Dissonanza cognitiva

<strong>Dissonanza cognitiva</strong>
I quattro esempi del Dottor Roberto Slaviero

mercoledì 31 dicembre 2014

Non vendiamoci a questi criminali

Clicca sull'immagine per vedere il video

Il mio augurio di fine anno, con le parole del video 
che ho trascritto per i non "udenti" di: Mason Massy James.

Quando saremo pronti ad emergere, emergeremo, tutto il potere che abbiamo bisogno è nelle nostre mani. Adesso guardiamoci intorno, il nostro potere finanziario c'è stato derubato da una generazione di ladri, mentre noi lavoriamo sempre più intensamente, il gioco viene manovrato contro di noi.

Ci stanno rendendo schiavi virtuali, predatori al cuore del nostro sistema finanziario, che impongono i prezzi delle nostre più preziose risorse, cibo, acqua, energia, oro, anche la stessa valuta in denaro è stato manipolato da criminali di alti livelli, con una massiva cospirazione, LORO, stanno rapinando miliardi di persone, di triliardi di dollari all'anno.

Non c'è bisogno di misure di austerità, non c'è bisogno della sofferenza, non c'è bisogno della povertà, non esiste nessuna scarsità; noi siamo solo le vittime di una rapina di proporzioni inimmaginabili, ci hanno nutrito con una bugia così vasta che ha schiacciato tutta l'umanità. 

La verità, è che c'è molto di più da dire: sessant'anni fa la produzione industriale, aumentava così rapidamente che si prevedeva che le famiglie avrebbero vissuto solamente con lo stipendio di una sola persona, che avrebbe lavorato solo dieci ore alla settimana, e ci saremo chiesti cosa farne del tempo libero: Cosa ne è stato di quel sogno; in quel periodo ci voleva una settimana di lavoro a tempo pieno, di ciò che oggi si può fare im dieci ore.

Abbiamo tecnologie mille volte più potenti, ci possiamo connettere in modi che non avremmo mai immaginato. Adesso noi siamo cento volte più ricchi di quanto avremmo mai potuto essere negli anni cinquanta. Noi siamo gli eredi di un grande fondo di prosperità, Settanta miliardi di miliardi solo negli stati uniti, più di duecentomila dollari per ogni uomo, donna, bambino.

L'unico motivo per cui non ne usufruiamo e che questa ricchezza è spazzata via da una classe di criminali corrotti. Loro creano corporazioni gigantesche, aumentando i prezzi e abbassando i salari, rubando i frutti della nostra produzione. Mentre un tempo la famiglia prosperava con un solo stipendio, adesso entrambi i genitori sono costretti a lavorare donando il loro tempo alla produttività, soltanto per sbarcare il lunario.

LORO, controllano i media usando i problemi sociali per dividerci e, mettere fratello contro fratello e ci ritroviamo a combattere gli uni contro gli altri, per motivi che le lobbie decidono; ci terrorizzano con i fallimenti bancari, ma qualunque somma perdano, siamo noi a doverla recuperare dai nostri redditi e, succede ogni singolo giorno.

Non vendiamoci a questi criminali, che abusano di noi, ci schiavizzano, rubano la nostra vita, che ci dicono cosa fare e cosa pensare, cosa sentire. Sostituiamo il sistema corrotto, con un sistema migliore ma, migliore per tutti; SIAMO NOI A CREARE LA RICCHEZZA NON LORO ED E' ARRIVATO IL MOMENTO DI RIPRENDERCELA.

Rivendichiamo i frutti della nostra produttività, condividendo tutta la nostra prosperità ....possiamo fare questo adesso! Noi siamo i Creatori e, quando ci uniamo insieme, abbiamo il potere di creare qualsiasi futuro noi vogliamo. 

Le parole sono del video che ho trascritto, sono di Mason Massy James
La traslazione in italiano è di Chiara Piccinini
Il video è QUESTO 
Trovato su: http://www.menphis75.com/
Il mio blog su: http://ningishzidda.altervista.org/

BUON ANNO;
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Chi ha distrutto e trafugato i tesori nel museo di Bagdad?

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Enigmi Alieni – Divinità Anunnaki
 Documentario History Channel
 
Secondo la teoria di Zecharia Sitchin, le maggiori opere megalitiche sparse per il globo sarebbero state costruite dagli Anunnaki con varie funzioni, prevalentemente astronomiche, astrologiche e calendariali. Sitchin sostiene anche che le civiltà mesoamericana e sudamericana siano derivate da quella sumera e accadica, e che le due divinità principali messicane e peruviane, Quetzalcoatl e Viracocha fossero due Anunnaki (Ningishzida e Ishkur) trasferitosi con alcuni Sumeri e Africani nel nuovo continente.

Enigmi alieni (Ancient Aliens) è un programma televisivo statunitense trasmesso a partire dal 20 aprile 2010 su The History Channel e attualmente giunto alla sesta edizione.

Il programma espone la teoria degli antichi astronauti, ovvero quell’insieme di idee, sviluppate a partire dalla metà del Novecento (in particolare con la pubblicazione dei libri di Erich von Däniken e Peter Kolosimo), che ipotizzano il contatto di civiltà extraterrestri con le antiche civiltà umane quali Sumeri, Egizi e civiltà precolombiane e propone che i testi storici, religiosi, archeologici, antichi monumenti e le leggende contengono le prove di un contatto nel passato fra l’umanità e una civiltà aliena.

Nel quinto episodio della sesta stagione, il programma presenta gli Anunnaki, termine sumero che indica, nelle religioni della Mesopotamia, l’insieme o parte degli dèi.

Il loro nome è riportato in vari modi: “da-nuna”, “da-nuna-ke-ne”, o “da-nun-na”, col significato di “quelli di sangue principesco”, oppure “prole regale”, o ancora di “progenie di principi”. 
Secondo gli assiriologi Jean Bottéro e Samuel Noah Kramer: « Gli Anunna, definizione sumerica (“Progenie del Principe”), resi in accadico con Anunnuku, Anunnaki, sembrano aver inizialmente composto il gruppo dei grandi dèi, che esercitavano all’interno della comunità divina i principali ruoli di comando, mentre gli Igigu-Igigi, termine più recente, di origine probabilmente semitica ma di significato fondamentalmente sconosciuto, designavano l’insieme degli dèi “lavoratori” di ordine inferiore. 

Più tardi la differenza si è sfumata e ciascuno dei due vocaboli ha potuto confondersi con l’altro o riferirsi, a seconda dei casi, sia all’insieme degli dèi, sia a questa o a quell’altra delle loro categorie. Anunnaku, per esempio, si è facilmente esteso alle divinità che abitano gli inferi come si vede in 18:32, mentre nella versione sumerica […] il corrispondente Anunna indica il gruppo di divinità infernali più importanti, che raccolti in assemblea prendono decisioni fondamentali».
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Articolo correlato:
 
Nin.Puabi 

La dea che non se n’è mai andata 
Quello di Nin.Puabi è stato uno dei progetti più recenti di Zecharia Sitchin. Voleva farne un perno con il quale i sostenitori avessero potuto dimostrare la veridicità sulla Dea di Ur “NIN.PUABI”. Egli disse: “Se si riuscisse ad indossare il sigillo di Puabi all’altezza del cuore, questo farebbe sì che il vostro cuore batta con il dono più grande che si possa sperare!”. Ne sono stati fatti solo duecentocinquanta ognuno con la sua firma incisa sul retro per dimostrarne l’autenticità. Continua QUI

Altre correlazioni: QUI





 

domenica 28 dicembre 2014

LA LEGGE

 Ho smesso di fare l’avvocato perché la giustizia non esiste
Avv. Paolo Franceschetti
Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone: che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile; che gli avvocati non colludano col cliente che delinque. Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti. Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione. Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità. Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.
Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore. Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano. Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa. Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”. Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.
(Paolo Franceschetti, “Perché ho smesso di fare l’avvocato”, dal blog di Franceschetti del 14 novembre 2014).
- See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/ho-smesso-di-fare-lavvocato-perche-la-giustizia-non-esiste/#comment-1719
Perché ho smesso di fare l’avvocato? Perché preferisco insegnare il diritto teorico, ovverosia un’utopia, piuttosto che praticarlo. Perché per secoli la giustizia ha sempre condannato povera gente, contadini, schiavi, poveri, e mai i ricchi, i nobili, i potenti. E oggi non è diverso. A essere condannati sono ragazzi tossicodipendenti, contadini, spazzini, casalinghe, senzatetto, malati di mente, al massimo qualche studente. Mai politici, magistrati, architetti, avvocati, notai, agenti dei servizi segreti, poliziotti, carabinieri. 
Quelli, al massimo, si “suicidano”. 
FranceschettiPerché mi hanno sempre offerto di più per non difendere alcuni clienti che per difenderli, ove normalmente non si ricava nulla. Perché la stragrande maggioranza degli avvocati e dei magistrati il diritto non lo conosce. E in fondo fa bene, perché il diritto non viene mai applicato veramente. 
Perché la difesa dei deboli non è mai stata possibile nei secoli scorsi, e non si poteva pensare che dopo millenni di soprusi il cambiamento di un sistema legislativo potesse comportare anche un cambiamento di mentalità.

Perché non ci sarà mai una vera giustizia finché non verrà applicato quell’articolo del codice deontologico secondo cui l’avvocato ha il dovere di dire la verità e di collaborare col giudice per la ricerca della verità, ma questo presuppone: che i magistrati cerchino la verità e non il proprio interesse, cosa allo stadio attuale dell’evoluzione umana impossibile; che gli avvocati non colludano col cliente che delinque.
Perché nessuno vuole che la giustizia funzioni veramente, e quindi ogni riforma non fa che peggiorare il sistema già traballante, in quanto tra le tante falle del sistema si insinuano e camminano spediti i corrotti, i criminali, i favoriti. 
Perché nelle cause più importanti ho sempre vinto dove avevo torto e perso dove avevo ragione. Perché in Italia (ma anche all’estero) non c’è mai stato un vero processo per strage, o per un delitto grave, in cui si sia saputa la verità. Perché le leggi sono fatte da chi commette i crimini più innominabili, e quindi sono già pensate in anticipo per mandare assolti i colpevoli.

Perché volevo fare l’avvocato per difendere i più deboli, ma poi ho scoperto che spesso il debole non vuole comunque essere difeso veramente e che la vittima spesso collude senza saperlo con il suo persecutore. Perché molti avvocati sono molto più criminali dei criminali che difendono, e i giudici sono molto più criminali dei criminali che condannano. 
Perché la situazione, oggi, non è diversa da quella descritta da Khalil Gibran un secolo fa; ma del resto è la stessa situazione che esisteva millenni fa. Perché finché ogni giurista troverà normale che sia punito l’omicidio ma si possa andare in guerra a fare milioni morti, che sia punito il furto ma si possano depredare i cittadini di milioni di euro, nessun sistema giuridico potrà mai essere chiamato “giustizia”. Perché se non cambia la società è inutile cambiare il diritto.
“Perché ho smesso di fare l’avvocato” 
 
Ho smesso di fare l’avvocato perché la giustizia non esiste - See more at: http://guardforangels.altervista.org/blog/ho-smesso-di-fare-lavvocato-perche-la-giustizia-non-esiste/#comment-1719

sabato 27 dicembre 2014

TTIP...? Il mostro della libertà


Irrilevanti ed inutili sono i politici nel difendere 
i diritti più fondamentali della gente.

D. Icke: il Trattato di libero scambio,TTIP, tra USA e EU: 
altra falsa libertà imposta

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Trans-Pacific Partnership (TTIP per l'Europa), accordo di libero scambio commerciale USA-EU, in realtà per devastare la libertà ed imporre la regola della multinazionale.

La tirannia si presenta sotto vari nomi che per lo piu’ risuonano benigni … fino a che non guardate anche quello che c’è scritto in piccolo e così vedete quel che veramente tali nomi significano nella pratica. Non potete vendere tirannia alla popolazione che avete preso di mira, se la chiamate appunto tirannia.

Rieccoci ai famosi ministri di Orwell Il Ministro della Pace (che conduce guerra eterna); il Ministro dell’Abbondanza (che raziona il cibo e controlla la produzione e il denaro) il Ministro della Verità (che controlla l’informazione); e il Ministro dell’Amore (che monitorizza, arresta e tortura i dissidenti)

Nello stesso spirito dell’inganno… eccovi il Trans-Pacific Partnership (TPP), che si dice sia un accordo di “libero scambio commerciale” ma che, in realtà, si propone di devastare la libertà ed imporre la regola della multinazionale. E’ il risultato di anni di trame e negoziazioni segrete, apparentemente per brevetti , copyright , marchi commerciali e design industriali, ma che invece è collettivamente una sferzata alla libertà di espressione e molto di più…

Sono molti anni che metto a nudo “l’agenda” (il programma) volta ad una dittatura governativa mondiale, in cui i paesi non sarebbero che satelliti subordinati ad un sistema di controllo centralizzato e, per raggiungere tutto cio’, occorre che le leggi nazionali e le costituzioni vengano scavalcate.

Abbiamo visto che questo è accaduto progressivamente in Europa con le direttive EU e le regolamentazioni che hanno il sopravvento sulla legislazione nazionale ed abbiamo visto il sorgere di una “legge internazionale”, di una regolamentazione internazionale e di ‘partnership commerciali”, usati per scavalcare le leggi dei paesi supposti sovrani.

E adesso entriamo nel TPP, o Trans-Pacific Partnership, che è un accordo commerciale tra i 12 paesi affacciati sul Pacifico, che cova un complotto che coinvolge governi e 600 multinazionali e loro lobbisti.

E’ in programma che tale accordo sia finalizzato per la fine dell’anno e che abbia influenza su 800 milioni di persone in paesi le cui economie messe insieme, valgono circa 27.5 trilioni di dollari all’anno. Se si dovessero unire altri paesi interessati, come la Corea del Sud, il TPP rappresenterà il 40 per cento del PIL globale.

Ufficialmente, il TPP riguarda una politica commerciale ma in verità tutto cio’ finisce con l’avere implicazioni fondamentali nella libertà di internet, nelle libertà civili, nei diritti di pubblicazione e nella salute ed estende ampiamente il potere delle multinazionali, che dettano ai governi e quindi alla popolazione.

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Tutto questo è stato confermato in un documento di 95 pagine, pubblicato attraverso Wikileaks, che rivela come le multinazionali saranno in grado di fare causa ai paesi che impongono regolamenti svantaggiosi per l’agenda delle multinazionali, le quali saranno anche in grado di bloccare dei siti internet con l’accusa di violazione di copyright.

C’è anche potenzialmente un’ enorme conseguenza sulla disoccupazione negli USA, a causa di una delocalizzazione ancora piu’ estrema verso alcuni dei paesi piu’ poveri del mondo; ecco ancora un esempio per distruggere finanziariamente l’America.

Barack Obama sta cercando di far rimbalzare il TPP senza la supervisione del Congresso, usando leggi scorciatoia che eviterebbero di fare emendamenti. Se c’è qualcuno che ha bisogno della prova finale, del fatto che Obama altro non sia che un lacchè altamente remunerato dal monopolio delle multinazionali … eccola qui.

Più di 150 membri del partito dello stesso Obama, nella Casa dei Rappresentanti [Parlamento], si sono pubblicamente opposti alla cospirazione della “corsia preferenziale”, insieme ad altri 23 Repubblicani.. questi numeri mostrano quanto irrilevanti ed inutili sono i politici nel difendere i diritti piu’ fondamentali della gente.

Abbiamo visto in Europa come la bufala del “libero scambio commerciale”, passo dopo passo, può demolire la sovranità locale, regionale e nazionale, dato che le normative applicabili a tutti gli stati vengono inviate dal centro burocratico. Ora i governi nazionali sono unità amministrative della EU con piu’ del 70 per cento di leggi e normative che hanno origine da quelli in abito scuro a Bruxelles.

Tutto questo fa parte di un progetto implementato molto tempo fa, per dare ordini dal centro globale attraverso un governo mondiale (la burocrazia), la banca centrale, la valuta e l’esercito e cosi il TPP sarebbe un enorme progresso verso tale fine con le multinazionali in grado di fare causa a governi se venissero prese delle decisioni per il migliore interesse della popolazione. 

Potete vedere come il punto relativo al “decidere” sia finito sempre più in là…, sulla testa di coloro che sono i soggetti di tali decisioni
Le tribù sono diventate paesi; i paesi delle “zone di commercio” e ‘unioni’ ed ora le multinazionali stanno dettando gli eventi persino sulle strutture politiche.
Uno dei primi obbiettivi del TPP e di tutti i simili accordi intergovernativi, è abbassare o cancellare le tariffe commerciali, cosa che impedisce ai paesi di proteggere le loro economie dallo sfruttamento infame del sistema economico mondiale. 

Se gli esportatori devono pagare delle tariffe quando la loro merce passa il confine, questo aiuta a proteggere le industrie indigene da una concorrenza sleale, perché le tariffe devono essere aggiunte al prezzo di vendita.

Ma, senza tariffe , i prodotti fatti nei paesi piu’ poveri e con il lavoro in schiavitù, possono essere inviati nell’Occidente e venduti a prezzi inferiori rispetto al prodotto locale, al punto da provocare fallimento alla industrie domestiche . Questo è accaduto in USA, Canada, Gran Bretagna e paese dopo paese , dato che la World Trade Organisation (WTO) , l’Organizzazione Mondiale per il Commercio, creata dai Rothschild-Rockefeller , ha preso di mira le barriere tariffarie, con enormi multe per quei paesi che cercano di difendere le loro economie da distruzione certa.

Uno studio effettuato dall’istituto di Politica Economica - Economic Policy Institute- ha stimato che l’accordo commercial USA- Corea del Sud, eliminerà 159.000 occupazioni ed ora il TPP ha in programma di portare questo processo a livelli stratosferici.

Si grida che il ‘libero scambio commerciale” è necessario per aiutare i paesi in via di sviluppo , ma sono tutte c…zzate. Il mondo in via di sviluppo è sfruttato dalle multinazionali attraverso il lavoro in schiavitu’, l’uso della terra e delle risorse, spesso attraverso politici corrotti e dittatori installati dalle multinazionali con l’aiuto degli USA e dell’alleanza NATO-EU.

Nessuno trae beneficio dall’illusorio “commercio del mercato- libero- di- essere- sfruttato” , se non le corporations stesse (multinazionali) e coloro che esse foraggiano, dato che esse vincono in ogni caso : sia con i prodotti fatti col lavoro in schiavitù che con l’altra forma di schiavitù, ovvero quella di comprare i soggetti per produrre vergognosi profitti per le multinazionali.
Internet è sempre un “prime target” (obbiettivo primario) dato che quelli della “cabala” vogliono solo bloccare il libero flusso di informazioni che sta rendendo pubbliche le loro macchinazioni; uno dei mezzi attraverso cui vogliono farlo, è presumibilmente “la violazione del copyright”.

Il TPP sta cercando di imporre agli Internet Service Providers (ISPs) di ‘filtrare’ tutta le comunicazioni via internet alla ricerca di violazioni del copyright, con il potere di censurare i siti che si suppone siano in questo coinvolti.

Data la natura di Internet ed il modo in cui viene condivisa la informazione, questo imbavaglierà potenzialmente una serie di siti che attualmente stanno svelando la cospirazione globale in tutte le sue forme. Ma questa è la loro idea.
Internet doveva essere venduto con benefici apparenti per le persone, come il fatto che le informazioni avessero un libero flusso, ma l’idea è sempre stata quella di cancellare cio’ che “essi non volevano” e mantenere invece quel che volevano. Il Web, la Rete, è la maggiore e più’ ovvia operazione di sorveglianza che il mondo abbia mai visto.

Quindi mentre il TPP è pianificato per cancellare in grande misura la libertà di informazione su Internet, gli USA e i soliti sospettabili… stanno cercando di bloccare all’ONU un tentativo per promuovere i diritti umani universali relativi alla privacy online. Una bozza della risoluzione per tutto ciò, proposta dal Brasile e dalla Germania , ha ricevuto opposizione da parte degli stessi USA che stanno spingendo il TPP.

Tale proposta richiede un accordo per ‘certa informazione sensibile” , che sia in totale “conformità” agli accordi internazionali sui diritti umani, cosicché la privacy “non sia soggetta ad interferenze arbitrarie o illegali”.

Gli USA ufficialmente sostengono l’idea, perchè esservi dichiaratamente contro… sarebbe molto male , ma le fonti diplomatiche americane, confermate da documenti, mostrano che dietro le scene, si tratta dell’opposto… c’è una campagna nell’ombra per evitare che ci sia una qualsiasi riduzione della potenziale sorveglianza.
 
Ancora una volta, nel classico stile orwelliano, la verità viene capovolta con un “accordo commerciale” che distrugge il lavoro e che viene invece descritto dalla Amministrazione Obama, come un modo per “sostenere il lavoro dei lavoratori americani , incrementando l’export verso la dinamica regione del pacifico-asiatico, come un modo per promuovere la produzione, l’innovazione, l’imprenditorialità;
allo stesso tempo, nell’accordo, si devono riflettere importanti valori su questioni chiave come i diritti dei lavoratori e l’ambiente”

Bene…ora, l’opposto di tutte queste fesserie è vero.

Ciò che la Casa Bianca ha dichiarato è che il TPP è un ‘un accordo regionale della prossima generazione che liberalizza lo scambio commerciale e l’investimento “. Il termine “liberalizzare “ significa: “ basato su, pertinente a o che ha visioni o politiche che sostengono la libertà di azione ed espressione individuale”. Un tale uso deviato del linguaggio è noto per essere un “Linguaggio subdolo-ambiguo”.
William Lutz, autore di The New Doublespeak (Il nuovo linguaggio ambiguo) , ha detto:
‘Il Linguaggio Ambiguo è una lingua che finge di comunicare, ma non lo fa. E’ una lingua che fa passare il male per bene, il negativo per positivo, lo spiacevole come attraente o quanto meno tollerabile. E’ una lingua che evita cambiamenti o nega responsabilità, una lingua che è una variazione del suo vero o cosiddetto significato. E’ una lingua che nasconde o evita il pensiero. Il Linguaggio Ambiguo è tutto intorno a noi,. Ci vien chiesto di controllare i nostri bagagli agli sportelli “ per la nostra comodità”, quando non è affatto per la nostra comodità, ma per quella di qualcun altro … Vediamo pubblicità per macchine di altri proprietari, ovvero macchine “con esperienza” o “distinte precedentemente ”… non le chiamano “macchine usate”. Vediamo “autentica imitazione di pelle,” “vinile vergine” o “veri diamanti contraffatti...’
Nel caso del discorso orwelliano della casa Bianca, il termine “liberal” è usato nel senso di ‘libero e aperto’ quando in realtà significa liberare le multinazionali di fare essenzialmente quel che vogliono, mentre la popolazione viene ulteriormente resa schiava.

Arthur Stamoulis, Direttore Esecutivo della Citizens Trade Campaign (La Campagna per lo scambio commerciale dei Cittadini), ha detto:
‘Molte multinazionali e rivenditori di grande calibro sembra che avvertano che i lavoratori cinesi ora chiedono troppo, che sono pagati troppo e quindi vogliono spostarsi offshore, verso paesi dove si puo’ pagare di meno i lavoratori, per esempio come in Vietnam. Questo significa spingere ancora di più la razza umana sul fondo” 
Di questo si tratta con la TPP e tutto il resto degli accordi di “libero scambio”: portare la razza umana sul fondo e attivare la società “dei Giochi della Fame” su cui da tempo metto in guardia e che ho svelato in dettaglio nel mio ultimo libro The Perception Deception.

Arthur Stamoulis sottolinea che la TPP trascinerà nella stessa spirale di povertà, sia il mondo dei ricchi che quello dei poveri. Questo è esattamente quello che sottolineo anch’io, in relazione all’obbiettivo del divedere il mondo “in- mega-ricchi- del-meno-dell’1percento e “in-megapoveri-del-99percento”, con lo status quo che viene tenuto insieme da una tirannia militarizzata di un feroce stato di polizia.
‘Tanti più trattati come questo approviamo, sempre meno ci saranno entrate fiscali per nuovi servizi pubblici e tanto maggiore sarà la pressione verso il basso su salari e benefits dei lavori che sono rimasti’ ha detto Stamoulis. ‘Questo è un esempio di un accordo commercial che beneficia solo il massimo vertice.
La TPP non è “un errore” ma una demolizione calcolata e da tempo pianificata, della libertà umana su piu’ livelli. E’ il mezzo attraverso il quale si puo’ cancellare cio’ che resta della sovranità individuale e nazionale.

Qualche idea di… rivoluzione?

by David Icke, www.davidicke.com
Dalla newsletter di David Icke,del 24.11.13
traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net


ULTIME NOTIZIE SUL TEMA:
No-TTIP


"Il Governo del Presidente Hollande ha detto di no alle richieste del Governo del Presidente Americano Obama, in merito ai dictat delle corporations internazionali, che vuole garantire il potere di scavalcare le leggi nazionali e determinare le regole dei paesi individuali in merito ai diritti dei lavoratori, alla protezione del consumatore, alla protezione degli investitori ed altre faccende di cui le corporation internazionali stanno portando avanti una gara internazionale verso il fondo, per i non-oligarchi, per massimizzare i profitti delle corporation internazionali e quindi anche la ricchezza e il potere del loro controllo oligarchico sugli azionisti (...)" da:
http://rinf.com/alt-news/editorials/frances-president-hollande-refuses-accept-u-s-president-obamas-demand-international-oligarchy/


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http://ningishzidda.altervista.org/

venerdì 26 dicembre 2014

Tanker Enemy dalla Germania



Dopo l´Italia e la Francia, anche in Germania e´stato pubblicato il documentario di "Tancher Enemy"

22.12.2014

Neuer Dokumentarfilm: "Chemtrails the secret war"

This documentary is dedicated to everyone who wants to fight for truth and life on planet Earth. Let's stand up and defend our rights!", lautet die Botschaft von Antonio and Rosario Marciano, die bereits seit vielen Jahren die Bevölkerung in Italien über das weltweite Chemtrail-Projekt aufklären. Mit diesem Dokumentarfilm werden die italienischen Aktivisten nun rund um den Globus zur Aufklärung über unser Thema beitragen.

Sehen Sie den Dokumentarfilm "Chemtrails the secret war":
 http://www.sauberer-himmel.de/ 




 La follia delle scie chimiche nella scacchiera 
chimica dei cieli della Germania


Sono pochi i giorni di bel tempo in Germania, solo poche eccezioni, ecco come appare il cielo dopo lo spruzzo dell´aerosol dagli aerei.

Questo e´un video di un aereo della compagnia degli Emirates

"Eingangs des Videos kann man sogar erkennen, dass aus mehr als vier Düsen weißer Nebel emittiert wird. Jedenfalls ist es aufgrund des notwendigen Kristallisierungsprozesses praktisch unmöglich, dass ein derart weißer Nebel direkt aus den Triebwerken kommt. Im Bereich der Triebwerke herrschen noch hohe Temperaturen, so dass sich dort noch kein Eis bilden kann, so dass man dort auch noch keine Streifen sehen dürfte."


http://ningishzidda.altervista.org/

domenica 21 dicembre 2014

"STELLA D'ARGENTO"

https://www.youtube.com/watch?v=audSVes4G0s

Stella d'argento che brilli nel ciel
il tuo splendor mi fa morir di nostalgia
oh, quanti ricordi fai vivere tu
stella d'argento che brilli lassù

Notti d'incanto che vuoto nel cuor
due cuori amanti pieni di malinconia
un bacio fremente e poi nulla più
stella d'argento che brilli lassù

Se ti guardo rivedo il suo viso
i suoi occhi ricordo ancora
io le dissi ritorna domani
ma non tornò mai più da me

Stella d'argento che brilli nel ciel
forse il mio amore morirà di nostalgia
il mio grande tormento lo sai solo tu
stella d'argento non splendere più 
......

Gino Santercole - Stella d'argento Video, testo e accordi

"SOUTENEZ LA QUADRATURE DU NET"

 
 
La Quadrature du Net rischia di chiudere. 
Ed è grave, per tutti

«L'Internet libero, la possibilità per tutti di esprimersi, costruirsi la propria (o le proprie) identità, poter creare relazioni e agire, la possibilità di fuggire (almeno in parte) alla sorveglianza, la possibilità di promuovere l'economia della condivisione invece di quella autistica... erano solo le manie di qualche geek»

Philippe Aigrain, Presidente de La Quadrature du Net

 
 
La Quadrature du Net (QdN) è la più importante (in termini di peso, battaglie e visibilità) associazione francese che si occupa di difesa delle libertà digitali. Francese perché è nata in Francia, ma europea, perché ha fatto dell'Ue il suo campo di battaglia principale.

La QdN si batte per la Neutralità della Rete, per la condivisione delle conoscenze e dei contenuti, per la trasparenza e l'uso pubblico dei dati, per la riforma del diritto d'autore. Insomma, per un Internet dove possiamo muoverci, comunicare e condividere, dove possiamo (leggi "abbiamo il diritto di") usare un'altra identità (se lo vogliamo), dove possiamo esprimerci.

Il 4 gennaio, tra due settimane, la Quadrature du Net probabilmente chiuderà perché non ci sono i fondi per pagare le spese per il suo sostentamento, ovvero quattro lavoratori a tempo pieno e uno a part-time che consentono di portare avanti il lavoro. Lo racconta uno dei fondatori, e attuale presidente, Philippe Aigrain, in un post piuttosto amaro di venerdì 19 dicembre (dal quale è tratta la citazione in apertura di questo articolo). Se entro il 4 gennaio non si raccolgono almeno 45mila euro (che sono solo una parte del bilancio previsionale del 2015) la QdN chiuderà.

In Italia la conosciamo poco, ma dobbiamo molto alla QdN. 
E se chiuderà sarà un dramma, per tutti.

La QdN è nata nel 2008 contro la nascita dell'Hadopi (sì, anche questa una legge francese, perché spesso i francesi arrivano prima) che permetteva di controllare il download e lo streaming sul Web, rintracciare i "pirati", multarli e arrivare fino a bloccare loro l'accesso alla Rete. Qui è spiegato meglio (post del 2010). 

La QdN ha inventato in quell'occasione un nuovo modo di fare politica: chiede ai cittadini di contattare direttamente i loro deputati, ha messo i materiali sul web in libero accesso, ha aperto le discussioni in Rete, ha creato dei kit di strumenti per informasi e per agire. 

La stessa battaglia è stata usata anche per la mobilitazione contro ACTA, l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement, un accordo commerciale (in gran parte segreto) anti contraffazione che riguardava l'Ue, gli Stati Uniti e tanti altri paesi e che si occupava, tra le altre cose, di protezione della proprietà intellettuale.

Il Parlamento europeo alla fine ha respinto l'ACTA. E questo è dovuto al lavoro (non solo, ma in gran parte) della QdN. 

Oggi la QdN sta facendo un lavoro di comunicazione e pressione contro la TAFTA o il TTIP, un altro accordo di libero scambio transatlantico sul quale molte associazioni si stanno mobilitando. Inoltre stanno lavorando sulla legge anti-terrorismo in Francia, che permette di utilizzare pesanti scorciatoie giuridiche per quanto riguarda il controllo dei cittadini.
 
Poi c'è tutto il lavoro di veglia e monitoraggio: la QdN è un punto di riferimento per i tanti, cittadini, giornalisti e operatori che si interessano di Web, di libertà digitale, di Net Neutrality, per tutti coloro che credono che la Rete debba essere uno spazio libero, democratico, gratuito. 

 
 
Si tratta di questioni essenziali, che toccano le fondamenta delle nostre democrazie, ma che restano, in effetti, questioni da geek, come se non ci rendessimo conto che Internet è l'infrastruttura attraverso la quale agiamo, comunichiamo, lavoriamo, tutti, sempre di più: «Crediamo che sia vitale far capire al grande pubblico quanto queste questioni digitali abbiamo un peso politico che tocca le libertà fondamentali. Tutto questo richiede tanta pedagogia e un lavoro di comunicazione accurato» dice Adrienne Charmet-Alix, che si occupa delle campagne per la QdN. 
Sarebbe molto bello e importante che la QdN non chiudesse, ne abbiamo bisogno e ne sentiremmo la mancanza. 


Si può donare qui.
La QdN su Twitter e su Facebook

Fonte: http://www.agoravox.it/La-Quadrature-du-Net-sta-chiudendo.html

http://ningishzidda.altervista.org/

giovedì 18 dicembre 2014

ONLUS


Ecco il tanto atteso VIDEO del nostro sabotaggio alla CONFERENZA DEI METEOROLOGI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA!
CONDIVIDETELO e godetevelo fino in fondo, sopratutto la parte dove uno dei relatori ammette " CHE LO VEDONO TUTTI CHE SONO NUVOLE ARTIFICIALI"!! E se lo dicono loro...






Presidio Stop Scie Chimiche Pn
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http://ningizhzidda.blogspot.it/2012/08/convegno-bilaterale-sulla-ricerca.html

Accordo segreto Bush Berlusconi

http://www.nogeoingegneria.com/

mercoledì 17 dicembre 2014

A cosa stiamo rinunciando?

Grande Fratello: Grazie per l’acquisto!
Grande Fratello: Grazie per l’acquisto!


Quello che la polizia poteva sapere di te solo attraverso un mandato e il sospetto di un grave crimine, quello che le grandi corporations potevano solo sognare di sapere di te per affinare il loro marketing, glielo fornirai tu, deliberatamente, inconsapevolmente, gratuitamente. Anzi, pagherai per farlo.


Le nuove tecnologie ci circondano e sono diventate talmente parte integrante della nostra vita che spesso passano ormai completamente inosservate. Queste tecnologie però non smettono di osservare noi.



Con il passepartout della comodità, della connettività, della velocità, gli apparecchi che usiamo diventano sempre più intelligenti, integrano sempre più utilità che, nella maggior parte dei casi, devono la loro funzionalità alla quantità di dati che riescono a leggere e registrare su di noi. Queste tecnologie poi comunicano sempre di più tra loro…  Ma non solo tra loro.



Ogni volta che si inviano informazioni sensibili, c’è sempre il rischio del cosiddetto “man in the middle” ovvero qualcuno che, tra le altre cose, riesce a leggere quello che due parti si “stanno dicendo” senza che queste parti lo sappiano, a prescindere che queste siano umane o oggetti tecnologici.
Ma qui si sta parlando di un problema ben più grave: molte delle tecnologie che usiamo dichiarano apertamente che le nostre informazioni saranno registrate e lette da terzi, spesso addirittura vendute.




Alla fine ci troviamo ad essere noi stessi il “man in the middle”, spesso anche coscienti di esserlo (i proprietari delle tecnologie non ne fanno mistero), quindi coscienti di stare vendendo la nostra privacy in cambio di un tipo di tecnologia che è diventata di fatto una parte imprescindibile e indispensabile della nostra vita. Siamo così dipendenti da oggetti e mezzi di comunicazione avanzati, che non ci importa più di essere spiati se, in cambio, ci viene fornito un servizio che riteniamo così importante, quando magari stiamo parlando di un mero strumento di intrattenimento.

Quello che era stato descritto come “Grande Fratello” nel libro di Orwell, si sta compiendo, ma la cosa più assurda è che non ci viene imposto con la forza e nemmeno con l’inganno. Semplicemente siamo noi a desiderarlo e comprarcelo.

Breve video informativo
(sottotitolato in italiano)



Video più esaustivo in italiano
(Per chi non ha fretta)




Scritto da Maso Massy James
http://www.masonmassyjames.it/blog/


http://ningishzidda.altervista.org/ 

Alcuni motori di ricerca più discreti; non è la panacea della privacy ma almeno è già qualcosa: 

https://startpage.com/ita/ 
https://duckduckgo.com/

lunedì 15 dicembre 2014

Le ancelle della soppressione

 guerra
Giornalisti, propaganda e guerra mediatica. 
E' ora che la gente sappia la verità 

"Quando la verità è sostituita dal silenzio", diceva il dissidente sovietico Yevtushenko, "il silenzio è una menzogna.”

JohnsPhoto by John Pilger, giornalsta free lance, " serve un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non per il potere".
 
Traduco nel seguito un illuminante pezzo "riassuntivo", di questo giornalista australiano (che negli anni '60 ha tentato anche una avventura free lance in Italia) su dove siamo e siamo andati nella informazione in Occidente, ovvero sul suo ruolo preminente come "propaganda del potere"  e quindi... sulla falsità e faziosità del giornalismo mainstream, votato non alla verità e all'informazione ma a servire le agende del potere. Questo anche in relazioni alle grandi guerre...come quella che stanno preparando. 

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ucrania

 C'è mai stato un gioco di prestigio più palese?

Perché così tanto giornalismo si è arreso alla propaganda? Perché censura e distorsione sono diventate una pratica standard? Perché la BBC è cosi spesso portavoce di un potere rapace? Perché il New York Times e il Washington Post ingannano i loro lettori? Perché ai giovani giornalisti non viene insegnato a comprendere le finalità dei media e a sfidare le affermazioni eclatanti e le basse intenzioni di una oggettività fasulla?

E perché a loro non si insegna che l’essenza di gran parte di ciò che definiamo media mainstream non è informazione, ma potere?
Queste sono domande urgenti. Il mondo si trova di fronte all'eventualità di una grande guerra, forse addirittura nucleare - con gli Stati Uniti chiaramente determinati ad isolare e provocare la Russia e poi la Cina. Questa verità viene capovolta e messa sottosopra dai giornalisti, inclusi quelli che promossero le menzogne che portarono al bagno di sangue in Iraq nel 2003.

I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un "governo invisibile", ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.
L'era dell'informazione è in realtà un'era mediatica. Abbiamo guerre mediatiche; censura mediatica; demonizzazione mediatica; punizione mediatica; deviazioni mediatiche: una surreale linea di assemblaggio di obbedienti luoghi comuni e false supposizioni.


Questo potere di creare una nuova "realtà" è in corso da lungo tempo. Quarantacinque anni fa, un libro intitolato “The Greening of America” fece scalpore. La copertina riportava queste parole: "E’ in arrivo una rivoluzione. Non sarà come le rivoluzioni del passato. Avrà origine dall'individuo..."

In quel periodo facevo il corrispondente negli Stati Uniti, e mi ricordo che l’autore, da un giorno all'altro, divenne un guru. Era un giovane accademico dell'Università di Yale: Charles Reich. Il suo messaggio era che il dire la verità e l'azione politica avevano fallito e che solo "cultura" e introspezione avrebbero potuto cambiare il mondo.


Spinto dalle forze del profitto, nel giro di pochi anni l’ideologia del "me-stesso" (me-ismo) avrebbe sopraffatto il nostro senso di azione comune, di giustizia sociale e di internazionalismo. Si separarono classe, genere e razza. Il personale divenne politico e i media divennero il messaggio. Sulla scia della guerra fredda, l’invezione di nuove "minacce" completò il disorientamento politico di coloro che, 20 anni prima, avrebbero formato una veemente opposizione.

Nel 2003 filmai un'intervista a Washington con Charles Lewis, l'illustre giornalista investigativo americano. Discutemmo sull'invasione dell'Iraq pochi mesi prima che avvenne. 


Gli chiesi: "Cosa sarebbe successo se i media più liberi del mondo avessero seriamente sfidato George Bush e Donald Rumsfeld, indagando sulle loro affermazioni, anziché veicolare ciò che poi si rivelò essere rozza propaganda?".
Rispose che, se noi giornalisti avessimo fatto il nostro lavoro, "ci sarebbe stata una grandissima probabilità che non saremmo andati a fare la guerra in Iraq."
Questa shockante affermazione, che fu anche sostenuta da altri giornalisti famosi a cui feci la stessa domanda. Dan Rather, ex di CBS, mi diede la stessa risposta. David Rose dell'Observer e altri giornalisti di lunga esperienza e produttori della BBC, che vollero restare anonimi, mi diedero la stessa risposta.



media propaganda

In altre parole, se i giornalisti avessero fatto il loro mestiere, se avessero indagato e messo in discussione la propaganda invece di amplificarla, centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini potrebbero essere vivi oggi; milioni di persone non avrebbero dovuto abbandonare le loro case; la guerra settaria tra sunniti e sciiti avrebbe potuto non essere scatenata e il famigerato Stato islamico forse ora non esisterebbe.

Persino ora, nonostante i milioni di persone che sono scesi in piazza in segno di protesta, la piu’ parte del pubblico nei paesi occidentali ha una scarsissima idea della vastità del crimine commesso dai nostri governi in Iraq. Ancora meno persone sono consapevoli del fatto che, nei 12 anni prima dell'invasione, i governi statunitense e britannico avevano messo in moto un olocausto negando alla popolazione civile dell'Iraq i mezzi per la sopravvivenza.


Queste sono parole del funzionario britannico responsabile per le sanzioni contro l'Iraq negli anni ’90: un assedio medievale che ha causato la morte di mezzo milione di bambini sotto i cinque anni, come riferito dall'Unicef Il nome del funzionario è Carne Ross. All'Ufficio Esteri di Londra era conosciuto come "Mr Iraq". Oggi ha deciso di dire la verità su come i governi ingannano e su come i giornalisti volontariamente si prestano a diffondere l'inganno. "Davamo in pasto ai giornalisti presunti fatti di intelligence edulcorata", mi ha riferito, "oppure li tenevamo fuori."


Il “whistelblower” (che spiffera la notizia) principale durante questo terribile periodo di silenzio è stato Denis Halliday. Allora Assistente Segretario Generale delle Nazioni Unite e alto funzionario delle Nazioni Unite in Iraq, Halliday si dimise piuttosto di attuare politiche da lui stesso ritenute da genocidio. Ha stimato che le sanzioni uccisero più di un milione di iracheni.

Cosa successe poi ad Halliday è piuttosto istruttivo. Quando le sue affermazioni non venivano ritoccate, veniva diffamato. Durante il programma “Newsnight” della BBC, il presentatore Jeremy Paxman gli gridò: "Non sei forse solo un difensore di Saddam Hussein?" The Guardian ha recentemente descritto questo come uno dei "momenti memorabili" di Paxman. La scorsa settimana, Paxman ha siglato una trattativa da 1.000.000 di sterline per un libro.

Le ancelle della soppressione (dei fatti) hanno fatto bene il loro lavoro. Consideriamo gli effetti. Nel 2013, un sondaggio di ComRes, rivelò che la maggioranza del pubblico britannico credeva che il bilancio delle vittime in Iraq fosse 10.000: una piccola frazione della verità. La scia di sangue che va dall'Iraq a Londra è stata quasi del tutto ripulita.


Rupert Murdoch si dice sia il padrino della mafia mediatica e nessuno dovrebbe dubitare dello strapotere dei suoi giornali - 127 in tutto – con una tiratura congiunta di 40 milioni, e della sua rete, la Fox. Ma l'influenza dell'impero di Murdoch non supera di riflesso i media più ampi.


La propaganda più efficace non si trova su The Sun o su Fox News, piuttosto sotto un' aura "liberale". Quando il New York Times pubblico’ le affermazioni sul fatto che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa, si credette a questa falsa evidenza, perché non provenivano da Fox News, ma dal New York Times.


Lo stesso vale per il Washington Post e per il Guardian, entrambi i quali hanno svolto un ruolo fondamentale nel condizionare i loro lettori ad accettare una nuova e pericolosa guerra fredda. Tutti e tre i giornali liberali hanno travisato gli eventi in Ucraina, presentandoli come atto malvagio da parte della Russia, quando, in realtà, il colpo di stato guidato dai fascisti in Ucraina è stato il lavoro degli Stati Uniti, aiutati dalla Germania e dalla Nato.


Questo capovolgere la realtà è fatto cosi pervasivo, che l'accerchiamento militare di Washington e l’intimidazione della Russia non sono neanche presi in considerazione. Non fanno neppure notizia, ma sono soppressi dietro una campagna diffamatoria e di paura, come quella con cui sono cresciuto durante la prima guerra fredda.

Ancora una volta, l'impero del male è venuto a prenderci, guidato da un altro Stalin o, perversamente , da un nuovo Hitler. Dai un nome al tuo demone e sguinzaglialo.


La soppressione della verità sui fatti in Ucraina è uno dei piu’ completi blackout di notizie che io ricordi. Il più grande  potenziamento militare occidentale nel Caucaso e in Europa orientale, dalla seconda guerra mondiale, è stato occultato. Gli aiuti segreti di Washington a Kiev e alle sue brigate neo-naziste responsabili di crimini di guerra contro la popolazione dell'Ucraina orientale, è occultato. Le prove che contraddicono la propaganda che sia la Russia ad essere responsabile per l'abbattimento di un aereo di linea della Malesia, sono tenute nascoste.


E, per di più, sono proprio i media che si presumono liberali, ad essere i censori. Senza citare alcun fatto, senza alcuna prova, un giornalista ha individuato un leader filo-russo in Ucraina, come l'uomo che ha abbattuto l'aereo di linea. Quest'uomo, scrive il giornalista, era conosciuto come The Demon. Era un uomo spaventoso che impauriva il giornalista: ecco, questa era la prova.

Molti degli addetti nei media occidentali hanno lavorato alacremente per presentare la popolazione di etnia russa dell'Ucraina, come straniera in patria propria, quasi mai come ucraini alla ricerca di una federazione all'interno dell'Ucraina e come cittadini ucraini che resistono ad un colpo di stato orchestrato da stranieri contro il governo da loro eletto.


Quello che il presidente russo ha da dire è irrilevante; non è che un cattivo da pantomima teatrale, che può essere abusato impunemente. Un generale americano che guida la Nato e che sembra essere uscito direttamente dal film “Il Dottor Stranamore” - un certo gen. Breedlove - sostiene abitualmente la tesi delle invasioni russe, senza uno straccio di prova visiva. La sua imitazione del generale Jack D. Ripper del film di Stanley Kubrick è perfetta.

Quarantamila russi stavano ammassandosi al confine, secondo Breedlove. È bastata questa affermazione per il New York Times, il Washington Post e The Observer - quest'ultimo si era già distinto in precedenza con menzogne e invenzioni che avevano sostenuto l'invasione di Blair in Iraq, come il suo ex reporter, David Rose, ha poi rivelato.


Si respira quasi lo spirito gioioso di una riunione di classe. I suonatori di tamburi del Washington Post sono gli stessi editorialisti che dichiararono che l'esistenza di armi di distruzione di massa di Saddam, è un “dato di fatto”.


Lo scrittore investigativo americano Robert Parry scrisse: “Se vi stupite su come il mondo possa finire dentro una terza guerra mondiale, così come ha fatto nella guerra mondiale di un secolo fa – tutto quello che dovete fare è guardare alla pazzia che praticamente ha avvolto l'intera struttura politica e mediatica degli Stati Uniti, sulla questione Ucraina, dove una falsa narrativa di colletti bianchi opposta a quelli neri, ha preso piede dall’inizio e si rende impermeabile a fatti o a alla ragione”.
Parry, il giornalista che ha rivelato lo scandalo Iran-Contra, è uno dei pochi che indaga sul ruolo centrale dei mezzi di comunicazione in questo "gioco dei polli", come il Ministro degli Esteri russo lo ha chiamato. Ma si tratta veramente di un gioco? Mentre scrivo, il Congresso degli Stati Uniti sta votando la Risoluzione 758, che, in poche parole, dice: "Prepariamoci per la guerra contro la Russia."

Nel 19° secolo, lo scrittore Alexander Herzen descrisse il liberalismo laico come "la religione finale, sebbene la sua chiesa non sia dell'altro mondo, ma di questo". Oggi, questo diritto divino è molto più violento e pericoloso di ogni altra cosa che il mondo musulmano possa escogitare, anche se forse il suo più grande trionfo è l'illusione di una informazione libera e aperta.


Dai notiziari, interi paesi sono fatti sparire. L'Arabia Saudita, la fonte di estremismo e terrore sostenuto dall'occidente, non fa storia, tranne quando spinge verso il basso il prezzo del petrolio. Lo Yemen ha subito dodici anni di attacchi di droni americani. Chi lo sa? A chi importa?

Nel 2009, l'Università del West of England pubblicò i risultati di uno studio decennale sulla copertura mediatica della BBC per quanto riguardava il Venezuela. Di 304 reportage trasmessi, solo tre parlarono delle politiche positive introdotte dal governo di Hugo Chavez. Il più grande programma di alfabetizzazione nella storia umana, ricevette appena un accenno.


In Europa e negli Stati Uniti, milioni di lettori e spettatori non sanno quasi nulla dei notevoli, vivificanti cambiamenti avvenuti in America Latina, molti dei quali ispirati da Chavez. Come per la BBC, le inchieste del New York Times, del Washington Post, del Guardian e del resto dei media occidentali rispettabili, erano notoriamente in malafede. Chavez venne deriso persino sul letto di morte. Come viene spiegato questo, mi chiedo, nelle scuole di giornalismo?

Perché milioni di persone in Gran Bretagna sono convinte che una punizione collettiva chiamata "austerity", è necessaria?

 
A seguito del crollo economico del 2008, un sistema marcio è venuto alla luce. Per una frazione di secondo le banche sono state messe in fila come truffatori con obblighi verso il pubblico che avevano tradito. Ma nel giro di pochi mesi – a parte alcune pietre gettate contro eccessivi “bonus” aziendali – il messaggio cambiò. Le foto segnaletiche dei banchieri colpevoli sono sparite dai giornali e qualcosa chiamato “austerity” ha iniziato a pesare su milioni di persone normali. C'è mai stato un gioco di prestigio più palese?

Oggi, molti dei presupposti della vita della “civiltà” inglese, in Gran Bretagna sono in fase di smantellamento, questo per ripagare un debito fraudolento , ovvero il debito di truffatori. I tagli dell'"austerity" si dice che siano di 83 miliardi di sterline. Questo è quasi esattamente l'importo delle tasse non pagate dalle stesse banche e da multinazionali come Amazon e Murdoch News UK. Inoltre, le banche truffaldine ricevono una sovvenzione annua di 100 miliardi di sterline in assicurazione gratuita e garanzie - una cifra che potrebbe finanziare l'intero servizio sanitario nazionale (NHS).


La crisi economica è propaganda pura. Politiche estreme ora governano la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, gran parte dell'Europa, il Canada e l'Australia. Chi difende la maggioranza della gente? Chi ci racconta la loro storia? Chi ci dice le cose come stanno? Non è questo ciò che i giornalisti dovrebbero fare?

Nel 1977, Carl Bernstein, famoso per l'indagine sul caso Watergate, rivelò che più di 400 giornalisti e direttori di notiziari lavoravano per la CIA. Tra questi, giornalisti del New York Times, Time e di reti televisive. Nel 1991, Richard Norton Taylor del Guardian rivelò qualcosa di simile in questo paese (la Gran Bretagna, appunto n.d.t.).


Oggi niente di tutto questo è necessario. Dubito che qualcuno abbia pagato il Washington Post e molti altri media per accusare Edward Snowden di fiancheggiare il terrorismo. Dubito che qualcuno paghi chi di routine infanga Julian Assange - anche se ci sono molte altre possibili ricompense.

Mi è chiaro che il motivo principale per cui Assange ha attirato tutto quel veleno, quelle ripicche e gelosie, è perché WikiLeaks ha buttato giù la facciata di una élite politica corrotta, sostenuta dai giornalisti. Nel proclamare un’era straordinaria di rilevazioni, Assange si è fatto nemici illuminando e svergognando i guardiani dei media, non da ultimo il giornale che pubblicò e fece proprio il grande scoop di Assange, che non solo divenne un bersaglio, ma anche una gallina dalle uova d'oro.


Si son fatti affari lucrativi per libri e film hollywoodiani, si sono lanciate carriere mediatiche o sono partite sulla pelle di Wikileaks e del suo fondatore. La gente ha fatto un sacco di soldi, mentre WikiLeaks è in lotta per la sopravvivenza.
 

Niente di tutto ciò è stato ricordato a Stoccolma il 1° dicembre scorso [2014], quando il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, ha condiviso con Edward Snowden il “Right Livelihood Award”, noto come premio Nobel Alternativo per la pace. La cosa più shockante in questo evento è stata che Assange e WikiLeaks sono stati cancellati. Non esistevano, erano non-persone. Nessuno parlò per l'uomo che fece da pioniere alla “denuncia spifferata” in forma digitale. Così è stato consegnando al Guardian uno dei più grandi scoop della storia. Sia detto che è stato Assange, con il suo team di WikiLeaks che con efficacia e brillantemente ha salvato Edward Snowden in Hong Kong e lo ha messo al sicuro. Ma su questo non una parola.

Ma ciò che ha reso questa censura per omissione così ironicamente beffarda e scandalosa, che la cerimonia si è svolta nel Parlamento svedese - il cui vile silenzio sul caso Assange ha cospirato con il grottesco aborto giudiziario di Stoccolma.


"Quando la verità è sostituita dal silenzio", diceva il dissidente sovietico Yevtushenko, "il silenzio è una menzogna.”
È questo tipo di silenzio che noi giornalisti dobbiamo rompere. Dobbiamo guardare nello specchio. Dobbiamo far render conto ai media irresponsabili che servono il potere ed una psicosi che minaccia una guerra mondiale.
Nel 18° secolo, Edmund Burke descrisse il ruolo della stampa come Quarto Stato (nel senso di Ceto Sociale,ndt) che controlla il potente. È mai stato vero? Se… certamente non più oggidì. Ciò di cui abbiamo bisogno è di un Quinto Stato: un giornalismo che monitori, smonti e controbatta la propaganda e che insegni ai giovani ad essere agenti per la gente, non il potere. Abbiamo bisogno di ciò che i russi chiamarono perestroika: una insurrezione dalla conoscenza soggiogata. Io lo chiamerei vero giornalismo.


Sono trascorsi 100 anni dalla prima guerra mondiale. A quei tempi i reporter vennero premiati e fatti cavalieri per il loro silenzio e la loro collusione. Al culmine della strage, il primo ministro britannico David Lloyd George confidò a C.P. Scott, direttore del Manchester Guardian: "Se la gente sapesse [la verità] la guerra verrebbe interrotta domani, ma ovviamente non sa, e non può sapere."


È ora che la sappiano.


by John Pilger

Fonte: http://johnpilger.com/articles/war-by-media-and-the-triumph-of-propaganda
Traduzione Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

http://ningishzidda.altervista.org/
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