SCIE CHIMICHE. Tutti devono sapere!

Se si tace o si finge di non vedere, sarà come si avesse accettato, chi è in buona fede sarà trascinato dalla buona fede di tutti, chi è in malafede, prima o dopo sarà travolto dalla sua fatale meschinità.

venerdì 28 febbraio 2014

La terra dei "Liberi"

 Londra la Nuova Troia



Stando a quanto ci viene detto, il paese più importante del pianeta potrebbe essere gli Stati Uniti d'America. Ma gli Stai Uniti d'America sono sempre stati controllati da Londra e continuano ad esserlo. L'America non è mai stata la terra dei "liberi" e se lo è stata, da allora sono passati secoli.

L'attenzione del mondo si è posata sulla grande, sporca America che fa la parte del cattivo a livello mondiale, mentre i fatti la cui responsabilità è stata scaricata sugli americani che sono stati orchestrati in Inghilterra e altrove, dal l'élite della Confraternita Babilonese.


 

L'apparente smembramento dell'Impero britannico e il declino della Gran Bretagna come superpotenza ha interiormente e intenzionalmente impedito di vedere dove risiede veramente il potere.

Inoltre va sottolineato che quando si parla di Londra non ci si riferisce al governo britannico che è solo un'altra facciata, indipendentemente da chi è in carica. Per ragiono storiche e di altra natura, il maggior centro operativo della rete delle società segrete della Confraternita rettile è Londra o Nuova Troia, seguita da Parigi, Bruxelles e Roma.

Ancora una volta, per capire cosa è successo negli Stati Uniti dobbiamo andare molto indietro nel tempo. I fenici sbarcarono in America nell'antichità e resti apparentemente egizi (fenici) o orientali sono stati rinvenuti nel Grand Canyon nei primi anni del secolo scorso, anche se queste notizie sono state insabbiate.

Il toponimo Phoenix, attribuito a una Città della Valle del Sole, in Arizona, si spiega sulla base della vera storia di questa regione, indipendentemente da quello che la versione ufficiale vorrebbe farci credere.

Ci sono prove che i gallesi, gli irlandesi, gli inglesi e gli scozzesi siano sbarcati nel Nord America molti secoli prima di Colombo. La storia ufficiale secondo cui Cristoforo Colombo avrebbe scoperto l'America è ridicola. In Scozia, a poche miglia da Edimburgo, oggi si erge ancora la Cappella di Rosslyn, santuario del l'élite della Confraternita.

Essa venne costruita a forma di croce templare dalla famiglia St. Clair-Sinclair ed è un concentrato di simboli esoterici. Le sue fondamenta furono gettate nel 1446 e venne completata negli anni ottanta del quattrocento. Colpisce che i rilievi scultorei includano raffigurazioni di piante che si potevano trovare solo in America, come granturco e cactus, visto che Cristoforo Colombo "scoprì" quel continente solo nel 1492! Come si poteva spiegare tutto ciò? In realtà, non c'è alcun mistero.

Cristoforo Colombo non fu neanche il primo bianco a sbarcare nelle Americhe. I Fenici, gli scandinavi, gli irlandesi, i gallesi, i bretoni, i baschi e i portoghesi, avevano tutti fatto vela per le Americhe prima di lui, e la stessa cosa aveva fatto anche il principe Henry Sinclair di Rosslyn, come documentato in un raro libro di Frederik J. Pohl, dal titolo Prince Henry Sinclair's Voyage To The New World 1398 (Il Principe Henry Sinclair e la sua spedizione del 1398 nel nuovo mondo, N.d.T.).

Sinclair fece quel viaggio insieme ad un'altra famiglia della Confraternita, gli Zeno una delle famiglie più in vista della Nobiltà Nera veneziana. Sinclair e Antonio Zeno approdarono in quello che oggi chiamano Terranova e nel 1398 sbarcarono in Nuova Scozia.

Le descrizioni che Antonio fa nelle sue lettere della terra che scoprirono corrispondono perfettamente, fin nel minimo dettaglio, all'area ricca di giacimenti di pece (asfalto) della Contea di Pictou, in Nuova Scozia, non lontano dall'attuale città di New Glasgow.

Sinclair proseguì poi il suo viaggio e approdò nell'attuale New England. In Massachusetts, in un luogo chiamato Prospect Hill, presso Westford, a 25 miglia da Boston, è stata rinvenuta nella roccia la raffigurazione di una spada e di un cavaliere con indosso l'armatura.

T.C. Lethbridge, conservatore del museo archeologico e etnologico dell'Università di Cambridge, in Inghilterra, ha attribuito le armi, l'armatura e gli stemmi araldici ad un cavaliere del tardo quattordicesimo secolo, originario della Scozia settentrionale e "parente del primo Sinclair, conte di Orkney".

La Confraternita sapeva delle Americhe da migliaia di anni e Cristoforo Colombo venne usato per compiere la scoperta ufficiale, in modo che si potesse dare inizio all'occupazione delle Americhe.

Babilonia, l'antica capitale del clero 
Perfida Albione
Il pene del dragone 

 

giovedì 27 febbraio 2014

Animali-Umani

 Ibridi umano-animali, disastri nel processo decisionale

Ibridi umano-animali, i disastri nel processo decisionale 

Gli scienziati di tutto il mondo stanno creando bizzarri ibridi uomo-animale che potrebbero devastare la società. Solo negli ultimi dieci anni, indimenticabili progressi  nel campo delle modificazioni genetiche hanno lasciato storditi i ricercatori.

Al giorno d'oggi, è possibile per una coppia di studenti universitari, inventare nuove forme di vita nel comfort della propria cantina. Purtroppo è così, le leggi non sono state in grado di tenere il passo con il ritmo con cui gli scienziati hanno accarezzato le loro creazioni.

A loro volta, le entità che sono state create non sono affatto illegali, ma senza dubbio in generale potrebbero rappresentare un rischio per la società. Non si sa cosa potrà accadere se verranno consentito l'accoppiamento a queste forme di vita. Eppure, l'entusiasmo può essere visto negli occhi e nelle menti di scienziati a livello globale che aspettano solo di scatenare nel mondo la loro prossima creazione, tutto questo solo poco tempo fa sembrava fantasia.

Per fare un esempio concreto, gli scienziati hanno fatto dei topi con un cromosoma umano artificiale "in ogni cellula del loro corpo". Tale atto è stato lodato come un "passo avanti" che può portare a diverse cure per una vasta gamma di malattie. Come riportato da Lifenews.com, University of Wisconsin i ricercatori hanno avuto molto successo con il trasferimento di cellule provenienti da embrioni umani nel cervello di topi. Queste cellule stesse hanno cominciato a crescere, e nel tempo ha reso il topo più intelligente.

I topi hanno mostrato che erano in grado di risolvere un semplice labirinto e imparare i segnali di condizionamento a un livello più avanzato di se rispetto a prima della loro trasformazione. I critici sono pronti a mettere in discussione se la pratica di iniettare parti di esseri umani in animali può portare più benefici che rischi.

Anche ora è evidente che la crescita di organi umani all'interno degli animali non è fantascienza, ma pura realtà. Gli scienziati giapponesi hanno iniziato a utilizzare i maiali e a far crescere organi umani dentro di loro. L'intero processo di crescita richiede fino a 12 mesi per essere completato.

Il loro obiettivo principale è quello di raggiungere una quantità di organi disponibili per le procedure mediche, questo è quanto scrive l'Infowars.com sull'argomento. Tuttavia, questa non è un'operazione di basso livello, il governo giapponese vuole capire quali siano gli orientamenti per dare inizio ad una iniziativa di ricerca embrionale.




Il Thetruthwins.com si è affrettato a sottolineare che una volta che un organo umano ha cominciato a crescere all'interno di un maiale, il maiale che non è più maiale al 100%. Se tutto questo può essere vero, allora l'organo umano che cresce all'interno del maiale può non essere percepito al 100% dopo che si è sviluppato all'interno di un altro animale. I destinatari di tali organi avranno parti di ibridi umano-animali messi dentro i loro corpi.

Le conseguenze della creazione di tali ibridi potrebbero rappresentare un pericolo per le comunità vicine e lontane. Tuttavia, la parte forse più inquietante è il rendersi conto che non si sa cosa si debba prevedere se gli ibridi diventano incontrollabili.

La cosa ancora più scoraggiante è che la maggior parte dei paesi non hanno leggi contro le creazioni di questo genere, portando le persone a produrre queste entità liberamente. Inoltre, nessuna punizione è stata messa in atto qualora il vivente diventasse una aberrazione che cammina.

Si ritiene che gli animali geneticamente ritoccati per far crescere parti umane al loro interno è solo un altro modo di corrompere la natura. Già nel 2011, il Daily Mail ha riferito che gli scienziati britannici crearono "più di 150" embrioni ibridi uomo-animale ma molto pochi lettori si è sconvolto più di tanto.

Altri esempi sono stati notati in un articolo di ardesia, come confezioni di latte umanizzato venga prodotto dalle capre, uno sfintere anale fatto crescere in un topo, e medici che costruiscono un sistema immunitario umano fatto per gli animali. Eppure, questi sono solo alcuni progetti che sono noti. Ci possono essere altri esperimenti in corso che sono fuori dai protocolli. Ibridi umani-animali sono possibili, ma lascia perplesse le persone a domandarsi se i benefici superano veramente i rischi connessi.


http://www.pakalertpress.com/
Traduzione curata da wlady

Articolo correlato:
http://ningizhzidda.blogspot.it/2011/05/le-chimere-del-iii-millennio.html

Zecharia Sitchin's genetics

Pagina video, l'eredità di Sumer



Commenti liberi


Windows XP addio

Windows XP, addio definitivo l'8 aprile 2014. 
E gli hacker preparano la festa 

Windows XP, addio definitivo l'8 aprile 2014. E gli hacker preparano la festa 

2014: Windows XP arriva al capolinea. 
Le ragioni dell'addio. 

(..) 8 aprile 2014: una data da segnare. Perché, dopo oltre dodici anni, giunge al capolinea l'avventura di Windows XP. Quel giorno, infatti, Microsoft rilascerà gli ultimi aggiornamenti per il sistema operativo più longevo della sua storia (ha esordito sul mercato nell'estate del 2001), quello con cui hanno imparato a familiarizzare decine di milioni di utenti nel mondo. A comunicarlo lo stesso colosso informatico di Redmond con un messaggio stringato ma quantomai eloquente: "Ora è il momento di passare ad un più moderno sistema operativo Windows e modernizzare l'infrastruttura IT". Tradotto: fine dell'avventura, XP va' in pensione.

La scelta è ufficialmente legata alla policy di Microsoft sul ciclo di vita del supporto, creata grazie ai suggerimenti degli utenti e inaugurata nel 2002, secondo cui tutti i prodotti ricevono aggiornamenti puntuali per minimo dieci anni, dopodiché non viene più assicurata la risoluzione degli errori; proprio quello che sta accadendo per XP. Anche se qualcuno maligna che l'abbandono del sistema operativo sia dettato da una ragione commerciale: porre fine alla forte resistenza che la maggior parte degli utenti ha nel passare ai nuovi sistemi operativi di casa Microsoft e rilanciare le vendite degli applicativi.

Perché, nonostante ben tre differenti prodotti (Vista, 7 e 8) abbiano tentato di raccogliere la pesante eredità di XP, il sistema più vecchio dei quattro risulta ancora installato su un terzo dei computer del mondo. Secondo le recenti statistiche, infatti, Windows XP è presente sul 30% delle macchine, superato solo da Windows7 (al 47%) ma di gran lunga preferito rispetto a Vista (che non supera quota 5%) e al recente Windows 8 (ancora fermo al 7%).


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Nel frattempo, però, gli utenti di internet sono cresciuti dai circa 360 milioni del 2001 ai 2 miliardi e mezzo di oggi. Le connessioni veloci e wi-fi sono sempre più diffuse. Sono nati i social network, i programmi di video-chiamata e video-chat. I contenuti sono diventati molto complessi e impegnativi per computer e piattaforme. Così, lo scenario tecnologico nel quale è partita l'avventura di XP è attualmente paragonabile a due o tre ere geologiche fa. Mentre lo stesso XP è sempre meno in grado di assecondare i continui cambiamenti del settore e l'evoluzione tecnologica.

Pc sotto attacco. Ma dietro una scelta assolutamente legittima si aprono anche altri scenari. Primo su tutti quello relativo alla sicurezza. Nell'ultimo anno, da quando è arrivata l'ufficialità dell'abbandono di XP, esperti ed analisti hanno tentato più volte di lanciare l'allarme, richiamando l'attenzione sulle conseguenze (e soprattutto sui rischi) della fine del supporto. Voci sinora passate piuttosto in sordina ma che, a conti fatti, dovrebbero interessare qualche centinaia di milioni di utenti. 


Ma quali sono questi rischi? Molto semplice. Il prossimo 8 aprile sarà online l'ultimo pacchetto di aggiornamenti per la produttività e la sicurezza destinati a Windows XP (e, contemporaneamente, a Office 2003). Da quel giorno Microsoft non fornirà più alcuna patch di correzione né assistenza tecnica e i computer che continueranno a connettersi in rete saranno ogni giorno più esposti ad attacchi di virus, spyware e malware che potranno così creare notevoli problemi di funzionamento del PC, se non proprio rubare informazioni private. Anche se i veri problemi dovrebbero arrivare solamente trenta giorni dopo, durante il 'patch-day' di maggio (il primo che escluderà XP). Inoltre, gradualmente, pure i fornitori di software, hardware e accessori smetteranno di supportare i loro prodotti su XP non rilasciando più aggiornamenti e driver. Contribuendo a creare condizioni di lavoro sempre meno sicure.

È stato Tim Rains in persona, direttore del gruppo Trustworthy Computing di Microsoft, a rinnovare l'allerta: "Il mese successivo al ritiro di Windows XP - si legge in una nota - criminali informatici di tutto il mondo inizieranno ad effettuare il reverse engineering degli aggiornamenti rilasciati per verificare se le vulnerabilità corrette nei sistemi operativi più recenti siano invece presenti su Windows XP". In pratica, i pirati informatici potranno sbizzarrirsi in un ambiente vulnerabile e che tale rimarrà per sempre. A meno che si decida di non connettersi mai in rete e di non collegare al pc periferiche di archiviazione che potrebbero eventualmente contenere minacce informatiche. Insomma una campana di vetro non proprio realisticamente sostenibile.

Privati e aziende di fronte a un bivio. Cosa fare? Oltre all'impraticabile soluzione di isolare il più possibile i computer, evitando che si colleghino in rete (evitando anche 'intrusioni' wireless), una follia per un'epoca in cui si è costantemente connessi, sarebbe quindi preferibile fare un upgrade, optando per i sistemi operativi di ultima generazione, più performanti e sicuri. È solo questione di budget. E se, ragionando per assurdo, questo passaggio potrebbe essere un sacrificio sopportabile (ma non cruciale) per utenti sporadici diventa invece necessario per aziende, società e per quanti hanno nel computer lo strumento principale di lavoro. Pensiamo a tutte quelle realtà lavorative sempre collegate in rete. 


L'assenza di difese potrebbe presto portare alla sottrazione di dati sensibili di clienti e dipendenti, alla distruzione di documenti riservati, a gravi perdite economiche.

Per questo, negli Stati Uniti le autorità federali hanno già messo sull'attenti gli istituti bancari: in caso di furto delle informazioni dei correntisti (codici di carte di credito, estremi del conto corrente, dati personali) a causa del mancato aggiornamento del sistema operativo saranno chiamati a risponderne penalmente. Nel nostro Paese sarà invece compito del Garante della privacy tracciare delle linee guida in tempo per tamponare l'emergenza.

Anche se, in alcuni casi, per le imprese diventa quasi impossibile fare il grande passo visto che esistono software gestionali, siti intranet e reti hardware aziendali che ancora funzionano solo con l'accoppiata XP-Internet EXPlorer 6 (browser di navigazione non supportato dai sistemi operativi più recenti). E cambiare l'intero parco informatico diventa un impegno economico non da poco. A tal proposito Microsoft ha recentemente lanciato un'offerta dedicata alla piccole e medie imprese americane, in modo tale da permettergli di aggiornare i loro sistemi e metterli in sicurezza senza andare incontro a spese esorbitanti. Anche in Italia si potrebbe seguire una strada del genere.

Gli altri sistemi operativi. Ma, in condizioni 'normali', quali sono i passi da seguire per aggiornare il proprio Pc e non farsi trovare impreparati all'appuntamento dell'8 aprile? Se si volesse restare in ambiente Microsoft, il miglior percorso di upgrade è sicuramente passare al suo prodotto più nuovo: Windows 8.1 Pro, che unisce alla caratteristiche di base già presenti in Windows 7 notevoli miglioramenti sulla sicurezza, sui tempi di avvio e risposta ai comandi, garantendo anche piena compatibilità con i dispositivi touch e con le applicazioni di ultima generazione. 


Si tratta di una piccola spesa, soprattutto se paragonata con i costi di manutenzione periodica, quasi obbligatori nel caso di un sistema in pericolo come XP. A quel punto, però, sarà quasi obbligatorio l'acquisto di una macchina in grado di reggere un os moderno e complesso. Una spesa che non tutti sono intenzionati o possono affrontare. Una soluzione transitoria potrebbe essere passare a Windows 7, ma sarà un'alternativa tampone visto che, già nel 2020, anche questi sistemi operativi apparteranno al passato e non saranno più aggiornati.

Una valida alternativa, soprattutto nel caso di computer più 'datati', potrebbe venire dall'open source. Peppermint, Lubuntu e EasyPeasy sono tre ottime varianti del sistema operativo Linux, molto leggere e particolarmente adatte per mantenere in vita persino i Pc più vecchi, compresi netbook e mini-pc. Cui va naturalmente aggiunto il più classico Ubuntu, in costante aggiornamento e per questo forse più adatto a computer recenti. Per chi, poi, volesse cambiare completamente aria c'è sempre la famiglia Apple ad attenderlo a braccia aperte. Anche se torna pesantemente in ballo una questione di base: il cambio totale di hardware, abbandonando i Pc compatibili con Windows e procedendo all'acquisto di un computer della Mela. Nonostante anche sul Mac si possa installare Windows e scegliere all'avvio del sistema quale piattaforma usare. (..)


l lungo countdown è iniziato. Rimangono tre mesi di tempo per fare la propria scelta. Dopodiché inizierà una nuova era: quella del 'dopo XP'. dopo quella del post-pc.

Fonte: http://www.ansuitalia.it/Sito/index.php?mod=read&id=1393267187
Fonte: http://www.repubblica.it

martedì 25 febbraio 2014

Schiavi


Schiavitù


Schiavitù: Istituzione sociale propria di sistemi socioeconomici che si fondano su di essa (schiavismo), consistente in forza lavoro detenuta in proprietà privata o pubblica a scopi produttivi.


Età antica. 
In Grecia la s. fu in origine relativamente poco diffusa, e gli schiavi stessi erano di norma trattati, come risulta dai poemi omerici, con sufficiente equità e talvolta con familiarità. Ma il rapido sviluppo economico dei secc. 7° e 6° a.C., il fiorire dei commerci e dell’artigianato portarono a un notevole incremento del numero di essi; non a caso i primi greci a far uso di schiavi acquistati con denaro furono, secondo la tradizione, gli abitanti di un’isola certamente posta al centro d’intensi traffici, Chio; e il commercio degli schiavi dovette fiorire in Stati commerciali quali Corinto ed Egina.

Schiavi erano di norma individui comprati in regioni barbariche o considerate tali (Tracia, Scizia, Siria ecc.), o anche greci caduti in s. per prigionia di guerra, per debiti, per iniquo rapimento e successiva vendita, per pene; schiavi erano inoltre non solo i nati da due schiavi, ma anche i nati da matrimoni «misti» (libero e schiava, libera e schiavo), oltreché i nati non riconosciuti dal padre.

In genere il sentimento umanitario favoriva, nel caso che lo schiavo fosse un greco, il suo riscatto. Meno umanitari furono invece i greci nei riguardi dei barbari, a proposito dei quali nel sec. 4° Platone e Aristotele giunsero a teorizzare uno status servile connaturato con l’origine barbarica. Il prezzo degli schiavi era svariatissimo a seconda delle mansioni: da 50 dramme per uno schiavo di scarso valore, fino addirittura a 6000 per chi possedesse particolari cognizioni tecniche (architetti, computisti).

Nelle città industriali (per es. Corinto, Atene) gli schiavi erano numerosissimi; meno numerosi invece nelle campagne, ove predominò, seppure affiancata da opere servili, la piccola e media proprietà terriera. Nell’un caso e nell’altro la mano d’opera servile, di minor costo, contraeva la richiesta della mano d’opera libera, causando spesso violenti contrasti sociali. Nelle case private gli schiavi erano spesso abbastanza numerosi, con mansioni ben caratterizzate.

Il trattamento variava da luogo a luogo e talvolta il padrone elevava lo schiavo a mansioni di fiducia (soprintendenza ai lavori agresti, amministrazione dei beni, gestione di botteghe, commerci ecc.). Allo schiavo competeva sempre il vitto, un alloggio, un modesto vestiario, e a volte, specie nel caso rivestisse le dette mansioni di fiducia, un piccolo guadagno. Competevano anche allo schiavo alcune garanzie di carattere giuridico-sacrale e, ove fosse schiavo domestico, la partecipazione ai sacra della famiglia cui apparteneva.

Lo schiavo veniva di solito affrancato quando lui stesso, o altri, pagava il riscatto e non infrequente era la manumissione  per atto di liberalità del padrone. Lo svolgimento storico dell’istituto della s. presso i romani, pur simile sotto alcuni aspetti a quanto si riscontra tra i greci, mostra tuttavia alcune peculiarità. Rari i casi in cui un civis Romanus possa cadere in s., e comunque limitati all’età più antica: gli schiavi dei romani provengono per lo più dal bottino di guerra o da acquisto sui numerosi mercati (celebre, per es., quello di Delo).
 

Anche in Roma vi sono differenze notevolissime nel prezzo degli schiavi e sono anzi caratteristiche del mondo sociale romano l’estrema specializzazione degli schiavi, il gran numero di essi addetti a funzioni «culturali» (bibliotecari, amanuensi, stenografi, lettori, maestri, segretari) e l’appartenenza a questa condizione sociale di persone che esercitano alcune tra le più elevate professioni (ingegneri, medici, chirurghi, professori).

La differenza più rilevante col mondo greco si rileva nella potestà del padrone sullo schiavo: essa è piena e assoluta e corrisponde all’autorità illimitata di cui gode il pater familias verso tutto ciò che è sotto la sua manus: moglie, figli, servi. Ma questa autorità assoluta col tempo venne meno, per cui allo schiavo duramente maltrattato fu concesso, analogamente a quanto avveniva in Grecia, di fuggire in un tempio e ottenere di essere assegnato ad altro padrone.

 


Medioevo. A determinare la decadenza della s. hanno indubbiamente contribuito le idee morali dello stoicismo e del cristianesimo, diffondendo il concetto che anche lo schiavo è un uomo, come il libero, e favorendo le manumissioni. Nel campo politico e pratico, stoicismo e cristianesimo accettarono tuttavia pienamente la s. come istituto sociale e come elemento indispensabile dell’economia del lavoro.

Anche nel Medioevo la coscienza religiosa proibiva bensì che si riducessero in s. i prigionieri di guerra, ma soltanto nel caso che prima della cattura essi fossero già di fede cattolica: l’ammetteva invece senza difficoltà per gli infedeli e gli scismatici. Il mondo germanico non solo conosceva anch’esso la s., ma la considerava senza quelle mitigazioni che il costume e l’opera legislativa degli ultimi imperatori romani erano venuti introducendovi.

La situazione giuridica degli schiavi, quale risulta dalle più antiche leggi germaniche, si avvicina a quella degli schiavi romani prima dell’impero; ma nella pratica le condizioni reali dovevano essere in molti casi migliori; fu così che, quando i germani si stanziarono entro i confini dell’impero, l’adattamento (favorito anche dalla loro conversione al cristianesimo) alle mitigate disposizioni che vi trovarono in vigore non dovette essere in generale molto difficile.

Nell’Europa occidentale dal sec. 6° all’11°, la s. continua ad avere una funzione economica d’una certa importanza nelle grandi proprietà fondiarie, sebbene anche in queste la coltivazione delle terre si basi principalmente sul lavoro delle famiglie insediate sui poderi in cui è diviso il fondo; non mancano tuttavia presso la casa del signore, laico o ecclesiastico che sia, gli schiavi veri e propri, i quali non sono addetti soltanto ai servizi domestici, ma anche ai lavori artigianali e a certi lavori agricoli e specializzati.

Questi schiavi dovevano essere in parte i discendenti dei servi romani, che non avessero goduto del beneficio della manumissione; in parte minore dovevano discendere da persone ridotte in s. nel periodo delle invasioni; ma il numero maggiore, specialmente per i servi domestici, doveva provenire da acquisti sul mercato. Con il passare del tempo, pure questi lavoratori ebbero però la possibilità di formare un nucleo familiare e di gestire autonomamente dei poderi, pagando un canone e fornendo prestazioni di lavoro ai loro padroni, finendo così per confondersi progressivamente con i contadini dipendenti di condizione libera.

In tutti questi secoli il commercio degli schiavi dovette mantenersi sempre abbastanza attivo: da principio lo esercitavano di preferenza i mercanti orientali, e fra questi sono particolarmente ricordati gli ebrei. Nel sec. 9° lo stesso commercio era esercitato pubblicamente dai veneziani: risale a quest’epoca e alle numerose importazioni di servi dai Paesi slavi l’uso, diffusosi presto in Italia e, dopo il sec. 12°, anche in Francia, di designarli col nome di «schiavi».

Intanto per il rapido aumento della popolazione che si manifesta dopo il Mille e specialmente nell’età dei comuni, il moltiplicarsi delle famiglie coloniche, il frazionamento delle terre dominiche, l’attrazione esercitata dalle città vengono a distruggere a poco a poco, nell’Europa occidentale, ogni funzione della s. nell’economia agraria e nella produzione industriale.

La s. sopravvive in prevalenza per i servizi domestici e per i servizi di guardia del corpo a sovrani o a grandi signori; per questi due scopi il commercio degli schiavi raggiunge anzi, dopo la metà del Duecento, una nuova e considerevole fioritura, sia per l’aumento della ricchezza e del lusso nei Paesi d’Occidente, sia per l’aprirsi a questo commercio di nuove fonti lungo le coste del Mar Nero e nei porti dei Paesi musulmani del Nord Africa, sia per l’intensificarsi della pirateria. Inoltre, in conseguenza delle nuove invasioni mongoliche, iniziatesi nel sec. 13°, si moltiplicò il numero dei prigionieri di guerra o dei fuggiaschi caduti in mano dei turchi, i quali li portavano sui mercati del Mar Nero, dove erano comperati dai mercanti occidentali, specialmente veneziani e genovesi.


Nello stesso tempo i neri del Sudan cominciarono ad affluire ai porti nordafricani frequentati dalle navi italiane, provenzali e catalane, e per questo tramite a fi­gurare sempre più numerosi nelle corti principesche e nei palazzi dei ricchi mercanti cristiani. Una diversione in questa corrente di traffico, importantissima per le conseguenze future, fu determinata dalle esplorazioni e dalle conquiste portoghesi lungo le coste occidentali dell’Africa; i portoghesi poterono acquistare direttamente e trasportare per via di mare a Lisbona gli schiavi sudanesi, i quali costituirono anzi il principale oggetto delle loro esportazioni dall’Africa, e fecero di Lisbona, per più di un secolo, il maggior mercato di schiavi d’Europa. schiavitù



Incisione raffigurante la tratta degli schiavi, da Francois Froger, Relation d-un voyage fait en 1695, 1696, 1697 aux cotes d-Afrique- commandee par M. de Gennes, Parigi 1698. Parigi, Musee de la Marine 


Età moderna. La scoperta dell’America aprì una nuova era nella storia della s., che riacquistò nel Nuovo Mondo la funzione che aveva avuto nell’antichità nel mondo romano e orientale, e diventò lo strumento più efficace per lo sfruttamento agricolo delle colonie. Non mancarono i tentativi di valersi per questo scopo del lavoro forzato degli indigeni e degli stessi europei.

La mano d’opera europea, a cui non provvedeva che in misura minima l’emigrazione libera, era reclutata con vari mezzi, come la servitù temporanea (in uso nel Seicento particolarmente in Germania nel periodo della sua massima depressione economica) e anche col mezzo della deportazione dei condannati. Lo sfruttamento degli amerindi, sia che fossero ridotti in s. sia che fossero costretti a lavori forzati in encomienda, venne ostacolato da una parte dagli stessi amerindi, che mal si adattavano al lavoro eccessivamente gravoso nelle piantagioni e nelle miniere, dall’altra dai missionari, che chiedevano per gli indigeni trattamenti più umani, anche in relazione alla loro conversione al cattolicesimo.

Con le leggi di Burgos (1512-13) si tentò di limitare la progressiva riduzione in s. degli amerindi; l’intervento in favore degli indigeni da parte del missionario domenicano B. de Las Casas, vescovo di Chiapas, presso Carlo I di Spagna portò alla promulgazione di nuove leggi (1542-43) che proibirono la riduzione in s. degli amerindi e l’istituzione di nuove encomiendas.

Ma la richiesta crescente di mano d’opera e il progressivo decrescere della popolazione india, decimata anche da malattie portate dagli europei, provocarono la sostituzione degli indigeni americani in determinati settori lavorativi con schiavi africani. La strada alla tratta negriera era stata aperta dalle numerose importazioni in Portogallo e Spagna; di una prima importazione di neri dalla Spagna a Hispaniola si ha notizia fin dal 1502; successivi decreti del 1511, 1512, 1513 autorizzavano il traffico diretto dei neri dalle coste della Guinea alle Indie occidentali e Carlo V concesse nel 1517 il privilegio di fornire annualmente 4000 schiavi neri a Hispaniola, Cuba, Giamaica e Puerto Rico.

Il lavoro degli schiavi neri si limitò dapprima alle colonie spagnole, ma fu esteso poco dopo nel Brasile, con l’incoraggiamento della Corona portoghese, che ne traeva vantaggi fiscali; vantaggi anche maggiori ne traeva la Corona spagnola, la quale considerava la provvista degli schiavi come un proprio monopolio. Ma se le ragioni fiscali erano in primissima linea, il monopolio e la stretta vigilanza della Corona erano determinate anche da ragioni religiose, per il timore spesso manifestato dalla Chiesa spagnola che un’importazione troppo numerosa di schiavi di ogni provenienza potesse ostacolare l’opera della conversione degli amerindi al cattolicesimo.

All’importazione degli schiavi neri è legato l’estendersi delle piantagioni della canna da zucchero nel Brasile settentrionale e nelle Antille, poiché gli indigeni non si erano rivelati adatti a quel genere di coltura; perciò la tratta dei neri, contenuta per gran parte del sec. 16° entro limiti ancora modesti, cominciò a intensificarsi negli ultimi anni del secolo e nei due secoli successivi. Affidato nel sec. 16° dalla Corona spagnola ai maggiori offerenti, esercitato per qualche tempo da alcuni gruppi di mercanti genovesi e tedeschi, e passato nel secolo stesso in mano dei portoghesi, che ne tennero il monopolio fino al principio del Settecento, il commercio dei neri africani sulle coste americane si andò, molto prima di quell’epoca, estendendo anche agli altri popoli marinari dell’Atlantico, francesi, inglesi e olandesi, che lo esercitarono sia nella forma della pirateria e del contrabbando, sia legalmente per il rifornimento delle colonie che anch’essi andavano assicurandosi al di là dell’Oceano.

Ma soprattutto nel sec. 18° quel commercio, favorito dal rapido sviluppo delle piantagioni nelle colonie meridionali dell’America del Nord, assunse proporzioni enormi e per la massima parte fu esercitato da francesi e inglesi. Nel quinquennio 1751-55, che segnò l’apogeo del commercio negriero della Francia, la sola Nantes vi partecipò con una media annuale di 9000 schiavi, trasportati da 33 navi; nello stesso periodo l’Inghilterra si era assicurata il primo posto nel commercio degli schiavi avendo la Pace di Utrecht (1713) aggiunto al rifornimento delle colonie britanniche il monopolio per un trentennio del mercato coloniale spagnolo. 





Il numero considerevole di schiavi che alla fine del sec. 18° si trovava nel continente americano (forse vicino ai 3 milioni) non rappresentava che una piccola parte del numero dei neri che in 300 anni erano stati strappati al loro Paese d’origine: la mortalità infatti fu tra essi altissima, sia durante il trasporto, effettuato in condizioni disumane, sia nelle piantagioni, dove erano privi di ogni protezione nei riguardi del proprietario, che in generale li sfruttava come animali da lavoro; i suicidi, le fughe e le ribellioni furono frequenti, in particolare nei primi tempi o fra gli schiavi arrivati di recente; le nuove generazioni, nate in America, non opponevano per lo più alcuna resistenza.

Nel periodo dell’Illuminismo la condizione degli schiavi cominciò ad attirare l’attenzione e le critiche dei ceti più colti. Per lunghi anni la propaganda condotta dalle associazioni antischiaviste costituitesi in Europa e in America non raggiunse alcun effetto, perché troppo forti erano gli interessi privati contro cui essa urtava; d’altra parte al commercio negriero era legato l’interesse anche dello Stato, che vedeva in esso un mezzo efficace per aumentare la propria potenza navale, impiegando un numero considerevole di navi e di marinai. Il distacco delle 13 colonie nordamericane, dove più vivo, almeno nel Sud, era l’interesse per il mantenimento della s., venne a togliere l’ostacolo più grave contro cui urtava la propaganda abolizionistica in Inghilterra.

Questa propaganda, che aveva già registrato alcuni successi, ottenne, dopo ripetuti tentativi, il primo trionfo legislativo col bill del 1807 che proibì la tratta marittima. L’Inghilterra, preceduta già su questa via dalla Francia rivoluzionaria (1791), che però poco dopo revocò l’abolizione, e dalla Danimarca (1792), fu seguita nello stesso anno dagli USA (1807), dai Paesi Bassi (1814), dalla Svezia (1815), dalla Francia stessa (1815); dagli Stati dell’America Centrale e Meridionale (eccetto il Brasile), nel momento in cui acquistarono l’indipendenza; dal Portogallo (1830). Il Congresso di Vienna del 1815 si era pronunciato in linea di massima contro la s. proclamando la necessità di un’intesa internazionale per la sua soppressione. Si arrivò così, dopo varie convenzioni fra singoli Stati, al trattato, anglo-franco-russo-austro-prussiano (1841), per cui ognuno dei contraenti concedeva agli altri il diritto reciproco di visita a bordo dei vascelli sospetti di tratta nelle acque africane, escluso il Mediterraneo.

La soppressione della tratta condusse in breve tempo all’abolizione della s. nei pochi Stati occidentali in cui ancora sopravviveva e nelle colonie d’oltremare. Iniziò la Gran Bretagna nel 1833, seguirono la Francia nel 1848, e poco dopo i Paesi Bassi e gli Stati dell’America Latina, eccettuato il Brasile, gli USA con il 13° emendamento alla Costituzione (1865). Rispettivamente nel 1873 e nel 1886 la aboliva la Spagna nelle due colonie americane che le erano rimaste, Puerto Rico e Cuba; tra il 1883 e il 1886 lo fece anche il Brasile, che aveva resistito per il timore che ne derivasse la rovina delle sue grandi piantagioni di caffè. 


Rimaneva soltanto, oltre a poche sopravvivenze sporadiche di s. domestica nei Paesi orientali, il continente africano dove, specialmente nelle regioni centrali e meridionali, la s. era considerata un fenomeno endemico. Contro di essa rivolsero i loro sforzi gli Stati europei (Conferenza di Berlino del 1885; Conferenza antischiavista e Atto generale di Bruxelles del 2 luglio 1890, Convenzione di Saint-Germain del 10 settembre 1919; Convenzione di Ginevra del 1926, promossa dalla Società delle nazioni e ratificata da 38 Stati, che sanciva la totale soppressione del commercio degli schiavi).

Nel 1932 il comitato degli esperti sulla s., nominato dalla Società delle nazioni, constatava che la s. era riconosciuta legalmente soltanto in alcune regioni dell’Asia centrale, nel Tibet, in Arabia e in Abissinia. Dopo la Seconda guerra mondiale, il divieto di tenere qualsiasi persona in stato di s. è stato riaffermato, nell’ambito delle Nazioni Unite, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, del 10 dic. 1948 (art. 4) e dalla Convenzione supplementare sull’abolizione della s., del commercio degli schiavi e di istituzioni e pratiche analoghe alla s., adottata a Ginevra il 7 sett. 1956; quest’ultima, in particolare, ha esteso l’ambito delle situazioni da trattare come schiavitù. 



Oggi 
le situazioni di s. più allarmanti sono rappresentate dalla servitù per debiti, dallo sfruttamento del lavoro infantile e dal traffico di bambini a scopo di prostituzione e pornografia, per adozioni illegali o per il trapianto di organi, dalla violenza familiare sulle donne e sui bambini, dalla s. sessuale delle donne, sia sotto la forma della costrizione alla prostituzione, sia sotto quella dello stupro sistematico in tempo di guerra.
Dizionario di Storia (2011)

sabato 22 febbraio 2014

Pleroma


Coloro che da secoli stanno tentando di "usurpare" il progetto scientifico ai "legittimi" proprietari sono gli stessi da sempre. Gli dei dell'antichità, i creatori delle religioni e delle conoscenze segrete.

Essi hanno ingannato l'umanità con mezzi subdoli e invisibili per portarla sotto il loro dittatoriale dominio. Ma per farlo hanno bisogno che gli stessi esseri umani "scelgano volontariamente" di schierarsi dalla loro parte accettando tutto quello che offrono all'umanità. 


Avendoci dotati di libero arbitrio il nostro amorevole Creatore non vuole interferire con la nostra volontà ma aspetta che siamo noi a dimostrare di scegliere "Lui" e ciò che ci offre piuttosto che "loro" e quello che ci offrono! Ma come stabilito dall'inizio dei tempi ora è il tempo che il "legittimo" artefice del progetto lo riprenda in mano per dimostrare all'universo intero che questi "usurpatori" hanno devastato l'umanità! 


VOI SARETE COINVOLTI CHE LO VOGLIATE O NO



 

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sabato 15 febbraio 2014

la nano-tecnologia utilizzata nel mondo


    "Un essere umano è una parte del tutto, da noi chiamato universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Se stesso, i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una sorta di illusione ottica che sperimenta con la sua coscienza. Questa illusione è una specie di prigione, che ci limita nei nostri desideri personali e all'affetto per quelle poche persone più vicine a noi. Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione, ampliando la nostra cerchia di compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza"~Albert Einstein ~

Nano-Bots, Mind Control & Trans-umanesimo 
Il futuro della Coscienza? 

Non si può discutere la nano-tecnologia utilizzata nel mondo di oggi senza capire qualcosa sul movimento trans-umanista. All'interno di questo stretto gruppo di autocrati tecnologici, senza giochi di parole, gli esseri umani, in quanto creati da Dio, o evoluzione, fate la vostra scelta, può essere notevolmente migliorato. Noi siamo fatti per essere immortali. Così, mentre mi congratulo con la tecnologia che permette ad un veterano di sostituire un arto perduto, certamente non con l'intenzione di tagliarsi la mano destra per sostituirla con una cyber-mano .

Secondo alcuni, anche il cervello umano dovrebbe essere decodificato entro il 2030. Può sembrare fantascienza, ma questo è il mondo che i trans-umanisti immaginano. E' alla base delle colture OGM, l'eugenetica, stranamente, rispecchia la trama del famoso film Matrix sviluppato dai fratelli Wachoski.

    "Non inviare mai un essere umano a fare il lavoro di una macchina." ~ Agente Smith ~ The Matrix  

In un articolo pubblicato sulla rivista Discovery, Kyle Munkittrick ha giustamente descritto, le sette condizioni per diventare un trans-umano. Questo è un argomento molto vasto che non può essere descritto in un unico articolo, e la tecnologia che c'è dietro di esso si sviluppa rapidamente, ed è anche strettamente sorvegliata. Di seguito è riportato il mio contributo sul movimento messo il più possibile in forma succinta:

1. Modifiche mediche (vaccini, nano-bot, la sostituzione di organi, ecc), prenderanno il posto delle funzioni umane, sia la loro sostituzione o la loro conversione per servire meglio le oligarchie.

2. Inizieranno a trattare l'invecchiamento come una malattia invece di una normale funzione del ciclo della vita: cioè, come un seme cresce in una pianta, una pianta prospera e cresce, una pianta muore, diventa concime per la prossima generazione di piante.

3. I politici dovranno rimuovere i diritti agli esseri umani man mano sempre più che diventano più simili alle macchine. La nostra sensibilità è già stata rubata, e una volta che verrà soppressa sufficientemente (se è vera consapevolezza universale non potrà essere distrutta), sarà più facile da controllare, come i nei robot da controllo remoto.

4. Neuro-protesi e altre protesi sostituiranno l'attuale biologia come paradigma normale e verrà accettata. L'ingegneria genetica sta già alterando il genoma umano drasticamente. Attualmente stanno testando la loro "folle" scienza su animali e piante, ma gli esseri umani, non sono lontani.

5. "L'intelligenza" artificiale sostituirà la cognizione umana, integrando nella nostra matrice in un nano-bot all'interno del sistema biologico. Ciò a sua volta si trasformerà in un AR (realtà aumentata), che potrà controllare e impegnare la volontà delle persone per decidere che cosa sia una  azione accettabile e cosa non lo sia per un trans-umano.

6. La nostra età media sarà superiore a 120 anni, ma prenderemo con noi le stesse percezioni del mondo che hanno creato il caos attuale, siamo in assenza di un brusco arresto a tali piani tecnologici maniacali, la sottigliezza della personalità umana sarà distrutta. Mentre l'ego è gonfiato a servire una classe della élite agli ideali minori coltivati ?? D'amore, armonia, equilibrio nella natura, ecc saranno distrutti. Quindi chi se ne frega, se davvero viviamo più a lungo?

7. La riproduzione avverrà solo attraverso tecniche di riproduzione assistita. Il sesso naturale e il parto diverrà obsoleto, ormai un fenomeno storico.

8. Le strutture giuridiche saranno messe in atto per sostenere "l'one di make-up genetico, composizione neurologica, aumento protesica, e altre modifiche cibernetiche saranno limitate solo dalla tecnologia e alla propria discrezione."

9. I nostri diritti come l'umanità saranno completamente sostituiti con i diritti della personalità, e quindi un cambiamento arbitrario nella definizione di 'persona' che possono quindi essere trattati come un cyber-slave.

Quindi questo è qualcosa a qui si desidera partecipare, con entusiasmo? Per diventare 'più umani'? Non è importante se non si è a bordo. Siamo già trasformati in un umano-cibernetico senza il nostro consenso. Si inizia con i vaccini forzati attraverso 'Bill Gates' e la tecnologia delle forze armate Usa . Nano-patch stanno già consegnando molti vaccini.

La Coalition Against Covert molestie europee stima che oltre l'80% della popolazione è già stato infettato con la nano-tecnologia, tramite le Chemtrails alias scie chimiche, i vaccini e le procedure odontoiatriche, per controllare le nostre menti e i comportamenti. Il ECACH ha già portato avanti un documento al Parlamento UE chiedendone la cessazione:

    ". . . sistemi di armi che operano su nuovi principi fisici utilizzati per la tortura o infliggere altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, comprese armi elettroniche, armi elettromagnetiche , armi magnetiche, armi ad energia diretta, armi geofisiche, armi d'onda di energia, armi di frequenza, armi genetiche, armi scalari, armi psicotroniche, armi aerosol delle scie chimiche, armi di impianto, armi nanotecnologiche, armi di frequenza e ad alta frequenza attive fonetiche ad alta quota e ultra basse, e armi di tecnologiche dell'informazione."

Collettivamente queste sono chiamate 'nuove armi di tortura fisica.' Così sembra, la guerra per la nostra coscienza in realtà sta già giocando sulla scena mondiale. A quanto pare, le nano-bot nelle scie chimiche aerosol possono 'identificare il loro ospite' con una firma chimica.

    " In fase di sviluppo dal 1995 , l'obiettivo dei militari era quello di installare microprocessori che incorporassero giga-flop con la capacità di un computer con "particelle intelligenti" delle dimensioni di una singola molecola. Ci si potrebbe chiedere perché stanno facendo questo? La risposta è forse la più semplice, è possibile. E' tutta una questione di controllo. Il potere di controllare tutto."

Apparentemente queste nano-particelle sono state fatte con particelle d'oro mono-atomico, e sono solo un aumento del drone del paradigma dei militari.
Questo non è uno scherzo. Come l'aria è piena di nano-particelle di fibre intelligenti, qualcosa chiamato BEAGLE - Application Programming Interface e High-Performance Computing Library for Statistical Phylogenetics - che può calcolare ogni movimento che facciamo, e ogni singola funzione corporea, tra cui la frequenza cardiaca, il rate del respiro, attività ormonali, e così via - per quale scopo? Beh, c'è un giocatore nel video clip che nasconde la verità mettendola in bella vista. Riferimento a circa 1 min e 14 secondi.

È anche possibile vedere un video che mostra nano-bot, anche se non nella loro forma più piccola. Tutto il nostro DNA è stato fissato per la revisione dei nano-bot:

    "Recentemente, gli scienziati Anirban Bandyopadhyay e Somobrata Acharya dell'Istituto Nazionale di Scienza dei Materiali di Tsukuba, in Giappone, hanno costruito il primo ultra-piccolo e ultra-potente," cervello "per nanobot. I cervelli sono solo due miliardesimi di metro di diametro - agiscono come minuscoli transistor di computer. Ma invece di effettuare una sola operazione alla volta, come un transistor normale, i nuovi dispositivi possono eseguire simultaneamente 16 operazioni contemporaneamente. In altre parole, i dispositivi utilizzano l'elaborazione parallela - come il cervello umano - piuttosto che l'elaborazione seriale - come un normale computer. I ricercatori chiamano questa capacità di comunicazione "uno-a-molti".

Le piccole macchine sono composte da 17 molecole duroquinone che fungono da porte logiche. I ricercatori hanno disposto 16 di queste molecole in una ruota, e collocato l'ultima molecola nel mezzo, che funge da centro di controllo. L'intera ruota è costruita su un substrato d'oro."

Basta pensare a Minority Report - utilizzando il Bio-API nano-tech, dove i nostri coerenti pensieri vengono letti e campionati da un super-computer in tempo reale, può essere controllato prima ancora di agire sul nostro desiderio di rovesciare un governo o ospitare un sit-in annuale davanti alla assemblea degli azionisti della Monsanto.

Nessuno deve prendere tutto questo sottogamba. La furtività della tecnologia dell'uccidere in forma soft, consente ai poteri di prendere in consegna la nostra stessa umanità ma possono essere sradicati se si ha il controllo della nostra coscienza - nonostante il governo, non importa quanto duramente possano cercare di manipolare con la loro tecnologia avanzata.

Ci sono modi per diventare super-umani, senza perdere la nostra umanità. Negli ultimi rapporti da Science Daily, è stato dimostrato che il DNA umano può essere cambiato con la meditazione. l'espressione genica viene totalmente alterata con la pratica di solo poche ore. Perché questo paradigma non viene accettato nel nostro mondo? Probabilmente perché i rapporti come questo sono spazzati via dalla paura da false flag, come quello che è successo a Fukushima.

Dobbiamo meditare, e vedere passare ogni illusione, tra cui il carcere-mentale dove vorrebbero tenerci confinati. I nano-bot possono essere i piccoli, soldati malvagi di una classe eugenista, ma la nostra volontà collettiva è più forte:

    "Se da questa concentrazione sovrumana si riesce a convertire o risolvere i due cosmi con tutti i picchi di idee e le loro complessità, potremmo poi raggiungere il mondo causale e stare sul confine della fusione tra mente e materia dove si percepisce tutte le cose create -. Solidi, liquidi, gas, elettricità, energia, tutti gli esseri, gli dèi, uomini, animali, piante, batteri - come forme di coscienza, proprio come un uomo può chiudere gli occhi e rendersi conto che esiste, anche se il suo corpo fisico è invisibile al suoi occhi ma presente solo come idea." 

~ Paramahansa Yogananda Ch. 43 La resurrezione di Sri Yukteswar ~

di Christina Sarich


Traduzione curata da wlady
 http://www.pakalertpress.com/2014/02/15/nano-bots-mind-control-trans-humanism-the-future-of-consciousness/
Video

"religione-religio-relegere-ripercorrere o rileggere"


"Confusione e' una parola che abbiamo inventato
per un ordine che non comprendiamo."
 
« qui autem omnia quae ad cultum deorum pertinerent diligenter retractarent et tamquam relegerent, sunt dicti religiosi ex relegendo, ut elegantes ex eligendo, diligendo diligentes, ex intelligendo intelligentes »

« invece coloro che riconsideravano con cura e, per così dire, ripercorrevano tutto ciò che riguarda il culto degli dei furono detti religiosi da relegere, come elegante deriva da eligere (scegliere), diligente da diligere (prendersi cura di), intelligente da intelligere (comprendere) »


 

Vietato scegliere. La Cei e l’ora di religione 

Febbraio, tempo di iscrizioni scolastiche. Tempo anche in cui alunni e famiglie devono decidere se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica. Nulla di nuovo, nulla di strano. Eppure “Avvenire”, quotidiano dei vescovi italiani, segnala quest'anno una “grave anomalia”: intere classi di studenti potrebbero non scegliere l'ora di religione.

di Adele Orioli

Per gli studenti è tempo di iscrizioni per il prossimo anno scolastico (entro il 28 febbraio) e “Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, ci informa allarmato dell'esistenza di una “strana confusione”, a suo dire foriera di gravi danni per alunni e famiglie, per quanto riguarda l'Insegnamento della Religione Cattolica (Irc).

Ma facciamo un passo indietro. All'atto dell'iscrizione in una scuola pubblica di ogni ordine e grado viene di norma consegnato un modulo (modello B) con il quale è possibile scegliere se avvalersi o meno dell'Irc; i non avvalentesi devono invece attendere l'inizio dell'anno scolastico per ricevere un ulteriore modulo (modello C) e decidere se frequentare la cosiddetta ora alternativa. Questi inspiegabili mesi di “differita” portano quasi sempre al risultato, facilmente prevedibile, di procrastinare, in alcuni casi sine die, l'organizzazione, la programmazione e l'avvio degli insegnamenti alternativi alla religione.

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Cosa la Chiesa non vuole che tu sappia  

È stato spesso enfatizzato il fatto che la Cristianità è diversa da ogni altra religione, poiché essa è tale per indiscutibili eventi accaduti entro un breve periodo di tempo, circa 20 secoli fa.  Quelle storie sono presentate nel Nuovo Testamento e, come le nuove prove dimostrano, diverrà chiaro che esse non rappresentano la realtà storica.  La Chiesa è d'accordo, dicendo:
"Le nostre fonti documentali di conoscenza sulle origini della Cristianità e i suoi recenti sviluppi, sono principalmente le Scritture del Nuovo Testamento, l'autenticità delle quali noi dobbiamo, in larga misura, ritenere per certa." (Catholic Encyclopedia, Farley ed., vol. iii, p. 712)
 
La Chiesa fa straordinarie ammissioni sul suo Nuovo Testamento.  Per esempio, quando discute l'origine di quelle scritture, "il più eminente corpo di opinioni accademiche mai assemblato" (Catholic Encyclopedias, Preface), ammette che i Vangeli "non risalgono al primo secolo dell'era Cristiana" (Catholic Encyclopedia, Farley ed., vol. vi, p. 137, pp. 655-6).  

Questa affermazione è in conflitto con le asserzioni del clero che i primi Vangeli furono progressivamente scritti nei decenni successivi alla morte di Gesù Cristo.  In una annotazione a parte, la Chiesa aggiunge che "i più remoti manoscritti ancora esistenti [del Nuovo Testamento], in effetti, non è più antica della metà del quarto secolo dopo Cristo" (Catholic Encyclopedia, op. cit., pp. 656-7).  

Vale a dire, qualcosa come 350 anni dopo il tempo in cui la Chiesa afferma che un Gesù Cristo ha camminato sulle sabbie della Palestina, e qui la vera storia delle origini Cristiane scivola in uno dei più grandi buchi neri della storia.  C'è comunque una ragione perché non c'erano Nuovi Testamenti fino al quarto secolo: essi non erano stati scritti fino ad allora, e qui noi troviamo la prova della più grande errata rappresentazione di tutti i tempi. 

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Il falso Processo Pilato Gesù

“Ti prego danza per me Salomè”. Chi di voi non ha visto, almeno una volta, il film hollywoodiano dove Erode chiede alla figlia della sua nuova moglie e cognata Erodiade di danzare per lui, mentre in cambio la bella Salomè gli chiede la testa di Giovanni il Battista su un piatto d'argento? “Chi volete che io liberi, Gesù o Barabba?”, chiese Pilato al popolo ebraico. Quanti film, documentari e racconti avete visto su queste due storie, apparentemente dissimili, ma in realtà costruite di fantasia su un solo personaggio di nome Giovanni di Gamala (rivoluzionario sdoppiato nei vangeli in Giovanni detto Battista e Gesù)? Vediamo le prove di queste asserzioni, ricostruendo la storia a distanza di 2000 anni.

Dagli Atti degli Apostoli di Luca:
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa e fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro.

In questo passo ci troviamo con un Giovanni fratello di Giacomo che i Padri apologisti cercarono di sostituire con Gesù per cercare di nascondere il primogenito di Giuda il Galileo: Giovanni. In quest'altro passo di Giuseppe Flavio troviamo infatti Giacomo e Simone figli di Giuda il Galileo, ne consegue che anche Giovanni, essendo fratello di Giacomo è suo figlio.

Oltre a ciò Giacomo e Simone, figli di Giuda il Galileo, furono posti sotto processo e per ordine di Tiberio Alessandro vennero crocifissi; questi era il Giuda che – come spiegato in precedenza – aveva aizzato il popolo alla rivolta contro i Romani, mentre Quirino faceva il censimento in Giudea (Antichità giudaiche XX: 101-102).

Poi una volta che l'angelo libererà dalla prigione Simone, continueranno la farsa facendolo andare a casa di Maria dove trova Giovanni, cui aggiunsero spudoratamente detto Marco, nome romano improponibile per gli ebrei sopratutto in quel contesto storico. Gli stessi personaggi, Simone e Giovanni ancora una volta riuniti a casa di Maria, che verrà replicata con una sfacciataggine senza precedenti, e che culminerà nella replicazione di un altro Giacomo fratello di Giovanni per coprire la verità.

Questo è il motivo per cui non troviamo traccia di Giovanni tra i fratelli di Gesù nei vari passaggi dei vangeli, Gesù e Giovanni sono la stessa persona, o per meglio dire Gesù fu costruito su Giovanni figlio di Giuda il Galileo, legittimo erede al trono perché morto il padre Giuda, Giovanni era il primogenito della famiglia degli Asmonei che fu tolta dal trono di Israele dai romani che la sostituirono con la dinastia degli Erodiani di sangue misto arabo.

Quindi re Erode il Grande, morto nel 4 a.C., cercò di eliminare Giovanni dando l'ordine di uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni.
Ma nella storiella che ci hanno fin qui propinato si è sempre detto che Erode cercava Gesù, e per questo motivo la chiesa rese apocrifo un vangelo dove si diceva la verità, possiamo leggere difatti nel protovangelo di Giacomo capitolo 22/23:

Accortosi di essere stato giocato dai magi, Erode si adirò e mandò dei sicari, dicendo loro: "Ammazzate i bambini dai due anni in giù". Maria, avendo sentito che si massacravano i bambini, prese il bambino, lo fasciò e lo pose in una mangiatoia di buoi. Anche Elisabetta, sentito che si cercava Giovanni, lo prese e salì sulla montagna guardandosi attorno, ove nasconderlo; ma non c'era alcun posto come nascondiglio.

Elisabetta, allora, gemendo, disse a gran voce: "Monte di Dio, accogli una madre con il suo figlio". Subito il monte si spaccò e l'accolse. E apparve per loro una luce, perché un angelo del Signore era con loro per custodirli. Erode, nel mentre, cercava Giovanni, e mandò dei ministri da Zaccaria, dicendo: "Dove hai nascosto tuo figlio?". Rispose loro: "Io sono un pubblico ufficiale di Dio e dimoro costantemente nel tempio del Signore, non so dove sia mio figlio". I ministri se ne ritornarono per riferire tutto ciò a Erode. Adiratosi, Erode disse loro: "E' suo figlio colui che regnerà su Israele!". Mandò, perciò, di nuovo da lui per dirgli: "Dì proprio la verità: dov'è tuo figlio? Sai bene che il tuo sangue sta sotto la mia mano".

Rileggete più volte il passo e vi accorgerete che Erode cercava Giovanni e che Maria nascose Gesù solamente perché non trovandolo, l'ordine era di uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni, inoltre Erode dice che è Giovanni che regnerà su Israele essendo legittimo erede al trono in quanto di sangue Asmoneo, un Giovanni cui aggiunsero l'epiteto di Battista per camuffarne l'identità, creando poi il suo alter-ego Gesù per ricopiare l'allegoria solare Horus/Seth dove Horus è il sole nascente come Gesù è il solstizio invernale con le giornate che iniziano ad allungarsi dal 25 dicembre in poi, e Seth è l'oscurità cosi come Giovanni Battista che si festeggia il 24 Giugno è il sole calante del solstizio estivo dove le giornate iniziano ad accorciarsi.

Per confondere ulteriormente le acque l'evangelista Luca decise poi di allontanare la nascita di Giovanni da sotto Erode il Grande che morì nel 4 a.C., facendo partorire la madre di Giovanni sotto il censimento di Quirino nel 6 d.C., e lo stesso fece per il suo alter-ego Gesù con il risultato di mettere in stato di gestazione sia Elisabetta madre di Giovanni che l'inventata Maria madre dell'inventato Gesù per ben 11 anni. Vediamo quindi i passi in oggetto cosa disse l'inventato angelo di Luca a Zaccaria, padre di Giovanni e marito di Elisabetta, di cui ovviamente non si trova traccia nella storia.

Dal vangelo di Luca l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni.
Poi dopo sei mesi va da Maria
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.»

Riepiloghiamo, due vergini entrambe fecondate dallo Spirito Santo sotto Erode il Grande che morirà nel 4 a.C., che cerca Giovanni, ma non riuscendo a trovarlo per paura che da grande lo possa detronizzare in quanto erede al trono di Israele dà il mandato di uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni, lasciando quindi intendere che la nascita di Giovanni dovrebbe essere intorno al 5/6 a.C., e Maria per paura di questo fugge anche lei con Gesù. Ma le due vergini partoriranno sotto il censimento di Quirino stando cosi con i due feti nel grembo per oltre undici anni. Oltre al censimento del 6 d.C., non vi è nessuna traccia nella storia sotto Quirino, nonostante le affannose ricerche degli esegeti in fibrillazione per quest'altra clamorosa falsificazione di Luca per cercare di coprire l'identità di Giovanni figlio di Giuda di Gamala.

Ora la vita di Giovanni sarà accompagnata durante il suo percorso da un Gesù inventato, che lo sostituirà nel finale della storia dopo che Giovanni verrà ucciso in quanto rivoluzionario, per essere poi sostituito da questo pacifico predicatore che ne prenderà il posto per essere poi immolato su di una croce. Giovanni andrà nel deserto e lo stesso farà Gesù in seguito, Giovanni battezzava sul fiume Giordano e Gesù farà lo stesso, infine Giovanni lo battezzerà dicendo, con un clamoroso passaggio di consegne, ecco l'agnello di Dio. Poi molti seguaci di Giovanni lo lasceranno per andare con Gesù e chi rimase con Giovanni si lamenterà dicendo che gli ha preso il posto e che ora egli ha più seguaci di lui. Infine dopo che Erode Antipa uccise Giovanni perse la guerra con re Areta ed imputò la colpa a Giovanni dicendo che Gesù era Giovanni resuscitato, ma ovviamente queste sono le parole mai pronunciate da Erode Antipa ma scritte dai redattori dei vangeli per la sostituzione definitiva tra i due personaggi.

Dopo la morte di Giovanni sappiamo che Gesù fece tre anni di predicazione prima di essere crocifisso nel 33 d.C., per cui cercarono di retrodatare la morte di Giovanni al 29, ma i loro clamorosi errori ci permettono di far vedere come se Gesù fosse realmente esistito esso mori addirittura prima di Giovanni, vediamo perché.

Sappiamo che Giovanni fu giustiziato poco prima della sconfitta di re Erode Antipa con re Areta nel 36 d.C., e poco dopo la morte del fratello di Erode Antipa, cioè Filippo nel 34 d.C., difatti in un antico testo di Flavio Giuseppe in russo antico si scordarono di tagliare una frase che ci permette di sapere che Giovanni era vivo dopo la morte di re Erode Filippo, dove possiamo leggere:

"Filippo, essendo al potere, ebbe un sogno in cui un'aquila gli aveva strappato entrambi gli occhi. Egli riunì tutti i suoi saggi. Mentre tutti spiegavano il sogno in maniera diversa, venne a lui, improvvisamente e senza essere chiamato, quell'uomo di cui abbiamo parlato in precedenza, che camminava vestito di pelli d'animali e purificava il popolo nelle acque del Giordano. Ed egli disse "Ascolta la parola del Signore. In questo sogno che hai avuto, l'aquila è la tua venalità, poiché quest'uccello è violento e rapace e quest'uccello ti strapperà gli occhi, che sono la tua provincia e la tua donna". E quando ebbe così parlato Filippo morì prima di sera ed il suo dominio fu dato ad Agrippa".

Quindi possiamo stabilire che Giovanni fu ucciso nel 35 d.C., quando Gesù doveva essere già morto nel processo con Pilato nel 33. d.C., ed è logico supporre il motivo per cui nei testi in greco questo passo di Flavio Giuseppe fu censurato, mentre non esisterebbe nessun motivo valido per farne invece un'aggiunta da parte dei padri amanuensi nel testo in slavorum dove il passo sfuggi loro non pensando alle conseguenze.

Ma le falsificazioni non sono finite qui in quanto Giuseppe Flavio ci dice prima che la fortezza del Macheronte era sotto il dominio di re Areta, poi dice che Giovanni dopo essere stato arrestato da re Erode Antipa fu portato in quella fortezza, ed è un'evidente falsificazione per nascondere la vera prigione che era Sebaste, come ci dice lo storico Malalas e dove a tutt'oggi si venera la tomba di Giovanni detto Battista.

Ma perché coprire Sebaste come vero luogo della prigionia? Per il semplice fatto che li il prefetto Pilato aveva una coorte di 600 legionari, la stessa coorte di cui ci parla l'evangelista Giovanni che si mosse da Gerusalemme per andare a catturare Gesù sul monte degli ulivi, dove era accampato insieme a molti uomini armati di spade.

Gesù Pilato, un falso processo inventato e non possibile storicamente.

Pilato fu prefetto dal 26 al 36 d.C., ma se Gesù iniziò la sua predicazione, che durò tre anni, dopo la morte di Giovanni che avvenne nel 35 d.C., questo ci porta a colocare la sua cattura processo e morte nell'anno 38 d.C., quando Pilato non era più prefetto e per giunta costretto ad andare a Roma dopo la strage dei samaritani del 36 d.C.

Processo di Gesù e monte degli ulivi inventati per coprire cosa?

Per coprire il vero profeta giustiziato: Giovanni, a tutt'oggi riconosciuto messia dai Mandei, che dicevano di Gesù essere un falso profeta, e con ragione visto che è stato costruito proprio su Giovanni che abbiamo visto essere stato ucciso nel 35 d.C., quando un uomo che si disse essere un profeta, radunò ai piedi del Monte Garizim, in un piccolo villaggio chiamato Tirathana, una moltitudine di persone armate di spade e bastoni per portarli a vedere i sacri vasi che Mosè aveva depositato sulla cima del monte.

Falsa aggiunta dei padri apologisti quella dei vasi sacri, non vi erano vasi sul monte e le armi non servivano di certo per una scampagnata innocua, che costrinse Pilato a raggiungere la sommità del monte con l'intera coorte che parti da Sebaste dove poi fu imprigionato Giovanni e decapitato.

Ecco la vera storia di quel che successe: Il re Erode Antipa aveva ripudiato come sposa la figlia del re Areta de Petra e per giunta iniziò una relazione amorosa con la moglie del fratello Filippo che si chiamava Erodiade, che aveva una figlia di nome Salomè, cosa severamente vietata dalle leggi ebraiche.

Giovanni approfitto di questo per radunare una gran folla armata a Tirathana per attaccare re Antipa che era andato contro le leggi ebraiche, approfittando tra l'altro del fatto che, morto suo fratello Filippo, sposando Erodiade avrebbe allargato le terre sotto il suo dominio prendendo anche quelle di suo fratello, aumentando cosi la sua forza e potere nei confronti di re Areta, che per questo motivo gli dichiarò guerra.

Giovanni aveva l'occasione della vita per spodestare l'usurpatore del suo trono e che sapeva essere sull'orlo di un conflitto con re Areta. Ma Erode Antipa chiamò in soccorso Ponzio Pilato che prevenne la sommossa sterminando i rivoltosi e catturando i capi della rivolta tra cui il Giovanni figlio di Giuda di Gamala a cui verrà aggiunto Battista o battezzatore. Giovanni, catturato ed ucciso nel 35 d.C. (proprio quando ci fu la rivolta del monte Garizim), che fu sostituito con il Monte degli Ulivi, cosi come la coorte che da Sebaste fu spostata a Gerusalemme dove Pilato ne aveva un'altra.

Poi io ipotizzo che Giovanni, dopo essere stato catturato, venne portato a Gerusalemme facendolo salire su di un asino per irriderlo e mostrarlo come monito a chi osava rivoltarsi contro i romani, lo crocifissero insieme agli altri capi della rivolta e poi gli mozzarono la testa, riportando in seguito il suo corpo a Sebaste dove è a tutt'oggi venerato e meta di pellegrinaggio.

2000 anni di menzogne, svelate attraverso anni di ricerche, che metto a disposizione di tutta l'umanità affinché diffondiate anche voi quello che è il più grande inganno che questo pianeta abbia mai conosciuto.

Grazie a tutti Alessandro De Angelis

Vietato scegliere. La Cei e l’ora di religione

 Febbraio, tempo di iscrizioni scolastiche. Tempo anche in cui alunni e famiglie devono decidere se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica. Nulla di nuovo, nulla di strano. Eppure “Avvenire”, quotidiano dei vescovi italiani, segnala quest'anno una “grave anomalia”: intere classi di studenti potrebbero non scegliere l'ora di religione.

di Adele Orioli

Per gli studenti è tempo di iscrizioni per il prossimo anno scolastico (entro il 28 febbraio) e “Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, ci informa allarmato dell'esistenza di una “strana confusione”, a suo dire foriera di gravi danni per alunni e famiglie, per quanto riguarda l'Insegnamento della Religione Cattolica (Irc).

Ma facciamo un passo indietro. All'atto dell'iscrizione in una scuola pubblica di ogni ordine e grado viene di norma consegnato un modulo (modello B) con il quale è possibile scegliere se avvalersi o meno dell'Irc; i non avvalentesi devono invece attendere l'inizio dell'anno scolastico per ricevere un ulteriore modulo (modello C) e decidere se frequentare la cosiddetta ora alternativa. Questi inspiegabili mesi di “differita” portano quasi sempre al risultato, facilmente prevedibile, di procrastinare, in alcuni casi sine die, l'organizzazione, la programmazione e l'avvio degli insegnamenti alternativi alla religione.
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