Nessuna delle Apocalissi Allarmistiche sul Clima si è presentata o è addirittura possibile

lunedì 30 luglio 2012

Mangiar carne, un'abitudine indotta

Qualcuno rivendica la naturalezza del mangiar carne tirando in causa l'uomo primitivo e il nostro essere 'onnivori', ma è davvero così? Andrea Romeo ci spiega di come mangiamo innanzitutto con le parole della nostra cultura. Quest'ultima gioca un ruolo fondamentale nell'acquisizione e accettazione di certe pratiche, come quella di mangiare alcuni animali e non altri.

di Andrea Romeo - 27 Luglio 2012

mucca carne

È un dato oggettivo e indiscutibile il fatto che nelle diverse culture del pianeta ci si alimenti di animali diversi 
 
Quo usque tandem abutere, homo, patientia nostra?
(Fin quando abuserai, o uomo, della nostra pazienza?)
Alfred Korzybsky era uno scienziato e filosofo polacco, famoso per aver sviluppato la teoria della general semantics (o semantica generale) secondo cui l'essere umano è limitato dalla struttura del suo sistema nervoso e da quella del suo linguaggio. Una visione sicuramente strutturalista che, seppur abbia dei limiti in quanto circoscrive fortemente ogni fattore 'decisionale' e 'l'autonomia' del 'soggetto' all'interno di un sistema strutturato, in generale porta con sé ineluttabili verità. 

La prova che la teoria di Korzybsky sia corretta può essere infatti dipinta attraverso un famoso aneddoto che vede come protagonisti lo stesso filosofo polacco durante una sua lezione ed i suoi studenti. L'aneddoto viene riportato sia sul sito di Wikipedia italiano che su quello inglese alla voce relativa al personaggio in questione, per cui ricopio lo stesso dal sito italiano:

“Un giorno, mentre teneva una lezione ad un gruppo di studenti, s'interruppe per prendere dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco. Borbottò che aveva solo bisogno di mandar giù qualcosa, e offrì i biscotti agli studenti seduti nella prima fila. Alcuni ne accettarono uno. – Buoni questi biscotti, non vi pare? – disse Korzybski dopo averne preso un secondo. Gli studenti masticavano vigorosamente. Poi tolse il foglio bianco mostrando il pacchetto originale.

Sul quale c'era l'immagine di una testa di cane e le parole 'biscotti per cani'. Gli studenti videro il pacchetto e rimasero scioccati. Due di loro si precipitarono fuori dall'aula verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocche. – Vedete signori e signore? – commentò Korzybski – ho appena dimostrato che la gente non mangia solo il cibo, ma anche le parole, e che il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde”. 

Con questo esperimento Korzybsky dimostrò che il pregiudizio, costruito attraverso i discorsi, assume un ruolo essenziale nel nostro rapportarci con la realtà, ovvero la nostra interazione con la realtà stessa è filtrata dal linguaggio e quindi dalla cultura (dato che, come affermano importanti studiosi di semiotica, 'non vi può essere cultura senza linguaggio'). 

macello maiali

Qualcuno rivendica la naturalezza del mangiar carne tirando in causa l'uomo primitivo e il nostro essere 'onnivori' 
 
Questo illuminante aneddoto ci dice molto sul rapporto tra uomo e realtà e ci aiuta anche a far luce su alcuni meccanismi che riguardano il consumo di carne. È difatti un dato oggettivo e indiscutibile il fatto che nelle diverse culture del pianeta ci si alimenti di animali diversi pur avendo queste, almeno virtualmente, a disposizione le stesse (o quasi) specie animali. Ad esempio, il cane vive sia in Italia che in Cina, eppure mentre nel primo paese questo essere vivente viene definito come 'il miglior amico dell'uomo' nel secondo è considerato 'una prelibata delicatessen'. 

In Italia ci si nutre di cavalli, maiali, vacche, pollame, pecore, tonni e conigli come se fossero acqua minerale, animali che in altri paesi invece sono visti come sacri o comunque non come cibo: mangiar carne di cavallo è ad esempio un atto barbarico per uno statunitense, mangiar coniglio una follia per un britannico mentre mangiar vacca un reato per un indiano. I giapponesi sono grandi consumatori di delfini, cosa che agli occhi di un occidentale sembra quasi un atto di cannibalismo. In Tailandia il ratto e le cavallette sono tra i piatti tipici, esseri orripilanti nel 'civile' occidente. L'India, a sua volta, vanta una millenaria tradizione vegetariana che coinvolge oggi trecento milioni di persone tali dalla nascita, dato che rinforza maggiormente l'idea che il mangiare (o il non mangiare) animali in generale sia una pratica del tutto culturale. 

Qualcuno affermerà che in condizioni estreme anche un italiano mangerebbe il cane e probabilmente un indiano una vacca. Questo fatto è indiscutibile. Infatti il caso del disastro aereo sulle Ande, dove i superstiti si nutrirono per mesi dei cadaveri degli altri passeggeri, dimostra come l'uomo in condizioni estreme possa nutrirsi perfino dei suoi stessi simili. Inoltre sappiamo di culture (come gli aztechi ad esempio) in cui il cannibalismo era una cosa naturalissima, ma non è questo il punto. 

Il punto è che se ad un italiano, in condizioni non estreme, viene servito al ristorante un cane, un piatto di cavallette o un topo, probabilmente (tranne che per alcuni casi sporadici o patologici e a meno che la cosa non gli venga nascosta come nell'esperimento di Korzybsky) questo reagirà disgustato, mentre per la stessa persona è cosa normale nutrirsi di conigli, cavalli, escargot e altri animali certamente disgustosi per gli appartenenti ad altre culture.
carne
I nostri parenti appena 50-60 anni fa avevano un consumo di carne molto irrisorio
 
La spiegazione a questa strana 'discriminazione' a prima vista del tutto arbitraria, seguendo la teoria di Korzybsky, avrebbe dunque natura endogena ovvero risiederebbe per l'appunto nell'abitudine indotta dalla cultura attraverso il linguaggio e, ovviamente, la pratica che col tempo diventa abitudine: l'uomo mangia innanzitutto con le parole della propria cultura. Ne consegue che l'uomo occidentale medio trovi ripugnante trovare un pelo di sopracciglio nel suo McBurger (dicono per motivi igienici), ma non il nutrirsi delle interiora (cotte ovviamente) di un altro animale proveniente da chissà dove e nutrito con chissà cosa (magari con immondizia).

Qualcuno rivendica la naturalezza del mangiar carne tirando in causa l'uomo primitivo e il nostro essere 'onnivori' (quindi saremmo biologicamente ed istintivamente mangiatori di muscoli alla brace e scatolette di tonno), rinnegando dunque l'evidente dato di fatto che la cultura in cui è immerso ha giocato (e gioca) un ruolo fondamentale nell'acquisizione e accettazione di certe pratiche (mangiare certi animali e non altri, selezionarne i pezzi commestibili attraverso l'uso di tecnologie per la lavorazione, la cottura etc.).

In realtà ogni riferimento all'uomo primitivo per la difesa di queste pratiche appare soprattutto retorica e l'unica vera certezza che abbiamo è che - almeno stando alla decodificazione dei più antichi testi filosofici e religiosi - l'uomo predichi la compassione nei confronti degli altri animali e denunci l'uccisione inutile di questi almeno da quando esiste la scrittura e, viceversa, gli anatemi erano connessi a rituali ecatombici di tipo religioso di alcune culture. 

dieta vegetariana

Il continuo aumento di vegetariani in Europa e negli USA desta preoccupazione alle industrie della carne
 
Infine, dato di fatto inconfutabile, è che prima dell'avvento dell'industrializzazione non era minimamente possibile consumare le quantità industriali di carne e derivati proprie dell'era industriale, anzi sappiamo che, senza andare tanto lontano nel tempo, i nostri parenti appena 50-60 anni fa avessero un consumo di carne molto irrisorio. 

La situazione attuale deriva dal mito antropocentrico occidentale che giustifica la reificazione della vita in nome di una presunta 'emancipazione' (da cosa? Dalla Natura? Ma questa è una amputazione!) dell'uomo, e raggiunge i suoi effetti massimi con le raffinate pratiche capitalistiche legate al processo industriale (un Sisifo che trasporta capitali) e attraverso i potentissimi media tecnologici che hanno stabilito l'accettazione e l'acquisizione da parte delle masse di questi devastanti modelli negli ultimi 40 anni: del resto extra Ecclesiam… 

Uno studio recente condotto da due sociologi (Cole e Morgan) che hanno analizzato la stampa britannica per un anno nel 2007, studio pubblicato nel 2011 sul The British Journal of Sociology, ha mostrato come ben il 74,3 % degli articoli di giornale presi in esame (su un totale di 397) in cui viene discusso o soltanto citato il veganismo, affronti la questione in modo superficiale e derisorio concentrandosi soprattutto sugli 'stravaganti' stili di vita dei vegani (specie se famosi), sulla impossibilità di essere coerenti (e quindi sulla inutilità della causa – tanto vale continuare a mangiar costolette di maiale), su un ascetismo rivolto alla rinuncia (invece di parlare di scelta!), su una presunta aggressività, ma senza mai affrontare le vere ragioni sul perché essere vegani (violenza nei confronti degli animali, una economia aggressiva non sostenibile, l'inutilità della carne nella dieta, etc.). 

carne

I media in modo diretto lanciano messaggi finalizzati alla persuasione della massa per il consumo di animali
 
Soltanto il 5,5 % degli articoli analizzati effettivamente tratta la tematica in modo approfondito, concentrandosi sugli argomenti portati dai vegani invece che sui pettegolezzi. La ricerca evidenzia altresì che il continuo aumento di vegetariani in Europa e negli USA desta preoccupazione alle industrie della carne, e da qui ne deriva questo tentativo di emarginare il 'problema', ridicolizzando il movimento (si parla di vera e propria vegafobia). 

Quindi si osserva come i media in modo diretto lancino messaggi finalizzati alla persuasione della massa per il consumo di animali (le pubblicità con le vacche felici per intenderci, o i consigli di attori mascherati da medici) legati soprattutto ad interessi economici, e indirettamente ghettizzino il 'diverso', mantenendo (o cercando di mantenere) di fatto coesa la massa verso un certo tipo di consumo mascherato da 'tradizione', e questo a prescindere da ciò che i vegani abbiano da dire realmente sulla questione animale legata anche alla salute dell'uomo e del pianeta. Anche in Italia assistiamo agli stessi teatrini. Il lavoro del linguaggio (e quindi dei media) in questo contesto è essenziale.
In tutto ciò le uniche inconsapevoli e innocenti a rimetterci le penne rimangono le ignare vacche (et similia) che, se fossero capaci di esprimersi con il nostro linguaggio, tra un ciuffo d'erba e l'altro, probabilmente ci chiederebbero: “per quanto tempo ancora abuserete, umani, della nostra pazienza?”.

Fonte:  

"cloud seeding igroscopico"


Evoluzione delle scie chimiche in atto nella provincia di Lecco a Montevecchia, alle ore 20.30





Cirri sintetici di scie chimiche persistenti
con velivoli in evoluzione permanente



Tratto della superstrada lecchese con cielo in evoluzione 
igroscopica di scie chimiche



Sole opacizzato da "velature" sintetiche 
 scie rilasciate sopra altre scie



Sole offuscato da "velature" lattiginose biancastre in espansione




arpeggi di scie chimiche      


  
 Crepuscolo deturpato dalle igroscopiche scie sintetiche

Dicono che questo è una cosa normale, un cielo che anche in passato c'è sempre stato, io non ricordo ne da bambino ne da adulto un cielo così tremendamente deturpato.

Non serve imprecare, tutto quello che doveva essere detto, le interrogazioni parlamentari (otto) sono state fatte, nessuna risposta è stata data, è un rimbalzo di responsabilità, dal vertice, fino al basso delle istituzioni che dovrebbero "dovrebbero" tutelarci, tutto è stato puntualmente stato messo a tacere.

I responsabili omertosi di questo scempio dei nostri cieli, un giorno pagheranno, sia politici che giornalistici.
Le "velature" sono state omesse anche su tutta la stampa (vergognosa) , che dovrebbe informare la popolazione, difronte alle interrogazioni parlamentari la stampa non ha mai divulgato nulla di nulla.

Non aspettiamoci nulla nemmeno in futuro, la popolazione è troppo obnubilata, assopita, distratta, dalla spazzatura televisiva e giornalistica, solo un timido intervento avviene nei blog in rete, e anche quelli vengono vessati ed etichettati come "complottisti", parola inesatta, perché casomai,  ci possiamo definire complottologhi, persone che studiano il complotto messo in atto da altri

Questo breve video, da la giusta misura che qualcosa non va nei nostri cieli.

domenica 29 luglio 2012

Ipotesi "Nibiru"

ARRIVA NIBIRU?

Clicca QUI per ingrandire la foto

Questa fotografia, (qui sopra riportata) è stata fatta da me il 26 luglio 2012, ho utilizzato una macchina fotografica digitale HP, mettendo l'obiettivo posizionato su di un binocolo modesto, è stato come un gioco, perché vedevo in cielo (quello di Milano) due corpi celesti che alle 4,15 del mattino, brillavano in cielo, non capivo a che astri potessero appartenere, per la mia ignoranza astrale.

La cosa che mi ha sorpreso in questa foto (che pensavo essere sgranata e sfocata), è che una stella il (puntino di sinistra), è nitida e senza sbavature e quella di destra (molto più grande e luminosa) ha un alone tutto intorno e di un colore differente, quella di destra ha un colore brillante bianco, e quella di sinistra è rossastra arancione.


Questa sotto è una fotografia presa in internet, dovrebbe rappresentare "Nibiru", come veniva rappresentato nei testi sumerici e nelle raffigurazioni dei bassorilievi mesopotamici:

Queste sono raffigurazioni assire, babilonesi, egiziane di come veniva raffigurato il dio volante nei cieli (Nibiru,Marduk, Horus, ecc. ecc.), se si da uno sguardo alla fotografia che ho fatto (anche se molto modesta), si può riscontrare una certa somiglianza con le due fotografie postate qui sopra.


Questa è la "presunta" catastrofe planetaria avvenuta milioni di anni fa, quando la Terra era chiamata "Tiamat", sembra, dai testi di Zacharia Sitchin che il pianeta errante catturato dal nostro sistema solare (APSU), ritorni sulla scena del delitto ogni 3600 anni, inserendosi tra Marte e Giove, nella fascia del braccialetto martellato (fascia degli asteroidi)

Ebbene, leggendo in internet oggi ho trovato nel sito "Pianeta Nibiru", queste novità:

Nuovo allarme del 24 Luglio  

In questo nuovo video, come in quello del 20 Luglio, ripropone le date del passaggio di Nibiru, tra il 17 Agosto e il 20 Settembre, passaggio che sarà preceduto da eventi climatici estremi, terremoti, eruzioni vulcaniche ecc... ma dice anche che potrebbe sbagliarsi e che potrebbe non esserci alcun segnale precursore.

Si perché, Nibiru a quanto detto dal fu Professore Zecharia Sitchin, non sempre nei suo passaggi, crea catastrofi, dipende da cosa si porta dietro nella fascia degli asteroidi, e come si inserisce tra Marte e Giove, la distanza ragguardevole con la Terra fa la differenza delle catastrofi.

Ad ogni modo, (sempre nei testi delle tavolette sumeriche tradotte da ZS), si apprende che nel 4000 a.C, Anu, il dio regnante di Nibiru, fece visita alla Terra, e in quell'occasione, non ci furono catastrofi, come successe molto prima con il Diluvio Universale (Nb. il corsivo è mio)

Poi ricorda che questi eventi in parte sono già cominciati, con la forte calura e siccità negli Stati Uniti, le inondazioni disastrose in giro per il mondo, i molti vulcani che danno segni di risveglio e l’aumento della sismicità.
Ripete che la sua fonte è attendibile e che il fatto di comunicare queste date sia per lui un rischio rispetto alla sua credibilità ma comunque ritiene di doverlo fare.

Fa l’immancabile riferimento alla Bibbia e al diluvio che vi è narrato. 




Continuo a non sapere cosa pensare di questo ennesimo allarme ma ricordo dell’invito del direttore della NASA, Charles Bolden, rivolto ai famigliari dei suoi dipendenti e collaboratori esterni.



Potrebbe essere legato soltanto agli sconvolgimenti climatici, soprattutto negli USA, ai quali ormai siamo quasi abituati, ma è alquanto singolare che una persona di quell’importanza si metta a cavalcare la tigre del catastrofismo.

Auguriamoci che siano soltanto le paranoie di chi ha studiato troppo a lungo l’esistenza del famigerato pianeta Nibiru o che ci siano degli interessi di vario genere per continuare a tenerci sotto pressione.

Fonti.

giovedì 26 luglio 2012

La follia del raffreddamento della Terra

UNA IPOTESI MA NON L'UNICA, SULL'OSCURAMENTO DELLA LUCE SOLARE

Bill Gates raccoglie fondi per spruzzare particelle artificiali di zolfo in atmosfera per il 'raffreddamento del pianeta'

I geo-ingegneri stanno finalmente uscendo allo scoperto sulle "scie chimiche" e, come le relazioni stanno ora emergendo in merito ai progetti deliberati nei lavori per eseguire e scaricare innumerevoli tonnellate di prodotti chimici di solfato nell'atmosfera allo scopo presunto di combattere il cosiddetto "riscaldamento globale".

Sia nel Regno Unito che in altri stati stanno segnalando che un fondo di ricerca multi-milionario di dollari, sia stato avviato e finanziato dal fondatore della Microsoft e che il vaccino che ha appassionato di Bill Gates, venga utilizzato per finanziare il progetto. E' un grande pallone aerostatico sospeso a 80.000 piedi sopra Fort Sumner, New Mexico e, rilascerà dei solfati in atmosfera entro il prossimo anno.

Lo scopo dichiarato di questo massiccio rilascio di particelle di solfati tossici è che così facendo potrà presumibilmente riflettere i raggi solari nell'atmosfera, e quindi raffreddare il pianeta. Ma molti gruppi ambientalisti e difensori del senso comune stanno denunciando questa idea come pericolosa, e che potrebbe causare danni permanenti agli ecosistemi in tutto il mondo.

Pat Mooney, direttore esecutivo del Gruppo ETC, un gruppo di protezione ambientale canadese , ha detto: "l'impatto include la possibilità di ulteriori danni allo strato di ozono, e lo stravolgimento delle precipitazioni, in particolare nelle regioni tropicali e subtropicali, potenzialmente vengono minacciate le forniture alimentari di miliardi di persone",

"E non farà nulla per ridurre i livelli di gas serra nell'atmosfera o fermare l'acidificazione degli oceani. La solare geo-ingegneria è destinata ad aumentare il rischio di conflitti connessi al clima internazionale, dato che ad oggi questo tipo di modello geo-ingegneristico presenta maggiori rischi per il Sud del mondo".

Ma la corte di sicurezza Gates, persiste nei suoi sforzi dei geo-graffiti nel mondo e, di come i suoi scienziati insistono sul fatto che i governi non stanno facendo abbastanza per combattere i presunti impatti ambientali del riscaldamento globale. Se i governi dovessero rifiutarsi di applicare alte tasse sul carbonio sufficienti per eliminare i gas a effetto serra, la  Gates e Co. quindi in altre parole, crede di non aver altra scelta, per "salvare il pianeta" da inquinanti usando particelle di solfati.
Spruzzare i cieli con le particelle di solfato distruggerà il pianeta più velocemente del 'riscaldamento globale'.


 
Però, le particelle di solfato sono tossiche, e costituiscono il tipo stesso di particolato ambientale (PM) che la US Environmental Protection Agency (EPA) ritiene essere un inquinante nocivo dell'aria.
Spruzzare deliberatamente i cieli con minuscole particelle composte da qualsiasi materiale, di quella materia, è pericoloso sia per la salute respiratoria nell'uomo che per gli animali, nonché le fonti di acqua, suolo e altre risorse ambientali delicate.

"Le particelle di solfato causano pioggia acida, possono causare danni alla salute, alla vita marina, nei fiumi e nei laghi contaminandoli, provocandone la morte biologica", lo dice una guida in linea sull'inquinamento delle acque  (http://www.water-pollution.org.uk / health.html). Il rapporto della University of Washington (UW) spiega anche che le particelle di solfato "contribuiscono alle piogge acide, causando irritazione ai polmoni, ed è stata anche la principale colpevole nel causare la foschia che ha oscurato una visione chiara del Grand Canyon."

Bloccare il sole con particelle riflettenti, è anche privare gli esseri umani all'esposizione alla luce solare naturale, che è una fonte primaria di vitamina D nel corpo per la generazione naturale di promozione della salute. Così ancora una volta, Bill Gates è al timone di un progetto che cerca di controllare il clima in modi artificiali usando sostanze chimiche tossiche, uno sforzo che sicuramente creerà tutti i tipi di problemi potenzialmente irreversibili per l'umanità e il pianeta.

Traduzione e adattamento a cura di wlady.
Fonte originale in lingua inglese:
http://www.naturalnews.com/036583_geoengineering_Bill_Gates_global_warming.html
Fonti per questo articolo comprendono:
http://www.infowars.com
http://www.guardian.co.uk
 
Nota aggiuntiva:

Alla Conferenza Technology, Entertainment and Design 2010 tenuta a Febbraio a Long Beach, in California, il fondatore di MIcrosoft Bill Gates, ha ridotto il problema del nostro pianeta ad una semplice equazione.

L'obiettivo, ha detto Gates, era quello di "fare tendere questa fino a zero". Riferendosi alla P(ersone) in particolare, egli ha detto:"Ora, se facciamo un ottimo lavoro sui nuovi vaccini, le cure sanitarie e i servizi alla salute riproduttiva, noi potremmo ridurla forse del 10 o 15 percento."

Piuttosto che condurre a un aumento della vita, lo scopo originario dei vaccini e delle cure sanitarie, il loro grande vantaggio, nella mente di Gates esiste il fatto che queste potrebbero essere utilizzate per ridurla.

martedì 24 luglio 2012

Un "cuore" di medusa

Video del medusoide 

creato da cellule cardiache del topo 

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.07.2012


Ecco il video della Harvard University del medusoide costruito in laboratorio. Sembra una medusa, si muove in acqua come una medusa, ma è in realtà costituito da cellule cardiache dei ratti e silicone. Dovrebbe aiutare, secondo i ricercatori, a costruire il primo cuore artificiale completamente autonomo da fonti di alimentazione elettrica esterna.
 




La Harvard University e il California Institute of Tecnology hanno realizzato questo piccolo Frankenstein e hanno pubblicato la ricerca oggi sulla rivista Nature Biotechnology, che mostra per la prima volta come sia possibile creare forme simili alla vita biologica replicando la struttura e la funzione di creature semplici, in questo caso una medusa. Le sue proprietà pulsanti, come quelle di un cuore umano, suggeriscono anche che il “Medusoide” un giorno potrebbe portare a nuovi dispositivi terapeutici, quali pacemaker, costituiti da sostanze organiche.

“Come ingegneri, siamo molto bravi con le materie plastiche e i metalli, ma nel lungo termine riteniamo che l’approccio più valido sia quello di costruire questi componenti con materiali biologici,” ha detto John Dabiri, autore dello studio e professore presso il CalTech. “Il quadro generale è quello di cercare di sviluppare strumenti per migliorare la tecnologia biomedica – in modo da riparare un cuore danneggiato.”

Gli scienziati hanno realizzato il medusoide dalle cellule cardiache di cavie per poter fornire la funzione di pompaggio, ed hanno utilizzato una membrana di silicone per dare una struttura elastica al sistema in modo da realizzare la funzione di pompa. Infine, la membrana è stata ricoperta da una proteina disposta nello stesso schema di montaggio dei muscoli di una medusa. Hanno poi verificato che effettivamente si muovesse liberando il medusoide in una pozza di liquido fornendo una scossa elettrica per attivare il moto.

Dabiri ha detto di voler creare una versione del medusoide che non ha bisogno di una fonte esterna di energia – a meno di quella biologica per le cellule, un passo fondamentale verso la creazione di un organo vitale. Gli attuali cuori artificiali sono passivi, e hanno bisogno di una carica elettrica per che dà loro l’impulso.

L’analogia con la creatura di Frankenstein “mi è venuta in mente quando ho iniziato a lavorare su questo progetto”, ha detto Dabiri. “Il nostro obiettivo però è più nobile, almeno mi auguro – vogliamo usare questo simil-organismo per migliorare la vita delle persone.”

Un organo sostitutivo che non ha bisogno di energia elettrica per funzionare e in grado di assorbire le sostanze nutritive dal flusso sanguigno di un paziente, proprio come fanno gli organi veri e propri, sarebbe qualcosa di realizzabile a breve,entro un anno secondo i ricercatori del team.

Fonte: 



venerdì 20 luglio 2012

Il segnale e la conduzione ibridata







Il segnale d'attivazione per l’ibridazione sarebbe lanciato dal l'élite mondiale, ma solo necessariamente dopo una lunga e meticolosa preparazione nella quale è studiato ogni dettaglio, perché questi sono assolutamente deterministici e privi di fantasia.

Assumendo che sia in atto una manipolazione genetica mondiale nella quale gli addotti ricoprono il ruolo di avanguardie umano-ibride, il segnale farà mutare gli addotti (che sono sostanzialmente degli ibridi) nel proprio corrispondente genetico desiderato ( superuomo per le élite e schiavi per tutti gli altri). 

l’HAARP potrebbe essere il sistema trasmissivo che si avvale delle scie chimiche, le quali, permeando il cielo con sostanze adatte, permetterebbero al segnale di essere ovunque contemporaneamente. L’effetto inizialmente procederebbe lentamente (i malati di Morgellons sarebbero le avanguardie), ma poi, essendo l’atmosfera un sistema rettodalla teoria del caos, dopo un certo punto si avrebbe un effetto globale e istantaneo come lo scatto d’un interruttore. 

Abbiamo visto infatti che nelle scie chimiche ritroviamo prevalentemente Alluminio, Bario, Silicio e materiale organico geneticamente modificato (viron).
L’Alluminio, oltre a quanto già visto, altera il funzionamento delle cellule cerebrali, impedendo la risonanza del cervello alla frequenza di Schumann, usata nelle meditazioni di guarigione e nelle tecniche mentali di autodifesa da quelle entità che parassitano energeticamente l’uomo da sempre.

Il Silicio, biologicamente simile al Carbonio, entra nella struttura cellulare che diventa “altro”, tramite irrorazione nelle scie chimiche in forma pura e come nanorobot al Silicio. Il materiale organico fungerebbe da trasportatore di informazione genetica che si aggancia al RNA2’5’-Si, permettendo all’élite di controllare il DNA da qualche postazione segreta.

Nel frattempo si saranno però forgiati dalle difficoltà alcuni individui che avranno scoperto, per scelta o per necessità, la propria divinità, imparando a usare mezzi non convenzionali per comunicare (telepatia e chiaro-udienza), per conoscere (chiaroveggenza), per spostarsi (viaggi astrali), per curarsi (medicina alternativa) e per difendersi, dove alla base vi è una tecnica mentale per affrontare il problema all'origine: tutto è pensiero.

Per sopravvivere diventerà indispensabile agire con tecniche mentali. La coscienza comune di tali uomini costituirà un serbatoio di esperienze alle quali potranno attingere coloro che ne avranno bisogno, contribuendo a loro volta in un circolo virtuoso. Costoro, che chiameremo figli della Luce, fuggiranno da ogni compromesso creando un solco col mondo sempre più satanico e retto da quelli che chiameremo figli delle Tenebre. 

In molti testi sacri per loro natura simbolico-archetipici, tra i quali i Vangeli cristiani e l’Apocalisse, ritroviamo la tromba del giudizio universale che, negli ultimi tempi dell’umanità, squilla da un’estremità all’altra del cielo, dopodiché a questo segnale ciascuno risorge a modo suo: chi per una resurrezione di vita, chi per una di condanna. 

La resurrezione sottintende dapprima la morte del vecchio, sostituito istantaneamente da qualcosa di diverso, cosicché le nano-macchine di Morgellons svolgerebbero la funzione di ricevitori del segnale e innescatori della reazione.
 
La fine di una storia è come la fine di un capitolo. Un punto che ti fa andare a capo. Punteggiatura che ti aiuta a riprendere fiato, che ti aiuta a capire e ricominciare un nuovo capoverso.


L'articolo non è finito, continua QUI

Consiglio di leggere anche gli altri articoli postati nel blog sotto menzionato:

giovedì 19 luglio 2012

Elettromagnetismo scalare



Che cosa è "Elettromagnetismo scalare"?


L'Elettromagnetismo scalare EM è il frutto del Lt. Col. (in pensione) Thomas E. Bearden, un analista di sistemi e specialista di wargames che è ha sostenuto la visione dell'elettromagnetismo che si basa sulla nozione di un vasto sfondo invisibile di energie scalari (a differenza delle energie vettoriali) e, che stanno alla base tutta la realtà fisica.

Quello che oggi funziona con la ingegneria elettronica, afferma Bearden, è un sottoinsieme di una più alta topologia EM. Bearden sostiene che le quattro "equazioni di Maxwell" insegnate oggi in ingegneria elettrica sono in realtà un eccesso di semplificazione un sottoinsieme del lavoro originale di Maxwell . La potatura è stata fatta da Oliver Heaviside nel tardo 19° secolo; Heaviside ha preso le equazioni originali di Maxwell, scritte in quaternioni di Hamilton (in relazione a ciò che noi oggi chiamiamo spinori), e mediamente "semplificate" tagliando via la parte scalare dei numeri complessi, lasciando intatta una parte anata del facile lavoro che la Radio Ingegneria.

Dopo tutto, l'intera industria elettronica come la conosciamo noi nasce dalla del telefono/radio tecnologie dei primi anni del 1900. Chi può sostenere che l'approccio "vettoriale" è inadeguato?

Beh, Bearden dice che quando Heaviside ha buttato fuori la parte scalare dell'equazione quaternionica EM, inconsapevolmente ha buttato fuori la possibilità di unificare la gravitazione con l'elettromagnetismo - che è stato il Santo Graal per gli scienziati dal momento e che lo stesso Einstein ha lottato con il problema. 




Questo perché la parte scalare del quaternione, secondo Bearden, era la parte che ha catturato o modellato sullo "stress e sull'etere" - che porta alla curva/deformazione dello spazio-tempo dell'uno di Einstein. Tom Bearden dice che possiamo unificare la gravità con EM, e convertire avanti e indietro tra di loro, se vogliamo capire come vettori e scalari si riferiscono l'uno all'altro e quali sono le ramificazioni.

I campi vettoriali possono evidentemente essere assemblati correttamente interferendo potenziali scalari ( previsti nel 1903-4 dal matematico ET Whittaker e probabilmente progettato dai sovietici).
Viceversa, i campi scalari possono essere creati per distruggere ed interferire nei campi vettoriali, in un mezzo non lineare.

Variando i componenti del vettore ritmicamente si produce ciò che Bearden chiama "onde scalari". Queste increspature nello spazio-tempo si ritiene che possano indurre uno stress ondulatorio "nell'etere", a sua volta conduce alla progettazione della struttura dello spazio puro e/o di massa in una zona localizzata - in altre parole, in attuazione la Relatività Generale (curvatura dello spazio-tempo) sul laboratorio di panchina!



Tom Bearden ha continuato a registrare, in molti dei suoi libri pubblicati nel 1980, a proclamare che l'ex Unione Sovietica aveva creato un arsenale fantastico di una mente flessibile per gli armamenti basati su questa tecnologia scalare, che hanno chiamato "energetica" e che Bearden sostiene è stato sviluppato da alcune idee scartate originati da Nikola Tesla .

Ora che la Guerra Fredda è apparentemente finita, non siamo sicuri di come Bearden vede le sue affermazioni precedenti, ma notiamo che egli ha rivolto la sua attenzione dalle armi scalari sovietiche e verso la produzione di "energia libera" dal vuoto dello spazio, utilizzando i principi di coniugazione di fase ottica, ma in un modo più generalizzato.

Ecco il punto:
Se la teoria EM scalare di Bearden è corretta, allora possiamo costruire dispositivi che ci permettono di alterare la gravità, il tempo, l'inerzia, e la massa apparente di un oggetto. Questo naturalmente ha enormi implicazioni per applicazioni militari, lo spazio a bordo dei veicoli guidati, il viaggio nel tempo, teletrasporto, fenomeni paranormali, e quasi ogni altra area si possa pensare.




La grande domanda è, sarà il 21° secolo che vedrà l'accettazione, lo sviluppo e l'implementazione delle idee Bearden, o sarà l'EM Scalare che si trova in uno stato ancora di vicolo cieco? .... Quali sono i governi del mondo che hanno questi dispositivi ORA? ... Bearden dice almeno "tre altre nazioni, non ostili agli Stati Uniti", ora sono in possesso di tecnologia scalare.

Supposte IMPLICAZIONI

Come si può notare, le implicazioni del nuovo approccio sono profonde. Gli autori credono di aver inaugurato il precursore di una nuova vasta fisica, che cambierà le nostre vite, e la nostra visione della realtà fisica, in forme prima insospettate. Con la masterizzazione , il vasto controllo del gating, l'incredibile energia del vuoto ribollente, è in grado di alimentare le nostre automobili, macchine volanti, e la inesauribile tecnologia. 

Inoltre, può essere fatta assolutamente con energia pulita, non ci sono sostanze chimiche inquinanti nocive per avvelenare la biosfera. Con l'antigravità in pratica, le navi spaziali possono essere sviluppate per attraversare il sistema solare così prontamente come si attraversa l'oceano oggi. E le navi, automobili, e la tecnologia non sarà mai a corto di carburante, il vuoto inesauribile riempie ogni sistema, ovunque, fino a traboccare.

Non abbiamo discusso in questo documento, quello che succede ai sistemi viventi, di fronte al problema di raggiungere la negentropia in modo da mantenere la loro forma in una dissipativa realtà fisica esterna, è sempre stato utilizzato il nascosto canale interno per cose come la mente, pensiero, controllo delle cellule e dell funzioni vitali.

Con la nuova metodologia, si deve ora affrontare l'avvento di accesso e di ingegneria della mente e della vita di chi osserva facilmente come il corpo fisico dell'osservatore. Trasmutazione degli elementi, il controllo del tempo, illuminazione e l'alimentazione delle nostre città e nelle case a basso costo di energia pulita, la visione del futuro, è la fornitura di abbondanza per tutti. Possiamo infatti ripulire le scorie radioattive, liberarci di grossolani centrali nucleari e petrolio. Sottolineiamo fortemente che, con la possibilità di progettare dello stesso Schroedinger, la nuova metodologia consente la progettazione e controllo diretto del cambiamento quantistico, e quindi della realtà fisica stessa.

La metodologia è estendibile ad iper dimensioni; i livelli nidificati virtuali del vuoto sono già proprio questo. L'autore ha già sottolineato l'applicazione di questa tecnologia emergente per la cura assoluta di malattie come AIDS, cancro, leucemia, ecc, e dimostrato che il dispositivo Priore in Francia ha già dimostrato l'efficacia della domanda negli anni '60 e '70. Saremo in grado di liberare noi stessi e i nostri discendenti dalle malattie. Con accesso diretto al software vero e proprio della vita e della mente, in futuro dovremmo essere in grado di raggiungere livelli di istruzione precedentemente irraggiungibili, inserendo direttamente il relativo software.

In precedenza abbiamo anche sottolineato che quattro nazioni del mondo stanno già intraprendendo la militarizzazione della tecnologia EM scalare del campo unificato. È preoccupante pensare che, oltre ad avere la capacità di rendere il nostro pianeta un paradiso per l'umanità, si avrà anche la possibilità di trasformarlo in un Ade. Per questo motivo, stiamo facendo del nostro meglio per chiarire il concetto tecnico e la teoria in questo 199, si spera con la visione che l'umanità saprà cogliere gli aspetti positivi, sviluppare ed applicare questa tecnologia per il miglioramento di tutte le persone in tutto il mondo.

Molto tempo fa, Albert Einstein disse queste parole: "Sarebbe certamente un grande passo avanti se saremo riusciti a combinare il campo gravitazionale e il campo elettromagnetico in una singola struttura Solo così potrebbe l'epoca in fisica teorica inaugurata da Faraday e Clerk Maxwell. essere portato a termine soddisfacentemente ". Teilhard de Chardin ha scritto: "Un giorno, dopo aver dominato i venti, le onde, le maree e la gravità, sfrutteremo le energie del fuoco e l'amore di Dio, quindi per la seconda volta nella storia del mondo l'uomo scopre se stesso. " Gli autori credono fervidamente che siamo arrivati al fuoco per la seconda volta, come ha allegorizzato de Chardin. Se è così, dobbiamo tutti utilizzare la conoscenza con saggezza.

Traduzione a cura di wlady
By Rick Andersen, 7/3/97

venerdì 13 luglio 2012

"OMOLOGAZIONE" ... eterno tramonto

Mangia, mangia, diventi ciò che mangi ...




Riprese e montaggio video: Leonardo Antonicelli (SirSettler).
Testo e parlato: Mason Massy James.

mercoledì 11 luglio 2012

esiste il tempo?

 FISICA, DIO E DEI

 di Giuliana Conforto

Ebbene hanno trovato finalmente la così detta “particella di Dio”, il bosone di Higgs. Dopo anni di ricerche, migliaia di ingegni impiegati e costi lievitati, abbiamo finalmente una “certezza”: “Dio c’è” o meglio “Higgs esiste”.

Intendiamoci io sono contenta. Questo bosone conferma il Modello Standard che è il mio cavallo di battaglia: mi ha consentito di distinguermi dalle mode spirituali e di penetrare la complessa natura della materia, di mostrare che non c’è un solo genere di materia come si crede: ce ne sono tre, tutti e tre uniti al campo, rivelato al CERN negli anni ’80 e chiamato “elettrodebole”. 

Questi tre generi più questo campo formano, secondo me, i quattro elementi - fuoco, aria, acqua e terra - che Empedocle ha definito circa 2500 anni fa. In modo analogo alle quattro basi del DNA, questi quattro elementi possono spiegare l’esistenza di infiniti universi, tutti uniti tra loro e, ciascuno, composto di una delle “infinite combinazioni di materia” come diceva Giordano Bruno. Oggi, grazie al Modello Standard, si può aggiungere che le combinazioni riguardano anche tre generi di anti materia. Quindi gli elementi non sono solo quattro, ma sette.
  
Incredibile, ma vero se cercate su Internet “Modello Standard” ne trovate di norma solo quattro. Perché? Perché l’antimateria crea il “problema” che le menti scientifiche non vogliono affrontare: il tempo. Le scienze non sanno che cosa è il tempo, ma si gloriano di misurarlo.  

Trovo perciò ridicoli i toni trionfalistici degli zelanti divulgatori e gli interventi dell’astrofisica che ne approfitta per “confermare” un quadro dell’universo che esclude l’uomo, riaffermare cioè il nostro isolamento nel tempo e nello spazio da tutto il resto. 

Infine chiamare in causa “dio” evoca una diatriba tra scienze e religioni, ormai artificiosa. Chiamiamolo bosone e riconosciamo le sue funzioni che svelano invece l’unità dei sette elementi alla base degli infiniti universi di cui noi, umani, possiamo essere partecipi. Questa unità implica una rivoluzione della rivoluzione copernicana, un rovesciamento di tutte le prospettive, inclusa la nostra sudditanza a “dio”. 

E’ la possibilità di innescare una nuova alleanza tra Uomo e Natura, riconoscere il ruolo cruciale dell’osservatore e delle convinzioni spesso false che lo esiliano dal suo ruolo di protagonista e lo rendono succube del sistema. Più che di “dio”, abbiamo bisogno di un mondo giusto, saggio e prospero, un mondo che rispetti i sentimenti e la dignità dell’Uomo. 




Il bosone di Higgs può essere utile a capire che non siamo affatto separati dal Paradiso, né cacciati per un curioso peccato; il bosone decade infatti in vari modi, tra cui i miei due preferiti che denunciano l’unità tra l’umanità e la Natura tutta. Un decadimento è in una coppia di bosoni Z, che uniscono i tre generi di materia e i tre di antimateria e quindi, perché no, anche i nostri corpi. Un altro decadimento è quello in quattro mesoni mu che compongono i raggi cosmici.  

Questi pervadono a velocità elevatissime tutto l’universo osservato, senza alcuna origine apparente. I raggi cosmici sono la traccia di un universo parallelo, secondo me, e il mistero della loro origine è tutt'altro che secondario: la loro crescente intensità sembra legata al riscaldamento globale del pianeta e ciò mette una pietra tombale sull’ultimo bluff perpetrato dai “buoni” che vogliono salvare la terra: l’effetto serra di origine umana.

Oggi molti hanno capito che la divisione tra bene e male, oppure tra destra e sinistra, è solo apparente, utile a creare schieramenti, conflitti e, soprattutto, a conservare il vero potere che domina il mondo: quello bancario. Pochi hanno però intravisto l’origine reale di questo potere che fa debiti e li scarica sui popoli. È la conoscenza ortodossa, secondo me, che ignora il significato del tempo.

Eppure sul tempo si calcola tutto: salari, profitti, debiti e persino “valori” quali gli spread e il PIL che determinano la politica mondiale. Buona parte di responsabilità sul mistero del tempo spetta alla disciplina al di sopra di ogni sospetto, l’astrofisica ortodossa. 

Questa riconosce che non può osservare il 96% della massa che lei stessa calcola, ma insiste a credere nell’oggettività dello spaziotempo e “dimentica” che è un effetto del  campo elettromagnetico, il “dio” che domina l’attuale tecnologia, legato all’altro “dio” che domina la piccola porzione osservata: il campo gravitazionale. 

Fedele credente in questi due “dei”, l’ortodossia non si spiega l’immane energia oscura che sta vincendo la gravità tando da accelerare l’espansione dell’universo in pochi decenni, né il ruolo cruciale dei raggi cosmici.

Ciò malgrado assicura che l’universo osservato – il misero 4% – ha un’età di 13,7 miliardi di anni. E noi, piccoli umani, che viviamo nemmeno 100 anni e abbiamo una storia di appena 13 mila anni, saremmo i suoi “unici” osservatori intelligenti. L’abisso temporale, che divide uomo e universo, si ripropone poi a cascata su tutto, sulla Terra che avrebbe solo 4 miliardi di anni, sulla formazione delle risorse petrolifere che risalirebbero a milioni di anni fa e sui limiti delle risorse, garantiti da tutti, buoni e cattivi, e tali da giustificare la “necessità” di accaparrarle, di dislocare sul pianeta eserciti per “difenderle” e magari costruire chiese pronte a benedire gli eserciti.

Il fatto è che nessuna disciplina ortodossa sa che cosa è la Vita che genera non uno, ma tanti diversi tempi o meglio tanti ritmi, parte di un’unica Opera. Se la Vita è “l’unica Forza che anima infiniti mondi intelligenti”, come dice Giordano Bruno ed è la Forza Elettrodebole che unisce i diversi tempi dei vari elementi, come dico io, l’ortodossia è sconvolta. Dovrebbe riconoscere che la chiesa cattolica non ha affatto l’esclusiva della comunione con “dio”, né ha alcun diritto di scomunicare. Una Forza universale è in comunione con tutti e tutto. 

Questa Forza ha due lati con cui si manifesta all’uomo, proprio come suggerisce la saga di Guerre Stellari: uno è il “dio” campo elettromagnetico e, l’altro, è il campo nucleare debole, noto agli specialisti che però non sanno usarlo, perché è imprevedibile. 

Non offrendo le “certezze” richieste alle scienze, il campo nucleare debole  non è stato posto sul piedistallo divino ed è un illustre sconosciuto. Guarda caso, questo è proprio il lato luminoso della Forza, quello che porta il suo Messaggio integro e comprende un immane flusso di bosoni Z che penetrano tutti i corpi. Questo flusso potrebbe coincidere con il Fiume della Vita di cui parlava Eraclito nell’antica Grecia, avere effetti benefici sugli organismi e, calcoli alla mano, smentire clamorosamente l’idea dei limiti delle risorse.
  
Nessuno lo dice e tutti credono ai limiti. Il perché è ovvio: senza più limiti di energia, l’uomo non ha più paura. Ed è la paura che favorisce l’esercizio del potere e la sudditanza degli uomini agli “dei”.


La Vita si riproduce in attimi brevissimi.  Tutti i processi vitali sono miliardi di volte più celeri della unità di tempo – il secondo – che la scienza ortodossa si vanta di misurare con la precisione di un milionesimo di miliardesimo di secondo, precisione non sufficiente a osservare fenomeni quali il concepimento, lo sviluppo embrionale, la secrezione ormonale, il ripiegamento delle proteine, etc. 

Così la Vita rimane un “mistero” e così si evita di indagare sugli “attimi fuggenti”, quelli delle intuizioni e della creatività, sul significato dell’eros represso da tutte le religioni, su quegli attimi irripetibili che segnano scelte essenziali e cambiano tutto, travolgono il passato e creano un nuovo futuro. Invece di proporre nuovi “dei”, che offrono “certezze”, dovremmo interrogarci sul ruolo del potere temporale, ovvero sul nostro stesso credo in un tempo unico, lineare e immutabile che ci ancora a un sistema, fondato sul debito.

Esiste il tempo? Quasi tutti sono pronti a giurare di si. Alcuni più raffinati distinguono tra il tempo lineare, promosso dal potere temporale con sede centrale a Roma, il tempo ciclico, tipico di tutte le civiltà antiche tra cui i Maya con i loro vari calendari, e l’eternità tipica degli “dei”venerati dalla scienza ortodossa: i due campi, elettromagnetico e gravitazionale. Il primo crea lo spazio e il tempo e, il secondo, crea il peso sulla terra e la gravità che vincola la stessa terra al sole. 

Ebbene entrambi questi due campi stanno mutando a ritmi accelerati e così svelando che il “mistero” del tempo non è tale: è un insieme di ritmi che stanno accelerando, parte di quella grandiosa OPERA che è compiuta dalla Vita, la Forza che non fa elezioni, ma selezione.  Oggi più che mai è cruciale una nuova alleanza tra Uomo e Natura che ci liberi dalla sudditanza da qualsiasi potere.

Con il potere temporale, garantito dai calendari, le religioni hanno consentito il marketing e la dipendenza globale del mondo dal tempo. Contrariamente a quanto si crede, le scienze non le hanno contraddette fino in fondo. È vero che Einstein ha dimostrato l’elasticità e la relatività del tempo, ma solo per velocità prossime a quella della luce che non riguardano noi comuni mortali. Così almeno dicono gli ortodossi. Non abbiamo bisogno di neutrini per capire che le velocità superluminali esistono.

Tutta l’anti materia inverte la freccia del tempo, ma… non si deve sapere. Si potrebbe “scoprire” ciò che tutte o quasi le equazioni della fisica già testimoniano: il tempo non ha un’unica freccia, non corre solo dal passato al futuro, ma anche all’inverso, dal futuro al passato. Si potrebbe anche sospettare che l’età presunta dell’universo è il frutto di osservazioni limitate a una sola metà -  quella passata – e che nulla vieta che l’altra metà – quella futura – del campo elettromagnetico esista già. Infine si potrebbe svelare il grande inganno di tutta la conoscenza ortodossa, la sua tenacia nel nascondere il presente che non compare nelle equazioni, ma nella coscienza umana. Il presente è l’unico momento in cui possiamo agire per creare un nuovo futuro. Certo per questo servono attenzione, serenità e, soprattutto, la volontà.

Il mondo è senza padre, cioè senza volontà. L’unica preghiera suggerita dai Vangeli, riguarda il Padre. Quale può essere la Volontà di un Padre? Il bene di tutti i suoi figli, non privilegi per pochi forti e carità per tanti deboli, non miseria ormai estesa a tutti, dettata dai falsi “limiti delle risorse” e, soprattutto, da quelli presunti dell’uomo. Mentre la scoperta del bosone di Higgs è sulle prime pagine dei quotidiani che lo scambiano per “dio”, quella delle neuroscienze è passata in sordina.

L’energia oscura è presente nel cervello umano e opera in modi misteriosi, ma cruciali, soprattutto quando siamo a riposo e allorché progettiamo un nuovo futuro. Il nostro cervello ha potenzialità enormi, può realizzare progetti che servono al bene comune in un futuro imminente, riconoscere le infinite soluzioni a disposizione di una ricerca autentica e non schiava del solo lato oscuro: il passato visto con metà del “dio” campo elettromagnetico. Se usiamo le nostre abilità e i nostri talenti, invece che prostrarci all’altare dove collocano gli “dei”, possiamo riconoscere che non siamo affatto costretti a “lavorare con il sudore della fronte”, ma siamo liberi di usare la risorsa infinita: la coscienza, il contatto con le “infinite combinazioni di materia”, la nostra individuale comunione con l’eterno presente.

Oggi molti fenomeni, riconosciuti ma considerati misteri, non raggiungono gli onori della cronaca, oppure vengono sommersi da interpretazioni false e tendenziose come è successo per l’effetto serra, presunta causa del riscaldamento globale del pianeta. Intanto si sta riscaldando tutto il sistema solare e nessuno lo dice in TV. 

Intendiamoci si sopravvive e non è affatto la fine del mondo. Potrebbe essere però la fine degli “dei”, incluso quello così infinitamente “buono” che ti manda all’inferno per “reati di sesso”. Potrebbe essere la rivelazione che gli “dei” non hanno un’esistenza autonoma, ma dipendono dalle osservazioni, dalle azioni e le interpretazioni degli uomini.




È la rivelazione per cui sto lavorando.

Fonte: http://www.giulianaconforto.it/?p=1045

domenica 8 luglio 2012

Da Babilonia a Cueva de los Tayos

Padre Carlo Crespi, il vero scopritore del tesoro della Cueva de los Tayos (+ Video)


Padre Carlo Crespi, el verdadero descubridor del tesoro de la Cueva de los Tayos (+ Video)
Nella regione amazzonica ecuadoriana chiamata Morona Santiago esiste una caverna molto profonda, detta in spagnolo Cueva de los Tayos.

La caverna, che si trova ad un’altezza di 800 metri sul livello del mare, viene denominata Tayos, dal nome di caratteristici uccelli quasi ciechi che vivono nelle sue profondità. Gli indigeni Shuar o Jibaros (che avevano l’usanza di rimpicciolire il cranio dei nemici uccisi in battaglia), che vivono nelle vicinanze della grotta, usavano cibarsi di detti volatili. 
La più antica notizia della caverna risale al 1860 quando il generale Victor Proano inviò una breve descrizione della grotta al Presidente dell’Ecuador di allora, Garcia Moreno. 

Solo nel 1969 però, un ricercatore ungherese naturalizzato argentino, di nome Juan Moricz, esplorò a fondo la caverna, trovando molte lamine d’oro che riportavano delle incisioni arcaiche simili a geroglifici, statue antiche di stile mediorientale, e altri numerosi oggetti d’oro, argento e bronzo: scettri, elmi, dischi, placche.

Il ricercatore ungherese fece anche uno strano tentativo di ufficializzare la sua scoperta, registrando i suoi ritrovamenti nell’ufficio di un notaio di Guayaquil, il giorno 21 luglio 1969, ma le sue richieste non furono accolte. 
Nel 1972 lo scrittore svedese Erik Von Daniken diffuse nel mondo il ritrovamento del ricercatore ungherese.
Quando la notizia dello strano ritrovamento di Moricz si sparse nel mondo, molti studiosi ed esoteristi decisero di esplorare la caverna con spedizioni private. 

Una delle prime e più ardite spedizioni fu quella condotta nel 1976 dal ricercatore scozzese Stanley Hall alla quale partecipò l’astronauta statunitense Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede nella Luna, il 21 luglio 1969
.
Si narra che l’astronauta riferì che i tre giorni nei quali rimase all’interno della grotta furono ancora più significativi del suo leggendario viaggio sulla Luna.
All’impresa prese parte lo speleologo argentino Julio Goyen Aguado, amico intimo di Juan Moricz, dal quale aveva avuto delle precise indicazioni sull’esatta localizzazione delle placche e lamine d’oro intagliate.
Sembra che Goyen Aguado, su indicazione di Moricz, che non partecipò alla spedizione, abbia depistato Stanley Hall, senza permettere agli anglosassoni di appropriarsi degli antichi reperti d’oro.

 



Altre versioni della storia indicano invece che gli anglosassoni razziarono parte del tesoro, trasportandolo illegalmente al di fuori dell’Ecuador.
Secondo altri ricercatori il vero scopritore degli immani tesori archeologici della Cueva de los Tayos non fu l’ungherese Moricz, ma bensì il prete salesiano Carlo Crespi (1891-1982), nativo di Milano.
Crespi avrebbe indicato a Moricz come entrare nella caverna e come trovare la giusta via nel labirinto senza fondo situato nelle sue profondità.
Carlo Crespi, che giunse nella selva amazzonica ecuadoriana nel lontano 1927, seppe conquistarsi nel tempo la fiducia degli autoctoni Jibaro, e si fece consegnare, nel corso di decenni, centinaia di favolosi pezzi archeologici risalenti ad un epoca sconosciuta, molti di essi d’oro o laminati d’oro, spesso intagliati magistralmente con arcaici geroglifici che, a tutt’oggi, nessuno ha saputo decifrare. 

A partire dal 1960 Crespi ottenne dal Vaticano l’autorizzazione ad aprire un museo nella città di Cuenca, dove era ubicata la sua missione salesiana. Nel 1962 ci fu un incendio, e alcuni reperti furono perduti per sempre.

Crespi era convinto che le lamine e le placche d’oro da lui trovate e studiate, indicassero senza ombra di dubbio che il mondo antico medio-orientale antecedente al diluvio universale fosse in contatto con le civiltà che si erano sviluppate nel Nuovo Mondo, che erano già presenti in America a partire da sessanta millenni fa (vedi mia 
intervista all’archeologa Niede Guidon).

Secondo Padre Crespi, gli arcaici segni geroglifici che erano stati incisi o forse pressati con degli stampi, non erano altro che la lingua madre dell’umanità, l’idioma che si parlava prima del diluvio (vedi mio articolo sul nostratico).
Le conclusioni di Carlo Crespi erano stranamente simili ad altri ricercatori dello stesso periodo, come l’esoterico peruviano Daniel Ruzo (studioso di Marcahuasi), il medium statunitense G.H.Williamson, l’archeologo italiano Costantino Cattoi, o il ricercatore italo-brasiliano Gabriele D’Annunzio Baraldi (che documentò a fondo la Pedra do Ingá). 
Verso la fine degli anni 70’ del secolo scorso Gabriele D’Annunzio Baraldi visitò a lungo Cuenca, dove conobbe sia Carlo Crespi che Juan Moricz.

In quell’occasione Carlo Crespi confidò all’italo-brasiliano che la Cueva de los Tayos era senza fondo e che le migliaia di diramazioni sotterranee non erano naturali, ma bensì costruite dall’uomo nel passato. 
Secondo Crespi la maggioranza dei reperti che gli indigeni gli consegnavano provenivano da una grande piramide sotterranea, situata in una località segreta. Il religioso italiano confessò poi a Baraldi che, per timore di futuri saccheggi, ordinò agli indigeni di coprire interamente di terra detta piramide, in modo che nessuno potesse mai più trovarla. 









Secondo Baraldi gli arcaici geroglifici incisi nelle lamine d’oro della Cueva de los Tayos, richiamavano all’antico alfabeto degli Ittiti, che secondo lui avevano viaggiato e parzialmente colonizzato il Sud America diciotto secoli prima di Cristo. Baraldi notò che in molte placche e lamine d’oro erano ricorrenti vari segni: il sole, la piramide, il serpente, l’elefante.
In particolare la placca dove venne incisa una piramide con un sole nella sua sommità venne interpretata da Baraldi come una gigantesca eruzione vulcanica che avvenne in epoche remote.

Quando Carlo Crespi morì, nell'aprile del 1982, la sua fantasmagorica collezione d’arte antidiluviana fu sigillata per sempre, e nessuno poté mai più ammirarla. Vi sono molte voci sulla sorte dei preziosissimi reperti raccolti pazientemente durante lunghi decenni dal religioso milanese.
Secondo alcuni furono semplicemente inviati in segreto a Roma, e giacerebbero ancora adesso in qualche cavó del Vaticano.

Altre fonti proverebbero che il Banco Centrale dell’Ecuador abbia acquisito, per la somma di 10.667.210 $, circa 5000 pezzi archeologici in oro e argento. Il responsabile del museo del Banco Centrale dell’Ecuador, però, Ernesto Davila Trujillo, smentì categoricamente che l’entità di Stato acquisì la collezione privata di Padre Crespi. 

A prescindere dalla localizzazione fisica attuale dei reperti archeologici di Padre Crespi, restano le fotografie e le numerose testimonianze di molti studiosi a prova della loro veridicità.

Sembra quasi che qualcuno abbia voluto occultare i fantastici pezzi archeologici collezionati e studiati dal religioso milanese. Perché?
Sicuramente la prova che popoli antidiluviani, e altri successivi al diluvio, ma prettamente medio-orentali, abbiano visitato il bacino del Rio delle Amazzoni in tempi così remoti e vi abbiano lasciato una tale quantità di meravigliosi reperti, è una verità che potrebbe essere scomoda. Molti storici convenzionali hanno descritto Padre Crespi come un impostore o semplicemente un visionario, che ha mostrato come autentiche delle lamine d’oro che erano semplicemente dei falsi o delle copie di altre creazioni artistiche medio-orientali. 

La mia opinione sugli immani tesori della Cueva de los Tayos è che sono autentici e provengono dal Medio-Oriente.
Bisogna però distinguere tra alcuni reperti dove sono stati intagliati degli apparenti geroglifici e altri che sono rappresentazioni d’arte Sumera, Assira, Egizia, Ittita. 

Sono convinto che prima del diluvio i popoli che vivevano nella terraferma corrispondente all’attuale piattaforma continentale del continente africano (poi sommersa), avessero frequenti scambi con i popoli che, già da sessanta millenni prima di Cristo, vivevano nell’attuale Brasile. 
La Pedra do Ingá, studiata a fondo dal ricercatore Baraldi, e da me descritta nel gennaio del 2010, testimonia che popoli antichissimi rappresentarono un evento per loro importantissimo (forse il diluvio universale?), utilizzando un arcaico metodo di scrittura (una forma di nostratico?), dopo essere giunti nell’odierno Brasile in seguito ad un evento fortuito. 


E’ utile ricordare inoltre, anche l’arcaico alfabeto inciso nella statuetta (che proveniva dall’interno del Brasile), di basalto nero che fu donata all’esploratore Percy Fawcett dallo scrittore Rider Haggard. Detto alfabeto è molto simile ai segni incisi nelle lamine d’oro della Cueva de los Tayos.

In questo senso si possono individuare e descrivere alcune iscrizioni arcaiche dei reperti trovati nella Cueva de los Tayos come facenti parte dell’idioma nostratico. 

 

Per quanto riguarda invece altri reperti, di chiara derivazione medio-orientale post-diluviana, ritengo opportuno considerarli come resti di varie spedizioni occasionali che furono attuate a partire dal terzo millennio prima di Cristo dai Sumeri e in seguito da Egizi, Fenici e Cartaginesi.

Queste mie conclusioni non sono solo supportate dal fatto che resti di foglia di coca furono travati nelle mummie egizie, ma soprattutto dai recenti ritrovamenti nell’altopiano andino come la Fuente Magna e il monolito di Pokotia

Resta il mistero del perché tutto quell’immane tesoro sia stato ammassato nella Cueva de los Tayos e nei labirinti che si trovano nelle sue profondità. 
A mio parere è possibile che limitati gruppi di discendenti di anti-diluviani, sopravvissuti all’enorme catastrofe, una volta sbarcati in Sud America, abbiano voluto salvare le loro preziosissime reliquie, nascondendole in seguito in una grotta ritenuta da loro sicura. 



Per quanto riguarda invece i popoli medio-orientali post-diluviani, mi riferisco in particolare ai Sumeri, Egizi, Fenici e Cartaginesi, è possibile che ogni gruppo viaggiasse con particolari insegne della loro stirpe e della loro origine, che nel corso dei secoli si persero nelle Ande (come il caso della Fuente Magna). In seguito gli antenati degli indigeni Suhar ammassarono dette reliquie nella Cueva de los Tayos ritenendoli oggetti sacri che dovevano per forza essere raccolti in un luogo ritenuto magico dalla loro tradizione.

YURI LEVERATTO
Copyright 2010

E’ possibile riprodurre questo articolo indicando chiaramente il nome dell’autore e linkando la fonte www.yurileveratto.com

Si ringrazia il ricercatore Claudio Cacchi per l'invio di materiale relazionato all'argomento.

NB: il video è tratto dal sito personale di Stanley Hall.
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