischio di nervosismo, insonnia e irrequietezza  
  14. apatia  
  15. problemi sessuali  
  16. dipendenza  
Per ulteriori informazioni sui pericoli degli antidepressivi, visitare il sito Web ssristories.org.  

Per curare la depressione, naturalmente, una recente ricerca suggerisce che grandi quantità di omega-3 EPA e DHA, insieme a una selezione di micronutrienti, può essere efficace.

A antidepressivi. 

Gli enormi vantaggi del business con la malattia  

Non dovrebbero forse i governi avere il dovere morale e legale per avviare il finanziamento di studi scientifici che si occupano di approcci naturali per la salute? Essi dovrebbero, ma purtroppo gli interessi finanziari impediscono che questo accada.  

Per illustrare le enormi cornici del profitto nel settore farmaceutico con farmaci chimici, daremo un paio di esempi:  
aspirina:  
Un pacchetto con 20 compresse = $ 3
I costi di produzione, incl. Package = $ 0,03  
percentuale di margine di guadagno = 10.000%
Xanax:  
100 compresse 1mg x = 136,79 $  
I costi di produzione = 0,024 $  
Margine percentuale di guadagno = 569 958% !!  
Come si può immaginare, a livello politico, i benefici di questo tipo si comprano un sacco di influenze nel settore farmaceutico.  

Chi controlla il mondo?  

Grandi quantità di azioni in alcune delle più grandi aziende nel mondo sono di proprietà di una rete di famiglie che operano a livello globale.  

In aggiunta per l'industria farmaceutica, queste stesse famiglie controllano anche le banche, le industrie chimiche, aziende biotecnologiche, agenzie di stampa e di altri settori chiave della società.  
"Se noi controlliamo il denaro di un paese non ci importa chi fa le leggi."  
Mayer Amschel Rothschild
Questo è quanto ha detto il massimo della Camera dei Rothschild, e il principio fondamentale delle banche europee, descritto in un rapporto sul governo udienze ufficiale degli Stati Uniti nel 1914.

In campo bancario, una delle famiglie più influenti è la famiglia Rothschild.

Discendente di Mayer Amschel Rothschild, che ha stabilito un attività bancaria nel 1760, nel Regno Unito, il quotidiano britannico Daily Telegraph lo ha descritto come sinonimo di ricchezza e potere, notando che,
"Il nome Rothschild è diventato sinonimo di denaro e potere a un livello che nessun altro della famiglia è stato in grado di eguagliare."  Significativamente, si è detto che la versione originale della canzone di successo del musical Il violinista sul tetto non era Se fossi ricco, ma se fossi un Rothschild ...

John D. Rockefeller
Per quanto riguarda lo sviluppo del settore farmaceutico, probabilmente l'influenza più importante era di un americano di nome John D. Rockefeller
Una breve storia della sua unità per creare un sistema di igiene del lavoro può essere letto sul sito della Fondazione. 
Vi è anche un libro rivelatore intitolato 'Rockefeller Medicina Men', che descrive come, nei primi anni del 20° secolo, il Rockefeller ha creato il settore degli investimenti farmaceutici per promuovere la ricchezza e la massa di potere che si era accumulata attraverso il controllo l'industria petrolifera. 
I principi chiave dietro business plan del farmaco Rockefeller, che formano le leggi dell'industria farmaceutica di oggi, sono stati i seguenti: 
  1. I prodotti dovrebbero essere brevettabili. 
  2. I prodotti non devono affrontare le cause profonde della malattia, ma solo curare i sintomi. 
  3. I prodotti devono avere un potenziale dipendenza.
In un chiaro esempio di come le famiglie chiave per l'attività di investimento globale sono legate insieme è avvenuto nel maggio 2012 dove è stato annunciato che la dinastia dei banchieri Rothschild aveva comprato un 37 per cento della ricchezza e asset del gruppo management di Rockefeller. 
Il movimento ha riunito David Rockefeller, 96 anni, e Jacob Rothschild, 76 anni - patriarchi della famiglia il cui rapporto personale si dice che abbia attraversato cinque decenni. 

L'obiettivo principale del l'industria farmaceutica non è guarire, ma il beneficio economico 
 
Le aziende farmaceutiche non sono interessate alla cura dei pazienti il loro unico obiettivo è quello di trasformare loro in clienti per la vita. 

Ciò significa che il mercato per l'industria farmaceutica è il corpo umano. Con l'aiuto del settore alimentare, che produce velocemente, alimenti trasformati e bevande zuccherate, potendo facilmente raggiungere trasformando la salute in malattia - su cui le aziende farmaceutiche prosperano finanziariamente.

Per assicurarsi che tutto fili liscio, vengono utilizzate le costose agenzie pubblicitarie. Le più grandi agenzie sono presenti in diversi paesi offrendo alle aziende farmaceutiche contatto diretto con i funzionari della sanità del governo.

Essi forniscono anche gratis "formazione" medica per i medici per promuovere nuovi farmaci per i pazienti.
Ma non tutte sono cattive notizie ...

Stili di vita sani e biologici stanno diventando sempre più popolari, le persone stanno scoprendo sempre di più la bellezza del contatto con la natura. Nuovi approcci alla formazione stanno insegnando ai bambini a pensare per se stessi e a prendere le proprie decisioni. 

Terapie naturali con micronutrienti e piante medicinali sono sempre disponibili e vengono utilizzate da un numero maggiore di persone.

I social media hanno svolto un ruolo importante in questo attraverso le persone che condividono le loro esperienze on-line. Il risultato inevitabile di tutto questo è che, poco a poco, si sta riducendo la potenza e l'influenza dell'industria farmaceutica.

Anche se non abbiamo ancora grandi ospedali e le università che promuovono rimedi naturali, un giorno sicuramente ci sarà. 

Traduzione e adattamento Nin.Gish.Zid.Da
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