martedì 30 giugno 2015

Effimera Oscurità


 

Dove sta la verità

Quando dico che è la verità, non è per convincere coloro che non la conoscono, 
ma per difendere coloro che la conoscono.
William Blake - Il cammino solitario

Il cammino solitario 

Risvegliare la verità sulla nostra realtà manipolata, sull'accozzaglia umana e la natura del mondo frattale, è uno schiacciante shock tossico e poiché una rivelazione dopo l'altra fa scuotere la nostra psiche e il tappeto della normalità ci viene tolto da sotto i piedi...siamo irrimediabilmente trasformati.

Le nostre idee preconcette sulla realtà si disintegrano e le pareti del comfort che ci siamo costruiti cadono come tessere di un domino e sono spazzare via.
Le nostre necessità e i nostri desideri personali svaniscono fino ad arrivare ad una nuova coscienza.

Non stiamo più vicini ai famigliari, non abbiamo tempo per conversazioni superficiali e senza senso e quando cerchiamo di esprimere il nostro nuovo modo di vedere, anche le persone più vicine a noi ci guardano con apatia e in maniera ridicola.

Siamo "esseri cambiati" che percorrono un cammino solitario, senza sapere di chi "fidarsi" o dove cercare risposte… però dobbiamo cercare… non c'è un'altra opzione per noi. 

Per un certo tempo ci troviamo in una terra sconosciuta a lottare con i dubbi e mettendo alla prova il nostro buon senso… una cosa è certa però, non potremo mai tornare alla "normalità" 

Il fumo nero del diario spirituale
 
Visto che abbiamo perso la normalità, possiamo cadere preda del fumo nero dei programmi spirituali negativi durante la nostra ricerca della verità.

Dobbiamo imparare a riconoscere l'ordine del giorno alieno elaborato con cura dalle religioni organizzate, la disinformazione spirituale, "i maestri carismatici", le teorie ingannevoli, i culti esoterici, il pensiero delirante e le strade che non conducono a niente di spirituale. 

Nel web, nelle librerie e nelle biblioteche ci sono tonnellate di informazioni sull'illuminazione e sembra che oggigiorno qualsiasi cosa possa passare per "spirituale".

Vediamo ridicole manifestazioni di zelo religioso tra giocatori di futbol dopo che hanno segnato un gol, e la religione organizzata è piena di sacerdoti dall'apparenza benevola che molestano i bambini piccoli, bacchettano i loro benefattori con il dogma striminzito, e le crociate spirituali di sangue del nostro Dio contro di loro.

La spiritualità è un grande affare

Il mondo dell'occulto religioso è un affare "pseudo-spirituale", uno schema per far denaro che approfitta di coloro che hanno paura e sono confusi... diretto dai satanisti, dagli egoisti, da coloro che fanno proseliti, da ciarlatani e predatori spirituali, il tutto mosso dalla loro formula personale che proviene dallo spirito per l'illuminazione la loro mercanzia è la duplicità, l'inganno e il controllo.
 

La maggior parte dei venditori di fumo nero sono molto convincenti e carismatici, il loro modo di fare è come quello del dottore con i suoi pazienti, del politico convincente e hanno l'ardente entusiasmo del complesso del 'messia, salvatore del mondo'.

Sono venditori di olio di serpente spirituale che inseguono denaro, sesso e potere.

Sono stato coinvolto nell'affare dell'esoterismo per quarantacinque anni e sono sorpreso nel vedere la quantità di persone "sensate" che si lasciano  intrappolare dalle stupidaggini, danno denaro, danno mente e corpo a dei bugiardi, delinquenti sessuali e pedofili, guru e maestri di stalking conclamati, che non saprebbero distinguere una verità spirituale anche se gliela mettessero sotto il naso, e per l'esperienza che ho, non serve avvertire il gregge che l'oggetto della loro devozione è un lupo mascherato da pecora.

Separare il grano spirituale dalla paglia


Come possiamo separare il grano dalla paglia, i venditori di fumo nero dalla luce della verità?
 
L'antico proverbio:
'Non perché sia bello, è una buona persona' ci servirà abbastanza.
Se ci soffermiamo ad osservare uno qualsiasi di questi venditori spirituali che incontriamo, vedremo immediatamente chi è amorevole e umile e chi è un predatore in cerca di 'un'opportunità'.
"Lo conoscerete per i suoi frutti".
(Matt7: 19)
La spiritualità e il regime vegetariano

"Ho sempre trovato difficile non considerare che il ruolo del macellaio non coincida con quello di un carnefice." 
"Le Confessioni" Alphonse de Lamartine"
Probabilmente è sicuro supporre che il lettore sia d'accordo con il fatto che l'assassinio non è cosa buona e che il cannibalismo è riprovevole, però coloro che per cui è giusto uccidere persone sono soliti credere che l'uomo ha diritto di uccidere gli animali. 
Questa credenza si basa sul fatto che solo gli uomini hanno un'anima che è potenzialmente immortale.
Abbiamo visto però che è la vanità dell'uomo a fargli pensare che solo lui ha un'anima e che sono loro nelle condizioni migliori per giudicare e per dirci che le creature hanno un'anima. La credenza che non hanno anima e che la personalità è un'invenzione vana del cervello umano che giustifica il desiderio dell'uomo di usare le creature come gli pare e piace.
Quanto più uno osa pensare alle conseguenze del mangiare carne e alla confusione della crudeltà e alla sofferenza che implica, più difficile sarà credere che i maestri religiosi non sono mai riusciti a far sostenere ai propri seguaci, la sconcertante credenza che era un mezzo di sostentamento di un disegno divino.
E' facile esporre gli orrori del commercio della carne ed è altrettanto incredibile vedere come gli uomini e le donne cristiane possono mangiare coscientemente la carne di creature che erano state condannate alla morte nelle condizioni più spaventose". 
The Rev V.Holmes-Gore Non li abbiamo amati

La lenta frequenza della crudeltà, la sofferenza e la morte


Tutto è ciclico e l'aspirante ricercatore della verità si renderà conto che la risonanza delle vibrazioni del movimento più veloce, la frequenza dell'ascesa, non si può ottenere se il corpo e lo spirito sono saturati da campi di paura e di miseria... e la carne putrida delle creature intrise di anima che con tanta spietatezza inseguiamo, assassiniamo e di cui ci alimentiamo.


Tutto è una risonanza, il vibrare più rapidamente è uguale alla quantità di amore e di compassione che portiamo dentro... 
 
Certo che esistono pessimisti "spirituali" che urlano le loro scuse dai tetti, in uno sforzo per giustificare la loro "vacca sacra"...il consumo delle cose morte! E questo va bene per loro...

Io, però, non ho mai conosciuto un vampiro spirituale.

Non c'è ritorno

Sta a noi risvegliarci, e per quanto brutta possa essere la verità sulla nostra realtà, ci è stato fatto un dono... il dono di vedere.

Dobbiamo aver fiducia nei nostri cuori e nella nostra intuizione che ci guida con sicurezza nel tempestoso mare della vita... E unirci ad altri nel cammino verso la Verità, i nostri pensieri sono attenuati dalla saggezza e i nostri cuori pieni di amore.


*** 


Ascolta uomo, e ascolta la mia voce, apri il tuo spazio mentale

E bevi dalla mia saggezza.

 

Oscuro è il cammino della vita attraverso il quale viaggiate,

molte le insidie che si trovano sul tuo cammino.

Cerca sempre di ottenere una saggezza maggiore, 
raggiungila e avrai luce sul tuo cammino.

 

Apri la tua anima oh uomo, al Cosmo e lascia che esso confluisca con

la LUCE DELLA TUA ANIMA, è eterna, e l'oscurità è effimera, 
cerca sempre, oh uomo, la LUCE.



Sappiate che quando la luce riempirà il tuo essere, 
l'oscurità scomparirà presto da te.

 di Doreal

di Elva Thompson 13 ottobre 2014
dal Sito Web HeartStarBooks
traduzione di
Nicoletta Marino 
Versione originale in inglese 
Versione in spagnolo

http://ningishzidda.altervista.org/

domenica 28 giugno 2015

"sessagesimale"


I segreti di Enki trasmessi ai figli Marduk e Ningishzidda.

Enki impartì la conoscenza dell'astronomia (e di altre scienze) al suo primogenito Marduk. Il famoso ziggurat di Babilonia, costruito dopo che Marduk ebbe ottenuto la supremazia in Mesopotamia, aveva proprio la funzione di osservatorio astronomico (vedi figura sotto).


Enki concesse i "segreti" del calendario, della matematica, e della scrittura a Ningishzidda, suo figlio più giovane, che gli egizi chiamavano Toht. In gli Dei dalle Lacrime d'oro, Zecharia Sitchin ha presentato prove sostanziali a dimostrazione che si trattava dello stesso dio conosciuto in Mesoamerica con il nome di Quetzalcoatl, "Serpente Piumato".

Il nome di questa divinità, che in sumero significa "Signore dell'Albero della Vita" e/o "dell'Albero Buono", rifletteva il fatto che fu lui che Enki trasmise la conoscenza medica, incluso il segreto di far rivivere i morti.

Un testo babilonese racconta delle esasperazione di Enki che rinfacciava a Marduk di avergli già insegnato abbastanza, mentre Marduk premeva con insistenza il segreti di resuscitare i morti. Un testo, intitolato "Discesa di Inanna nel Mondo Inferiore", mette in evidenza proprio questa capacità degli Anunnaki.

In quel testo si racconta che Inanna era stata uccisa dalla propria sorella Ereshkigal e, quando il padre chiese a Enki di riportare in vita la dea, Enki le puntò contro "impulso" e "Lampo", resuscitandola. Una raffigurazione mesopotamica mostra un uomo steso sul tavolo di un ospedale mentre viene sottoposto a un trattamento di radiazioni (vedi immagine).


Ma anche se la Bibbia cita come un dato di fatto la capacità di resuscitare i morti, mettiamola da parte per un momento. E' certo che, come afferma il testo di Enmeduranki, anatomia e medicina facevano parte dell'insegnamento riservato ai sacerdoti.

Dal libro del Levitico (Antico Testamento) si evince che la tradizione è proseguita nel tempo: contiene infatti le dettagliate istruzioni che Yahweh dette ai sacerdoti israeliti in materia di salute, diagnosi, cura e igiene. Quelle relative all'alimentazione appropriata (Kosher) e non appropriata derivano certamente più da condizioni di carattere igienico che non da considerazioni di carattere religioso. 

Molti ritengono che l'abitudine di praticare la circoncisione avesse motivazioni sanitarie. Queste istruzioni infatti, non erano dissimili da altre contenute in antichi testi mesopotamici, utilizzati come manuali medici per gli A.ZU e gli IA.ZU, che insegnavano al sacerdote-medico di osservare prima i sintomi, poi di determinare il rimedio da utilizzare e, infine, fornivano un elenco di sostanze chimiche, di erbe e di altri ingredienti farmaceutici con i quali preparare i rimedi.

Non dovrebbe sorprendere di fatto che gli Elohim fossero la fonte di questi insegnamenti, se ricordiamo le imprese mediche, anatomiche e genetiche di Enki e Ninti. Come recita il testo di Enmeduranki la conoscenza della matematica - <<fare i calcoli con i numeri>> - era essenziale per l'astronomia e per il calcolo del calendario, nonché per il commercio e per le attività economiche.

Il sistema numerico sumero viene chiamato sessagesimale, ossia "con base 60". Quindi se noi diciamo "duecento", i Sumeri dicevano "2 gesh", che significa 2x60, ossia 120. Quando nei loro calcoli, il testo diceva "prendi metà" o "prendi un terzo", si riferiva alla metà o a un  terzo di 60, rispettivamente quindi, 30 e 20.

A noi, che siamo abituati al sistema decimale (legato al numero delle dita) questo sistema può sembrare molto complesso, mentre per un matematico, il sistema sessagesimale è una vera delizia. Il numero 10 è divisibile solo per pochi altri numeri interi (2 e 5). Il numero 100 è divisibile solo per 2,4,5,10,20,25 e50, mentre 60 è divisibile per 2,3,4,5,6,10,12,15,20e 30.

Dai Sumeri abbiamo ereditato il 12 per contare le ore del giorno, il 60 per contare il tempo (60 secondi in un minuto, 60 minuti in un'ora) e il 360 in geometria (360° in un cerchio). Il sistema sessagesimale è ancora l'unico perfetto nelle scienze celesti, nel calcolo del tempo e in geometria (dove la somma degli angoli interni di un triangolo è 180° e quello degli angoli interni di un quadrato 360°.

In geometria teoretica e applicata (come nella misurazioni delle aree) questo sistema faceva sì che fosse possibile calcolare di aree di forme complesse e diverse (vedi figura sotto), il volume di recipienti di ogni tipo (necessari a contenere grano o vino), la lunghezza dei canali o la distanza fra i pianeti.


Quando ebbe inizio una forma di contabilità, veniva usato uno stilo con una punta arrotondata per imprimere sull'argilla umida i numeri che rappresentavano 1,10,60,600, e 3.600 (vedi sotto figura a). Il 3.600 veniva indicato come un grande cerchio: veniva chiamato SAR (Shar in accadico), il numero "principe" o "regale", il numero di anni terrestri che impiegava Nibiru a completare un'orbita intorno al Sole.

Con l'introduzione della scrittura cuneiforme, a forma angolare, per la quale gli scribi usavano uno stilo a forma di cuneo (vedi figura b), anche i  numerali venivano scritti utilizzando i segni cuneiformi (vedi figura c). Alcuni simboli indicavano frazioni o multipli (vedi figura d); grazie ai segni di addizione, moltiplicazione, sottrazione o divisione, venivano risolti correttamente problemi di aritmetica e algebra che metterebbero in difficoltà molti studenti di oggi.



Questi problemi includevano anche l'elevazione al quadrato, l'elevazione al cubo oppure la radice quadrata dei numeri. Come dimostrò F. Thureau-Dangin in Textes mathematiques Babyloniens, gli antichi usavano forme a due o anche a tre incognite, in uso ancora oggi.
Pur che se è stato chiamato "sessagesimale", In realtà il sistema di numerazione e la matematica dei Sumeri non si basava semplicemente sul numero 60, bensì su una combinazione di 6 e 10. Mentre nel sistema decimale ogni prodotto si ottiene moltiplicando la somma precedente per 10 (vedi figura sotto a), nel sistema sumero i numeri venivano moltiplicati in maniera alterna una volta per 10, poi per 6, poi di nuovo per 10, poi ancora per 6 e via dicendo (vedi figura b).



Questo metodo ha lasciato perplesso gli studiosi contemporanei. Il sistema decimale è chiaramente legato alle dieci dita della mano umana, quindi l'origine del numero dieci, nel sistema sumero, si può capire; ma da dove arriva il 6, e perché?

Ma gli enigmi non finiscono qui. Fra le migliaia di tavolette matematiche venute alla luce in Mesopotamia, molte avevano tabelle di calcolo già pronte. Stranamente, non partivano dai numeri piccoli (per esempio 1,10,60, ecc.), bensì da un numero, che possiamo solo definire astronomico: 12.960.000.

Un esempio citato da Th. G. Pinches (Some Mathematical Tablets of the British Museum), partiva dai seguenti numeri:

1.   12.960.000   i suoi 2/3      8.640.000
2                     la sua metà     6.480.000
3                     il suo terzo      4.320.000
4                     il suo quarto    3.240.000

e proseguiva fino alla sua <<80ma parte 180.000>>, fino alla <<400ma parte 32.400>>. Altre tavolette continuavano fino a 16.000ma parte (810) e non vi è dubbio che questa serie continuasse fino a 60, la 216.000ma parte del numero iniziale 12.960.000.

Non vi è dubbio che il numero di 12.960.000 era un numero astronomico, legato al fenomeno della precessione terrestre. Il moto processionale è il movimento che la Terra compie per mantenere l'inclinazione dell'asse contrastando l'attrazione gravitazionale esercitata dal Sole e della Luna. Durante tale tragitto si denota un cambio dei cieli, delle posizioni delle stelle e delle costellazioni.

Ogni casa zodiacale misura 2160 anni, quindi l'intero cielo processionale è di 25.920 anni. Il numero 12.960.000 rappresentava 500 cicli processionali completi. Era incredibile scoprire che i Sumeri non solo erano a conoscenza del fenomeno della precessione, ma anche che il passaggio da una casa zodiacale a un'altra richiedeva 2160 anni; era ancora più incomprensibile che avessero scelto quale base della loro matematica un numero che rappresentasse cinquecento di questi cicli processionali completi (ciascuno dei quali, ricordiamo, era di 25.920 anni).

E' vero che l'astronomia, oggi, accetta l'esistenza del fenomeno e dei periodi calcolati da Sumer, ma è altrettanto vero che non vi è scienziato oggi, o nei tempi passati, in grado di confermare per esperienza personale, il passaggio anche di una sola casa. Tutti gli scienziati, messi insieme, non hanno ancora assistito a un ciclo completo: però i Sumeri ne erano a conoscenza e lo hanno riportato sulle tavolette.

Tratto dalle mie letture "L'altra Genesi" di ZS

http://ningishzidda.altervista.org/

sabato 27 giugno 2015

CONFORMARSI ALLA MASSA

 
Il comportamento del gregge

Molti psicologi hanno cercato di verificare le cause comportamentali del gregge e, fino a che punto l'individuo è capace di rinunciare al proprio modo di pensare scegliendo il pensiero della massa.



Uno degli esperimenti psicologici più interessanti è l'ESPERIMENTO SOLOMON ASCH.

 Adeguarsi alle Norme del Gruppo 
L'esperimento di Solomon Asch

"Come vedi te stesso? Sei un conformista o un anticonformista?"

La maggior parte delle persone a cui si rivolge questa domanda, rispondono definendosi anticonformisti e che sarebbero capaci di far fronte ad un gruppo di persone quando sanno di avere ragione.

 

Eppure, fino a che punto gli anticonformisti possono resistere alla pressione della gente che li circonda?



Solomon Asch



Durante gli anni '50, lo psicologo polacco Solomon Asch, ha realizzato uno studio sulla conformità.



I partecipanti all'esperimento vi si iscrissero sapendo di fare un esperimento di psicologia dove si chiedeva loro di completare un test visivo. Si trattava però di un inganno.



Il vero esperimento cercava di rispondere alla domanda seguente:

Possono le persone resistere alla pressione della maggioranza che vuole che si accetti come vero qualcosa che è falso?

Ai soggetti dell'esperimento, seduti in una sala con altri partecipanti, si mostrò un foglio con un segmento di una linea di una determinata longitudine e si chiese loro di scegliere quale fosse la stessa linea in un gruppo di tre, disegnate su un altro foglio.

Lo psicologo, poi, chiese individualmente ad ogni partecipante di scegliere quale segmento di linea fosse quello giusto.
 
In alcune occasioni tutta la gente del gruppo sceglieva la linea giusta, ma di tanto in tanto, gli altri partecipanti davano, all'unanimità una risposta sbagliata.

Ciò che il soggetto dell'esperimento non sapeva, era che tutte le altre persone del gruppo che lui credeva che stessero facendo l'esperimento come lui, in realtà collaboravano con lo psicologo e le loro risposte erano state pianificate prima con il fine di determinare se la risposta del partecipante poteva essere condizionata dall'opinione della maggioranza nonostante fossero chiaramente sbagliate. 

Quasi il 75% dei partecipanti agli esperimenti di adeguamento furono d'accordo con il resto del gruppo almeno una volta.

Dopo aver riunito le prove, i risultati hanno dimostrato che i partecipanti sceglievano la risposta sbagliata data dalla maggioranza, per la maggior parte una su tre.
Conclusi gli sperimenti, ad ogni partecipante è stato chiesto perché si erano trovati d'accordo con il criterio sbagliato del resto del gruppo. 

Nella maggior parte dei casi, gli studenti hanno affermato che sebbene sapessero che il resto del gruppo sbagliava, non volevano correre il rischio di affrontare delle critiche.

Qualcuno dei partecipanti era così debole di mente che arrivò a dire che credeva che gli altri membri del gruppo erano nel giusto e che erano loro invece a sbagliare le risposte nonostante l'evidenza.

Questi risultati provano che l'adeguarsi può essere influenzato sia dalla necessità di trovarsi in una comunità, sia dal credere che le altre persone sono più intelligenti o sono informate meglio.  

Visto il livello di conformità degli esperimenti di Solomon Asch, adeguarsi può essere ancora più forte nelle situazioni della vita reale, dove gli stimoli sono più ambigui o difficili da giudicare della semplice scelta di alcune linee disegnate su un foglio.


Eppure, in tutto questo c'è una lezione in più che ci fa sperare.

Con l'esperimento, Asch ha anche scoperto che, se uno dei membri del gruppo che collaboravano con lo psicologo dava la risposta corretta contraddicendo la maggioranza del gruppo, il livello di adeguamento del soggetto si abbassava drasticamente.

In questa situazione, solo tra il 5% e il 10% dei partecipanti si adeguavano alle decisioni sbagliate della maggioranza.


Questo vuol dire che: una sola persona che dice la verità in un gruppo di bugiardi, può aiutare a convincere gli altri su quale è la strada giusta da prendere. 

Questo dimostra chiaramente l'importanza che hanno, per esempio, i mezzi alternativi o i ricercatori di qualsiasi tipo o disciplina che si scontrano con la verità ufficiale e di maggioranze e che cercano di informare sul loro punto di vista a più persone possibili.


Como si vede, esistono anche delle molle psicologiche che ci fanno sperare…

di Dave Hodges

09 settembre 2014

dal Sito Web TheCommonSenseShow
traduzione di Nicoletta Marino


http://ningishzidda.altervista.org/

venerdì 26 giugno 2015

Bambini Geneticamente Modificati


Un medico conferma la prima nascita di 
neonati geneticamente modificati 
Non si tratta di un racconto di fantascienza: un genetista del New Jersey è stato capace di "produrre" neonati a partire da cellule di tre adulti. E non solo uno: quindici neonati da una prima fase di sperimenti hanno da uno a tre anni.
Se fosse alla nostra portata, probabilmente faremmo tutto il possibile per far sì che la nostra discendenza non possieda certi geni dei nostri avi: quelli che predispongono al cancro, alla calvizie o anche alla depressione; altri farebbero in modo che i loro figli fossero più alti, avessero la pelle più chiara o un bel naso.

Per la  stragrande maggioranza delle persone, la modificazione genetica è un racconto di fantascienza che appartiene ad un futuro lontano e per questo non lo inseriamo nel nostro spettro di tempo. 
Però nell’Istituto di Medicina Riproduttiva e Scienza di San Bernabé, in New Jersey, la modificazione genetica è cosa di tutti i giorni. 

El pioniere della ricerca sulla fertilità è il professor Jacques Cohen. La sua esperienza è tale che, secondo quanto dice, clonare un bebè umano rappresenterebbe solo

"una sera di lavoro per uno dei miei studenti".
L’eugenetica (la modificazione o scelta, genetica o sociale, delle caratteristiche insite nel nascituro essere umano) ci riporta agli sperimenti sociali del nazismo e del regime di Hitler oppure a fantasie futuriste ad opera di mano d’opera a basso costo fatta di cloni usa e getta.  

Pero l’eugenetica appartiene ai giorni nostri:
i primi neonati disegnati con l’ingegneria genetica sono già stati “creati”.
Alcuni di loro starebbero per compiere tre anni.
"Secondo Cohen, negli ultimi tre anni, sono nati quindici neonati, risultato di un programma sperimentale portato avanti a San Bernabé.
"I bambini sono nati da donne che avevano problemi a concepire. Geni extra di una donatrice donna sono stati inseriti negli ovuli prima di essere fertilizzati con l’intento di renderli fecondi.
Prove di identificazione genetica in due dei bambini di un anno, confermano che hanno ereditato il DNA di tre adulti: due donne e un uomo”.
Visto che il DNA si trasmette da padre in figlio, questi bambini passeranno la loro informazione genetica ai loro discendenti. 

I mitocondri delle loro madri non avrebbero permesso loro di concepire, per questo parti di ovuli sani sono stati inseriti negli ovuli delle donne non fertili.
 
Visto che gli ovuli contengono DNA, aver incorporato il DNA delle donatrici in quelli delle donne non fertili (oltre all’unione del DNA degli sperma maschili) dà a questi quindici neonati una formazione genetica che non esiste nell’umanità. 

La comunità scientifica, però, non si è dimostrata convinta al 100% che questo procedimento sia etico e desiderabile.

Lord Winston dell’ospedale Hammersmith di Londra ha affermato:
"Per quanto concerne il trattamento della infertilità, non esiste prova che valga la pena di realizzare questa tecnica… Sono molto sorpreso che sia arrivata a questo punto. In Inghilterra non sarebbe certo permesso.”
John Smeaton, direttore nazionale della Società per la Protezione dei Bambini Non-Nati ha detto:
"Abbiamo una terribile empatia per le coppie che soffrono di problemi di fertilità. 
Però questa sembra la foto finale del fatto che tutto il processo di fertilità 'in vitro' come forma di concepire bambini porta a vedere questi ultimi come oggetti di una catena di produzione.

Questo è un passo lungo e molto preoccupante verso il cammino sbagliato dell’umanità".
Questa situazione ci porta a pensare che se l’umanità delle prossime decadi si dividerà (ancora di più) tra esseri concepiti “naturalmente” e quelli concepiti in laboratorio.

Si tratta solo di un processo che permette ad una coppia di avere un bambino sano e di farsene carico o di un ramo dell’umanità che potrebbe mettere in pericolo la stabilità della specie per l’aspetto sociale e genetico?  

D’altra parte la modificazione genetica delle coltivazioni agricole (transgenici) ha allarmato molte associazioni ecologiche e di agricoltori; la modificazione delle culture intacca non solo la qualità degli alimenti, ma altre specie animali e vegetali dell’ecosistema.
  • Succederà lo stesso con gli esseri umani?
  • Siamo capaci di predire con precisione gli effetti secondari dei nostri esperimenti?
Siamo disposti a correre il rischio?

dal Sito Web PijamaSurf

traduzione di Nicoletta Marino

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